La più breve (e disastrata) fuga dei Dalton

di jarmione
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** 1 ***
Capitolo 2: *** 2 ***



Capitolo 1
*** 1 ***


Storia richiesta da LONGRIFFITHS sulla pagina Facebook "Il giardino di EFP" sotto al post "I Prompt del Lunedì"
Spero di esaudire la tua richiesta, cara.
La storia è divisa in 2 capitoli, il secondo è in revisione.
 
 
 
“Muoviti, imbecille!” sbraitò Joe mentre prendeva Averell per il colletto della divisa carceraria e lo trascinava lontano dalla banca in fiamme.
Il lungo, non essendo pronto di riflessi, inciampò e si fece la strada con il volto per terra che sbatteva contro i sassi e perdeva denti.
I quattro Dalton raggiunsero il retro del saloon e si nascosero in quattro barili differenti.
A causa del disastro provocato da Averell, urla e schiamazzi si potevano udire a chilometri di distanza ed i quattro erano sicuri anche di aver sentito la voce del signor Peabody e della signorina Betty avvicinarsi.
Joe, tolse il tappo che chiudeva il buco al centro del suo barile vuoto e notò un carretto, dove un anziano signore stava caricando dei viveri per un lungo viaggio.
“Seguitemi” mormorò Joe e, dando un colpo ben assestato, tolse il fondo del barile e lo tirò su come se fosse la gonna di una donna.
Camminò fino al carretto, seguito da altri due barili.
“Dove diavolo è quell’idiota!?” domandò stizzito, mentre Jack e William alzarono le braccia non sapendo cosa rispondere.
Joe si voltò e vide Averell con la testa fuori dal barile e ricoperto di un liquido rosso. Era vino e lui era ubriaco.
Il suo sguardo, solitamente ebete, era ancora più stupido del solito e stava parlando da solo.
“Noi siamo i Dalton ed abbiamo appena fatto un colpo alla banca!” cantilenava a gran voce “Uuuh guardate! La banca è in fiamme! Sono stato io, me lo ha ordinato Joe!”
Joe divenne dapprima verde e poi rosso paonazzo dalla rabbia.
Saltò fuori dal barile e recuperò Averell.
Il vecchietto che stava caricando il carretto non si era accorto di nulla, probabilmente era sordo e mezzo cecato o più semplicemente non si stupiva più di niente; finì di caricare il suo carretto e partì senza badare e/o aspettare nessuno.
Joe se ne accorse e andò su tutte le furie “IO TI STRANGOLO!” gridò, prendendo Averell per il collo e cercando di strozzarlo “Mesi di lavoro, un’evasione perfetta e questo imbecille rovina tutto facendo saltare in aria la banca che doveva rapinare!”
I gemelli uscirono dai barili e andarono in soccorso sia di Joe, per calmarlo, sia di Averell, per salvarlo.
“Joe, smettila così gli fai male” tentò di fermarlo Jack, mentre lo teneva stretto per le spalle.
“Così avrò un buon motivo per tornare al penitenziario!” sbottò dimenandosi e tirando, involontariamente, testate al fratello.
Mentre Joe si dibatteva con un forsennato, William aveva trascinato Averell lontano; quest’ultimo era riuscito a farsi passare la sbornia nel giro di poco grazie al metabolismo ultra veloce.
Ma qualcosa non quadrava ed il volto di William cambiò; sgranò gli occhi e indicò alle spalle di Joe e Jack.
“Ehm, Joe…abbiamo un problema”
Cercando di non mettersi ad urlare, Joe si liberò dalla presa di Jack e si voltò; prima che potesse realizzare un pensiero concreto, si ritrovò una pistola puntata sul naso e pronta a fare fuoco.
Per un attimo sudò freddo.
“Joe, guarda! È Lucky Luke!” Averell scoppiò a ridere “Riesce sempre a trovarci!”
Immaginando la reazione del fratello maggiore, William tirò un pugno in testa ad Averell per farlo zittire mentre Jack si allontanava e li raggiungeva.
Joe restò immobile.
“L’hai fatta grossa, Joe” disse Luke con il suo solito tono pacato.
Joe era sul punto di fare una scenata, ma si trattenne e guardò il cowboy minaccioso.
“E’ molto meno grossa di quello che farò a te!” indietreggiò e tirò fuori la sua pistola, rubata ad una delle guardie del penitenziario prima di evadere.
William e Jack fecero lo stesso, anche loro avevano rubato la pistola alle guardie; Averell prese la sua…fatta con la mollica dura del pane della mensa.
Ricevette uno sguardo sbalordito dai gemelli e lui, per tutta risposta, alzò le spalle “Beh? Se mi veniva fame? L’ho creata apposta, non sono mica stupido” e mangiò un pezzo della canna, gustandolo come se fosse un pranzo da re.
“Non ci credo!” disse Joe, che si era voltato “E’ ancora più stupido di quanto immaginassi”
Luke, approfittando dell’attimo di distrazione, abbassò il cane e mise il dito sul grilletto.
Dopo un attimo di tentennamento, sia Joe che i gemelli fecero lo stesso; Averell, invece, si mangiò la sua pistola, sbriciolando ovunque.
“Tu non sparerai, Joe!” disse Luke
“Tu credi?” Joe sorrise e, senza lasciare il tempo al cowboy di replicare, premette il grilletto.
Tutti, escluso Luke, si aspettavano il boato di uno sparo; ma nulla accadde e nulla si udì.
“Ma che…?” Joe fece altri tentativi ma sempre niente.
I gemelli aprirono il caricatore e si accorsero che non c’era dentro nessuna pallottola.
“Joe, sono scariche!” decretò Jack.
“E’ vero!” Esclamò William battendosi una mano sulla fronte “Mi ero scordato che le uniche armi cariche delle guardie sono i fucili e non le pistole! Quelle le tengono per bellezza”
Joe avvertì l’istinto omicida salire, ma non era il momento di mettersi a fare disastri; si voltò di nuovo verso Luke.
“Lo sai che riusciremo ad evadere di nuovo” disse Joe “E non appena lo faremo, tu sarai il primo che verremo a trovare, cowboy”
Luke sorrise appena “Ti ringrazio della cortesia, Joe”
“Ti chiedo solo un ultimo desiderio prima che ci riporti al penitenziario” Joe lo guardò con occhi da cerbiatto bastonato e attese che Luke gli desse il consenso di parlare.
Una volta ottenuto, Joe non disse una parola; si mosse veloce, una cosa abbastanza insolita da parte sua, e con un calcio prese in pieno le gambe di Luke e lo fece cadere.
Approfittando di quell’istante di smarrimento del cowboy, iniziò a correre seguito dai fratelli…o meglio, dai soli gemelli.
Se ne accorse solo quando fu troppo lontano.
“Quell’idiota è sempre il solito!” sbottò Joe, voltandosi verso il fratello “Ma che…?”
Luke puntava la pistola contro Averell, che teneva le braccia alzate e implorava pietà.
Da quando Averell faceva una cosa simile?
Joe fece per raggiungerli, ma Luke non gli diede il tempo ed un boato echeggiò per tutta la zona.
Il resto della vicenda si svolse a rallentatore: Luke se ne andò via ed Averell cadde a terra immobile.
“AVEREEEEEEELL!”

