obbligo o verità?

di roxycj
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** obbligo o verità? ***
Capitolo 2: *** fammi ridere ***



Capitolo 1
*** obbligo o verità? ***


Ciao, io mi chiamo Clara, e oggi vi racconterò la mia storia, fin dall'inizio.

10 giugno 2001 

io e alcuni miei amici, dopo messa ci siamo incontrati dietro al patronato, e avevamo deciso di giocare a nascondino. Nascondino è il mio gioco preferito dopo caccia al tesoro. Mentre Gaia contava, io e gli altri siamo corsi a nasconderci, io e Andrea ci siamo nascosti insieme. Mentre aspettavamo che Gaia ci trovasse, ci siamo messi a discutere tra noi. Andrea poi iniziò a farmi alcune domande sul mio personaggio preferito e mi poneva le domande come se fosse una persona vera, in carne ed ossa. 

A- " allora, è vero che il tuo personaggio preferito è il Joker?" 
C- " Beh, si, non è male dai"
A- " e che cosa ti piace di lui? che cosa ti affascina di lui?"
C- " non saprei di preciso, direi, il suo modo di ridere, i suoi occhi.. "

queste domande mi mettevano un pò a disagio, così cercai di cambiare discorso proponendogli di giocare ad obbligo o verità una volta terminato il nascondino. Andrea accettò e aggiunse " se Joker fosse reale chissà come sarebbe giocare ad obbligo o verità.."


Terminato il nascondino, per tutti gli altri miei compagni era ora di tornare a casa, ma Andrea volle restare ancora un pò con me appunto per giocare ad obbligo o verità, e quando scelsi obbligo, lui... indovinate un pò che obbligo mi chiese?...si..
A-" se joker fosse reale, tu come obbligo, lo dovresti abbracciare"

siccome appunto, joker non è reale, per accontentarlo, presi il pupazzetto uguale a Joker, che mi avevano regalato per il mio compleanno e lo strinsi a me.
Il giorno dopo siamo tornati tra i banchi di scuola. Avevamo la verifica di storia e Andrea, essendo molto occupato a pensare ad obbligo o verità, se n'era dimenticato e non aveva studiato. Così, stando attenta a non farmi vedere dal prof. gli ho allungato dei bigliettini. Terminata la verifica, io che me la cavo piuttosto bene in questa materia presi 8 e andrea 7.

A fine giornata, e quando scese di nuovo la sera, Andrea venne di nuovo per giocare ad obbligo o verità. questa cosa di obbligo o verità stava continuando a diventare, come una mania benchè avrebbe voluto giocarci tutte le sere.
Nel fine settimana mio padre avrebbe dovuto partire per affari e io sarei rimasta sola, in quanto mia madre morì in un incidente stradale. Andrea, per la mia gioia, si offrì di ospitarmi a casa sua, da amico. 

La camera di Andrea era grande e stranamente, era anche ordinata. Proprio lui tiene la camera in ordine che solitamente è un tipo disordinatissimo.

La cosa più strana era che la sera non mi chiese di giocare ad obbligo o verità ma mi fece sentire la playlist di suonerie che aveva nel telefono.
Poi, finalmente decidemmo di andare a letto. Ed è qui che iniziò il peggio. Andammo a letto che erano tipo le 23.00 e a mezzanotte inoltrata, si alzò un forte temporale e per qualche minuto andò via la corrente. Poi,Mi svegliai con il rumore di un tuono forte, guardai l'orologio che segnava le 2 di notte.

Scesi dal letto e andai verso il bagno. Quando uscii dalla porta del bagno, sentii dei rumori provenire dal piano terra. Spaventata corsi a svegliare Andrea che dormiva pesantemente nel suo letto. Andrea si svegliò e senza far troppo rumore si avviò verso le scale e io lo seguivo da dietro. Arrivati al piano terra, apparentemente sembrava tutto in ordine. Dopo esserci accertati che fosse tutto apposto, ci siamo girati per tornare in camera, ma un improvviso rumore ci bloccò. Io e Andrea ci guardammo negli occhi. 

A-" proviene dallo studio di mio padre" disse Andrea e si avviò verso il rumore e io continuai a stargli dietro. 

La porta dello studio era socchiusa, cosi potemmo sbirciare all'interno. Davanti a noi si intravide una sagoma oscura. Il mio cuore iniziò a battere forte, Andrea allora accese la luce e quando lo fece, i nostri occhi si riempirono di stupore. 

" vi stavo aspettando ragazzi" ci disse un uomo girandosi verso di noi con un ghigno.

Io e Andrea non riuscivamo a crederci. Joker era proprio li, di fronte a noi, in carne ed ossa. 

