Recensioni per
La Prova
di Scintilla19

Questa storia ha ottenuto 8 recensioni.
Positive : 8
Neutre o critiche: 0


Devi essere loggato per recensire.
Registrati o fai il login.
Recensore Master
03/08/26, ore 19:54
Cap. 1:

Recensione premio per il contest "Novelle Notturne" 1/2

Ciao Scintilla!
Come sempre più spesso accade, ogni volta che leggo un tuo testo, sono rimasto senza parole di fronte alla grande emotività che emerge tra le righe. Ma proverò a lasciarti un commento più sensato di così, perché la storia lo merita tutto :)
Sono un grande amante del genere distopico, soprattutto nel momento in cui riesce a catturare le ansie del presente, riportandole attraverso una lente sì di fiction, ma che lascia ancora intuire grandi richiami a ciò che stiamo vivendo. E così, la Prova (con la maiuscola, perché è la Prova per eccellenza, e a chi non la supera è praticamente impedito di vivere) richiama subito le aspettative sociali, l'obbligo a rientrare in caselle predefinite in base al proprio genere, il controllo del corpo femminile, la carriera che, per una donna, diviene socialmente accettabile solo se in contemporanea c'è anche lo svolgimento del ruolo di madre, preferibilmente con numerosi figli. E attraverso il rifiuto di questo modello riesci, in uno spazio ridotto, a esplorare ulteriori tematiche, come la disforia di genere, l'orientamento sessuale visto come "una fase" (l'odio che provo per questa affermazione non è quantificabile, penso), l'autodeterminazione della persona, nonostante limiti legali che fisicamente impediscono di uscire dall'adolescenza, e di diventare adulti (proprio a rimarcare l'inutilità sociale di chi non produce figli, rientrando nell'ottica di controllo che il racconto ritrae).
La prima persona funziona benissimo, e ho apprezzato la struttura a flashback, che ben mostra l'evoluzione della protagonista attraverso i diversi tentativi che ha dovuto sostenere: l'ansia assoluta, poi la disperazione e la rassegnazione, e infine il raggiungimento di una nuova consapevolezza - quella che, nonostante tutto ciò che questa scelta comporti - smettere di fingere sia l'unica soluzione possibile, per conservare la propria umanità. Penso di aver colto un duplice significato, nella frase che hai posto come introduzione: perché in apparenza sì, anche qualcosa di imperfetto come il carbonio (ad esempio, la ragazza amata dalla protagonista), se sottoposto ad altissime pressioni, abbandona la propria identità per uscire dalla stanza della prova con un diamante al dito; ma al tempo stesso, è anche la protagonista ad aver eliminato la negatività, sul finale, e finalmente a brillare, anche di fronte all'inevitabile "bocciatura" che la attende per la terza volta. Il finale aperto è qui perfetto, perché non serve mostrare nulla di più, per far passare il vero messaggio del racconto.
Devo ammettere, però, che mi sarebbe piaciuto se la storia fosse stata più lunga: mi ha catturato immediatamente, e ti giuro che avrei letto un intero romanzo con questa ambientazione, senza incontrare la minima difficoltà: scrittura perfetta, giusto mix tra ansia e riflessioni che scaturiscono dalle parole.
Era da tanto tempo che volevo recuperare questo racconto, di cui più persone mi avevano parlato molto bene, e ne è assolutamente valsa la pena.
A presto, bravissima!^^
mys.

Recensore Veterano
27/04/26, ore 13:33
Cap. 1:

ma... è straziante e soprattutto finisce sul più bello... un'analisi della società dei perfetti e incasellati! bel racconto brava!

Recensore Master
30/03/26, ore 14:33
Cap. 1:

