Recensioni per
Non che m'importasse...
di mystery_koopa

Questa storia ha ottenuto 18 recensioni.
Positive : 18
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
04/04/26, ore 11:20

Ho visto che l'altra storia fa parte di una serie, quindi mi sono precipitata qui!
Ho trovato questo racconto molto realistico e coinvolgente. Ammetto che in certi momenti è stato come sentire Isabella respirare! Quindi ottime descrizioni.

Il paesaggio esterno, tra neve, acqua e montagne imbiancate, crea un’atmosfera magica ma anche malinconica — tutto quell’oro rosa all’alba, le montagne che tingono di rosa il loro candore...pura poesia.

Le riflessioni sul passato di Riccardo sono rese molto bene: la sua doppia identità, le bugie, il fatto che porti con sé una chiave che forse non apre nulla... È un personaggio complesso, un bugiardo che si nasconde dietro una faccia da ragazzino, e Isabella lo sa benissimo, ma non riesce a smettere di amarlo. La scena della cassaforte, con le foto e i documenti, è ricca di tensione: speravi di trovare qualcosa di più significativo, invece tutto sembra una grande delusione, anche la chiave si rivela una bugia.

Ingegnoso!

Buona Pasqua se non ci sentiamo prima, e a presto!

Swan

Recensore Master
05/02/26, ore 11:33

Ciao! Arrivo velocissima dopo aver risposto alla tua recensione per ricambiarti!
Ho molto apprezzato questa storia così fluida e ben scritta, sin dall'inizio sono rimasta affascinata dalle tue descrizioni, veramente ben fatte, dei paesaggi che si rincorrono al di là del finestrino del treno. Mi hai fatto ricordare gli svariati viaggi in cui mi sono alzata presto per partire all'alba e, allo stesso modo della protagonista, mi sono ritrovata a osservare i colori del cielo e i paesaggi che cambiano: tutto molto delicato ed evocativo.
La trama si svela pian piano, mi ha veramente incuriosita scoprire la ragione per cui Isabella ha intrapreso questo viaggio e la sua relazione con Rosa. Ho trovato entrambe molto ben caratterizzate, Isabella è più ferma e razionale, prova delle emozioni ma è capace di tenerle sotto controllo, mentre Rosa appare molto più apertamente emotiva e sensibile. (Come non capirla, dopotutto, visto il torto che ha subito!) Inoltre è sempre bello vedere descritta in scena una complicità femminile, dopotutto questo è quello che dovrebbe accadere quando viene fuori un tradimento: se entrambe le "amanti" sono state inconsapevoli l'una dell'esistenza dell'altra l'unica persona da incolpare è colui (o colei) che ha tradito la fiducia di coppia e questo, nella tua storia, fortunatamente succede. Riccardo appare in scena solo verso il finale ma l'ho trovato comunque ben caratterizzato anche indirettamente, attraverso i ricordi e le riflessioni di Isabella.
Complimenti e alla prossima ;)

Recensore Master
01/01/26, ore 12:19

Buongiorno e buon anno nuovo!❤️
Sono qui per le Letture per Elfi e Grinch, ho intenzione di passare in entrambe le storie ma intanto eccomi qui ❤️
Ho trovato questa storia davvero molto bella. Molto bello il rapporto che si è instaurato tra Rosa e Isabella. Un’amicizia nata dal dolore, ed è bello vedere che nessuno delle due provi rancore (anche perché l’unico verso cui bisognerebbe provare rancore è proprio Riccardo) ma che anzi si coalizzino contro Riccardo.
Molto bello anche come Isabella provi a convincersi che non gli importa nulla e che non gliene mai importato, ma che è solo un autodifesa per non soffrire e che denota quando in realtà ci soffra.
Un’altra cosa che mi è piaciuta molto è che nonostante sia in prima persona Isabella non sia l’unica a emergere, ma emergono tantissimo anche Rosa e Riccardo.
Davvero bella.
Ancora auguri e arrivo presto nell’altra 🥰
Un baci grande,
Niny ❤️

Nuovo recensore
13/10/25, ore 20:03

Ciao!
Devo dire che mi è piaciuta tantissimo e la caratterizzazione dei personaggi è fenomenale! Mi sono immerso nei loro pensieri e sia nella descrizione dei luoghi sia in quella delle reazioni di Rosa, Isabella e Riccardo hai fatto davvero un bellissimo lavoro! Complimenti! È stato davvero un piacere leggerla!

