Recensioni per
La riva della Coscienza
di SSJD

Questa storia ha ottenuto 10 recensioni.
Positive : 10
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
11/03/26, ore 18:52

IX
NONO POSTO, CON UN TOTALE DI 44.08/50
La riva della Coscienza, di SSJD

Grammatica e Stile: 7.83/10 (media tra 8.9/10 di g. e 6.75/10 di s.)
La grammatica è molto curata, ci sono pochissime imprecisioni
“Miglior amico” – “Migliore”, ma non è un vero errore e non sottraggo punteggio
“Eh?”. – Il punto non è necessario dopo l’interrogativo -0.20
“Questa volta c’era qualcosa di diverso” – “Quella volta” -0.20
“più di chiunque altro custode” – “qualunque altro custode”, essendo “chiunque” un pronome misto, non regge questa costruzione -0.20
“L’unica cosa che la bambina riuscì a fare, fu chiudere il programma” virgola tra soggetto e verbo -0.50
Il punteggio complessivo è quindi 8.9/10.

Passando invece allo stile, devo ammettere di essermi trovato un po’ spaesato in più punti, durante la lettura; e la cosa mi ha sorpreso, visto che solitamente i tuoi racconti sono molto lineari.
Il problema principale, secondo me, è il cambio di voce narrante: dalla narrazione in prima persona si passa in terza nel momento del cambio di protagonista, senza che ce ne sia un vero motivo. Avrei fatto una scelta sola, attenendomici per l’intera durata del racconto. Ma analizziamo entrambe le prospettive con ordine.
La prima persona, a mio parere, funziona molto bene nelle storie in cui c’è un solo protagonista, e l’intero racconto è vissuto attraverso i suoi occhi dall’inizio alla fine. Ti dico però che avrei capito il suo utilizzo, qui, a causa del prompt molto particolare che ti era capitato: passare dalla voce disillusa e a tratti volgare di Alex, a quella candida e innocente della ragazzina Naiki avrebbe creato un effetto di contrasto molto molto interessante. I momenti in cui Alex si esprime direttamente sono d’impatto, riescono a coinvolgere senza fatica, e da questo punto di vista capisco il tuo non voler rinunciare a una narrazione diretta.
Io, però, avrei scelto comunque la terza persona. Il problema della prima parte del racconto è che, subito dopo l’introduzione del protagonista, parte una lunghissima spiegazione sullo stato del mondo, sulla trasformazione del Nilo in Coscienza e sul suo uso da parte della Giustizia, e tutto il resto. Non si tratta di un vero errore di prospettiva, nel senso che sono tutte informazioni che è plausibile che Alex conosca – ma non si sarebbe mai soffermato a ripensare a tutto ciò e a raccontarselo in testa, nell’esatto momento in cui si trova davanti al fiume!
Sostanzialmente, è un intero segmento “tell” ai limiti dell’infodump che interrompe il flusso della lettura quando ancora non è del tutto avviato. Non sono un purista dello show don’t tell, tutt’altro, e penso che tutte queste informazioni fossero necessarie, ma le avrei snocciolate un po’ per volta, facendole riportare un po’ da Alex e un po’ da Naiki, a mano a mano che l’introspezione dei due li portava a riflettere sul significato della giustizia all’interno di questa ambientazione.
Proprio per questo motivo avrei trovato un narratore onnisciente in terza persona decisamente più adatto: avresti perso un pochino di immediatezza espressiva nei passaggi dedicati ad Alex, è vero, ma avresti potuto inserire spezzoni volti a chiarire il contesto con più naturalezza, senza farli risultare così tanto forzati.
Sulla struttura sintattica, i dialoghi e il lessico non ho nulla da aggiungere: sai che amo il tuo modo molto schietto di scrivere, il realismo delle parole dei tuoi personaggi, e anche in questo caso non sei stato affatto da meno. Le frasi tendenzialmente brevi aiutano a mantenere un ritmo incalzante anche nei passaggi più introspettivi, e il linguaggio utilizzato non si discosta mai da quello che ci si aspetterebbe dai protagonisti – la differenza tra le due sezioni si nota, e te ne rendo atto.
È un po’ un peccato che non sia stata davvero valorizzata, secondo me, perché le spiegazioni di worldbuilding e il cambio da prima a terza persona prendono proprio il sopravvento.
Segnalo infine due piccole ripetizioni (-0.25):
“Riduco gli occhi a due fessure. / Non appena due lamine di luce tagliano l’orizzonte, mi porto una mano davanti agli occhi”
“Naiki era solo una bambina, ma sapeva leggere negli occhi dei condannati più di chiunque altro Custode della Coscienza della sua classe. / La bambina, a soli dieci anni…” Il termine “bambina” compare poi anche due righe prima e tre righe dopo.
In conclusione, sì, la storia tutto sommato funziona, e soprattutto nella seconda parte è anche abbastanza scorrevole, ma ritengo che i problemi sopraindicati siano stati strutturali, e abbiano in parte compromesso l’esperienza di lettura. Assegno quindi allo stile il punteggio di 6.75/10.

