Amore perduto

di Plando
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** La promessa ***
Capitolo 2: *** Verde e viola ***



Capitolo 1
*** La promessa ***


Nick si svegliò presto come sempre, bevuto il caffè e resosi conto che sarebbe stato un giorno come tutti gli altri si preparò svogliato per un'altra insignificante serie di pattuglie.

Arrivato al distretto Clawhauser lo salutò allegro come sempre "Ciao Nick come va oggi?"

"Come al solito, troppe facce nuove oggi che succede?"

"Sono arrivate le reclute dal campo di addestramento, mi sa che oggi te ne assegneranno una, in fondo sei uno dei poliziotti più esperti qua"

"Per carità, in otto anni che sono qui non ho mai avuto a che fare con un dilettante, non intendo iniziare ora, poi non potrei mai abbandonare il mio partner, come pensi che si sentirebbe?"

Clawhauser ci pensò su un secondo poi disse "Considerando che siete i due migliori poliziotti della città è probabile che gli venga assegnata una recluta, quindi temo che hai poche possibilità"

"Naaa quel vecchio bufalo non mi farebbe mai un tiro del genere" Poi si portò la zampa sul muso "Almeno lo spero"

Arrivato nell'arena dovette fare un vero e proprio slalom tra i suoi colleghi per arrivare alla sua sedia, sempre la solita, dopo aver salutato Wolfard e Grizzoli si sedette,di fianco a lui una giovane lince fresca di accademia, non la degnò di uno sguardo.

"Piacere, Oscar Ruiz" La lince gli porse la zampa.

Senza nemmeno voltarsi si presentò con voce infastidita "Nicholas Wilde"

"Uau il famoso Nick Wilde, il miglior agente di Zootropolis, posso chiamarti Nick?"

"NO"

In quel momento entrò Bogo, tutti si misero seduti e in silenzio, senza che dovesse dire una parola.

"I tempi sono proprio cambiati" pensò Nick guardandosi attorno e pensando ai vecchi colleghi che non c'erano più, chi per la pensione, alcuni per trasferimenti, ma la sua attenzione andò ai sette che da qualche anno erano venuti a mancare per un motivo ben più grave "Quanto mi manca la cagnara che si faceva e Bogo che sbraitava"

Bogo si guardò intorno, probabilmente facendo gli stessi pensieri della volpe e poi iniziò il suo classico discorso sulle nuove leve "Allora, ci sono nuove reclute che vorrei presentarvi, ma in fondo a chi importa?"

Il viso di Nick si contornò con un leggero ghigno, per quanto monotona la giornata fosse quella battuta gli strappava sempre un sorriso.

"Oggi faremo pattuglie, affiancherò agenti esperti con una recluta, cominciamo con agente Wolfard con Lambert, distretto Rainforest" Il lupo si alzo seguito da una zebra.

Nick battè i pugni sul tavolo contrariato "Bene, quindi adesso che Wolfard è occupato con un dilettante immagino che io dovrò fare tutto da solo"

"Immagini male, perchè con te verrà l'agente Ruiz, Downtown, e porta rispetto, loro sono tuoi pari"

"Si certo" pensò Nick "Come se non sapessi come hai trattato carotina al suo primo giorno di lavoro"

Nick si alzò in piedi e fece cenno alla lince di seguirlo "Andiamo agente Ruiz"

Oscar si alzò e gli andò dietro, non era come se lo aspettava, i giornali lo ritraevano come un'eroe, ma in quel momento lo vedeva come una volpe che odiava il fatto di doverselo trascinare dietro, arrivati alla volante si fece coraggio e gli pose la domanda che lo assillava "Ho fatto qualcosa di sbagliato? Se l'ho offesa mi scuso, non era mia intenzione"

La volpe lo fissava dall'alto al basso e con tono e viso serio gli rispose "Non hai fatto niente di sbagliato e non mi hai offeso, ora mettiti alla guida"

Passarono quasi tutto il giorno in silenzio, nessuno dei due pronunciava una parola se non per Nick quando incappavano in una rissa o in qualche pirata della strada, e quello che diceva era sempre la stessa frase "Stai qua, ci penso io"



Quando mancava meno di un'ora a finire il turno Oscar, stufo di quel silenzio, decise di provare a intavolare un discorso "Ho notato la fede, come si chiama sua moglie?"