Non mi sono letto altre recensioni (per evitare che il mio giudizio venisse influenzato da quello altrui) quindi non so se ti è già stato fatto notare ma ho trovato un piccolissimo refuso in questa frase:
"perché alla fine ciò provavo in quel momento era sempre causato da lui"
dovrebbe essere immagino "perché alla fine ciò CHE provavo in quel momento era sempre causato da lui"

Recensore Master
12/07/25, ore 13:00

Buongiorno!
Ho apprezzato molto questo racconto, in cui le cose vengono svelate a poco a poco. Mi è piaciuta la collaborazione tra moglie e amante, entrambe ingannate dallo stesso uomo, e la loro alleanza per andare a scoprire i segreti di Riccardo Mellerio/ Riccardo Spiga.
E niente... il fatto che facciano questa strada, con la chiave che sembra nascondere chissà quali segreti, per poi non trovare praticamente nulla è stato un bel tocco di classe.

Ottimo lavoro!
Un saluto.

Recensore Master
04/01/25, ore 17:16

Buonasera, Mystery :D

non partecipiamo nella stessa sezione degli Oscar, ma sto comunque cercando di recuperare un po' di storie di autori e autrici di cui conosco il fandom, o nel tuo caso caso storie originali. 

La prima cosa che ho amato è il fatto che conosco perfettamente l'ambientazione (cresciuta in provincia di Varese; pendolare per una decina d'anni a Milano) e questo mi ha fatto sentire a casa. Quante corse dalla metro e su per le scale mobili, spesso per prendere proprio il treno per Domodossola (una volta sapevo a memoria tutte le fermate ahaha), anche se, grazie al cielo, mai a quell'ora del mattino.
Quanta tenerezza ho provato, per queste due donne, per tutta la lettura! Ho idea che della mia tenerezza Isabella non se ne farebbe nulla, anzi, le darebbe fastidio: mi piace il fatto che sia una donna molto razionale e forte a modo suo, ben consapevole di quali siano i propri sentimenti, del ruolo che ha giocato, delle ragioni per cui le cose siano andate in un modo anziché in un altro. E' una persona profondamente lucida ed equilibrata, motivi per i quali sono sicura che riuscirà a riprendersi in fretta, e spero lo stesso valga, piano piano, anche per Rosa.
La delusione del non trovare nulla di particolare valore nella cassaforte mi è passata subito: considerando quanto Riccardo fosse tutto fumo e niente arrosto, c'era da aspettarselo, è tutto in linea con il suo personaggio.

Insomma, complimenti e in bocca al lupo :)

Leila

 

Recensore Master
01/01/25, ore 19:29

Con calma e sangue freddo, giungo dagli Oscar e finalmente riesco a passare anche da questa storia.
La cosa che mi ha colpita di più è stata la caratterizzazione di Isabella che (unita alla struttura della storia, che comincia dal suo viaggio verso Domodossola e pian piano srotola tutte le sue motivazioni e le ragioni che l’hanno portata ad incontrarsi con Rosa) rende la storia interessante e anche molto ben calata nell’ambientazione.
Ho trovato un po’ di incoerenze nell’uso dei tempi verbali, ma per il resto ho apprezzato la… uhm… vorrei dire “rivincita” di Isabella e Rosa su Riccardo, anche se definirla così mi sembra di sminuire tutto il percorso fatto dalla protagonista. Comunque da brava milanese, anche solo a sentir nominare la mia città, non ho potuto trattenere un certo moto d’orgoglio (le priorità della vita, sì!).
In bocca al lupo per gli Oscar.

