Recensioni per
Fiamme nella Notte
di fenice64

Questa storia ha ottenuto 10 recensioni.
Positive : 10
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
22/12/25, ore 15:25

Bellissima poesia, che mi ha fatto sia commuovere che arrabbiare contro gli assassini delinquenti che appiccano il fuoco.
Fosse per me non sai cosa gli farei, invece delle solite pacche sulle spalle date dai nostri ridicoli governi.
I tuoi versi mi hanno ricordato una puntata dell'anime Una spada per te Artù, intitolata Il principe tra le fiamme.
Ancora complimenti.
A presto

Nuovo recensore
29/08/25, ore 23:06

Ciao, Fenice.
Amo le poesie e questa tua è tristemente vera e intensa.
Amo anche il verde, la Natura, i boschi e i grandi alberi...saperli vittime dell'umana stupidità e criminalità è un colpo al cuore.
Versi davvero toccanti, bravissima!

Recensore Veterano
28/08/25, ore 23:08

Ciao Fenice,
purtroppo è necessario scrivere anche di questo. Il 2025 è un anno particolarmente soggetto ad incendi, purtroppo dovrò aggiornare il mio power point, per gli alunni, che mostra le statistiche dei roghi. Tanti anni per mettere in piedi le foreste, dieci minuti per distruggerle. Non si capisce mai cosa ci sia nella testa di certe persone, forse non c'è niente, questo è il vero problema: non avere la coscienza attaccata al corpo, dove sarà finita? Da soli non possiamo fare molto ma insieme è facile piantare tanti alberi, ci deve essere una parte buona dell'umanità che cancella i danni fatti.
A rileggerci

Recensore Junior
28/08/25, ore 19:37

Ciao carissima, qualche giorno fa ho letto e commentato questa tua ultima storia, molto amara, molto vera, che purtroppo tocca tutti noi da vicino. La mia recensione si sarà persa nel fumo di questo incendio visto che non è qui, così te ne invio un'altra. Chissà cosa vuole ottenere la mano che appicca l'incendio quando anch'essa poi ne paga le conseguenze?
Purtroppo non resta, come dici tu, altro da fare se non contemplare lo scempio subìto.
Molto toccante.
Sei molto brava.
Ciao
TL💙

Recensore Master
23/08/25, ore 11:37

Carissima Elena, questa poesia graffia l’anima!
Sono d’accordo con papa Benedetto, questi incendi sono veri e propri crimini contro l’umanità. Ferite indelebili che sfregiano la natura per sempre, che non si risarciranno, mai, danni incalcolabili a un eco sistema sempre più provato dalla scelleratezza umana.
Voglio risparmiarti il modo crudele e disumano con cui spesso vengono appiccati, l’ho scoperto da poco, per caso e implica l’uso di animali vivi e qui mi fermo. Neanche in un film dell’orrore avrei mai potuto concepire una così barbara, disumana e schifosa pratica per distruggere la natura.
Le tue parole misurate ma taglienti come lame hanno dato voce anche alla mia rabbia e ti ringrazio per aver voluto fare questa denuncia forte e chiara usando il tuo meraviglioso talento.
Non mi dilungo molto perché parlarne mi fa davvero male e mi induce a pensieri molto poco caritatevoli.
Hai descritto come sempre in maniera magistrale lo scempio, il dolore la devastazione e il “nulla” che dopo urla, pur senza voce.
Non credo potessi sceglie una citazione migliore di quella di John Muir, che non conoscevo e che ti ringrazio di avermi fatto scoprire perché è semplicemente perfetta al caso.
Grazie ancora una volta per aver condiviso con noi un’altra delle tue splendide poesie, anche se questa è amara come il fiele, ma doverosa per denunciare una pratica abominevole come quella degli incendi dolosi.
Un abbraccio e a presto! ♡
 

Recensore Master
23/08/25, ore 10:32

Non è per niente facile scrivere poesie sugli argomenti di cronaca, perché si rischia di cadere nel banale, di ricalcare i toni da baraccone del TG, oppure le reazioni distanti e distratte di chi li fruisce.
Pescando dai mari torbidi dei TG il pericolo è sempre quello di tirar su solo aspetti frammentari della realtà, oppure legati alle mode, o volte esse stesse a fare moda.