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Capitolo 2
*** 2 ***


IL GIORNO PRIMA…
 
“Stop, stop, Stooop!” la voce squillante del regista echeggiò per tutto il penitenziario “Ho detto drammatico, non patetico!”
Joe sbuffò “Io sono un ladro, non una femminuccia che grida”
“Recitare è un’arte!” sentenziò il regista “bisogna entrare nel personaggio, anche se secondario o comparsa!” si mise le mani nei capelli, anche se non ne aveva granché, ed emise un sospiro.
“Come posso girare un film se ho a disposizione degli attori mediocri!”
Joe fumò dalla rabbia mentre un’orda di detenuti, stanchi di dover girare mille volte la stessa scena a causa del nano, lo fissavano dall’alto con sguardo torvo.
Una mano si posò sulla spalla di Joe, che si innervosì ancora di più.
“Ti insegno io, Joe” disse Averell, schiarendosi la voce e mettendosi in posizione accanto alla riproduzione di una cassa della banca.
Per entrare meglio nel personaggio si mise pure uno di quei berretti da contabile con la visiera verde trasparente in testa.
Incrociò le mani davanti al volto e cominciò ad gridare.
“La prego! Pietà!” piagnucolò “Non farmi del male, pietà!”
Gli altri detenuti rimasero stupiti di tutto ciò, mentre il regista era al settimo cielo ed i suoi occhi avevano assunto una forma a cuore.
“Superbo! Splendido!” disse avvicinandosi ad Averell e stringendogli la mano “Sei meraviglioso, figliolo! La parte è tua!” poi si voltò verso Joe “E tu, piccolo bambino, prendi esempio!”
Joe andò su tutto le furie “Non sono un bambino! Sono diversamente alto!”
“Come desideri caro, tieni il lecca lecca” per tenerlo buono, il regista gli diede un lecca lecca come premio di consolazione; ovviamente, Averell ne approfittò e glielo rubò dalle mani…mangiandolo lui.
 
