Recensioni per
Mentre tutto scorre
di _Lightning_

Questa storia ha ottenuto 72 recensioni.
Positive : 72
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
09/04/20, ore 09:56

Eccomiii a riequilibrare il miele con l'angst, e il primo paragrafo ha già praticamente da solo sortito tutto l'effetto. Tornare alla Stark Tower dove è scomparsa Pepper forse non è stata l'idea più geniale del mondo, l'idea che ogni grammo di polvere potrebbe in realtà essere cenere fa venire i brividi, anche se con tutto il tempo che è passato, ragionando lucidamente, la cosa è improbabile. Ma Tony non è decisamente lucido, e forse il fatto che voglia essere lì, dove è sparita Pepper, è semplicemente un modo per sentirla ancora vicino, per quanto male possano fare tutti i ricordi dei momenti passati insieme.
La frase "sa sempre quando è dicembre" da prima mi ha fatta pensare alla canzone di Anastasia, poi ho capito il vero significato, e giù altre lacrime. 
Ho letto del suo rimpianto per gli abbracci non dati e giù altre lacrime ancora.

Mi fa impressione l'idea che nonostante tutto Tony non riesca a piangere e ho brividi al pensiero di cosa sarebbe successo se Rhodey non fosse stato lì con lui.
La frase "sono felice che tu sia vivo" potrà anche essere egoista, da un certo punto di vista, ma a me ha comunque sciolto il cuore, sebbene la risposta di Rhodes sia dura, e non poteva essere altrimenti. Quella di Tony non è vita, ma è arrancamento, mera sopravvivenza in dipendenza da altri.
MI fa piacere però che discuta in maniera pacata con Rhodes, senza vittimizzarsi, ben conscio della situazione, una situazione che non ha mai voluto e che dopotutto non approva, sebbene non sappia come uscirne da solo. Ammettere un problema è il primo passo per superarlo, dicono, e Tony sa anche che parte della soluzione sia avere altre persone intorno.
Sigh, per quanto riguarda Rhodey devo dire che non mi sono mai fatta domande riguardo la sua famiglia, considerando anche io gli Stark come un nucleo adottivo per lui; non mi ero soffermata a riflettere su quanto possa avere sofferto... Tra l'altro, sapremo qualcosina in più su di lui nell'altra long?:D

LOL, ero sicura che si trattasse di Nat verso la fine, aaaaaw, ben tornata ^^! Me curiosissima di proseguire, magari mi rifaccio viva più tardi <3

un bacione grande,

Bennina
 

Recensore Master
18/02/20, ore 14:51

Cara cosetta, cara Lightuccia/Cla’ (mo m’ammazzi ♥),

eccomi qui nel mio PDRFB, che non è una bestemmia, anche se potrebbe (in realtà è l’acronimo per piano di recupero fanfiction belle). Tony soffre ed ha sofferto per mesi. Struggente quel “riconosceva sempre quando era dicembre” che segnala come il mese più felice/triste dell’anno sia un momento di passaggio atroce, che trascorrere nella tomba di Pepper non aiuta. Stark sarebbe dovuto rimanere al complesso, Rhodes ha perfettamente ragione, ma ha ragione anche Tony: tornare a NY era un passaggio obbligato per vivere il lutto e crogiolarsi nel dolore ricadendo in antichi vizi che questo mondo devastato rendono più accettabili. Il lasciarsi andare di Stark e il parallelismo con la situazione in Afghanistan segnano al tempo stesso l’inizio e la fine del percorso di un personaggio che amo definire come umano troppo umano, per dirla alla Nietzsche.
La sconfitta e la perdita portano Stark a non avere obiettivi, a rimpiangere di non aver amato abbastanza la famiglia che si era creato dopo tanta fatica; si è ritrovato in qualcosa di ancora peggio al vuoto della sua esistenza prima dell’Afghanistan, quello che tentava di riempire con feste, donne e sperperi, ma in cui comunque c’era già Pepper <3.

Il dettaglio che lei sia sparita in casa, nella casa dove lui vive di ricordi e di rimpianti e dove potrebbe esserci ancora l’impronta di lei è una cosa fot****nte angst che mi ha straziata. Non c’è un dettaglio del tracollo di Tony che non sia verosimile e curatissimo, compreso quello scampolo d’ironia che gli rimane addosso anche quando parla con l’amico di una vita. Mi piace come li hai resi fratelli per scelta; l’atteggiamento di Rhodey è quello di un buon amico che anche nei momenti di maggior preoccupazione, coerentemente col suo ruolo, non agisce come una chioccia. Direi che fa il possibile e dice quello che può, come può.