Trama e Originalità: 9/10
L’obbligo che hai pescato ha necessariamente impattato anche la trama, ne terrò conto all’interno della valutazione.
Scegliere di raccontare la stessa storia da due punti di vista complementari, comunque, è stata una scelta vincente per non far pesare il cambio di prospettiva al lettore, che nelle oneshot è sempre un grosso rischio. Nessuna delle due componenti risulta incompleta, e la trama procede in modo molto scorrevole tra la prima e la seconda metà.
Questo tipo di suddivisione di ha anche aiutato a dilazionare le informazioni di worldbuilding. Come ho già segnalato nella sezione stilistica, sei incorso in più punti in spiegazioni quasi forzate, a blocchi, come se temessi che il lettore si perdesse, senza sapere in anticipo determinate informazioni. Onestamente però, non penso che sarebbe accaduto: per esempio, nella primissima scena, avrei preferito che Alex facesse soltanto intendere di essere stato condannato alla riva della Coscienza, senza andare a specificare subito l’origine del fiume, e la sua trasformazione in prigione una volta passato l’interesse turistico. La scena sarebbe stata ugualmente comprensibile, risultando anche più intrigante, con un alone di mistero sul contesto protratto più a lungo.
Qualche informazione, forse, avresti potuto non inserirla nemmeno nel racconto, tenendola solo come “impalcatura”, ed espandendo magari il discorso nelle note. Capisco benissimo la volontà di far trasparire quanto si è creato all’interno del testo, soprattutto in casi come questo in cui davvero l’idea di partenza è eccezionale, ma l’ottimizzazione del risultato finale richiede anche questo tipo di limature, a volte.
Non penalizzo ulteriormente la presenza di tali blocchi di testo, avendolo già fatto nel parametro dedicato allo stile, ma ho preferito espandere comunque il discorso, sperando di risultare il più chiaro possibile.
L’originalità del testo risulta ottima: il mondo che hai costruito è un’eccellente distopia proprio perché porta il lettore a porsi domande sul presente, al di là degli elementi fantastici inseriti. È davvero giusto esporre dei bambini a eventi così violenti, soltanto perché l’algoritmo che governa il fiume accetta input soltanto da loro? Esistono davvero un bene e un male assoluti, anche per menti semplici e in un certo senso ingenue come le loro?
Ho apprezzato moltissimo la scelta di mostrare il sistema nel momento esatto in cui si rompe: Alex è il primo a non reagire di fronte alla Coscienza, e Naiki mette in discussione tutto ciò che aveva imparato fino a quel momento (“scelta più difficile” / “non le era mai capitato”). Forse, è proprio questo a renderla una Custode superiore agli altri, più che una logica ferrea o un istinto infallibile.
Tornando all’intreccio in sé, non ho notato alcun errore nello svolgersi degli eventi, che sono anzi posizionati in modo interessante, con un leggero alternarsi di passato e presente.
Il momento in cui si scopre che dietro alle risposte del fiume ci sono delle persone riesce nell’effetto sorpresa, aumentando il coinvolgimento del lettore e la voglia di saperne di più.
La gravità dell’azione commessa da Yuri si intuisce invece fin dalle prime righe, e piano piano il lettore arriva a immaginare cosa sia successo. Eppure, l’ingresso in scena di Hana e il suo incontro con Naiki mi hanno completamente spiazzato (non pensavo nemmeno che vivessero nello stesso luogo, a dire il vero), l’ho trovata una scelta estremamente originale, di grandissimo impatto emotivo. La frase finale in cui Naiki si alza “con la Coscienza sollevata”, giocando ancora una volta intorno al nome del fiume, è stata un vero colpo di genio.

