The Mastiff

di Viserion_Death
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Capitolo 1 ***
Capitolo 2: *** Capitolo 2 ***
Capitolo 3: *** Capitolo 3 ***
Capitolo 4: *** Capitolo 4 ***
Capitolo 5: *** Capitolo 5 ***
Capitolo 6: *** Capitolo 6 ***
Capitolo 7: *** Capitolo 7 ***
Capitolo 8: *** Capitolo 8 ***
Capitolo 9: *** Capitolo 9 ***
Capitolo 10: *** Capitolo 10 ***
Capitolo 11: *** Capitolo 11 ***



Capitolo 1
*** Capitolo 1 ***


Guardo annoiata il soffitto di una stanza elegante e finemente decorata, di un rosa che mi dà il nervoso, ma sono troppo pigra per muovere alcun muscolo. La musica che proviene da fuori risuona leggera nella stanza in cui mi trovo, facendomi sospirare.
E' una bella camera da letto, se non fosse per il rosa che mi circonda completamente.
Ho trovato anche tantissimi vestiti dai toni chiari, che per gusto personale odio. Probabilmente neanche alla precedente proprietaria di questo corpo piacevano, ma se li è fatti andare bene solo perché è stata costretta dalla madre, troppo impaurita dall'avere una qualsiasi punizione che l'avrebbe distrutta ancora di più.

Se non sbaglio, si chiamava Meredith Alex Blood. Ho teoricamente sei anni, la cosa è davvero frustrante perché abito in un dannato castello, con una madre che avrei tanto desiderato uccidere e un padre discutibile per quel titolo.
L'unica cosa che la precedente proprietaria di questo corpo ha preso da lui forse è l'altezza, mentre per gli occhi ha preso da quella megera che dovrei definire madre; forse potrei lasciarla libera o meglio ancora venderla a qualche locale a luci rosse, sarebbe molto più proficuo e liberatorio.
Sospiro mettendo il braccio sui miei occhi, e sperando che questo sia un fottuto incubo! Come ha potuto, quel Dio del cavolo, mettermi in un corpo da bambina, e soprattutto da principessa?

Almeno ho due fratelli maggiori che prenderanno, la corona ma il fatto di diventare una principessina perfetta mi urta i nervi... e doveva proprio mettermi in questo corpo appena nata!

Forse potrei riuscire a convincere il mio paparino? Però dovrei sbarazzarmi di quella insulsa donna che ha messo fin troppe volte le mani sul corpo di Meredith, e non solo, in che modo sadico l'ha violata!

Almeno la proprietaria del corpo è ancora vergine: la sua cara mamma non è riuscita a togliergliela, per mia e sua fortuna, altrimenti nessuno avrebbe potuto contenere la mia ira.

Un bussare leggero mi fa sussultare, a causa dei miei pensieri che mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo, e con un lamento svogliato do il permesso di entrare a Diana, la mia cameriera personale, che si è presa cura di Meredith fin da quando era in fasce. È una ragazza timida, ma con un carattere davvero amorevole nei miei confronti, e da quando un assassino è entrato nelle mie stanze per uccidermi lei è diventata molto più protettiva nei miei riguardi. Devo dire che dovrei spingerla a cambiare i suoi modi.

"Alex, come stai?"

Mi alzo dal letto dalle coperte rosa chiaro, e dai cuscini dello stesso colore, mentre la vestaglia di un rosa accesso mi dà un fastidio enorme. Io mi chiedo: chi ha fatto il mio guardaroba e la mia stanza? Perché ha gusti orrendi.

"Diana, ora che ti vedo, benissimo."

Mi avvicino a lei, prendendole il polso per trascinarla sul divano viola scuro – l'unica cosa che mi piace in questa stanza – e noto un rossore cospargere le guance della mia migliore amica. Quanto è tenera la mia Diana?

"Le ho portato una cosa, mia signora... "

Incrocio le braccia al petto, imbronciata: sa che odio essere chiamata in quel modo, ma se ne frega; almeno a volte mi chiama con il nome che preferisco. I suoi occhi marroni appaiono divertiti mentre mi porge una scatola nera con un fiocco blu scuro.
Guardo il regalo con curiosità, mettendolo sul tavolo di vetro e scartandolo lentamente: trovo degli abiti maschili, e quasi non salto come una molla. Abbraccio la mia fantastica amica, e poi corro verso il bagno per provare i miei nuovi abiti.
La prima che indosso è una camicia nera a maniche lunghe con un leggero scollo, poi dei pantaloni dello stesso colore, e una giacca blu scuro con sul petto, a sinistra, il disegno di un lupo che ulula. Infilo degli stivali neri che mi arrivavano a metà caviglia; guardo i miei lunghi capelli rosso sangue prendendo un cappello da militare dove li nascondo facendoli apparire corti. Così sembro un maschio, almeno.

"O miei Dei... Alex, sei meravigliosa!" esclama Diana.

Ridacchio, grattandomi la guancia imbarazzata. In quest'epoca le donne dell'alta società hanno un unico compito: quello di servire il proprio marito, sfornando figli, ed essere sottomesse al proprio consorte. Per quanto io sia di indole pigra, non diventerò una bambola da esposizione. E poi, il mio colore di capelli veniva considerato demoniaco; stupida credenza religiosa spuntata da uno stupido fanatico che un giorno ucciderò, e che purtroppo ancora dice che colui o colei che ha i capelli di questo colore è la bestia immonda di un demone. Ci associa con il mito della strega Baba Yaga, un'incantatrice che ammalia gli esseri umani per divorarli. Quanta ignoranza: i capelli di questo colore nel mio mondo sono molto apprezzati, ogni persona si fa i capelli di ogni colore possibile, anche se nella mia vita di prima, purtroppo, ero bionda.

L'unica cosa che fa somigliare la mia vita precedente a questa sono le madri, entrambe stronze, che avrei voluto strozzare ben volentieri e più di una volta solo per il gusto di vederle soffrire.
Mi avvicino alla finestra guardando le mura circondare il palazzo, impedendomi di vedere il regno che donerei ben volentieri a chiunque pur di andare via di qui. Poso l'indice e il medio sulle mie labbra accarezzandole pensierosa, con lo sguardo malinconico. Odio vivere qui, non sono adatta a questo lusso, e stare lontana dalla natura è doloroso per una che ci ha vissuto da quando era in grembo della precedente madre.
Forse potrei scappare, ma mi mancherebbe Diana. Ho pensato all'eventualità di farla fuggire assieme a me, ma non voglio né desidero costringerla a seguirmi: non sono un mostro.

"Alex?"

Rimango in silenzio voltandomi e dirigendomi accanto a lei per prenderle entrambe le mani. So di essere egoista e che dovrei essere la classica reincarnata che deve cercare di salvarsi sposando il classico principe azzurro oppure essere la cattiva della storia, ma non voglio essere immischiata nei problemi del ceto nobiliare. Non voglio sposarmi a sedici anni solo perché la donna che mi ha partorito, a cui non assomiglio affatto, mi vuole vendere per diventare ricca.

Meredith ha subito fin troppi abusi da quando ha cominciato a vivere qui; e poi, davvero, che famiglia disastrata aveva? Mi ero dimenticata dei suoi fratelli, che sapevano cosa quella donna le faceva passare ma non avevano mai mosso un dito per fermarla, mentre il padre non prestava alcuna attenzioni nei riguardi della sua unica figlia femmina, se non fosse per le lettere di chi voleva averla in sposa.

"Diana, devi scappare" le metto tra le mani un sacco pieno di monete d'oro. "Non voglio che tu venga immischiata in tutto questo. "
I suoi bellissimi occhi color nocciola si spalancano, mentre la mano che sembra essere stata sfiorata dal calore del sole mi copre le labbra, non facendomi continuare. Addolcisco lo sguardo, sentendo un senso di protezione montarmi dentro. Ho sempre visto questa splendida fanciulla come una sorella minore da proteggere . Anche se in questo mondo è una donna molto più grande di me non m'importa: se potessi l'adotterei, ma con questo corpo è impossibile e l'unica cosa che potrei fare è salvarla dal piano che mi è venuto in mente.

"Starò con lei. Ho giurato dinanzi agli Dei che sarei stata accanto alla mia signora sempre e comunque. "

La abbraccio stringendola a me, sorridendo. Mi dispiace non poterle far vedere il mio reale carattere, ma non posso farla spaventare. Dopotutto, nella mia vita precedente non ero definita pericolosa perché cucivo orsetti, eh?

Mi allontano un poco, accarezzandole i capelli biondi che con il tempo si stanno schiarendo, sembrando albini, e purtroppo sono legati in una crocchia alta che lascia solo poche ciocche attorno al volto, e un idea geniale mi viene in mente. Le prendo il polso portandola nella cabina armadio, e prendo un vestito verde menta, con uno scollo a cuore e le maniche che lasciano scoperte le spalle e che raggiungono il polso. Glielo faccio indossare, ignorando le sue proteste sul fatto che una serva non dovrebbe indossare abiti così eleganti e non adatti al suo ruolo. Continuo con la mia idea mettendole una collana con un diamante al centro che arriva al centro delle clavicole, mentre ai piedi le infilo dei tacchi neri.

"Alex, cosa stai facendo?"

Le guance della mia stupenda Diana divengono rosse come le mele che amo tanto mangiare, e la cosa non fa che renderla dolce ai miei occhi. Le accarezzo quelle rosse guance con delicatezza, salendo lentamente verso i suoi splendidi capelli raccolti in una crocchia. Tolgo le forcine, lasciandoli cadere sulla spalla destra e notando che le arrivano fino al seno prosperoso, che in quell'abito le sta meravigliosamente. Sembra una ninfa, per la sua bellezza. Mi metto dietro di lei, prendendo due ciocche dai lati del volto e legandogliele con dei garofani rosa che ho preso questa mattina alle prime luci dell'alba. So essere femminile delle volte, anche se è più perché non riesco a dormire.

"Alex, non posso... "

Prendo i trucchi e comincio dagli occhi, cercando di renderglieli seducenti anche se il solo colore e forma lo sono già di sé. Le faccio un trucco leggero, siccome è bellissima al naturale, le guance le lascio senza nulla, sapendo che con un gesto dolce si scalderanno.

"Fatto! "

La volto verso lo specchio e sento un verso sorpreso sfuggirle dalle labbra rosse naturali: ha gli occhi lucidi e un sorriso che mi scalda il cuore, ma deve svolgere il lavoro al mio posto. Io invece farò qualcosa di diverso, o almeno spero di riuscirci. Mi guardo per un attimo allo specchio notando che con questo corpo, per il momento, potrei sembrare un maschio e so che da grande dovrò usare qualcosa per il seno, che spero rimanga il più piatto possibile.

Non mi importa se mi scambiano per un maschio, tutto pur di non avere a che fare con gli uomini o le donne in modo sentimentale.

Diana si volta, cercando di non piangere, abbracciandomi e stringendomi a sé mi ringrazia; l'odore della sua pelle mi arriva al naso facendomi rilassare.

Non dovresti ringraziarmi, mia piccola Diana, non essere felice perché una persona come me ti ha dato la libertà. Dopotutto un umano è molto più pericoloso di qualsiasi altra creatura esistente in molti mondi, e non capisco perché questa giovane donna mi ricordi una persona del mio passato. Forse è solo perché so che è orfana; mi verrebbe da ridere se non fosse che questa situazione non è affatto divertente. Entrambe abbiamo una vita più che complicata, ma io renderò la sua migliore e la mia spero più divertente.

Le porgo il braccio come un perfetto Lord, anche se sono abbastanza bassa e lei fin troppo alta per avere sedici anni. Con la testa altrove la porto verso la sala del trono sapendo perfettamente che la famigliola felice è lì per decidere il mio futuro matrimonio combinato, con un Gran Duca. Come faccio a saperlo? Diana me lo ha riferito, e le cameriere assieme ai maggiordomi che parlavano ben volentieri con me. Dopotutto sono la piccola Meredith Alex Blood, la principessina fragile e debole che viene data in sposa a un duca grasso e maniaco di oltre cinquant'anni. Mi chiedo perché questo mondo abbia regole così primitive e stupide.

Persa nei miei pensieri quasi non mi rendo conto che Diana mi sta chiamando, varie volte, fino a quando non mi tira la guancia facendomi sussultare sul posto.

"Alex, cos'hai in mente? "

"Io? Nulla di che... "

Lo sguardo che mi rifila mi fa sorridere. Peccato che la vedo come una sorella e che è una donna, altrimenti l'avrei ben volentieri fatta mia. Peccato, almeno potrò minacciare ogni uomo che ci prova con la piccola Diana. Dopotutto, diventerà la Regina del Regno Black Blood, mentre io sarò il suo cavaliere e andrò a divertirmi. Per un po' sarò io al comando, mentre lei studierà per esserlo, anche se ha un portamento più nobile di tutte le Lady che ho visto e conosciuto.

"Meredith Alex Blood, se non rispondi non ti farò più il tiramisù."

"No! Ti prego, non togliermi la mia unica ragione di vita!"

Incrocia le braccia al petto prosperoso con un sorriso malizioso e di vittoria, mentre io sbuffo distogliendo lo sguardo e rivolgendolo verso il quadro che rappresenta la famiglia al completo, dove io per ovvi motivi non ci sono, dato che sono un demone.

Sento lo sguardo della mia deliziosa futura Regina trapassarmi la nuca, ma perché deve essere così sexy? Non potevo essere un maschio? Dopotutto a me non fa differenza se lo sono, più che altro è per non creare inutili fastidi. E poi, non ho intenzione di sposarmi quindi avrò molto tempo per riavere la forza che avevo una volta e per poi diventare un mastino per un po' di tempo.

"E va bene, diverrai la nuova sovrana di questo regno. "

Lei ricomincia a camminare vittoriosa per essere riuscita a tirarmi fuori quello che avevo in testa fino a quando non si blocca in mezzo al corridoio, di un rosa chiaro e di un azzurro chiaro che insieme in quel modo erano disgustosi, per poi voltarsi lentamente verso di me con le labbra aperte e gli occhi sbarrati.

"Io divento cosa!? "

Già, ti farò diventare la sovrana di questo regno mentre io diventerò il cane dell'imperatore così da poter uccidere chi mi annoia, non c'è nulla di male no? Dopotutto sono così annoiata, e da quando sono qui ho sconfitto tutte le guardie che sono diventate molto fedeli alla mia persona. Mi chiedono di allenarli ogni giorno, pur sapendo che non ero per nulla buona. Mi dispiace? Affatto. È divertente stenderli, e se continuano in questo modo diverranno le forze militari più forti del mondo.

Mi lecco le labbra colpendo con il piede le enormi porte in oro per la sala del trono, sorridendo alle facce sconvolte dei futuri cadaveri, con Diana che è rimasta dietro di me completamente scioccata, ma che lascia vedere agli estranei solo una facciata indifferente e priva di emozioni.

Ci sarà da divertirsi...


Angolo Autrice: 

Ciao! Sono Viserion, questa è la prima storia che scrivo qui, spero che vi sia piaicuta!
Vi chiedo scusa per gli errori e orrori che troverete nelle mie storie ma cercherò di fare del mio meglio per stare il più attenta possibile!
Detto ciò, ci vediamo la prossima volta con un altro capitolo ^^

Bye, da Viserion_Death 

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Capitolo 2
*** Capitolo 2 ***


All'inizio credevo di poter stare per i fatti miei in questo mondo. Dopotutto, ero una principessa e potevo chiudermi in una torre pur di non avere a che fare con qualsiasi forma di vita umana o non; essere finalmente libera dalle costrizioni famigliari e poter stare finalmente per conto mio. Non lo avessi mai pensato: sono successe fin troppe cose per i miei gusti da quando mi sono risvegliata in questo corpo. E sono stati tutti fastidi, tranne il fatto di poter vestire come mi aggrada Diana, quello è un bel passatempo.

Credevo che questo mondo sarebbe stato interessante, dopotutto so praticamente a memoria questo libro, tanto che potrei uccidere chiunque mi dia fastidio. Ma mi annoio al solo pensiero, sono così annoiata che l'unico mio divertimento è combattere contro i soldati del regno e torturare i nemici di guerra con la mia dolce Diana che mi rimprovera sempre sul fatto di almeno tentare di non sporcarmi. Quella ragazza è troppo accondiscendente per quello che faccio, delle volte; ma cosa posso farci se gli esseri umani mi infastidiscono? Se gli esseri umani sono solo creature noiose e infime ai miei occhi? Ho finito per annoiarmi anche nel torturare i nobili che si sono opposti a far salire al trono la mia Diana, come hanno osato andare contro alla mia piccola protetta e soprattutto non farla salire al trono?

"Liberami, amore della mamma, e insieme conquisteremo il mondo. "

La voce di mia madre mi annoia come sempre, mentre la osservo con i suoi abiti dorati divenuti di uno sporco grigio, la scollatura le arriva fino all'ombelico lasciando il seno completamente esposto, i capelli biondi sono sporchi. Dei lividi si trovano sul suo corpo, ma noto che la cosa non le dispiace affatto. Non so se essere disgustata o metterla in un bordello pur di togliermela dalla vista. Ha convinto alcune guardie a passare la notte con lei e ha tentato di scappare, inutilmente, ricevendo da me una punizione leggera. Le ho mischiato nel cibo una fiala che le ha procurato allucinazioni della sua morte che le sono durate per una lunga settimana. Sorrido ancora al ricordo delle sue urla disperate.

Inclino il capo osservando la donna che mi ha messo al mondo, rifiutandomi mentalmente di chiamarla nuovamente con un termine che deve essere utilizzato solo per un genitore degno di quel ruolo. Le creature che ho davanti, invece, sono solo feccia. Però, ora che ci penso, loro sono solo dei vermi ai miei piedi che potrei uccidere in qualsiasi momento, dopotutto sono riuscita a tornare nel pieno delle mie forze in questi mesi.

"Mery, tesoro della mamma, dimenticherò il tuo affronto alla corona se mi liberi, e se lo farai potremmo andare a cucire come ti piace tanto! Possiamo anche mangiare il gelato alla menta con il tuo caffè preferito se ti va."

Indifferenza, ecco cosa provo guardando i suoi occhi neri fin troppo simili ai miei che mi guardano falsi, mentre la voce che normalmente dovrebbe uscire gentile, buona, amorevole dalle sue labbra è così finta che mi chiedo cosa abbia fatto di male la precedente proprietaria di questo corpo per nascere in questa famiglia, anzi no, perché cazzo persone del genere riescono ad avere dei figli?

"Mery, siamo i tuoi fratelloni, possiamo trovare una soluzione insieme."

Guardai i cosiddetti fratelli, che avevano preso i capelli biondi dall'ex Regina, mentre gli occhi azzurri dal suo consorte. Se non l'ha tradito con qualcun altro, non che mi importi in fondo.

"Mery, sappiamo che quella donnaccia ti ha fatto del male, ma noi ti proteggeremo! "

Certo, e io sono un facocero. Dei, perché diavolo questi erano sul trono? Sono talmente stupidi che è un miracolo che questo Regno sia ancora in piedi e che non ci sia stata una rivoluzione. Chissà se Jeson, il capitano delle guardie, desidera avere due sacchi da boxe nuovi... dopotutto, i miei dolci fratelloni lo hanno trattato così male da lasciargli una bella cicatrice sulla schiena solo perché i soldati ascoltavano più lui che gli stessi principi, che non sapevano nemmeno maneggiare una spada d'allenamento. 

Mi sistemo il cappello nero con disegnato un lupo argenteo fatto da Diana, chiedendomi se dovrei dire a Jeson che può utilizzare qualsiasi arma voglia, ma pensandoci meglio potrei farli torturare fino a quando non chiederanno loro stessi di voler morire, per poi lasciarli vivere rinchiusi in queste splendide celle.

Alzo le braccia stiracchiandomi, ignorando completamente gli ex regnanti e la loro stirpe. I nobili che erano andati contro Diana, invece, offendendola davanti a me mesi prima, hanno ricevuto due premi: il primo è stato finire nelle prigioni, e il secondo è stato togliergli il titolo nobiliare e darlo ai figli, che sono perfetti per il loro ruolo.

"Lord Alex."

Inclino il capo osservando uno dei soldati più giovani avvicinarsi a me, con l'armatura argentea e nera, con l'elmo attaccato alla cintura, mostrando una chioma bionda sbarazzina e occhi chiari. Lo guardo avvicinarsi con le braccia incrociata al petto, e noto che arrossisce timido. Lo so, ragazzino, sono sempre una femmina, ma ricordati che sono il tuo generale nonché consigliere della tua Regina: non fare pensieri strani, grazie.

Ah! Ora che ci penso devo andare da Diana per informarla di alcuni progetti che ho in mente; è meglio che mi sbrighi così potrò andare a dormire in giardino. Da quello che ho visto, nell'arena c'è un prato splendido e ben curato dove potrei dormire comodamente, e se ho caldo posso mettermi all'ombra dell'albero. Devo anche andare in città per vedere come sono messi i miei locali, controllare i militari per allenare quegli scansafatiche. Se continuano a saltare gli allenamenti per andare nei bordelli li farò allenare per ventiquattro ore, se necessario.

" Lord, ci sono dei nobili che stanno chiedendo la mano a Lady Diana. "

" Andiamo a salutarli. "

Gli occhi del soldato brillano contenti, chiedendomi di poter partecipare. Accetto, incurante degli sguardi impauriti dei presenti. Non mi importa, ne mi interessa quello che pensano gli altri: quello che voglio in questo momento è uccidere qualcuno, e i Lord che si sono presentati saranno un interessante passatempo per la mia noia.

Esco dalle celle svogliata, sentendo la solita irritazione montarmi le membra e osservando le pareti del castello che ho fatto dipingere di un blu scuro con disegnate le costellazioni del mio mondo, che invece in questo non esistono, di un bianco puro. Avevo invece cambiato le luci, rendendole di un tono più caldo e soffuso rispetto a quello accecante di prima, ho fatto anche mettere dei quadri di creature mitologiche e personaggi da me creati che hanno spaventato parecchio gli ospiti. Ammetto che è stato divertente vedere nell'ombra i loro sguardi terrorizzati, ma la parte migliore è stata vedere la stanza del trono con i nuovi stemmi che ho creato, prendendo spunto da una creatura che in questo mondo considerano estinta. Lo stemma come colore base è di un nero pece, dove vi è disegnato un dragone rosso sangue e occhi bianchi che guarda il cielo. L'arredamento della sala l'ho completamente cambiato: le tende, che prima erano rosa confetto, sono state sostituite da un nero quasi trasparente.

Mi chiedo che gusti di merda avevano i precedenti sovrani: il palazzo e la mia stanza rosa, mentre le altre stanze erano di un viola chiaro. Io, siccome ho un gusto decente, le ho cambiate e restaurate tutte come piacciono a me. Le pareti, che erano di un bianco accecante, le ho dipinte di un grigio scuro. Il trono è normale, con dietro delle ali di drago con una coda che sfiora il piede di Diana: le parti di drago sono di pura ossidiana nera con spuntoni dello stesso colore.

Persa nei miei pensieri, faccio poco caso alle voci dei Lord che si sono autoinvitati, e che adesso mi stanno fissando come dei pesci lessi: non che mi sorprenda, tutti pensano che sia un maschio con il volto femminile, e che un giorno diventerò un uomo forte e potente, così da potermi dare in sposa una delle loro figlie. Lo vedo nei loro occhi che hanno in mente qualcosa di poco gentile nei miei confronti e nel mio futuro; porci maledetti...

" Alex, bentornato. "

Un sorriso compare sulle mie labbra mentre guardo la mia splendida Diana, che indossa un vestito azzurro lungo fino ai piedi, che si allacciava dietro al collo lasciando scoperte le spalle e la schiena. La collana che le ho regalato un mese fa è perfetta su di lei, è d'argento con un cuore color verde menta, mentre i capelli sono legati in un'acconciatura elegante, perfetta sul suo volto femminile.

Davvero, Dio da strapazzo, perché mi hai riportato in vita e fatto incontrare questa ninfa vivente se poi non posso conquistarla? E perché non mi hai fatto diventare un uomo? Potevo conquistare Diana e farci tanti figli, la vita è davvero ingiusta delle volte.

" Mia leonessa, mi scuso per il ritardo. "

I Lord e le mogli si guardano tra di loro, e so per certo che stanno cercando di non commentare il fatto che io e Diana non usiamo etichette e le altre stronzate varie della nobiltà. Ovviamente ho obbligato la mia Regina a smetterla di usarli dopo aver fatto un patto che mi obbliga a stare nel Regno per almeno sette mesi, di cui mancano solo pochi giorni alla scadenza ora che ci penso.

Mi avvicino a lei baciandole il dorso della mano e notando piacevolmente le sue guance diventare di un rosso scarlatto che mi fece sorridere; mi volto verso gli ospiti facendo loro un cenno del capo a mo' di saluto, mentre mi siedo sulla scalinata osservando i nobili che sono rimasti scioccati dal mio comportamento verso colei che volevano proporre a nozze.

Come se io glielo lasciassi fare: mi infastidisce già che respirino la mia stessa aria. Se osano avvicinarsi a Diana li ucciderò, ma senza dare altri problemi a quel povero ministro che già sta cercando di finire con i precedenti nobili.

" La famiglia Wesco vi porge i suoi saluti, Maestà. "

Un uomo dai capelli biondi avanza tutto impettito con un vestito fin troppo orrendo ai miei occhi, e d'istinto faccio una smorfia che notano tutti quanti specialmente il biondino che continua a guardare la mia Diana con uno sguardo allusivo che mi urta il sistema nervoso.

" Lord We... "

" Maestà, dovrebbe insegnare le buone maniere a quel moccioso e dovrebbe accettare la mia proposta di matrimonio tra le nostre famiglie e le vostre. È molto... "

Mi alzo, interrompendolo e facendo non solo sorridere le guardie, ma anche Diana, che si è coperta il volto con la mano; mentre i Lord sembrano aver perso qualche anno di vita dopo aver incontrato i miei occhi. Tutti hanno capito che sono un poco pericolosa, tranne quell'idiota di un biondo, sinceramente vorrei spaccargli la faccia. Non mi piacciono i biondi, è vero, ma chi è buono passa i miei standard, al contrario delle teste di sterco che se non fosse una rottura ucciderei ben volentieri.

" Come osi tu, piccolo... "

Sorrido, guardando il volto del nobile che è sbiancato di colpo, pronto a svenire o farsela sotto mentre il pugnale che ho lanciato lo ha ferito sulla guancia e adesso si trova conficcato nel muro. La mia pazienza è assai sottile, e i loro stupidi genitori continuano a mandare i loro figli per far sposare la mia Diana? Forse non sono stata abbastanza convincente nelle lettere che gli ho mandato. Dovrei proprio rimediare facendo una piccola guerra, tanto per divertirmi un po'.

" Come osi! Tu piccolo bastardo, come ti sei permesso di ferirmi! " si copre con la mano la ferita, rosso dalla rabbia " Guardie, uccidetelo! "

Mi gratto il retro del collo, sbadigliando, mentre le guardie del moccioso mi puntano le loro armi contro. Inclino la testa osservandoli con attenzione e notando con dispiacere che li avrei potuti battere a mani nude, e sono una ragazza di sei anni. Non contando che nella mia vita passata sono stata un militare, ma non era nulla di che.

" Uccidete il bastardo e catturate quella puttana! "

Silenzio, ecco cosa accade nella sala del trono con le guardie del castello Black Blood che entrano sbarrando l'unica uscita che forse potrebbe salvare il giovane dalla mia ira. Guardo con la coda dell'occhio Diana, che fa solo un cenno con il capo prima che il sottoposto di quello stupido nobile alzi la spada colpendomi la spalla.

