Recensioni per
Non che m'importasse...
di mystery_koopa
Ho visto che l'altra storia fa parte di una serie, quindi mi sono precipitata qui! |
Ciao! Arrivo velocissima dopo aver risposto alla tua recensione per ricambiarti! |
Buongiorno e buon anno nuovo!❤️ |
Ciao! |
Buongiorno! |
Buonasera, Mystery :D |
Con calma e sangue freddo, giungo dagli Oscar e finalmente riesco a passare anche da questa storia. |
Credo che il realismo sia ciò che più mi ha colpito, ben riflesso nella scrittura e nella struttura della storia. Con quel tanto di non chiaro e di non detto che appartiene proprio alla vita vissuta, dove manca sempre il libretto d'istruzioni. E' stato un piacere leggerti! Buona fortuna per gli Oscar! |
Ciao Mystery_Koopa, piacere di conoscerti! Arrivo anche io dagli Oscar della Penna, partecipiamo entrambi nella categoria originali :) |
Ciao! |
Ciao Koopa, speravo proprio che mi capitassi tu per le "Letture da brivido", perciò devo scusarmi doppiamente per il ritardo con cui mi decido a lasciarti la mia recensione. |
Buonaserissima caffè, vengo in pace dagli Oscar della Penna 2025 per lasciare una gioiosa recensione visto che partecipiamo alle stesse categorie: Miglior fotografia e miglior film originale. Follia entrambe categorie, non so come mi sia venuto XD |
Prima classificata al contest "Una storia di vendetta"
Inoltre segnalo la presenza di un paio di ripetizioni evitabili nelle seguenti frasi: “Salita un secondo prima della chiusura delle porte mi ero accasciata sul primo sedile che avevo trovato, affannata, respirando a fatica per lo sforzo della corsa.” qui c’è la ripetizione prima-primo. “Uscita dalla stazione venni investita dal vento freddo, il mio cuore mancò un battito. Mi strinsi nella sciarpa guardando il cielo, bianco freddo.” qui invece segnalo la ripetizione di freddo. Inoltre segnalo che nella frase “Notai per prima cosa gli occhi rossi, sicuramente aveva pianto per strada. Era molto più minuta di come mi era sembrata in foto, un po’ come se la sua debolezza nei confronti di Riccardo si fosse trasferita anche al corpo” il termine “debolezza” stona abbastanza e crea un poco di confusione; suggerirei di sostituirla con “…come se il suo dolore si fosse trasferito…” Queste sono ovviamente minuzie, in generale lo stile mi è piaciuto moltissimo e ho trovato il lessico abbastanza azzeccato. La narrazione mi ha coinvolta e affascinata fin da subito, ottimo lavoro! Trama: 7/10
Ho adorato il ruolo e l’importanza che hai dato alla vecchia chiave, così come ho apprezzato moltissimo tutte le varie, piccole descrizioni che hai disseminato lungo il testo. Il dettaglio del nonno finto partigiano mi ha veramente fatto sorridere: questo Riccardo non sarebbe in grado di dire la verità nemmeno sotto tortura. Solo un paio di cose non mi hanno convinto del tutto. La prima: non ho capito cosa intendesse la protagonista con la sua battuta finale “Certo, era un ragazzino e lo sarebbe sempre stato, ma so che capì quello che gli volevo dire.”. Riccardo avrà capito, ma io sono rimasta abbastanza confusa: la donna intende forse dichiararsi nuovamente all’uomo dicendogli di essere ancora innamorata? Invece come secondo punto devo dire che avrei gradito un approfondimento maggiore sul come le due donne hanno scoperto al tradimento e reagito lì sul momento.
La vendetta, in questo caso, è molto soft: semplicemente Riccardo viene lasciato da entrambe, com’è giusto che sia. Sinceramente mi aspettavo molto di più dalla fatidica cassa e, se da un lato ho apprezzato che in realtà fosse vuota (esattamente come il suo proprietario), dall’altra mi ha abbastanza deluso questa cosa. In tutto ciò, non ho capito qual era lo scopo di Isabella: si era portata dietro una valigia e questo lascia intendere che avesse intenzione di derubare Riccardo, ma non capisco perché alla fine non lo faccia davvero. La donna probabilmente si aspettava di trovare qualche “tesoro sentimentale” ma l’intenzione di derubarlo c’era comunque in ogni caso, quindi mi chiedo perché non prendergli l’assicurazione dell’auto o qualche soldo giusto per fargli un dispetto (alla fine si parla sempre di compiere un furto). In sintesi, mi è piaciuta molto l’idea ma non ho apprezzato il fatto che, alla fine della storia, Isabella non abbia portato a termine la propria vendetta. Personaggi: 7/8
Lo stesso vale per Riccardo che si rivela essere, a tutti gli effetti, il classico infame: una persona superficiale, egoista e meschina. Viene da chiedersi cosa vi abbiano trovato in lui le due donne. Forse questo personaggio viene approfondito anche meno rispetto alla moglie, ma capisco le motivazioni che ti hanno spinto verso questa scelta. Ti segnalo solo che avrei davvero gradito qualche descrizione estetica in più dei diversi personaggi, protagonista compresa.
Gradimento personale: 4/5 Veramente un bel racconto. È stato un piacere leggerlo e mi sono sentita fortemente coinvolta dagli eventi, ne sono rimasta rapita e affascinata. Ti faccio i miei complimenti! TOTALE: 24/30 |
PRIMO CLASSIFICATO AL CONTEST "UNA STORIA DI VENDETTA" |
Ehilà! |