Caratterizzazione e introspezione dei personaggi: 10/10
Trovo che la caratterizzazione dei personaggi sia il vero cuore del racconto, e funziona benissimo.
Come avevo già accennato in precedenza, mi ha fin da subito colpito la forte individualità di Alex, che emerge anche attraverso le scelte stilistiche nei suoi monologhi interiori, e nel modo in cui si rivolge al fiume, disprezzandone l’apparente natura metafisica. Alex è sarcastico, acido, incazzato col mondo e al tempo stesso privo di ogni emozione, ora che ha compiuto la sua vendetta – o giustizia, che dir si voglia, la distinzione è davvero labile, nel racconto.
Mi è piaciuto molto il modo in cui comunque abbia fatto un percorso, all’interno della storia, prendendo effettivamente coscienza di ciò che ha fatto e razionalizzandolo, nonostante la sua opinione di base non resti minimamente attaccata, dal confronto col fiume.
La rivelazione che questa sfida di sopravvivenza a senso unico sia apparente, e che dietro il fiume ci sia non solo una persona che scrive le risposte, ma una schiera di bambini pronti a giudicare i “criminali” dall’altra parte, cambia completamente la prospettiva del racconto.
Anche Naiki, come detto in precedenza, funziona nella misura in cui si confronta con la giustizia: dove Alex rimaneva fisso nelle sue convinzioni, lei però è aperta al cambiamento, e affronta un vero e proprio processo di crescita nel corso delle pagine. Non basta più leggere dati da un foglio, per capire cos’è giusto e cos’è sbagliato, la verità è molto più complessa di così, e analizzarne le sfaccettature tramite la sua introspezione è risultato estremamente interessante. Non è facile scrivere di personaggi preadolescenti, anche se con una spiccata intelligenza emotiva come Naiki: c’è sempre il rischio di infantilizzarli troppo, o al contrario di farli percepire al lettore come troppo grandi per la loro età, ma in questo caso è un problema che non ho riscontrato. Naiki è reale, credibile, ingenua a tratti come la sua età richiede, ma sveglia e in grado di vedere oltre le apparenze.
In storie simboliche come questa amo trovare personaggi che possono essere universalizzati, andando a rappresentare diversi lati della natura umana, ed è una caratteristica che i tuoi protagonisti (e anche i personaggi secondari, a dire il vero, tra il trauma di Hana, la malvagità egoista di Yuri e le preoccupazioni del padre di Naiki) possiedono alla perfezione. 10/10!

Bonus: 9.5/10
Paradiso – Scheletro: Fantascienza, Acqua salata, “Cammino lungo la riva della coscienza, dove le onde si muovono in un flusso e riflusso continuo. Quando arrivano, lasciano dietro di sé delle scritte che subito l'ondata successiva cancella” (Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia): Il pacchetto è stato usato molto bene. Il genere fantascientifico emerge sia nella sua componente più distopica, con la catastrofe climatica e l’introduzione di questo sistema di pene molto particolare, sia in quella tecnologica: nonostante il modo in cui sia possibile controllare le risposte date dal fiume non sia spiegato, ha comunque un forte impatto sulla trama. L’acqua salata risulta naturalmente dal worldbuilding, con il deflusso contrario delle acque dalla foce alla sorgente. Infine, la frase di Murakami. Leggendo le tue note mi è venuto il dubbio che tu abbia capito male un’indicazione: non era necessario iniziare il racconto con la frase, bastava inserirla all’interno, anche modificata. Comunque, l’idea di rendere “Coscienza” il nuovo nome del Nilo è stata un colpo di genio, che ti ha permesso di basare l’intero racconto sulla citazione, prendendola come premessa. Perfetto! 3/3
Purgatorio – Giza, Egitto: Dell’Egitto non vediamo molto, solo il Nilo e le Piramidi, completamente rovesciati rispetto al loro ordine naturale. Mi sarebbe piaciuto vedere il luogo un po’ più protagonista, anche a livello culturale (considerando i nomi dei protagonisti, il tuo racconto ha invece portata globale): ho un po’ avuto la sensazione che, scegliendo un altro fiume e un altro monumento, la storia non sarebbe cambiata. D’altra parte, però, ho apprezzato lo sforzo di provare a prendere il ribaltamento delle piramidi come simbolo stesso del nuovo equilibrio. Nella prima sezione della storia, inoltre, l’ambientazione desertica incide sul modo in cui si comporta il protagonista. 1.5/2
Inferno – A metà storia, cambio di protagonista! L’obbligo che hai pescato era uno dei miei preferiti, e non sono rimasto affatto deluso dalla sua applicazione all’interno del racconto. Nonostante il disequilibrio stilistico citato in precedenza, infatti, la trama scorre molto bene, portando le due parti alla perfetta complementarietà ai fini della comprensione dell’intera vicenda che ha coinvolto Alex, quanto accaduto a sua figlia, e il giudizio di Naiki. 5/5

