Quindi.
Ieri c'è stato un temporale, un temporale bello intenso, che però non ha portato danni particolari, tutt'altro, questa mattina faceva fresco, se questo non è un segno che non potevo aspettare domani per leggere e recensire la tua ultima fatica, allora non so cosa sia.
Ciò detto BUONGIORNO!
Aspettavo da tempo una tua nuova pubblicazione, e aspettavo da tempo futuri sviluppi per la più iconica delle serie di one-shot che abbia mai letto (e di cui quoto il nome LesbianGhosts Verse), quindi puoi immaginare quanto, QUANTO sia stato felice nel momento in cui avevo realizzato che questa storia parlava di loro due, perché mi erano mancate.
Le abbraccerei ma temo finirei tagliato in due dalle cesoie, e questa è probabilmente la meno tremenda delle ipotesi. Ammetto che quando mi hai detto che avevi pubblicato ero indeciso se passare subito o cercare di rushare la revisione per pubblicare entro il finesettimana, ma una volta palese che si trattava di loro due, beh, non potevo assolutamente rimandare la lettura, nel modo più assoluto.
Di nuovo: mi sono mancate.
Parto subito col dire di avere adorato questa storia che, nel suo essere più breve e "atipica" rispetto alle altre due, ci mostra quello che potrei quasi definire uno spaccato di vita delle due sposine. Certo, una lotta contro abomini marini e zombie pirata è quanto di più lontano ci possa essere da uno spaccato di vita sicuramente, ma la loro (non-)vita siamo d'accordo che non sia esattamente la cosa più tipica e normale sulla faccia della terra.
Quindi come inizia questa storia? Non con la situazione che va gradualmente a signorine, no, c'è già andata a signorine, c'è già andata e Kuchi si trova da sola e circondata da mostri su cui sfogare la propria frustrazione perché non solo quella nebbia di merda è apparsa all'improvviso e le ha rovinato la vacanza, ma cosa ancora peggiore, le ha rubato la sugar baby.
E questo proprio non le va giù.
Faccio questa premessa perché questa storia è stata prettamente Kuchicentrica, ed ha perfettamente senso che lo sia, perché quel meteorite dagli occhi scarlatti conosciuto come Etsuko Emiya è apparso nella sua vita e gliel'ha sconvolta, e credo che questa storia raggiunga l'obbiettivo nel mostrarci QUANTO gliel'abbia sconvolta.
Parliamone: il giorno prima che Etsuko iniziasse a stalkerarla sarebbe scoppiata a ridere se le avessero detto che si sarebbe fatta una bella vacanza in spiaggia magari con qualche amico, e invece adesso? Adesso tutto questo casino è iniziato perché erano in luna di miele, quando mai avrebbe pensato che potesse esistere una luna di miele per lei? Quando?! E sono pronto a giurare che non aveva sicuramente un bikini fino al giorno prima della partenza, e giurerei anche che Etsuko abbia insistito per vederla mentre ne provava diversi.
Non so come funzionino i negozi di vestiti per non morti, ma credo siano rimaste chiuse là dentro un intero pomeriggio.
Già solo immaginarmi Emi che saltella eccitata per tutto il Giappone appena concluse le nozze rischia di portarmi a scrivere di tutt'altro rispetto a quello di cui stiamo trattando, quindi torniamo al nostro dunque: L'Isola dei Morti.
Perché Kuchi è così sfortunata che quando non è sua moglie a scegliere un villaggio maledetto o un'isola di non morti per le loro uscite, finisce per farlo lei senza saperlo. Ovviamente.
E qui oltre che ridacchiare come uno scemo al Samarcanda mentioned, devo chiedere… C-Cosa c'è a Samarcanda, se è stata Etsu a proporla? COSA C'E' A SAMARCANDA?!
A-ahem, dicevo, veniamo alla spiaggia infestata e alla situazione che comprensibilmente avrebbe portato Kuchi a bestemmiare peggio di un noto giornalista quando un invece ignoto individuo esce dallo studio sbattendo la porta. E minchia, sarei incazzato anch'io, quello doveva essere un bel momento per ammirare sua moglie in bikini non per trovarsi ad affrontare pirati non morti e altri disgustosi abomini marini.
Ecco, venendo a loro, posso dire di avere sentito odore di pesce in questa storia?