" Alex... "

" Sì, mia leonessa? "

Sorride maliziosa, appoggiando il capo sulla mano, con gli occhi che divengono minacciosi e al tempo stesso sensuali. Maledetti ormoni. Aspetta, no, ancora non sono in pubertà; o forse sì? In questo stupido mondo si inizia l'accademia a dodici anni e si finisce a diciotto, cazzo devo cominciare a studiare e la voglia è pari a zero. E se chiedessi a Diana se mi fa lezioni private? Uh, meglio di no o potrei commettere qualche stupidaggine. E poi lei adesso è regina quindi rimarrà qui durante il mio periodo in accademia.

" Uccidilo. "

Mi guardo attorno, ricordandomi solo in quel momento di tornare alla realtà con quella stupida guardia che sto tenendo ferma sul posto. Stringo un po' più forte la spada del tizio, spezzandola a metà sotto lo sguardo sorpreso di tutti, sia dei miei uomini che di quelli dei nobili che scapperebbero volentieri. Prendo il collo del tizio, stringendoglielo con forza fino a quando non perde i sensi, e lo lascio cadere a terra per avvicinarmi alle mie vittime che si mettono in ginocchio chiedendo perdono. 

Non mi importa molto di quello che dicono...

Penso, mentre mi avvicino al nobile biondo che ha offeso la mia piccola Diana.

Un odore pungente mi arriva al naso e mi resi conto che il ragazzo è così spaventato da farsela nei pantaloni. I suoi compagni che avevano avuto la stessa idea di proporre delle nozze con la mia Diana si sono allontanati porgendo le loro scuse più sentite e sincere nei confronti della mia regina, che li perdona contro il mio volere.

Uffa, nemmeno ci si può divertire in questo castello, almeno ho il premio di consolazione...

Mi avvicino al nobile biondo, che cade a terra con le lacrime agli occhi,e mi metto a cavalcioni su di lui, sorridendo. I miei soldati prendono i polsi del futuro cadavere, facendolo distendere e bloccandolo al tempo stesso, per mia fortuna. Desidero la sua testa e fare guerra alla sua famiglia, non mi importa se dovrò combattere contro un Re, l'imperatore o un Dio: la mia famiglia non si tocca, dovranno passare sul mio cadavere e uccidere mille volte. Nessuno fa del male a chi amo.

" Fermati! " il suo sguardo era di puro terrore " Ti pagherò e avrai soldi, donne e una villa con dei servi! "

Inclino la testa, sorridendo: " Non sono una puttana, Lord Wesco. " poso l'indice sulle labbra rilassata. " La mia lealtà, non potrà mai essere comprata. "

I miei soldati hanno delle espressioni divertite, sapendo che a me di queste cose non può fregare nulla. Tranne degli alcolici, quelli sono ben accetti anche se ho promesso a Diana di aspettare i diciotto anni per quello, ma penso che probabilmente stavolta non li berrò. Dopotutto, sono nocivi al corpo e mi intorpidiscono i sensi, anche se sono abituata all'ultima parte, siccome ho sempre e comunque sonno.

" Alex, quando hai finito di giocare accompagnami nel mio studio. "

Alzo di scatto la testa, togliendomi dal corpo del nobile dandogli un calcio in mezzo alle gambe. Perché l'ho fatto? Bella domanda, mi andava diciamo.

" Ti farò diventare il mio braccio destro! "

Ignoro il Lord che cerca di liberarsi, inutilmente, dalla presa dei miei uomini.

" Capo, sbrigati ad occuparti di questa feccia. " Jeson mi sorrise, divertito da quello che sta accadendo " Devi aiutarmi con le nuove reclute. "

Inclino la testa guardando il nobile indifferente. Niente, mi è passata completamente la voglia di fargli del male. Devo davvero andare in guerra, questa situazione mi sta facendo tornare come nel mio primo mondo. Do una pacca alla schiena a uno dei miei soldati, dandogli il via libera di fare quello che voleva, insieme agli altri, del nobile che sbianca ancora di più se possibile. Credo che abbia visto i miei capelli e per l'ennesima volta mi chiedo chi è stato a inventare questa leggenda. Diana sta facendo fatica con la nuova legge che ha messo sul fatto di non uccidere, braccare, bandire e tanto altro uomini e donne dai capelli rossi: c'è chi ha appoggiato fin da subito questa nuova condizione, mentre altri continuano a fare resistenza, e se continuano in questo modo sarò costretta a parlare con l'imperatore.

" Ragazzi... " mi volto verso di loro, sentendo un sorriso crudele comparire sul mio volto " fate di lui ciò che volete, ma non uccidetelo. Dobbiamo pur inviare qualche ricordo alla sua famiglia. "

So che potrei essere paragonata a una sadica senza cervello con questo comportamento, ma sono annoiata, e ora che ho l'occasione di fare un po' di casini voglio godermela tutta. Poi, andrò dall'imperatore per vedere come sistemare questa situazione contro la caccia alle persone dai capelli rossi, soprannominati: figli di Baba Yaga. 
Se mi andasse, potrei diventare il suo cane più fedele oppure essere il suo peggior incubo, a seconda del mio umore ovviamente, il che dipenderà solamente dal comportamento del sovrano e da come mi sveglierò quel giorno.

" Domani vi insegnerò come togliere le parti del corpo, senza dissanguare un prigioniero e per ricavare qualsiasi informazione. "

Jason e gli altri esultano comportandosi come un branco di adolescenti, e con un sorriso che avrebbe potuto spaccare le pietre, trascinano il nostro nuovo gioco nelle prigioni, sotto lo sguardo spaventato dei restanti nobili che si sono sottomessi a Diana, la quale gli ordina di non proferire parola di quello che era accaduto, venendo accontentata.

Sorrido, ritornando sulle scale e facendo mancare parecchi anni di vita ai nobili che si inchinano a me, per poi notare i miei soldati tornare con un sorriso felice che mi fa ridacchiare, ma che copro con la mano. 
Peccato che sia così piccola, li avrei volentieri adottati ma con questo corpo non posso dire nemmeno fratellino! La vita è davvero ingiusta, delle volte.

" Lord Alex. " Un moro si fece avanti un poco intimorito da me " Può addestrare le nuove reclute? A Jason non ascoltano. "

Sospiro, notando gli occhi azzurri di Jason, che sembra un bambino in un negozio di caramelle, e a quel comportamento sorrido, ricevendo sguardi d'apprezzamento che non mi fanno nessun effetto. Penso alla richiesta che mi ha fatto il giovane, chiedendomi come facessero a non notare che una ragazzina di sei anni fosse così forte e con una mentalità diversa, beh, forse è meglio per me. 

Ora che ci penso, Jason e gli altri non sanno che sono la figlia degli ex regnanti, e non li biasimo affatto per questo. Non mi era permesso di uscire da quella stanza orrida che faceva concorrenza ai confetti, sorvegliata giorno e notte da Rebecca, ex cameriera che ho provveduto a uccidere il secondo giorno della mia nuova vita, sapendo che aveva intenzione di uccidermi sotto richiesta dei miei genitori. Che amori, vero? Uccidere la figlia per il solo fatto che è diversa.

" Lord Alex, dove ha imparato a combattere? "

Sorriso, nascondendo le emozioni che erano scaturite come un vortice, e sopratutto che avrebbe potuto trascinarmi via. Abbasso un poco la visiera del capello, in modo che mi coprisse gli occhi, e suscitando la curiosità di tutti i presenti, ma non mi importa.

" Mio fratello maggiore era un abile guerriero, mi ha insegnato lui. "

" Era? "

Mi alzo, incurante del sangue che ho sulle mani per le unghie che mi hanno graffiato leggermente; sorrido tranquilla nascondendo il dolore del ricordo della mia vita passata, di un giovane uomo dalla pelle abbronzata che mi sorrideva dolcemente come se fossi un tesoro prezioso che non ero mai stata. 

Dannazione, non voglio pensare a lui... 

Chiudo i ricordi all'interno della mia mente, alzando il volto e facendo sussultare tutti quanti.

" È stato ucciso molto tempo fa. " Vado da Diana e le bacio la guancia. " Vado a lavarmi. Ti aspetto nel tuo studio, devo informarti su alcune cose. "

La guardo annuire assorta nel mio sguardo, prima che io andassi verso il corridoio per raggiungere la mia stanza, sapendo che la mia piccola Regina farà la cosa giusta. Ora mi resta solo cominciare a far rivivere questo paese, allenare i nuovi arrivati, costruire quello che ho in mente, fare qualche guerra e infine decidere se uccidere o meno l'imperatore; nulla di nuovo quindi.

" Lord Alex, c'è un problema! "

Kally corse verso di me, negli abiti maschili creati sotto mia supervisione che in quest'epoca sono definiti disgustosi, privi di gusto e tante altre stupidaggini, mentre i capelli di una calda tonalità di marrone si muovono da tutte le parti facendomi sorridere divertita.

Adoro sapere che le donne di questo regno mi considerano un ragazzo: è più facile allontanare i pretendenti, tranne per le Lady che tentano di portarmi a letto in ogni momento o che tentano di spacciare i loro figli per i miei. Davvero, ma cosa passa per il microscopico cervello di quelle? Ho sei anni, non mi prenderei mai una di loro, che hanno la fama di soddisfare uomini ben più grandi di me.

Sbadiglio nuovamente. È davvero una noia questo mondo, non succede mai niente di interessante in questo regno.

 

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Capitolo 3
*** Capitolo 3 ***


Gli esseri umani sono stupidi, l'ho sempre detto e non smetterò mai di farlo.

"Dobbiamo inviare tutti i soldati! "

" Maestà, lascerà morire poveri innocenti se non farà qualcosa! "

Tacete...

"Non manderò al macello degli innocenti per un vostro errore, Colonnello Ping. "

"Vostra Maestà, come può dire questo? "

" Si rende conto della gravità della situazione? "

State zitti, dannazione...

Osservo in silenzio i generali militari del regno vestiti con abiti frivoli e privi di gusto, e soprattutto troppo appariscenti per i miei poveri occhi, ordinare a Diana un aiuto per risolvere l'errore commesso così stupidamente mi sta irritando, ma con esseri talmente disgustosi mi ci vuole poco per perdere la calma. Per tutti gli Dei di questo mondo, quanto possono essere stupidi? Chi è talmente idiota da confondere la seconda figlia dell'imperatore con una popolana, trattandola come una prostituta dei bordelli, offendendola e tentando anche di stuprarla? 
Non vedo l'ora di giustiziarli con le mie stesse mani: sono solo un peso, questi stupidi nobili, perché sì, loro non hanno partecipato a nessuna guerra, ma gli è stato dato il pregiato onore di servire la guerra fino alla morte, quindi significa che o li ammazzo o li torturo.

Ora che ci penso, ma chi ha messo al trono quello stupido del padre della precedente proprietaria di questo dannato corpo? Almeno una cosa intelligente l'ha fatta; ha avuto la fortuna di tenersi tutti i soldi al castello, soldi che ora sto utilizzando per pagare il debito che quell'idiota ha fatto con la banca, pagare i soldati che sono realmente andati in guerra, e con il resto dei soldi ho costruito qualcosina di decisamente divertente per i miei gusti.

" L'imperatore ha chiesto le nostre teste, Vostra Maestà! Non può permetterlo! "

Infatti lo farò io al posto suo, aspettate e vedrete...

" Manderò qualcuno a contrattare... "

Sbadiglio, ignorando quello che stavano dicendo e cercando una definizione più appropriata di "noioso": uso sempre le stesse parole per definirli e non sono divertenti nemmeno come giullari; forse dovrei andare a preparare uno dei cavalli e partire verso l'incantevole e immenso regno dell'adorabile, splendido e sexy imperatore che non ho mai visto in vita mia. Facendo due conti mi servono quattro giorni per arrivare lì, ma io, grande e ingegnosa donna, ho trovato una scorciatoia che mi farà arrivare lì in meno di due giorni se vado al galoppo. Meno male che sono sempre preparata per queste cose, ma mi aspettavo che sarebbe successo.. non so, più tardi? Diana cercherà in tutti i modi di non mandarmi in guerra e la discussione sarà davvero noiosa.

" Alex? "

Con una voglia pari a zero, mi avvicino facendo prendere un colpo ai quattro generali di cui solo uno è decente, i restanti possono anche andare a quel paese.

" Mia Leonessa. "

Cerco di non sbuffare per quel soprannome che mi ha costretto a darle, non amo queste cose, ma per non farle mettere il broncio sono stata costretta. E poi, dai suoi occhi che sembravano quelli di un cerbiatto spaventato, so che non vuole mandarmi a fare da mediatore solo perché ai suoi occhi sembro anche una bambina di cui prendersi cura, e che deve vestire in modo femminile ed essere protetta. Ma, dannazione, gliel'ho dimostrato così tante volte che mi sono stancata di ripeterglielo. Non ho bisogno di essere servita e riverita, so badare a me stessa da anni, e amo combattere: è l'unico aspetto della mia vita che mi è sempre piaciuto, se osasse interferire sull'unica cosa in questo mondo che non mi faccia cadere sarò costretta a fare qualcosa che non mi piacerà.

" Cosa mi consigli? "

Mi gratto la guancia destra guardando il tavolo, dove vi sono il territorio del mio Regno e quello dell'Imperatore, che prende più della metà di queste terre: i suoi stemmi hanno una fenice scarlatta, dagli occhi dorati, e le sue armate superano i diecimila uomini, di cui la maggior parte sono ex schiavi addestrati in una maniera orribile. Non so se si crede misericordioso o un liberatore, ma ai miei occhi non lo vedo che come un moccioso. Se davvero loro fossero stati trattati come carne da macello, poteva impedirlo e dare a quella povera gente un'altra possibilità per cambiare la propria vita, piuttosto che lasciarli continuare a fare qualcosa che non gli piace siccome non sanno come vivere in altro modo. Gli uomini sono stupidi, pensano che chi lascia le forze militari sia un disertore, e quindi vada reputato debole, privo di spina dorsale, e trattato peggio delle larve.

" Andrò dall'Imperatore. "

Il silenzio regna finalmente tra queste quattro mura, con i generali che mi fissano felici sperando che mi uccidano così da poter soggiogare Diana e fare altre guerre inutili, mentre la suddetta Regina mi guarda con ancora più preoccupazione, pronta a negarmi questa mia scelta. Tengo lo sguardo basso, cercando di non far vedere quello che provo in questo momento, perché come spieghi alle persone che hai intorno che non provi nulla? Non sento niente di intenso, solo il vuoto, anche se ci sono abituata non farlo notare a nessuno è snervante. Stringo le mani a pugno sentendo che mi sto ferendo lievemente con le unghie; fanculo il mio carattere, devo andare.

" Alex... "

" No. Vado, e non farmi seguire dalle guardie o le ammazzo. Non sfidarmi, Diana, sai come posso essere quando mi innervosisco. "

La guardo un ultima volta facendola tacere e non provare a continuare questo discorso. Non mi importa se è la regina, non mi importa se mi costringerà a stare in questo palazzo contro la mia volontà, sarebbe costretta a pagare il prezzo delle vite che toglierei se qualcuno mi chiude in una stanza dorata. Non sono un passero, non sono qualcuno da poter mettere in gabbia, non lo sarò mai ed è per questo che nessuno ha mai provato ad essere il mio compagno. Dei, se ripenso a tutto quello che mi hanno fatto passare sento l'altro lato del mio carattere emergere fin troppo per i miei gusti: devo andarmene da qui per un po', ho aspettato fin troppo tempo.

Abbasso la visiera del cappello andandomene da questa stanza, ignorando gli sguardi dei generali che hanno indietreggiato impauriti quando hanno incrociato il mio sguardo. Jason e Kally sono rimasti impassibili sapendo perfettamente che non devono avvicinarsi a me quando sono in questo stato, mentre Diana mi osserva con la sua solita preoccupazione, lasciandomi andare via.
Il senso di colpa nei confronti di Diana si fa largo nella mia mente: non volevo essere così, non con colei che ha protetto questo corpo fin da quando sono nata, ma non posso restare, non qui, non con me all'interno di questo corpo. Forse se fosse stata la vera Meredith sarebbe stato meglio, e come si può ben notare io non sono lei, non lo potrò mai essere, e utilizzo fin troppi non, e soprattutto non sono una principessa. So come mandare avanti un Regno solo perché ho studiato nella mia vita precedente, so come costruire negozi, locali, locande e tanto altro perché lo ho studiato con fatica nella mia precedente vita. Ma io so solo come essere una Lady perfetta, con il portamento giusto, come soggiogare un uomo con il mio corpo, come essere una donna, non una bambina. Questo mondo è dannatamente sbagliato, e nessuno fa nulla per cambiare questo schifo e io non sono interessata a essere una paladina della giustizia. Sono molto più interessata a essere un mastino pronto ad azzannare chi mi sta davanti.

Mi guardo attorno ignorando i servi - odio questa parola - che mi stanno osservando come sempre; non sanno che sono una femmina. Dopotutto, sono stata rinchiusa nella mia stanza da quando sono nata, uscendo poco e nulla e quando lo facevo, volevo dire quando Meredith lo faceva, stava sola con Diana, che le insegnava a essere una bambina che amava i cavalli, i fiori e gli animali. Invece, stare con la madre significava essere una donna dei quartieri a luci rosse, venendo stressata psicologicamente per il divertimento di quella dannata feccia. 

Dei, devo smetterla di pensare a queste cose o potrei cambiare idea sulla sorte di quella feccia...

Prendo dall'appendiabiti il mio mantello preferito, nero, che arriva alle ginocchia, e un cappuccio che mi coprirà perfettamente metà volto, mentre dalla tasca posteriore dei pantaloni in pelle prendo una sciarpa di un bellissimo rosso sangue, che lego al collo coprendomi fin sotto al naso, stando attenta a non inciampare con la mia solita sbadataggine, e soprattutto ignorando tutti gli sguardi che ricevo. Preferisco concentrarmi sul fatto di non lasciare che il mio carattere mi divori, assieme al desiderio di scappare il prima possibile da questo posto.

Persa nei miei pensieri, quasi non mi rendo conto di star superando la stalla, dove tantissimi cavalli tutti diversi pascolano serenamente; nessuno di loro attira la mia attenzione, ma un rumore improvviso mi incuriosisce. Non so cosa passi per l'anticamera del mio piccolo e stupido cervello, ma mi avvicino, notando per primi degli stallieri tentare di calmare una splendida puledra più grande del normale, dal folto pelo lucido di un nero così intenso da avere riflessi blu, i suoi occhi sono due splendidi zaffiri. Non so perché ma mi avvicino a lei, lentamente, timorosa di spaventarla.

Le voci degli uomini tentano di fermarmi, ma io li ignoro completamente: non so perché, ma sento come se lei non mi farà del male, forse saranno i suoi occhi, o è solo la mia folle mente che mi vuole ammazzare, non m'importa sinceramente.

La guardo spazientirsi, colpire il terreno con lo zoccolo anteriore destro, muovendo al contempo la lunga coda nera, i suoi occhi si fissano nei miei, ci osserviamo in silenzio e per un solo attimo mi sembra più umana lei che il resto del mondo; e datemi della pazza, ma le accarezzo il muso prima di mettermi al suo fianco, salendole sulla groppa abituata a montare anche senza sella. Mi sporgo verso di lei notando che non è infastidita, solo curiosa di quello che sto facendo. Sinceramente? Non ne ho idea.

" Non ti farò del male, tranquilla. "

Sorrido divertita, sentendola sbuffare scuotendo la testa, ritrovandosi un ciuffo della criniera sull'occhio destro per poi rifarlo nuovamente. La adoro: ha il mio stesso carattere e fa la stessa cosa che facevo nell'altra vita.

" Lord Alex, non si avvicini a quella bestia. Ha ferito due uomini, quella bestiaccia. "

Inclino il capo, guardando la piccolo feccia che aveva parlato e facendo scomparire il sorriso che avevo: so che i miei occhi sono due lame di ghiaccio, più taglienti di una spada che puntava alla sua gola. Odio persone del genere, è a causa loro se nel mio mondo abbandonavano gli animali, maltrattandoli in modi disgustosi, e solo gli Dei sanno che gli avrei fatto se li avessi avuti tra le mani, cosa gli avrei fatto. Come Meredith amo gli animali, tranne i rospi: loro mi fanno talmente schifo che una volta ho urlato come una iena scappando da mio fratello, ora che ci penso la scena era stata esilarante quando gli ero saltata addosso, cercando di scappare da un rospo disgustoso e ricevendo tante prese in giro dal mio fratellone.

" Sei bellissima... "

Accarezzo il collo della puledra, cercando di togliermi dalla mente il ricordo dell'unico uomo che ho mai amato, e protetto come meglio potevo. Dei, non posso pensare a lui, è masochismo vero e proprio, ogni volta è una pugnalata al cuore e un senso di amarezza mi stringe la gola. A volte non capisco quello che provo, non so nemmeno cosa provare per il semplice fatto che sono così abituata alla noia senza emozioni che non mi fido praticamente di nessuno e non riesco a capire gli altri.

Do un calcetto leggero con il tallone ai fianchi della puledra, che si muove lentamente facendo indietreggiare gli stallieri, che si dividono impauriti da una reazione inaspettata da parte mia, o della bellezza con cui cavalcherò.

" Ha un nome? "

" Il precedente padrone la definiva sempre come una Bastarda. "

La diretta interessante nitrisce alzandosi in piedi, mentre io mi stringo a lei con le gambe, tenendomi alla sua criniera.

" Shh, è tutto okay, piccola... " le accarezzo il collo dolcemente, notando che muove solamente la coda, calmandosi lentamente. " D'ora in poi verrà chiamata Tempest, e se osate nuovamente trattare male i cavalli di questo regno o i loro animali vi ucciderò io stesso. "

" Sì, Lord Alex. "

Faccio solo un cenno del capo prima di spronare la puledra a galoppare, calpestando il terreno con forza, indomabile come deve essere; non le metterei una sella se ciò la frenasse dall'essere libera, senza quella sella è mille volte meglio: nessuno ha il diritto di togliere a chiunque la liberà.
Come possono vivere la loro vita in modo lento e privo di stimoli? Senza sentire il vento tra i capelli, che si infrange sul viso, la sensazione di vuoto per poi scoprire che non è altro che pura gioia, l'odore del mare, dell'erba e dei fiori, ogni cosa è pura adrenalina ma nessuno riesce a capire le piccole cose preferendo guardare solo se stesso, ignorando quello che per loro è di poco conto. (anche questo mi piace!)
Cosa posso chiedere di meglio? Nessuno che mi dice cosa fare, come comportarmi, come vestirmi, come vivere, e a volte penso che il mio carattere che molti definivano brutto non è così male, se mi aiuta a non cadere nel baratro ora che non ho più lui.

Chiudo gli occhi godendomi questa sensazione di libertà che mi scalda il sangue; fino a quando non sprono Tempest ad andare più veloce andando verso il palazzo dell'Imperatore, dove ovviamente sarò la persona più buona al mondo.

Chissà se sta bene...

L'immagine di mio fratello mi appare nuovamente nella mente, leggero e pieno di perfidia, facendomi ricordare ogni cosa che facevamo insieme, ogni scherzo, ogni litigata, i gelati che mangiavano ogni volta che eravamo giù di morale, quando giocavamo a calcio picchiandoci come se non ci fosse un domani che finiva sempre in un pareggio, i giorni bui dove non volevamo tornare a casa, quando ci aiutavamo a vicenda sempre e comunque, nel bene e nel male finché morte non ci separava.


E io l'ho fatto, sono morta lasciando la mia unica ragione di vita, la mia ancora e la mia vita a causa di una stupida singola donna che ho desiderato per tanti anni uccidere. Come potevo considerarmi forte nel mio precedente mondo se non potevo difendere la mia famiglia senza essere arrestata, perché quella dannata si faceva anche dei poliziotti? Come potevo proteggere mio fratello e me stessa da una persona che non ci ha causato altro se non sofferenze continue, giorno dopo giorno era una battaglia infinita che per un divertente gioco della sorte sembrò finire al mio venticinquesimo compleanno, dove successe...

" Chi sei? "

Mi rendo conto solo ora che si è fatto tardi, e molto probabilmente ero così immersa nei miei pensieri che non mi sono resa conto del tempo che mi passava; e poi la voce di questo soldato è davvero fastidiosa. Lo guardo con il capo inclinato di lato, abbassandomi il cappuccio ancora di più, lasciando solo un sottile strato per vedere e facendo rallentare Tempest, che non è nemmeno lei contenta di quest'interruzione. Dopotutto, siamo nel cuore della notte e lei non sembra affatto stanca né assetata: ho perso davvero il senso del tempo e i miei pensieri sono scomparsi nell'istante in cui il tizio ha dato fiato alla bocca, lasciandomi un leggero senso di vuoto che mi mise a disagio.

" Se continui a non parlare, sarò costretto a portarti dalle guardie reali. "

Guardo il soldato che indossa un'armatura che copre interamente il corpo tranne gli occhi, la linea del naso e le labbra fino a scoprire una piccola porzione del collo, tanto che una spada riuscirebbe perfettamente a ucciderlo. Davvero, che problemi hanno questi? Dovrebbero sopravvivere, non dare un aiuto al nemico a farsi uccidere. Beh peggio per loro, meglio per me.

Tengo la stessa posizione, non interessandomi delle guardie che mi stanno circondando con le spade tratte, pronte a ferirmi per una mia azione lontanamente improvvisa. Le loro vesti sono color oro con rifiniture rosso fuoco, lo stemma della fenice è impresso sugli scudi e sul petto sinistro.

" Porti con te delle armi? "

Come se te lo andassi a dire... 

" Rispondi. "

Mi mette la lama sotto al collo, facendomi inarcare il sopracciglio.

Nego con la testa, non emettendo un suono, e non è perché ho paura di lui ma perché ho una gran voglia di pestarlo di botte. Faccio respiri profondi, cercando di non assecondare il mio lato cattivo che desidera davvero tanto prendere un masso e tirarglielo in mezzo alle gambe. Forse ho qualche problema, ma non ho mai detto di essere normale dopotutto.

Li guardo salire sui loro cavalli, tenendo le armi puntante contro la mia persona, facendo innervosire sia me che Tempest, soprattutto per il passo lento che ci stanno costringendo a tenere; accarezzo il collo della mia bellissima puledra, cercando di calmare entrambe, ma è dannatamente difficile.

" Cosa ti porta alla capitale? "

L'uomo che mi ha fermato prima si accosta a me con il cavallo di un tenero marrone chiaro, sellato alla perfezione ma con le redini troppo alte per i miei gusti; gli abbasso le mani guardandolo male, prima di rimettermi composta con la schiena un po' ricurva. Solo per comodità, sia chiaro: non lo faccio per nascondere un seno che non ho, lo faccio solo e unicamente perché odio stare dritta.


Dei, devo mangiare qualcosa, sto andando nel degrado più totale sul fatto di non avere il seno e di voler picchiare ogni essere umano che mi possa anche lontanamente irritare o che respira. Dei maledetti, perché non potevate darmi un cervello che non pensa? Oppure che non facesse ragionamenti incoerenti che mi portano a pensare qualsiasi cosa tranne che quello che dovrei pensare?

Tempest scuote la testa, facendomi sorridere da dietro la sciarpa; le accarezzo il collo silenziosa, sentendo il peso dello sguardo del tizio. Se continua in questo modo, lo renderò un cadavere.

Che esseri fastidiosi che sono gli umani...

Grugnisco, spronando Tempest che scatta come una molla, scappando da quei tizi per andare al palazzo dove sicuramente l'Imperatore starà inseguendo qualche donna dal corpo raffinato e delicato, e che sopratutto devono soddisfare il classico reale dalla chioma dorata, che sembra uscito da una fiaba per bambini. Principe in calzamaglia, privo di muscoli, capelli lunghi e che non sa tenere nemmeno una spada in mano per difendersi il suo reale posteriore. Odio i principi, okay?