Titolo: 4/5
Sono un po’ combattuto, riguardo a questa scelta. D’impatto, conoscendo la citazione di partenza, l’ho trovato un po’ troppo letterale, come se non avessi avuto idee e avessi optato in extremis per una scelta “di recupero”. Iniziando a leggere, mi hai convinto un po’ di più, soprattutto nella prima parte, che si svolge appunto lungo le rive del fiume, nella snervante attesa delle sue risposte. Nella seconda parte, però, il legame si è un po’ perso: sì, andiamo a vedere cosa c’è “dietro le quinte”, cosa si cela davvero dietro a questo strano fenomeno, ora controllato dalla tecnologica – ma il legame con l’elemento della “riva” si perde completamente, e non viene recuperato nemmeno nel finale. Per come è impostata la storia, il termine “Coscienza” era assolutamente necessario, ma avrei provato a focalizzarmi su un aspetto diverso, attinente magari a entrambi i personaggi protagonisti e non solo ad Alex: “Le risposte della Coscienza” o qualcosa di simile, magari?
Assegno comunque un buon punteggio; il legame con il racconto c’è ed è ben comprensibile.

Gradimento Personale: 3.75/5
A contest concluso, penso di poter affermare che questo pacchetto era forse il più difficile, da rendere al meglio, a prescindere dall’obbligo (anch’esso molto complicato) con cui hai dovuto integrarlo. L’idea di base, come ho detto anche in precedenza, mi è piaciuta molto: il mondo che hai creato riesce a dare il via a riflessioni molto interessanti sul senso di giustizia, e le voci dei protagonisti sono credibili – soprattutto nella sezione dedicata ad Alex ho ritrovato le caratteristiche che più amo delle tue storie, il conflitto interiore del personaggio e il suo disprezzo verso il mondo marcio che lo circonda. I problemi strutturali mi hanno però impedito di immergermi totalmente nella lettura, e anche l’impatto emotivo ne ha risentito, quantomeno fino all’incontro tra Naiki e Hana, in cui trovo che il racconto abbia raggiunto il suo punto più alto. La fantascienza è un genere estremamente difficile, soprattutto se caricata di temi sociali, e la storia avrebbe forse avuto bisogno di un po’ più di spazio per sedimentarsi, e dare il meglio di sé.

Recensore Veterano
27/02/26, ore 16:19

Gemellino di pacchetto!
Aaaaaaaaaaah!
*Lo placca*
Bene, entrata drammatica in scena fatta (✓), spero che tu mi abbia pigliata al volo o qui ci rompiamo in due l'osso del collo lol

Allora, allora, più o meno avevo intuito correttamente il nocciolo della tua storia, dai ù.ù certo, il mio cervello era brutalmente andato alla mitologia egizia con il peso dell'anima, la piuma, la bilancia, la condanna eterna per chi è indegno (volevo io l'Egitto nuuuuuuuuu!), cose che alla fine non c'entrano un tubo sostanziale con la tua os, ma che mi hanno ugualmente portata sulla retta via :3 (e questo si chiama avere cu–)
Dunque, parto in quarta dicendoti subito che il pov di Alex l'ho estremamente apprezzato, sia per la narrazione più secca e "rude" di quest'uomo che non ha il minimo rimorso per ciò che ha fatto - e che quindi vede tutto questo come spreco del suo tempo, sia perché il suo disinteresse generale fa si che la mancanza di informazioni più specifiche - riguardanti la parte fantascientifica del wb - sia giustificata dal suo modo di vivere.
A lui gliene frega niente sapere come accidenti queste piramidi stanno sottosopra? No. E infatti ci vengono date le minime informazioni essenziali e bona (sottolineo che l'uso della prima persona è stato dunque super azzeccato per questa immersione)