Un putridissimo odore di pesce, proprio quello di sporco e putrefazione che senti quando cammini vicino al molo dove passano i traghetti, ecco, vedendo quelle creature cazzo se l'ho sentito:
Pur essendo mostri pensati più per essere funzionali alla storia che non come piatto forte rispetto alla Divinità della storia precedente, tutti i dettagli con cui li hai descritti ed arricchiti, con le loro escrescenze disgustose, i crostacei attaccati, e quella melma disgustosa che vomitavano, mi hanno proprio fatto ricordare PERCHE' non amo andare al mare, mi è proprio venuto in mente lo sporco più sporco che il mondo marino ha da offrire.
Ha da offrire anche molte belle cose, tipo il sushi, ma sono felice di consumarlo lontano dall'acqua, specie quella infestata dai pirati.
In breve, anche se lo scopo di questa storia verteva su altro rispetto all'affrontare mostruose entità non morte, questi pirati e i gradevolissimi abomini che li accompagnavano non sono stati assolutamente da meno di altre tue precedenti creazioni, per questo riconosco questa storia come tua anche se in certi punti si distacca da quelli che sono i punti forti a cui ci hai abituati, e la adoro esattamente come se li avesse.
Specie perché nelle sue dimensioni più contenute, credo che questa storia sia quella che espande di più il mondo in cui si muovono questi due tesorini, soprattutto perché vediamo finalmente diversi personaggi che nelle storie precedenti erano stati soltanto accennati.
E qui invece li vediamo, perché Kuchi-Sama non solo può vantarsi di avere una moglie magnifica, ma anche un fedele gruppo di amici.
Uno dei quali lo calcerebbe dalla scogliera in maniera molto meno affettuosa di sua moglie, ma comunque c'è. E comunque ci penserà la sua compagna appena Kuchi le fornirà un resoconto di come si è comportato con quelle signorine dello Yucatan.
A giudicare dal timore con cui Aka le ha chiesto di non dirle niente, credo che Hachi non sia una persona molto incline al perdono, almeno non senza passare per un muro sfondato e qualche osso rotto.
Cionondimeno, già dall'introduzione del nostro cascamorto, ho la riconferma di quanto amo vedere come interagiscono i tuoi personaggi tra di loro, perché escono sempre cose che oltre all'essere divertentissime da leggere, ci ricostruiscono in pochissime battute un intero rapporto, e in questo caso riconfermano quanto accennato nelle storie precedenti, perché che a Kuchi questo qui stia un po' sul culo è comunque qualcosa che già ci è stato detto.
Molto più sorprendente e adorabile c'è invece nel rapporto con Hanako e Reiko, più precisamente è adorabile il rapporto sia che c'è tra loro due che tra loro due e appunto tra loro due e Kuchi. Non so ma quel "maestra", quel singolo maestra è bastato a farmi scaldare un po' il cuoricino, non so ora se sia sempre stato così il rapporto, se si sia creato dopo che l'avere conosciuto Emiya l'ha portata ad addolcirsi, o se semplicemente ha fatto cambiare il suo approccio con le due allieve anche se lo erano già prima, ma dopo avere letto le loro interazioni non posso non pensare che sia quasi una zia o madre per queste due piccole e letali fantasmine.
Fantasmine che sono l'una il contraltare dell'altra almeno caratterialmente, cosa che ovviamente non può che far risaltare ancora di più il loro rapporto, rapporto che probabilmente evolverà con il fatto che la prossima luna di miele sarà di loro due, perché già vedo in Hanako oltre ad un'altissima percentuale di kuuderaggine la tessa debolezza che a Kuchi verso la sua mogliettina: non è realmente capace di dirle di no o restare troppo arrabbiata con lei se c'è di mezzo un per favore e qualche moina.
Insomma, credo sia solo questione di tempo.
E magari per allora Hanako avrà imparato a nuotare perché non si può sentire di un fantasma dell'acqua che non sa come- *investito da un getto d'acqua che lo spedisca a 50km dalla costa, per fortuna c'è un amichevole Terry di passaggio, che non può fare molto oltre salvarmi dall'annegamento, ma spera sia abbastanza*
Sta- Stavo dicendo, a ogni paragrafo il ritratto di questa famiglia allargata di fantasmi diventa sempre più meraviglioso, e ovviamente dopo il migliore amico di Emi e le piccolette della family, non potevamo non arrivare al piatto forte: Etsuko Emiya, ficcata verticalmente dentro il terreno perché ascoltare una bella storia di fantasmi è evidentemente più importante della sua incolumità.
Ecco, era questo che intendevo con il "mi sono mancate", è stato come rivedere una vecchia coppia sposata dopo tanto tempo, che però non ha perso una virgola del proprio brio, tutt'altro, semplicemente quel brio è diventata la loro nuova quotidianità, con conseguenti emicrania per Kuchi che deve stare dietro questa gigantesca bambinona amante dell'occulto.
