◕~ Capitolo 2 {Prima notte, prima avventura.} ~◕
-Ryoko Kidou. Tuo fratello.-
Credo di essere svenuto, dopo aver sentito quelle parole.
Strano, perché non sono un tipo che si sente male tanto facilmente.
Ma… Quelle parole, mi hanno sconvolto.
Forse, non sono state proprio le parole, ma il tono del ragazzo a spiazzarmi.
Ovvio.
Naturale.
Come può essere naturale dire una cosa del genere?!
Spero di svegliarmi presto da questo stato di dormiveglia, perché ho bisogno di risposte.
L’unico problema, è che non credo che riuscirò a formulare le domande…
◕~◕~◕~◕
-Yuuto…! Yuuto!-
-Che… Che succede…?
-Finalmente! Sei sveglio?
-Sì… O almeno credo…-
-Beh, se parli è già un gran passo avanti, fidati.-
-Umh…-
Massaggiandomi la testa, faccio ruotare lo sguardo nella camera: sono in un salotto, o almeno così sembra. Intorno a me ci sono vari mobili dalle forme alquanto bizzare, tralasciando il colore: sembra di essere in un arcobaleno!
Alzo lo sguardo: niente lampadario.
Solo un migliaio di lampade sparse per casa, dai colori che variano dal verde menta al giallo banana.
La tv, arancione acceso, e un tappeto, giallo.
Chiudo gli occhi da dietro le lenti: troppi colori.
Di fianco a me, il ragazzo dai capelli verdi sta "azzannando" un panino.
Un po’ di maniere?
Sbuffo, e mi allontano di qualche centimetro.
Lui smette all’istante di masticare, e mi guarda intesamente.
Anche io sposto il mio sguardo su di lui, senza sapere cosa dire.
Troppi pensieri nella testa.
"Ho un fratello? E da quando?!
Come mai mio padre non mi ha mai detto niente?
O è un imbroglio, e questo ragazzo vuole farmi del male?
Ma non capisco proprio cosa voglia, da me."
Avevo una casa, ma non ce l’ho più.
Avevo un padre, ma non ce l’ho più.
Avevo la mia squadra, ma non ce l’ho più.
Avevo mia sorella, ma non ce l’ho più.
Non ho più niente, nemmeno un cognome.
Non sono nessuno, cosa può mai volere questo tipo da me?
Ma non riesco a dar voce a nessuno di questi pensieri, perché seguono un filo proprio nella mia mente, e io non riesco neanche a formularli, perché schizzano via veloci.
E così rimango a guardare gli occhi dorati del ragazzo davanti a me, che adesso sembra veramente in difficoltà.
Strano, mi è subito parso un tipo dalla parlantina facile, possibile che adesso non ha più niente da dire?
-Yuuto. Stai piangendo?-
Non dico nulla, sorpreso. Mi accorgo solo ora che lo sto guardando attraverso un sottile velo di lacrime.
Com’è riuscito a capire che stavo piangendo?
-Yuuto. Non devi avere paura.-
Non devo avere paura… E cos’altro dovrei provare?
Stringo forte i pugni.
Possibile che non riesco a parlargli, a dirgli cosa penso di tutta la faccenda?
Cosa mi sta succedendo?
Non sono sempre io, Yuuto, quel ragazzo orgoglioso, che dice quello che la gente vuole sentirsi dire?
Ryoko continua a fissarmi, come se volesse lasciarmi il mio spazio.
No. Probabilmente quel Yuuto non c’è più.
E non ho idea di dove sia finito.
-Io… Io non…-
Lui mi si avvicina, prendendomi i polsi.
Io mi ritraggo d’istinto, ma mi ritrovo schiacciato contro il cuscino del divano.
Davanti a me, solo i suoi occhi color dell’oro, fissi su di me.
Deglutisco, senza un’idea precisa di quel che succederà.
Mai, mai in vita mia mi sarebbe passato per la testa che potesse capitarmi una cosa del genere.
Provo a continuare la frase, ma ogni pensiero viene smorzato dal suo sguardo intenso.
Come si chiama?
Ah sì, soggezione.
Io la mattevo spesso alle altre persone, soprattutto se mi guardavano intensamente gli occhi.
Una volta un bambino piccolo è persino svenuto.
E da quel momento ho avuto paura dei miei occhi.
Poi, mi hanno insegnato a gestire la soggezione che mettevo agli altri a mio vantaggio.
Ma non l’avevo mai provata, in nessuna circostanza.
Ed adesso, eccola, come un fulmine a ciel sereno.
Non riesco a muovere un muscolo, sono letteralmente in balia del ragazzo davanti a me, che continua a fissarmi, come se cercasse le parole da dirmi.
Non mi ha già detto abbastanza?
O c’è qualcos’altro che ancora non so?
Provo a distogliere lo sguardo, ma i suoi occhi sono troppo magnetici per resistere.