Nick che stava osservando fuori dal finestrino non si aspettava una domanda del genere ed ebbe un sussulto pensando a cosa rispondere senza distogliere lo sguardo dal finestrino.

"Judy, e mi dispiace dirti che hai tentato di rompere il ghiaccio con un tasto dolente, mi ha lasciato tempo fà"

"Mi dispiace, io non pensavo..."

"Se assieme a non pensare fai anche a meno di parlare forse è meglio"

In quel momento arrivò una chiamata generale da parte di Clawhauser alla radio "A tutti gli agenti in ascolto, rapina a mano armata al Twin Pines Mall, dirigersi subito li"

Oscar stava guidando e osservava Nick, avrebbe dovuto rispondere alla chiamata, erano i più vicini, invece lui guardava la radio con gli occhi sbarrati e a vederlo in faccia sembrava terrorizzato, al punto che decise di accostare e rispondere lui, nel momento in cui prese la radio la zampa di Nick lo afferrò, tremava come una foglia.

"No lascia stare ci penserà qualcun'altro"

La lince era incredula, come poteva dire una cosa del genere "C'è una rapina in corso, dobbiamo intervenire"

Nick abbassò lo sguardo alla radio "Twin Pines Mall, con tutti i posti perchè proprio li"

Dalla radio arrivò un'altra chiamata, stavolta era il capitano Bogo "Agenti Ruiz e Wilde, voglio che torniate subito in centrale, gli agenti Higgins e Wolfard sono già in viaggio per il supermercato, sistemeranno tutto loro"

A questo punto non gli rimase altro da fare che obbedire, nel frattempo Nick si era calmato e non disse più nulla.



Arrivati in centrale Nick si diresse verso l'ufficio di Bogo e Oscar andò verso Clawhauser, aveva capito fin da subito che era un chiacchierone e voleva sapere che succedeva.

"Buonasera ...Clawhesser?"

"Clawhauser, e tu devi essere l'agente Ruiz, com'è andata con Nick?"

Non ci voleva girare troppo attorno, così evitò la domanda e gli fece subito la sua "Che è successo al Twin Pines Mall per spaventare così tanto l'agente Wilde?"

Il ghepardo chinò il capo, nemmeno a lui piaceva ricordare quella vicenda.

"Cinque anni fà non c'era un centro commerciale li, ma un vecchio capannone che veniva usato da dei narcotrafficanti che avevano iniziato un giro di cocaina in tutta Zootropolis, in quel periodo il capitano Bogo era in ospedale dopo essere stato ferito e Nick fù temporaneamente a capo del dipartimento, formò una squadra di nove poliziotti, lui compreso per fare irruzione e arrestare tutti, ma...era una trappola, tutto il capannone era tappezzato di esplosivo e quando la squadra fu dentro venne giù come un castello di carte, Nick ne uscì illeso e Wolfard si salvò per miracolo, una nostra collega è ancora in coma da allora, gli altri sei morirono tutti"

La lince cominciava a capire "Per quello non riesce ad avvicinarsi a quel posto? Si sente responsabile di quanto successo?"

"Si, quel giorno ha perso molti amici, per questo non vede di buon occhio i nuovi arrivati, ma non è tutto, in quella squadra c'era anche l'agente Hopps, la moglie di Nick"

Ora era tutto chiaro "Quindi l'agente in coma è..." Prima che potesse finire la frase vide arrivare Nick che passandogli di fianco prima salutò Clawhauser poi rivolse la parola alla lince.

"A domani agente Ruiz"

"A domani" rispose lui.

Salito in auto Nick partì, prima di andare a casa sarebbe andato da lei, come faceva ogni sera da cinque anni, gli avrebbe parlato sapendo che non avrebbe ottenuto nessuna risposta, ma quel giorno era diverso, era passato troppo tempo e decise che quel giorno avrebbe mantenuto la promessa, una volta davanti a lei non potè fare a meno di pensare a quel giorno di cinque anni prima.



