Recensioni per
Anatomia della Gratitudine
di Nina Ninetta

Questa storia ha ottenuto 3 recensioni.
Positive : 3
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
10/07/26, ore 16:15

Nina, Nina, passo per il contest di Mystery, ma, cacchio, che botta ci hai dato da leggere!
Terribilmente vera.
La vita a volte sa accanirsi su determinate famiglie con un tempismo e una "cattiveria" assurde.
A Lorenzo mi sento di dire questo: conosco entrambe le forme di questo dolore, sarebbe stato peggio se la sorella fosse morta sul colpo, perché le morti improvvise lasciano un vuoto difficile da elaborare e molti più dubbi.
Dicono che la lunga malattia è un pre-lutto a tutti gli effetti, e più se ne tocca la sofferenza più serenamente si accetterà di lasciar andare poi; credo sia vero.
In un certo qual senso, quegli anni di "inferno" vissuti ad accudire la sorella avrebbero dovuto ampiamente togliergli il senso di colpa che prova per non averla fermata quella sera d'inverno, se poi qualcuno mai lo biasinerebve per non averla fermata, perché d'altronde uno può dar consigli finché vuole ma tecnicamente è la sorella stessa ad essere stata responsabile del suo destino, e lui è stato poi vittima insieme agli altri familiari dell'incoscienza della ragazza.
Ha fatto bene a rimanere per la sorella? Probabilmente sì, nonostante la sofferenza, la coscienza non lo avrebbe perdonato se se ne fosse andato.
Lo stesso si può dire con il padre (questa volta una fatalità sul serio e non evitabile con qualche azione).
La "rabbia frustrazione" del care giver è comprensibile e tremenda anche per loro stessi (che poi si sentono in colpa) non si può biasimare qualcuno per voler vivere normalmente è le famiglie andrebbero aiutate quanto più possibile.

È stata una lettura.... Forte.
In bocca al lupo per il contest, un caro saluto e alla prossima 🤗
Nala

Recensore Master
02/07/26, ore 17:19

Ciao, ti giuro.
Leggo la storia e, prima di iniziare a scrivere la recensione, per sbaglio schiaccio la scritta 'leggi le recensioni'.
Leggo le prime due righe della recensione di Scintilla e penso: ma volevo scrivere la stessa identica cosa!
Una botta davvero questa storia.
Triste, crudele, dannatamente reale.
Io non avrei mai biasimato Lorenzo. Il problema delle malattie che si protraggono nel tempo è proprio quello che hai descritto tu. Logorano chi ce l'ha, ma anche e maggiormente tutte le persone che sono attorno alla persona malata. Non lo biasimo per il fatto di sentirsi finalmente libero. Non è un peccato desiderare di tornare ad avere una vita normale. Non è un peccato pregare che le sofferenze di tutti finiscano il più presto possibile, in un modo o nell'altro. Lorenzo è un bravo ragazzo. Si è occupato di sua sorella e si occuperà di suo padre, per il poco tempo che gli rimarrà. Partire e lasciarlo a morire da solo non sarebbe stata una vita, ma una sofferenza continua di rimorso.
Complimenti per l'introspezione. Un racconto che fa molto riflettere.
In bocca al lupo per il contest e alla prox!
Ssjd

Recensore Veterano
29/06/26, ore 14:53

Ciao Nina!
Cavolo, che botta questa storia… devo farti i complimenti per il protagonista. È scritto in modo davvero efficace: complesso, pieno di contraddizioni, ma proprio per questo credibile e difficile da dimenticare. Il suo punto di vista è terribilmente lucido, anche quando dice cose che fanno un po’ male da leggere. Mi sono ritrovata spesso a chiedermi cosa avrei fatto io al suo posto.
Ho sentito molto anche tutta la fatica di seguire un malato per anni, e come questa cosa possa consumare piano piano le energie di una famiglia. Sono dinamiche che forse si capiscono davvero solo quando le si sfiora da vicino, anche indirettamente.
Mi è piaciuto molto come hai trattato il tema della “gratitudine” in modo ambiguo, a tratti quasi disturbante, e proprio per questo molto vero.
Davvero un ottimo lavoro su entrambi i contest, complimenti e in bocca al lupo!
Alla prossima 🌺