L’arrivo di Natasha è perfetto, inaspettato, felino e totalmente adatto a una donna dalla sensualità travolgente e che, per citare un noto regista dei tempi che furono nei riguardi di un’altra attrice dei tempi che furono, è ghiaccio bollente (Loki mi guarda male perché è l’ossimoro più celebre del mondo e potevo tirare fuori qualcosa di molto più originale, lo so). Entra nell’appartamento di Stark con la facilità che le è propria, ma c’è, in quelle due battute che pronuncia, una gravità incredibile, che sa di dolore. È un progetto prezioso e ambizioso, questo, e sono sempre più contenta che tu abbia deciso di condividerlo con noi. Mo’ te lascio che sennò me chiami la postale!
Baciotti muffinosi e pistacchiosi,
Cosa, Shilyss/Cla’

Recensore Master
14/12/19, ore 16:36

AHO A BONAZZA,
Mamma mia... a volte mi chiedo se tu abbia fatto un corso. De che, chiedi? Di "strappa via il cuore di Miryel senza alcuna pietà", perché ci riesci proprio bene...
Voglio parlare tanto della prima parte, ma tanto... e il motivo, sallo, è legato all'umanità di Tony. Un'umanità che si mostra, come sempre, attraverso la narrazione priva di dialoghi, dove non può nascondersi più di tanto. Dove la sua introspezione si apre come un album di vecchie fotografie, mostrando fantasmi e perdite, e fa male.
C'è un concetto che ho particolarmente apprezzato, specie come hai deciso di raccontarlo. La vita vissuta senza logica, con sonni non più popolati di incubi, siccome questi si sono avverati tutti. Ed è questo. È questo che è accaduto: Tony non voleva perdere nessuno, e si sente responsabile perché non ha fatto niente – secondo lui, per impedirlo. Non esiste logica, in questo, si lascia logorare dai sensi di colpa. Si lascia mangiare vivo da quello che ha perso e che non riavrà indietro... mangiato vivo dalle occasioni perse, ed è questo che delinea Tony più di tutto. Le occasioni perse, che lo schiacciano. Come sempre il tuo Tony è lui, nella maniera più perfetta e ineccepibile che possa esistere. Non ci sono sbafature, non c'è niente fuori posto, nella sua psicologia, che ci mostri con sapienti descrizioni di un uomo così contorto affascinante, ma frainteso da molti... ma mai da te ♥ niente, ti amo.
Ultimo plauso alla prima parte va alla difficoltà di dormire, di vivere dove Pepper è sparita. Una casa dapprima colma, satura di lei, che ora non c'è a scaldare quel posto che era loro. Solo loro.
Un concetto decadente, ma umano. Umano perché è così che ci si sente, quando muore qualcuno che viveva con noi, che riempiva le nostre abitudini anche con la presenza e poi.. e poi si deve colmare quel vuoto, ma non è detto che ci si riesca sempre, o che lo si voglia fare.

E Tony vuole e non vuole. Rhodey è come sempre il collante che lo tiene esattamente dove deve stare, ma Tony è un bambino capriccioso, certe volte. Tony è un ragazzino che sa come convincere gli altri che farà qualcosa, che poi però non farà. In questo caso però Rhodey continua ad essere una luce nel buio che gli dà qualcosa a cui aggrapparsi ma, soprattutto, lo mette in quella condizione dove è costretto ad ammettere che da solo si autodistrugge, che effettivamente ha bisogno di una mano, di non restare con se stesso; un po' per arricchire quei momenti fatti di logoramento, tra il caos di altre presenze; un po' perché ha bisogno di essere controllato... e Rhodey mi ha fatto una tenerezza infinita, soprattutto perché lui è così: Tony lo deve bacchettare. Lo ha probabilmente fatto sempre senza chiedere il permesso e continuerà a farlo sempre, perché sono amici, sono come fratelli... e sebbene Tony, infine, non faccia davvero niente per riprendersi e non prenda una decisione, ogni volta che Rhodey comparirà di fronte a lui, non avrà mai nulla da ridire. Si lascia fare tutto; perché lo sa che è una testa di cazzo e che in certi momenti ha bisogno di questo, e c'è una cosa che mi ha colpito da morire e mi ha fatto balzare il cuore in gola:

Forse è solo per quello che si sta lasciando andare a quel modo nel vuoto: perché c’è qualcuno che all'ultimo momento gli impedisce di sfracellarsi a terra, ogni volta.

È un concetto contorto, ma che sta su Tony così bene... l'arrogante consapevolezza che accadrà, è così dannatamente da lui. Tanto quanto un altro concetto che hai affrontato, ovvero quello del ritorno. Il ritorno dall'Afghanistan gli ha permesso di vivere, di cambiare vita, di cambiare se stesso, di capire molte cose... il ritorno da Titano è stato desolante; laddove ha visto sparire persone, tra cui Peter di certo la più cara fra queste, ha poi avuto notizia della sparizione di Pepper... devastante, distruttiva, l'altra metà del suo cuore che se ne va, il suo metro di giudizio, la sua logica umana... Pepper che era tutto, è sparita portandosi via quella parte che a Tony mancava ma che lei rendeva vera: l'umanità e l'amor proprio. Se li è portati via con lei, inconsapevolmente.