Ciao! 
Ero alla ricerca di una storia che avesse partecipato a un contest per l'iniziativa "Le 12 fatiche del lettore di fanfiction" del forum Ferisce la penna e sono rimasta folgorata. Davvero. 
La tua scrittura è... pulita e al contempo brillante. Le parole che usi sono incastrate una dietro l'altra come i pezzi di un puzzle e sembra di stare a guardare un piccolo capolavoro. Dico sul serio :D
Hai scritto un racconto piuttosto lungo, eppure non mi ha pesato per nulla leggerlo. E' scorso sotto i miei occhi in maniera totalmente fluida. E' tutto molto vivido, come se stessimo guardando un film: la protagonista davanti allo specchio, nel letto a rigirarsi e a pensare, persino in quel campo di grano. 
Non amo moltissimo l'utilizzo della prima persona, ma tu hai saputo padroneggiarla molto bene, rendendo vicine le sensazioni della protagonista. 
E l'idea della trama è davvero brillante: una Prova che fa entrare nella società. Una Prova che ti rende "visibile", che ti "incastra" nel mondo, che ti fa sentire "uguale a tutti gli altri". Non troppo avanti, né troppo indietro, ma giusta. Una metafora bellissima della nostra società che, troppo spesso, ci fa sentire "strani" se non ci sposiamo a quell'età stabilita da non si sa chi, se non ci piace chi ci dice qualcuno, se non ci atteniamo alle "regole". 
La ragazza che descrivi è "fuori schema", ma alla fine del racconto si sente giusta. Non per gli altri, ma per sé. Credo che sia un bellissimo percorso di crescita e l'hai descritto in un racconto semplice e al contempo articolato. 
Se devo trovargli una pecca... il giustificato. E' tutto molto pulito, ma il giustificato "pulisce" di più, a mio avviso. ;) per il resto, l'ho trovato davvero bello. 
Complimenti davvero! E spero di ritrovarti lungo la via della scrittura! :D 
vali_
 

Recensore Master
29/03/26, ore 22:18
Cap. 1:

Valutazione per il contest "Sangue, Inchiostro e Lacrime"

PRIMA POSIZIONE

“La Prova” di Scintilla19


Grammatica: 5/5
Non ho nulla da evidenziare, complimenti per la pulizia e la cura del testo!
Se proprio devo farti un appunto è questo:
• … puoi farla quando “ti senti pronto”… → A mio avviso anche “quando” rientra nelle virgolette, poiché il virgolettato è inteso come un’ipotetica risposta alla domanda: “Quando farla?”; la risposta sarebbe: “Quando ti senti pronto.”

Stile: 5/5
In una parola: sublime! Mi piace molto il tuo stile e come hai sfruttato la prima persona (e te lo dice una che l’apprezza poco) per far immergere il lettore nella mente della protagonista ed esplorare alcune tematiche estremamente delicate. Il ritmo del racconto è scorrevole e non ho riscontrato periodi contorti o complicati, ma al contrario sei molto brava a sfruttare la punteggiatura per creare pause significative e a enfatizzare passaggi specifici.
La parte migliore trovo che siano i dialoghi con la Commissione. Lì hai dato il meglio, dando vita a delle scene da torci-budella per i contenuti trattati.

Trama: 10/10
La storia mostra la lenta maturazione della protagonista nell’arco di anni. Le Prove sono dei momenti di crisi che, una dopo l’altra, la guidano a scoprire la sua vera natura. Sei stata brava a intrecciare il presente con il passato, in una lenta ma inesorabile presa di coscienza.
La Prova – il grande ostacolo della protagonista – è un evento che costringe a indagare nel proprio animo, a esporsi intimamente di fronte a sconosciuti che sono lì per definirti idonea per entrare in società oppure no. È qualcosa di terrificante da immaginare, qualcosa che non lascia scampo, crudele e umiliante. Vorrei usare il termine distopico, se non fosse che in molti contesti questa è stata ed è tutt’ora una realtà.
La potenza delle scene della Prova rende il racconto angustiante, quasi da horror psicologico; c’è una tensione vera, delle implicazioni terrificanti. È come sentirsi in ostaggio, assoggettati a qualcosa di più grande di noi che non possiamo combattere e sperare di sconfiggere.
Il finale lascia intuire come finirà la terza Prova, anche se non ci viene mostrato ma rimane tutto all’immaginazione del lettore. Forse la protagonista troverà la determinazione di mostrarsi per quello che è, o forse continuerà a rispondere con incertezza, ma senza mai dare alla Commissione le risposte che vuole. Tuttavia, anche se dovesse rimanere intrappolata in quel limbo grigio, lo farà con un cuore più leggero, sapendo che almeno lei è riuscita ad accettarsi per chi è davvero.

Caratterizzazione dei Personaggi: 10/10
Mi piace come affronti il tema dell’identità. La protagonista si sente fuori luogo nella sua società, in gabbia, sente di dover rientrare in determinati canoni che non fanno parte di lei. Il suo disagio a conformarsi è particolarmente palpabile durante le Prove, quando le domande incalzanti e intrusive della Commissione la spingono di continuo a contraddirsi. Lei ci prova a mentire, a mettere su una facciata che possa farle passare la Prova perché deve, perché è quello che ci si aspetta da lei, ma più piovono le domande e più lei, nella sua ingenuità e onestà, si ritrova a cadere sempre negli stessi punti: “Ti riconosci?”, “Ti senti te stessa?”, “Lo fai perché ti piace o perché senti che devi?”. Sono domande già di per loro complicate a cui dare una risposta, a maggior ragione quando senti che le risposte non incontrano i gusti della società in cui vivi.
La Commissione è terrificante. Tramite i soli dialoghi sei riuscita a personificare un’intera società che appare più come un ostacolo, un muro invalicabile, alla propria auto-determinazione.