Nick correva per i corridoi infiniti dell'ospedale, ormai non ci sperava più e la disperazione andava scemando man mano che si avvicinava alla sua stanza, l'avevano trovata ed era viva, non contava altro per lui, un medico che li conosceva capì dov'era diretto e gli andò dietro parlandogli, ma Nick non sentiva quello che gli diceva, era arrivato davanti la stanza e lei era li, distesa nel letto, cosciente, che parlava con Clawhauser.

Il medico gli si avvicinò "Sua moglie sta riposando, forse..."

Nick lo interruppe guardando Judy, era rimasta sepolta sotto le macerie per due giorni senza cibo ne acqua e il suo fisico ne aveva risentito parecchio "Non ha un bell'aspetto"

"Sua moglie ha un'inarrestabile emorragia interna, forse se l'avessimo raggiunta prima..."

Tolse lo sguardo dalla moglie per voltarsi verso il medico con aria preoccupata "Aspetti un momento, cosa sta dicendo?"

"Non riusciamo a fermare l'emorragia, se l'avessimo...non possiamo fare niente per lei"

La disperazione che a poco a poco aveva abbandonato Nick tornò più forte di prima, erano riusciti ad estrarla dalle macerie dopo due giorni, quando non c'era più speranza di trovarla viva, ora lei era li e sentirsi dire questo lo abbattè definitivamente e solo quando Clawhauser si alzò capì che doveva ricomporsi, non voleva che Judy lo vedesse in quello stato, lentamente si avvicinò al letto con il ghepardo che passandogli di fianco gli fece un sorriso e gli diede una pacca sulla spalla.

"Te lo dicevo che era viva, Judy Hopps è indistruttibile" Nick avrebbe voluto gridare, gridare ed aggredirlo per quella frase, ma era chiaro che lui non era al corrente della situazione della collega e la volpe si limitò ad annuire prima di arrivare al letto della moglie.

Era debole e anche parlare era uno sforzo immane per lei "N...Nick temevo di no...non rivederti più"

"Non preoccuparti amore, ora sono qui"

"Che ne è degli altri?"

"Wolfard se la caverà con lievi ferite, Francine invece, lei è in coma e non si sa se si risveglierà, gli altri non c'è l'hanno fatta"

Guardò la moglie negli occhi accarezzandogli la testa tra le lunghe orecchie "I medici pensano che ti rimetterai presto" Lo disse con tutta la convinzione che il suo stato d'animo gli concedeva, nascondendo tutta la tristezza che in quel momento lo stava distruggendo dentro.

Judy lo fissò e gli rivolse un sorriso "Bugiardo" Dopo due anni di matrimonio riusciva a capire benissimo quando mentiva, anche se era per il suo bene.

Nick non riuscì più a trattenere le lacrime che cominciarono a bagnarli il volto e lentamente poggiò la fronte a quella della moglie per poi baciarsi convinti del fatto che sarebbe stata l'ultima volta.

"Nick, ti ricordi cosa ci siamo promessi due anni fà?"

Nick annuì e continuando a piangere disse la frase "Prometti di amarla, confortarla, onorarla ed esserle vicino nella buona e nella cattiva sorte, di esserle fedele"

"Finchè morte non vi separi" Concluse lei con un sorriso.

Lui odiava quel punto, non poteva pensare a una tale eventualità, eppure stava succedendo ed era completamente impotente.

"Quando non sarai più vincolato da quella promessa voglio che vai avanti con la tua vita, non chiuderti in te stesso come un tempo o tutti i progressi fatti in questi anni saranno stati vani"

Judy allungò una zampa in cerca di quella del marito che la strinse forte a se.

"Promettimelo"

"Te lo pro...prometto"

La coniglietta con le lacrime agli occhi sorrise "Nick ti a..." Senza riuscire a terminare la frase la testa di Judy si chinò di lato e la sua zampa scivolò da quelle di Nick andando a posarsi sul letto.