"n-n non é p-possibile.." osai dire a bassa voce sperando non mi avesse sentita.
In realtà, chissà come, riuscì a sentirmi forte e chiaro e con una voce tranquilla mi rispose:" non é possibile cosa..?" 

il cuore mi batteva sempre piu forte e iniziai a tremare tutta, da testa a piedi. Andrea, che chissà come era più rilassato di me, continuò la mia frase:" tu .. non esisti.. non puoi essere qui veramente..."
Joker lo guardò perplesso, poi sorridendo tirò fuori dalla sua giacca una pistola e fece fuoco. Io e Andrea riuscimmo a schivarlo e corremmo a nasconderci, io dentro ad un armadio e Andrea in soffitta.

É sempre stato il suo posto preferito la soffitta, io invece l'ho sempre trovata inquietante. Non ci entrerei nemmeno se una banda di criminali ci stesse inseguendo. 

Poi la casa tornò ad essere silenziosa e nel silenzio più profondo, riuscivo a sentire i passi di joker che ci cercava. 

Tutte le stanze della casa erano avvolte dal buio, solo la luce in corridoio era accesa. Cosi riuscivo a stento a vedere quando lui sarebbe arrivato nella stanza dove mi ero nascosta. 

Ci intimava ad uscire, che se fossimo usciti non ci avrebbe fatto nulla. 
"suvvia, non volevate giocare ad obbligo o verità?" aggiunse mentre sentivo che si stava per avvicinare sempre di più. Io cominciai a rabbrividire e dalla paura chiusi gli occhi e speravo non riuscisse a trovarmi. Ma purtroppo ci riuscì. "ti sento.. so che sei qui" la mia speranza che lui se ne andasse sparì completamente quando lui aprì violentemente le porte dell'armadio. "eccoti qui" disse avvicinandosi con un sorriso. Io cercai di respingerlo ma fu tutto inutile. 

Lui mi prese per i polsi e più mi agitavo più lui sembrava divertirsi. Quando la mia crisi passò lui mi disse" sei proprio uno spasso, adesso però andiamo a cercare anche il tuo amichetto cosi ci divertiamo per bene tutti insieme.. ti piacerà vedrai" 

Avevo il cuore a mille e i miei occhi non sapevano se piangere o meno. L'irreale chissà come era diventato reale e non riuscivo ancora a crederci... 
mentre il clown, mi trascinava via con sè per un attimo sentìì la porticina della soffitta aprirsi. Molto probabilmente Andrea si affacciò per controllare la situazione.

Arrivati nel soggiorno joker mi invitò a sedermi sul divano di pelle scura. Io intanto mi sentivo fremere dentro, conoscendo il criminale sapevo bene che qualunque azione io facessi avrebbe potuto migliorare o peggiorare le cose.

" adesso giocheremo ad obbligo o verità, il tuo primo obbligo sarà quello di chiamare il tuo amichetto e farlo venire allo scoperto intesi?" mi disse.
Io continuavo a tremare ma nonostante tutto, trovai il coraggio di chiedergli " e s-se mi rifiuto?"

lui per tutta risposta mi guardò e caricò un colpo in canna. Il mio cuore riprese a palpitare e così decisi di obbedirgli, tirai un sospiro e mi avvicinai alle scale per chiamare Andrea. Andrea dalla soffitta sentiva la mia voce ma non venne subito. " se il tuo amichetto non si decide a venire ci divertiremo un mondo lo stesso io e te vero?" disse sorridendo e mettendomi un braccio attorno alle spalle.

Non mi ero mai sentita così debole di fronte ad un uomo così forte ma poi dal piano superiore si sentì il rumore di una porta aprirsi.
Un pò di coraggio mi tornò quando Andrea si decise a scendere...con una balestra che teneva in soffitta.

" toglile le mani di dosso" gli disse. Joker sorrise rumorosamente nel vederlo e poi rispose:" non mi sembri nelle condizioni di dare ordini visto che ho la tua amichetta in ostaggio " e lo invitò a gettare l'arma e a sedersi.

Andrea mi lanciò un occhiata ed obbedì ma tenendo pur sempre l'arma a portata di mano. " Bene, ora che siamo tutti qui possiamo iniziare a giocare. Dopotutto, non era quello che volevate?"

"S- se posso permettermi" gli rispose Andrea guardandomi " prima del tuo arrivo io e Clara avevamo già iniziato a giocare e Clara ha un obbligo da rispettare" Guardai Andrea e fulminandolo lo intimai di tacere.

il Criminale mi guardò incuriosito " che cosa ti aveva chiesto di fare?" mi chiese. Io avevo timore a rispondergli quindi Andrea si azzardò a rispondere per me, sempre col suo sorrisetto da completo idiota " lei.. e-ecco dovrebbe a-abbracciarti" Joker mi guardò con un sorriso inquietante e poi tornando serio per un minuto mi chiese" vuoi abbracciarmi Clara? coraggio, avvicinati" mi disse spalancando le braccia.