Infine, che se continuo altro che postale, mi mandi Casa Pound, la promessa non mantenuta a Rhodey è in realtà l'inizio di tutto, dunque. Dopo quel tentativo di rialzarsi, tutto torna come prima... e i giorni, il tempo, le ore, tornano a non avere un vero e proprio filo conduttore; tutto è caos. E adoro come descrivi questo senso di confusione, questa inconsapevolezza da parte di Tony di che giorno sia, catapultato in orari o giorni diversi, solo perché in quel momento consapevole dato che la testa non è offuscata dall'alcool... e quindi, tornato a vivere quella vita che cerca solo una fine, una risoluzione estrema, autodistruggendosi per il sensi di colpa con punizioni che gravano sulla sua salute e la sua mente... arriva uno spiraglio di sole, che però lo abbaglia, mentre è steso su quel pavimento; ma lei arriva, e riponiamo un po' – tanto, in lei, le speranze di rivederlo tornare su; perché mia cara Cosa, è quello che speriamo, siccome è impossibile, attraverso la tua prosa, non immedesimarsi dentro il tuo Tony, sentire la sua voce, percepire i suoi mugugni, vederlo fare tutti quei gesti con le mani, i suoi movimenti del viso, espressioni, persino la luce negli occhi che va a viene... perché ogni riga che lo descrive, è lui, e fa male, quando lui sta male.
Dunque, mia cara cosa, sperando di riuscire a tornare presto su questi lidi – non so manco quante parole ti ho lasciato, ma lo scoprirò presto – ti saluto e ti giuro che passerò prima di quanto tu possa credere *____* E' una minaccia ovviamente, ma io... DEVO SAPERE.
Grazie per il tuo Tony, bonazza... grazie davvero ♥
Miry, cosa3, guascona

Recensore Junior
10/11/19, ore 00:12

Con il discorso che ti semino feedback un po’ ovunque e mi prendo una piccola parte di merito nella nascita di questo meraviglioso progetto, arrivo a leggere il capitolo definitivo ed è di una bellezza così disarmante che mi mancano le parole ufficiali per descriverlo.
Sai già come la penso sul lavoro che hai fatto con Rhodey (ignoravo le sue dinamiche familiari quindi ne ho apprezzato infinitamente il piccolo scorcio accennato nelle note), come sai già il fatto che leggere quel “ehi playboy, ti sono mancata?” mi uccide ogni volta.
Penso che mi limiterò a segnalarti le armi del delitto, tenendo fede al fatto che ormai i nostri rispettivi scritti si sono ridotti seriamente ad una partita a Cluedo tema Avengers senza fine (giuro che se trovo il gioco in scatola me lo compro, ieri sera ho giocato con quello a tema GoT ed è qualcosa di meraviglioso - sempre per la serie “argomenti a cazzo”) :’)
In ogni caso, è meravigliosamente crudele far sfruttare la memoria tattile ad una persona che odia il contatto fisico... sono in brodo di giuggiole *O*
A tra subito nel prossimo capitolo,
_T <3

Recensore Master
30/10/19, ore 22:15

Dunque dunque, ho preferito lasciare per questa recensione "l'argomento Rhodey", perchè credo di non averlo approfondito abbastanza con te in privato e quindi ne approfitto adesso :P
Intanto sappi che sono stata molto contenta di vederlo in un ruolo così attivo in questa storia; come giustamente hai detto tu, è sempre stato al fianco di Tony ed è il suo migliore amico, perciò è chiaro che la sua presenza in questo momento sia necessaria. 
Si percepisce tantissimo la volontà che ha di aiutarlo, di come sia preoccupato per lui e ogni suo piccolo tentativo di farlo ragionare, ma ahimè quel bagarozzo di Tony è testardo come un mulo e non lo sta a sentire; credo che questo lo sappia un po' anche Rhodey stesso, però cerca di essere presente lo stesso per lui e di aiutarlo come può, e sono contenta che questa volta Tony abbia riconosciuto e accettato la sua presenza (anche se è sempre "capu tosta" e rifiuta lo stesso di farsi aiutare) *luna nera*
Adoro, invece, il modo in cui hai introdotto Natasha, sia perchè richiama la battuta del film, sia perchè è effettivamente qualcuno che non ti aspetti a questo punto della storia e si percepisce un sentore di svolta *luna nera nera*

Brava brava brava, adoro questa storia, adoro la tua immaginazione e adoro tutta questa sofferenza muahahah <3

Alla prossima,

_Atlas_