◕~ Capitolo 4 {Fratelli!} ~◕
-Vieni di là. Hai il diritto di sapere tutto, e quindi è meglio togliersi i dubbi subito, non credi?-
Quelle parole mi rimbombano ancora nella testa, mentre ci sediamo sul divano.
"Cos’intendeva dire? Cosa c’è che io non so? Se papà in otto anni non mi ha mai detto niente, com’è che adesso lui avrebbe l’autorizzazione a farlo?"
Sento i suoi occhi puntati su di me, mentre la mia mente naviga lontano…
-Sono molto confuso.- ammetto, lasciando scivolare le braccia lungo le gambe.
-Iniziamo bene!- esclama lui, divertito -Non ho ancora detto niente!-
Sorrido, rimanendo serio. Non ho intenzione di cambiare discorso: vuole raccontarmi tutto? Bene, io lo ascolterò. Annuisco, e lui contraccambia il sorriso; è pronto.
All’improvviso, mi porge la mano. Lo guardo, sbigottito; poi, con mano tremante, ricambio la stretta.
Mi guarda con quei grandi occhi dorati, accesi e concentrati: ha in mente qualcosa.
-Kidou Ryoko, piacere.- Il mio sguardo cala sulle nostre mani, ancora strette. Credo di dover rispondere…
-Yuuto…- sussurro, imbarazzato. Come inizio è peggio di quel che credevo: tutto ciò è assurdo!
-Yuuto…- ripete lui, stupito -Kidou, giusto?- sorride.
Annuisco lentamente; di questo parleremo dopo, adesso non è il momento.
Tra noi cala il silenzio. Lo vedo concentrato, ma non posso fare altro che tacere: non sono io che devo raccontare, tocca a lui cominciare!
-Ecco, io…- Ryoko si porta una mano dietro la testa, sorridendo imbarazzato.
"Ecco, e adesso che gli prende?" Lo guardo accigliato, senza sapere che potermi aspettare.
-Allora, io… Sai Yuuto, non ho idea di cosa tu sai di me e di papà, quindi non so da dove cominciare!- scoppia a ridere, mentre io continuo a guardarlo.
Se vi capitasse di trovarvi in una situazione simile, che fareste? Io, senza alternative, mi limito al silenzio.
-Okay,- fa lui, sospirando -Visto che non sei d’aiuto, andremo sul formale.- E senza esitazioni, continua: -Io, da come spero avrai ormai capito, sono il figlio di papà e mamma-
-Mamma…- ripeto io, senza accorgermene; "Mamma" penso ancora, assaporando il suono di questa stupenda parola.
Notando il mio sguardo assente, Ryoko scuote la testa: -Ah ragazzo mio, sei proprio ridotto male…!- esclama, con tutta sincerità.
Non c’è malizia nelle sue parole, solo stupore.
In un attimo mi riprendo, e sbotto, imbarazzato: -Vai avanti…!-
-Non se ne parla nemmeno! Anzi, credo che devo tornare indietro!-
Allora, non so voi, ma io più ascolto questo tipo, più non lo capisco.
-Davvero non sai niente di mamma?- fa lui, infatti, avvicinandosi.
-Ehm…- abbasso lo sguardo sulle mie gambe.
-Ah, questo è troppo! Adesso mi sente!- Ryoko si alza con impeto dal divano, afferra il cellulare dalla tasca e comincia a smanettarle.
-Fermo!- esclamo io, lanciandomi verso di lui e afferrandogli il telefono dalle mani. Lui mi guarda, stupito.
"Ohi ohi, forse sono stato troppo impulsivo..." penso, allarmato.
-Ma allora non sei proprio una mummia, neh?- esclama invece il ragazzo, dandomi un colpo talmente forte sulla schiena da farmi perdere l'equilibrio. Velocissimo, mi afferra per un braccio e mi mette a sedere sul divano. Rimango a fissarlo, incredulo.
Dal canto suo, Ryoko si risiede comodamente sul divano, e, tranquillo, riprende il discorso:
-Allora, vorrà dire che ti aprirò una piccola parentesi, ma solo perché sei tu, eh- mi fa l'occhiolino, sorridendo allegro. Incredibile come riesce a cambiare argomento in un attimo. -Papà è felicemente sposato con una donna, mettiamolo in chiaro.-
Annuisco, leggermente spiazzato e felicemente stupito.
-Quando ero bambino, mamma e papà stavano spesso con me, ma, dopo i miei sei anni, mamma ha cominciato a fare la reporter, giornalista, fotografa, insomma quei lavori lì, all'estero. E da allora non l'ho più vista.- Abbassa lo sguardo, e io trasalisco.
