After You

di Starsshine
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Un Mese Dopo ***
Capitolo 2: *** Sei Mesi ***



Capitolo 1
*** Un Mese Dopo ***


Buonasera!

"After You" è la continuazione di "Stars" prima fan fiction dedicata ai 30 Seconds To Mars.

In questa storia una persona molto importante per Sara verrà a mancare, ma, non vi posso rivelare il nome, scoprirete voi di chi si tratta.

Buona lettura e al prossimo capitolo!

Federica.

 

 

L'acqua mi bagnò per l'ennesima volta i miei piedi nudi, stavo ormai seduta da ore sulla sabbia, mentre a pochi metri da me c'era Anna che costruiva castelli di sabbia in riva al mare ed io la tenevo d'occhio.

"Piccola dai andiamo a casa!"

"Mamma ancora cinque minuti! Ti prego!"

Sbuffai, ormai mi ero stufata di stare sotto il sole.

"Solo cinque minuti e poi andiamo a casa!"

Riempi il secchiello blu di acqua e la versò dentro un ruscello.

L'acqua tornò a bagnarmi i piedi.

Stufa di sentire per l'ennesima volta l'acqua bagnarmi mi alzai in piedi, ed incominciai a vestirmi.

"Anna che ne dici di andare? Mamma deve andare a far la spesa"

Si fermò e mi guardò.

"Non sono passati cinque minuti!"

"Sì, sono già passati. Avanti alzati da lì!"

" Non è vero!"

"Non stare a sindacare come faceva tuo padre. Muoviti!"

Sbuffò ed incrociò le braccia.

"No!" rispose mostrandomi la lingua.

Mi alzai di scattò e corsi verso di lei che iniziò a correre entrando in acqua.

Rideva a crepapelle mentre urlava "Tanto non mi prendi! Tanto non mi prendi!" e anch' io ridevo per via della sua risata contagiosa.

Mi fermai, l'acqua era arrivata alle ginocchia e Anna si avvicinò poco per volta incuriosita nel notare che mi ero fermata.

Si avvicinò piano piano, allungai le braccia e l'afferrai.

"No mamma! Mi hai presa! Non è giusto!"

"Mi dispiace, la tua mamma è stata più furba di te. Andiamo, usciamo dall'acqua e andiamo a casa a mangiare"

Ritirammo i giocattoli, si vestì e ci incaminammo verso il parcheggio.

"Mamma sei bella quando ridi."

L'abbracciai.

"Grazie piccola mia."

Salimmo in macchina, misi in moto e guidai verso casa, costeggiando il mare.

Il primo album dei Mars ci faceva da colonna sonora, mentre il sole tramontava sul mare e il cielo diventava arancio.

Aprii la porta di casa e appoggiai le borse sull'isola in cucina.

"Tesoro mio inizia a spogliarti e ad aprire l'acqua che ti fai la doccia e poi mamma prepara da mangiare, okay?"

"Va bene mami"

 

Rimboccai le coperte e le lasciai un lungo bacio sulla fronte.

"Dormi bene piccolina mia."

"Anche tu mami" seguito da uno dei suoi splendidi sorrisi.

"Mami?"

"Dimmi piccola."

"Quando torniamo in spiaggia?"
"Se ci sarà un bel sole come oggi possiamo tornarci domenica prossima, che dici?."
"Va benissimo."

"Notte piccolina mia."

Mi alzai dal letto, camminai verso l'usco e spensi la luce della camera, lasciai che i miei occhi si abituassero all'oscurità e la guardai girarsi sul fianco, prendere in mano la foto, strinserla al petto e addormentarsi.

Uscii dalla stanza e camminai lentamente verso la mia camera.

Mi spogliai della maglietta e dei pantaloni e mi infilai il mio pigiama blu.

Shannon mi prendeva sempre in giro quando vedeva la maglietta blu notte e le stelle ricamate sopra diceva sempre "Dovrebbero esserci due stelle su quella maglietta. Tu e nostra figlia".

Mi raggomitolai sotto le coperte, sorrisi al ricordo di quella frase e mi voltai verso il lato destro, strinsi le bacchette della batteria.

"Notte amore mio. Ti amo."

Chiusi gli occhi.

 

- Fine primo capitolo -

 

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Capitolo 2
*** Sei Mesi ***


Buonsera!

Grazie mille a tutte le persone che hanno letto il primo capitolo di "After You", sono molto molto contenta di questo piccolo traguardo raggiunto.

Ora basta parlare e spazio alla lettura.

Al prossimo capitolo!

Baci!

 

Federica.

 

-Sei mesi-

 

Lasciai la mano di Anna e la osservai salire le scale, salutare la maestra ed entrare a scuola.

Lasciai dietro le mie spalle la scuola e mi incamminai verso la macchina.