"Anch'io ti amo" Lo disse piangendo, conscio del fatto che non lo poteva più sentire, guardò un'ultima volta quegli occhi viola prima di chiuderli con una carezza e lasciargli un bacio sulla fronte.



Nick fissava la lapide bianca, lesse l'epigrafe come aveva fatto innumerevoli volte "Qui riposa Judith Laverne Hopps, eroica poliziotta e amorevole moglie, caduta mentre svolgeva il suo dovere a difesa di Zootropolis"

"Hai vinto Carotina, ci sono voluti cinque anni ma hai vinto"

Detto questo si allontanò per andare verso casa, una volta arrivato aprì un cassetto e tirò fuori un cofanetto, dopo averlo aperto si tolse la fede dal dito e la mise accanto a quella della moglie, dentro ci stava anche la penna carota di Judy ancora con registrato Nick che spiegava i profitti che ricavava dalla vendita dei ghiaccioli e poi la sua Carotina che ammetteva di essere una coniglietta ottusa, i tre oggetti che più contavano per loro e che li aveva uniti a tal punto erano ora tutti insieme a testimoniare che il loro amore sarebbe continuato sempre e comunque.



Note
Si lo so dovrei andare avanti con le long, ma è tipo due settimane che cerco di finire questa e mi piace troppo come è venuta, quindi vorrà dire che ritarderò un pò il resto.

Ci sono due citazioni a due film, il primo è del 1985, per trovarla bisogna come dire, viaggiare nel tempo, la seconda è di un film del 1996 ed è descritta nella parte finale dell'ospedale, se nessuno li trova, non credo succederà sono abbastanza facili, li dirò nel secondo capitolo.

Grazie per aver letto, ditemi che ne pensate e alla prossima. Ciaooooo.

P.S. se qualcuno non lo ricordasse Francine è l'elefantessa a cui Bogo augura buon compleanno.
P.P.S. Cronologicamente è inserito 8 anni dopo la fine del film, 1 anno che stanno assieme, 2 di matrimonio fino alla morte di Judy e dopo 5 inizia la storia.
P.P.P.S. Lo so, mi dispiace per chi aveva già letto e in particolare mi scuso con forceedge che aveva già recensito ma cercando di correggere degli errori dal cellulare per sbaglio ho cancellato la storia, l'ho rimessa il prima possibile e già che c'ero l'ho sistemata, ora dovrebbe essere a posto, lo so non lo faccio più XD

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Capitolo 2
*** Verde e viola ***


"Sono dieci dollari grazie" Rapidamente la coniglia alla bancarella incartò frutta e verdura e dopo averla messa in un sacchetto la diede al suo cliente salutandolo.

La giornata non fù delle più proficue, passavano poche auto quel giorno e di quelle ancora meno si fermavano a fare acquisti.

"Che giornata schifosa, quasi quasi chiudo prima e me ne torno a casa" Aprì il cassetto della cassa, venticinque dollari in sei ore, e sicuramente non sarebbero aumentati per le due che gli rimanevano, poi il suo sguardo andò sulla foto sul fondo, di solito veniva coperta dalle banconote ma non quel giorno.

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Una singola lacrima cadde su una banconota, lasciando un'alone scuro, ne sarebbero arrivate altre se una certa volpe non l'avesse distratta suonando il clacson del furgone.

Si affrettò ad asciugarsi il muso, nonostante andassero d'accordo l'ultima cosa che voleva da lui, e forse da chiunque, era compassione per un fatto tanto vecchio.

Il suo viso tornò sorridente "Ciao Gideon, mi hai portato una delle tue ottime torte?"

"Certo che domande" Aprì il portello del furgone e un'ondata di profumi investì il nasino della coniglietta che ritrovò subito il buon umore.

"Ecco qua, una crostata di carote, fammi sapere com'è che ho cambiato la ricetta"

Non attese nemmeno che finisse la frase che subito diede un morso alla fetta della torta, già tagliata e pronta all'assaggio, la pasta frolla era semplicemente sublime, per non parlare della confettura, neppure il miglior pasticcere coniglio di Bunnyburrow riusciva a fare una cosa del genere.