L'obbligo di cambiare a metà dell'opera protagonista è bello cattivo, ammettiamolo. Interessante ma di certo fa prendere in considerazione l'idea di armarsi con un catto crasso e lanciarlo stile bomba a mano contro koopino ahahahah solo una volta, dai. Comunque, secondo me lo hai superato molto bene, anche se - personalmente - avrei apprezzato maggiormente che anche la sezione di Naiki fosse narrata in prima persona. Tutta questa idea dei Custodi della Coscienza che devono essere obbligatoriamente dei bambini è un incipit interessantissimo e che pone ovviamente diverse domande: quanto un bambino può essere esposto a questi casi fino ad avere la propria morale a sua volta corrotta? Quando perde a sua volta innocenza? (Dato che presumo che gli 8 e 11 anni sia un range standard e che non tutti i bambini di default siano idonei a fare i Custodi) Insomma, secondo me con la prima persona avresti potuto spaziare maggiormente sull'ambiguità morale che sta mettendo in crisi Naiki, mostrandoci in modo approfondito i pensieri della bambina che cerca di comprendere il punto di vista di Alex o condividerlo, per poi trovarsi davanti alla sofferenza di Hana e... Realizzare il perché, davanti a qualcuno di totalmente spezzato. Certo, narrare il pov di un bambino è rischioso e difficile, ma secondo me avrebbe aggiunto una profondità e umanità ancora maggiori (e poi, tu ti sei andato a impelagare in questa cosa lol la colpa è tua). La parte di Naiki l'ho trovata un po' "fredda", forse anche a causa dello stretto arco temporale nel quale si svolgono le vicende, che mi fa percepire il tutto come se Naiki cambiasse fin troppo velocemente idea. Comprendo che il suo personaggio, dato il suo ruolo di giudice imparziale, debba essere prettamente distaccato e per questo mi sarei aspettata un maggior peso/pathos nella sua ricerca di una risposta al quesito di Alex.
Ma il amo le storie introspettive, lo sai, per me l'introspezione non è mai abbastanza lol
Inoltre mi chiedo: Alex sa dove si trova. Sa che tecnicamente pentirsi di ciò che ha fatto potrebbe in qualche modo "alleviare" le sue condanne. O comunque giocare in suo favore. Comprendo il suo non pentirsi di nulla, ma questa possibilità gli potrebbe permettere - un futuro - di rivedere sua figlia (sto pensando in termini di ergastolo, per esempio, e pena invece di 10 anni), la stessa per la quale ha ucciso, insomma. La ama, e anche tanto, o non lo avrebbe fatto. Allora perché non finge di collaborare? Perché non desidera tornare da lei e continuare a proteggerla ora che è nel suo momento più fragile (anche perché non pare esserci una madre... O forse sì? Naiki dice "genitori" nel finale in effetti)? Potrebbe credersi indegno, è vero, ma questa è una mia pura congettura - a meno che non mi sia persa dei riferimenti nel testo. E' possibile. Sono orba, non lo nascondo sob
Questo è il mio unico grande interrogativo.
Poi vabbé ho rischiato come una scema per Naiki a cui tocca il tuo stesso pacchetto e obblighi, sono quelle chicche che mi fanno volare lol, nonché il finale nel quale la bambina comprende il perché, senza che ciò tuttavia giustifichi le azioni di Alex (cose che vengono invece fin troppo sovrapposte ormai, nonostante non dovrebbero esserlo)

Ti faccio un mega in bocca al lupo per il contest e ti lancio diversi biscottini al burro~

Maau! :3

Recensore Master
25/02/26, ore 20:53

Buonaserissima, Con estremo ritardo, eccomi dal contest!!!
Inizierei con una citazione:
"Che ciò che può essere giusto per una persona, magari non lo è per un’altra. Alcune volte non è possibile trovare un equilibrio e un piatto della bilancia si trova costretto a sopportare il peso di una situazione che si è creata non per colpa sua. Capisci cosa intendo?”

Ho letto le recensioni. Io andrò controcorrente perché lo capisco. Onestamente per me un'azione del genere assolve assolutamente tutto. Non esiste giustizia per chi commette crimini del genere, niente potrà restituire la serenità alla vittima. Pochi moralismi. Chi non ha rispetto per la vita non deve sorprendersi se non ne riceve. Alex ha fatto esattamente quello che un padre dovrebbe fare, specialmente se vediamo quanta "giustizia" viene fatta oggigiorno per casi simili. Quindi per me Naiki, seppur la giovanissima età, ha dimostrato grande umanità, maturità e comprensione.
Il pacchetto non era facile e tu hai saputo trarne una storia interessante e che affronta una questione attuale. Non mi sono interrogata molto sulla piccola Naiki che si ritrova a ricoprire un ruolo tanto importante, anche se mi chiedo che fine fanno i bambini quando diventano troppo grandi per continuare ad essere giudici!
Comunque, mi taccio perché le mie ideologie politiche stanno uscendo un po' troppo per i limiti di questa piattaforma ;)
Ti faccio i complimenti e ci si becca!
Abbracci piramidali
Angel <3
(Recensione modificata il 25/02/2026 - 08:56 pm)