Uso del Pacchetto: 13/13
Ho sinceramente trovato geniale il modo in cui hai sfruttato gli elementi del pacchetto, soprattutto la trasformazione fisica! Quando ho ideato il pacchetto pensavo a qualcosa di sovrannaturale o più estremo, tu invece hai sfruttato la naturale trasformazione e maturazione del corpo femminile durante la crescita. Mi hai stupito piacevolmente con questa scelta.
Tutti gli elementi sono presenti, su tutti la prova e l’incertezza della protagonista hanno un ruolo fondamentale nella storia e costituiscono i principali elementi di drammaticità. Davvero brava!

Gradimento Personale: 5/5
C’è poco da fare, ho trovato la storia di grande impatto emotivo. Non solo sei stata diretta e spietata, passami il termine, nella rappresentazione di certe dinamiche di potere che fanno leva sulle fragilità della parte più debole, ma tramite il viaggio di maturazione della protagonista hai portato alla luce tutte quelle sfumature di grigio che stanno nel mezzo. La realtà non è così semplice, certe volte è più facile uniformarsi alla massa e andare avanti, mentre altre volte prendere la via più facile non ci riesce proprio, anche se quella che percorriamo, che sentiamo più nostra, ci fa soffrire ogni giorno. C’è talmente tanto in questa storia che ti ringrazio sentitamente per averla scritta. È veramente stupenda!

Totale: 48/48

Nuovo recensore
13/03/26, ore 13:54
Cap. 1:

Okay, non so se sia maggiore il mio desiderio che questa storia abbia una continuazione (giuro che sono scesa fino in fondo alla pagina per cercare il secondo capitolo), o la mia ammirazione per il fatto che tu abbia deciso di terminarla esattamente così, con un finale aperto che il lettore può (forse) solo immaginare. Perché è perfetta, davvero.

Nell'intreccio distopico di questa trama - definirla semplicemente originale sarebbe un eufemismo - ho colto un riferimento alla tendenza profondamente attuale, da parte delle nuove generazioni ma non solo, a perseguire ideali sociali spesso più imposti che effettivamente sentiti, in nome della necessità di darsi un'identità, di attribuirsi una cella dell'alveare il più vicino possibile a quella dell'ape regina, della "perfezione".
La verità è che non c'è nulla di sbagliato nella protagonista, e ognuno di noi è o è stato quella ragazza in molti modi, ma tutto ciò che la circonda le fa pensare il contrario. La verità è che l'autobus non va per tutti né alla stessa velocità né alla stessa destinazione, e forse -spero - alla fine lo ha capito anche lei, che la sua devianza non equivale a marcescenza ma solamente a un'identità in divenire, e che non è più ferma in un determinato momento di quanto non lo siano anche gli "altri".

Ti ringrazio per aver scritto questa piccola perla, e ti rinnovo i miei complimenti.
E non fermarti nemmeno tu, c'è bisogno di più storie come questa.
Spero che arrivi a chiunque abbia bisogno di leggerla, e che vinca questo contest.
A presto <3
(Recensione modificata il 13/03/2026 - 01:55 pm)
(Recensione modificata il 13/03/2026 - 02:01 pm)

Recensore Master
03/03/26, ore 16:26
Cap. 1:

Buongiorno,
arrivo anch'io dallo stesso contest e devo dire che ho apprezzato il tono distopico che hai dato al tuo racconto.

Ho trovato molto originale l'idea della Prova che in teoria rende liberi. In pratica sarà davvero così? Difficile a dirsi, di fatto abbiamo chi opta per un matrimonio verosimilmente combinato dall'altro vs mancanza di status di cittadino adulto. Insomma, da qualche parte la fregatura deve esserci, come si addice a una distopia.

Mi è piaciuto il comprende a poco a poco che la protagonista non riesce a identificarsi nel proprio genere o nel proprio corpo, lo scopriamo lentamente in corso d'opera.