"Allora? Che ne pensi?"

"Semplicemente fantastica, ancora meglio dell'ultima volta, non so proprio come fai"

La volpe sorrise "Grazie mille, questo mi aiuterà sicuramente per domani"

"Perchè che succede domani?"

"Sto andando a Zootropolis per partecipare a una famosa gara di torte, il primo classificato vince ventimila dollari, è la mia occasione per espandermi anche nella grande città"

"In questo caso ti auguro di vincere, i pasticceri di Zootropolis non sono nulla in confronto a te, fidati lo so, li manderai tutti sul lastrico"

"Oddio spero di no, se chiudessero tutti poi mi toccherebbe lavorare tutto il giorno per tutti i giorni"

Risero di gusto per un pò, poi la coniglia riprese la sua compostezza "Sei venuto solo per questo o c'è dell'altro?"

"No, in effetti avrei bisogno di un pò di scorte"

"Bè come puoi vedere oggi gli affari sono andati da schifo, quindi c'è tutto quello che ti serve"

"Ok, allora mi servono mele, carote e pere, un chilo per tipo, a si anche i mirtilli"

Quest'ultima richiesta tolse il sorriso dal muso della coniglietta per sostituirlo con uno sguardo più triste, pieno di rammarico.

La volpe la osservava senza capire cosa ci fosse che non andava "Ho detto qualcosa di sbagliato?"

"No tranquillo, tu non centri, è solo colpa mia" Non riuscì più a trattenere le lacrime che cominciarono a scendergli sulle guance "è sempre stata solo colpa mia"

Poi lo sguardo scese sulla zampa tremante, ad osservare l'anello di fidanzamento adornato con due piccole gemme intagliate in modo da formare un cuore, l'una la metà dell'altra, uno smeraldo e un'ametista, verde e viola, gli unici due colori che contavano più di qualsiasi altra cosa e che rendevano tutti gli altri insignificanti.

La coniglietta alzò lo sguardo verso Gideon "Posso venire a Zootropolis con te?"

"Certo, ma la bancarella e la merce?"

"Non preoccuparti, chiamerò mio padre, ci penserà lui"

Prese quello che serviva alla volpe senza farlo pagare, per ringraziarlo del passaggio e salì sul furgone, i profumi che arrivavano da dietro non sortirono più alcun effetto, lasciandola assorta nei suoi pensieri, erano anni che non metteva piede nella grande città, ma non riuscì a resistere oltre.



Arrivarono alle tre del pomeriggio a Savana Centrale e la giornata era ancora lunga, aveva tutto il tempo di fare qualche tappa, la prima era sicuramente la ZPD.

Arrivata davanti all'edificio potè constatare che non era cambiato niente, era come lo ricordava, entrò nella hall e se l'edificio non era cambiato per niente di certo non poteva dire lo stesso dei suoi occupanti, c'erano molte facce nuove tra i poliziotti e per ora non vide nessuno di quelli che conosceva.

"Chissà se Bogo è ancora capitano" Mentre pensava a questo e si guardava attorno sentì chiamare il suo nome.

"Judy, Judy Hopps, sei proprio tu?" Si voltò a guardare chi l'aveva chiamata e notò un ghepardo che si avvicinava a lei.

"Ci...ci conosciamo?"

"Judy sono io, sono Benjiamin" La coniglietta alzò lo sguardo e lo fissò attonita, non poteva essere lui, non aveva ciambelle incastrate nel collo e come minimo mancavano cinquanta chili di peso.

"Ma...ma...ma..."

"Che c'è? Ti si è rotto il disco? Ahahahahah"

"Ma sei magrissimo, che cos'è successo?"

"Sapessi, ne sono successe di cose in questi dieci anni, pochi mesi dopo che te ne sei andata ho avuto un'infarto qui in centrale, mentre mi abbuffavo di ciambelle, l'ho scampata per un pelo e allora ho capito che se non fossi cambiato non ci sarebbe stata una seconda possibilità"

"è terribile, ma se non altro adesso sei in una forma eccellente" Judy lo squadrò da cima a fondo e non potè fare a meno di notare le stellette sul colletto della divisa.