Recensore Master
09/02/26, ore 04:18

Ed eccomi qui caro! Sai che avevo visualizzato quasi la tua stessa combo di pacchetti? Scartai scheletro per via della frase di un complesso terribile, posso immaginare che ti abbia dato dei grattacapi 😅😅😅🙈
Comunque ci hai ricavato un raccontino mica male, a tratti nonostante la tematica delicata trattata (stiamo parlando di un omicidio-vendetta per un abuso dopotutto) ho anche sorriso molto
Sorriso molto perché l'ironia sarcastica di Alex e l'idea dei bimbi tutori della legge sono molto tuoi, le parolacce piazzate ad arte un po' meno 😜😜 ma doverose direi affinché Alex diventasse credibile.
Ed è credibile.
Credo ci siano pochi "Gino Cecchettin" in giro, gente capace di trasformare il dolore fatto a persone care in qualcosa di costruttivo e buono.
Gli altri convivono con il dolore e probabilmente anche con una gran rabbia, sì, rabbia che se non viene in qualche modo "smaltita" o "canalizzata" finisce paradossalmente per logorare chi ce l'ha, mentre chi ha fatto del male è spesso punito ma con attenuanti che non dovrebbe meritare.
Perché?
Perché talvolta la punizione sembra ingiusta.
Ma poi ci si chiede, quale è in realtà la giusta punizione per quel che Yuri ha compiuto?
È giusto prendersi la sua vita per il male che ha fatto? O sarebbe stato peggio per lui finire in galera?
Secondo me non c'è una posizione più giusta di un altra, la giustizia è dettata da leggi ma viene percepita molto soggettivamente in effetti, tra le righe lo diceva anche il papà della bimba forse con l'esempio della bilancia, ed è vero: quel che è /sembra giusto a me a un altro può sembrare ingiusto, qualcuno senza scrupoli non ci pensa due volte a compiere azioni che ad altri paiono ingiuste o crudeli e via dicendo.

La bimba (e il fiume) ha preso la giusta decisione?
Lo dirà il tempo. Padre e figlia sono vivi e probabilmente staranno insieme ma hanno entrambi ferite dolorose da portarsi dietro la vita, chissà se ce la faranno...

Interessante e ben scritto questo racconto, fa molto riflettere e nonostante la fantascienza nel mezzo è parecchio attuale....
In bocca al lupo per il contest e a presto!🤗
Nala

Recensore Veterano
06/02/26, ore 13:20

Ciao SSJD.

Trovo che il racconto sia molto ben scritto e che fornisca delle immagini molto suggestive. L'acqua del fiume che scorre al contrario e che risponde alle domande e le piramidi rovesciate sono elementi pieni di significato. Francamente, mi riesce più facilmente di credere a questo, supponendo che in questo regno domini il sovrannutare, che non a dei bambini di 11 anni che si occupano di casi di omicidio (e che si prendono la responsabilità di condannare una persona per omicidio o di rilasciarla).

Alex è una persona come possono essercene tante altre, che di fronte a un torto devastante decide di vendicarsi. Oh, la morte di Yuri, tecnicamente, è stata indolore, ma non è che cadere da 75 piani sia stato un bel modo di andare all'altro mondo. Insomma, ci vogliono alcuni secondi per precipare dal tetto fino al marciapiede e devono essere stati attimi terribili quelli che hanno preceduto uno schianto tra i 100 e i 200 km orari. 

Naiki mi pare invece una vittima inconsapevole del sistema. Di certo è una minore messa a lavorare. E poi casi come quelli di Alex, con torture e omicidi, non è bello che siano affrontati da persone che invece dovrebbero solo pensare a studiare e giocare. Presumo che il suo innato senso della giustizia, la sua capacità di capire l'animo delle persone attraverso i loro occhi, le consentano di non avvertire mai dubbi sulle condanne che ha inflitto. 

Il padre della bambina è un personaggio secondario che ha pochissimo spazio, eppure ha un ruolo importantissimo nella vicenda, quando dice alla figlia "Che ciò che può essere giusto per una persona, magari non lo è per un’altra" e le spiega che a volte su un piatto della bilancia a volta bisogna considerare anche "il peso di una situazione che si è creata non per colpa sua".
E' la chiave di volta per evitare che la giustizia sia una lama spietata.
D'altra parte, però... in questo modo si legittima la vendetta compensativa. Alex, almeno ai miei occhi, meritava l'ergastolo per aver compiuto un omicidio premeditato. E sua figlia, pultroppo, non avrebbe potuto avere il suo supporto.
 