Quanto vorrei che ci fosse anche mio fratello, mi aiuterebbe e starebbe con me ogni giorno come prima, ma non potrà essere più così, sicuramente starà vivendo felice alla nostra compagnia. Se penso a quello scemo di mio fratello che si lamentava come un bambino per il troppo lavoro burocratico che gli facevo fare per punizione quando qualche ragazza mi riferiva che l'aveva messa incinta, cosa falsa ovviamente, ma era divertente punire quel testone che non riusciva a tenerselo nei pantaloni.

Ora che ci penso, ero molto gelosa...

" Lanciate! "

Sprono Tempest a correre più veloce, venendo accontentata felicemente, ma uno di loro mi colpisce di striscio al braccio con una freccia. La rabbia e la sete di sangue salgono nella mia mente lentamente, ma le ignoro dirigendomi verso la foresta e facendomi seguire dai militari del'Imperatore che stanno puntando nuovamente le balestre sulla mia splendida persona.

Ignoro quello che mi circonda, abbassandomi il più possibile per confondermi nel buio grazie all'aiuto della mia dolce puledra che sembra leggermi la mente; gira attorno ai militari che si sono fermati per cercarmi, ma indosso abiti neri, ho un cavallo dello stesso colore e siamo nel bel mezzo della notte. È strano: anche se loro mi stanno seguendo, anche se potrebbero uccidermi a me non importa: non ho nessuna emozione, solo sento che mi sto scollegando da questa realtà come è successo molte volte prima, ma continuo a non capire perché succede.

Scendo da Tempest, osservando con attenzione i miei inseguitori che si sono divisi per cercarmi; mi avvicino a uno di loro che mi dà le spalle, prendendogli l'elmo e tirandoglielo via con forza prima di colpirlo alla tempia, lo vedo cadere a terra privo di sensi.

Troppo facile..

Scuoto la testa, riprendendomi dallo stato di trance che mi ha fatto stare come in una bolla priva di reattività, e con una temporanea mancanza di aria; mi nascondo dietro a una delle tante querce, salendo fin sopra a uno dei rami e appollaiandomi per osservare gli uomini che si sono radunati attorno al loro compagno, preoccupati per un momento che fosse morto; ma quando notano che respira si rilassano un attimo.

Sono così noiosi, forse è meglio che la finisco.

Li osservo formare un cerchio per difendersi da ogni lato, per non essere presi in contropiede, ma è solo tempo sprecato: non sono addestrati così bene come vogliono far credere, gli mancano i muscoli e il sangue freddo di uccidere qualcuno, e soprattutto non hanno riflessi abbastanza veloci per schivare un qualsiasi attacco a sorpresa.

Salto dal ramo, atterrando all'interno del cerchio che hanno formato e non emettendo nemmeno un suono, colpisco uno di loro in mezzo alle gambe sapendo che non mettono mai protezioni su quel punto del corpo; l'ho sempre detto che sono stupidi, gli esseri umani.

Prendo la spada con ancora il fodero colpendo due di loro alla trachea, che si coprono il punto colpito cercando di recuperare l'aria che gli ho sottratto. Non che a loro serva... possono anche viverci senza, no?

" Smettila di combattere! Ti porteremo dalle guardie reali e tutto si risolverà. "

Sì, ci andrò, ma con voi come miei accompagnatori, mentre io mangerò i vostri viveri per poi minacciare l'Imperatore di non far guerra al regno di Diana, o teoricamente il mio? No, stop. Alex, non farti idee strane, non pensare affatto! So come andrà a finire: farò mille pensieri incoerenti, e poi mi distrarrò così tanto da andare a sbattere contro un gigante, con la fortuna che mi ritrovo.

Schivo la freccia dell'ultimo rimasto, notando che rimane sorpreso per i miei riflessi. Sì, tesoro, sono fantastica, ma ora chiudi la bocca o ti ci entrano le mosche.

Simpatia portami via, eh?

Ho un estremo bisogno di dormire, o mangiare, mi va bene anche fare a botte, l'importante è che la smetto di annoiarmi, per colpa di questa cosa vago per i pensieri più assurdi e privi di senso. E la cosa assurda è che provo a sembrare divertente.

Dei, non potevate farmi maschio, così pensavo solo con i piani bassi piuttosto che avere un cervello che funziona?

" Se ti arrendi non ti faremo male. "

Ma non ha nulla da fare, oltre ad infastidirmi?

Mi avvicino a lui, ignorando le frecce che mi sta scagliando contro, lo raggiungo a un palmo dal naso e gli tiro una ginocchiata sotto alla cintura, facendogli emettere un suono divertente prima di vederlo stramazzare al suolo, coprendosi la parte lesa con le lacrime agli occhi.

Avrei dovuto usare meno forza? Mmh...

Lo guardo sorridendo divertita mentre si rannicchia piagnucolando. No, ho fatto benissimo, è stata meravigliosa la faccia che ha fatto! Peccato non aver avuto una videocamera, lo avrei fatto vedere alle mie nipotine che avrebbe partorito prima o poi Diana.

Con l'umore alle stelle, lego i miei docili accompagnatori mettendoli su due cavalli, mentre il resto dei miei amici a quattro zampe li lego ai loro compagni, facendo una perfetta fila indiana, con i soldati che si lamentano come dei bambini. Non dovrebbero essere bravi a combattere? Dai, so di essere un caso a parte per i miei anni d'allenamento precedenti, e che qui ho imparato delle cose nuove, ma mancano proprio di basi. Se ci fosse mio fratello gli avrebbe fatto il culo a strisce.

Salgo su Tempest, che sembra di buon umore, ricominciando il mio viaggio purtroppo molto più lentamente del previsto, ma con delle indicazioni molto più precise, certo ho bisogno di forzare la mano però sanno essere collaborativi con una lama vicino all'inguine.

Palazzo dell'Imperatore, sto arrivando, spero per te che non farai una guerra o avrai parecchie vite sulla coscienza, e sarò io stessa a farti pesare ogni cosa.

 

 

 

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Capitolo 4
*** Capitolo 4 ***


" Quindi... cosa ti porta da queste parti? "

Accarezzo la criniera di Tempest, ignorando l'ennesima domanda di Chris, il soldato che ha cercato di farmi tornare a essere una brava persona e di farmi parlare con lui o con gli altri, inutilmente. Da quando si è svegliato, ha avuto quattro diversi stadi comportamentali: rabbia, dove ha chiesto gentilmente di liberarlo o si sarebbe liberato, stendendomi e infine portandomi di peso dall'Imperatore così da espiare i miei peccati. Ovviamente io mi sono voltata sorridendogli, per poi dargli un pugno sulla testa. Poi siamo passati ai lamenti, piagnucolava sul fatto che le corde fossero troppo strette, che aveva bisogno di andare in bagno e tanto altro, cercando di indurmi qualche senso di dispiacere che purtroppo per lui non ho; e come c'era da aspettarsi gli ho sorriso, donandogli un piacevole, ennesimo premio per il suo comportamento: un dolcissimo pugno su quella testa dura bionda ossigenata che ha.

Davvero, perché in questo mondo sono circondata da biondi? Cosa ho fatto di male?

Continuando con il suo interessante comportamento è passato al terzo: il silenzio. Quasi ho fatto i salti di gioia per la felicità, è stata la cosa più rilassante della mia vita. Non che i suoi compagni abbiano provato anche solo lontanamente a scappare, parlare o minacciarmi, anzi stavano cercando di non ridere per l'atteggiamento che aveva assunto il loro amico; ma quando mi sono voltata si sono spaventati, e sono diventati dei docili agnellini. Davvero sono troppo inesperti e cuccioloni per essere capaci di andare in guerra! 

E, per finire, Chris ora ha cominciato a farmi così tante domande che per un attimo mi sono immaginata di strangolarlo e buttarlo da qualche parte pur di farlo tacere e, per quanto sia fastidiosamente irritante, ma purtroppo per lui, mi sta andando in simpatia.

"Ehi, ci liberi? Non siamo buoni da mangiare."

Prendo una mela rossa dalla sacca che mi sono portata dietro e, tirandomi un po' giù la sciarpa, mangio il frutto più buono del mondo, sorridendo felice e gongolando.

" Sei un maschio? Non stai scomodo senza sella? Che ne dici di liberarci? Ti rallentiamo solamente. "

Dondolo lentamente di lato, in estasi per il gusto dolce della mela, continuando a ignorare Chris che comincia nuovamente a chiamarmi: Black Dwarf. Solo perché non sono altissima, oppure che non ho una figura imponente. Non è colpa mia, ho sei anni dopotutto: credo sia una cosa naturale essere bassi, anche se sembro, grazie a Tempest, un uomo un po' più basso della norma.

" Non ti annoia stare in silenzio tutto il tempo? "

Scuoto la testa, sporgendomi e arrivando con il braccio alla bocca della mia bellissima puledra. Le do metà mela, tentando di non farmi mordere le dita, e lei nitrisce contenta.

" Non vuoi parlare? "

Alzo le spalle pigramente, rimettendomi comoda sul dorso di Tempest, che scuote la testa sbuffando. Sarà la mia immaginazione, ma lei mi sembra più un'umana che un animale senza cervello - come tutti gli esseri umani con un cervello sottosviluppato dicono e ridicono - oppure sono solo impazzita e ho le allucinazioni... sì, sicuramente è per questo.

" Ti piacciono le feste? L'imperatore, quando la principessa compie gli anni o quando lei vuole farne, crea gigantesche fiere che durano anche una settimana intera. Ci sono vino, donne e scommesse di tutti i tipi, ma devo dire che... "

Mi copro il viso con la mano, sentendo il familiare mal di testa risuonare facendomi innervosire; va bene che io non sono l'essere più estroverso di questo mondo, ma odio perdere tempo con persone che se dici qualcosa di male ti fanno sentire in colpa, e preferisco di gran lunga il silenzio a una piacevole chiacchierata con la nobiltà. Non sanno fare altro che sparlare senza sosta, giudicando come si veste qualcuno, come si atteggia, che carattere ha, come parla, come qualcuno respira - se troppo veloce, se troppo lento -come sorride, come si comporta con gli uomini, con chi esce, come tiene i capelli, quanti soldi ha, il suo stile di vita e quanti soldi ha. 

No, grazie, preferisco stare nell'arena a combattere e allenarmi, spero solo che in futuro non mi vengano dei muscoli altrimenti mi toccherà stare ferma per un po' di tempo. Rabbrividisco al solo pensiero di Diana che mi farà provare vestiti, gioielli e di insegnarmi il buon comportamento di una vera Lady.

" Hai intenzione di scatenare una guerra? "

Alzo nuovamente le spalle, intrigata dall'idea di fare un po' di casino. Tanto, non sono nei guai fino a quando non mi prendono, quindi se uccido qualcuno o scateno una guerra o due tra i regni vicini nessuno mi dirà nulla, e anche se fosse gli taglierei la testa prima ancora che possano fare qualcosa nei miei confronti.

Prima che Chris possa emettere un solo singolo suono gli copro la bocca con il palmo della mano, mettendomi ad ascoltare quello che mi circonda, ogni suono più debole o lontano che catturerebbe la mia attenzione; noto solo in questo momento il sole sorgere lentamente ma è tutto fin troppo silenzioso e la cosa non mi piace per nulla.

Faccio cenno a tutti di fare silenzio, notando con piacere che eseguono il mio ordine come i bravi bambini che sono; li libero, tagliando le corde con il pugnale, e gli indico con l'indice di salire sui cavalli, nel modo più veloce e silenzioso possibile.

Qualcosa non va...  

Il silenzio regna sovrano nella foresta; il vento è leggero e mi arrivano al naso un odore di metallo e un odore che mi è nostalgico, e non è un buon ricordo.

Prendo il fucile che avevo legato precedentemente dietro alla schiena, e lo punto in direzione di Chris, colpendo alla testa un uomo che si trovava dietro di lui e che stava cercando di tagliargli il collo con un pugnale.

" Andatevene. "

Prendo la spada da uno dei ragazzi parando l'affondo di un altro degli aggressori, che indossa una maschera bianca con uno sfregio sull'occhio destro, privo di espressione. Portano dei mantelli che gli coprono il capo, dei guanti neri, pantaloni marrone scuro e delle spade a entrambi i fianchi. Alcuni hanno fucile e archi.

" Black Dwarf, cosa... "

" Andate! Ora! "

Conto sette uomini con la stessa maschera, con abiti scuri e tante armi; posso tenerli a bada per il tempo necessario a far scappare i mocciosi. Gli faccio un cenno con la testa, dando a Tempest una pacca sul fianco e facendola andare via con Chris e gli altri al galoppo. Spero che riescano ad andarsene il prima possibile, e il più lontano possibile. 

Finisco il pensiero, e alzo la spada e il pugnale, portandoli accanto al viso e chiedendomi se dovrei contenermi o meno in questa situazione, con il mio carattere che sta prendendo nuovamente il sopravvento. Non so che fare, ed è frustrante.

" Cosa credi di fare? Se non vuoi morire facci passare. "

Prendo un respiro profondo, chiudendo per un solo attimo gli occhi e recuperando la concentrazione. Aspetto che gli uomini mi si avvicinino e per fortuna non aspetto molto: uno di loro è morto, ne mancano sei, di cui due sono a cavallo e i restanti mi stanno osservando divertiti, prendendomi in giro.

Quando uno di loro mi tocca la spalla, indietreggia di scatto ritrovandosi a terra, il volto bianco come un cadavere e gli occhi spiritati.

" Venti, cosa succede? "

Sorrido da dietro la sciarpa, aspettando che Venti parli: non mi sembra così difficile, dopotutto non gli ho mica mozzato la lingua, anche se sono indecisa se farlo. Potrebbe risultare davvero divertente.

" La mia mano... "

I suoi compagni sussultano spaventati, ascoltando le urla di dolore dell'uomo che si è sdraiato a terra cercando in qualche modo, illogico ai miei occhi, di attenuare il dolore per la perdita dell'arto. Non so se sia una buona idea, ma cosa ne so io? Non sono un medico, so solo che sta uscendo parecchio sangue, e non so se essere preoccupata per la mancanza di empatia nei riguardi di un altro essere umano oltre a me, o per il desiderio di torturarli per poi ucciderli, per il solo gusto di vederli soffrire.

" Bastardo! "

Due di loro si mettono davanti a me; uno con un fucile, l'altro con una spada lunga e molto sporca; sicuramente di sangue. Mi mordo il labbro inferiore, avvicinandomi lentamente verso di loro e ignorando quello con la pistola che mi spara alla spalla destra, lasciandomi indifferente. Non ho voglia di preoccuparmi adesso del dolore che ho, preferisco finirla il più presto possibile. 

Tiro un pugnale al cuore del uomo con il fucile, che cade a terra privo di vita, mentre il suo compagno comincia ad attaccarmi cercando di ferirmi più volte, ma lasciandomi solo dei graffi leggeri. Tenta invano di prendere qualche organo, mancandolo più volte grazie al mantello che ho addosso, che mi rende più alta della mia statura reale, anche se mi rallenta un poco.

Mi abbasso di scatto e lo colpisco dietro alle gambe, facendolo cadere a terra, dove gli salgo a cavalcioni tagliandogli la gola, prima di buttarmi di lato schivando una freccia che riesce però a ferirmi allo zigomo destro. D'istinto, sfioro la ferita con la punta delle dita della mano destra, guardando e sentendo il sangue sporcarmi la sciarpa; guardo le dita sporche prima di leccarle, facendo rabbrividire i miei aggressori.

Diana mi ammazzerà...

Inclino il capo, guardando gli ultimi quattro uomini che mi stanno puntando le loro armi contro con un desiderio di uccidermi che posso sentire inondarmi i sensi; mi tolgo il mantello, che produce un rumore brusco, e si possono ben vedere, dei pesi attaccati al tessuto che pesano duemilacinquecento chili l'uno che tengo il più spesso possibile per aiutarmi con forza e agilità.

Delle armi sono ben fissate attorno ai miei fianchi e sulle cosce, tanto che posso far concorrenza con un'armeria. Cosa posso farci? Sono un amante più delle armi, che del combattimento a mani nude. Odio dover toccare un qualsiasi essere umano: hanno un odore nauseante, e sono fin troppo espansivi, per i miei gusti.

" Unisciti a noi. "

Inarco il sopracciglio, alzandomi un poco la visiera del cappello per osservare meglio questi pezzi di concime viventi, e noto che sono seri; uno di loro, probabilmente il capo di quel gruppo, mi si avvicina con la spada nel fodero e le mani alzate, in un segno di pace a cui non credo per nulla.

" Aiutaci a uccidere l'Imperatore. " un passo dopo l'altro mi arriva di fronte, e l'odore nauseante che raggiunge il mio povero naso mi fa fare una smorfia " È un tiranno, e il secondo figlio del precedente sovrano è astuto, forte e perfetto per comandare queste terre. "

Non è affatto vero, ho sentito del carattere del secondogenito è arrogante, viziato e stupido e sopratutto è facile raggirarlo. Questo mondo già è sbagliato di suo, mettete a capo di un regno potente uno stolto e si creerà il caos. 

" Rifiuto. "

Si toglie la maschera, rivelando un volto di mezza età, dai capelli neri e occhi dello stesso colore, con una cicatrice che si trova a metà volto, mentre un'altra parte dal sopracciglio fino al collo.

" Perché? Non sei così stupido da non capire che queste terre cadranno a causa del Imperatore attuale. "fece un altro passo, sicuro di convincermi " Aiutaci, e avrai infinite ricchezze. "

Gli porgo la mano, facendolo sorridere soddisfatto di avermi convinto a partecipare alla loro battaglia. 
Povero, sciocco umano, non capisce che sono una pessima compagnia, e non sono qualcuno che aiuta senza avere qualcosa in cambio: non lavoro gratis per nessuno, né lo farò mai. Sono un mastino infedele la maggior parte delle volte, nulla di più, e questo dovrebbero capirlo il più presto possibile. Mi tolgo la sciarpa sorridendogli prima di afferrargli la mano e spostarmi dietro di lui, con il braccio che gli circondava il collo che comincia a soffocarlo lentamente. Posso sentire il respiro diventare sempre più lento e il cuore battere tra le mie mani.

" Il vostro piano è fin troppo noioso e irrealistico, non sono interessata. "

Prendo il pugnale che ha l'uomo, che ha provato a farmi passare dalla parte del male, non sapendo che io sono molto più pericolosa di tutti loro messi insieme, se solo mi andasse potrei ricostruire questo universo, ma mi annoierebbe dopo un po'. 

Mi rigiro il pugnale tra le mani prima di puntare la lama al suo inguine e a entrambe le gambe, rimanendo nascosta dietro di lui, ma lasciandolo respirare. I suoi compagni, invece di spararmi, tentennano, e senza pensarci sparo io a ognuno di loro, colpendoli in punti non mortali e ignorando la mia piccola coscienza che ancora cerca di rendermi umana e gentile.

Sogno questo cielo da un'eternità, e adesso che lo guardo, mi fa stare in un altro mondo che mi chiama senza pietà...

Mi colpisco il viso, facendomi abbastanza male da riuscire a cancellare quella canzone dalla mia mente malata e stupida, che non fa altro che perdersi nei meandri delle stupidaggini. Davvero, devo dimenticare questa dannata melodia: fa parte del passato e lì deve rimanere per sempre. Scuoto la testa con forza, facendo cadere il cappello per errore. I capelli mi ricadono sulla schiena, coprendomi fin sotto ai fianchi come una calda coperta.


Ridacchio, grattandomi la nuca e spostandomi i capelli sulla spalla sinistra, mentre un ciuffo mi copre parzialmente l'occhio; lo metto dietro all'orecchio, cercando di avvicinarmi ai cavalli degli aggressori che stanno piagnucolando terrorizzati. Cerco nelle sacche da viaggio delle funi, trovandole per puro caso, e ci lego gli spietati assassini in una fila indiana. È un miracolo che io non sia cascata nemmeno una volta.

" Ti prego, non divorarci, ti daremo qualsiasi cosa tu voglia! "

Uno degli uomini mi guarda con le lacrime agli occhi, ma non mi importa particolarmente; sono stupidi mocciosi che si credono grandi, e che pensano fossi Baba Yaga. Davvero, che droghe hanno assunto? Vorrei provarne anch'io, se potesse aiutarmi a spegnere il cervello con i pensieri che non fanno altro che irritarmi. 

Sbadiglio, coprendomi la bocca con la mano e sentendo gli occhi lacrimare per la stanchezza. Non vedo l'ora di fare una bella dormita, con bava alla bocca inclusa; e il mal di testa non accenna a passare per chissà quale motivo.

Mi tocco la guancia e noto che la ferita non ha ancora smesso di sanguinare, mentre i proiettili sono ancora nel mio corpo. Dovrei toglierli, ma stare all'aperto e ferita non è proprio un'ottima idea.
Indosso nuovamente il mantello e il cappello, riuscendo al primo tentativo a nascondere i capelli sotto. Quando alzo la gamba per salire sul cavallo di uno di loro, sento il suono degli zoccoli di molti cavalli arrivarmi all'orecchio. Rimango ferma, osservando con la coda dell'occhio da dove possa provenire quel suono prima di sorridere divertita.

" Black Dwarf! "

Mi volto lentamente verso la voce di Chris, che è tornato su un altro cavallo e con molte persone con lo stesso stemma dell'Imperatore, mentre Tempest è ritornata senza un cavaliere, e noto con piacere che quando provano a fermarla dall'avvicinarsi a me, lei quasi morde la mano del mal capitato, per poi raggiungermi lentamente.

" Ehi, bellissima. "

Gli accarezzo il muso dolcemente, sorridendo quando la vedo sbuffare, muovendo la coda come un cucciolo, prima che strofini il naso contro la mia ferita nitrendo.

" Sto bene, tranquilla. "

Davvero questa piccola puledra è meravigliosa. Come fanno gli esseri umani a essere così stupidi da farle del male? Date a me un frustino, e gli farò provare tutto il dolore che le hanno procurato in tutti questi anni. Ho notato, accarezzandola, che ha parecchie cicatrici che il pelo nasconde. 

Se trovo il suo ex proprietario lo faccio soffocare nel suo stesso sangue.

" Black Dwarf, cosa è su... "

Gli tiro la scarpa, colpendolo in pieno viso e provocando l'ilarità dei presenti.

" Piantala di chiamarmi in quel modo, moccioso petulante. "

" Allora sai parlare! "

Lo ignoro, riprendendomi la scarpa prima di tornare nuovamente da Tempest. Le salgo ingroppa e mi rilasso in un attimo.

" Visto, cosa vi avevo detto? Quel cavallo è strano! "

Punto il fucile contro Chris, che alza in un istante le mani chiedendo perdono. Mentre prendo la corda che lega i miei prigionieri, mi incammino in direzione di quel maledetto Palazzo Imperiale. Giuro che se qualcun altro proverà a fermarmi gli mozzerò la testa ancora prima di proferire parola: sono stanca, affamata e molto irritata; voglio risolvere questa stupida situazione che hanno creato quei militari per poi spedirli personalmente all'inferno.

" Dovremmo fare qualcosa? "

Un soldato sicuramente ha parlato a Chris. Mi volto, fulminando tutti i presenti con lo sguardo, prima di girarmi nuovamente e riprendere il mio viaggio con quindici soldati incredibilmente silenziosi che non emettono un filo di respiro, e incredibilmente anche Chris non dice nulla.

Pace, finalmente...

" Sei ferito! "

Chris, giuro che se non la smetti di proferire parola ti staccherò la testa e la farò mangiare a Tempest! Mi lasci un po' di silenzio? Non chiedo troppo, sai? Credi davvero che io non sappia che sono ferita? Ho solo una resistenza al dolore parecchio elevata, sai che scoperta!

Chiudo gli occhi, ignorando il diretto interessato delle maledizioni che sto pensando e spronando un po' di più la mia splendida puledra ad aumentare il passo, nei limiti dei miei prigionieri, mentre una voce fastidiosa mi arriva alle orecchie ed è proprio questo stupido biondo. Dei, so che vi grattate le chiappe e nei confronti di noi comuni mortali non vi può fregare nulla se viviamo o meno, ma potreste far venire a Chris un po' di colera? Chiedo troppo, forse?

Continuiamo la lunga passeggiata con i soldati dell'Imperatore che ridono del comportamento del biondo, che continua senza sosta a parlare mentre io tengo gli occhi chiusi, cercando di far cessare l'emicrania che non si decide ad abbandonarmi, grazie a qualcuno che ucciderò da un momento all'altro, se non chiude il becco.

" Black... "

Gli prendo i capelli tra le mani, tirandolo ad un palmo dal mio viso. Innervosita, frustrata e terribilmente desiderosa di poterlo ammazzare con le mie stesse mani, gli tiro una testata talmente forte che quasi gli rompo il naso. 

Lo guardo coprirsi il punto colpito dove gli esce il sangue, uno dei soldati gli da un fazzoletto, mentre tutti ridono divertiti.

" Ma che fai!? "

" Ti ho già detto e ripetuto di non chiamarmi in quel modo, non sono un nano. "

" Sei più basso della norma! Tutti noi siamo più alti di te. "

Stringo l'indice e il pollice sugli occhi, cercando di attenuare la rabbia e l'istinto omicida. Non posso ucciderlo, è un ragazzo non ha l'istinto di conservazione che hanno gli esseri umani normali. Non è colpa sua se è stato cresciuto con troppe padellate in testa, vero? Posso dargliene ancora una, così da sistemargli quello stupido cervello che ha, per favore? Almeno lo stendo, e posso stare in santa pace per un po'.

" Come ti devo chiamare, allora? "

Inclino la testa, strattonando leggermente la fune e facendo muovere i miei graziosi prigionieri che mi danno del mostro, sadica e tanto altro che io ignoro.

" Non credevo che avessi questi gusti... "

Lo guardo con la coda dell'occhio, sorridendo divertita quando lo noto arrossire come un adolescente.

" Mi piacciono le donne, stupido nano! "

" Il tuo rossore dice il contrario... "

Uh, non credevo fosse così divertente far imbarazzare le persone, dovrei davvero cominciare specialmente con lui. Quelle guance rosse sono davvero carine, sembra un bambino da coccolare.

" Ehi ragazzino, quanti anni hai? "

" Ora chi è interessato? "

" Non io. Sono solo curiosa, sembri troppo giovane e poi non sei allenato. "

" Cosa te lo fa dire? "

Lo guardo notando che sussulta, probabilmente per la forma dei miei occhi a mandorla, anche se nessuno degli ex sovrani li aveva. Credo che anche questo particolare mi renda una maledetta; e mi chiedo nuovamente chi è il coglione che inventa queste cose. Solo perché ha qualche problema con esseri umani con i capelli rossi non è giusto che crei un bando contro di loro: non è colpa nostra se abbiamo questo DNA nel corpo.

" La posa che usi per maneggiare la spada è sbagliata, non hai muscoli, sei lento, non hai la posizione giusta per cavalcare e tieni le redini troppo in alto, vuoi che continui? "

Le guance gli diventano ancora più rosse, i suoi occhi lucidi per l'imbarazzo lo rendono ancora più dolce ai miei occhi. Odio il fatto che non posso adottare nessuno; tanto non avrò figli biologici, purtroppo, per il semplice fatto che gli uomini sono stupidi e pensano solamente all'aspetto fisico. Non hanno un cervello, e nella mia vita precedente l'unico uomo veramente importante che è riuscito a superare i miei standard è stato mio fratello, e mi manca così tanto che so che paragonerò chiunque a lui.