Credo di aver emesso un rantolo, o forse era un suono sordo che poteva solo sognificare "lacrime", perché lui alza subito lo sguardo su di me: -Ma che hai capito, sciocchino! Intendevo che non l’ho più incontrata di persona, ma l’ho sentita molto spesso per telefono!- Sorride.
E’ un ragazzo fantastico, rimette allegria in un baleno.
-E dimmi, com’è? E’ brava? Sa cantare? Perché non torna mai a casa?- I miei occhi brillano, la voce è allegra, il viso sereno; è da tanto che non mi sento così bene come adesso.
-Ma davvero non ti ha mai cercato? Chissà, forse non sa nemmeno che esisti!-
Crollo dal divano.
-Yuuto!- scatta Ryoko.
-Sei incredibile.!- esclamo io, rialzandomi.
Lui mi lancia uno sguardo confuso, e tornando a sorridere, esclama:
-Di mamma parleremo poi. Allora, dicevo, circa alla tua età, quando ormai vivevo solo, con papà…- Si ferma, marcando le ultime parole dando loro drammaticità, che mi fa sorridere.
Notando gli effetti positivi, contento Ryoko continua a raccontare: - Lui un giorno ha deciso che io non ero in grado di portare avanti l’azienda.-
"La cosa non mi stupisce" sorrido, cercando di immaginare il ragazzo davanti a me seduto dietro una scrivania a firmare documenti importanti e a partecipare a riunioni… serie.
Scuoto la testa: "No no, non è proprio il tipo"
-Vedo che anche tu sei d’accordo con noi.- sorride lui, raggiante.
-Perché?!- esclamo io, stupito -A te sta bene?!-
-Certo!-
Cado di nuovo per terra.
-Questo cuscino avrà qualcosa che non và…- propone il ragazzo lanciandolo lontano, mentre io mi rialzo.
-Scusa Ryoko… Ma tuo padre ti ha detto che come impresario hai fallito…!-
Non riesco a capacitarmene: com’è possibile essere così contento di andare contro una scelta così importante del proprio padre?!
-Lo so benissimo! Ma io non avevo comunque intezione di mandare avanti la compagnia!- esclama lui.
Adesso, io vi posso assicurare che stava per mettersi a saltellare dalla felicità di pronunciare quelle parole, se io non gli avessi ricordato l'argomento dal quale eravamo partiti.
-E allora? Che hai fatto?-
-Papà ha deciso di mandarmi a studiare all'estero!- esclama lui, con gli occhi lucidi dalla felicità.
"Non ti voleva più fra i piedi, in pratica…!" penso io, sorridendo al pensiero del signor Kidou che si sfrega le mani compiaciuto mentre Ryoko, con un sorriso da ebete sul volto, prende l’aereo.
-So a cosa stai pensando- mi risveglia il ragazzo di fronte a me -Che papà non vedeva l’ora di disfarsi di me e che mi abbia spedito in aeroporto il prima possibile… Ecco, è anche vero, ma non è andata proprio così. Devi sapere che io per primo non vedevo l’ora di andarmene; così, prendendo papà di parola, il giorno dopo sono andato in aeroporto e sono partito da solo.-
-Senza avvertirlo?!- scatto in piedi io.
Vi sembra un comportamento normale?
-Chissà che spavento che. Aspetta un attimo! Non dirmi che.-
-Vedo che ti ricordi!- esclama lui, sorridendo compiaciuto. -Dal caso suo, anche papà non mi ha informato su una cosa molto importante. Ovvero la tua adozione!-
-Quindi ecco perché papà era così agitato quando siamo entrati in casa per la prima volta. Cercava te!- Sento il cuore battere fortissimo; è come se riuscissi a vedere un'immagine chiaramente, quando fino a pochi istanti prima era sfocata. I ricordi di quella giornata mi riemergono dalla memoria, finalmente chiari.
-Esatto piccolo, peccato che io avevo già spiccato il volo!- esclama Ryoko, con teatralità.
Mi massaggio la testa, spiazzato. Anche volendo, non sarei mai riuscito a immaginare una situazione del genere… Ma non possiamo certo fermarci qui! A questo punto, devo sapere tutto.
-E com'è andata?- gli domando infatti -Vi siete risentiti?-
-Non mi ha più cercato per tre anni.-
-Cavolo!- sbotto io -Era proprio arrabbiato!-
-Pensa che io credevo che avesse tanto di quel lavoro da fare da non trovare il tempo per parlarmi!- sorride lui, facendomi la linguaccia.
