Recensioni per
Confusione
di fenice64

Questa storia ha ottenuto 9 recensioni.
Positive : 9
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
09/01/26, ore 18:33
Cap. 1:

Questo testo è una piccola camera d’eco dell’anima.
Ha quella qualità sospesa che appartiene ai momenti di passaggio, quando un anno finisce e un altro non è ancora cominciato davvero, e ci si ritrova in quella terra di mezzo dove tutto sembra possibile e impossibile allo stesso tempo.
La confusione qui non è rumore: è materia.
È un mantello, una nebbia, un mare.
È qualcosa che pesa, avvolge, distorce, trascina.
E tu la racconti con immagini che non gridano, ma sussurrano — e proprio per questo arrivano più in profondità.
C’è una bellezza particolare nel modo in cui descrivi il silenzio: non come assenza, ma come presenza ingombrante, quasi un muro che cresce e separa.
E una delicatezza rara nel riconoscere che forse la confusione nasce non dalle risposte mancate, ma dalle domande che non abbiamo ancora avuto il coraggio di formulare.
La parte più potente, però, secondo me è quel “mare in tempesta”.
Non è un’immagine nuova, ma tu la rendi nuova perché la colleghi a qualcosa di più sottile: non il rischio di affogare nelle risposte sbagliate, ma in quelle che non arriveranno mai.
È un pensiero che fa male, ma è vero.
E la verità, quando è detta così, con questa trasparenza, non ferisce: illumina.
Sembra di respirare un’atmosfera quasi cinematografica: i rintocchi lontani, la nebbia che si posa sulle parole, le ombre che danzano fuori portata.
Nel frattempo, pare quasi di vedere una figura immobile in una stanza semibuia, mentre il mondo fuori continua a scorrere senza di lei.
Eppure, in tutto questo, non c’è resa.
C’è un ascolto.
Un restare.
Un riconoscere ciò che accade dentro, senza scappare.
È un testo che non dà risposte — e non deve.
Fa quello che deve fare: nomina il caos, gli dà forma, gli dà voce.
E già questo, in sé, è un primo passo fuori dalla nebbia.

Bellissima poesia.

Ci tenevo a lasciarti un commento e farti un saluto.
So che per te è un momento difficile, ma per poco che sia sappi che io ci sono se hai bisogno. Anche solo per chiacchierare qui.
Mi piace - anche se non ci conosciamo direttamente - pensarti come una cara amica.
Un abbraccio

Recensore Junior
09/01/26, ore 07:35
Cap. 1:

Ciao Fenice, mi ritrovo particolarmente a casa in questo tuo scritto, lucido e incredibilmente esplicativo.
Speriamo di essere provvisti di altrettante certezze che rendano più lieve affrontare la confusione che così bene ci hai descritto.
Un caro saluto.
TL💙

Nuovo recensore
08/01/26, ore 01:05
Cap. 1:

Gentile Elena, come stai?
È da diverso tempo che non ci sentiamo e mi faceva veramente piacere passare sotto un tuo nuovo componimento e farti avere un mio parere a riguardo. Approfitto anche dell'occasione per augurarti un sereno anno nuovo: spero che possa offrirti serenità, sollievo e qualche bella soddisfazione che non guasta mai. A proposito di anni che passano e tempo che fugge via, se non sono invadente e non erro mi sembra di dedurre dal tuo testo che quanto trascorso ti abbia lasciato un retrogusto amaro, come una sensazione di sospensione emotiva, uno stato d'animo di malinconia soffusa che non va via: può capitare, infatti, che il ripiegamento nel proprio mondo interno e nello spettro di dubbi e affanni di un determinato tratto del nostro tragitto di vita sia tale che ci si sente sopraffatti e disconnessi dal mondo reale, come se di colpo ci si trovasse in uno stato al confine tra sogno e realtà e l'atmosfera attorno a noi si facesse rarefatta, quasi evanescente: la mente comincia a correre lungo binari che non riconosce come suoi e si contorce in un vortice che ci lascia addosso tensione non risolta e stress. Mi piace molto l'associazione tra la confusione legata al fluire incessante degli interrogativi che ti poni e il mare in tempesta - immagine, quest'ultima, che tra l'altro adoro inserire anche nei miei testi: quando l'anima si affolla di domande che non trovano risposta, di echi che non donano pace e di rumore di fondo, la sensazione predominante è quella di una progressiva e lacerante perdita di controllo, come se qualcosa stesse sviando tutti i termini e, di fatto, onde enormi stessero cercando di travolgerci e a grandi sorsi di farci affogare; in questo caso, non si sta bene con sé stessi, si ha paura, si brancola nel buio, ci si trascina a passi incerti lungo la nebbia che riempie il ritmo delle nostre giornate, lungo il tremolio furtivo delle nostre parole, delle nostre emozioni, dei nostri respiri. Mi piace molto anche il fatto che tu abbia paragonato il tuo intorpidimento ad una danza di ombre sfuggenti: quel che non trova risposta, dentro di noi, continuerà a scalpitare, in silenzio, nella penombra della solitudine, nella speranza inconscia di essere integrato col resto dei contenuti psichici della nostra personalità. La presenza di vuoti lasciati aperti, infatti, contrasta col bisogno umano di completezza e chiusura emotiva e, dal mio punto di vista, produce proprio quel genere di sensazione che hai descritto. Concludo offrendoti, se posso permettermi, un piccolo suggerimento, una chiave di lettura personale: di fronte a questa apnea che descrivi, prova ad accettare il momento presente così com'è, senza giudicarlo, senza provare a cambiarlo, senza rinnegarlo, ma osservandolo da un punto di vista analitico e da una prospettiva più dolce. Va bene non avere sempre tutte le risposte a portata di mano, così come va bene, anche se non ci piace, pensare che forse, per trovare la pace di cui necessitiamo, dovremo faticare un altro po' o comunque attendere una porzione di tempo che non possiamo quantificare né calcolare; anzi, non è detto che ci faccia necessariamente del bene ostinarci nel trovare soluzioni ai nostri interrogativi, sebbene sia umano, fisiologico, desiderare una sorta di omeostasi interna. A volte, forse, bisogna lasciar che le cose si sedimentino da sole, con naturalezza, e si collochino, col tempo, con la calma e la pazienza, in un'angolazione percettiva che sul momento non riusciamo a prevedere. In ogni caso, non esistono risposte giuste o sbagliate, ma esiste solo quel che si confà al proprio modo di essere ed esperire la realtà. Spero davvero che le mie parole possano esserti d'aiuto in questo momento e offrirti un piccolo angolo di riflessione, mi piaceva l'idea di condividere la mia visione personale delle cose nell'ottica di una piena partecipazione emotiva alla tua esperienza. Detto questo, ti faccio i miei complimenti per questo scritto e mi auguro davvero di risentirti presto!
Un carissimo saluto

Recensore Master
07/01/26, ore 22:32
Cap. 1:

Carissima Fenice eccomi da te per commentare questa tua poesia in cui trasuda un forte senso di smarrimento che attanaglia la gola anche di chi legge, tanto è forte e sanguinante il sentimento che esprimi.
Confusione, paura, incertezza sono tutte sorelle tra loro e formano come delle sbarre di una prigione invisibile ma opprimente in cui chi ne è vittima rimane rinchiuso senza neanche riuscire a capire come è possibile sentirsi così prostrato.
Certo sarebbe facile darsi le colpe, per non essersi fatti le giuste domande o per essere incapaci di trovare le risposte, ma la verità è che non dipende da noi dato che spesso ci troviamo a essere vittime di situazioni improvvise di cambiamenti non cercati, o delusioni cocenti inaspettati.
Ho trovato questa poesia molto triste, intrisa di un sottile senso di sconfitta ma so anche che sono momenti e che come arrivano poi anche passano. Certo non chiedono il permesso prima d'investirci e non sempre è possibile combattere, o semplicemente a volte non ne abbiamo più la forza né la voglia, ma per fortuna nulla dura in eterno, così bisogna solo aspettare che la confusione svanisca lasciando spazio a nuove consapevolezze.
Mi è piaciuta molto la citazione che hai scelto, l'ho trovata azzeccata.
Come al solito non possono esimermi dal farti i miei più sinceri complimenti per il tuo stile, sempre curato, elegante, ma soprattutto che arriva dritto al cuore o alla pancia. Mi auguro che questo nuovo anno porti nuove belle cose anche se lo sapremo solo quando ci avrà lasciato, se è stato più garbato del precedente.
Spero di non avere scritto troppe castronerie, l'ora è tarda e sono molto stanca, ma ci tenevo a commentare, ho avuto una settimana molto impegnativa e ancora non siamo a fine, ma non mi voglio lamentare né tediarti.
​Ancora tanti complimenti cara amica e grazie di condividere con noi queste splendide poesie!
Un forte abbraccio!
(Recensione modificata il 07/01/2026 - 10:34 pm)

Recensore Master
06/01/26, ore 08:29
Cap. 1:

A volte non ci sono domande giuste o domande sbagliate. 
A volte, semplicemente, non ci sono risposte.
E allora forse è meglio restare in silenzio.
Ad ascoltare l'eco di quelle domande.
Perché altro non resta da fare.