Abbasso il viso, e non oppongo neanche più resistenza, lasciando che il ragazzo mi stringa forte le braccia.
Lui sospira, e con mia grande sorpresa allenta la presa, e con una mano mi prende il mento, costringendomi a guardarlo di nuovo degli occhi.
-Yuuto. Okay, lo ammetto. Non so chi sei, né cos’hai passato in questi anni.-
Si ferma, come per darmi il tempo di capire.
Ma… capire cosa?
Cioè, non sa chi sono? E allora come fa a sapere il mio nome, se ha appena detto che non mi conosce…?
-So che probabilmente ti avrò confuso ancora di più le idee, ma è così. Io ti conosco solo per nome, ma evidentemente tu ne sai ancora meno, di me.
Annuisco, trovando finalmente il coraggio di sostenere il suo sguardo.
-… Se vuoi, io ti posso raccontare tutto. Ma… Sei sicuro di non essere troppo stanco? Ti vedo molto affaticato…-
Annuisco ancora.
Ormai non so più neanche cosa pensare di questo ragazzo.
Una cosa la so: ispira una fiducia che non ho mai trovato in nessuno.
-E’ meglio se adesso vai in camera a riposarti, così avrai anche un po’ di tempo per riordinare le idee. Ti vedo molto confuso, o è una mia impressione?-
Si alza, e mi porge una mano per sollevarmi dal divano.
Io la guardo, stupefatto.
Sento un forte mal di testa, e mi arrendo.
Pensare adesso non serve a niente.
Afferro la mano del ragazzo davanti a me, che la stringe con forza.
-Vieni, ti mostro la tua stanza.-
Mentre cominciamo a salire al piano di sopra, lo guardo da dietro.
E’ proprio un bel ragazzo, penso.
Almeno una soddisfazione c’è: sono stato sequestrato da un bel ventenne.
Trattengo una risata: non credevo di essere capace di farmi simili pensieri!
Mentre saliamo le scale, mi guardo intorno: la casa è ben arredata, solo con un tocco di colore… decisamente originale.
Ad un tratto Ryoko di ferma davanti a una porta celeste e la apre con irruenza.
Poi si fa da parte, lasciandomi entrare.
Io d’istinto muovo un passo all’interno della camera.
Al contrario delle mie aspettative, non è coloratissima.
Le tonalità dominanti sono l’azzurro e il viola, colori abbastanza ben abbinati, a confronto di altre stanze.
Mi distanzio di qualche centimetro dal ragazzo, voltandogli le spalle, quando sento il rumore della porta che si richiude.
Un attimo dopo, un rumore metallico.
Un pensiero irrompe prepotente e improvviso: la chiave.
Chiuso. Barricato dentro una stanza.
Il terrore mi assale.
Cerco con lo sguardo una qualsiasi via di fuga, ma nell’agitazione non riesco a concentrarmi.
All’improvviso, dei colpi sulla porta.
E adesso cosa sta facendo?!
Non gli basta avermi chiuso dentro?
Mi concentro sui rumori.
Ma sì, si sta lanciando contro la porta.
… Aspetta, sta caricando?!
Quindi… Vuole sfondare la porta?!
Scrollo la testa, senza sapere più cosa pensare.
Starò diventando matto. Concludo.
All’improvviso, i rumori contro la porta si arrestano, e sento dei passi allontanarsi.
Mi butto sul letto, esausto.
Respiro in modo lento, e con la mano sinistra mi stringo il cuore.
I battiti sono lentissimi, e irregolari.
Per la seconda volta in questi due giorni, mi rendo conto della mia debolezza.
Mi sento come se qualcuno mi avesse tolto tutta l’aria e la luce intorno a me.
Mi sento dentro a un vortice di buio, silenzio e tanta inquietudine.
Non paura, ma razionalità.
Quella razionalità che mi porto dietro da quando ero piccolo, e che in qualche modo mi sta imprigionando, sopraffando.
Chiudo gli occhi, e mentre mi abbandono completamente al buio, sento un frastuono.
Come una molla scatto in piedi, e mi guardo attorno circospetto.
Mi accorgo con mia grande sorpresa che nel muro opposto c’è un grande balcone, coperto però da pesanti tende viola.
Mi avvicino e cautamente sposto le tende; davanti a me, lo spettacolo più buffo che mi sarei mai aspettato di vedere.
Ryoko, appeso per un piede da una corda, con in mano un cucchiaino con dentro alcuni sassolini bianchi e nell’altra una motosega.
Quando si accorge di me, spalanca la bocca, e comincia a dimenarsi.
Io gli faccio segno di stare fermo, ma lui probabilmente non capisce, e continua.
Peccato per lui che la corda si sfilaccia sempre di più, e all’improvviso vedo Ryoko volarmi dal balcone.
Trattengo una risata, mentre mi affaccio.
-Tutto bene?-
Un frastuono ha seguito la sua caduta.
Dalla polvere si solleva una mano, che mi alza il pollice all’insù, mentre con l’altra regge ancora la motosega.