Beh, la tua è stata senza dubbio una storia che mi ha fatto riflettere. 
In bocca al lupo per il contest!

Recensore Master
03/02/26, ore 13:08

Buongiorno,
ho trovato molto interessante questo tuo racconto e il modo in cui sei riuscito a cambiare protagonista senza che la continuità della vicenda venisse in qualche modo intaccata.

Ho trovato molto originale il fatto che la giustizia sia amministrata da bambini, ma sei riuscito a renderlo credibile in questo contesto.
Anche la ragione per cui Naiki concede la grazia ad Alex mi sembra coerente il personaggio.

Mi sarebbe piaciuto scoprire qualcosa di più della torbida vicenda di Yuri e di chi fosse questo personaggio, se non avesse mai mostrato comportamenti quantomeno equivoci in precedenza.

In bocca al lupo per il contest, un saluto.

Nuovo recensore
01/02/26, ore 23:46

Ciao SSJD,
è un piacere ritrovarti in questo contest. Ero curiosa di vedere cosa ne avresti tirato fuori, soprattutto dopo aver scoperto quale obbligo di era capitato. Non uno dei più facili di sicuro, ma, e su questo concordo col caro giudice koopa, sicuramente uno dei più interessanti e credo che tu l'abbia gestito molto bene. Il cambio di prospettiva a metà racconto non solo è molto naturale, ma a parer mio aggiunge una profondità maggiore al testo. Poi probabilmente io sono di parte perché adoro i cambi di pov.
Obbligo a parte, anche il pacchetto era piuttosto impegnativo. Io non avrei saputo come gestire la frase, soprattutto se abbinata poi all'ambientazione fantascientifica, ma il risultato è stato davvero interessante: l'immagine delle piramidi rovesciate che fanno da sfondo a questa sorta di limbo terrestre è molto suggestiva e di impatto e anche i due protagonisti non sono da meno, nonostante siano forse delineati in modo un po' grossolano. Se posso muovere una piccola critica, infatti (ma è proprio il pelo nell'uovo), mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più sia della storia di Alex e Yuri (perché Yuri ha deciso di fare qualcosa di tanto tremendo alla figlia del suo migliore amico? Era un pazzo sadico? Lo aveva già fatto altre volte ad altre donne prima?) che della piccola Naiki che si ritrova alla sua giovane età a ricoprire un ruolo tanto importante (che fine fanno poi i bambini quando troppo grandi per continuare ad essere giudici? Esiste un prosieguo della carriera? Nel caso commettano un errore giudiziario, chi ne paga le conseguenze?).
Comunque è una storia di certo ben scritta e ben riuscita,  che dà vita ad un mondo futuristico davvero interessante e che resta ben impresso nella memoria.

Ti auguro buona fortuna per il contest,
Noize
 

Recensore Master
29/01/26, ore 09:18

Ciao carissimo,
che racconto interessante. Partiamo dall'ambientazione: le piramidi rovesciate, il deserto, il fiume salmastro. Ricorda le ambientazioni dei fumetti di Bilal, sia perché anche nei suoi lavori ci sono costanti richiami all'antichità Egizia, sia per le suggestioni del paesaggio con le figure architettoniche rovesciate, che danno un senso di straniamento e disorientamento.
Si dice sempre che certe persone sono vive solo perché esiste il codice penale. In questo caso, direi che il protagonista ha elegantemente ignorato questo piccolo particolare e ha fatto ciò che andava fatto, a prescindere dalle conseguenze. È per questo che rimane lungo le rive del fiume, che risponde veramente come un'Intelligenza artificiale stolida, fornendo risposte che hanno quell'enigmaticità stolida da pellerossa dei vecchi film, che ti spinge a rispondere "grazie al cazzo".
Alex non è pentito di quello che ha fatto, anche se lo fanno immedesimare in Yuri, anche se gli fanno qualsiasi "spiegone" o pistolotto moraleggiante, lui non cambia idea: Yuri andava ammazzato, punto e basta. Del resto, lo voglio vedere quello che perdona chi ha torturato sua figlia per quasi dieci giorni, rendendola invalida.
La seconda parte della storia, come da "obbligo infernale", il protagonista cambia: è la bambina che si deve occupare del caso. Qui mi hai fatto venire un certo brivido, caro autore, dal momento che è ben noto che l'empatia, ovvero quella struttura mentale che ti permette di immedesimarti negli altri e capire il loro dolore, si sviluppa a partire dai dieci anni. Questo spiega il mio odio per i bambini, capaci di bollire il pesce rosso vivo per vedere cosa succede e non avere un fremito di rimorso, proprio perché nella loro psiche il rimorso non esiste. Non per niente, i più grandi ammazzatori del regime di Pol Pot sono stati i "compagni bambini", che in quanto "puri" e "non corrotti" da ideologie straniere erano i più adatti a comminare le pene.
Questa bambina però fa ragionamenti da filosofo stoico, si vede che nel futuro i bambini sono meno carogne degli adulti (il bambino è meno carogna di un adulto solo perché ha meno mezzi, dagli in mano un mitra, o il potere di amministrare la giustizia e vedi). In ogni caso, la bambina ragiona su tutta la vicenda, tocca con mano le conseguenze del gesto di Yuri, incontra una vita spezzata, che non tornerà mai più come prima. Il gesto di Alex, capisce, non può essere espiato. Non può esserlo semplicemente perché non c'è nessuna idea che sia stato un gesto sbagliato. Sarebbe come se uno volesse punirti perché hai restituito un portafoglio con dentro diecimila euro. E dov'è la cattiva azione?
Una storia molto bella, suggestiva e interessante, che pone interrogativi sui quali è bello riflettere (come vedi dal papiro che ti ho lasciato^^).
Complimenti per l'idea e l'ambientazione, in bocca al lupo!