In bocca al lupo per il contest.
Un saluto,

Milly

Recensore Master
22/02/26, ore 15:51
Cap. 1:

Mamma mia, che botta. Che storia. E menomale che ti volevi ritirare, ti sto per venire a prendere, attenta!!!
L'ho sentita tutta, uno schiaffo dietro l'altro. La distanza la senti, la misuri. A volte imiti, a volte no. L'età aiuta, il tempo è leniente, impari ad accettare le differenze, incontri persone come te, capisci che va tutto bene. Che la società vuole ma non può omologare tutti e che ci saranno sempre fiori che sbocciano persino tra le rocce (ogni riferimento alla mia storia è puramente casuale).
Ho adorato ogni frase, perfettamente strutturata, con il tuo tipico stile che è incisivo e si ferma con un battito di cuore, un character study. , o forse un society study, che sembra distopico ma onestamente non lo è, perché alla fine non affrontiamo tutti la Prova? Ogni volta, a ogni festa, a tavola sempre le stesse domande che sembrano un interrogatorio. Ed è solo quando ti accetti che tutto ti scivola. Ti accetterai mai? Boh, solo il tempo può dirlo.
Bello anche il finale, aperto, lascia spazio al lettore di immaginare come andrà a finire. Bello l'autobus, una metafora della direzione da prendere, tutti a bordo, ognuno seduto a un posto e con la sua strada, forse qualcuno senza meta.
Veramente ben scritta e ben pensata. Menomale che ti ho inviato il contest xD
Abbracci provati
Angel <3

Nuovo recensore
22/02/26, ore 04:40
Cap. 1:

quanto di più vero: Nessuno ti ferma. Nessuno ti giudica apertamente. Ma c’è un’aspettativa silenziosa, universale: che prima o poi crescerai, supererai la Prova, e tutto ciò che hai vissuto fino ad allora resterà indietro come un ricordo confuso dell’adolescenza, sostituito da qualcosa di più appropriato, più maturo.

c'è molto in questo che trovo, com'è che si dice adesso, cancelletto RELATABLE, davvero. non lo espliciti ma suppongo l'avresti fatto altrimenti — essere magre e avere quello che viene considerato un "bel fisico" non sottintende essere a proprio agio col proprio corpo ma è quello che a tutti comunque verrebbe da pensare. perché gran parte dell'essere una Donna, d maiuscola, è apparire piacente abbastanza per chiunque. gli uomini, in particolare. perché brutta non equivale a brutto. e il cambio di genere negli aggettivi, quando ci si guarda allo specchio e si provano ... delle cose, si prova a cambiarsi e ad immaginarsi qualcun altro a fare qualcos'altro, a indossare vestiti che ti stanno ridicoli e larghi ma che altrimenti — nell'immaginario di un mondo tutto tuo ed ideale, nel corpo che dovresti avere — non sarebbero nulla di speciale

probabilmente, o magari no, perdonami, tu hai inteso questa "ribellione" come più, diciamo, generica; una ragazza con i capelli rasati e a cui non piace truccarsi e si veste "da maschio" che in tutto e per tutto ricorda la classica esperienza lesbica ("classica", lo dico ovviamente, senza sminuirla). ma a me, ed è un'interpretazione molto personale immagino, ha ricordato anche cosa vuol dire cercarsi nel corpo del sesso opposto, provarsi nuovi pronomi e nascondere il seno, guardare i modelli uomini nelle vetrine dei negozi e pensare a quanto meglio staresti con il tuo taglio di capelli se fossi come loro ... cercare giacche e magliette e pantaloni e scarpe, e sentirsi in una campana, spalle troppo larghe di una camicia perché ti stia bene, e — la chiamerei così, nei peggiori dei casi — un'indottrinazione a conformarsi in un ruolo che non senti ti appartiene. e pure quando hai trovato una via di mezzo e ti senti tranquilla, o tranquillo, in vestiti che ti piacciono, comunque ti guardi le forme da nuda e realizzi che non sarai mai quello che vuoi

renderla una prova, o una Prova, anzi, vera e propria e concreta è un pensiero agonizzante, lol. però alla fine questo è. nessuno ti siede ad un tavolo e ti giudica con carta e penna nella vita vera ma ci siamo vicini. e chi queste esperienze le ha vissute lo sa. i giudici non sono vestiti in giacca e cravatta; i giudici sono al supermercato, in libreria, a scuola, per strada. nel salotto di casa tua

mi ha fatto pensare a cose che avrei preferito non pensare, in senso buono, ahah. bravissima :-) supponendo che parte di quello che hai scritto venga almeno in parte da momenti che hai vissuto tu stessa, spero tu abbia trovato un equilibrio e se no, ti auguro di trovarlo; e che il viaggio valga la pena l'arrivo