DURANTE LA NOTTE…
 
“Sbrigatevi, razza di idioti!” brontolò Joe, mentre faceva da palo in attesa che i fratelli uscissero dal buco scavato negli ultimi mesi “Sbrigati, Averell!”
“Joe, guarda!” indicò verso l’alto “Le stelle! E quella è Cassiopea!”
“Chissenefrega delle stelle!” sbottò, voltandosi verso William “Le hai prese?”
Il fratello annuì e mostrò quattro pistole, che gli altri si divisero.
“Se i miei calcoli sono esatti, saremo in città fra due ore” disse Jack “Che bella la libertà!”
“Bando alle ciance, correte prima che si svegli tutto il penitenziario!”
Detto fatto.
L’allarme del penitenziario iniziò a squillare circa un’ora dopo, quando le guardie fecero il giro di controllo.
“ALLAAAAAAARME!” urlò Peabody “I Dalton sono fuggiti!”
Ma, per la prima volta, i Dalton erano ben lontani dalle grinfie delle guardie.
Prima tappa: La banca della città più vicina.
“Dobbiamo fare qualcosa!” strillò la signorina Betty.
“Il miglior attore è scomparso!” il regista, piangendo disperato, si avvicinò al direttore e alla donna “Sono rovinato, rovinato!”
La signorina Betty gli passò un fazzoletto e gli diede delle pacche amichevoli sulle spalle “Questa volta ce l’hanno fatta sotto al naso” constatò la donna, rivolta al direttore.
“Non così in fretta, signorina Betty” la tranquillizzò Peabody “Ho un piano” dichiarò con uno strano sorriso stampato sul volto e sfregandosi le mani.
 
PRESENTE
 
“AVERELL!” Joe corse dal fratello, seguito dai gemelli.
Averell giaceva immobile, con il petto ricoperto di sangue.
Joe sentì le lacrime salire agli occhi e stessa cosa i gemelli; perché Lucky Luke avrebbe dovuto fare un gesto simile?
Perché!?
Era sì un cowboy cacciatore di taglie, ma se li avesse uccisi non avrebbe preso un cent. Perché fare un gesto simile?
Joe era furibondo e l’unica cosa che riuscì a fare fu urlare al cielo il nome del fratello, per poi chinarsi con i pugni per terra e ringhiare imprecazioni contro Lucky Luke.
“Io ti troverò, Lucky Luke, io ti troverò!”
Non molto distanti da loro, si poterono udire gli zoccoli dei cavalli delle guardie avvicinarsi.
Peabody era con loro.
“Fermatevi, fratelli Dalton!”
“Joe” William, tirando su col naso in maniera molto rumorosa, richiamò la sua attenzione “Dobbiamo andare, Joe”
“Non lo lascio qui!” esclamò, prendendo Averell per la divisa e cercando di trascinarlo via “Aiutatemi, imbecilli!”
I gemelli gli diedero una mano ma, nel momento che lo presero in braccio, vennero raggiunti dalle guardie e dal direttore.
“Fratelli Dalton, siete in arresto!” poi si accorse di Averell “Ma che…?”
In fondo al gruppo delle guardie, Lucky Luke li stava guardando in silenzio.
“Tu!” Joe lo indicò “Maledetto, Lucky Luke, tu brutto figlio di…” e mentre Joe imprecava senza un minimo di ritegno, le guardie furono molto svelte a legarli e catturarli.
Pit ed Emmet furono incaricati di prendere Averell e riportarlo al penitenziario.
“Era un bravo ragazzo, per essere un Dalton” disse Peabody “Gli daremo una degna sepoltura” si voltò, ammiccando verso Luke, che fece un cenno col capo e li lasciò andare.
Mille pensieri e mille domande si stagliavano nella mente di Joe e dei gemelli.
La sfortuna ce l’aveva su con loro?
Perché permettergli di scappare se poi gli portava via il loro amato Averell?
Perché Luke aveva commesso quel gesto?
Cosa c’era sotto?”
Joe non riuscì a trovare una pronta risposta.
Oltre alla furia omicida, che non riusciva a reprimere, sentiva il sapore delle lacrime amare che gli rigavano il volto.
Il suo amato fratellino, il suo Averell era morto.
 
