Recensioni per
Trasparenza
di fenice64

Questa storia ha ottenuto 13 recensioni.
Positive : 13
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
04/03/26, ore 20:47
Cap. 1:

Ecco una composizione perfetta dal punto di vista tecnico e contenutistico.
Che dire?
Tratti un argomento difficile in maniera profonda, sottolineando che solo chi urla forte riesce ad ottenere attenzione, cosa più che mai vera in questo mondo dove è difficile farsi udire.
"Ordinaria quotidianità" che per gli esseri più sensibili è giocoforza accettare senza che la loro presenza, rivelata in sussurri discreti, venga avvertita da chi guarda senza vedere.
Da applauso.
Un caro saluto,
CEdB

Recensore Junior
22/12/25, ore 01:17
Cap. 1:

Uao.
Bellissimo questo componimento, in poche righe hai trasmesso mille emozioni facendo immaginare, al lettore, quest'ombra che si muove fra quelle che sembrano le pareti di un palazzo/casa.
Molto toccante anche la citazione iniziale, con la sottile differenza fra il sentirsi invisibili o invece visibili ma nondimeno ignorati.

Complimenti 👏👏

Nuovo recensore
17/12/25, ore 13:38
Cap. 1:

Mi sono sentito, e mi sento attualmente, fin troppe volte come decantano i tuoi cari versi. E davvero, tra le piaghe del giorno rimane solo un debole sussurro, completamente ottundato dal frastuono dell'indifferenza totale.

Grazie, per questa tua poesia.

Un abbraccio sentito,

AP.

Recensore Master
15/12/25, ore 23:01
Cap. 1:

Cara Fenice,
Si... per poca "buona disposizione" e, spesso, per pigrizia, quando non addirittura per dispetto.
Perché, come hai già scritto tu, la vita distrae e arriva perfino a "mordere".
E se essa morde... provoca risentimento e fa diventar indifferenti, magari anche desiderosi di una qualsiasi rivalsa risarcitoria, che tiene lontano ogni sussurro altrui, perfino quelli più amorevoli.
Il tema è triste, ma quanto è scritto bene questo tuo pezzo?! Veramente tanto!
Quando ti riescono così al lettore non resta che l' incanto (e, ovviamente, se lo scrivo è perché ci credo).
Complimenti!
Affettuosamente... Lenovo2015

Recensore Junior
15/12/25, ore 12:45
Cap. 1:

Carissima Elena,
come stai? Mancavo da un po' nel sito e al mio ritorno mi sono subito imbattuta in questi tuoi versi in cui mi sono rispecchiata a pieno.
Che cosa potrei aggiungere? I tuoi versi mi arrivano addosso con una forza improvvisa, come qualcosa che non lascia scampo. È vera fino a fare male, così aderente alla realtà da diventare quasi insopportabile. Essere ignorati, cancellati dallo sguardo degli altri, spesso ferisce più di un gesto apertamente ostile. Si tratta di un dolore silenzioso, ma profondo, un dolore che consuma e svuota, un dolore che ti annienta...anche di più di un dolore fisico.
Sentirsi una nullità, come se la propria presenza non lasciasse traccia, mina lentamente la fiducia in te stesso, ti riduce a un’ombra, a qualcosa di marginale. Ed è questo che ti annienta di ancora più.
Eppure, in mezzo a tutto questo, resta una certezza che consola: nel mondo c’è sempre qualcuno che ci vede davvero, qualcuno per cui non siamo invisibili, qualcuno per cui esistiamo pienamente. Ed è questo che ci spinge ad andare avanti seppure a fatica.
Tante volte nella mia vita mi sono sentita così ed è una sensazione che non si dimentica, solo chi la prova può comprenderla. Proprio a tal proposito ho inserito la storia tra le preferite.
Mi complimento davvero per essere riuscita a condensare in pochi versi una grande e triste verità.
Approfitto di questo spazio per augurarti delle buone feste, spero di rileggerti al più presto.
Un abbraccio!

Celeste
(Recensione modificata il 15/12/2025 - 12:47 pm)

Recensore Junior
14/12/25, ore 13:22
Cap. 1:

Mi sono soffermata in particolare su "tra luce e vuoto". È come se il contrario di luce invece di essere ombra fosse vuoto e il contrario di vuoto invece che pieno fosse luce. Ho pensato allo Spazio. È così buio perché è vuoto ma la luce del sole ci giunge lo stesso. Neanche i suoni si propagano nel vuoto: ci si deve saper stare nel vuoto a volte per non sentire quelle disarmonie che sedano la voce interiore. Ma non sempre. Perché la musica è troppo bella e, come diceva Ezio Bosso, si può fare solo insieme.