"Aspetta un pò, sei capitano?"

Benjamin divenne serio di colpo "Si, come ti ho detto, ne sono successe di cose"

Judy quasi temeva a fare altre domande visto il repentino cambio di umore del ghepardo, ma voleva sapere, doveva sapere.

"Bogo?"

"Qualche giorno dopo la tua partenza è rimasto ferito in una sparatoria, le sue condizioni erano troppo gravi ed è deceduto due giorni dopo"

Judy chinò lo sguardo poi fissò negli occhi il ghepardo "Perchè nessuno mi ha avvisata?"

"Venni a casa tua, mi accolse tua madre, mi disse che eri in uno stato di profonda depressione, al punto che temeva che avresti pensato al suicidio dopo quello che è successo a... ho pensato che dirti anche di Bogo sarebbe stato troppo per te, temevo che non avresti sopportato tanto"

"Non ci ho solo pensato, ero arrivata al punto che non trovavo più conforto in niente, anzi qualsiasi parola che i miei genitori o sorelle mi dicevano per provare a tirarmi su mi faceva solo stare peggio, poi trovai una lametta in bagno, lo vidi come un segno, potevo farla finita li e forse lo avrei rivisto" Per tutto il discorso non fece altro che rigirarsi l'anello attorno al dito senza nemmeno accorgersene, ma Benjiamin lo notò "Fortunatamente i miei se ne accorsero e mi portarono di corsa all'ospedale, rischiai grosso e solo dopo mi resi conto di che idiozia avevo fatto"

"Bè" Benjiamin gli rivolse un sorriso "Sono felice che se ne siano accorti" Poi rivolse lo sguardo all'anello.

"Vedo che lo indossi ancora"

Judy fissò tristemente quell'oggetto che undici anni prima l'aveva resa la coniglia più felice del mondo.

"Ho provato più volte a riporlo, ma ogni volta che lo facevo mi sentivo come se mi fosse stata tolta l'aria, o qualunque altra cosa importante, senza la quale non si può sopravvivere"

"Judy, io, non sono nemmeno sicuro se sia giusto dirtelo o meno, quindi lo farò e basta, sarei estremamente felice se decidessi di tornare in polizia, eri la migliore e se non fosse successo quel che è successo ci saresti te al posto mio"

Judy lo fissò non troppo stupita da quella richiesta, nonostante tutti i cambiamenti lui rimaneva sempre Benjiamin Clawhauser, gli rivolse un sorriso.

"Ci ho pensato molto, in questi mesi, non ne sono ancora certa, ma una cosa te la confermo, positiva o negativa che sia molto presto avrai una risposta"

Ben non resistette più e allargò le zampe per accogliere l'amica in un abbraccio che da troppo tempo mancava ad entrambi.

"Adesso devo andare, ho parecchio lavoro da sbrigare, spero non farai passare altri dieci anni prima di farti rivedere"

"Certo che no"

Dopo essersi salutati Judy lasciò la centrale, aveva un ultimo posto dove andare e lo aveva rimandato per troppo tempo, camminava lentamente in mezzo alle numerose lapidi nel cimitero di Zootropolis, nonostante fosse passato un decennio dal funerale ricordava perfettamente dove si trovava, quando arrivò si inginocchiò a terra piangendo di fronte alla bianca lapide di marmo pensando a come si fosse arrivati a quel punto.



Ormai era passato un anno da quando aveva dichiarato il suo amore alla sua carotina con uno splendido anello di fidanzamento, era pronto a fare il passo successivo, sentiva che i tempi erano maturi e nulla gli avrebbe impedito di dichiararsi, nulla apparte un bufalo che piombò nel loro ufficio spalancando la porta.

"Hoops, Wilde c'è una rapina a mano armata alla banca Lemming Brothers, andate subito e fate attenzione"

Dannato bufalo, sapeva sempre come intromettersi nelle situazioni delicate.

"Andiamo carotina, appena abbiamo sistemato la faccenda devo dirti una cosa importante"

"Si già immagino, conoscendoti sarà una delle tue solite battutine fantasiose su quanto sono tenera giusto?"