Recensore Master
23/01/26, ore 15:06

Ciao!
Ho trovato molto particolare la storia. Non mi è chiarissimo come funzioni la tecnologia che permette ai bambini di parlare attraverso il fiume, ma alla fine dei conti posso prenderla per buona e limitarmi ad apprezzare il concetto. Capisco il punto di vista di Naiki che pensa più alla vittima che all’imputato ma anche no, dato che di fatto la sua decisione lascia a piede libero – grazia non significa che Alex sarà confinato in casa a prendersi cura della figlia – un assassino che non prova neanche una briciola di rimorso per quel che ha fatto, a prescindere dalla sua motivazione; d’altra parte questo succede a lasciare la giustizia in mano a dei bambini, che per innocenti che siano possono (devono, oserei) peccare di ingenuità. (Tra l’altro trovo orribile, distopico, che si mettano in mano a bambini così piccoli file su vicende gravi e cruente. Non è un peso che dovrebbero portare, poco importa che il fiume accetti solo loro.)
A questo proposito, mi ha stupita non trovare l’avvertimento Tematiche delicate nello specchietto. Per quanto il rapimento con stupro e tortura non venga mai descritto nei dettagli, è comunque una tematica piuttosto forte (e rilevante per la storia) che mi aspetterei venga segnalata.
In bocca al lupo e alla prossima!
Mari

P.S.
Mi è rimasta una curiosità sul tuo pacchetto: che prompt avevi?

Recensore Master
23/01/26, ore 14:00

Ciao ^^
Molto bella questa rivisitazione fantascientifica del "peso dell'anima", che ben si addice all'ambientazione egizia. Le piramidi al contrario sono davvero suggestive, sono un elemento metafisico che rappresenta bene il "limbo" in cui si trova Alex, un luogo senza tempo e spazio in attesa del suo giudizio. Interessante anche il ruolo del fiume Nilo che assume il ruolo di Coscienza, o come scopriamo dopo di Giudice.
Inizialmente si pensa che Alex sia davvero un uomo privo di coscienza, capace di uccidere senza alcun rimorso. Ma poi scopriamo che in realtà il suo non è stato un atto di violenza ingiustificato, e arriviamo anche a provare empatia e compassione nei suoi confronti.
Al cambio di protagonista, mi ha stupita il fatto che il giudizio sulla colpevolezza dei criminali sia un compito assegnato a dei bambini, la cui figura mi ha un po' ricordato quella buddista del dalai lama, prescelto quasi fin dalla nascita. Naiki svolge al meglio il suo compito, non solo con razionalità, ma anche con umanità. La condanna definitiva di Alex lo avrebbe forse punito per il suo crimine, ma avrebbe gravato anche sul destino della figlia, già distrutta dalla sofferenza.
Concludendo, ho davvero apprezzato questa narrazione, grande metafora sulla tematica della pena di morte e sul significato di giustizia, che si conclude con una grazia dal sapore amaro.
Complimenti e buona fortuna per il contest!
Alla prossima! :)