*****
 
“Oggi porgiamo l’ultimo saluto al nostro detenuto Averell Dalton” Peabody, in piedi su uno sgabello posto accanto ad una bara di legno aperta, stava parlando ai vari detenuti, le guardie e persino il regista; quest’ultimo era rimasto sia per solidarietà che per la disperazione di aver perso la sua migliore star.
In un angolo ombroso del penitenziario, Lucky Luke stava ascoltando le parole di Peabody e, nel contempo, sorvegliava i tre Dalton rimasti, che erano stati rinchiusi in una gabbia per non creare danni.
“Averell era un detenuto modello, il migliore del penitenziario, ma purtroppo sono sempre i migliori ad andarsene per primi”
Joe guardò strano il direttore; non erano parole da lui e non aveva mai fatto un discorso così solenne mettendoci altrettanta enfasi.
“Averell Dalton, ti ricorderemo come…ti ricorderemo come…” non trovava le parole “Insomma, non ti dimenticheremo mai, questo è sicuro”
Calò il silenzio ma, proprio in quel momento, si udì piangere sguaiatamente…dalla bara.
All’improvviso, Averell si mise seduto e si portò le mani al volto.
“Buaaaaaah, povero Averell! Così giovane, così affamato! Buaaaaaah” pianse disperato alcuni istanti, poi si calmò di botto “Approposito, cosa c’è per cena? Ho una fame da lupi e non mangio da ieri sera” chiese con un sorriso stampato in volto, leccandosi poi la divisa dove aveva la macchia rosso sangue “Mmmmh ciliegia”
Tutti i detenuti, compresi Jack e William, sbiancarono dalla paura e caddero a terra svenuti; stessa cosa accadde ad alcune guardie e, per poco, anche al regista.
Peabody non sembrava affatto sorpreso, mentre Luke cercava di mantenere la sua solita flemma.
Joe iniziò a balbettare, indicando Averell e Luke contemporaneamente.
“Hai perso la favella, Joe?” domandò Luke sorridendo.
“Ma-ma, tu, lui, Averell, Luke”
Il direttore si avvicinò ai tre Dalton seguito da Averell, che si era ripulito la divisa dal succo di ciliegia…secco.
“Davvero credevi di averla fatta franca, Joe?” domandò il direttore, con le braccia incrociate al petto e con un sorriso soddisfatto sul volto “Come vedi anche noi abbiamo i nostri assi nella manica”
“Perfetto! Meraviglioso!” il regista si congratulò con Averell “La migliore interpretazione drammatica che io abbia mai visto, sarà un film splendido!”
“Ma…” Joe era davvero senza parole.
Peabody capì che per sbloccarlo c’era bisogno di un piccolo incentivo.
“Ti spiego io, Joe!” esclamò Averell, iniziando a parlare.
 
QUALCHE ORA PRIMA…
 
Joe iniziò a correre seguito dai fratelli…o meglio, dai soli gemelli.
Se ne accorse solo quando fu troppo lontano.
Nel frattempo, Averell era rimasto accanto a Luke e lo aveva aiutato a rialzarsi; delinquente o no, sapeva quanto era brutto essere maltrattati da Joe e quindi si era sentito impietosito nei confronti di Luke.
Sembrava non importarle che fosse acerrimo nemico di Joe e dei gemelli, nonché suo.
“Non dovresti fuggire?” domandò semplicemente Luke
“Beh, adesso lo faccio ma non è corretto che noi fuggiamo e tu non ci segui oppure hai meno vantaggio su di noi”
Luke non riuscì ad esprimere il suo stupore verso tanta imbecillità, ma in quel momento poco gli importava; il piano stava procedendo come da previsioni.
“Ho saputo che hai ottenuto una parte in un film”
Averell assunse uno sguardo sognante “Siiii e sono davvero felice, finalmente il mondo potrà ammirare e apprezzare le mie capacità”
“E che ruolo hai?”
“Il banchiere che viene ucciso”
Luke rifletté al volo “Vuoi fare una prova?”
“Oh sì! Così migliorerò!”
“E sia, ma ad una condizione, qualunque cosa accada tu non dovrai muoverti dalla tua posizione di morto” disse Luke “Ne va della tua carriera”
Averell si portò una mano alla fronte in stile militare “Agli ordini, mio comandante!” ed alzò le braccia, iniziando a chiedere pietà.
 
PRESENTE
 
“Ed è così che siamo giunti fino a qui” concluse Averell “Il succo di ciliegia lo avevo portato con me nel caso mi fosse venuta sete, ma a quanto pare mi è servito per migliorare le mie prestazione e poi…”
Joe non lo stava più ascoltando da almeno due minuti buoni.
Aveva cambiato colore, da rosso a verde e da viola a blu, infine era sbottato con parole irripetibili e urlando le sue minacce contro Averell.
“Portateli in cella di isolamento!” sentenziò Peabody mentre le guardie presero Joe e i gemelli, che guardavano Averell torvi, portandoli via.
“Ma, Joe, credevo saresti stato contento del mio successo.
“AVEREEEELL, STA ZITTOOOOOOO!”

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