Sono una tua ammiratrice

di genxha
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Capitolo 1 ***
Capitolo 2: *** Capitolo 2 ***



Capitolo 1
*** Capitolo 1 ***


Dopo aver riaccompagnato Marinette a casa, Chat noir si sentiva come stordito dagli avvenimenti della giornata: le parole scambiate con Marinette e la rivelazione che lei fosse innamorata del modello, ma soprattutto il bacio dolcissimo che gli aveva dato, e quello niente affatto romantico di Chat Noir per liberare la ragazza dall’influsso di Monarch.

Adrien si rintanò nella propria stanza, pronto per sentire le lamentele di Plagg che, stranamente uscì dall’anello e non disse nulla, limitandosi a guardare il ragazzo.

“Lo so” iniziò lui “So cosa stai per dirmi. Vuoi sapere perché ho rischiato che Marinette venisse akumizzata, vero? Non l’avevo mai vista così furibonda.. Però cosa potevo fare? Non potevo approfittarne..” una pausa, continuando a parlare più a sé stesso che al kwami, che aveva appena divorato un triangolo di Camembert. “Cavolo, vuoi vedere che pure l’altra volta.. quando suo padre è stato akumizzato… Era innamorata di me-Adrien e non di me-Chat? E anche allora l'ho respinta! Ma perché ha detto una cosa del genere? Sembrava, come stasera, che ci fossimo chiariti ma…” Adrien scrollò le spalle "...Evidentemente non era così." pensò, con una smorfia, poi si sdraiò sul letto “Ha anche detto che non le interessa sapere chi sono dietro la maschera” pensò, arrossendo leggermente mentre gli tornava alla mente il tocco leggero delle labbra di Marinette sulle sue e rivede quei meravigliosi occhi spalancarsi prima che lui si sottraesse all’improvviso. Il ragazzo sospirò, mentre Plagg con una smorfia e un grugnito si rintanava nel suo nascondiglio.

Un istante dopo Adrien si rizzò a sedere “Plagg” sbotta “È la stessa cosa che ho detto io a Milady. Non è ammirazione per l’eroe. Oh, cavolo. Devo andare a parlarle subito. Devo… Cavolo non so nemmeno io cosa devo fare, e tu non sei per niente d’aiuto, Plagg! Sarà disperata e Monarch potrebbe approfittarne di nuovo.” si coprì il viso con le mani, in un gesto di frustrazione poi ”Ecco, la chiamo!” Adrien prese il telefono lasciandolo cadere sul materasso come se scottasse “Sì e che le dico? E poi ha detto che era innamorata di me-Adrien… cioè vuol dire che IO sono Ranuncolo! Che quelle cose bellissime le voleva dire a ME e poi ha rinunciato perché… già, perché? E perché mi evita? Dev’essere innamorata sul serio di me-Chat! Ma se appena mi conosce, ci siamo visti tre volte. E l’ho respinta due volte! Che guaio… Ora come ne esco?” il ragazzo fece un’altra pausa cercando di ricordare con un nuovo sospiro gli avvenimenti della serata e quello che si erano detti lui e Marinette.

Plagg, che nel frattempo era uscito dal mobiletto dove c’era la scorta di Camembert, si piazzò di fronte ad Adrien e iniziò una pantomima mettendo le zampe sul petto e poi sulla fronte, fingendo di soffrire.

“Plagg, non sei affatto d’aiuto, lo sai?” disse Adrien, guardandolo di traverso.

“Gattino, io non ne posso più di queste smancerie! Codini ti ha baciato no? Qual’è il problema? Non è quello che vuoi?” esclamò Plagg, con gli occhi verdi che scintillavano.

Adrien sospirò di nuovo “No, Plagg, non è quello che voglio. Non così. Ma non so trovare le parole per spiegarglielo senza svelarle chi sono… che posso fare? “Forse posso dire a Ladybug di… di andarle a parlare!” esclamò Adrien “Tra ragazze si

capiranno sicuramente! E poi lei e Mylady si somigliano, andranno d’accordissimo! Plagg! Trasformami!”

Il Kwami venne attratto all’interno del Miraculous mentre, sconsolato, si copriva il viso con una zampa.

Chat Noir uscì dalla finestra della sua stanza, raggiungendo in due salti un tetto vicino. Guardandosi attorno attivò il comunicatore del bastone e, visto che Ladybug non rispondeva, le lasciò un messaggio “Troviamoci al solito posto tra 15 minuti, devo parlarti di una cosa importante”, richiuse il bastone e si avviò verso il luogo designato.