Scuoto la testa sistemandomi il cappello fino a sotto le sopracciglia e tentando nuovamente di abbandonare il ricordo di lui.

Sei nei miei pensieri anche quando vorrei dimenticarti...

Guardo Tempest, sentendo il solito vuoto stringermi la bocca dello stomaco. Dannazione, odio doverlo pensare perché so che non lo potrò più vedere, tutti gli abbracci e le coccole che mi faceva quando accadeva qualcosa in quella maledetta casa; non posso continuare a farmi del male in questo modo senza di lui. Non sarò in grado di alzarmi nuovamente se ricadrò nel baratro in cui ero, e che soprattutto mi richiama a sé come una dolce melodia.

Una pressione improvvisa alla spalla mi fa sussultare sul posto, con Chris che mi guarda confuso dal mio comportamento; gli tolgo la mano guardando l'immenso palazzo dorato con lo stemma che vola fiero ai lati dell'ingresso, dove ci stanno aspettando guardie armate e che guarda caso puntano a me.

Domandina, ho per caso un bersaglio con su scritto: sparate a vista?

Ditemelo, per favore, che mi preparo psicologicamente a ogni singola persona che cerca di ammazzarmi per il semplice fatto di respirare; se l'avessi saputo avrei fatto guerra fin da subito.

"Seguici. "

" E se rifiuto? "

Uno di loro mi si avvicina, puntandomi una lancia alla gola e facendomi alzare il viso. Sono stanca di questi comportamenti primitivi, dove le persone non fanno altro che minacciarmi, e sono incredibilmente noiose. Credevo che fossero persone pericolose ma mi sbagliavo, mi sbaglio sempre evidentemente.

Sospiro, prendendo la lancia con una mano e spezzandola in due. Proseguo con Tempest, con i presenti che mi fanno passare in silenzio, aprendosi come le acque per Mosé; non che mi importi, né mi interessi. Sono solo stanca di questa cosa: non posso continuare a trattenermi solo perché non voglio dare problemi a Diana. Dopotutto, non ho legami di cui mi importa realmente, non mi importa di vivere o morire, voglio solo stare da sola e credo che questa sarà l'ultima volta che aiuterò qualcuno.

Apro le immense porte che mi porteranno al trono dell'Imperatore, guardando per prima cosa il pavimento marrone chiaro, il trono e infine...

" Chi sei? "

 

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Capitolo 5
*** Capitolo 5 ***


" Ti sfido! "

Inclino il capo guardando Chris puntarmi una spada allo stomaco, con entrambe le mani sull'impugnatura correndo verso di me, come un bambino che si crede un eroe. Blocco la lama con i palmi delle mani spostando la spada di lato, per poi colpire il biondo al volto con un pugno facendolo cadere a terra.

" Non mi arrendo, maledetto nano! "

Si rimette in piedi togliendosi con il dorso della mano il sangue che stava uscendo dall'angolo delle labbra. Mi sorride con i suoi occhi da cucciolo che sembrano illuminarsi di una strana luce, che sinceramente non capisco, mentre lascia l'arma a terra, porta le mani vicino al volto correndo verso di me, tentando di ferirmi al volto. Inclino il capo schivando il pugno, tirando al tempo stesso un calcio al fianco, dove cadde a terra come un sacco di patate.

Come ci sono finita in questa situazione?

Semplice l'uomo che ho incontrato al Palazzo Reale è Anthony, il consigliere che ha sostituito temporaneamente l'Imperatore, che è andato a fare delle cose. Quali cose dannazione? Essere un Imperatore è un dovere, noioso petulante dove la pazienza è più sottile di uno strato d'aria, ma non è un optional. Dopotutto cosa mi aspettavo? E' un nobile, e loro sono fatti tutti della stessa pasta. 

Con tutta la gentilezza che avevo in quel momento ho chiesto di dirmi dove si trova quel pezzo di idiota, e come risposta mi hanno rifilato un: non ti deve interessare.

Io siccome sono l'essere più calmo del mondo, ho guardato tutte le persone che si trovavano in questa orrida stanza fatta completamente in oro, sorridendogli da dietro la sciarpa dove solo gli occhi erano esposti dove sicuramente mostravano la mia irritazione. Mi hanno guardato come se avessero visto il diavolo disceso in terra, e tutti hanno scosso la testa rifiutandosi di parlare mentre il loro corpo stava diventando pallido per la paura.

Sono innervosita e al tempo stesso annoiata da questi stupidi comportamenti, non sono un mostro che mangia gli esseri umani, ma loro sono capre microcefale che avrei tanto voluto massacrare con le mie stesse mani ma per ovvie ragioni, mi è impossibile farlo.

" Ripeto: dove si trova l'imperatore? "

Ringrazio la sciarpa che mi rende la voce bassa e rauca, ma la cosa che mi sorprende ancora maggiormente è che mi ritrovo in un corpo che dovrebbe essere fiabesco, perché andiamo, ho una voce ammaliante e seducente, un corpo che per essere di sei anni, è femminile e privo di sbagli, anche quando combatto sento il corpo più leggero dell'aria stessa delle volte, anche se mangio come un drago che non vede un pezzo di carne da tre giorni. 

E la domanda che mi pongo ultimamente è del perché sento sempre la testa scoppiare, e del perché quel Dio che ho incontrato poco dopo che sono morta, ha scelto me? Non sono mai stata intelligente o studiosa, la mia bellezza poteva essere paragonata ad un cesso, non ero un talento negli sport, e niente di eccezionale nella società. L'unica cosa che facevo era sopravvivere e dare un futuro a mio fratello, riuscendo a creare un'azienda stabile che sarebbe rimasta in piedi fino a quando i futuri figli di mio fratello non avrebbero deciso cosa farne.

Sono sempre stata previdente riguardanti il futuro delle persone che ho amato a quel tempo, qui invece non ho nessuno, Diana non è altro che una sconosciuta in fin dei conti, non siamo legate in maniera profonda e lei vuole che la chiama con nomignoli dolci, anche se io non voglio, perché pensa che in questo modo potremmo avere un legame più forte.

So di non essere un genio che impara tutto in un solo giorno, o di avere una memoria infallibile ma questo mondo per me non ha senso, come i legami che ci sono nelle famiglie dove l'uomo costringe la donna a sottomettersi per farle sfornare figli, occuparsi di essere il trofeo da sfoggiare e di essere perfetta priva di alcun difetto per non far arrabbiare o deludere i propri mariti.

Come nella mia precedente vita ho sempre odiato queste costrizioni che ancora alcuni uomini facevano sulle donne, io sono stata fortunata mio padre non mi ha mai messo una mano addosso, e mio fratello mi ha sempre trattata da Regina, anche se non ho mai voluto che lo facesse. Sono sempre stata oggettiva su di me, ero nella norma o anche meno, nessuno mi notava, se non per la mia situazione famigliare che quella spregevole donna andava a raccontare ad ogni essere che respirava, anche se questa è un altra cosa.

Scuoto la testa ritornando alla realtà dove mi ritrovo ancora in questa stupida sala del trono dai gusti impeccabili purtroppo, dove Anthony mi sta guardando spaventato.

" Cosa la porta qui, Lord...? "

Inclino la testa socchiudendo gli occhi, chiedendomi mentalmente se dovrei rispondere o meno a quello che mi potrebbe domandare l'uomo di fronte a me, ma quando incrocio gli sguardi vitrei dei miei prigionieri qualcosa in loro scatta perché si inginocchiano al consigliere che solo ora noto che ha un aspetto abbastanza giovanile.

" La preghiamo di mandarci in prigione! Vi supplichiamo Lord Anthony, non lasciateci a quel demone! "

Incrocio le braccia al petto cercando di non ridere per le espressioni terrorizzate di quegli stupidi esseri umani che pregavano per la loro inutile vita. Come ho detto non mi può importare di meno, di quello che gli accadrà da ora in poi, mi dispiace solo che non potrò giocarci, sarebbe stato divertente averli come animaletti da compagnia, sarebbero stati dei perfetti passatempi.

Tanto non che loro siano di qualche utilità in fondo...

Guardo delle guardie arrestare confusi, gli uomini che hanno programmato di uccidere l'Imperatore, ringraziando con le lacrime agli occhi Anthony che stava guardando, insieme alle altre guardie confusi gli ex attentatori al trono per poi volgere lo sguardo nella mia direzione probabilmente chiedendosi cosa avessi fatto di così sconvolgente per ridurli in quel modo. Non sono un mostro, ci ho solo giocato un po', non mi sembra di aver fatto nulla di male in fondo.

" Lord, potrebbe spiegarci il motivo della sua presenza nel palazzo dell Imperatore? "

D'istinto mi spunta una smorfia che riuscì a nascondere solo grazie al aiuto della sciarpa, ma so per certo che i miei occhi siano abbastanza espressivi da far vedere a chiunque il fastidio che mi da, il titolo che mi ha dato. Dei, quanto odio queste formalità, non mi ci abituerò mai.

" Non sono un Lord. "

Metto la mano sull'impugnatura della spada, prima di guardare nuovamente il consigliere, che notai con un piacere perverso deglutire con difficoltà, mentre le guardie si fecero più attenti..

" Dove si trova? "

Lo sguardo confuso che fece mi irritò particolarmente, ma rimasi composta solo per non causare un incidente diplomatico, dopotutto sono qui proprio per fermare la guerra che questo stupido Imperatore vuole creare.

Non poteva chiedere direttamente le teste di quei due pezzi di idioti? Ovviamente no, deve far vedere che è più forte.

" Il vostro sovrano, dove si trova? "

" L'imperatore è occupato al momento... "

Mi avvicino verso di lui lentamente, con lo sguardo alto, non distogliendo gli occhi da lui dove poteva ben vedere la mia irritazione crescere lentamente.

" Forse è meglio che me lo dice, sa? "

" Altrimenti? "

Le guardie sfoderano le loro armi, facendosi serie in volto. Alzo le spalle, incrociando le braccia al petto rilassata, incurante degli uomini pronti ad uccidermi se avessi osato attaccare l'uomo di fronte a me.

" Potrei uccidere ogni persona di questo Regno. "

" Non è saggio, parlare dei suoi piani in questo modo. "

" Non lo farò, se voi mi portate dal Imperatore. "

Anthony mi si avvicinò ignorando il suo istinto che gli urlava di non avvicinarsi a me, potevo vedere i peli della pelle dritti e tesi come la corda di un violino.

" Perché lo vuole vedere? "

" Affari miei. "

Le guardie si avvicinano a noi accerchiando sia me che il consigliere, pronti a fermare ogni mia mossa e questa volta, sto sul serio perdendo la calma. La tensione all'interno della stanza era quasi insostenibile per le persone al interno di questo posto, potevo vedere tutti i presenti avere il corpo teso, preoccupati per la piega che stava avendo la discussione, ma prima che entrambe le parti potessero anche solo prendere il respiro le porte si aprirono di scatto facendo sussultare tutti quanti mentre io sbuffai infastidita riconoscendo la chioma bionda che era appena entrata.

" Black Dwarf, io ti sfido! "

" Fottiti. "

Sospiro dirigendomi verso le porte in cui era entrato quello stupido di Chris, che mi stava guardando con un broncio gigantesco e le braccia molli hai lati dei fianchi. Mi volto verso Anthony sorridendo da dietro la sciarpa.

" Tranquillo non farò nulla di strano, vado solo a cercarlo per conto mio. "

" Non faccia nulla di sconsiderato, o saremo costretti ad intervenire. "

" Provateci, e avrete una persona sulla coscienza. "

Gli occhi perplessi e confusi di tutte le persone che vi erano nella stanza, non mi fecero ne caldo ne freddo, e con colma girovago tra queste mura cercando un'uscita per trovare questo fantomatico Imperatore. Non che smanio dal desiderio di incontrarlo, solo che è fastidioso avere gli sguardi delle persone che mi tengono d'occhio, davvero posso respirare senza che qualcuno provi ad uccidermi? Chiedo troppo?

Apro una porta in legno, trovando una coppia che si sta divertendo parecchio, e prima che potessero urlare come degli ossessi, chiudo e proseguo nel corridoio indifferente a quello che ho visto.

Sicuramente avrebbe fatto qualche battuta a sfondo sessuale...

Ridacchio mentalmente al pensiero di mio fratello, che mi avrebbe messo un braccio attorno alla spalla stringendomi a lui, e facendo vari commenti su quanto fossi più bella io rispetto alle altre donne. Era uno scemo gigantesco, ma era il mio. Ero io la sua prima scelta, sempre, non importava se lui fosse fidanzato, o se era in una relazione seria, io venivo prima di tutto ai suoi occhi e ammazzava di botte chiunque provasse anche solo a sfiorarmi. Ora che ci penso mi domando del perché, lo facesse.

Persa nei miei pensieri mi rendo solo vagamente conto di essere uscita dal palazzo, rabbrividendo per il cambio di temperatura improvvisa. Mi guardo attorno per la prima volta da quando sono arrivata, notando che a parte la strada completamente spianata che avrebbe potuto essere associato ad un campo da calcio, vicino alle mura un prato curato nei minimi dettagli aveva degli alberi di tiglio, che li avevano tagliati alla stessa altezza. Hai miei occhi è così sbagliato; gli avevano tolto i petali levando una sua peculiarità molto bella.

Scuoto la testa percorrendo l'immenso giardino che sembrò infinito, era tutto curato nei minimi particolari in un modo quasi ossessivo.

" Dove vai? "

Guardo con la coda dell'occhio Chris che mi aveva raggiunto solo ora, e che si è stranamente calmato nei miei confronti, con la mano sull'impugnatura della spada, schiena dritta e i capelli che gli coprivano gli occhi, in modo davvero carino e fanciullesco.

" Secondo te? "

" Ad uccidere qualcuno? "

Inclino il capo incuriosita dalla sua affermazione continuando a cercare quel idiota dell'Imperatore, che se lo trovo lo strozzo con le mie stesse mani. Perché non può essere trovato da qualche parte, che insegue gonnelle o che si comporta da bambino viziato? Sarei potuta tornare prima a casa, così da poter ultimare finalmente il primo ristorante che questo secolo avrebbe visto, invece mi tocca stare qui a cercare uno stupido moccioso privo di cervello.

" Non sono un assassino "

" Hai ucciso quegli uomini a sangue freddo e feriti in modo grave. "

E loro vogliono uccidere il tuo Imperatore, che ironia della sorte uno stupido, che difende dei probabili assassini. Gli esseri umani sono noiosi e stupidi, fanno sempre gli stessi identici errori, niente cambiamenti. Stupida io che tento di avere fiducia nel genere umano, e come sempre non sono mai al altezza della fiducia. 

Persa nuovamente nei miei pensieri, sentì dei suoni raggiungere le mie orecchie in un lontano eco di spade che si scontrano, e voci maschili che mi incuriosivano. Come sempre seguo il mio istinto, uscendo dal giardino raggiungendo con difficoltà il suono delle armi e delle voci, notando un campo d'allenamento gigantesco, dove alle pareti vi erano scudi, armi bianche un po' primitive ai miei occhi, e un campo lungo trentacinque metri, se non di più, che formava un cerchio ovale, dove degli uomini stavano correndo, al centro invece si stavano allenando nel corpo a corpo, con le uniformi purtroppo.

Questi sono malati... ma non muoiono dal caldo?

Per fortuna per la mia sanità mentale, la maggior parte indossava solo dei pantaloni, con delle tuniche di colore scuro. Peccato che fossero così pudici hanno dei corpi che potrebbero far concorrenza agli Dei, e sopratutto vorrei vedere se sono abiliti con le spade.

Dei, sembra una cosa da pervertita detta in questo modo... 

Non so se essere felice, di essere una mocciosa di sei anni senza seno, con un corpo minuto così da poterli ingannarli e soggiogarli per il mio tornaconto, così da poter combattere e allenarmi come meglio posso. Se riesco a rientrare nelle grazie del loro Imperatore potrei davvero divertirmi ad istruirli al combattimento.

Con l'umore alto mi avvicino a loro sorridendo, mentre Chris mi segue come un cane che cerca attenzioni lamentandosi di me, e del mio carattere, chiedendo del perché non combattessi seriamente contro di lui.

Ovviamente, lo ignoro tutto il tempo, fino a quando non mi mancò un solo passo per entrare e vedere come svolgevano i loro allenamenti, ma il biondino che mi sta dietro alle chiappe non era di questo avviso, perché mi prese il braccio facendomi voltare verso di lui, lo sguardo preoccupato, che avvolte spostava verso un punto preciso dietro di me.

" Black Dwart, non è il caso che tu stia qui. "

" Perché? "

" Non sei uno di noi. "

Inclino il capo togliendogli la mano di scatto annoiata, indifferente per quello che mi ha detto lo sorpasso, avvicinandomi agli uomini che ci stavano fissando incuriositi.

Chris mi si parò davanti sfoderando la spada con la punta della lama in direzione della mia gola. Borbotto, sbuffando con il naso, come un toro infuriato, che sono in questo momento, tirandogli un calcio al costato, stando attenta a non farmi tagliare la gola, guardandolo piegarsi per alleviare il dolore, per poi prendergli il braccio spostandolo di lato, in modo che circonda il collo, così da potergli far mancare l'aria.

Lo guardai inginocchiato di fronte a me, il corpo sottomesso a me, che cominciò ad impallidire sul volto desideroso di avere l'aria di cui necessita per vivere. Ripeto: non sono un mostro. Non lo ucciderò, è solo una lezione che deve imparare, non tutte le persone sono buone e io di natura sono calma, ma quando mi salta il grillo in testa potrei staccare la testa di un uomo adulto se solo volessi.

" Non mi importa se mi chiami nano nero, non mi importa quello che mi dici... " stringo più forte la presa avvicinandomi al suo orecchio " ma non osare mai più toccarmi o ti ritrovi con la testa mozzata. "

Lo lascio libero, mettendo il piede contro la sua schiena spingendolo a terra, in modo che si voltasse verso di me, per poter leggere nei miei occhi, la rabbia e il fastidio che mi aveva procurato. Sono dannatamente stanca di persone che mi stanno con il fiato sul collo, mi infastidiscono e annoiano allo stesso tempo, non so nemmeno io come spiegarlo, dannazione! Ma d'una cosa sono sicura. Odio le persone che provano a chiudermi in una gabbia dorata o che mi trattano come una pezza da piedi, solo perché non sono un tipo che ama parlare, non vuol dire che mi potere rompere solo perché vi gira male. Sono stanca di persone che si atteggiano come se fossero grandi sovrani e si credono che trattare male persone un po' più deboli caratterialmente sia giusto. 

Guardo Chris che si massaggia la gola lentamente recuperando il respiro, con lo sguardo basso prossimo al pianto. No, non riuscirai a farmi suscitare dispiacere nei tuoi riguardi, sono un pezzo di ghiaccio se voglio, e tu non sei una persona importante di cui preoccuparmi. Un cumulo di carne, con del sangue che scorre nel corpo, nient'altro. 

" Scusa... "

Scuoto la testa porgendogli la mano cercando di non evidenziare il mio fastidio nel toccare un essere umano, con Diana non posso fare errori con qualche mia espressione altrimenti diventa assillante e non mi lascia in pace, e non so come potrò continuare così. Forse dovrei conquistare il mondo tanto per avere lo sfizio di dire: basta, non opprimetemi così. 

" Chiamami Alex, moccioso. " mi gratto il retro del collo sentendo un leggero fastidio " E ora se mi permetti, vado a vedere l'allenamento che fate. Mi sorprende il fatto che tu stia di guardia al confine. "

Lo guardo confusa quando comincia a sbiancare lentamente guardando, di nuovo, un punto dietro di me, fino a quando non sembra prossima al trapasso, per poi guardarmi e scoppiare a ridere allegro dandomi delle pacche sulla schiena.

Perfetto, Houston lo abbiamo perso, richiedo un manicomio dove poterlo abbandonare seduta stante. Non mi è mai successo, che qualcuno mi scoppia a ridere in faccia, qui ci sono danni cerebrali gravi.

Scuoto la testa esasperata dal suo comportamento, abbassandomi la visiera del capello dandogli la schiena, pronta ad andare a vedere l'allenamento delle guardie, ma sbatto contro qualcosa che mi fa perdere l'equilibrio facendomi finire con il sedere a terra e il desiderio di infilare una testa mozzata su un palo mi raggiunge il cervello, che come risposta mi fa prendere un respiro profondo facendomi solo infuriare di più.

Questo è troppo...

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Capitolo 6
*** Capitolo 6 ***


" Ti sfido! "

Inclino il capo guardando Chris puntarmi una spada allo stomaco, con entrambe le mani sull'impugnatura correndo verso di me, come un bambino che si crede un eroe. Blocco la lama con i palmi delle mani spostando la spada di lato, per poi colpire il biondo al volto con un pugno facendolo cadere a terra.

" Non mi arrendo, maledetto nano! "

Si rimette in piedi togliendosi con il dorso della mano il sangue che stava uscendo dall'angolo delle labbra. Mi sorride con i suoi occhi da cucciolo che sembrano illuminarsi di una strana luce, che sinceramente non capisco, mentre lascia l'arma a terra, porta le mani vicino al volto correndo verso di me, tentando di ferirmi al volto. Inclino il capo schivando il pugno, tirando al tempo stesso un calcio al fianco, dove cadde a terra come un sacco di patate.

Come ci sono finita in questa situazione?

Semplice l'uomo che ho incontrato al Palazzo Reale è Anthony, il consigliere che ha sostituito temporaneamente l'Imperatore, che è andato a fare delle cose. Quali cose dannazione? Essere un Imperatore è un dovere, noioso petulante dove la pazienza è più sottile di uno strato d'aria, ma non è un optional. Dopotutto cosa mi aspettavo? E' un nobile, e loro sono fatti tutti della stessa pasta. 

Con tutta la gentilezza che avevo in quel momento ho chiesto di dirmi dove si trova quel pezzo di idiota, e come risposta mi hanno rifilato un: non ti deve interessare.

Io siccome sono l'essere più calmo del mondo, ho guardato tutte le persone che si trovavano in questa orrida stanza fatta completamente in oro, sorridendogli da dietro la sciarpa dove solo gli occhi erano esposti dove sicuramente mostravano la mia irritazione. Mi hanno guardato come se avessero visto il diavolo disceso in terra, e tutti hanno scosso la testa rifiutandosi di parlare mentre il loro corpo stava diventando pallido per la paura.

Sono innervosita e al tempo stesso annoiata da questi stupidi comportamenti, non sono un mostro che mangia gli esseri umani, ma loro sono capre microcefale che avrei tanto voluto massacrare con le mie stesse mani ma per ovvie ragioni, mi è impossibile farlo.

" Ripeto: dove si trova l'imperatore? "

Ringrazio la sciarpa che mi rende la voce bassa e rauca, ma la cosa che mi sorprende ancora maggiormente è che mi ritrovo in un corpo che dovrebbe essere fiabesco, perché andiamo, ho una voce ammaliante e seducente, un corpo che per essere di sei anni, è femminile e privo di sbagli, anche quando combatto sento il corpo più leggero dell'aria stessa delle volte, anche se mangio come un drago che non vede un pezzo di carne da tre giorni. 

E la domanda che mi pongo ultimamente è del perché sento sempre la testa scoppiare, e del perché quel Dio che ho incontrato poco dopo che sono morta, ha scelto me? Non sono mai stata intelligente o studiosa, la mia bellezza poteva essere paragonata ad un cesso, non ero un talento negli sport, e niente di eccezionale nella società. L'unica cosa che facevo era sopravvivere e dare un futuro a mio fratello, riuscendo a creare un'azienda stabile che sarebbe rimasta in piedi fino a quando i futuri figli di mio fratello non avrebbero deciso cosa farne.

Sono sempre stata previdente riguardanti il futuro delle persone che ho amato a quel tempo, qui invece non ho nessuno, Diana non è altro che una sconosciuta in fin dei conti, non siamo legate in maniera profonda e lei vuole che la chiama con nomignoli dolci, anche se io non voglio, perché pensa che in questo modo potremmo avere un legame più forte.

So di non essere un genio che impara tutto in un solo giorno, o di avere una memoria infallibile ma questo mondo per me non ha senso, come i legami che ci sono nelle famiglie dove l'uomo costringe la donna a sottomettersi per farle sfornare figli, occuparsi di essere il trofeo da sfoggiare e di essere perfetta priva di alcun difetto per non far arrabbiare o deludere i propri mariti.

Come nella mia precedente vita ho sempre odiato queste costrizioni che ancora alcuni uomini facevano sulle donne, io sono stata fortunata mio padre non mi ha mai messo una mano addosso, e mio fratello mi ha sempre trattata da Regina, anche se non ho mai voluto che lo facesse. Sono sempre stata oggettiva su di me, ero nella norma o anche meno, nessuno mi notava, se non per la mia situazione famigliare che quella spregevole donna andava a raccontare ad ogni essere che respirava, anche se questa è un altra cosa.

Scuoto la testa ritornando alla realtà dove mi ritrovo ancora in questa stupida sala del trono dai gusti impeccabili purtroppo, dove Anthony mi sta guardando spaventato.

" Cosa la porta qui, Lord...? "

Inclino la testa socchiudendo gli occhi, chiedendomi mentalmente se dovrei rispondere o meno a quello che mi potrebbe domandare l'uomo di fronte a me, ma quando incrocio gli sguardi vitrei dei miei prigionieri qualcosa in loro scatta perché si inginocchiano al consigliere che solo ora noto che ha un aspetto abbastanza giovanile.

" La preghiamo di mandarci in prigione! Vi supplichiamo Lord Anthony, non lasciateci a quel demone! "

Incrocio le braccia al petto cercando di non ridere per le espressioni terrorizzate di quegli stupidi esseri umani che pregavano per la loro inutile vita. Come ho detto non mi può importare di meno, di quello che gli accadrà da ora in poi, mi dispiace solo che non potrò giocarci, sarebbe stato divertente averli come animaletti da compagnia, sarebbero stati dei perfetti passatempi.

Tanto non che loro siano di qualche utilità in fondo...

Guardo delle guardie arrestare confusi, gli uomini che hanno programmato di uccidere l'Imperatore, ringraziando con le lacrime agli occhi Anthony che stava guardando, insieme alle altre guardie confusi gli ex attentatori al trono per poi volgere lo sguardo nella mia direzione probabilmente chiedendosi cosa avessi fatto di così sconvolgente per ridurli in quel modo. Non sono un mostro, ci ho solo giocato un po', non mi sembra di aver fatto nulla di male in fondo.

" Lord, potrebbe spiegarci il motivo della sua presenza nel palazzo dell Imperatore? "

D'istinto mi spunta una smorfia che riuscì a nascondere solo grazie al aiuto della sciarpa, ma so per certo che i miei occhi siano abbastanza espressivi da far vedere a chiunque il fastidio che mi da, il titolo che mi ha dato. Dei, quanto odio queste formalità, non mi ci abituerò mai.

" Non sono un Lord. "

Metto la mano sull'impugnatura della spada, prima di guardare nuovamente il consigliere, che notai con un piacere perverso deglutire con difficoltà, mentre le guardie si fecero più attenti..

" Dove si trova? "

Lo sguardo confuso che fece mi irritò particolarmente, ma rimasi composta solo per non causare un incidente diplomatico, dopotutto sono qui proprio per fermare la guerra che questo stupido Imperatore vuole creare.

Non poteva chiedere direttamente le teste di quei due pezzi di idioti? Ovviamente no, deve far vedere che è più forte.

" Il vostro sovrano, dove si trova? "

" L'imperatore è occupato al momento... "

Mi avvicino verso di lui lentamente, con lo sguardo alto, non distogliendo gli occhi da lui dove poteva ben vedere la mia irritazione crescere lentamente.