Che gli serviva, poi.
Il ragazzo cattura nuovamente la mia attenzione ricominciando ad arrampicarsi sulla corda.
-Ma sei pazzo?- gli urlo dietro –Potresti farti male!-
-E cosa faccio?- ribatte lui, ostinandosi a salire con una sola mano, mentre l’altra… ovviamente è occupata dalla motosega –Ti lascio là sopra?-
La sua risposta mi lascia un po’ interdetto.
Allora non voleva chiudermi davvero in camera!
E’ stato solo un suo errore!
"Ora è chiaro" sorrido "Per sbaglio deve avermi chiuso dentro, e probabilmente si è rotta la chiave dentro la serratura. Allora deve aver provato a sfondare la porta. Non riuscendoci, ha intenzione di farmi calare giù dal balcone!" concludo. "Sì, deve essere così. Certo, rimane il mistero della motosega..."
-Ci sono!- E’ la sua esclamazione è risvegliarmi: Ryoko è davanti a me, e ci separano pochi metri.
Un brivido caldo mi scorre in tutto il corpo, ma cerco di combatterlo, guardando negli occhi il ragazzo appeso alla corda.
Muovo un passo verso di lui, e poggio una mano sulla corda.
Lui mi guarda, come se stessi affrontando la più ardua delle prove.
Per la prima volta, provo una sensazione diversa dal solito: questo, è imbarazzo.
Cerco di concentrarmi sulla corda, e mi afferro anche con la mano destra. Poi, senza pensarci tanto, mi sporgo in avanti, stringendola anche con i piedi.
Cominciamo a scendere, lentamente.
E’ lui a muovere la corda, mentre concentrato guarda sotto di noi.
Ad un tratto, avverto un contatto improvviso: la sua mano calda stringe la mia, assicurandomi bene la presa.
Quel contatto, che in un’altra occasione mi avrebbe infastidito, mi stupisce per la sua piacevolezza.
Ma non ho molto tempo per pensarci, perché sento improvvisamente il terreno sotto i miei piedi.
Mollo la corda, e mi faccio da parte, immaginando che anche Ryoko voglia scendere.
Invece, lo vedo risalire.
-Ehi! Che stai facendo adesso?-
-Vado ad aprire la porta di camera tua, cos’altro se no?-
Lo guardo, scrollando la testa.
Quando, arrivato sul balcone, sparisce dalla mia vista, per un secondo l’istinto mi fa scattare verso la corda.
Mi trattengo subito: "Cosa sto facendo? Non devo mica seguirlo..."
E dopo un po’ di baccano, perché ovviamente quel ragazzo non riesce a fare qualcosa senza fare rumore, eccolo di nuovo sulla corda.
Quando me lo ritrovo davanti, esclama, soddisfatto:
-Vieni. Adesso dovresti riuscire ad entrare!-
E così, mi ritrovo nuovamente a fidarmi di quel ragazzo, conosciuto da poche ore.
Quando ci ritroviamo di nuovo davanti a quella porta celeste, lui la apre, questa volta con più cautela, ed entriamo insieme.
-Spero ti piaccia…- ed si blocca di colpo, come se fosse in imbarazzo.
Io lo guardo: quel ragazzo mi fa uno strano effetto quando è in soggezione, e mi sento in dovere di intervenire.
-E’ perfetta, non devi preoccuparti.– mi affretto a dire.
Il suo viso sembra illuminarsi di colpo.
Certo che questo ragazzo è veramente imprevedibile.
Mi guarda, come per dirmi qualcosa. Poi sembra ripensarci, e sussurra solo.
-Bene, allora ci vediamo domani!- senza far mancare quel tono allegro che lo caratterizza.
Non sorrido, mi limito ad alzare la mano, come saluto, e lui chiude la porta.
Rimasto solo, mi lascio sfuggire un lungo sospiro; poi, mi lancio sul letto.
Non riesco a pensare, perché appena il mio viso entra in contatto con la morbidezza delle lenzuola, mi addormento profondamente.
Angolino di Yuuto ~
Buonasera!
Eh già, Sissy è tornata alla carica.
Beh, non c'è molto da dire, perchè in questo capitolo non è praticamente successo nulla.
Inizialmente Sissy aveva l'idea di raccontare la storia di Ryoko, ma ha deciso (direttamente mentre scriveva) che le piaceva lasciarvi ancora un po' di suspance.
Nel prossimo capitolo però, assolutamente verrà spiegata la storia del mio misterioso fratello, e a quel punto inizierà la vera storia, ovvero la nostra convivenza!^^"
Sissy mi ha pregato di non raccontarvi troppo, quindi ahimè, devo fermarmi qui con gli spoiler.
A questo punto, ringraziamo i lettori e i recensori di questa storia, sperando di rispondere sempre alle loro aspettative. ^^
E dopo questo capitolo "di transito", vi lascio.
Yuuto