"Più o meno"

Arrivati alla banca capirono che la situazione era più grave del previsto, appena entrati trovarono subito due mammiferi morti, colpiti svariate volte, molto probabilmente da un'arma automatica e un'attimo dopo si ritrovarono sotto attacco da due tigri munite di mitra.

Judy prese la radio "Qui agente Hoops siamo sotto il fuoco di armi automatiche ci servono rinforzi, SUBITO!"

La coniglietta era troppo impegnata a parlare alla radio e non si accorse che mentre una delle tigri sparava l'altra si era portata di fianco a lei e gli puntava l'arma contro, pronto a riempirla di piombo.

Un terrore profondo prese possesso del suo corpo impedendogli di reagire, era la fine, sarebbe morta li, crivellata di colpi come i due mammiferi all'entrata, una frazione di secondo prima che arrivasse la sua ora si fece coraggio, prese la pistola e la puntò contro la tigre premendo il grilletto, ma era troppo tardi, lui era stato più veloce e l'ultima cosa che Judy vide era una macchia arancione che gli si parava davanti, una spinta, il rumore dei colpi partire e la sua testa che cozzava sul muro, poi tutto nero "Sto morendo?"

Quando riprese i sensi si ritrovò circondata dai medici, c'era anche Bogo.

"Lui dov'è?" Prima ancora di capire se fosse stata colpita pensò a lui alla sua volpe, si guardò attorno e lo vide su una barella, i medici lo stavano portando fuori per caricarlo sull'ambulanza.

"NO, NO" Si alzò di scatto, non importava se fosse ferita o meno, ci avrebbe pensato poi, ora voleva solo andare da lui, arrivata alla barella si rese conto che la situazione era grave, prima che il colpo di Judy uccidesse la tigre aveva fatto in tempo a sparare una raffica, ma a quanto pare la volpe aveva deciso di sua iniziativa che non era giunta l'ora della sua carotina, si era preso tutti i colpi diretti a lei ed ora era in bilico tra la vita e la morte.


"NICK NON FARMI QUESTO"

"NON ABBANDONARMI"


"M...mi stai s...spaccando i ti...mpani"

"Nick, oddio grazie al cielo, non ti azzardare a morire, non te lo permetto, mi devi dire quella cosa importante, non puoi morire"

"N...non voglio mo... Ju... vuoi spo...sar...mi?"

"Si che lo voglio, cazzo si, ma devi restare vivo, devi restare vivo"

I medici si guardarono, capendo che ormai era finita, uno di essi poggiò una zampa sulla spalla di Judy che la respinse con una zampata.

"NO, RIPORTATEMELO INDIETRO"

"Non c'è più niente da fare, è morto, mi dispiace"

Judy si aggrappò al corpo senza vita di Nick piangendo e urlando come una disperata e nessuno aveva il coraggio o la forza di spostarla di li.



Una volta depositati dei fiori davanti alla lapide Judy decise di fare una cosa che prima di allora nemmeno nei suoi sogni avrebbe mai pensato di fare, parlare a una persona morta non aveva senso, non poteva sentirla, lo sapeva, ma ne aveva un'estremo bisogno, quasi la sua stessa vita dipendesse da quello.


"Vorrei starti ancora accanto amore mio, ma non posso"

"Questa città ha ancora bisogno di me"

"ma un giorno sono sicura che ci rivedremo e ci sposeremo"

"TI AMO"



Note
Spero vivamente che piaccia perchè io a scriverla ci ho perso letteralmente anni di vita.

Ringrazio tutti coloro che mi leggono e recensiscono, in particolare Redferne che mi ha dato un piccolo aiuto per questa storia, grazie a tutti, mi state facendo felice.

Fatemi sapere la vostra.

P.S. Le citazioni dei film del capitolo 1 La promessa sono riferite a Ritorno al futuro dove Twin Pines Mall era dove Doc e Marty hanno collaudato la macchina del tempo.

La seconda nella parte dell'ospedale è presa dalla scena dove muore la moglie del presidente in Independence Day.

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