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In vista di casa di Marinette, Chat Noir decise di fermarsi per qualche istante dal lato opposto del fiume e quello che vide lo incuriosì parecchio: dalla terrazza sopra la camera di Marinette una inconfondibile sagoma con una tuta rossa a pois neri lanciò lo yo yo su un lampione dirigendosi senza dubbio in direzione del Trocadero.

“Mi sa che io e Mylady abbiamo avuto la stessa idea,” pensò Chat Noir con un sospiro “ed è andata a vedere come stava Marinette.” . Cercando di non farsi notare mentre attraversava la strada rifletté “Già che sono qua…” poi un attimo di esitazione “Eh però così sembro uno stalker, ma un’occhiatina da fuori…” si disse, sentendo il cuore accelerare.

Nonostante i dubbi, Chat Noir saltò da dove si trovava fino a raggiungere, in perfetto silenzio, il terrazzo di Marinette. Aguzzò le orecchie ma dall’interno non proveniva nessun suono, dal lucernario si vedeva solo una tenue luce, come se la luce nella stanza fosse spenta. “Se mi affaccio dal lucernario sono proprio sopra al suo letto” pensò Chat Noir, arrossendo leggermente “Un pò troppo”, si disse e si arrampicò sulla ringhiera per calarsi a testa in giù e sbirciare dalla finestra tonda sopra la scrivania.

“Ma… Vuota?” pensò, guardando dentro la stanza illuminata solo dallo schermo del computer “... Non sarà che…” borbottò, perdendo quasi la presa sulla ringhiera, il cuore che minacciava di uscirgli dal petto “Non possono essere la stessa persona… Oddio, e invece sì! Ha perfettamente senso! Ecco perché Marinette ha detto che pesava sempre a me! Ecco perché era così arrabbiata e… e delusa!” pensò, ricordando cosa si erano detti.

Chat Noir riprese rapidamente l’equilibrio e con un rapido movimento tornò a posare i piedi al sicuro sul balcone, continuando a riflettere “Quando le ho viste insieme era opera di Trixx!” mentre un sorriso gli illuminò il viso “Come si fa a non amare una ragazza così miaoravigliosamente geniale?” disse a mezza voce.

“Devo raggiungerla subito… le tocca fingere che vada tutto bene e io l’ho respinta due volte di seguito, poverina…” pensò, saltando sulla ringhiera e usando il bastone come asta per saltare sul tetto di fronte, ma mentre correva verso il luogo di incontro, un pensiero gli spense il sorriso sulle labbra “Ha detto che ha rinunciato a me-Adrien perché non riusciva a dichiararsi e ora.. Ora mi odierà, altro che restare amici! Al diavolo, l’unico modo di venirne a capo è parlare. Anche se non so proprio cosa dirle.”

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Capitolo 2
*** Capitolo 2 ***


Il messaggio di Chat Noir aveva preso Marinette davvero alla sprovvista, così decise di andare in anticipo al Trocadero: erano passate diverse settimane da quando era rimasta sola senza i Kwami ma la sua stanza le pareva ancora un po’ triste e visto che Alya, dopo tutto il caos dell’Akuma, era tornata a dormire a casa, pensò che un po’ d’aria le avrebbe fatto bene.

Il Trocadero non era molto distante da casa di Marinette, ma Ladybug doveva fare attenzione a non cadere da qualche tetto, quindi cercò di non pensare al motivo per cui Chat Noir avesse chiesto di vederla, ma appena mise piede sulla terrazza, lasciò i pensieri fluire senza barriere. “Chissà di cosa mi vorrà parlare Chat Noir… “ pensò, camminando avanti e indietro, “spero che non voglia rinunciare al Miraculous. Non adesso. Non ce la farei da sola.” poi si fermò di colpo, le labbra che presero la forma di un sorriso tirato “Oh, cavolo. E se volesse chiedermi consigli su cosa fare con me-Marinette? Come quando Adrien mi chiese consigli su dove portare Kagami e finimmo allo stadio del ghiaccio con lei e Luka! No, sarebbe davvero troppo.” rifletté, quando un altro pensiero le fece totalmente perdere il sorriso “E poi mi ha respinta, che razza di illusioni mi faccio? Non troverò mai qualcuno che mi ami.”