Una poesia che scuote le corde del cuore.
Non le pizzica.
Non le sfiora.
Non le tocca.
Le colpisce con forza.

Brava, amica mia.

Un caro abbraccio

Recensore Master
05/01/26, ore 12:40
Cap. 1:

Ciao cara
Bellissime parole nate dall' anima per una descrizione di un anno appena trascorso....Questa poesia mi porta a una riflessione intensa sull' estrema caducità dell'esistenza...La vita e proprio come un anno scorre intrisa di piccole e intense sfumature, alcune di loro segnano indelebili i nostri ricordi altre si mescolano addentrandosi nei meandri più reconditi dei pensieri...
Complimenti e sempre un immenso piacere leggere questi tuoi versi, frammenti che ci aprono a meditare....
A presto
V

Recensore Master
05/01/26, ore 10:26
Cap. 1:

Inizi l’anno con una ventata di musica nuova, carissima Fenice, empatica e affabile.

Lo stile è sempre il tuo, altalena amica di versi lunghi e versi corti, che si svolge nella pagina con precisione quasi sinusoidale. Cortissimo, di una sola parola, il verso iniziale, lunghissimo quello finale, sentore di sfogo fatto e fatto bene.

Musica empatica, perché è un concerto personalissimo, quasi un ragionare senza voce con se stessi, eppure si espande corale in questa specie di teatro virtuale che riesci a costruire, in questo dialogo muto con i tuoi spettatori.
Ci fa sentire tutti nella stessa barca.
Immersi in una civiltà dove le parole sono adagiate su una fitta nebbia, scrivi.
Splendido favellare, impressioni che rimangono impresse, sensazioni rivestite di un forte senso comune della realtà.

Trovo stupendo quel cercare di addossare su di sé l’origine di tutta questa confusione, “alla mia incapacità nel saper porre le domande giuste.”
Quando l’unica colpa nostra secondo me è solo quella di porsi domande, giuste o ingiuste che siano. “Domande mai veramente nate”, e risposte mai date: descrizione potente.
L’unica colpa di noi esseri umani è forse quella di voler capire troppo, di volersi spiegare il Caos, che anagrammato diventa Caso, che analizzato diventa Disegno, insondabile, spesso molesto, spesso tragico.

Personalmente non sono d'accordo con nessuna delle due citazioni.
La confusione non la vedo derivare da uno stato di illusione. L’illusione è lo stato di una mente chiusa a qualsiasi domanda, ripiegata a riccio su se stessa, a occhi chiusi o col paraocchi; mentre la confusione nasce dalle troppe domande, dal bisogno di uscire dai confini troppo ristretti della realtà tangibile.
E la paura di prendere decisioni, poi, non è perché siamo confusi, secondo me, ma è tipica del vigliacco che crede di sapere tutto; o nella migliore delle ipotesi del saggio che vede infinite possibili decisioni, ognuna con i suoi aspetti positivi e negativi.

La tua è una poesia che fa bene.
Perché la confusione è espansione, tu stessa lo scrivi.
La confusione è ricchezza: dalla confusione iniziale dei pixel, di tutte le forme e colori, nascono le immagini dell’AI, per un processo continuo di detrazione, mirabile invenzione umana.
Dal Caos Dio creò il mondo.

La confusione è come alzarsi al mattino, grati per una giornata da vivere in più, con la voglia di mettere ordine, a partire dalle minime cose, e ad esse limitandosi.
Le briciole più insignificanti di quel grande, disordinato banchetto - prelibatezze e bocconi amari, a volte condiviso, a volte solitario - che è la vita nostra.

Un caro, affettuoso abbraccio.

Nuovo recensore
05/01/26, ore 09:23
Cap. 1:

Buon giorno carissima e ancora auguri di io sto vivendo questo brutto momento e sinceramente cercherò di passare oltre purtroppo c'è gente che crea solo problemi
Ti ringrazio per le belle recensioni e parole e sono contenta che voi apprezziate il mio lavoro ma purtroppo
C e chi si diverte a distruggerlo
Un abbraccio cara io cercherò di fare sempre .
Meglio alta marea ❤️

Recensore Master
05/01/26, ore 01:16
Cap. 1:

Purtroppo non può essere tutto chiaro ed è la vita stessa ad essere un gran miscuglio di grigio.
Situazione che capita e che comprendo.