Ma tu, con la preziosa dote che hai di immedesimarsi nelle persone e nelle cose del mondo che ti circonda, riesci a scrivere parole vibranti e grondanti dispiacere. Segui la distruzione nel momento apicale (la “macabra danza selvaggia”, l’”urlo di fuoco”) e l’accompagni anche dopo, quando tutto ritorna nel silenzIo e la luce torna a smorzarsi “pallida e triste”.
La scena, di indubbio aspetto raccapricciante, si riflette nel tuo e nel nostro intimo fino all’ultimo verso intriso d'amarezza.
Incastonato nella tristezza, intarsiato nella desolazione, ecco che fa la sua comparsa il cuore: “si spezza in minuscoli frammenti”.

Pur tralasciando alcuni aspetti terrificanti del fenomeno (la crescita delle emissioni di CO2, l’allungarsi delle stagioni a rischio incendi, le proiezioni catastrofiche nel futuro stilate dall’AI) sei riuscita a scrivere versi che incutono spavento e tristezza al tempo stesso come meglio non si poteva fare.
Senza oltretutto mai abbandonare il tuo parlare poetico di “luoghi amati” inceneriti e di sogni infranti.
Un abbraccio con affetto, sullo scorcio di un'altra settimana incenerita.

Recensore Master
19/08/25, ore 07:46

Buongiorno, carissima Elena.
Oggi ci incontriamo di nuovo nelle tue terre.
Terre dove la poesia troneggia indiscussa.
Superba e lieve al contempo.
Superba perché la poesia è innegabilmente alta, sta al di sopra, 
ed è per questo che vede al di là di tutto.
Ma anche lieve, perché i tuoi versi sono sempre connotati di delicatezza e garbo.

Stamane la tua poesia ci parla di incendi.
Chi di noi non trema ogni estate paventando quella che è una catastrofe indegna che si ripete?
I piromani: autentici assassini.
Vomitevole feccia dell'umanità.

Nel tuo componimento c'è tutto, amica mia 
La denuncia,
lo sdegno,
la paura,
Il dolore,
l'impotenza.

Tante volte qui in Sardegna mi sono trovata io stessa a pochi chilometri da quelle fiamme.
Purtroppo è capitato che il fuoco fosse talmente vicino al paese da temere per le stesse case o le persone.
Ero bambina, ma lo ricordo bene.
E allora le campane della chiesa suonavano.
Suonavano per chiamare a raduno tutti gli abitanti.
Solo la solidarietà e la generosità della cittadinanza ci salvarono dalla catastrofe.

Ma quanti ettari di bosco distrutti.
Quanti animali uccisi.
Quante vigne, oliveti, aziende agricole, colline, parchi, orti, greggi annientati...

E ogni anno ricomincia...
Tutto in fumo.

I tuoi versi che parlano di ciò che rimane dopo la furia devastatrice del fuoco mi sono rimasti impressi.
"Alla pallida e triste luce del mattino,

lo sguardo si posa sconsolato
su una distesa di case bruciate
e alberi ridotti a neri e freddi scheletri".

Quegli scheletri neri e freddi
sono i soli sopravvissuti alla cattiveria dell'uomo 
che distrugge se stesso e la natura.

A volte davvero l'uomo è un abominio.

Grazie, amica mia, per questi tuoi versi così sublimi e veri.
Sono stati un profondo spunto di riflessione, come sempre.
Benché l'argomento sia tosto e doloroso,
tu riesci sempre a condiderarlo da un punto di vista sensibile.
Tu che sei capace di essere gentile anche nell'urlo dell'indignazione.

Io avrei urlato e basta.

Ti abbraccio forte anche quest'oggi, cara.
Buona giornata

Recensore Master
19/08/25, ore 07:46

Ciao
Parole esemplari per descrivere la crudeltà di chi appicca il fuoco...Il fuoco e sempre stato metafora di qualcosa che travolge l anima come una tempesta, ma anche sinonimo di qualcosa di intenso, come l amore che ribolle come il sangue nelle vene...
Bellissimi ogni volta questi versi che evocano forti riflessioni
Chapeau
V

Nuovo recensore
19/08/25, ore 07:08

Buon giorno cara e si purtroppo c'è gente che non può farne a meno distruggere persone o cose
Dovrebbero fermarsi a pensare prima di agire ma no e così
Buona giornata a te cara
Alta marea❤️🌈
(Recensione modificata il 19/08/2025 - 07:34 am)

Recensore Master
19/08/25, ore 02:16

Dobbiamo rassegnarci al fatto che tra noi umani ci sono persone dotate di una cattiveria senza scrupoli né limiti. La gente è cattiva, disprezza le regole e la società e vuole fare ciò che gli pare. A molti riesce ad andare bene così. È molto triste che una parte di noi e l'ambiente innocente debbano sopportare ciò che i cattivi vogliono.