Heroin;

di GioVonTomK
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** 1° capitolo ***
Capitolo 2: *** 2° capitolo ***



Capitolo 1
*** 1° capitolo ***


heroin;

Heroin;

1° capitolo




-Su dai basta- Sussurrò toccandomi leggermente il braccio per richiamare la mia attenzione su di lui ed, eventualmente, smettere ciò che stavo scrupolosamente facendo.

Sul suo viso era evidente una smorfia. Era pauroso e nei suoi occhi c'era uno sguardo agghiacciante, la quale non smetteva di fissare quella polverina di color bianco puro, sul tavolo. Il suo volto era riflesso sullo stesso tavolo di vetro.
Girai lentamente la testa e gli sorrisi debolmente. Allungai il braccio affinché la mia mano potesse toccare il suo viso vellutato ancora un po' scioccato.
-Stai calmo- Cercai di rassicurarlo mentre lui con uno scatto allontanò la mia mano.
-Hey che ti prende?- Camminai con le ginocchia fino a lui dopodiché posai entrambe le mani sul suo viso:
-Perché lo fai?- Sussurrò serio.
-E tu perché fai così?- Risposi altrettanto seria.
Abbassò gli occhi e si andò a sedere sul divano. Lo seguì a ruota e mi sedetti sopra le sue gambe.
-Se fai così mi fai sentire una merda, per favore smettila.- Gli presi il mento e lo avvicinai a me.
-Ummh? Dai fammi un sorriso- Dissi. Lui sforzò un sorriso. Lo baciai intensamente, mentre lui non resistette a posarmi le mani sui miei fianchi.
Gli sorrisi sulle labbra e mi sistemai mettendomi a cavalcioni. Dopodiché posò le sue possenti mani sulle mie natiche. I suoi muscoli erano tesi, li potevo sentire forti sotto le mie mani.
Apprezzato da entrambi era anche il gioco degli scambi dei ruoli:
mi fece distendere sul lungo divano in stoffa marrone. Con un braccio si reggeva saldamente mentre l'altra mano era occupata a slacciare la cerniera dei pantaloni.
Lo guardai mentre era indaffarato, e lentamente scivolai sotto esso, arrivando ad essere davanti al suo membro ancora coperto dalla stoffa del jeans. Gli levai la mano e feci molto velocemente ciò le lui stesse cercando di fare da minuti.
In fine gli abbassai anche i boxer e mi avvicinai:
Il dolce gusto della eroina che precedentemente scendeva a grumoli per il mio esofago fece spazio a un liquido caldo,acido, abbondante e intenso.
Pochi minuti dopo la pelle del suo membro era perfettamente aderente alle mie labbra.
Il caldo che si era creato fra noi era soffocante da impedirmi di andare avanti.
Si alzò i boxer e sentìi il rumore dell'elastico contro la sua pelle.
Il suo ventre emanava un leggero tanfo d'alito.
Si alzò soddisfatto e andò verso il bagno:
-Grazie- Lo sentì sussurrare accendendo la luce del bagno, per poi chiudersi in esso.
Sentendo ancora il sapore acido dentro la mia bocca, andai in cucina e riempì un bicchiere d'acqua fredda. Anche con essa il sapore rimase lo stesso, poco ma rimase. Ritornai in sala afferrai la mia borsa, infilai le ultime cose sparse per la stanza e me ne andai, senza avvisarlo.
Frequento Tom e la sua famiglia da circa quattro mesi. Tra noi non c'è amore, forse solo affetto. Entrambi siamo soli e abbiamo bisogno d'affetto. Oppure siamo così abituati a vederci tutti i giorni che ormai è automatico stare assieme. Noi ci capiamo: senza né troppe parole né troppi gesti. Noi ci completiamo...

Note dell'autrice:
Eccomi qui con una nuova storia!  (Se darete un'occhiata sul mio accaunt vedrete che non ci saranno le altre due mie storie, le ho momentaneamente cancellate, poi verranno aggiornate!)
Che ne pensate? Vi piace? Se non vi è chiaro qualcosa basta che recensiate, sono qui apposta!
Baci,
Gio.

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Capitolo 2
*** 2° capitolo ***


2 cap

Heiroin;