Recensore Junior
30/12/24, ore 22:25

Credo che il realismo sia ciò che più mi ha colpito, ben riflesso nella scrittura e nella struttura della storia. Con quel tanto di non chiaro e di non detto che appartiene proprio alla vita vissuta, dove manca sempre il libretto d'istruzioni. E' stato un piacere leggerti! Buona fortuna per gli Oscar!

Recensore Veterano
13/11/24, ore 20:03

Ciao Mystery_Koopa, piacere di conoscerti! Arrivo anche io dagli Oscar della Penna, partecipiamo entrambi nella categoria originali :)

Ho trovato questa tua storia davvero piacevole. Isabella mi ha colpito tantissimo, è una donna indipendente e sicura di sé, ma che si trova suo malgrado invischiata in una situazione che la rende vulnerabile. Nonostante la sua forza, l'amore riesce a metterla in difficoltà, facendola finire in una relazione che la inganna e la indebolisce.

Le motivazioni di Isabella mi sono sembrate molto comprensibili in un contesto come quello che vive. È evidente il suo desiderio di voler trovare qualcosa di autentico in una relazione che si è rivelata una menzogna. Si è trovata ad affrontare una realtà che non aveva immaginato e che, per quanto dolorosa, non può non suscitare empatia.

La tensione nella storia cresce progressivamente, soprattutto durante l'apertura della cassaforte. Confesso che mi aspettavo un colpo di scena più clamoroso, magari una grande vendetta. Quando alla fine le due donne non trovano nulla di significativo, ho provato un senso di delusione, ma poi ho capito che questa scelta è davvero azzeccata.
Una relazione come quella tra Riccardo e Isabella non può portare a nulla di concreto, e il non trovare nulla riflette appieno la vacuità di quello che è stato. Lo smorzamento di tensione, quindi, diventa parte integrante della riflessione sull'inutilità di certi legami.

La vendetta di Isabella, però, si compie comunque. Riccardo, pur sostenendo che di loro non gli importava nulla, finisce per restare abbandonato dalle sue donne, il che lo danneggia e gli fa rabbia.

Ma c'è anche una certa ambiguità nel comportamento di Isabella.
Inizialmente sembra che sia andata lì per fare giustizia e chiudere definitivamente una storia, ma in alcuni momenti la sua condotta appare manipolativa, come se avesse l'intento di allontanare Rosa per prendersi Riccardo tutto per sé. Questo aspetto aggiunge un livello di complessità al personaggio, rendendola ancora più interessante.

Il finale, pur lasciando la porta aperta a un possibile ritorno tra Isabella e Riccardo, non è affatto risolutivo. La sensazione è che Isabella, pur avendo chiuso un capitolo, non riesca completamente a staccarsi da quella relazione, forse per una questione di controllo. Non è chiaro cosa provi veramente, ma è sicuramente un segno di realismo che non si possa risolvere in poche righe un tema così complesso. L'incertezza sui sentimenti di Isabella è proprio il cuore del racconto, ed è giusto che sia così, in una situazione tanto ambigua.

In definitiva, la storia mi è piaciuta molto e mi ha fatto riflettere su dinamiche che, purtroppo, non sono poi così rare. Complimenti per la scrittura e per aver trattato un tema così delicato con tanta intensità.
In bocca al lupo per gli Oscar! 🌺

