Cara ç-ç
questo capitolo si porta addosso uno strascico di malinconia pazzesco e, il passato sarà pure il passato, ma quanto preme sul presente e, diciamolo, pure sul futuro incerto? Inizi il capitolo con Artemis che si "ricompone", si ricostruisce interamente, piano piano, come un puzzle che viene ricostruito su una base senza anima. Tanto forte quanto fragile e se c'è una cosa che ho capito di lei, da quando ti leggo, è che pur essendo provvista di un potere fortissimo, usarlo le fa sempre pagare dei prezzi altissimi, si prende parti di lei, la divora lentamente... Ed è sempre più un personaggio umano, ogni capitolo che passa. Un personaggio poi sempre più stanco, ma per nulla intenzionato a lasciar correre, ad arrendersi, lo si capisce anche dal fatto che, dopo aver ripreso i sensi, aspetta che qualsiasi cosa la metta in contatto con l'esterno, perché per come è fatta, quella staticità è peggio della morte. E questo Kidd che divide i pensieri dalle parole, che non vorrebbe ammettere mai che averla vista così, spezzata, gli ha spezzato il cuore e che non è per togliere alcuna soddisfazione ai Marines che l'ha raccolta e aiutata... come se ciò che è accaduto a Marineford fosse solo un sogno e nient'altro, perché vederla lì, immobile, senza sensi, l'ha resa vulnerabile. E molto più di una semplice macchina da combattimento.
Ecco cosa mi piace della tua narrazione: non è solo matura nello stile, ma anche nei contenuti. Le tue introspezioni sono affascinanti, ammalianti. Entrano nell'anima e scavano in punti fragili, sia i loro che i nostri e in questo capitolo Artemis è messa più a nudo, si percepiscono le sue malinconie attraverso i gesti, da come parla del passata, da come si incolpa, da come definisce la vita passata, ovvero una storia per nulla bella.
E sono rimasta molto colpita dalla tua scelta di raccontarci quel passato non dagli occhi di Artemis, ma da quelli di Doflamingo. Dal suo sognare Artemis al suo fianco, dalle sue premure verso di lei esplicitate con dei non detti, dalla sua rabbia che si innalza come un fuoco quando la vede insieme a suo fratello, di come lei spicchi in mezzo a molti, come un fiore che cresce sull'asfalto, e irradia il suo mondo...
Ho amato poi il fatte, si riveda come se fosse un fantasma, che si riveda più giovane, che veda se stesso minacciarla, volerla indietro ad ogni costo, mentre lei no. Lei voleva solo tornare a casa da Law e rivedere il padre di suo figlio. Ho amato come abbia tentato, invano, di cambiare le cose attraverso un sogno, un ricordo, con quel Non farlo, fermati, idiota!, come se potesse bastare e invece lascia che il passato resti esattamente com'è, senza cambiarlo di una virgola e senza che questo venga dimenticato.
L'ultima immagine di Artemis: un viso carico di lacrime e disperazione, pieno di tenacia, comunque, perché quella è impossibile strappargliela via.
E poi così, spezzi il momento, con un balzo da Artemis a Doflamingo ineccepibile, fatto da quello che per lei è un racconto rivolto a Eustass e per Doflamingo un sogno ricorrente. e poi il momento del riconoscimento della Senza-Faccia, con solo piccoli dettagli, come quello delle labbra e del tatuaggio coperto da un cerotto. E quella promessa, agghiacciante, che lei sarà di nuovo con lui, fino alla fine dei giorni e quel nido, a mio parere, sembra solo una gabbia che a una come Artemis starebbe decisamente troppo stretta.
Mi hai uccisa, davvero. Il passato di Artemis mi incuriosiva molto e continua a farlo e lei sembra sempre di più tutt'altro che un OC, condensata immensamente bene con questo mondo, questi personaggi e queste vicende; un connubio meraviglioso tra un'opera come One Piece e il tuo stile incantevole.
Spero di proseguire presto, e intanto mi devi una cioccolata calda, sappilo **
Un abbraccio forte, cara! A prestissimo
Miry |