" Forse è meglio che me lo dice, sa? "

" Altrimenti? "

Le guardie sfoderano le loro armi, facendosi serie in volto. Alzo le spalle, incrociando le braccia al petto rilassata, incurante degli uomini pronti ad uccidermi se avessi osato attaccare l'uomo di fronte a me.

" Potrei uccidere ogni persona di questo Regno. "

" Non è saggio, parlare dei suoi piani in questo modo. "

" Non lo farò, se voi mi portate dal Imperatore. "

Anthony mi si avvicinò ignorando il suo istinto che gli urlava di non avvicinarsi a me, potevo vedere i peli della pelle dritti e tesi come la corda di un violino.

" Perché lo vuole vedere? "

" Affari miei. "

Le guardie si avvicinano a noi accerchiando sia me che il consigliere, pronti a fermare ogni mia mossa e questa volta, sto sul serio perdendo la calma. La tensione all'interno della stanza era quasi insostenibile per le persone al interno di questo posto, potevo vedere tutti i presenti avere il corpo teso, preoccupati per la piega che stava avendo la discussione, ma prima che entrambe le parti potessero anche solo prendere il respiro le porte si aprirono di scatto facendo sussultare tutti quanti mentre io sbuffai infastidita riconoscendo la chioma bionda che era appena entrata.

" Black Dwarf, io ti sfido! "

" Fottiti. "

Sospiro dirigendomi verso le porte in cui era entrato quello stupido di Chris, che mi stava guardando con un broncio gigantesco e le braccia molli hai lati dei fianchi. Mi volto verso Anthony sorridendo da dietro la sciarpa.

" Tranquillo non farò nulla di strano, vado solo a cercarlo per conto mio. "

" Non faccia nulla di sconsiderato, o saremo costretti ad intervenire. "

" Provateci, e avrete una persona sulla coscienza. "

Gli occhi perplessi e confusi di tutte le persone che vi erano nella stanza, non mi fecero ne caldo ne freddo, e con colma girovago tra queste mura cercando un'uscita per trovare questo fantomatico Imperatore. Non che smanio dal desiderio di incontrarlo, solo che è fastidioso avere gli sguardi delle persone che mi tengono d'occhio, davvero posso respirare senza che qualcuno provi ad uccidermi? Chiedo troppo?

Apro una porta in legno, trovando una coppia che si sta divertendo parecchio, e prima che potessero urlare come degli ossessi, chiudo e proseguo nel corridoio indifferente a quello che ho visto.

Sicuramente avrebbe fatto qualche battuta a sfondo sessuale...

Ridacchio mentalmente al pensiero di mio fratello, che mi avrebbe messo un braccio attorno alla spalla stringendomi a lui, e facendo vari commenti su quanto fossi più bella io rispetto alle altre donne. Era uno scemo gigantesco, ma era il mio. Ero io la sua prima scelta, sempre, non importava se lui fosse fidanzato, o se era in una relazione seria, io venivo prima di tutto ai suoi occhi e ammazzava di botte chiunque provasse anche solo a sfiorarmi. Ora che ci penso mi domando del perché, lo facesse.

Persa nei miei pensieri mi rendo solo vagamente conto di essere uscita dal palazzo, rabbrividendo per il cambio di temperatura improvvisa. Mi guardo attorno per la prima volta da quando sono arrivata, notando che a parte la strada completamente spianata che avrebbe potuto essere associato ad un campo da calcio, vicino alle mura un prato curato nei minimi dettagli aveva degli alberi di tiglio, che li avevano tagliati alla stessa altezza. Hai miei occhi è così sbagliato; gli avevano tolto i petali levando una sua peculiarità molto bella.

Scuoto la testa percorrendo l'immenso giardino che sembrò infinito, era tutto curato nei minimi particolari in un modo quasi ossessivo.

" Dove vai? "

Guardo con la coda dell'occhio Chris che mi aveva raggiunto solo ora, e che si è stranamente calmato nei miei confronti, con la mano sull'impugnatura della spada, schiena dritta e i capelli che gli coprivano gli occhi, in modo davvero carino e fanciullesco.

" Secondo te? "

" Ad uccidere qualcuno? "

Inclino il capo incuriosita dalla sua affermazione continuando a cercare quel idiota dell'Imperatore, che se lo trovo lo strozzo con le mie stesse mani. Perché non può essere trovato da qualche parte, che insegue gonnelle o che si comporta da bambino viziato? Sarei potuta tornare prima a casa, così da poter ultimare finalmente il primo ristorante che questo secolo avrebbe visto, invece mi tocca stare qui a cercare uno stupido moccioso privo di cervello.

" Non sono un assassino "

" Hai ucciso quegli uomini a sangue freddo e feriti in modo grave. "

E loro vogliono uccidere il tuo Imperatore, che ironia della sorte uno stupido, che difende dei probabili assassini. Gli esseri umani sono noiosi e stupidi, fanno sempre gli stessi identici errori, niente cambiamenti. Stupida io che tento di avere fiducia nel genere umano, e come sempre non sono mai al altezza della fiducia. 

Persa nuovamente nei miei pensieri, sentì dei suoni raggiungere le mie orecchie in un lontano eco di spade che si scontrano, e voci maschili che mi incuriosivano. Come sempre seguo il mio istinto, uscendo dal giardino raggiungendo con difficoltà il suono delle armi e delle voci, notando un campo d'allenamento gigantesco, dove alle pareti vi erano scudi, armi bianche un po' primitive ai miei occhi, e un campo lungo trentacinque metri, se non di più, che formava un cerchio ovale, dove degli uomini stavano correndo, al centro invece si stavano allenando nel corpo a corpo, con le uniformi purtroppo.

Questi sono malati... ma non muoiono dal caldo?

Per fortuna per la mia sanità mentale, la maggior parte indossava solo dei pantaloni, con delle tuniche di colore scuro. Peccato che fossero così pudici hanno dei corpi che potrebbero far concorrenza agli Dei, e sopratutto vorrei vedere se sono abiliti con le spade.

Dei, sembra una cosa da pervertita detta in questo modo... 

Non so se essere felice, di essere una mocciosa di sei anni senza seno, con un corpo minuto così da poterli ingannarli e soggiogarli per il mio tornaconto, così da poter combattere e allenarmi come meglio posso. Se riesco a rientrare nelle grazie del loro Imperatore potrei davvero divertirmi ad istruirli al combattimento.

Con l'umore alto mi avvicino a loro sorridendo, mentre Chris mi segue come un cane che cerca attenzioni lamentandosi di me, e del mio carattere, chiedendo del perché non combattessi seriamente contro di lui.

Ovviamente, lo ignoro tutto il tempo, fino a quando non mi mancò un solo passo per entrare e vedere come svolgevano i loro allenamenti, ma il biondino che mi sta dietro alle chiappe non era di questo avviso, perché mi prese il braccio facendomi voltare verso di lui, lo sguardo preoccupato, che avvolte spostava verso un punto preciso dietro di me.

" Black Dwart, non è il caso che tu stia qui. "

" Perché? "

" Non sei uno di noi. "

Inclino il capo togliendogli la mano di scatto annoiata, indifferente per quello che mi ha detto lo sorpasso, avvicinandomi agli uomini che ci stavano fissando incuriositi.

Chris mi si parò davanti sfoderando la spada con la punta della lama in direzione della mia gola. Borbotto, sbuffando con il naso, come un toro infuriato, che sono in questo momento, tirandogli un calcio al costato, stando attenta a non farmi tagliare la gola, guardandolo piegarsi per alleviare il dolore, per poi prendergli il braccio spostandolo di lato, in modo che circonda il collo, così da potergli far mancare l'aria.

Lo guardai inginocchiato di fronte a me, il corpo sottomesso a me, che cominciò ad impallidire sul volto desideroso di avere l'aria di cui necessita per vivere. Ripeto: non sono un mostro. Non lo ucciderò, è solo una lezione che deve imparare, non tutte le persone sono buone e io di natura sono calma, ma quando mi salta il grillo in testa potrei staccare la testa di un uomo adulto se solo volessi.

" Non mi importa se mi chiami nano nero, non mi importa quello che mi dici... " stringo più forte la presa avvicinandomi al suo orecchio " ma non osare mai più toccarmi o ti ritrovi con la testa mozzata. "

Lo lascio libero, mettendo il piede contro la sua schiena spingendolo a terra, in modo che si voltasse verso di me, per poter leggere nei miei occhi, la rabbia e il fastidio che mi aveva procurato. Sono dannatamente stanca di persone che mi stanno con il fiato sul collo, mi infastidiscono e annoiano allo stesso tempo, non so nemmeno io come spiegarlo, dannazione! Ma d'una cosa sono sicura. Odio le persone che provano a chiudermi in una gabbia dorata o che mi trattano come una pezza da piedi, solo perché non sono un tipo che ama parlare, non vuol dire che mi potere rompere solo perché vi gira male. Sono stanca di persone che si atteggiano come se fossero grandi sovrani e si credono che trattare male persone un po' più deboli caratterialmente sia giusto. 

Guardo Chris che si massaggia la gola lentamente recuperando il respiro, con lo sguardo basso prossimo al pianto. No, non riuscirai a farmi suscitare dispiacere nei tuoi riguardi, sono un pezzo di ghiaccio se voglio, e tu non sei una persona importante di cui preoccuparmi. Un cumulo di carne, con del sangue che scorre nel corpo, nient'altro. 

" Scusa... "

Scuoto la testa porgendogli la mano cercando di non evidenziare il mio fastidio nel toccare un essere umano, con Diana non posso fare errori con qualche mia espressione altrimenti diventa assillante e non mi lascia in pace, e non so come potrò continuare così. Forse dovrei conquistare il mondo tanto per avere lo sfizio di dire: basta, non opprimetemi così. 

" Chiamami Alex, moccioso. " mi gratto il retro del collo sentendo un leggero fastidio " E ora se mi permetti, vado a vedere l'allenamento che fate. Mi sorprende il fatto che tu stia di guardia al confine. "

Lo guardo confusa quando comincia a sbiancare lentamente guardando, di nuovo, un punto dietro di me, fino a quando non sembra prossima al trapasso, per poi guardarmi e scoppiare a ridere allegro dandomi delle pacche sulla schiena.

Perfetto, Houston lo abbiamo perso, richiedo un manicomio dove poterlo abbandonare seduta stante. Non mi è mai successo, che qualcuno mi scoppia a ridere in faccia, qui ci sono danni cerebrali gravi.

Scuoto la testa esasperata dal suo comportamento, abbassandomi la visiera del capello dandogli la schiena, pronta ad andare a vedere l'allenamento delle guardie, ma sbatto contro qualcosa che mi fa perdere l'equilibrio facendomi finire con il sedere a terra e il desiderio di infilare una testa mozzata su un palo mi raggiunge il cervello, che come risposta mi fa prendere un respiro profondo facendomi solo infuriare di più.

Questo è troppo...

 

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Capitolo 7
*** Capitolo 7 ***


Persa nei miei pensieri, quasi non mi resi conto della presenza silenziosa del ragazzo che continuava a starmi accanto incurante di chi io sia, o di cosa sono. Mi chiedo del perché lo faccia, non ha un istinto di autoconservazione? Oppure non sente che potrei essere pericolosa? Sinceramente, mi faccio fin troppi problemi per gli altri, dovrei lasciarli stare e fargli fare quello che gli va.

" Alex, cosa ti spinge a farlo? "

Scuoto il capo, sbattendo le ciglia velocemente cercando di riprendermi dal momento di confusione che mi aveva preso, lasciandomi solo un senso di pesantezza sul corpo. Odio quando succede, è come se non fossi me stessa, con il mio corpo pesante, la mente poco lucida e un gran desiderio di posare la testa su qualcosa di morbido e accogliente. E per un solo momento mi era apparso di ritrovarmi in mezzo ad una strada trafficata, le persone continuavano a camminare ignorando la mia presenza, ma per me era come se il mondo che mi circondasse fosse immobile, solo io e i miei pensieri che osservavano qualcosa di indistinguibile. Il silenzio regnava, lasciando solo come fonte di riferimento odoro nostalgici che non avrei mai potuto dimenticare pur volendo.

Un pezzo della mia mente avrebbe tanto voluto rimanere lì, circondata da quelle persone che mi ignoravano, silenziose, senza che nessuno potesse togliere o derubare di qualsivoglia emozione, il brivido della pace che avevo provato era impossibile da descrivere, ma era familiare. Non so, nemmeno io cosa fosse ma quando l'Imperatore mi risvegliò da quel sogno ad occhi aperti sentì le membra stanche e pesanti, come se avessi sollevato tutto il peso del mondo usando tutta la forza che avevo in corpo.

Il moro mi diede un pugno sul braccio destro attirando la mia scarsa attenzione, e quando lo guardai aveva un aria imbronciata. Sarei tanto tentata di buttarlo giù dal albero ma la corte imperiale sarebbe poi tentata di tagliarmi la testa. Credo che sia meglio evitare di distruggere un intero impero, poi con chi potrei fare guerra? Questo Regno ha l'armata più potente al mondo, seconda solo al mio di Regno, e questo significa che sarebbe divertente tagliare qualche testa.

Grugnisco spazientita sentendo occhi dalle mille sfumature, darmi un altro pugno. Se mi colpisce un'altra volta, lo ammazzo. Odio il contatto fisico, preferisco essere io la prima a darti il consenso, non so a cosa sia dovuta questo mio comportamento, nemmeno i psicologi l'ho hanno mai compreso.

" Perché lo fai? Non sembri il tipo che si fa comandare. "

Mi stringo tra le braccia tranquilla, inclinando la testa" Per noia, e sopratutto non ho nulla da fare quindi... "

Nel suo sguardo si poté leggere la confusione mista alla curiosità per le mie parole, con il tramonto che stava giungendo al termine per lasciare il posto alla luna, le stelle erano magnifiche e per l'ennesima volte desiderai essere uno scrittore o un poeta per descrivere lo spettacolo che madre natura ci donava ogni giorno della nostra vita.

Abbasso lo sguardo notando che Chris si era arreso dal cercarmi e con l'aiuto del braccio saltai dal ramo guardando l'Imperatore che aveva sicuramente perso qualche anno di vita. Chissà perché in questo mondo il tempo sembra volare, senza che io possa fare nulla, ma non mi importa molto è rilassante. E' come se tutto mi scorresse d'avanti agli occhi e io non faccio nulla per fermarlo, perché dovrei? Non amo la vita, ne mi interessa viverla anche se adesso posso combattere. 

Guardo d'avanti a me, dove la figura scura della mia splendida puledra mi stava aspettando al entrata del bosco del castello creato appositamente per i militari per farli allenare nella natura. Mi incammino verso Tempest che mi stava aspettando paziente, con i suoi meravigliosi occhi di cristallo che sembravano chiamarmi a se, e io lo feci. Le accarezzo il muso porgendole con il palmo della mano una mela rossa come il sangue, notando che mosse la coda felice prima di mangiarla con calma.

Brava la mia piccola...

Un sorriso increspò le mie labbra mentre accarezzo il collo della mia splendida puledra, forte e scura come un cielo senza stelle. Mi guardai per un solo attimo attorno notando con piacere che non ci fosse nessuno, e con un gesto lento e pigro mi tolsi la sciarpa lasciando libero il volto per respirare meglio, mentre il capello mi cadde a terra lasciando che i capelli mi ricaddero fino hai fianchi ricoprendomi come una calda coperta rosso cremisi. Mi sfiorai il ponte del naso con la punta delle dita inconsciamente.

Scuoto la testa sorridendo lievemente, mentre poso il mantello con la sciarpa, mettendoli nella sacca marrone scuro che mi ero portata a presso senza che nessuno se ne accorgesse. Cosa ci posso fare se sono la regina del invisibilità?

Ridacchio come una stupida, sistemandomi la casacca che mi arrivava fin sotto al sedere, con le maniche che raggiungevano metà palmo della mano di un nero talmente scuro che me ne sono innamorata a prima vista, con un leggero scollo che non risultasse per nulla 'immorale', mentre i pantaloni in pelle nera mi diedero più tranquillità sapendo con certezza che nessuno avrebbe potuto vedere le mie cosce e i miei fianchi, i stivali neri con un leggero tacco mi fecero dare un equilibrio alla mia solita sbadataggine e scarso equilibrio.

Mi chiedo delle volte come faccio a dimenticarmi di quello che mi circonda delle volte.

Ho bisogno di una vacanza...

Sospiro portandomi i capelli sulla spalla, ridacchiando al ciuffo di capelli che mi coprì nuovamente l'occhio quando sentì un rumore improvviso. D'istinto portai la mano al pugnale con la lama verso terra e l'impugnatura verso il fianco. I capelli mi coprivano il corpo dandomi un senso di sicurezza.

Rimasi in ascolto di qualche più piccolo particolare, prima di vedere un gufo sorvolare sulla mia testa per posarsi su un ramo alto di un albero facendomi sbuffare, per poi riporre il pugnale nella fondina che avevo dietro la schiena.

Devo davvero placare questo mio istinto, e sopratutto il desiderio di uccidere le persone. Prima era quello stupido di mio fratello a contenere la belva che era in me, non contando anche tutti gli anni di sport che ho praticato per scaricarmi, sono entrata far parte dei militari e come bodyguard per molte persone famose e non, ma sembra che nulla riesca a mettere un limite al mio corpo, e sopratutto alla mia mente.

Montai in sella a Tempest scostandomi una ciocca di capelli dietro al orecchio sospirando. Credevo davvero che questo dannato mondo avrebbe potuto anche solo alleviare la noia che ho nel corpo e sopratutto nella mente, invece mi sono sbagliata di grosso, è identico al mio precedente mondo e io sono così stupida da credere che possa cambiare qualcosa. 
Perché? Perché ho sempre avuto un grande difetto come questo? Mi sono sempre annoiata per tutto: le cose, le canzoni, persino le persone che amavo mi annoiavano. Mi sono allontanata da un sacco di persone per noia, ho sempre desiderato persone che dovevano arricchirmi culturalmente facendomi volare anche con l'immaginazione, riempirmi, e sconvolgermi il cervello e l'anima. 
Non amo le cose monotone, preferisco di gran lunga le cose inaspettate, le persone che a loro modo erano diverse, o uguali a me che mi incendiavano la testa in ogni modo, sempre diverso. E la cosa che odio di più? Che non ho mai odiato questo mio lato, perché mi ha protetto a suo modo, mi ha evitato persone che avrei potuto considerare come fratelli invece si sono rivelati delle serpi che miravano hai miei soldi o per il semplice fatto di farmi del male. Questo mio comportamento ha allontanato le persone? Si, più volte di quanto possa ricordare. Me ne pento? No, perché se sono qui oggi è perché sono stata in grado di proteggermi, tralasciando il fatto che mi hanno ammazzato ma sono solo dettagli inutili. 
L'unica cosa che desideravo un tempo, era vivere una vita per incendiarmi e che desideravo persone che mi incendiavano, ma era solo un sogno di una bambina che era sempre stata sola, con nessuno accanto e con un solo genitore che le ha sempre voluto bene ma che lo dimostrava in modo eccentrico.

Forse è colpa di mia madre se non sono abituata, o per meglio dire non riesco a vedermi insieme a qualcuno? Che non riesco a capire cos'è l'amore? Certo ho provato qualcosa per Adam, ma forse era solo un sentimento d'affetto fraterno, ma l'amore quello degli innamorati? L'ho visto in molteplici forme, ma non l'ho mai capito pienamente, nonostante tutti i libri che ho consultato, i dizionari, e le descrizioni che i miei compagni militari mi davano, non l'ho mai sperimentato sulla mia pelle, non mi sono mai vista in un futuro con un marito, o altro. Anche il semplice abbracciare una persona, lo capisco, mi sono sempre presa cura di altri, ma qualcuno che mi abbraccia? Che mi fa sentire protetta, al sicuro? Che posso contare su qualcuno in modo da poter dire: grazie di esserci nei momenti più disperati? No mai, nessuno ha mai nemmeno provato ad avvicinarsi a me.

E dopo quei maledetti aborti, la mia mente si è distorta ancora di più rendendomi una donna completamente matta, e la cosa che dovrebbe spaventarmi, ma che non lo fa affatto è che amo essere così. Non mi importa più di morire, ho vissuto, non ho realizzato il desiderio di essere una madre e che l'unica soluzione che ho trovato per non cadere in uno spiraglio più buio delle tenebre stesse è quello di arruolarmi e impugnare un arma uccidendo chiunque mi intralciasse eseguendo gli ordini dei superiori non importandomi se fosse giusto o sbagliato. E anche se la cosa non mi fa onore, ne sono davvero grata. Sono riuscita a trovare un equilibrio, certo è molto precario e ho fin troppi pensieri e ricordi nella mia testa ma non perdo più il controllo come una volta e questo dovrebbe essere un passo in avanti giusto? Allora perché mi sento come se tutto andasse a rotoli? Che rimarrò nuovamente sola? Che tutto mi si ritorcerà contro? Che ogni cosa che faccio sbaglio? Perché dannazione non riesco ad essere felice almeno una volta?

Maledizione...

Accarezzo il collo di Tempest che proseguì con un passo lento e tranquillo nel ombra. Nascoste nel ombra eravamo al sicuro, non che qualcuno avesse potuto anche solo sfiorarci ma la prudenza non era mai troppa e per quest'era e in questo mondo la prudenza non era mai troppa. Non desidero spargere sangue in questo momento quindi preferisco rintanarmi nel bosco con la mia puledra piuttosto che dover sentire i commenti delle persone che mi avrebbe definito una scostumata, senza pudore o molto probabilmente mi avrebbe urlato contro nominando il nome di Baba Yaga.

Sospiro notando solo in questo momento che ci eravamo rintanate nuovamente nella foresta, non avendo attirato l'attenzione di nessuno e con un sorriso appena accennato accarezzai nuovamente Tempest che mosse l'orecchio scuotendo la sua splendida chioma.

Perfetto, mi sto innamorando di lei.

Ridacchio baciandola al centro delle orecchie, osservandola immergersi nella foresta che ad una persona sana di mente potò sembrare spettrale e lugubre, invece per me era confortante il buio. L'oscurità, la freddezza e l'essere sola è stata sempre una certezza nella mia vita, fin da quando sono nata sono stata sola, mio padre non potevo vederlo per colpa di quella buona donna di mia madre. Notare il sarcasmo. E ancora adesso la detesto con tutta me stessa, per avermi insegnato alla più tenera età a comportarmi come una donna e non come una bambina, a ordinarmi di essere io il genitore piuttosto che lei. Ricordo ogni lacrima, pianto, urla, attacchi di panico e d'isterismo, il senso di disagio e d'odio che provavo verso di me, il mio corpo e il mio carattere a tal punto di ripudiarmi talmente tanto di non guardarmi allo specchio e credendo a quello che mi diceva quella bastarda che se l'avessi d'avanti le avrei fatto ripagare ogni singola goccia di sangue che mi ha fatto versare. Sento ancora la rabbia che dovevo reprimere pur di non creare problemi a mio padre, che anche se non è mai stato espansivo con i gesti affettuosi nei miei confronti non mi ha mai abbandonato. E' solo grazie a lui e quello stupido del mio fratellastro, che purtroppo è nato dalla parte di quella maledetta che non ho mandato all'aria la mia vita.

" Tempest cosa devo fare? " Scesi dalla groppa mettendomi le mani tra i capelli "Sto letteralmente impazzendo, per tutto. Non riesco a smettere di pensare e quello che è peggio non riesco a dimenticarmi del mio passato. Qual'è la cosa che accomuna me e la proprietaria di questo corpo? Che abbiamo delle madri che vorremmo ammazzare che sono buone solo a fare le puttane. E sai cosa odio di più al mondo? " Mi volto verso di lei sentendo lacrime di rabbia desiderose di uscire " Che ho paura di diventare come loro! Non voglio essere come loro, ho sempre desiderato avere una famiglia tutta mia da coccolare e viziare, crescendoli nei migliori dei modi. So di non essere un genio, non l'ho mai detto, so uccidere, cacciare e sopravvivere, riesco a costruire strutture solo perché volevo che la mia famiglia fosse economicamente stabile... ma allora perché sembra che non sia proprio destino che io abbia dei pargoletti tutti miei? Che mi guardano e chiamano mamma? Perché..? "

Le gambe mi cedettero, e con le mani che coprono il viso piango per tutti quei bambini che avrei potuto avere, che avrei amato più della mia stessa vita e che avrei fatto di tutto pur di vederli sempre felici e sorridenti.

Il suono degli zoccoli di Tempest mi fecero sussultare, ma non mi mossi. Aspettando una reazione che non tardò ad arrivare. Avvicinò il muso alla mi testa spingendomi in modo che potessi alzare il capo e nei suoi occhi per la prima volta mi sentì capita, non so perché ma quello sguardo mi sembrò così umano e comprensivo che mi fece ricominciare a piangere come una stupida mocciosa, mentre Tempest si era sdraiata accanto a me, circondandomi con il corpo cercando di confortarmi e io sfogai anni e anni di dolore singhiozzando contro il suo splendido pelo nascondendo le lacrime e il dolore più puro che sentivo in quel momento, ricordando la gioia di scoprire che ero incinta, la pancia che si gonfiava lentamente, per poi vedere il sangue che usciva dalle mie gambe, il dolore, l'ansia e infine il vuoto che mi assaliva fino in gola quando il medico mi comunicava che avevo subito un aborto a causa di quella puttana che riusciva a farmeli perdere in un modo o in un altro, anche se le stavo il più lontano possibile.

Era un giorno come un altro quando avevo scoperto che c'era una goccia di vita che cresceva dentro di me, ero felice eppure mi veniva da piangere, con gli occhi spalancati al buio, ogni se e ogni paura mi tormentavano, mi chiesi ogni giorno se forse sarei diventata come quella bastarda che mi ha messa al mondo ma la prima volta che ho ascoltato il battito del suo cuoricino, in quel macchinario che mi faceva vedere una sagoma più piccola della mia mano mi misi a piangere e posso giurare su tutto quello che più mi era caro al mondo che non ho mai sentito niente di più bello in vita mia.

E come è arrivato al improvviso, nello stesso modo è scomparso, nessun battito, nessun calcio, niente di niente. E da lì è iniziata la discesa verso un baratro che sembrò non finire mai e la cosa sorprendete che anche se mi aveva lasciata indifferente, annoiata, e senza alcun briciolo di bontà nel animo a me stava bene così. Non mi importava di quello che mi circondava. Le persone mi temevano? Si. La mia compagnia aveva sottomesso il settanta percento del mondo? Si. Mi dispiaceva? Per nulla, sentivo solo un senso di onnipotenza a vedere gli esseri umani cedere alla mia potenza, ma era solo una cosa temporanea che avevo fatto solo per i miei piccoli mai nati, e la cosa che mi sembrò più giusto fare e prendere abbastanza soldi per far vivere nei migliori dei modi me e mio fratello per almeno cinque vite e per poi donare la mia compagnia in beneficenza con la clausola che le mie strutture sarebbero diventate scuole, appartamenti a basso prezzo, e tanto altro per persone che non potevano permettersi affitti troppo alti. Ancora oggi mi chiedo se sono riuscita ad aiutare almeno un poco quelle persone.

" Ehi Tempest, secondo te riuscirò mai a stare bene? "

Guardo un punto indefinito d'avanti a me, stando ben attenta a stare accanto al corpo caldo e confortevole della mia bellissima puledra che a suo modo mi stava confortando con la sua presenza rincuorandomi il cuore che ho sempre tenuto al interno di una caverna più profonda e oscura di qualsiasi altra e mi obbligo a lasciarlo li, dove la luce non potrà mai nemmeno intravederlo, in modo che nessuno potesse più tagliarlo o anche solo intravederlo in alcun modo.