"Sara! Sara Leto!"

Alzai lo sguardo e mi guardai in giro cercando la voce che mi aveva chiamato.

Jeff Silbigs mi venne incontro, avvolto dal tuo trench beige.

"Sara ciao, come stai?"

"Oh ciao Jeff tutto bene e tu?"

"Tutto bene grazie."

"Bene, bene.... Che stai facendo in questo periodo?"

"Beh quello che fanno le mamme."
"Cioè?"

"Lavorare, badare alla casa e star dietro ai figli"

"Giusto. Sai da quando Alan vive con me, ecco mi sto accorgendo anch'io quanto sia difficile tutto questo"

"Ah bene... Da quando Alan vive con te?"

"Da sei mesi, anzi oggi sono sette. Sai da quando io e Kathrine ci siamo separati, lei ha lasciato Los Angeles ed ha deciso di lasciarmi anche Alan."

"Ah bene... Fantastico!"

"Già! E' davvero fantastico" concluse la frase con una risata forzata.

"Bene Jeff, scusami, ma, ora devo andare... Mi aspetta il lavoro."

"Oh sì,sì, certo... Devi recensire un disco nuovo?"
"Scusami?"

"Devi scrivere una recensione?"

"Oh sì,sì, scusami è solo che in questo periodo sono un po' distratta."

"Immagino... capisco come ti senti da quando Shannon è morto."

Fulminai Jeff con lo sguardo. L'uomo davanti a me fece un passo indietro.

"Scusami. Non avrei dovuto."

"Già, non avresti dovuto. Ora scusami, ma, devo proprio andare."

Voltai le spalle e camminai velocemente, non sentendo il suo saluto.

 

Tornai a casa, in realtà il lavoro era solo una scusa per liberarmi di Jeff e forse lo aveva capito anche lui stesso.

Tolsi le chiavi della macchina e respirai profondamente prima di scendere e dirigermi verso casa Leto.

Suonai il campanello e Jared venne ad aprirmi.

"Ehi ciao!"

"Ciao!"

Mi abbracciò, ma, mi staccai subito quando i miei occhi si posarono su uno scatolone.

"Perché c'è uno scatolone?"

Chiuse la porta e si avvicinò allo scatolone.

"Sono le cose di Shannon. In realtà ci sono più scatole, molte sono in garage e poi c'è anche camera sua da... insomma smontare e mettere via."

"E come mai le stai inscatolando? Hai trovato casa?"

"Sì, è a mezz'ora da qui. E' vicino alle colline. E' molto bella e molto grande."

"Bene."

"Potresti venire con Anna, vendere la casa in cui abiti ora e venire con me e mamma."

"Per essere cosa? Una grande famiglia? La grande famiglia Leto? Poi? Dovrò chiedere il permesso per uscire da casa?"

"Scusami? Ti rendi conto di cos'hai appena detto?"

"Sì. Ed io in casa tua non ci vengo. Ci verrò magari il fine settimana quando Anna vorrà vedere suo zio, ma, scordati che veniamo ad abitare da te."

"Ah... Cosa vuoi fare? La madre single?"

"Sì, perché? Ti fa qualche problema. Tua madre era single quando ha cresciuto te e tuo fratello."

"Ti da fastidio che io mi rifaccia una vita per caso?!"

"Non dire stronzate Jared."

Si avvicinò a me, a pochi millimetri da me. Occhi negli occhi. Una ragazza diversa da me si sarebbe sciolta nei suoi grandi ed immensi occhi azzurri, ma, non io.

"Sì, sì, riesco a leggertelo negli occhi. Io mi sto rifacendo una vita, sto cambiando una casa e tu no. Tu vuoi rimanere ancorata al ricordo di tuo marito. Tu stai cercando solo di sopravvivere, invece di vivere."

Quelle parole mi ferirono più di mille coltelli. Non risposi alla mia mente e il mio corpo agii per me, tirai uno schiaffo ad Angel Face, anzi Evil Face.

Lo afferrai per la maglietta e lo strascinai verso il muro dove atterrò molto bruscamente.

"Parla lui che vuole rifarsi una vita, quando è dai sei mesi che non piange, non va a trovare suo fratello e quando va toglie tutti i disegni e le rose che gli Echelon portano."

Sul viso di Jared scese la tristezza.

"Ora dimmi se vuoi rifarti ancora una vita."

Mollai la presa e Jared scivolò a terra.

Presi lo scatolone e andai in camera di Shannon, chiusi la porta a chiave e mi sedetti sul letto.

Respirai profondamente, chiusi gli occhi ed aprii la scatola.

Tirai fuori una maglietta, bianca con il logo dei Mars.

Scoppiai a ridere, perché mi venne in mente il primo concerto dei Mars visto. Un piccolo locale, cento persone e tra quelle persone c'ero io. E lui aveva visto me.