Gigantesca bambinona che però si fa perdonare per il fatto di essere semplicemente lei, la persona di cui Kuchi si è innamorata e con cui appunto non riesce a restare arrabbiata per più di cinque secondi, pur senza togliere almeno un poderoso calcio sulla natica.
Poderoso calcio sulla natica che sicuramente Emi ha apprezzato, ma non è questo il punto, il punto è che oltre l'essere meraviglioso leggerle ogni volta, vedere il loro rapporto che passa da amanti a spose , vedere che ora è questa la loro quotidianità, è commovente, anche se questa storia a differenza delle precedenti non contiene grandi discorsi sentimentali, in realtà è essa stessa un grande discorso sentimentale, perché ci mostra, come detto all'inizio, una Kuchi rinata, circondata dai suoi affetti (tranne Aka), e quel sentimento che prima veniva espresso nei discorsi audaci, adesso appartiene a ogni loro singola interazione, a ogni loro gesto affettuoso, a ogni "Conosco la mia Cretina e so cosa sta facendo MANNAGGIA A LEI".
Insomma, il sentimento per me è al centro di questa storia, come nelle altre, ma qui lo è anche senza bisogno di gesti eclatanti come quelli che hanno sancito la loro unione, perché l'effetto di quei gesti adesso vive in ogni giorno che passano assieme.
E ciò è meraviglioso, certo forse Emi se ne sta approfittando un po' nell'essere così facilmente perdonabile anche quando ammette di agire alle spalle del suo amorino, però se ciò porta alla liberazione di una legione di anime dannate intrappolate dentro una lumaca demoniaca, non posso esattamente esprimermi contrario quando trollare la sua sposina diventa un servizio alla comunità.
Certo, mi sa che da qui in poi le prossime vacanze non solo Kuchi le sceglie ma le prenota anche, anche a costo di imparare da zero come utilizzare uno smartphone o un computer, probabilmente di nascosto per evitare che Emi le stia tutto il tempo con una telecamera davanti a filmarla mentre cerca di pensare a un titolo più breve di "Adorabile moglie fantasma boomer scopre la tecnologia del ventunesimo secolo."
E niente, credo che i film mentali che mi partono quando leggo di loro due siano molto indicativi su quanto mi siano mancate, e su quanto nel corso di queste tre storie mi sia affezionato a loro che, anche se il main achievement di Emi è stato raggiunto, passerei eoni della mia esistenza rinchiuso in una biblioteca a leggere delle loro giornate tipo, anche quelle dove Emi non riesce a portarla a massacrare morti e dove Kuchi non riesce a prendersi una piccola rivincita personale nello sbloccare l'Emi timida e vagamente remissiva delle ultime righe, credo che quel tipo di soddisfazione la ripaghi di tutte le burle e le Anya-face che deve invece sorbirsi per la maggior parte del tempo. Sì, questa donna è veramente tutto ciò di cui ha bisogno… Assieme alla famiglia che si è formata attorno a loro.
E niente, mi sa che di questo passo finirò per portare la recensione da tutt'altra parte, ma mi è impossibile parlare di questa storia e di queste due protagoniste senza metterle in relazione a quello che abbiamo appreso su di loro nelle storie precedenti, e poi parlare di loro due è semplicemente piacevole, quindi ben venga. Sempre.
Ma siccome questa recensione non può durare in eterno, anche perché a scrivere così tanto di sua moglie Emi potrebbe volermi far fare la stessa fine che avrebbe fatto a chi ha privato Kuchi di un braccio (probabilmente aveva in serbo qualcosa di molto più terrificante di quanto riservato al lumacone, che a proposito, nel caso non lo avessi fatto, mi complimento anche qui per il design sempre alieno e disgustoso, ma in senso buono, che sei riuscito a dare a questi meravigliosi abomini marittimi che adesso un po' ti odio visto che accanto al mare ci vivo e ora vivrò nel terrore di trovarmi qualche non morto barbaresco che si arrampica sugli scogli... E comunque citare Chainsaw e SpyxFamily negli stessi due minuti di tempo poteva essere qualcosa che soltanto un raggio di sole pallido come Emi poteva fare, ripeto, le adoro queste due e adoro chi scrive di queste due!) credo la chiuderò qui, sperando di accogliere degnamente le tue pubblicazioni da quasi un anno che non ne vedevamo di nuove.
Alla prossima quindi, e ricorda, per le vacanze è meglio la montagna! |