Recensioni per
O,C,E'.C.T.
di Graffio

Questa storia ha ottenuto 1 recensioni.
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Recensore Veterano
23/11/25, ore 15:12
Cap. 1:

Racconti con ironia amara e linguaggio colorito, due piani della vita:
Il giardino di casa, sistemato male da un giardiniere che prima si era mostrato disponibilissimo e poi svanisce con scuse vaghe, praticamente come ogni persona che chiamo io a fare dei lavori in casa, alla fine ho deciso che quello che posso fare me lo sistemo da solo...

Poi parli del lavoro in azienda, dove tu (?) e pochi colleghi devono affrontare una fornitura enorme con tempi irrealistici e una gestione completamente caotica (strano che succeda anche questo, quasi tutti gli amici che lavorano in azienda mi raccontano le stesse cose).
Il risultato è frustrazione crescente: personale insufficiente, aspettative assurde, dirigenti incompetenti o indifferenti, e un clima che sembra destinato al fallimento come la percezione che ho dell'Italia.
Alla fine punti il dito non tanto contro i singoli, ma contro il capo supremo che ha lasciato degenerare l’intero sistema aziendale.

Se vado a cercare un significato nel tuo racconto vedo che sotto al tuo linguaggio ruvido e sarcastico c’è una riflessione più profonda:
la frustrazione nasce quando chi ha il potere di organizzare e guidare non si assume la responsabilità delle proprie scelte.
Il giardino trascurato e l'azienda allo sbando diventano metafore di un malessere più grande: promesse facili che non vengono mantenute, persone che parlano ma non agiscono, chi lavora davvero sempre più stanco e sempre meno ascoltato.

In fondo il testo parla di senso di impotenza e di delusione verso un sistema che non funziona, ma anche del bisogno di dare un nome alle colpe per non sentirsi da soli nella fatica quotidiana.

È uno sfogo, sì, ma anche un tentativo di trovare ordine nel caos raccontandolo.