Recensore Master
05/11/24, ore 17:32

Ciao!
Arrivo qui dagli Oscar, e sono davvero contenta di avere avuto l'occasione di leggere questa storia, che mi è piaciuta moltissimo.
Ho trovato subito molto accattivante la struttura della narrazione: la storia si apre con una scena apparentemente semplice (oddio, essere pendolari non è mai semplice, ma per chi di treni nella vita ne ha presi moltissimo non c'è nulla di misterioso in una donna che corre in stazione per prendere il suo treno), ma che da subito riesce a instillare nel lettore il seme della curiosità, perché c'è una tensione latente per tutto il racconto.
Da subito si intuisce che il viaggio verso la Val d'Ossola di Isabella nasconde un segreto, è un viaggio alla scoperta di una qualche verità, e il lettore non può fare a meno di leggere avidamente per scoprire se questa verità è nascosta magari nel suo passato, o in qualcuno che è rimasto in paese, o qualche altra cosa.
Le descrizioni sono molto belle, e sarà che conosco abbastanza bene le zone in cui ambienti la storia, ma è stato davvero bello ritrovarsi calati in questo contesto così ben costruito.
E poi la verità viene fuori, ed è al tempo stesso molto semplice e molto coerente: una moglie tradita, un'amante a sua volta tradita, un uomo che non fa altro che costruire vite immaginarie e menzogne (compreso il nonno partigiano che tutto era tranne che partigiano, ma non avrebbe certo fatto lo stesso effetto, presentarlo diversamente).
Insomma, una lettura davvero molto piacevole e ben costruita, complimenti!

Recensore Veterano
30/10/24, ore 17:54

Ciao Koopa, speravo proprio che mi capitassi tu per le "Letture da brivido", perciò devo scusarmi doppiamente per il ritardo con cui mi decido a lasciarti la mia recensione.
Questa storia ha attirato la mia attenzione per via delle descrizioni di paesaggi con cui si apre: poche parole in apparenza semplici riescono a riprodurre efficacemente le atmosfere e i colori invernali dei luoghi attraversati da Isabella con uno stile fresco e vivido. Un altro elemento che spicca è chiave, alla cui consistenza ruvida e quasi tangibile si contrappone l'evanescenza del "cuore" che questa dovrebbe custodire e dei rapporti fra i tre protagonisti.
Mi è piaciuto lo svelamento graduale della situazione e delle motivazioni della protagonista, che si schermisce continuamente dietro a quel "Non che mi importasse..." (bellissimo titolo, tra l'altro) pur di non ammettere che sì, lei Riccardo, quale che sia il suo vero cognome, lo ha amato e lo ama ancora, forse perché in fondo ne condivide lo sprezzo per il mondo e per le persone. Un altro aspetto interessante è il tono distaccato con cui viene raccontata una situazione potenzialmente drammatica come quella di due donne che hanno condiviso lo stesso partner all'insaputa l'una dell'altra. Rosa e, ancora di più, Isabella, non sono nemiche o rivali, ma alleate in questa piccola caccia a un tesoro che non c'è, perché della doppia vita di Riccardo, in fin dei conti, non rimane altro che un bagaglio vuoto e un mucchietto di misere bugie (una fra tutte, la foto dell'avo non esattamente partigiano).
Ho visto che questa storia partecipa anche agli Oscar, quindi colgo l'occasione per darti il mio in bocca al lupo!
A presto e grazie per la bella lettura 😊

Recensore Master
21/10/24, ore 20:07

Buonaserissima caffè, vengo in pace dagli Oscar della Penna 2025 per lasciare una gioiosa recensione visto che partecipiamo alle stesse categorie: Miglior fotografia e miglior film originale. Follia entrambe categorie, non so come mi sia venuto XD
Questa storia si adatta perfettamente a entrambe le categorie: le descrizioni sono sublimi e si incastrano con il concatenarsi di azioni. Scopriamo perché questa donna corre a prendere un treno a quarant'anni (i mezzi fanno invecchiare prima, lo giuro, ma anche il traffico; non erano meglio i cavalli?) e inizialmente pensiamo che Rosa sia un'amica e invece boom! È la moglie di questo Riccardo. Espediente del cognome è molto affascinante: lui è solo Riccardo, senza cognome, un'entità, un qualcosa che ha riportato la scintilla nella vita apparentemente monotona di Isabella. Lei continua a ripete che non le importa niente. Vuole ostentare indifferenza perché l'indifferenza è dei forti, è il maggior disprezzo ma, in realtà, purtroppo, di quel ridicolo le importa. Si tiene il braccialetto. Io spero lo bruci ma vabbè. Rosa pare essere il lato contrario di Isabella: lei lo conosce, lei lo ama, a lei importa, lei piange. "Debole", la descrive. Ma forse è lei a essere veramente quella forte perché non ha paura di mostrare i suoi sentimenti.
Il tuo stile ha donato a questa storia un'aura di poesia urbana: un triangolo tra Milano e Domodossola narrato con un lessico variegato, tra flashback che donano squarci di un cuore ben più ferito di ciò che vuol dare a vedere.
Mi è piaciuta molto ma sapevo di avere davanti una bellissima storia appena ho letto il Nickname!
Ci si rivede agli Oscar!!!
Un abbraccio
Angel <3