2° capitolo




Avevo un terribile mal di testa e l'eroina non fece altro che peggiorare la situazione. Un'ora dopo circa avevo l'adrenalina circolare nel sangue. Pur avendo un dolore battere nelle tempie, dovevo scaricarla e in qualche modo non sarei impazzita.. Ma cosa potevo fare?
Mi sentivo come se fossi in trans. Chiusi per alcuni istanti gli occhi, e stranamente mi apparve dal nulla il ricordo dell'ultima mia volta con Tom.
Mi ritrovai a pensare al suo sapore, i suoi muscoli possenti. Le sue mani sul mio minuto corpo. Allungai la mano sulla mia intimità, cercando di provare un orgasmo. Sentii una frenetica passione esplodere in me, come una sedicenne in piena fase ormonale. La sentivo sotto la mia pelle.
A interrompere quel mio momento di euforia fu il suono stridente del campanello. Riaprì gli occhi istantaneamente ed andai ad aprire la porta.
-Ciao- Esclamò Bill.
Lasciai la maniglia della porta e mi riandai a sedere sul divano, lasciando il moro alquanto stupito.
-Tutto bene?- Disse guardandomi curioso. Annuì.
Si sedette accanto a me e posò i sacchetti che teneva in mano, atterra.
-Cavolo Bea! Di nuovo?!-
Scoppiai a ridere senza alcun motivo.
-Cavolo Bea! Di nuovo?!- Lo canzonai, facendo la sua voce.
-Su vieni qua..- Si alzò sbuffando e mi prese.
-Dove mi porti?- Domandai barcollando.
La risposa arrivò subito alcuni secondi dopo che mi portò in bagno.
-Vieni qua- Mi avvicinò a lui e mi tolse la maglietta.
Restai immobile e dopo che mi tolse l'indumento poggiai la mia mano sotto la sua maglietta, precisamente sul ventre, e sorrisi con fare malizioso.
Abbassò gli occhi e restò a guardare la mia mano. Dopodiché rialzò lo sguardo e si leccò entrambe la labbra in un sol movimento della lingua, ritornando a togliermi i jeans.
Appena restai in intimo mi disse:
-Su entra e fatti una doccia fredda- Ridendo entrai dentro, aprì l'acqua e infine mi tolsi anche l'intimo.
-Bill?- Chiamai il moro che intanto si era girato di spalle.
-Che c'è?- Disse rimanendo nella sua stessa posizione.
Aprì lentamente la tenda:
-Bill- Dissi gemendo.
Si girò lentamente, rimanendo con occhi abbastanza sorpresi.
Infilai una gamba fuori e subito dopo l'altra, arrivando davanti a lui bagnata e nuda. Lo guardai con un malefico sorriso sulle labbra. Allungai la mano e gli accarezzai il viso. Rimase a fiato sospeso e non proferì parola.
Passai la mia mano bagnata sul suo petto coperto dalla sua maglia nera attillata. Poi lo afferrai proprio da essa e con tutta la forza che avevo lo costrinsi ad entrare nella doccia. Per dirla tutta non fu un grande sforzo per me, il suo corpo esile e così magro mi agevolò.
Rimase con le spalle contro le piastrelle fredde della doccia.
-Smettila Bea!-
Entrai ridendo e mi avvicinai a lui -Che c'è?- Dissi indifferente a un palmo di naso da lui.
Allungai la mano e contemporaneamente abbassai la testa, per aprire l'acqua.
Mi avvicinai alla sua bocca tanto che sentivo il suo alito sulle mie labbra:
-Io non so' nemmeno perché lo sto facendo- Sussurrò.
-Perché lo desideri- Lo baciai, facendomi assaggiare le sue labbra. Intrecciando la mia lingua con la sua.
Diventò come una danza senza sosta. Si tolse i vestiti e penetrò dolcemente in me.
Incominciò a baciarmi sul collo. Le sue mani divagavano sul mio corpo;
In quella doccia, bagnati, c'eravamo solo noi due...

Poco ore dopo che Bill se ne andò mi addormentai sul divano.
-Pronto?- Risposi ancora un assonnata.
-Sono Tom-
-Hei- Esclamai con voce rauca.
-Tutto ok? Stavi dormendo?-
-No, no- Risposi.
-Bene. Senti sta sera ti va di uscire con noi?-
-Sta sera? Non saprei.-
-Dai! Su vieni!- Mi incitò.
-Chi siamo?-
-Bill, io e altri amici.
-Ok-
-Perfetto! Ti passo a prendere per le nove- Disse con una risata smorzata.

A tale ora, come disse Tom, mi venne a prendere. Ci dirigemmo subito verso il locale.
-Sei bellissima sta sera- Sussurrò appoggiando la sua mano sinistra sulla mia gamba.
-Grazie- Grazie dissi indifferente.
La sera era dipinta di un blu intenso e il freddo era pungente.
Ed eccolo lì. Senza trucco e con i capelli tirati indietro e col suo modo di  fare egocentrico.
-Oh Bill, sono andato via solo da cinque minuti e tu hai già bevuto?- Esclamò ridendo Tom.
La serata andò avanti tra risate e alchool. Già a mezzanotte nessuno era in grado di reggersi in piedi, neppure io. Ma questo era scontato;
Andai a ballare in un modo buffo sopra il cubo, solo per attirare l'attenzione degli altri.
Quest'ultimi iniziarono a fare battute su di me poi le battute ricaddero involontariamente su di Bill.
-Bill non sarebbe capace di sbattersi nemmeno mia nonna- Affermò un amico.
Il moro intanto rideva senza rispondere.
-Bill scopa da Dio!- Urlai.
Gli altri scoppiarono a ridere, anche il ragazzo in questione.
-E tu come fai a saperlo?- Disse con un sorriso beffardo Tom.
-Perché ci ho scopato oggi- Scoppiò a ridere.
-Cosa?!- Disse Tom assumendo un'espressione seria.

Note dell'autrice:
Scusate se non vi ringrazio singolarmente, ma ho pochissimo tempo!
Grazie a tutte!
5 spendide recensioni! Vi ringrazio ancora!
Fatemi sapere se vi è piaciuto!
Baci,
Gio.

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