La strinsi al petto, cercando di catturare il profumo, ma, non c'era.

"Okay, puoi farcela. Vai avanti Sara."

Tirai fuori delle bacchette, una ventina di bacchette. Ognuna era di una batteria diversa. Suonata in momenti diversi, in stanze diverse, in locali, palazzetti diversi.

L'idea di stare con un batterista non mi aveva mai spaventato o allarmato, anzi, ero orgogliosa di stare con lui, anche quando mi faceva arrabbiare o mi portava a stare lontano da lui.

Mi avvicinai di più alla scatola e presi in mano il primo cd dei Mars. Un semplice cd avvolto in una bustina di plastica con scritto sopra "30 Seconds To Mars S/T" , riconobbi la calligrafia di Jared, più ordinata e lineare rispetto a quella del fratello maggiore.

Ripiegai la maglietta e misi tutto all'interno della scatola, quando vidi una scatola di velluto blu vicino al bordo della scatola.

"Oh mio dio, la scatola del ciondolo."

Istintivamente lo toccai con la mano.

Presi la scatola e l'aprii, notai che il cuscinetto era leggermente rialzato, lo tolsi e trovai un foglietto.

Aprii il foglio e riconobbi la scrittura... era quella di Shannon.

 

" Forza Shannon, gli uomini veri scrivono dei discorsi importanti e tu... sei un uomo vero e devi scrivere un discorso vero.

Ma che cavolo scrivo.... Io non sono bravo con i discorsi... Potrei chiedere a Jared, ma, dopo inizia a fare domande e devo facela da solo. Forza Shan, puoi farcela.

Il problema è che non riesco a trovare le parole, perché quando ti guardo mi perdo nei tuoi occhi verdi, vedo il mio riflesso nei tuoi occhi e mi perdo.

E penso a quanto sia bello amarti e a quanto sono fortunato ad averti e che non voglio rovinare tutto e voglio stare con te per sempre.

Ti amo piccola mia. Tuo Shan.

 

Bravo Shannon hai scritto un discorso degno di un uomo vero!"

 

Scoppiai a piangere a dirotto.

"Shannon perché sei morto?! Perché mi hai reso una stupida madre single vedova! Dovevamo passare tutta la vita insieme. Tutta la vita insieme e tu mi hai lasciato sola. Con Anna."

Mi sdraiai sul letto e continuai a piangere, finché non sentii bussare.

"Chi è?"

"Jared"

"Dammi un secondo."

Mi asciugai le lacrime, scesi dal letto ed aprii la porta al fratello minore.

"Scusami. Scusami. Scusami."

"Okay."

"Davvero scusami, sono stato uno stronzo a dirti quelle parole."

Con un rapido gesto mi asciugai una lacrima scesa a scoppio ritardato e Jared notò il movimento.

"Hai pianto?"

"Sì, ho trovato una cosa che aveva scritto Shan per me e..."

"Non riesco ad entrare in questa camera. Mia madre ha chiuso la porta a chiave il giorno del funerale di Shan e da quel giorno in poi non riusciamo più ad entrare in questa camera. Tu come hai fatto ad entrare?"

"Conosco diversi metodi per forzare le serrature."

"Ah già... il tuo passato da agente segreto."

"Già.."

Appoggiò la schiena sullo stipite della porta.

"Non voglio stare male. Non voglio piombare all'interno della sfera del lutto. Non voglio stare in quel tunnel dove sei tu in questo momento. Non voglio star male, ed è per questo che cambio casa, che vado via da qui. Shannon deve star qua. Il suo ricordo deve stare qui. Lui deve stare qui."

Lo guardai nei suoi grandi occhi azzurri che si riempirono di lacrime tenute nascoste per troppo tempo.

"Non voglio essere come te."

Presi le mani di Jared tra le mie e respirai profondamente.

"Shannon è l'amore della mia vita. Vedi? Non riesco a parlare al passato, non riesco ancora perchè la mia mente, io stessa sono rimasta al giorno in cui Shannon è morto, alla corsa in ospedale, al suo corpo tiepido disteso sul letto, al funerale. Io sono rimasta a quei giorni e non riesco ad andare avanti, ma, arriverà quel giorno in cui mi sveglierò con il sorriso, in cui riuscirò a dormire una notte, in cui smetterò di piangere e preparerò i pancake, ma, quel giorno non è ancora arrivato. Fai passare del tempo Jared. Datti tempo Jared. Il tempo guarisce tutto e quando sarai guarito allora Shannon sarà un ricordo per te, per me, per Anna e per tua madre."

Scoppiò a piangere e mi abbracciò.

"Mi manca cazzo, mi manca ogni ora di ogni giorno. Mi manca Sara."

"Lo so, manca anche a me. Manca a tutti."

 

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