Recensore Veterano
28/05/24, ore 18:28

Prima classificata al contest "Una storia di vendetta"

VALUTAZIONE DI INKY_CLOUDS
Scrittura: 6/7

  • Grammatica: 2/2
La grammatica è perfetta, personalmente non ho trovato nemmeno un refuso. Unica cosa che segnalo, ma è veramente una minuzia, sono qualche D eufonica di troppo.
 
  • Stile e lessico: 4/5
Lo stile mi è piaciuto veramente molto! L’ho trovato perfettamente ponderato nella gestione del ritmo, nell’alternarsi tra mistero e rivelazioni e, soprattutto, tra descrizioni e azione. Mi sono piaciute veramente moltissimo anche le varie descrizioni ambientali, molto evocative. Unica cosa che proprio non ho capito è stato l’uso del corsivo in alcuni paragrafi, non ho colto il senso di questo cambiamento improvviso.
Inoltre segnalo la presenza di un paio di ripetizioni evitabili nelle seguenti frasi:
“Salita un secondo prima della chiusura delle porte mi ero accasciata sul primo sedile che avevo trovato, affannata, respirando a fatica per lo sforzo della corsa.” qui c’è la ripetizione prima-primo.
“Uscita dalla stazione venni investita dal vento freddo, il mio cuore mancò un battito.
Mi strinsi nella sciarpa guardando il cielo, bianco freddo.” qui invece segnalo la ripetizione di freddo.
Inoltre segnalo che nella frase “Notai per prima cosa gli occhi rossi, sicuramente aveva pianto per strada. Era molto più minuta di come mi era sembrata in foto, un po’ come se la sua debolezza nei confronti di Riccardo si fosse trasferita anche al corpo” il termine “debolezza” stona abbastanza e crea un poco di confusione; suggerirei di sostituirla con “…come se il suo dolore si fosse trasferito…”
Queste sono ovviamente minuzie, in generale lo stile mi è piaciuto moltissimo e ho trovato il lessico abbastanza azzeccato. La narrazione mi ha coinvolta e affascinata fin da subito, ottimo lavoro!
Trama: 7/10
  • Svolgimento e qualità generale: 4/5
Questa storia è veramente molto accattivante e la curiosità resta accesa fino all’ultima riga. Inizialmente l’unica domanda che sorge è “chi è questa donna e dove sta andando?”, ma poi ne spuntano fuori molte altre come funghi: “come si vendicheranno le due donne?”, “cosa contiene la cassaforte?”, “cosa accadrà adesso?”. Il testo è un crescendo di curiosità che tiene sempre sulle spine il lettore. Veramente ottima struttura, ottima costruzione e ottimo ritmo.
Ho adorato il ruolo e l’importanza che hai dato alla vecchia chiave, così come ho apprezzato moltissimo tutte le varie, piccole descrizioni che hai disseminato lungo il testo.
Il dettaglio del nonno finto partigiano mi ha veramente fatto sorridere: questo Riccardo non sarebbe in grado di dire la verità nemmeno sotto tortura.
Solo un paio di cose non mi hanno convinto del tutto.
La prima: non ho capito cosa intendesse la protagonista con la sua battuta finale “Certo, era un ragazzino e lo sarebbe sempre stato, ma so che capì quello che gli volevo dire.”. Riccardo avrà capito, ma io sono rimasta abbastanza confusa: la donna intende forse dichiararsi nuovamente all’uomo dicendogli di essere ancora innamorata?
Invece come secondo punto devo dire che avrei gradito un approfondimento maggiore sul come le due donne hanno scoperto al tradimento e reagito lì sul momento.
 