-Beh, tre anni sono parecchi.- gli faccio osservare.
-Che ci vuoi fare, conosci papà!- sospira lui.
Mi osserva con attenzione il viso, poi, improvvisamente serio, quasi triste, continua:
-Ho saputo di te solo quando ormai avevi compiuto nove, forse anche dieci anni.-
Abbassa lo sguardo, mortificato.
Mi mordo il labbro, nervoso; che gli posso dire? Non è certo colpa sua, però…
A mio parere hanno sbagliato entrambi: hanno pensato solo a loro, e hanno finito per ostacolarsi…
-La notizia di avere un fratellino a casa all’inizio mi ha sconvolto non poco…- continua Ryoko, con la voce afflitta e gli occhi lucidi -Pensavo che papà ti avesse parlato di me, e avevo paura di cosa pensavi di me: deve essere brutto sapere che il giorno in cui sei entrato in famiglia, io me ne sono andato. Ma non potevo saperlo! Altrimenti, altrochè se sarei rimasto. Almeno per vederti, salutarti, presentarmi ecco, come fratello maggiore.-
Tiene lo sguardo basso, senza riuscire a guardarmi, mentre vedo che si tortura le mani.
Gli prendo le mani; lui alza lo sguardo, smarrito, e io sorrido nel modo più sincero e semplice che conosco.
-Non devi assolutamente farti questo tipo di problemi: io non sapevo niente di te, e ammetto che, quando sei spuntato così, senza preavviso, mi sono spaventato. Probabilmente tuo padre ha preferito non dirmi niente proprio per non farmi stare male, o forse aveva paura, come te, che io mi facessi un'idea sbagliata di te.-
Vedo nascere sul suo viso un bellissimo sorriso; sorrido anche io, d’impulso:
-Anzi, ti dirò; sono più contento di averti conosciuto così, quasi per caso, che il primo giorno quando sono arrivato.
Ero, ovviamente, molto agitato e comunque sapere che da lì a poco saresti partito mi avrebbe fatto ancora più male, non pensi?-
Ryoko mi guarda con attenzione, sorridendo sincero.
Chiudo gli occhi da dietro le lenti, che oscurano non poco l’arcobaleno in cui mi ritrovo adesso.
Mentre parlavamo, infatti, il tempo mi è parso si fermasse, e mi sono trovato catapultato in un mondo di flash-back miei e di Ryoko.
Apro lentamente gli occhi, e all’improvviso so cosa fare: come concludere bene il discorso.
Gli porgo la mano, sorridendo sereno, ma seriamente.
Ryoko mi guarda un attimo, stupito; io allora esclamo, cercando di tirare fuori tutto il calore, l’energia e l’emozione che sento in quel momento, concentrandole tutte in un'unica, fantastica parola: - Fratelli?-
Ryoko mi guarda raggiante, e stringe forte la mia mano: -Fratelli!-
Angolino di Yuuto ~
Ebbene sì, vostro malgrado e anche mio, cosa credete! sono tornato con un nuovo capitolo fresco fresco, appena uscito dalla mente brillante di Sissy. ^^"
Beh, che dire del capitolo...
Sissy ha trovato veramente pochissimo tempo per scrivere, e quindi il capitolo è arrivato in ritardo, ma sembra che l'attesa si sia fatta premiare.
Questa è la storia di Ryoko, ma ovviamente non è mica tutto qui!
C'è ancora molto da scoprire su questo personaggio, ma già ci sono arrivate delle notizie più concrete che dei semplici dubbi o supposizioni, no? ^^"
Piccolo spoiler? Yuuto perchè devo parlare alla terza persona?! conosce la storia di Ryoko, ma adesso toccherà a lui aprirsi al fratello e raccontargli la sua vita! Come mi sento stupido...
Questo è tutto, alla prossima!^^/
Ringrazio i lettori che, nonostante tutto, continuano a seguire questa mia terribile storia e ancora di più quelle persone che trovano persino il tempo di una recensione.
Ho capito che intanto Sissy continuerà a scrivere questa long, perchè le piace tantissimo torturarmi e quindi ricevere 100 o 0 recensioni a lei non fanno differenza...
Ma, visto che poi sono io a dover "vivere" la storia e quindi a fare il grosso del lavoro, qualche commento mi fa sempre piacere...
Vi dò appuntamento al prossimo capitolo, dove esplorerò insieme a mio fratello la mia nuova casa!
E poi... Chissà, Sissy sa tutto, ma non vuole spoilerare niente!>.<
Arrivederci a tutti, e ancora grazie.
Yuuto