Recensore Master
13/12/25, ore 09:30
Cap. 1:

Cara Fenice,
come avrai notato, ultimamente, mi ritrovo sempre più lento ad accostarmi alle tue realizzazioni artistiche (e non solo alle tue), essenzialmente perché non mi sento adeguato.
Le tue opere sono come parti prolungati nel tempo, sofferti e impegnativi, dal risultato peraltro quasi sempre splendido.
Ed io mi scopro sempre più lento nell'assimilare la bellezza delle cose.
Nel percepire il fascino che si nasconde dietro le parole. Purtroppo. Devo lavorare molto di testa, come se il cuore si fosse inaridito.

Perfetta la grafica, a partire dall’andamento sinusoidale dei versi. Perfetto l’incipit, un attacco minimale ma perentorio: “è lì". Lapidario, scolpito nella pietra: hic iacet.

Perfetta l’immagine, con quei bordi anch'essi evanescenti, con la spinta massiccia, da destra, delle ombre; quasi ad accentuare la fragilità.
Fragilità messa in risalto pure dalla solennità del porticato, che l’AI mi aiuta a riconoscere in una delle gallerie della Grande Moschea di Kairouan, in Tunisia.

E poi le parole… sapientemente disposte, sapientemente selezionate.
Tutto contribuisce a trasformare, come un’abile opera alchemica, "una presenza invisibile” nel “dolorosamente visibile" della citazione iniziale.
Colpiscono il "frastuono della quotidiana ordinarietà” al centro, nel verso più lungo, ripreso dal “fiume di disarmonici suoni" alla fine, nel secondo verso più lungo. Un’intensa, dolorosa esperienza acustica che si accavalla agli spazi, alle luci, alle ombre.

Eppure… io che amo spesso fare il bastian contrario, io che cerco sempre il lato positivo delle cose - così, semplicemente per istinto di sopravvivenza - ti confesso che mi ci ritrovo bene in quella invisibilità, in quella trasparenza del titolo: una umile presenza che non intacca il fascino esotico del luogo circostante.
Messa da parte l'umiltà, mi piace poter essere me stesso senza essere giudicato.
Poter fare quello che voglio senza essere ostacolato.
È un dono speciale, che si può conseguire appieno proprio in virtù dell’invisibilità. Grazie al fatto di essere ignorati dalle beghe e dal frastuono del mondo che ci circonda.
E vorrei continuare a lungo ad essere invisibile, senza dare e senza ricevere fastidi.
A volte, la voce che si alza muta, il sussurro che nessuno raccoglie, aiutano a intensificare interiorità altrimenti irraggiungibili. Come la mancanza della vista aiuta un cieco a sviluppare sensibilità speciali.
Vorrei… ma so che non è possibile. Più l’età avanza e più sarò di fastidio a chi mi è vicino.

Bellissimo il tuo modo di esprimerti, peraltro, che già come vedi ho copiato e ho memorizzato tra i miei polverosi bagagli.

Caramente ti saluto, con la speranza di tempi futuri migliori.
Una Speranza certa che è Fede.
Fede e Speranza, che sono la quintessenza dell'Amore.
Un abbraccio affettuoso.

Recensore Master
13/12/25, ore 08:07
Cap. 1:

Ciao cara
Scusa il ritardo...per la lettura dei tuoi versi.
Questa poesia mi ha portato alla riflessione intima e profonda....le trasparenze sono quei toni onirici, quelle sagome inanimate ma presenze evanescente, piccole fessure dell animo umano, che ha volte emergono..schizzi di passato, visione del presente e sprazzi del futuro
Complimenti
Chapeau
V

Recensore Master
12/12/25, ore 12:13
Cap. 1:

Sembrano i miei libri, questi. Scritti con amore, con grande fatica, con impegno, e che nessuno vuole leggere. Snobbati completamente.

All'inizio faceva male.
Ora ho capito che la scrittura si fa per se stessi, non per vendere.

E al diavolo il mondo.