  • La vendetta: 3/5
Adoro quelle storie dove l’amante e la moglie si alleano per vendicarsi dell’uomo che le ha tradite, sono tra le mie preferite.
La vendetta, in questo caso, è molto soft: semplicemente Riccardo viene lasciato da entrambe, com’è giusto che sia. Sinceramente mi aspettavo molto di più dalla fatidica cassa e, se da un lato ho apprezzato che in realtà fosse vuota (esattamente come il suo proprietario), dall’altra mi ha abbastanza deluso questa cosa. In tutto ciò, non ho capito qual era lo scopo di Isabella: si era portata dietro una valigia e questo lascia intendere che avesse intenzione di derubare Riccardo, ma non capisco perché alla fine non lo faccia davvero. La donna probabilmente si aspettava di trovare qualche “tesoro sentimentale” ma l’intenzione di derubarlo c’era comunque in ogni caso, quindi mi chiedo perché non prendergli l’assicurazione dell’auto o qualche soldo giusto per fargli un dispetto (alla fine si parla sempre di compiere un furto).
In sintesi, mi è piaciuta molto l’idea ma non ho apprezzato il fatto che, alla fine della storia, Isabella non abbia portato a termine la propria vendetta.
Personaggi: 7/8
  • Qualità generale dei personaggi: 2/3
Rosa non è un personaggio molto approfondito, ma quel poco che si riesce a vedere è estremamente toccante: una donna affranta e tradita che ha perso ogni certezza. La si vede poco, ma quel poco che si è visto mi è piaciuto molto perché ho trovato il suo comportamento estremamente spontaneo e verosimile.
Lo stesso vale per Riccardo che si rivela essere, a tutti gli effetti, il classico infame: una persona superficiale, egoista e meschina. Viene da chiedersi cosa vi abbiano trovato in lui le due donne. Forse questo personaggio viene approfondito anche meno rispetto alla moglie, ma capisco le motivazioni che ti hanno spinto verso questa scelta.
Ti segnalo solo che avrei davvero gradito qualche descrizione estetica in più dei diversi personaggi, protagonista compresa.
 
  • Il protagonista: 5/5
Ho adorato questa protagonista fin dalle prime righe, sembra una personalità estremamente indipendente e originale ma incastrata in un sentimento estremamente comune: la delusione amorosa. Ho adorato il modo in cui Isabella ha tentato di auto-illudersi per tutto il racconto, per poi cedere alla realtà dei fatti di essere ancora innamorata di quell’infame. Questa protagonista, con la sua semplicità e spontaneità, mi ha conquistata subito e mi piacerebbe davvero rivederla in qualche altro racconto in futuro.
Gradimento personale: 4/5
Veramente un bel racconto. È stato un piacere leggerlo e mi sono sentita fortemente coinvolta dagli eventi, ne sono rimasta rapita e affascinata. Ti faccio i miei complimenti!
TOTALE: 24/30
 

Recensore Junior
28/05/24, ore 14:04

PRIMO CLASSIFICATO AL CONTEST "UNA STORIA DI VENDETTA"

VALUTAZIONE DI ELLI2998

Scrittura: 6/7

Grammatica: 2/2

Non ho ritrovato particolari errori o punti da segnalare a livello grammaticale, quindi assegno punteggio pieno. Ottimo lavoro!

