Nina, Nina, passo per il contest di Mystery, ma, cacchio, che botta ci hai dato da leggere!
Terribilmente vera.
La vita a volte sa accanirsi su determinate famiglie con un tempismo e una "cattiveria" assurde.
A Lorenzo mi sento di dire questo: conosco entrambe le forme di questo dolore, sarebbe stato peggio se la sorella fosse morta sul colpo, perché le morti improvvise lasciano un vuoto difficile da elaborare e molti più dubbi.
Dicono che la lunga malattia è un pre-lutto a tutti gli effetti, e più se ne tocca la sofferenza più serenamente si accetterà di lasciar andare poi; credo sia vero.
In un certo qual senso, quegli anni di "inferno" vissuti ad accudire la sorella avrebbero dovuto ampiamente togliergli il senso di colpa che prova per non averla fermata quella sera d'inverno, se poi qualcuno mai lo biasinerebve per non averla fermata, perché d'altronde uno può dar consigli finché vuole ma tecnicamente è la sorella stessa ad essere stata responsabile del suo destino, e lui è stato poi vittima insieme agli altri familiari dell'incoscienza della ragazza.
Ha fatto bene a rimanere per la sorella? Probabilmente sì, nonostante la sofferenza, la coscienza non lo avrebbe perdonato se se ne fosse andato.
Lo stesso si può dire con il padre (questa volta una fatalità sul serio e non evitabile con qualche azione).
La "rabbia frustrazione" del care giver è comprensibile e tremenda anche per loro stessi (che poi si sentono in colpa) non si può biasimare qualcuno per voler vivere normalmente è le famiglie andrebbero aiutate quanto più possibile.
È stata una lettura.... Forte.
In bocca al lupo per il contest, un caro saluto e alla prossima 🤗
Nala |