“Ma Chat Noir ha detto che pensava sempre a me… Ci saremo visti due o tre volte, non ha senso.” Ladybug si fermò di colpo nel suo andare avanti e indietro “Oddio, vuol dire che mi conosce anche al di là della maschera? Non è possibile, tutti i ragazzi che conosco li ho visti insieme a Chat Noir” pensò mentre nella mente le apparivano vari momenti in cui ha dato i miraculous ai ragazzi della sua classe “E se fosse qualche cliente di mamma e papà? No, non ricordo ragazzi della mia età venire spesso in negozio, e poi nell’ultimo anno ci sono stata pochissimo…” Ladybug riprese a camminare, arricciando involontariamente il naso come quando cercava di risolvere un Lucky Charm incomprensibile.

“E se invece fosse qualcuno che conosco ma mi avesse ingannata, più o meno come ho fatto io con le illusioni?” continuò a riflettere, immobile “Figurati, impossibile, come avrebbe fatto senza Miraculous della Volpe? E poi chi potrebbe essere stato? Di sicuro non qualcuno a cui ho dato un Miraculous…” proseguì nel treno di pensieri, cercando di visualizzare nella mente tutte le situazioni in cui Chat Noir non era con lei.

Ladybug era ancora immobile quando Chat Noir arrivò silenziosamente sul tetto piatto.

La ragazza stava guardando la Torre Eiffel illuminata ma senza vederla davvero, persa nelle proprie riflessioni.

Chat Noir si avvicinò, come ogni gatto che si rispetti in perfetto silenzio, a Ladybug che gli dava le spalle. Batté un piede a terra un paio di volte per attirare la sua attenzione ma non ebbe risposta. “Oh chissà a cosa sta pensando…” si chiese, avvicinandosi lentamente, valutando se la distanza tra i piedi di Ladybug e il bordo della terrazza potesse essere pericolosa.

Il ragazzo era arrivato a un paio di passi da Ladybug, si schiarì la voce e, sentendo le guance stranamente calde, domandò “un sou pour vos pensées, Ma Lady”

Ladybug sobbalzò, saltando sul posto e avvicinandosi al bordo del terrazzo, tanto che Chat Noir si dovette allungare per afferrarla per un braccio.

“CHAT NOIR!” fece lei, con un grido strozzato.

“Scusami, m’lady… non pensavo di farti ANCORA questo effetto!” rispose Chat, con un mezzo sorriso, lasciandola andare.

Rendendosi conto di dov’era, Ladybug si affrettò a ricomporsi e a fare due passi indietro, cercando di calmarsi, respirando profondamente “Scusa” sussurrò, improvvisamente interessata al cemento della terrazza su cui si trovava, sedendosi subito dopo e facendo segno a Chat di mettersi vicino a lei. Chat Noir si sedette e Ladybug, sbuffando “Mi hai fatto paura, ero distratta!”

lui mise una mano dietro la nuca, lievemente in imbarazzo “scusa… non volevo spaventarti… anzi mi chiedevo a cosa stessi pensando”.

Ladybug lo guardò “Ma a niente, Chat Noir ero solo… distratta.” fece un gesto con la mano come per allontanare qualcosa “Che cosa volevi dirmi di così importante?”

“Ehm… beh ecco… volevo chiederti se” iniziò Chat Noir fermandosi mentre pensava “Ecco, e adesso?” quando Ladybug iniziò a fissarlo e lui proseguì “se potevi andare a parlare con… con Marinette”

A sentire il proprio nome la ragazza sentì il cuore schizzargli in gola mentre pensava “Perfetto… quello che temevo, ora mi chiede consigli sentimentali per fare colpo su di me, accidenti Marinette perché cavolo hai accettato di venire qui a parlargli, potevi scrivere che avevi da fare no, no ovviamente no, perché sotto sotto ci speri che Chat sia la persona giusta che ti voglia bene per quell’imbranata che sei visto che comunque con Adrien non sei capace di concludere niente di niente”

“....non volevo trattarla male ma non ho avuto scelta.. M’lady mi stai ascoltando?” Ladybug si riscosse quando Chat Noir smise di parlare e si avvicinò leggermente.

“Eh?” disse, poi dopo aver scosso leggermente la testa “Oh cavolo, scusa Chaton” disse, mordendosi un labbro per aver usato quel nomignolo affettuoso “mi sono persa un attimo.. sono così stanca… Perché dovrei parlare con Marinette?”