" Un giorno vorrei avere tantissimi bambini che corrono per casa, sentendoli ridere e giocare. L'ho sempre desiderato Tempest, e non capisco cosa ho fatto di male per non riuscire ad avere l'unica cosa che ho sempre desiderato più della mia stessa vita. "

Ridacchio amaramente sentendo le lacrime scendere lente, come lava che bruciavano in tutta la loro discesa, fino al collo mentre il dolore si propagò nuovamente nella mia mente.

" Sai solo una volta sono riuscita a vedere uno dei miei piccoli, ma quella puttana è entrata in sala parto e lo ha ucciso d'avanti a me. " deglutisco a fatica sentendo un peso immenso e un senso di colpa per non essere riuscita a salvare il mio piccolo " Dovevi vederlo, era un bellissimo maschietto che urlava come un matto... "

Mi copro il volto cercando di trattenere le urla di dolore, ricordandomi dei suoi capelli biondi che coprivano quella piccola creaturina che era un sogno, e i suoi occhi? Erano spettacolari erano una blu mentre l'altro era di un marrone chiaro. Era il mio bellissimo bambino, era un Dono dal cielo dopo tutte quelle perdite e quella dannata donna me lo ha ammazzato d'avanti agli occhi, avrei tanto desiderato fargliela pagare con tutto il cuore. Il mio piccolo Nathan, il mio piccolo dono che Dio mi aveva dato, si era spento prima ancora che avessi potuto stringerlo tra le mie braccia.

" Giuro su tutti i Dei che esistono in questo mondo, che non avrò pietà. Ucciderò chiunque intralcerà la mia strada, e non mi importa se andrò al inferno, saluterò il suo padrone con un sorriso. "

Le accarezzo il collo in trans, con la mente persa nei pensieri, e il corpo pesante come un macigno. 

" Vorrei tante pensare che la gente mi reputi cattiva, e con un caratteraccio, perché è proprio come voglio apparire. Perché quando la gente nota del bene, pretende del bene. Tanto solo io e te sappiamo come siamo davvero. Mi piace, Dei se mi piace il fatto che nessuno di loro sanno come sono realmente, così potrò essere sicura di non essere distrutta. "

 

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Capitolo 8
*** Capitolo 8 ***


Mi stringo nel calore della folta pelliccia di Tempest, sorridendo. E' così comoda che mi viene difficile svegliarmi, e affrontare un altra lunga giornata in questo castello, ma come diceva mio padre: alza il sedere che prima fai, prima finisci; ma il facile è dirlo, il difficile è farlo. 

Con lentezza cerco di aprire gli occhi sentendoli pesanti e appiccicosi, cosa che mi infastidì molto. Con svogliatezza misi la mano sul vivo, sbadigliando debolmente completamente intontita, le gambe erano piegate immobili a causa della mancanza di flusso del sangue per la posizione in cui mi sono messa, le distendo piagnucolando sentendo il sangue circolare e la gamba formicolare come se mille aghi mi bucassero le caviglie. Mi maledissi per aver trovato la peggior posizione per dormire, ma ammetto che mi era impossibile voler spostarmi in alcun modo, lo dimostrano gli occhi che sembrano attaccati, le occhiaie e la voglia di muovermi di un bradipo. 

Il nitrito di Tempest mi fa sorridere divertita, e d'istinto mi accoccolai addosso alla mia puledra che strofinò il muso contro la guancia facendomi ridacchiare. 

" Si, si sono sveglia. " 

Le accarezzai il naso sbadigliando, trovando in un angolo nascosto della mia volontà di alzarmi tenendo un occhio chiuso e l'altro parzialmente aperto dove vedevo sfocato. Tempest, mi aiutò a tenermi in equilibrio portandomi da qualche parte, dove non ci diedi tanto peso troppo impegnata a non cadere o inciampare ignorando il modo in cui sono vestita, strofinando più volte il naso nel suo pelo.

" Tempest, ho sonno... " 

Apro un poco l'occhio destro, notando un piccolo pozzo con le staccionate attorno in legno, dove dei piccoli fiori avevano circondato la piccola struttura, probabilmente era il ciclamino, ma non ne ero sicura, creando un atmosfera di pace e serenità.

" Questo posto non è male. " 

Persa nella contemplazione di quel luogo mi avvicino notando il secchio pieno d'acqua e me ne approfittai rinfrescandomi il volto, per poi piegare la testa al indietro sospirando di sollievo sentendo la luce calda del sole che mi riscalda il viso facendomi sorridere.

Mi sposto i capelli sulla spalla, pensando che non sono più abituata alla pace e questa foresta al interno del castello è meraviglioso, e stranamente i pensieri non mi tormentano, e di questo ne sono veramente contenta. 

" E' tranquillo, non è vero? "

Sussulto posando la mano sul petto, cercando di attenuare il battito del mio cuore che aveva preso a scalpitare come un matto, quanto avevo riconosciuto la voce del Imperatore. Mi volto lentamente verso di lui che mi sorrise tranquillo, avvicinandosi lentamente.
Lo guardo nel suo abito semplice, che consisteva in dei pantaloni neri, una maglietta dalle maniche lunghe e un poco larga di seta di un candido bianco, il mantello raggiungeva poco sotto al sedere di uno splendido nero. Lo so, sarò banale, ma se amo questo colore cosa ci posso fare? 
Anche se la gente considera il nero un colore triste, cromaticamente, si forma mischiando tutti i colori insieme. Quindi non potrei mai immaginare un colore meglio di questo?

" Non ti ho mai vista qui, chi sei? "

Sorrido tranquilla, inclinando il capo stando attenta a non far vedere i miei capelli preferendo nascondermi dietro a Tempest. 

" Sono solo di passaggio, tu invece? "

" Scappo dai miei doveri... " si avvicinò lentamente cercando di girare attorno a Tempest che abbassò le orecchie e lo osservò muovendo la coda " Sai, mi ricordi qualcuno. "

" Non credo. " ridacchio girando attorno alla mia puledra scappando da lui " Non ci siamo mai incontrati, mi spiace. " 

Cosa sto facendo...? 

" Allora, perché scappi? "

Mi copro le labbra sorridendo " E tu, perché mi segui? "

" Perché voglio vederti. "

" Mi spiace Imperatore ma... " guardo dietro di lui, mentre indosso un capello coprendomi i capelli " ci dobbiamo salutare. "

Prima che potesse parlare, una voce maschile risuonò richiamando l'Imperatore che non smetteva di guardarmi, e senza perdere altro tempo salgo sulla groppa di Tempest andandomene nel bosco inoltrandomi più che potevo. Contai fino a mille per essere sicura di essere riuscita ad allontanarmi e con un risolino improvviso scesi da Tempest che mi guardò prendere il mantello e la sciarpa indossandoli guardando i pesi che erano attaccati al interno del mantello, riuscendo a sollevarli con due dita. 

Dovrei aumentare il peso? Mm, dovrei parlarne con Jeson...

Indosso il cappuccio facendo un giro su me stessa guardando Tempest, che colpì il terreno con lo zoccolo due volte e supposi che fosse un approvazione. 

" Piccola, mi spiace se ti ho fatto venire qui... " le accarezzo il muso dolcemente " ma per adesso che ne dici di andare in città? " 

Scotte la testa nitrendo, e a quel gesto sorrisi contenta salendole in groppa nuovamente, e mentre lei cammina ad un passo tranquillo io chiudo gli occhi rilassandomi completamente, dondolando lentamente canticchiando debolmente. 

" Una principessa, entrava in un bosco, in sella ad un cavallo nero, che cerca un sentimento, che non capiva, cosa può essere così difficile? " abbassai la sciarpa senza pensarci " Questo sentimento che mi ha portata qui, mi fa domandare che, sia qualcosa di impossibile, ma perché, questa cosa non riesco a capirla, mi sembra come di essere in una trottola... "

Non sono una professionista, ma sembra che questo corpo avesse una bellissima voce, era fine, leggera, ma con quel tocco di sensualità che da grande avrebbe fatto scalpore tra gli uomini, anzi cosa mi importa? Io starò al più lontano possibile dalle persone da grande, dovrei anche finire da memorizzare gli ultimi libri del ultimo anno del accademia per la nobiltà in cui andrò, perché si, ho scoperto che Meredith, cioè la vecchia proprietaria di questo corpo aveva una memoria fantastica, posso leggere un libro e ricordarmi i più piccoli particolari è meraviglioso. 

" E piano piano cammino e mi chiedo, cosa il destino avesse, per me, vorrei essere il raggio di sole di qualcuno, che mi anche se sono così, vorrei avere qualcuno che non solo pensa al corpo a quello che c'è dentro. " 

Canticchio accarezzando il collo di Tempest che si fermò d'un tratto e la voce di Chris e del Imperatore non mi sorprese affatto, alzai la sciarpa voltandomi verso i due, il biondino era serio e mi puntava una freccia contro, mentre l'Imperatore mi sorrideva tranquillo. Davvero cosa hanno questi due? Sono inquietanti.

" Cosa c'è? " tenni la voce bassa e rauca. 

" Dove credi di andare? " 

" Biondino, non ti hanno spiegato che rispondere con una domanda ad un altra è maleducazione? " 

Il diretto interessato strinse con forza la presa del arco, che era pronto a trafiggermi, non che fosse una novità in questo mondo ma rimasi incuriosita dello sguardo di Chris che sembrò serio e responsabile, per la prima volta, gli occhi avevano qualcosa che non andava e non capivo il perché. 

" Alex, puoi seguirmi al interno del palazzo? Ti prometto che nessuno ti farà del male. " 

Mi leccai il labbro inferiore guardando l'Imperatore, prima di annuire colpendo delicatamente con i talloni il fianco di Tempest che mosse la coda avviandosi al castello, ma Chris scagliò la punta contro di me ferendomi lo zigomo, d'istinto mi sfiorai il punto colpito guardandomi le dita insanguinate. Inaspettatamente ero calma, non riuscivo a pensare a nulla se non al fastidio che mi ha procurato. 
Saltai via dalla groppa della mia puledra, avvicinandomi a Chris che mi stava puntando l'arco verso di me, ma non me ne importò. Era come se ogni mio pensiero si fosse azzerato e che usassi il mio corpo per un atto semplice e privo di complicazioni; prima che il biondo potesse scoccare la freccia lo colpisco dietro le gambe facendolo cadere a terra, calciai l'arma lontano da noi e lo presi per il colletto della divisa che aveva avvicinandolo al volto. 

" Perché? "

Lo sguardo da bambino infantile sembrò essere scomparso dal suo volto e la cosa mi incuriosì.

" L'Imperatore ti ha ordinato di seguirlo da solo. " mi prese il polso cercando di allontanarmi " E soprattutto, sei un pericolo per la sua vita, non ti permetterò mai più di stare solo con lui. "

Ci guardammo in cagnesco, non muovendoci, respirando al unisono.

" Ragazzi, che ne dite di smetterla? "

L'imperatore incrociò le braccia al petto, mentre io continuai a stringere la presa. 

" Per favore? " 

Io e Chris ci voltammo entrambi verso di lui " Se la smette lui. "

" Smettila di dire le mie stesse cose. "

Ci tirammo entrambi i colletti della maglietta tirandoci verso l'altro, e senza farlo apposta ci demmo una testata a vicenda, ci allontanammo di scatto, con Chris che mi stava mandando a quel paese e io che mi stavo massaggiando il punto colpito.

Ma che mi è preso...

Trattengo l'istinto di mettere la mano tra i capelli, grattandomi il ponte del naso. Sono una contraddizione umana, non voglio avere a che fare con nessuno, ma sono circondata dalle persone, non voglio essere rinchiusa ma è come se mi sto immergendo in una pozza di fango che mi sta risucchiando, e la cosa peggiore è che non so cosa provare. E so di essere ripetitiva ma odio gli esseri umani e non so che fare, tutto questo che è successo in questo breve lasso di tempo mi ha lasciato scombussolata e vulnerabile. Non mi è mai accaduto di sentirmi in questo modo, mai.

" Alex? " 

L'Imperatore mi si avvicinò sedendosi d'avanti a me, con le gambe incrociate e il volto ad un palmo dal mio. Non mi resi subiti conto della sua presenza, anzi faticavo a registrare i movimenti delle persone che mi circondavano, la mia mente era letteralmente vuota e non capisco se è normale o meno. 

" Alex ascoltami... " mi mise le mani sulle spalle e non capisco perché lo guardai negli occhi " non so cosa ti passi per la testa, ma fidati di me, devo parlarti di alcune cose che riguardano il tuo regno. "

Rimasi immobile, sentendo l'erba sulle gambe, e l'aria che mi rinfrescava debolmente, ma non mi importa, era troppo faticoso concentrarsi su qualcosa, soprattutto adesso che non so che fare. 
Perché devo essere sempre così problematica? Inciampo, cado e cerco comunque di andare verso il domani, e ho pregato tante volte Dio di aiutarmi o almeno di guidarmi un poco nella mia strada e cosa ho mai ricevuto? Nulla, solo dolore, oscurità e odio e adesso non saprei cosa fare senza quelle emozioni che mi hanno accompagnato da tutta la vita, forse semplicemente non sono tagliata per vivere, e mi chiedo perché gli Dei di questo mondo mi abbiano fatto reincarnare in Meredith Alex Blood, prima principessa del Regno di Sangue, temuto da tutti i continenti e che non ha perso mai una guerra. 
Essere un mostro è la mia unica speranza di vita? Non potrò mai essere felice, non è vero?

Sono proprio depressa ultimamente... 

Mi alzo incurante degli sguardi dei due, ricomponendomi in un attimo. Nella mia mente mi immaginai d'avanti ad uno specchio, lo sguardo distrutto, le lacrime che sfuggivano incontrollate hai miei occhi, i capelli erano una massa informe, cercavo la forza di parlare ma mi era impossibile, misi la mano sullo specchio che rifletteva una persona completamente diversa. Era fredda, non le importava di nulla, la testa fiera ed alta, un sorriso malizioso e lo sguardo divertito che attraeva chiunque incrociasse il suo sguardo, i capelli le incorniciavano il volto in modo perfetto e privo di imperfezioni; la guardai alzare la mano ponendola d'avanti alla mia sorridendomi rassicurante prendendo il mio posto, eravamo uguali solo che lei era la creatura che ho creato, che mi ha protetto da sempre, non importa quante volte tutto mi crolla il mondo addosso lei ci è sempre stata è la mia maschera e sono felice di averla, è tutto quello che io non sarò mai. 

" Mi perdoni Imperatore, di cosa desiderava discutere? " 

I due mi guardarono in silenzio per qualche attimo prima, che Chris si alzasse mettendosi al fianco del Imperatore che sembrò preoccupato di qualcosa, ma non comprendo cosa, non credo sia per me non sono così importante da essere il pensiero di qualcuno. 

" Stai bene? " 

Portai la mano al petto, facendo un mezzo inchino " Imperatore mi scusi la mia impudenza, ma vorrei proporle un accordo per non invogliare una guerra contro il mio regno. "

Lo guardo senza prova alcuna emozione in particolare. 

" Andiamo nella sala del trono a parlarne, così potrai farti medicare.  "

Il tono che usò era dolce e rassicurante, gli occhi che erano diventati come il mare dei Caraibi mi stordì, ma non lo dimostrai. Dovevo fare il mio lavoro, non posso permettermi di fare errori di alcun tipo. 

" La ringrazio ma posso farne a meno, starò bene. " 

Si fece serio, ma non disse più nulla limitandosi facendomi cenno di seguirlo, cosa che io feci con Tempest al mio seguito e Chris che stava parlando al orecchio con il giovane. Non mi importò particolarmente, mi limitai a seguirli in silenzio notando che questa volta le guardie che erano nascoste solo in questo momento, non stavano cercando di attentare alla mia vita, si limitavano solo ad osservarmi con le mani attorno alle loro spade, ma era solo per un attimo. 

Cosa mi sono persa? E' strano questo comportamento... 

Entrati al palazzo, proseguimmo verso il corridoio che mi resi conto solo ora che era spoglio, privo di alcun ritratto o foto, il colore era di un marrone scuro, e il pavimento sembrò di essere su un enorme tappeto infinito di un rosso scuro. 
Non feci molto caso su dove stessimo andando di preciso, siccome mi ricordo una strada differente da quella che ho utilizzato l'altro giorno, ma ascoltai con attenzione quello che che i due d'avanti a me stanno parlando e che non mi coinvolgeva particolarmente, rispondendo a monosillabi. 

Non capisco perché hanno fatto come Imperatore, un bambino di sette anni, è una cosa così strana e non riesco ad abituarmici affatto. E' strano, e poi il suo modo di porsi alle persone non è normale, sembra molto più maturo dei suoi coetanei. Ma cosa devo pensare di lui? E' strano, non capisco cosa e chi è, certo è un Imperatore di un impero molto potente, ma infondo è un ragazzo di sette anni, non è un adulto, e so che non c'entra nulla l'età, ma credo ci sia un momento per ogni cosa e governare tante persone non è il dovere di un giovane fanciullo, non importa se appare diverso dai suoi coetanei. 

Ma cosa ne voglio sapere io?

Guardo l'entrata dove avevo incontrato il consigliere, sentendo il cuore accelerare impercettibilmente. Ero a disagio? Oppure ero in ansia? Non lo capisco proprio ma non dovrebbe importarmi vero? 

Seguo Chris e l'Imperatore fermandomi al centro della stanza, il biondino si mise alla destra del ragazzo che sedeva su un trono di seta rossa, dai bordi dorati. 

Rimanemmo così a parlare di come evitare una guerra che avrebbe causato fin troppe perdite da entrambe le fazioni, cercando un accordo in cui entrambi avrebbero potuto trovare un punto d'incontro e sembrò più facile di quanto mi aspettassi al inizio, con il consigliere che scrisse su una pergamena tutto il necessario per firmarlo e quando finalmente dopo quasi quattro ore, firmammo il contratto. 

Finito finalmente.

" Ah, un'ultima cosa Alex. " 

L'imperatore si alzò venendo verso di me lentamente, facendomi incuriosire, senza pensarci piego il capo rimanendo in silenzio prima di accennare ad un leggero sorriso. 

" Cosa c'è Imperatore? "

Arriva ad un palmo dal mio volto, con i suoi occhi che divennero talmente scuri che mi appare di essere portata in fondo alla sua anima.

" Diventerai mia moglie. " 

Eh?

 

 

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Capitolo 9
*** Capitolo 9 ***


" Perdonami, ma non ho capito quello che hai detto. " 

Guardo l'imperatore che mi prese per il fianco spingendomi contro di lui, che con la mano libera mi tolse il capello e il cappuccio facendomi ricadere i capelli sulla schiena, mentre la frangetta mi copre parzialmente l'occhio destro. Rimasi basita, dal suo comportamento, dopotutto un bambino di questa età non dovrebbe parlare così facilmente di matrimonio oppure comportarsi in questo modo, non capisco perché nei suoi occhi vedo una gentilezza che mi è difficile capire o anche solo comprendere, non ci sono abituata a questi tipi di comportamenti. 
Lo guardo con le sopracciglia alzate, le labbra socchiude e la testa che mi vorticava come un tornado, non capisco cosa gli sia preso, anzi perché diamine mi sento le guance scaldarsi e il cuore battermi velocemente, un morso allo stomaco mi fa irrigidire la faccia. Non capisco cosa mi sta succedendo, perché sento il viso costringermi a sorridere, ma per fortuna mi trattenni più che potevo, preferendo mordermi il labbro con forza piuttosto che mostrare qualche segno del mio disagio, perché è disagio vero?  

" Che tu mi sposerai. " 

Lo guardo non sapendo cosa provare, mi morsi nuovamente il labbro inferiore prima di mettermi dritta con la schiena assumendo uno sguardo deciso per nascondere la confusione mista a turbamento che provavo. 

" Scordatelo. " 

Mi sorride in un modo che mi fa rabbrividire, le sue labbra e i suoi dannati occhi mi sembrano comunicare un qualcosa di molto più profondo, e non capisco se la cosa mi piace o no, la cosa che mi preoccupa è come fosse possibile che mi piaccia l'idea di stare con lui. 
Dannazione è un ragazzino e io ho più anni di quanto vorrei ammettere, è sbagliato che provo questa cosa. 
Mi alza il mento con due dita in modo che stesse ad un palmo dal mio volto. Odiai pensarlo, ma per un solo attimo pensai che mi avrebbe baciato e mi rendo conto solo in questo momento che non avrei saputo come reagire se lo avesse fatto. 

" Non lo farò, voglio che tu diventi la mia fidanzata. "

Inclino nuovamente la testa allontanandomi da lui, per guardarlo meglio accertandomi se è davvero pazzo, oppure che è semplicemente stupido. Mi tolsi la sciarpa osservandolo con attenzione, riuscendo finalmente a respirare un po' meglio; mi leccai il labbro superiore d'istinto.

" Ma sei scemo? " 

" No, sono interessato a te. Dopotutto... " mi prese la mano baciandomi il dorso. " Sei la mia principessa. "

" Non è per cattiveria, ma non sono una principessa. "

E mi sento a disagio, potresti smetterla...?

Sospiro guardandolo, mettendo la mano sul fianco con un espressione annoiata sul volto. Ascoltai tutti i presenti trattenere il fiato, con tra le mani le loro armi, terrorizzati dalla mia presenza e soprattutto dai miei capelli. 

" Maestà, si allontani da quel mostro! "

Mi porto i capelli sulla spalla sinistra, inclinando il capo, accennando ad un sorriso birichino nascondendo il dispiacere del loro comportamento nei miei confronti " Mi dispiace Imperatore, ma i tuoi sudditi mi uccideranno se rimango qui. " 

" Uccidetela. " urlarono delle guardie " Non lasciate scappare quel abominio! "

" La discendente di Baba Yaga, ci ucciderà! " 

Prima che potessero circondarmi, mi avvicino al orecchio del Imperatore facendo aderire il mio corpo al suo, dimenticandomi che non avevo il corpo, e che soprattutto lui era un bambino. 

" Mi dispiace... " gli bacio la guancia sorridendo  " mi è piaciuto stare con te, addio Aaron. "

Prima che potesse fare qualcosa, postai l'indice e il medio alle labbra, tirandogli un bacio volante, per poi correre via prendendo le mie cose stringendola con il braccio al petto, schivando le guardie che provarono a ferirmi con le spade o a prendermi per imprigionarmi nelle loro celle. Fossi matta, non avrei permesso a nessuno di loro di intrappolarmi. 
Mi dirigo verso le porte, aprendole di scatto, dove sorrido allo squadrone di soldati che stavano correndo verso di me, notando tra di loro il soldato, che se non sbaglio, si chiama Dante. Mi guarda, e nei suoi occhi neri posso notare che non sembra molto contento di questo comportamento dei suoi compagni, ma doveva fare il suo lavoro: proteggere l'Imperatore, che venne preso e nascosto hai miei occhi. 

Diamo inizio alle danze.. 

Sorrisi al pensiero, quando all'improvviso due uomini provarono a prendermi, e chiudendo i pensieri in una parte lontano dal mio cervello, li attaccai disarmando il soldato d''avanti a me, prendendogli la spada. Colpendolo allo stomaco con l'impugnatura, mentre il suo compagno, lo colpisco con un pugno sulla mandibola facendolo cadere a terra privo di sensi; continuai in quel modo, attenuando il desiderio che avevo di piantala la lama nei loro corpi. 
Non voglio essere definitivamente un mostro e prendendo tutto l'autocontrollo di cui disponevo avanzai contro di loro, incurante delle ferite che mi procurarono, anche se non erano profonde, mi bruciavano dandomi la forza di essere più agile e aggressiva per combatterli. Sinceramente, non mi importa quanti sono, che tentavano di uccidermi o altro, volevo solo andarmene da qui in groppa a Tempest lontano da tutto questo, ma era difficile fare un ragionamento accurato. L'eccitazione che mi scorre nel sangue come lava incandescente, mi sveglia i sensi, mi riscalda il cuore, facendomi sentire onnipotente, e non riesco a fermarmi, non importa quante volte mi consideravano la figlia del demonio, non posso smettere di combattere. 

Di più. Ne voglio molto di più!

Lo ripeto come un mantra, che comincia a perdere il suo significato, mentre distruggendo gli uomini che mi stavano combattendo, con un enorme sorriso che increspava le labbra, che d'istinto leccai, dove vi era una goccia di sangue che mi era caduta dalla ferita sullo zigomo. 
Forse sono pazza, anzi, posso dire con certezza che sono molto di più di un essere pazzo, lo dimostrano le mie esperienze, dove ho sempre combattuto con i mostri, di ogni tipo e forma, e mi hanno sempre detto di stare attenta, altrimenti sarei diventata egli stessa un mostro. E l'abisso in cui sono nata, mi ha immerso talmente in profondità che oramai è dentro di me, la mia essenza è questa, e non credo che la rinnegherò mai.

Riesco a trovare uno spiraglio tra l'armata e senza pensarci mi ci infilai, riuscendo a dargli la schiena per correre  verso il corridoio, dove - per fortuna - trovai una finestra aperta, e notai un altro gruppo di loro che mi costringe ad aumentare il passo, quando lo raggiunsi cominciai ad indietreggiare dando la schiena alla balaustra. 
Incrociai gli occhi di Aaron, che contro il volere dei suoi soldati si mise a capo dei presenti. Il suo volto era sfigurato dalla preoccupazione, e la pelle che era baciata dal sole, divenne lentamente pallida mentre Chris, teneva la mano sull'impugnatura della sua arma, con uno sguardo serio e privo di emozioni, mi sembra così strano il suo comportamento ma non mi ci soffermai più di tanto, riuscendo a schivare per un soffio, una freccia che era indirizzata al fianco. 

" Sei circondata mostro! Arrenditi e non ti faremo del male. " 

Stanca, colpisco con forza la pancia di un soldato, che indietreggiò sorpreso contro i suoi compagni che si fermarono ad osservarmi, e quando sento la balaustra contro la schiena sorrido salendosi, dove il vento urlava contro le mie orecchie, e l'eccitazione lasciare il posto al divertimento quando sento il nitrito fiero e forte di Tempesti che mi stava raggiungendo. Feci un inchino perfetto, stringendo le mie cose al petto lanciando a terra la spada che tocco la punta delle scarpe di Aaron. 

" Non fare idiozie! "

" Au revoir, idioti. Non mi toglierete mai la libertà! "

Salto giù, tra le imprecazioni degli uomini là sopra, cadendo sulla groppa della mia puledra che andò al galoppo facendomi volare i capelli in tutte le direzioni, presi un respiro profondo facendo una piccola smorfia di dolore per la ferita allo zigomo che aveva finito solo ora di sanguinare. 

So che dovrei essere spaventata, ma ne è valsa la pena venire qui. 

Mi stringo ala mia puledra con le gambe, mentre scoccai una freccia, verso un soldato che stava cercando di fare la stessa cosa con me, ma per il dolore lasciò la presa sul arma che gli cade a terra. 

Sbuffo infastidita, notando il ponte venir sollevato lentamente, dalla forza dei suoi uomini. Spronai Tempest a correre ancora più veloce riuscendo per un solo istante a raggiungere il bordo dove la mia fantastica puledra salta riuscendo a raggiungere il terreno scappando e infilandomi nella foresta usando la strada più breve per tornare nel mio Regno. Devo cominciare a far progredire le difese delle mie armante, aumentare le ronde dei soldati e allenarli. Non permetterò a quel regno di distruggere una città che non fa differenze di razza, religione o di colore di capelli, tutti verranno trattati allo stesso modo, tranne per il castello dove noi regnati ascolteremo ogni popolano e nobile, che diventeranno dei semplici cittadini.
Ascolto quello che mi circondava, pensando a tutti i cambiamenti che farò, incurante di svelare il mio aspetto questa volta.