Recensore Master
12/12/25, ore 11:46
Cap. 1:

Carissima Elena questa tua poesia ha il sapore amaro della verità.
Non c'è cosa più brutta e desolante che essere trasparenti. 
Ti senti un essere inutile, abbandonato, non voluto. Sono sensazioni che conosco bene, che fanno male e che minano nel profondo l'autostima.
Ci si chiede a volte che si sia fatto di così sbagliato per meritarsi l'indifferenza che è peggiore, a mio avviso, della malevolenza, che pur essendo negativa è un sentimento per lo meno.
È davvero destabilizzante, senza contare che questa angosciosa consapevolezza t'investe sempre nei momenti di forte fragilità, quasi a volerti dare il colpo di grazia.
Credo che la cosa peggiore sia l'indifferenza da parte di coloro che si professano amici, o peggio dei familiari, situazioni che io molti di noi hanno provato sulla propria pelle e che non ci si augura per nessuno. 
Però, sì, c'è un "però", questo fortifica e ci libera anche da persone e situazioni negative. Chi non ci aiuta, chi non ci supporta, chi fa finta di non vederci, beh a sua volta merita l'oblio e non merita neppure una goccia della nostra amarezza, perché è come legittimare che il loro "giudizio" "attenzione" siano molto, troppo, importanti. Per conto mio ho smesso di prendermela per chi non ha interesse per la mia persona se non in maniera superficiale e opportunista, facendo poi appunto finta che io non esista. Fa male, lo so, ma bisogna ripagare con la stessa moneta e cancellare questi soggetti.
Le persone hanno il valore che noi diamo loro, quindi se a noi danno zero valore, anch'essi hanno valore zero.
Per fortuna non tutte le persone che ci circondano sono così, né gli amici, quelli veri, né i parenti, né iconoscenti, bisogna solo imparare a dare peso solo a chi lo merita e lasciare le zavorre.
Ti ringrazio di avere espresso questo concetto così duro, doloroso con parole delicate, quasi oniriche, vergate con la grazia poetica che ti contraddistingue.
Cara amica, come diceva qualcuno di grande "Non ti curar di lor, ma guarda e passa!" 
Lo so, purtroppo il periodo non aiuta perché le sensazioni negative, in questo clima festoso, paiono quasi ampliarsi, ma bisogna scrollarsi di dosso il negativo ad ogni costo.
Ti auguro ogni bene e una vagonata di serenità, sei una splendida persona e ti meriti tutto il meglio 
Un grande e forte abbraccio e a risentirci! 

Recensore Master
11/12/25, ore 23:38
Cap. 1:

Non dirlo a me , io oltre a invisibile mi sento inutile.
Vedo che tanti hanno radici profonde e una famiglia che li sostiene, ma per chi è solo si deve arrangiare. Questo ti esclude dai piaceri di una vita in un gruppo e il carattere timido che ho non aiuta.
È come essere nati in una tribù. Chi è fuori e solo deve restarci. Poi nel periodo delle feste questo divario te lo senti proprio addosso come una etichetta.
Capisco benissimo quindi la tua poesia, e purtroppo anche oltre.

Nuovo recensore
11/12/25, ore 12:54
Cap. 1:

Ciao carissima io in questo periodo vorrei essere trasparente ma allo stesso tempo sono contenta di sapere che voi siete al mio fianco
Purtroppo l indifferenza fa male ,ma la cattiveria è peggiore ,tu elegante come sempre poesie delicate con le immagini che ricamano il tutto ,
Alla prossima e grazie
Alta marea ❤️🙏

Recensore Master
11/12/25, ore 10:44
Cap. 1:

Cara Elena... 
Che posso dirti?
Questa tua poesia oggi è come un pugno nello stomaco.
Troppo vera.
Troppo reale.
Troppo dolorosa.

Concordo, ovviamente.
L'essere invisibili per gli altri a volte è peggio che essere trattati a pesci in faccia.

Sentirci totalmente ignorati, come se non esistessimo, fa male.
Fa molto male.

È una sensazione che ci annienta.
Distrugge la nostra autostima.
Ci relega al ruolo di nullità.
E questo è terribile.

Tuttavia, ci conforta il fatto che nel mondo c'è sempre qualcuno che pensa a noi.
Qualcuno che tiene a noi.
Per il quale noi non siamo affatto invisibili.

Ed è questa consapevolezza che allora ci salva.
Ci salva dalla dimenticanza.

Tu, magistrale creatrice di versi, riesci sempre a introdurci in modo sublime anche laddove non vorremmo entrare.
Tu, con il tuo consueto garbo e la tua delicatezza innata, ci prendi per mano.
E ci fai entrare così in quei meandri di tristezza e solitudine che spesso permeano la nostra vita.
Per poi uscirne di nuovo.
Ma con più dolcezza di prima.

Grazie, carissima
Un forte abbraccio

A presto
Manuela