Chat Noir guardò l’amica “No beh ecco volevo solo che le dicessi che … insomma è una ragazza fantastica, insomma … come te! E che se l’ho respinta non è perché non mi piaccia o che voglio decidere al suo posto è che proprio.. non ho avuto scelta. Non volevo respingerla, ma ho dovuto perché … perché… “ Chat Noir fece una pausa, sentendosi le mani sudate anche attraverso i guanti, e le guance insolitamente calde “insomma perché…” fa un’altra pausa più lunga, al che Ladybug iniziò lentamente a sollevare un sopracciglio con aria interrogativa mentre lui spara un “non ci conosciamo davvero” fermandosi per riprendere fiato.

Ladybug passò dall’aria interrogativa a qualcosa che sembrava un sorriso e sospira: poi inizia “Chat… è una cosa m-molto carina da parte tua! Io…” si ferma, il cuore che nuovamente le si piazzò in fondo alla gola

Chat Noir non era sicuro se l’amica fosse arrossita, impegnato com’era a pensare a cosa dirle dopo, perciò annuì e continuò a parlare, tentando l’ultima carta “... e che se anche è vero che non mi ama più… io… la a… “ si fermò, sentendo il coraggio venire meno “ehm io.. le voglio b-bene.”

“Mari pensa a qualcosa pensa a qualcosa pensa a qualcosa” Ladybug rifletté freneticamente e disse “... cioè non serve che tu dica queste cose a Marinette perché di sicuro le ha capite!”

Chat Noir prese la palla al balzo, sbottando tutto d’un fiato “Ah meno male perché ho cercato di spiegare ma sono solo riuscito a rendermi ridicolo sapevo che avresti capito cosa intendevo” a quel punto si sentiva le guance in fiamme ma fece finta di niente.

Ladybug ridacchiò “Eh già… “ poi si ammutolì guardandolo “aspetta cos’è che hai detto?” chiese all’improvviso

“Cosa?” fece Chat Noir di rimando, la mano di nuovo dietro la nuca

“Cos’è che hai detto prima?” ripeté Ladybug, ricollegando solo allora il gesto della mano, il rossore, le esitazioni, con la mente che lavorava a pieno regime “Oddio no non può essere lui non può essere ADRIEN non ci credo non è possibile è ancora peggio di come temevo ecco perché c’è rimasto così male quando André ha detto che ero innamorata di Adrien e io ho detto di non amarlo più!”

Chat Noir cercava anche lui di capire, quindi tentò con “Che tu e Mari siete fantastiche?”

Ladybug scosse la testa anche perché non era del tutto sicura di aver sentito, dato che aveva il suono del proprio cuore nelle orecchie

Chat Noir allora provò “che … ehm… lei mi piace?”

Ladybug scosse di nuovo la testa

Finalmente il ragazzo capì, o meglio pensò di aver capito: spalancò gli occhi temendo cosa sarebbe successo nei momenti seguenti e dopo un profondo respiro finalmente disse “Che non mi ami più? Sai quando ti ho detto che i miei sentimenti per te erano cambiati e che con Marinette era complicato? Beh ho mentito. Non sono cambiati affatto perché sono sempre stati gli stessi. Per tutte e due, che però sono la stessa mewravigliosa persona. Ti amo, Marinette.” Chat Noir si ammutolisce e abbassa lo sguardo “Se mi vorrai ancora, ci siamo spezzati il cuore troppe volte senza saperlo! Tutti questi segreti fanno troppo male.” Mentre parlava Chat Noir si alzò in piedi e sempre con lo sguardo basso sussurrò “Plagg. Ritrasformami!”

Sentendo le ultime parole di Chat Noir, Ladybug scattò in piedi e si voltò gridando “Chat! No!”, poi si coprì il viso con le mani e mentre il lampo della detrasformazione si spegneva, gli occhi le si riemprirono di lacrime e, le parole spezzate dai singhiozzi, riuscì a dire “Stupido gatto! Dovevo sapere che eri tu!” le ginocchia le cedettero di colpo e Ladybug si trovò accovacciata per terra, le mani sul viso. Riprese a parlare “Noi non dobbiamo sapere chi siamo! È troppo pericoloso, IO non devo sapere chi sei, i miei sentimenti mi hanno fatto perdere quasi tutto e ora perderò anche te!”