Stile e Lessico: 4/5

Ho gradito lo stile, si adatta bene al racconto, alle sue tematiche e alla sequenza narrativa. Ho apprezzato soprattutto i momenti in cui la protagonista si concentra sui suoi sentimenti, negandoli e cercando si scrollarsi di dosso il peso di ciò che è stato e di ciò che ha provato. Devo dire di aver anche gradito la ripetizione del “non che m'importasse”, frase ripetuta varie volte nel testo. Di solito è rischioso usare una frase o una parola che torna ripetutamente, in modo quasi ossessivo, è di certo un'operazione di autoconvincimento che la protagonista attua per scostare i sentimenti che sicuramente prova, una continua negazione che entra in contrasto con certe reazioni della donna, ma ciò è normale e anzi si allinea perfettamente con questa procedura di negazione/mascheramento di sentimenti. In linea generale comunque lo stile e il lessico funzionano bene e si intersecano al meglio. È presente qualche ripetizione evitabile, ad esempio nella frase: “Salita un secondo prima della chiusura delle porte mi ero accasciata sul primo sedile che avevo trovato, affannata, respirando a fatica per lo sforzo della corsa.” Questo rimbalzo fra prima e primo non mi ha convinta. Inoltre nella frase: “Era molto più minuta di come mi era sembrata in foto, un po’ come se la sua debolezza nei confronti di Riccardo si fosse trasferita anche al corpo” la scelta di “debolezza” come termine non funziona al meglio, ho capito il senso della frase e quello che volevi far arrivare al lettore, ma stona un poco.

Trama: 5/10

Svolgimento e qualità generale: 3/5

Assegno questo punteggio perché avrei gradito maggiore approfondimento sul rapporto fra le due donne. Inoltre in alcune scene sembra quasi che il rapporto fra le due sia di lunga data, nonostante l'origine di questo risieda nella frase "Ci eravamo parlate per la prima volta meno di venti giorni prima, su Facebook". Ho avuto l'impressione a tratti che le due fossero già amiche prima della nascita del rapporto con l'uomo, una specie di amicizia di anni prima (quel tipo di amica che non si vede per 10 anni poi per un motivo o per un altro ti trovi a riaverci a che fare). Ripeto, è stata a tratti una mia sensazione che non influenza il punteggio di questo criterio, semplicemente magari avrei sottolineato di più il fatto che il rapporto fra loro nasce per la scoperta della doppia vita dell'uomo. Uno dei miei problemi maggiori con il tuo racconto è stato il finale, non l'ho personalmente gradito perché mi è sembrato frettoloso e in generale non all'altezza della situazione. Mi spiego meglio, lo scambio di battute fra Isabella e Riccardo non soddisfa le aspettative, la curiosità è sempre presente nel corso del racconto perché il lettore vuole sapere come andrà a finire e arrivati all’epilogo ci si aspetta un dialogo più sostanzioso, più intenso, più amaro. Invece il dialogo sembra conservare un tono forse un poco adolescenziale, canzonatorio, non all’altezza dei personaggi e della situazione a mio vedere. Forse una maggiore descrizione delle espressioni dei personaggi o un qualcosa che potesse far intuire il lato emotivo ed espressivo di questi, intensificando quindi il momento, rendendolo appunto più vero, avrebbe potuto aiutare. Inoltre non ho ben compreso la frase finale, che di certo vuole essere enigmatica: “Certo, era un ragazzino e lo sarebbe sempre stato, ma so che capì quello che gli volevo dire”. Diciamo che il finale è a duplice interpretazione, però non mi ha convinta del tutto questa espressione e questa scelta.

La Vendetta: 2/5

La vendetta qui consiste nell’essere mollato da entrambe e dal fatto che queste due donne decidano di allearsi e aprire questa fantomatica cassa, che alla fine non rivela niente di che. Mi aspettavo una rivelazione maggiore da questo oggetto o comunque un qualcosa di più da parte delle due donne oltre all’abbandono. Diciamo che la vendetta c’è, ma è più delicata del previsto. È una vendetta quasi parziale di Isabella che all’inizio sembra essere piuttosto agguerrita, ma alla fine non si porta via granché, sembrava puntare quasi sul carico da novanta o comunque il racconto sembrava dirigersi verso una vendetta più distruttiva diciamo che però non arriva. A proposito di vendetta mi è piaciuto il modo in cui hai gestito l’inserimento dell’oggetto che è spesso presente nel racconto e ha mille significati.