" Odio gli esseri umani... "

Parlo ad alta voce senza pensarci mordendomi il labbro arrabbiata. Sono stata ingenua, non mi era mai capitato in tutta la mia vita di essere così sconsiderata, potevo far rimettere la vita del mio regno a causa della mia stupidità e per essermi fidata di Aaron, chi se lo sarebbe aspettato che quel Imperatore mi avrebbe ingannato, credevo fosse un ragazzo onesto ma mi sono evidentemente sbagliata di grosso, tutto quello che ha fatto, come si è comportato con me, anche Chris che è passato ad essere un ragazzino ad un ragazzo serio che mi odia.
Sono stati bravi lo ammetto, non mi hanno fatto scattare l'allarme che ho nella testa nei momenti di pericolo, ma so che non mi farò mai più ingannare da nessun altro. 

Rimasi in silenzio cavalcando su Tempest, senza mai fermarci un attimo nemmeno per dormire. Mi dispiace che la sto spingendo in questo modo ma devo essere veloce, e non posso godermi più la mia vita senza pensieri, è ora di comportarmi da adulta responsabile. Sapevo che non sarebbe durato molto, ma è stato bello poter sperare di stare tranquilla. 

 

                                                                *           *         *        *   

 

Il giorno dopo mi ritrovo d'avanti alle porte del mio castello, dove le guardie mi guardano curiosi del mio comportamento lasciandomi entrare quando incrociano il mio sguardo. Al mio passaggio continuano a restare dritti con la schiena, e sento uno di loro sussultare al suono dei miei passi.

" S-sembrava Alex... " uno dei due mi sembrò rabbrividire al ricordo di qualcosa di poco piacevole.

" Non credo... lui è un maschio, vero? " 

Sorrido mentalmente, al pensiero di avergli messo il dubbio. E a grandi falcate percorro il corridoio, dirigendomi verso la sala del trono dove altre guardie stavano li e che ebbero lo stesso comportamento dei due precedenti uomini, titubanti, forse anche spaventati mi fanno passare. 
Spalanco le porte porte. E quello che vedo mi fa salire il sangue al cervello. Un uomo dalla pancia pronunciata, vestito con abiti altolocati, con anelli, bracciali e tanto altro sul corpo ingombrante si trovava sul trono; il suo volto, sotto al naso al naso storco, aveva dei batti alla chevron, mentre gli occhi piccoli e neri mi osservavano sorpresi con negli occhi uno strato fin troppo spesso di malizia; I capelli di uno sporco grigio, erano pettinati in una coda bassa, la faccia era grossa e piena di rughe. 

Schifoso bastardo..

Stringo le mani a pugno cercando di contenere la rabbia che mi stava divorando dal interno, che smaniava di uscire fuori come un onda in pena per uccidere quella feccia e di quello che mi stava d'avanti; la mia piccola e dolce Diana, indossava una vestaglia sporca e malconcia, dal odore nauseante che potevo sentire con chiarezza, il viso rigato dalle lacrime che avevano lasciato una traccia indelebile nella mia mente e mai avrei potuto dimenticare, e quello che mi fece perdere il controllo fu l'ematoma che vi era sulla guancia di Diana. La mia migliore amica, la donna che considero mia figlia era in quelle condizioni, a causa di un essere disgustoso. 

" Una sgualdrina rossa? Non ho chiesto un mostro, anche se mi piacerebbe assaggiare quel tuo corpicino infantile. "

L'essere disgustoso, si leccò le labbra in modo che sembrasse malizioso ma che dimostrò solo quanto fosse da ammazzare, mentre strattona Diana per un collare fatto con delle catene, negli occhi della mia piccola bambina - perché è mia figlia, e se qualcuno dice il contrario gli mozzo la testa - si poteva leggere nel suo sguardo la paura e il terrore che cominciarono a rendere il suo volto se possibile ancora più pallido, con gli occhi iniettati di quei sentimenti così angoscianti, che mi fa scattare qualcosa nella mia mente malata. 

" Chi sei? "

Il sorriso che increspava le sue orride labbra, sembrò diventare una smorfia, ma comunque lo tenne, pensando che io non fossi un pericolo per lui.

Quanto si sbagliava.

" Sono il Sovrano di questo Regno ovviamente. " 

" Ah, e soddisfi la mia curiosità Vostra Maestà. " strinsi con più forza le mani, respirando così profondamente che il petto più fa male " Perché quella donna, si trova in quelle condizioni? "

Si lecca, nuovamente le labbra prendendo il sedere di Diana stringendoglielo talmente forte da farle scappare un gemito di dolore, con le lacrime a sfigurare il suo dolce volto. Quella vista, mi fece perdere definitivamente il controllo del mio corpo. Mi avvicinai a quel disgustoso essere, che molti avrebbero definito uomo prendendogli il collo, spingendolo talmente forte a terra che la sua testa fece uno strano rumore, ma non importa. Non mi importa più di nulla.

" Non guardare. " 

La sentì sussultare, ma immaginai che lo fece, non pensai di accertamene, preferendo strangolare quel essere, facendogli colpire più volte la testa contro il pavimento incurante che il suo corpo aveva smesso di ribellarsi, di respirare o altro. Continuo, fino a quando non mi reputo abbastanza soddisfatta nel vederlo morto, senza vita sotto hai miei piedi. Quando mi ripresi dal momento di sfogo, mi avvicinai a Diana accarezzandole la guancia ferita, delicatamente stando attenta a non farle male, mentre con la mano libera le tolsi la catena notando dei lividi violacei attorno al collo, e l'istinto di uccidere qualcuno sembra crescermi, nuovamente.

" Cosa è successo? " 

Diana mi salta tra le braccia piangendo disperata " D-dei nobili si sono rivoltati contro la corona... " singhiozza diverse volte prima di riuscire a fare una frase completa " Mi sono segnata tutti i loro nomi, cognomi e le loro casate. " un altro singhiozzo " volevano dichiarare guerra contro l'Imperatore... " la guardo abbassare lo sguardo " Mi dispiace Alex, dovevo stare più attenta... " nasconde il viso nel mio petto e d'istinto le accarezzo la testa rassicurandola con parole dolci, cullandola come una bambina.

" Non è stata colpa tua, dovevo starti accanto. " mi alzo avvicinandomi ad una teca di vetro dove c'era una corona di diamanti, con incastonato in delle apposite fessure dei zaffiri ovali di un intenso blu, l'accarezzai dolcemente ricordando nei ricordi della precedente proprietaria di questo corpo. Era una signora anziana, dagli occhi neri, e un sorriso dolce, ricordo in maniera sbiadita il suo volto, ma era tanto buona e affettuosa, non le importava che i miei capelli fossero rossi come il sangue o delle dicerie che tutti dicevano, lei voleva molto bene a Meredith in un modo talmente puro, da sembrare solo un sogno.

Un sorriso appena accennato mi compare sul volto, e non posso fermare la mia mente che mi ride contro con cattiveria ricordandomi che quella donna, amava la vera Meredith, io invece ero la sua ombra, che aveva posseduto questo corpo.   

" Diana per favore vai nella tua stanza e riposati. "

Continuo a guardare la tiara con la mente impegnata a elaborare un piano per conquistare questo regno e schiacciare ogni segno di ribellione che avrebbe potuto avere delle percussioni contro di me. Non volevo creare troppi problemi in questo mondo, ma dovevo fare una piccola rivoluzione con le armi e il resto. Non posso fare di più e questo lo so, devo allenare molto di più le guardie e soprattutto parlare con Jason di chi sono io, mi dispiace di avergli mentito, ma lui e il resto del regno non sapeva della mia esistenza o che fossi mai nata, fin dalla mia nascita sono stata affidata a quella donna e Diana, non ricordo nient'altro. 

Forse gli Dei non avrebbero dovuto farmi rinascere.

Sospiro immaginandomi in un campo di battaglia circondata da cadaveri dei miei nemici, un sorriso fiero che si propagava su tutto il viso, con tra le mani delle lame lunghe piene di sangue che macchiarono il terreno con piccole gocce, lente.
Ero matta? No, solo che dopo aver avuto talmente tanti traumi che oramai non mi importa più di essere sana di mente. Si diventa cattivi quando si è stati troppo buoni, innocenti e sempre disponibile per il prossimo. 

Mi volto verso Diana che mi stava osservando con gli occhi spalancati, e le labbra socchiuse. Non so cosa le sia preso, ne mi importa di quello che vorrà dire. Oramai ho deciso che non posso più stare a guardare, devo prendere le redini.
Tengo tra le mani la corona andando verso il corridoio per dirigermi nella mia camera mettendoci pochi minuti che mi sembravano infiniti. E come un condannato che stava andando contro la propria morte, entrai nella mia camera prendendo un elegante vestito nero, che scopriva in modo delicato le spalle, con dei ghirigori rosso scuro su tutta la gonna che sfiorava per terra, indosso dei tacchi neri che trovai subito scomodi, e con il cuore pesante, sapendo che avrei dovuto adire addio alla mia libertà, mi dirigo davanti allo specchio concentrandomi sul legarmi i capelli in una alta mezza coda con la frangetta che mi copriva l'occhio destro. 
Come brava Lady di questo stupido mondo, mi truccai non in modo eccessivo, ma misi un rossetto rosso scuro che cosparsi sulle labbra. Ci misi tanto tempo per sembrare il più naturale una bambina della mia età, ma con lo sguardo e l'espressione che avevo era abbastanza difficile, sembravo un mastino pronto a mordere qualcuno. 
Posai le mani sulle mie guance cercando di assumere un espressione più dolce, anche se potevo fingere, riuscivo a percepire l'odio che mi divorava come una bestia con una fame senza fine. Presi il ventaglio legandolo al polso. 
 
Sospiro andando verso l'arena dove i soldati si stanno allenando tra di loro. Quando mi notano spalancano gli occhi e smisero di muoversi. Jason si stava avvicinando per stare d'avanti a tutti insieme a Kally. Non sembrano spaventati ma solo curiosi, con un altro sentimento che non riesco a capire, mi è impossibile farlo sembra.

" Chi è lei miss..? "Kally mi sorride dolcemente, e capisco che sa chi sono. 

" Nessun miss, per favore. " Mi preparo psicologicamente guardandoli " Sono Meredith Alex Blood, prima e unica principessa di questo regno. " accennai ad un piccolo sorriso inclinando la testa " E sono al tempo stesso una persona che conoscete. "

" Miss Meredith, non scherzi. I vecchi regnanti, non avevano una figlia. " Una giovane guardia prese parola, distruggendo il silenzio che ha circondato i miei uomini.

Sapevo che non mi avrebbero creduto, ma non è giusto. Nei film sembra sempre così facile, fare queste cose.

Sorrido hai presenti, prendendo ad uno di loro, la spada che portava accanto al fianco, puntandola contro il terreno rimanendo dritta con la schiena, tenendo uno sguardo neutrale. 

" Combatti con me, vediamo se mi riconosci Jason. " lo vidi tentennare prima di farsi avanti e puntarmi anche lui la spada. 

" Ne è sicura Miss? "

Mi faccio seria e il sorriso che avevo divenne quasi inesistente, colpisco la sua spada con un tocco leggero, invogliandolo a ricambiare e sorrido notando, che d'istinto lui cercò di disarmarmi. Mi sposto di poco, e quando riprova a disarmarmi, portai la lama a terra, e per beffarmi di lui, ci salgo sopra, bloccandogli ogni movimento che poteva fare, e con il ventaglio dove delle lame erano ben visibili, simulai un attacco che puntava a colpirlo ma mi fermo ad un soffio dal suo collo e tutti notarono solo in quel momento l'arma che avevo tra le mani. 

" Alex...? " spalanca gli occhi, e per un attimo mi viene spontaneo domandarmi se non gli stesse venendo un ictus. " Sei una femmina? " urla avendo una tonalità simile ad una bambina e con fatica mi trattengo dal ridere. 

Alzo un poco la gonna, facendo una perfetta riverenza.

" Mi spiace di non avervelo detto prima, ma.. " scuoto piano la testa " Ne parleremo più in là, adesso ho bisogno del vostro aiuto. "

Tutti i presenti mi si avvicinano, e per una volta mi sentì circondata da persone fidate. Con pazienza mi metto a spiegare quello che avevo in mente. 

Sarò il mostro che tutti mi definiscono, fredda come il ghiaccio con i miei nemici, e calda come una coperta per i miei cittadini. 

Non permetterò mai più a nessuno di avvicinarsi a me, soprattutto non permetterò a quel maledetto Imperatore di parlarmi mai più in modo fin troppo intimo. 
Con in mente il ricordo di lui, cercai di dimenticarlo e continuai con la mia vita e quello che verrà da ora in poi.

 

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Capitolo 10
*** Capitolo 10 ***


Sorrido ai nobili che erano venuti al mio diciottesimo compleanno. Non mi scompongo continuando per ore e ore a conversare abilmente con gli uomini, parlando di molti argomenti diversi, ma i principali erano la guerra, l'economia del paese - che quest'anno era particolarmente fiorente - riuscendo a concordare qualche contratto per la costruzione di nuove strutture, che avrebbero favorito il regno. Per quanto ero presa dal conversare, stare attenta a non sbagliare nemmeno un respiro e comportarmi come una vera sovrana, notai poco la presenza di Diana, che era al mio fianco con un meraviglioso vestito bianco con decori in oro che la rendevano un incanto per gli occhi, le maniche le arrivavano fin alle spalle e il corpetto fasciava il seno in maniera delicata ma non volgare; aveva le mani sul grembo e un sorriso dolce ad addolcire i suoi lineamenti incantando i presenti. Era perfetta per essere il mio braccio destro, sul fatto di concordare appuntamenti con i nobili che non desideravano altro che fare profitti, alcuni di loro provano anche a fregarmi, con il solo risultato di avere il loto titolo tolto. 

" Oh Lord Gabriel, ho saputo che sta investendo per dei puro sangue inglesi, se non erro. "

Diana mi salvò da una pessima figura, quando mi resi conto solo ora che un uomo mi aveva salutato e aveva cominciato una conversazione che, mi vergogno a dire, di non aver seguito per nulla. L'uomo difronte a noi sembrò illuminarsi di una fiera gioia, mentre cominciò a parlare senza sosta. Presi l'opportunità per pensare agli ultimi undici anni che sono passati come un battito di ciglia, ora che ci penso, non mi sembra vero che sia passato tutto questo tempo, mi sembra ancora di essere la bambina prodigio, come mi definivano gli insegnanti, quando ero riuscita a saltare due anni riuscendo ad uscire prima a pieni voti e con molti contratti che non ho mai accettato ma che ho dato molto supporto per avere un guadagno, che sto ricevendo da quasi quattro anni e devo dire che i soldi che avevo dato per i cittadini, i soldati, per il ricavo delle diverse piantagioni e le terre per i campi che ho provveduto a far rifiorire in modo esponenziale, ma non solo; molti regni hanno avuto l'idea di dichiarare guerra al mio, venendo sconfitti da me, Jeson e una piccola parte della mia armata. Sono così fiera di loro che delle volte mi lanciano un arma pur di farmi smettere, e anche se non sono convinti della mia decisione di partecipare attivamente alle battaglie, mi lasciano fare aiutandomi quando mi vedono in difficoltà, quindi praticamente mai.

Ripenso ha quando mi vestivo, con abiti maschili, che ancora indosso senza che Diana ne sappia nulla, quando devo allenarmi con i miei amici oppure quando devo andare in battaglia, l'unica cosa che mi spiace è che ho dovuto smettere di portarmi i pesi attorno al corpo, siccome il tessuto del mantello che non era abbastanza resistente dal resiste. Quando successe la prima volta mi sono sentita talmente male, che sono scoppiata a piangere. Lo so, è stato infantile il mio comportamento, ma non potevo farci nulla.

" Vostra Maestà. " Diana mi prese a braccetto, riportandomi nuovamente alla realtà " Lord Gabriel, vorrebbe parlarti di alcuni affari in privato. "

Sorrido inclinando un poco il capo, osservando gli occhi verdi del uomo che anche se un po' titubante mi sorrise, facendo un piccolo inchino. 

" Altezza... "

" Messer Gabriel, cosa ne pensa di vederci nel mio ufficio la prossima settimana? Purtroppo sarò impegnata con delle trattative molto importanti, in questi giorni. " 

L'uomo sorrise nuovamente ma molto più sereno di prima, sembrò rilassarsi al mio tono tranquillo e non trovando nessun segno di aggressività. 

" Sa mia figlia ha i capelli rossi, ma li nascondeva sempre con i cappelli oppure non usciva mai. Adesso invece esce e fa equitazione con suo fratello. "

Gli sorrisi ascoltandolo mentre Diana si era allontanata un attimo per parlare con altre persone. Osservai con attenzione gli occhi dell'uomo di fronte a me, che sembrò la persona più felice al mondo. Ne fui felice da quando sono riuscita a far abolire la caccia alle persone dai capelli rossi il mio regno è risorto diventando florido, attivo in quasi tutti i commerci e la vita dei cittadini è più semplice. Delle volte mi sento in imbarazzo a vestirmi da uomo anche se devo fasciarmi il seno che è fiorito fin troppo per i miei gusti. Diana dice che è una cosa positiva, perché si racconta che chi lo ha grande, diventerà una donna con molti figli. 
Mai sentito stupidaggine più grande arrivarmi alle mie povere orecchie.
E come se non fosse abbastanza le forme sensuali che caratterizzano una donna mi sono spuntante dal nulla, rendendomi oggetto, degli sguardi dei uomini, che mi chiedono in sposa, pur sapendo che sono la loro Regina. La parte più difficile della giornata è quando, devo andare in città per controllare la situazione, e mi vesto da uomo, tenendo i capelli sotto ad un capello, e sono costretta a comprimere il seno, con delle fasce facendo sembrare più ad un uomo, e come se non fosse abbastanza sono un metro e settanta, indosso sempre i miei stivali con il rinforzo sul tacco - che ho personalmente progettato - sembro molto più alta. 
Non capisco come può essere possibile essere circondata dalle donne, che cercano di sedurmi, spacciando i loro figli per miei, e cercando di evitare i tentati attacchi alla mia persona, con donne che cercano di baciarmi in pubblico per dire che siamo promessi o altro. Sia ben chiaro, non sono contraria alle relazioni tra due donne, o due uomini, anzi li appoggio. Con difficoltà sono riuscita a fare una leggere per farli sposare e adottare i bambini.

" Vostra Maestà dovrebbe seguirmi. "

Mi volto verso Jeson, che per questa occasione si era vestito con l'uniforme ufficiale, solo perché Diana lo aveva costretto, e devo dire che è davvero affascinante. 
Secondo me c'era del tenero tra lui e Diana, ogni volta litigano, per poi parlarsi come una coppia innamorata quando sanno di essere da soli, e per loro sfortuna, io sono un impicciona e voglio vederli felici.
Ovviamente sto cercando di farli mettere insieme, facendogli passare più tempo possibile insieme, soprattutto da soli, e la cosa sta riuscendo molto bene, anche perché voglio tenermi impegnata dal pensare ad Aaron, che continua a mandare ogni mese i suoi soldati cercando di fare un trattato di pace con i nostri regni, che io puntualmente rifiuto categoricamente, lasciando andare via i suoi sudditi non volendo fargli ne guerra ne avere prigionieri, come ho detto ogni giorno da undici anni: non voglio avere a che fare con lui. 

" Mi scusi Messer Gabriel, mi saluti sua figlia Ginevra, e sua moglie Nicol. " mi voltai verso di lui sorridendo " E dica alla sua bambina, che le fate hanno i capelli del suo colore e se non le crede sono ben disposta a incontrarla per mostrarle un dipinto che mi è stato fatto da una di loro. "

Lo guardo sbarrare gli occhi sorpreso. Probabilmente pensava che non lo stessi ascoltando, ma si sbaglia. Gli sorrisi facendo un inchino perfetto, scusandomi con l'uomo che ricambiò il sorriso tranquillo salutandomi, prima di andarsene a parlare con qualcun altro mentre io seguo Jeson verso la sala del trono.
Ero abituata al silenzio, ma che il mio migliore amico fosse così taciturno, mi sembrava fin troppo strano. 

" Ehi, cosa succede? " 

Accelero il passo, per prendergli il braccio e voltarlo verso di me, i suoi occhi azzurri guardavano tutto tranne che la mia figura e la cosa mi insospettì. Rimasi in silenzio ad osservarlo negli occhi, aspettando che cedesse fino a quando non lo vidi stringere le labbra in una linea, mentre delle rughe si formarono attorno agli occhi, del mio stupido biondo preferito che sbuffa incrociando le braccia al petto. 

" Dannazione Alex, come diamine fai? "

Metto la mano sul fianco scostandomi i capelli che oramai mi arrivano fin sotto al sedere e che per l'occasione avevo legato in una complicata acconciatura, dove vi era una rosa nera come unico ornamento oltre la tiara, il ciuffo che amo da impazzire mi copre parzialmente l'occhio e so di essere ripetitiva ma lo amo da impazzire. 

" Sono fantastica lo so, ora però parla. "

Riprende a camminare, ma almeno adesso è al mio fianco e dalla sua faccia non sembra nulla di buono. 

" Come hai richiesto abbiamo aumentato la sicurezza, ma sembra che qualcuno dei nostri lo abbia fatto entrare. " 

Lo osservo aprire le porte con confusione, e quello che vedo mi fece sentire titubante, piena di domande e soprattutto non capisco cosa fare. L'unica persona che non desideravo più vedere per il resto della mia vita era proprio difronte a me, molto più alto, con i capelli che sembravano perennemente scompigliati di un nero talmente intenso, che desiderai poterci immergere le mani per constatare se fossero morbidi e per poterli stringere tra le dita; il volto ovale, la leggera barba che aveva mi fece rabbrividire per qualche misterioso motivo, e quei dannati occhi che mi sono sempre sognata, mi stavano osservando spalancati, con emozioni contrastanti che non riuscivo a decifrare in quel momento e che forse non sarei mai riuscita a farlo. 

Lui, il giovane che mi era entrato in testa, era d'avanti hai miei occhi e io come una sciocca sento il cuore battermi a mille, forse è solo l'affanno che provavo per il corpetto? Oppure è qualcosa di molto più profondo che non ho mai potuto comprendere mai prima d'ora...

Mi mordo il labbro inferiore, pur sapendo che facendolo mi sarebbe diventato di un rosso accesso, ma non me ne importa nulla. Aaron era d'avanti a me, bello più che mai, nel suo abito elegante nero, con la cravatta dello stesso colore e la camicia rosso scuro; tra le mani aveva un mazzo di gigli rossi e la cosa mi incuriosì. 

Perché ha portato proprio quel tipo di fiore? Forse la domanda più importante è capire cosa ci fa lui qui.  

Lo guardo avvicinarsi a me, non riuscendo a trovare le forze per arretrare o altro, è come essere priva di forze, con del cemento sulle gambe e di fin troppe altre cose.

" Alex... "

Riprendo il controllo del mio corpo, tirandomi indietro prima che potesse anche solo sfiorarmi il volto, faccio qualche passo indietro per riuscire ad avere un pensiero lucido, che non fosse lui che mi baciasse e mi portasse come una sposa nella mia camera. 

...

Mi trattengo dal colpirmi, con un oggetto, rendendomi conto solo adesso di quello che ho appena pensato, d'istinto mi allontano ancora di più da Aaron, ponendo le mani sul grembo e raddrizzai la schiena indossando la maschera che ho sempre amato e che soprattutto mi ha salvato molte volte dal crollare. 

" Mi scusi ma non mi sembra di conoscervi Messer...? "

Non oso guardarlo negli occhi preferendo concentrarmi in un punto dietro di lui, per non fargli vedere quello che provo realmente, e sto cercando di far tacere questa sensazione che mi spinge verso di lui, e dannazione non posso concepire una cosa del genere! Ho faticato a dimenticare i sentimenti che provavo per Adam e il ricordo di Aaron che adesso è qui, d'avanti hai miei occhi che sembra impassibile ma era solo una facciata. Sapevo che in quei pozzi blu, vi erano milioni di emozioni che aspettavano la persona giusta per fiorire e inondarla con quel sentimento che ogni donna che provava almeno una volta nella vita, e sicuramente non ero io.

" Aaron Foster, Imperatore del Impero Phoenix. "

Feci un cenno del capo pur di non avvicinarmi di un solo passo a lui, non sapendo come il mio corpo avrebbe potuto reagire.

" E cosa la porta nel mio umile Regno? "

" Non prendermi in giro Alex, perché ti comporti così? "

In un attimo mi era così vicino che potevo sentire il profumo che emanava e nuovamente, il mio stupido cuore sembrò impazzire per la sua vicinanza, e prima che potessi allontanarmi mi prese per il fianco attirandomi a se, facendo scontrare i nostri petti l'uno con l'altra. D'istinto portai le mani contro il suo petto per non perdere l'equilibrio e mi sento così piccola tra le sue braccia. 
Lo guardo non sapendo cosa provare o come reagire, ho paura di quello che sento, di lui, ho paura che se mi avvicino troppo potrei rimanere bruciata o peggio ancora trovarmi con il cuore spezzato. E non desidero provare nuovamente il senso d'abbandono. 

" Imperatore, mi spiace informarla che sta sbagliando persona. "

Mi accarezza la guancia, così piano che per un solo momento sperai che non finisse mai, e ha quel pensiero mi sento come se mi stessero colpendo con forza al petto. Mi allontano da lui portandomi la mano al petto respirando lentamente. Mi ricompongo guardandolo negli occhi, per un solo momento gli mostrai la mia vera faccia da mastino.

" Imperatore cosa la porta qui? "

Lo osservo mettere una posa composta e perfetta, da vero Imperatore qual era. Ignoro il desiderio che provo nei suoi confronti sistemandomi una piega inesistente nel mio vestito dal colore blu come una notte senza stelle che aveva il corpetto a cuore, ho dei guanti blu che raggiungevano il gomito così fine che sembrano essere la mia vera pelle, la parte che amavo di questo abito però, erano i leggeri decori bianchi che avvolgono la mia figura che sembravano delle fiamme delicate; e ai piedi avevo dei tacchi neri - stranamente comode - che risaltano la mia figura rendendomi più femminile.

" Abbiamo un problema. " la rauca voce di Aaron mi riscuote dal pensieri, mentre i suoi occhi sembravano divorarmi

Da brava donna matura, distolgo lo sguardo dal suo tentando di ignorare le emozioni che mi stava provocando. 

" Di cosa si tratta? " 

Un passo dopo l'altro mi si avvicina, mentre io lo imito indietreggiando, intimidita dal mio corpo che sembra essere attratto dal suo. 

Perché non riesco a smettere di guardarlo, di pensare a lui. Dannazione l'ho visto solo una volta tanti anni fa, non posso essermi innamorata di lui, è impossibile! Non esistono i colpi di fulmine ne le anime gemelle, non per una come me

Sussulto, rendendomi conto di essere in trappola tra la parete fredda e lo sguardo caldo di Aaron, che non smette di osservarmi da quando sono entrata in questa stanza.

" Avrai ben notato, che c'è un Regno che sembra amare le guerre più impensabili. " 

Inclino la testa cercando di ricordare qualcosa e senza pensarci annuisco. 

" Si, credo che si chiama Ghost, nome particolare ma non ciò dato mai molto peso. " incrocio le braccia al petto pensierosa " Non mi ha mai dato fastidio, quindi lo ignorato. "

Cerco di ignorare lo sguardo di Aaron sul mio petto, ma la mia pazienza è assai breve, quindi mi tolgo la maschera che usavo con la nobiltà mettendo la mano sul fianco, e con l'altra gli schioccai le dita vicino al volto facendogli sbattere gli occhi sorpreso. 