Adrien sentì il proprio cuore precipitargli sotto i piedi “Milady.. no. Non mi perderai mai, non ti lascerò mai. Non potrei! L’affronteremo insieme, tutto quello che verrà, l’affronteremo insieme… Marinette. Ti prego. Non farti del male in questo modo.” Il ragazzo fece un passo avanti, chinandosi e appoggiando una mano sulla spalla di Ladybug, che la scostò singhiozzando:

“no… vattene”

Adrien sospirò, guardandosi la mano, poi abbassò la voce “Marinette… Avanti, guardami. Per favore” mettendo dopo un attimo entrambe le mani sulle spalle di Ladybug, che lasciò fare, scossa dai singhiozzi. “Per favore.” ripeté “almeno guardami!” alzò leggermente la voce e Ladybug si voltò, vagamente stupita dal cambiamento di tono.

Adrien si alzò in piedi, gli occhi colmi di lacrime, aiutando la ragazza a fare altrettanto, aggrappata ai gomiti di lui.

Gli occhi verdi di Adrien cercavano quelli di Ladybug e finalmente i loro sguardi si incrociarono “Avevi detto che non ti interessava chi era dietro la maschera, non interessava nemmeno a me. Ti amo, con o senza questa magia. Perché dietro la maschera c’è sempre stata, ne ero certo dal…” il ragazzo si fermò studiando la reazione dell’altra, ma oramai stava piangendo e non vedeva bene “dall’istante in cui ti ho incontrata, il primo giorno di scuola, sei sempre stata la persona più fantastica e meravigliosa del mondo e… l’unica di cui non potrei mai fare a meno…” Adrien si interruppe, trattenendo un singhiozzo “mi ami ancora?”

Ladybug lo guardò, sbattendo le palpebre un paio di volte, “Non poteva essere che lui, come ho fatto a non capirlo. Ecco, adesso voglio dire di sì perché per forza devo dire di sì, ma dirò di no perché sono una stupida e ho paura… e poi Monarch… E Chat Blanc… oh, Al diavolo Monarch!”

Ladybug provò a dire qualcosa ma non riusciva a parlare, la gola in una morsa, deglutì a vuoto poi, gli occhi fissi in quelli di lui, strinse le braccia di Adrien e alzandosi sulle punte dei piedi e, quasi come aveva fatto Chat Noir per liberarla dall’influsso di Monarch, baciò il ragazzo sulle labbra come se ne andasse della sua vita, prendendo il viso di lui tra le mani.

Due paia d’occhi, verdi come le foreste e azzurri come il mare si spalancarono, gli sguardi come incatenati tra loro, finché Ladybug si allontanò per riprendere fiato e sussurrò “certo che ti amo ancora, Adrien. Non ho mai smesso, come potrei?”

Adrien non era sicuro di ricordarsi come si respirava “Speravo davvero che tu non fossi solo un’ammiratrice” riuscì in qualche modo a dire, senza distogliere lo sguardo dagli occhi di Ladybug, finché un movimento non li fece voltare entrambi.

“Codini! Meno male che vi siete decisi! E comunque sappi che io non c’entro!” disse Plagg, volando sopra la testa di Adrien. “Però mi stai costringendo ad assistere a queste vostre cose disgustose.” proseguì con una smorfia “Ho già sopportato il mio gattino piangersi addosso e sospirare finora! Almeno fammi parlare con Zucc… Tikki!”

Ladybug si asciugò le guance col dorso della mano, gli occhi che brillavano divertiti “Plagg, sei incorreggibile, lo sai?” rispose, “Però hai ragione” abbassando gli occhi su Adrien con quello sguardo dolce che rivolgeva solo a lui, che stava per rimproverare a sua volta Plagg.

“Tikki, ritrasformami” sussurrò.

Tikki emerse dagli orecchini e guardò i ragazzi con evidente soddisfazione, afferrando poi Plagg per una zampa e allontanandosi, ignorando le sue finte proteste.

Marinette sorrise ai Kwami, poi guardò di nuovo Adrien che stava trattenendo le risate “D-devo ammettere che quella dell’ammiratrice era una scusa da p-poco.” disse “Mari! Non puoi balbettare proprio adesso!” si rimproverò mentalmente “E l’ho usata due volte!” proseguì, arrossendo.

Poi, visto che Adrien si limitava a fissarla, chiese “Adrien? Cosa aspetti a baciare la tua più grande ammiratrice?”

“Aspettavo il tuo permesso, Milady” rispose il ragazzo, prendendole la mano e intrecciando le dita con quelle di lei, mentre con l’altra le accarezzava delicatamente una guancia per avvicinare le labbra alle sue.

Entrambi sapevano bene che avrebbero risolto tutti i problemi insieme. Loro due contro il mondo. Come sempre.


Fine

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