Personaggi: 7/8

Qualità generale dei personaggi: 2/3

Ho apprezzato il modo in cui hai rappresentato Riccardo, un uomo duplice con una duplice vita, un essere bugiardo che sembrava in grado di provare sincere emozioni nei momenti dolci che ricorda Isabella nel corso del racconto, ma che in realtà si dimostra un uomo freddo e arido, che alla fine della giornata pensa solo a se stesso. Ho apprezzato molto il dettaglio del nonno partigiano, un tassello in più a conferma della sua falsità. Di Rosa non sappiamo molto, forse avrei gradito qualche dettaglio in più su di lei, ci viene mostrata come una donna distrutta, affranta dalla scoperta della doppia vita del marito e dal fatto di dover fare i conti con questa scoperta e con Isabella, che nonostante sia lì per aiutarla, resta l’amante di suo marito e questa consapevolezza arriva dritta come una pugnalata ogni volta che le guarda o le parla. In generale penso che tu abbia fatto un buon lavoro nella caratterizzazione e nella rappresentazione generale dei personaggi.

Il protagonista: 5/5

Isabella mi è piaciuta molto, perché è una donna combattiva e ferita che cerca di sopprimere in mille modi i ricordi e le emozioni ricordando spesso il tipo di uomo che è Riccardo, ma le emozioni non si possono sopprimere e queste a tratti trapelano dai suoi gesti e della sua mente che la riporta alla storia d’amore con l’uomo. Hai fatto un ottimo lavoro nel costruire questo senso di diniego e desiderio di fuga interiore di Isabella, questo sfuggire appunto dai sentimenti e dalle emozioni. Questa autoconvizione che lei si ostina a preservare per buona parte del racconto risulta essere molto umana e normale in casi come quello della donna, quando è presente anche una certa dose di rabbia e delusione. In generale Isabella è un personaggio molto umano e sfaccettato che fa del suo meglio per superare una delusione che l’ha senza dubbio colpita più di quanto voglia ammettere a se stessa.

Gradimento Personale: 3/5

Mi è piaciuta la tua storia e ho apprezzato fino alla fine la lettura, proprio per quel senso di curiosità sempre presente. Ciò che ha pesato sul punteggio di questo criterio e sul mio, appunto, personale gradimento è il discorso che abbiamo fatto nel punto dedicato allo svolgimento e alla qualità generale. Mi ha deluso un poco il finale e in generale mi aspettavo qualcosa in più dalla vendetta delle due donne. Ciononostante resta un racconto che ho certamente gradito, hai fatto un lavoro eccezionale nella caratterizzazione e nella costruzione dei personaggi.

Totale: 21/30

Grazie mille per la partecipazione!

 

Recensore Junior
20/05/24, ore 18:58

Ehilà!
Finalmente trovo il tempo per recensire questa tua storia, che ho trovato davvero ben gradevole.
La descrizione dei paesaggi che la nostra protagonista ammira mentre si trova sul treno che la sta portando a Milano è ben dettagliato.
La protagonista, poi, la trovo ben caratterizzata, così come la trovo ben sviluppata: nonostante dica che "non le importa nulla", avverte il bisogno, anche se inconsapevole, di trovare delle risposte inerenti al suo ex, e la richiesta di aiuto di Rosa è la scusa "perfetta" per andare alla ricerca di ciò che sta cercando. Non è arrabbiata con Rosa, anche se forse poteva esserci una remota possibilità di timore che sarebbe potuta nascere una lite tra le due dopo essersi incontrata.
Certo che Riccardo ha davvero una bella faccia tosta!...A cominciare dall'enorme bugia sul fatto che suo nonno era un partigiano, quando invece era un sostenitore di Mussolini e che appoggiava la Repubblica di Salò, e a finire da come ha mentito alle sue "ex", che le aveva considerate soltanto come delle donne con cui andare a letto e basta...E nonostante le due si erano vendicate, a lui non gliene è importato nulla di essere stato "umiliato" di fronte a tutto il quartiere. Almeno le due ragazze sono uscite a testa alta e fiere...
Ad ogni modo, altre ragazze, avrebbero ricorso anche a una vendetta più violenta o a metodi più esagerati pur di veder soffrire l'amante che le aveva fatte soffrire...
Una storia decisamente gradevole e ben raccontata. Mi è davvero piaciuta.

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