" Ehi, gli occhi li ho su. "

Alza gli occhi lentamente, facendomi innervosire. Senza pensarci - cosa che mi caratterizza molto - gli prendo il braccio, e con l'aiuto della spalla lo rovescio a terra. Mi guarda con gli occhi spalancati, prima di scoppiare a ridere come un matto, e con lui i miei soldati.

" Non sei cambiata affatto. " si alza portando i capelli dietro la testa dove un piccolo ciuffo gli ricadde sul sopracciglio. 

" Sono diventata molto più pericolosa di quanto tu possa immaginare. "

Mi sorride rimanendo dov'è, ma mi sembra titubante. Lo guardo con attenzione, notando la mano che era al interno della manica stringere con forza una lettera, che sarà stata ripiegata più volte, e la cosa mi incuriosisce. 

" Ti hanno dichiarato guerra? " mi faccio seria, sentendo un senso di rabbia salirmi in modo inspiegabile. 

" Si, e la cosa sta diventando pericolosa. " lo guardo stringere la mascella, e la vena del collo si gonfia in un modo delizioso " Hanno conquistato molte terre, e odio ammetterlo, la loro milizia supera la mia. " mi trattengo a fatica dal avvicinarmi a lui, tirargli la cravatta e baciarlo, e questi pensieri che ho su di lui mi destabilizzano. " Ho bisogno del tuo aiuto, Alex. "

Sospiro incrociando nuovamente le braccia al petto, prendendo tempo per cercare di avere un po' di controllo sui miei ormoni. 

" Va bene, ma abbiamo solo una temporanea tregua, nulla di definitivo. " lo guardo negli occhi " E non chiamarmi Alex, sono Meredith Alex Blood. "

Sorrido hai miei uomini prima di tornare alla mia festa di compleanno, dove alcuni lord mi chiedono di ballare, mi trattengo dal mandarli a quel paese, preferendo attirare la loro attenzione sui soldi, riuscendo a stipolare un contratto - grazie al aiuto di Diana - che mi stava accanto, riuscendo a in un modo hai miei occhi impossibile, di riempirmi l'agenda. Passo così molte ore, sentendo le gambe indolenzirsi lentamente col passare del tempo. 

Ho fame, e voglio andarmene a correre con Tempest...

Mi sento strattonare da una mano forte e talmente calda che mi fa rabbrividire, e non so perché, ma lo riconosco ancor prima di guardarlo. Mi prende a ballare, stringendomi a se, in modo che solo pochi centimetri ci separassero l'uno dal altra. So che è sbagliato tutto questo, che io non dovrei voler stare con lui, ma cosa posso farci? Questi occhi che mi penetrano l'animo, attraendomi come se è la cosa giusta da fare, e sembra che non avesse alcuna voglia di lasciarmi andare.

" Cosa non ti è chiaro del: non voglio avere a che fare con te? "

Sorride facendomi volteggiare, e per la prima volta non mi sento a disagio con tutti gli sguardi dei presenti che mi scrutano con attenzione. Ero così immersa negli occhi di Aaron, che continuai a ballare, incurante di tutto e tutti. 

Con lui sono così incoerente. Perché mi sento così con lui? Non riesco proprio a capirlo. 

" Non mi importa, non desideravo altro che vederti di nuovo. " i nostri petti si scontrarono e trattenni il respiro " Perché non hai mai voluto incontrarmi? "

Perché ho paura di quello che provo per te...

Questo pensiero me lo tengo per me, chiudendolo in una parte più profonda del mio cuore sperando che non uscisse nuovamente. 

" Non credevo fosse una buona idea, siamo nemici. Tu un grande Imperatore, amato da tutti e stimato da molti, io invece solo una Regina, priva di famiglia e amante dei combattimenti." sorrido nascondendo ciò che volevo esprimere realmente. 

Fin troppo concentrata sul corpo e il calore del uomo, che mi stringeva tra le braccia, non mi resi conto che mi aveva portato sul balcone, dove la luna faceva da sfondo ad uno scenario meraviglioso. Le chiome degli alberi erano nere come la pece, e il cielo sembrò essere di uno splendido blu scuro, che li circondava illuminati solo da quel satellite che gli esseri umani, considerano romantico, scrivendoci poesie, e tanto altro, con le stelle che sembrano tracciare una rotta infinita. 

" Sei bellissima. "

Una piccola risata mi sfugge dalle labbra, che tentai di nascondere dietro alla mano. 

" Non lo sono affatto, Imperatore. " 

Il silenzio si fece largo tra di noi, ma era rilassante privo di imbarazzo, così presi l'opportunità di guardare il cielo chiedendomi come sarà combattere contro questo regno fantasma. Posso già pregustare il sapore del sangue e della polvere da sparo, le lame scontrarsi e l'eccitazione salire. Mi viene spontaneo mordermi il labbro, cercando di trattenere un sorriso mentre posai le mani sulla ringhiera.  
So che la guerra è orribile, che ci saranno sempre molte morti, ma è l'unica cosa che sono in grado di fare, dove so per certo che posso proteggere le persone, che sono sicura delle mie capacità e di quello che faccio. 

 

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Capitolo 11
*** Capitolo 11 ***


Stringo al petto il cuscino guardando la parete della mia stanza silenziosa, cullata dal calore delle coperte e il desiderio di dormire tutto il giorno. Sbadiglio, coprendomi fin sopra la testa, rannicchiandomi nel calore, godendomi il mio meritato pisolino che sarebbe durato tutto il giorno. Stavo per addormentarmi, con un sospiro rilassato, e potevo intravedere l'inizio di un delizioso sogno. Se avessi potuto avrei fatto le fusa per la comodità, e la pesantezza che mi stava spingendo tra le braccia di Morfeo, che sicuramente sarà molto più interessato a stringere delle splendide donne che una pazza come me.

Chissà se riuscirò ad essere felice, in questo sogno...

Sospiro stringendo il cuscino al petto, corrucciata. Dannazione, perché non riesco ad iniziare una giornata con un pensiero carino su me stessa? Non chiedo molto solo di essere felice almeno una volta nella mia vita, ma sembra proprio che non è nel mio destino esserlo. Stressata per il mio ruolo da sovrana? Lo sono. Mi sento a disagio con il mio corpo? uh, si c'è, è sempre con me, non importa se risorgerò mille volte, resterò sempre un mastino perenne che azzannerà alla gola, non importa se amico o nemico. 
Mi sono sempre chiesta perché scelgo sempre l'infelicità, perché si, io ho scelto di essere infelice perché non riesco a trovare un lato positivo in quello che faccio. Non riesco ad essere felice, nemmeno delle mie vittorie in battaglia. Quando l'eccitazione scende, la tristezza sale. 
Non posso continuare così, anche dormire mi è impossibile con questi dannati pensieri che ho nella mia maledetta testa bacata che mi ritrovo. 

Con uno scatto che mi maledico, alzo il pugno in aria ridendo. Mi sono stancata di avere questi pensieri, so che rimarranno per sempre con me, e dovrò conviverci per sempre. E adesso voglio solo prendere un bel vaso del mio passato e buttarmelo alle spalle, forse dovrei prendermi un bel rum e brindare a me, e me soltanto, che ho retto tutti questi anni e queste due vite fino a ora, senza abbassare la testa, senza arrendermi, combattendo con le unghie e i denti divorando i miei nemici, inghiottendoli nella mia distruzione. Ogni giorno sarò sempre più forte, sempre più vera, sempre più me stessa. Devo cambiare? Bene, ma alle mie regole e con i miei tempi. 

Ridacchiando saltai dal letto correndo per il corridoio, sotto lo sguardo scioccato dei miei domestici che si erano fermati al mio passaggio, ma non mi importa. Mi dirigo nella sala da pranzo, aprendo le porte con forza facendo notare la mia meravigliosa presenza.

" Buongiorno splendori! " 

Diana aveva gli occhi così spalancati, che per un attimo sospettai avrebbe avuto un ictus da un momento al altro, mentre Jeson e Kally scoppiarono in una risata allegra con Aaron che mi fissava in silenzio. 

" Alex, mio dio, vatti a mettere qualcosa! "

Inarco il sopracciglio confusa, incrociando le braccia al petto completamente perplessa. E ora che ho fatto? 

" Ma che ti prende? "

La guardo colpirsi la faccia con il palmo della mano, borbottando sul fatto di avermi come amica fosse estenuante, ma la lasciai fare sapendo che le sarebbe passata da un momento al altro quando si sarebbe ripresa.
Imbronciata la osservo, dando un occhiata a Aaron, che mi stava fissando con attenzione. Mi avvicinai a lui, arrivandogli ad un palmo dal naso, prendendo tra le mani il bicchiere di caffè - che avevo fatto piantare in una zona apposita - bevendolo con gusto. Era delizioso, e con il suo gusto mi diede una nuova carica facendomi ridacchiare. 

"Jeson, preparati! " 

" A fare? "

I suoi occhi mi scrutano curiosi, mentre mi metto seduta sulle gambe di Aaron, mangiando una brioche, incurante della sorpresa sul volto del uomo che teoricamente avrei dovuto ignorare, ma a mia difesa devo dire che lui, stava più vicino al cibo rispetto a dove stavo seduta io. 
Mi mangio dei biscotti con gocce di cioccolato, gustandomi delle volte il caffè. Amo il suo gusto è delizioso e mi scalda il corpo e la mente, rilassandomi. Dondolai lentamente a destra e a sinistra, facendo dei versi di gioia. 

" Alex! "

La guardo inclinando il capo, con la bocca piena di biscotti. Inghiottisco, facendole assumete uno sguardo di rimprovero. Sembra una mamma, con quel atteggiamento. 

" Ma che ho fatto? "

" Sei un caso perso. " si copre il viso sospirando.

Incrocio le braccia al petto, mettendo la schiena contro il petto di Aaron involontariamente, ma era incredibilmente comodo. Mi accoccolo a lui, nascondendo gli occhi sul suo collo, mettendo la mano sul suo petto. 
Il bel Imperatore, mi accarezza il fianco, posando il mento sulla testa facendomi rilassare. Strofino lentamente il naso contro il suo collo. Lo guardo nei suoi splendidi occhi, mentre gli accarezzavo la mano che era ancorata al mio fianco, quando mi accarezza il labbro inferiore togliendomi una briciola del biscotto. A quel contatto spalanco gli occhi, e come se avessi preso la scossa mi allontano da lui, colpendo con il fianco l'angolo del tavolo.
Lo guardo e alzando lo sguardo noto il mio abbigliamento. Un calore improvviso mi salì verso le guance come fuoco. Indossavo un top che mostrava una generosa scollatura, mentre i pantaloni neri erano talmente bassi da mostrare il basso ventre. Ha disagio scuoto la testa allontanandomi verso la porta, ignoro tutti i presenti tranne che il mio stupido migliore amico, che mi guarda divertito. 

" Io, tu e i soldati, stesso posto, stessa ora. " mi porto i capelli d'avanti al seno, incurvando la schiena per tentare di nascondermi in qualche modo " Manca e ti ammazzo Jeson! "

Scappo dalla sala da pranzo, tornando nella mia stanza. Mi copro il viso, mentre con la schiena scivola contro la porta. Come è potuto accadere? Non avrei dovuto nemmeno avvicinarmi a lui! Invece io che faccio? Non solo mi metto sulle sue gambe, mi ci sdraio come se fossimo una coppia innamorata! Non potrò più guardarlo negli occhi! Mi rifiuto anche solo di avvicinarmi a lui da ora in poi. Oggi sarà l'ultima volta che ci vedremo! Sarà così, non mi importa di quello che sento. Devo solo convincere questo stupido cuore a non scalpitare così tanto, devo riuscirci. Non posso stare con lui, non posso stare con nessun uomo a dire la verità. Non sono fatta per stare con qualcuno, essere amata, per come sono. non sono una donna normale forse si era capito da molto, ma se questo concetto non è chiaro lo dirò per l'ennesima volta. Sono un mastino, una cagna che uccide chi sta sulla mia strada, amo combattere, e avere delle mie attività, e se non mi va di allenarmi preferisco stare da qualsiasi parte a riposare, oppure avere compagnia. Non sono abituata a ricevere carezze o un qualsiasi tipo di gesto d'affetto, ho sempre preferito darlo, per il semplice fatto che non so come comportarmi se qualcuno lo potesse anche solo provare  a darmi un gesto che mi vuole bene. Mi sento così confusa, eccitata e tanto terrorizzata dal mio comportamento.
Quanto vorrei sapere cosa fare. Perché anche se cerco di cambiare, risulta sempre così difficile? Perché essere buoni, e non cattivi è sempre così difficile dannazione. Cadere nel peccato, uccidere, dominare gli esseri umani sarebbe così semplice, invece io ho scelto di continuare ad essere buona, a non far del male alle persone se non costretta per difendere le persone che amo e che contano su di me.
Devo chiarire una cosa però, io non sono così buona da far finte di nulla, ho sofferto troppo per essere ancora quel tipo di persona che rimane male per una parola o un atteggiamento che mi possa ferire, non mi importa se qualcuno si vuole allontanare da me per il mio pessimo carattere. Ero fragile, fin troppo quando una bambina che non capiva in che situazione mi trovassi, e con il passare del tempo ho capito che se non sono forte in questo mondo, gli abitanti che ci abitano mi avrebbero divorato, non lasciandomi nemmeno le ossa. Non ho pietà con chi mi fa soffrire specie se inutilmente o che mi ripeta inferiore. 

" Grande vita alla guerra, signori miei. Che il vostro Dio abbia pietà di voi. " 

Faccio finta di avere un bicchiere, alzandolo per brindare. Ridendo con delle tracce di malinconia sapendo che avrei dovuto collaborare con Aaron. Perché tra tutte le persone di cui potevo interessarmi, sono andata proprio ad incrociare gli occhi di lui. Maledizione, vorrei tanto avere una scorta di alcoli da bere, invece dovrò accontentarmi di allenarmi con i miei soldati. 
Sorrido, mordendomi il labbro inferiore, eccitata al idea di traumatizzare le nuove reclute. 

Dopo qualche minuto mi alzo, lasciandomi sfuggire uno sbadiglio improvviso che mi fece alzare gli occhi al cielo. Canticchiai debolmente una canzone, mentre cercavo degli abiti più consoni, come avrebbe detto Diana, riuscendo a trovare dei pantaloni neri che risaltavano fin troppo il mio sedere, ma purtroppo dovrò accontentarmi di questo, mentre prendo un top sportivo che scopre la pancia e trovando una canottiera di un blu scuro, sopra indosso una felpa nera. 
Devo dire, che grazie al aiuto delle sarte del regno, gli abiti che le nobildonne e le popolane indossavano abitualmente, hanno avuto un cambio lento ma radicale. Ovviamente, c'è chi ancora indossa abiti lunghi, simili a quelli vittoriani, ma altre invece indossano vestiti come i miei. Ci sono voluti molti anni per far si che il mio popolo, si abituasse al lento cambiamento delle loro vite. 

Mi guardo allo specchio, inclinando la testa osservandomi. Amo questo corpo, e non perché è più bello oppure diverso da quello precedente che avevo, è solo che mi fa sentire bene essere così diversa dalla mia precedente madre. Avere i suoi lineamenti mi disgustava ogni giorno della mia vita, essere simile a quel mostro che distruggeva la mia vita. Sono grata ai Dei, che mi hanno concesso di vivere questa vita, e non la sprecherò per nessuno, farò quello che ho sempre desiderato incurante di quello che pensano gli altri. 
Imbarazzata, di essermi concentrata su quei pensieri mi lego i capelli in una coda alta, e non soddisfatti li legai in una treccia, con il mio solito ciuffo a coprirmi parzialmente l'occhio. 

" Ora va meglio! "

Ridacchio andando verso la porta, ritrovandomi Diana che mi osservò scuotendo la testa.

" Non ci pensare proprio Alex! Oggi hai fin troppo da fare, che perdere tempo con i soldati. "

" Ma.. " 

Il suo sguardo divenne di fuoco, quando tentai di protestare. Non pensavo che infatuandosi di Jeson, sarebbe cambiata diventando una mamma chioccia. Si preoccupa subito, e se torno anche con un piccolo graffio, non mi prepara - per almeno un mese - i dolci che amo tanto. E' davvero una grossa ingiustizia, e quindi ho imparato come truccarmi e nascondere i lividi che mi faccio durante gli allenamenti o le continue guerre. 

" Alex, hai fin troppi appuntamenti per andare a bighellonare! "

In un attimo mi fa un elenco degli appuntamenti che avrei dovuto gestire nel arco della giornata, tra l'andare in città; parlare per i pagamenti dei cittadini; le fattorie; le serre che avevo creato -per avere frutti e verdure anche se non era la stagione giusta puramente biologi -; andare a guardare com'erano messe le mie attività; cercare di assumere degli operai addetti a delle particolari mansioni; e tanto, tanto altro che mi fanno impallidire. 

" E soprattutto, devi partecipare alla raccolta fondi per costruire una nuova scuola elementari, siccome le nascite sono aumentate molto negli ultimi due anni, e servono più strutture. "

La voce di Diana, sembra essere quella di una mamma che sta sgridando una bambina, e per un attimo mi sento piccola come uno scarafaggio. Non mi sono dimenticata, solo che ho almeno due ore per rilassarmi e poi mettermi a fare la Sovrana, ma questa giovane donna sembra, non esserne affatto d'accordo. 

" Diana, ma ho la mattinata libera.. "

" Non mi importa! " porta le mani sui fianchi " Sono stanca di vederti giocare, vedi di crescere! Sei una donna oramai, e vedi di metterti la testa a posto, una volta per tutte. "

Inarco il sopracciglio, sentendomi ribollire il sangue nelle vene. Crescere? Giocare? Non ho mai fatto nulla di simile, da quando ho messo la corona in testa, e governando questo regno, e se solo avessi desiderato, avrei potuto far inginocchiare perfino i Dei con la mia sola forza. 

" Diana. " mi metto dritta, osservandola negli occhi, non provando più quel affetto che avevo per lei " Ricordati con chi stai parlando, sono pur sempre la tua Regina. "

La supero, incurante del espressione dispiaciuta che stava assumendo, e ignoro i suoi tentativi di chiedermi scusa. Non voglio ascoltarla, non adesso. 

" Alex... " la voce era come un sussurro. 

La ignoro, proseguendo per la mia strada andando verso l'arena silenziosa.

 Noto molti soldati allenarsi, e Jeson parlare con un sorriso finto, i nuovi arrivati che sembrano uomini forti e capaci a prima vista. Inclino la testa sorridendo. Sarà divertente mostrargli chi è il capo qui. 
Mi dirigo verso la parete, dove vi erano diverse tipi di armi bianche appese per i doversi tipi di allenamento. 

" Buongiorno Alex, come stai? "

L'uomo che aveva parlato, mi sorride con le braccia incrociate al petto. I suoi occhi neri, mi osservano curiosi. Scuoto la testa, alzando gli occhi al cielo, piegandomi verso una katana, che accarezzo la lama, con la punta del indice. 

" Sputa il rospo Benson, cosa vuoi? "

Lo guardo alzare le mani, a mo' di resa ridendo divertito. 

" Quei mocciosi sono troppo presuntuosi, e ci chiedevamo se avessi voglia di sgranchirti un po'. "

" Avete paura? "

Inarca il sopracciglio facendosi serio, ma nei suoi occhi il divertimento era ben visibile. 

" E tu? "

" Moltissimo. " alzo gli occhi al cielo, voltandomi quanto basta, per osservare i diretti interessati, con la coda del occhio.

" Che peccato, e dire che parlavano di te... "

Prendo una sciabola che rigiro tra le mani sorridendo, incurante dello spettatore che mi sta osservando dalle tribune. Sento l'uomo accanto a me, ridere di me. 

" Cos'hanno detto di preciso? "

Muove la mano, come a scacciare un insetto fastidioso " Ah, nulla di che... " lo osservo alzare lo sguardo incrociando i miei occhi " Hanno detto solo che il nostro comandante, fosse una femminuccia senza palle, e che facevi prima ad andare in pensione per lasciare il posto a veri uomini come loro. "

" Interessante. " mi volto sorridendo. " E voi non pensate questo, vero? " marco leggermente l'ultima parola guardandolo rabbrividire. 

" Mai! " scuote la testa con forza " Sappiamo molto bene quanto vali. Sei stata l nostra salvatrice, in molte occasioni. E' grazie a te, se non siamo schiavi o peggio morti.  "

Ridacchio, dandogli una pacca sulla schiena dirigendomi da Jeson che mi guarda implorante di salvarlo. Erano messi così male? Divertita mi faccio avanti, e la prima cosa che molti di loro fanno è mettersi in ginocchio, inchinando la testa. A quel comportamento mi sento a disagio e nervosa, li faccio alzare. Non voglio che le persone si comportano così nei miei confronti, è così sbagliato abbassare la testa. 

" Vostra Maestà, cosa ci fa qui? "

Un giovane dai capelli castani mi guarda curioso, insieme hai suoi compagni.

" Ero semplicemente curiosa di vedervi. " mi faccio seria " E ho sentito delle voci che non mi sono piaciute. " 

" Quali Maestà? "

" Che il vostro comandante, sia un... come mi hanno definita Jeson? "

" Una senza palle, Alex. "

Io e il mio migliore amico sorridemmo, mentre gli uomini difronte a noi, sembrano bambini che hanno scoperto che babbo natale non esiste. Mi allontano di un metro, osservandoli.

" In fila indiana, vedremo che livello siete. "

Aspetto che facciano quello che ho detto e dopo qualche istante li vedo rabbrividire dalla paura a causa del sorriso che feci e della lieve minaccia che gli feci, ferendo al tempo stesso il loro fragile ego maschile. 

" Nome e cognome prima che iniziamo. " sorrido " è prima che possiate dire qualcosa, non mi importa di chi siete figli, è il valore che date qui ad essere importante. "

Jeson sorrise felice, sapendo che dicevo solo che la verità. Lui non era un nobile, anzi un popolano che non ha fatto altro che cercare di sopravvivere in questa società, costruendosi una corazza di fiera freddezza con i nobili. 

Passa qualche minuto prima che un ragazzo di nome: Clodoveo , - e mi fa pena per questo nome-, cercò di colpirmi al viso con un pugno. Ammetto che è abbastanza bravo ma avrebbe dovuto allenarsi per almeno quattro vite per riuscire ad arrivare a Jeson, che ho personalmente allenato. Quando prendo il braccio del ragazzo che piegai talmente forte, che quasi glielo spezzai. Lo vidi mettersi in ginocchio dolorante, pregandomi di smetterla. Aspettai che si arrendesse, prima di lasciarlo e facendolo alzare. 
Silenzioso si allontanò abbastanza per non stare tra i piedi, mentre aspetto il prossimo che dovrà combattere con me.

" Che hai il tuo periodo Alex? Mi sembri un po' nervosa. " il mio stupido biondo preferito avanzò sorridendo " Oppure è l'Imperatore che ti sta rammollendo? "

Rimasi in silenzio, prima di avvicinarmi a lui incurante del suo sguardo sorpreso, girando su me stessa per dargli un calcio sullo stomaco facendolo volare contro alcuni soldati, che impreparati caddero a terra sotto al suo peso. Arrabbiata mi metto in posizione, portando gli avambracci a proteggermi la faccia mentre stringo le mani a pugno.

Osservo Jeson alzarsi con un sorriso ad illuminargli il viso, con un rigo di sangue che usciva dalla bocca. Probabilmente si era morso la lingua quando lo colpito. Avanza leccandosi il labbra inferiore eccitato, e per la prima volta che lo conosco lo vedo titubante ma al tempo stesso un mix di emozioni, e la cosa mi da un senso di potere così forte che sento l'eccitazione salire. 

" Alte.. " uno dei soldati che stava per parlare, sembra gelarsi quando pianto un pugnale accanto al suo piede, facendolo sussultare. 

" Non osare chiamarmi in quel modo qui, soldato. " 

Sono arrabbiata, confusa, eccitata, e totalmente senza controllo. Sono stanca di tutto, e per una dannata volta desidero sentirmi bene con me stessa e stare nel mio vero mondo, ed è quello di essere un soldato, sono perché vedo Aaron nella mia casa e sento il cuore accelerare non significa nulla, vero? 
Penso a tutto quello che ho fatto nella mia vita precedente e in questa che sto vivendo e per un solo attimo mille pensieri strani e duri che rivolgo a me stessa mi fanno venire un nodo allo stomaco. Ero così felice di essermi tolta ogni dolore alle spalle, e adesso mi sento più arrabbiata di prima. So che il mio comportamento non è affatto maturo, e che tutte le persone che conosco ridono del mio comportamento, reputando che fosse opera dei miei ormoni da donna, ma dopotutto è normale credo, nessuno mi ha mai vista essere me stessa, -tranne ovviamente Jeson- che con lui è stare come con un fratello che mi sostiene e non desidera cambiarmi in alcun modo. 

Non sono quel tipo di persona di cui qualcuno si potrebbe mai innamorare.

Sospiro guardando tutti i soldati, riuscendo a schivare a stento il calcio che mi stava per dare Sono dei bastardi traditori, e l'unico modo per me sfogarmi è mette a tappeto i miei soldati, e soprattutto fare il culo a Jeson che era pronto a combattere. 

Lo guardo mettersi in posizione, facendosi serio in volto, e i suoi occhi azzurri sembrarono illuminarsi di una gioia pura.

" Fatti avanti Alex, stavolta non mi batterai. " 

La voce che ne uscì era intensa e rauca, le vene del braccio erano gonfie e potevo immaginarmi Diana sbavare, come ultimamente succedeva, per il corpo del mio migliore amico. Se avessi un cervello di una adolescente, lo avrei fatto anch'io ma non sono mai stata il tipo per queste cose quindi preferisco guardare i miei stupidi amici tentare di nascondere l'interesse che hanno. 

" Oh, povero piccolo Jeson. " mi portai l'indice sulle labbra, guardandolo con un piccolo sorriso, inclinando la testa di lato. " Ti farò il culo a strisce. "

I presenti scoppiarono in una risata, mentre il mio biondo proferito, si avventò contro di me cercando di prendermi per le gambe atterrandomi, ma d'istinto metto la mano sul retro del suo collo spingendo a terra con forza. Un verso sorpreso dei presenti mi fece spalancare gli occhi. Spero di non aver esagerato. Mi allontano, pronta a scusarmi quando ad un tratto mi prese la gamba destra, mettendosi sotto di me, prendendomi con la mano libera il braccio cercando di sollevarmi con la spalla da terra. 

Con un movimento del bacino, riesco a liberarmi allontanandomi, mentre lui rimase piegato osservandomi con un sorriso. 

" Cosa ti prende Alex? Hai paura? "

Un brivido mi fece venire la pelle d'oca, il respiro mi si mozzò e leccandomi il labbro inferiore scattai verso di lui tirandogli un calcio al volto, che prontamente parò, avvolsi le gambe attorno al suo collo, e portando le braccia a terra lo capovolsi facendogli colpire il terreno con la schiena, e nel mentre stringo la prese delle gambe. Cercò di liberarsi, sollevandomi o provando a colpirmi ai fianchi, ma bloccai ogni suo intento, prendendogli i polsi. 

Dopo qualche minuto, mi diede qualche pacca alla gamba facendomi segno di lasciarlo andare e lo feci; mentre lo guardo rimanendo seduta a terra con le gambe incrociate e la testa inclinata. 

Restai in silenzio ad osservarlo, mentre lui mi imitava guardandomi però seriamente. Scoppiamo a ridere come due idioti.

Eravamo con la stessa anima, ma con corpi diversi...

 

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