Andrea mi guardava con un aria come se stesse pensando " forse era meglio se tacevo" ma ormai il dado era tratto.
Presi coraggio e un pò titubante e con le gambe tremanti, mi avvicinai al clown che continuava a fissarmi con i suoi splendidi occhi verdi e un ghigno sulle labbra e lo abbracciai ancora un po tremante. Joker ricambiò l'abbraccio ridendo poi mi prese il viso costringendomi a guardarlo " era un abbraccio sincero?" disse.

Avevo le lacrime agli occhi, forse per la forte emozione o per paura, non so. Poi si rivolse ad Andrea " ora tocca a te, obbligo o verità" gli chiese. Andrea esitò un momento nel rispondergli, poi sicuro di sè, disse " obbligo" " povero ingenuo" pensai. Forse Andrea non aveva ben chiare le idee su chi aveva davanti... 









*angolino della scrittrice* 
Ciao, spero che quest'idea vi sia piaciuta per ora la concludo qui, anche perché mi si sta per scaricare il telefono, ma la continuerò sicuramente.

ma ditemi una cosa intanto.. vi piacerebbe, a voi, giocare ad obbligo o verità con il vostro personaggio preferito? come sarebbe secondo voi giocare ad obbligo o verità con lui (il vostro personaggio preferito)? 
fatemi sapere e a presto...

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Capitolo 2
*** fammi ridere ***


Joker, fece un ghigno. Si vedeva da lontano che sperava che Andrea scegliesse Obbligo. Ma prima che Joker, decidesse che obbligo far fare ad Andrea, io gli chiesi se potessi andare al bagno.

Lui, intimandomi di fare in fretta, mi lasciò andare. In realtà, la mia era soprattutto una scusa per andare a chiamare rinforzi. Corsi in camera di Andrea, e chiamai altri due nostri amici e compagni di classe, Alice e Salvino. I quali non mi credettero molto sulla parola quando accennai loro che Joker era apparso a casa di Andrea. Cosi li invitai a controllare di persona se proprio non credevano a quello che dicevo. Non appena riuscii a convincerli a raggiungerci a casa di Andrea, riattaccai e corsi di nuovo in soggiorno.

Mentre aspettavo che Alice e Salvino ci raggiungessero, provai ad intrattenere Joker, provando anche ad offrirgli da bere. Dopo alcuni secondi, sentimmo bussare alla porta. Joker, mi disse di andare a controllare senza fare strani scherzi, e quando io aprii la porta, vide che non erano poliziotti e quindi mi disse di far accomodare gli ospiti. Alice e Salvino, non appena entrarono in soggiorno, videro che Joker era veramente tra noi e rimasero scioccati. Cercai di spiegar loro tutto quanto: del gioco "OBBLIGO o VERITà" e di Joker, che non sapevamo nè come, nè da dove fosse arrivato.
Ma sapevamo che dovevamo concludere il gioco. Joker, fece delle domande ad Alice, chiedendogli cosa fosse Savino per lei e lei rispose che erano semplicemente buoni amici. Intanto le ore passavano, fuori il temporale sembrava si stesse calmando e stava quasi per sorgere l'alba. Si fecero le 06:30 e iniziammo a stancarci.

L'unico che sembrava essere a proprio agio era Joker, che come ultimo obbligo tornò nuovamente da Andrea e gli disse:" dovrai raccontarmi una barzelletta che faccia ridere. Se ci riesci, sparirò e vi lascerò in pace". Io azzardai a chiedere:" e se non riesce a farti ridere?". Joker, rispose che se non sarebbe riuscito a farlo ridere, un giocatore sarebbe stato eliminato dal gioco e che avremmo continuato finché qualcuno non ci fosse riuscito.

Andrea, ci rifletté qualche secondo, e poi provò a raccontare a Joker una barzelletta. Joker, dopo aver ascoltato la barzelletta di Andrea, inizialmente restò serio facendoci preoccupare tutti, ma dopo un po', scoppiò in una grande e forte risata che coinvolse tutti. Alla fine, io e Andrea con i nostri amici, ci siamo addormentati. Ci svegliammo nel pomeriggio inoltrato guardandoci attorno.

Joker, scomparve così come era apparso. Per sicurezza, lo cercammo in casa, in tutte le stanze ma di lui, non c'era proprio più traccia. Così ci stringemmo tutti in un forte abbraccio, felici di aver terminato finalmente quel gioco. Joker, era tornato dentro quella "favola" che tutti noi immaginiamo e noi 4 uscimmo di casa per festeggiare assieme ad una bellissima giornata di sole.

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