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Autore: Yssis    12/12/2012    3 recensioni
{Se perdesse anche la finale del Football Frontier, correrebbe anche il rischio di essere cacciato di casa per sempre.}
Una frase.
Una frase pronunciata nei primi episodi di Inazuma Eleven.
Una frase spesso sottovalutata, e dimenticata.
Una frase considerata dall'autrice molto interessante.
Una frase... destinata a cambiare il resto della storia.
Genere: Comico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Jude/Yuuto, Nuovo personaggio
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
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◕~ Capitolo 6 {Amici.} ~◕

Silenzio.

Solo il silenzio intorno a me.

Sono seduto sul letto, con il pallone sulle gambe e senza un pensiero nella testa.

Il silenzio che è calato nella casa è qualcosa di irreale, incredibilmente terrificante: e pensare che poche ore prima mi stavo... divertendo? Sì, credo si possa dire così.

Era davvero una bella sensazione, da tanto tempo non mi capitava di provarla.

Sorrido, amareggiato: è proprio difficile... "voler bene" a qualcuno... Anche ridere sempre non è semplice, mi chiedo come faccia Ryoko...!

Afferro la palla, osservo con attenzione gli esagoni neri... E' proprio vero che prima era tutto più semplice, pensavo solo alla scuola e agli allenamenti, non avevo altri problemi; adesso invece...

Con un sospiro appoggio il pallone per terra e con passi lenti mi avvicino alla finestra.

Sfioro le tende color del mare, morbide e leggere, che obbedienti al mio tocco si spostano, lasciandomi spazio per ammirare il paesaggio intorno alla casa.

Così, dall'alto, il giardino sembra un enorme prato che è stato dipinto a macchie di colore da un pittore originale.

Tutte le aiuole e gli spazi verdi sono ricolmi di fiori di vario tipo e colore; le tonalità sono le più svariate, dal rosso delle bacche selvatiche al verde dell'erba chiara e fresca, e poi ancora giallo dei tulipani e viola delle… viole?

Tutte macchie di colore che si spandono fino al cancello!

Si vede proprio che Ryoko è un patito dei colori... Non che la casa, all'interno, sia da meno!

Oltre il cancello, si vede una strada che prosegue a sinistra verso... Non si intravede niente, solo una strada. Probabilmente si uscirà dal paese e ci si incamminerà verso il Monte Fuji.

Invece proseguendo verso destra si imbocca una stradina più piccola che porta all'interno di una cittadina in periferia di Tokyo: alzando lo sguardo si riesce a vedere distintamente gli enormi grattaceli e grandi edifici della capitale. Di questo paesino invece, si intravedono solo i tetti di poche case.

Ma in che posto è andato a vivere, quel ragazzo?!

Credo che siano le due di pomeriggio, il sole è alto e non ci sono nuvole.
Si preannuncia proprio una bella giornata.

D'improvviso, come un fiume in piena, mi tornano in mente le immagini dei primi giorni a Tokyo, delle risate, degli allenamenti alla Teikoku, delle prime lezioni e figuracce, della mia casa e delle prime esplorazioni, i primi compleanni passati con i miei compagni fino ai giorni più recenti, all'amichevole con la Raimon, l'inizio del Football Frontiere... la Zeus...!

Stringo forte i pugni, mentre delle calde lacrime di rabbia scendono veloci sulle mie guancie.

Che frustrazione, che umiliazione!

Anche i miei compagni, chissà se sanno quello che mi è successo...!

Mentre sto ancora formulando il pensiero, mi rendo conto che è la prima volta che ragiono sulla reazione dei ragazzi della Teikoku. Dopo la nostra disfatta, non ci siamo più sentiti; so che molti
di loro sono stati portati all'ospedale appena la partita si è conclusa, ma non ho più avuto notizie dirette da loro...

Un'improvvisa nostalgia mi avvolge il cuore, che sento diventare piccolo e freddo.

"Quanto si può soffrire," mi ritrovo a ragionare "quando si vuole bene a una persona. Prima con i miei genitori, mia sorella, e adesso i miei amici..."

Ancor prima di riuscire a formulare qualsiasi altro pensiero, mi rendo conto di non essere solo, in casa.

Istintivamente, mi avvicino alla porta e sono quasi tentato di chiamare, quando sento delle voci in salotto:

-EHI RYOKO!-

-ALLORA CI SEI O NO?-

-Ma dove può essersi cacciato?-

Di scatto mi avvicino al letto, cercando di far meno rumore possibile.

Chi sono questi adesso?

Cosa vogliono da mio fratello?

-QUA IN CUCINA NON C'E'!-

-DOVE PUO' ESSERSI CACCIATO?-

-SE LA SARA' SVIGNATA!-

Che siano quegli amici di cui parlava l'altro giorno?

Ma se doveva incontrarsi con loro perchè se n'è andato?

-PROVA A CHIAMARLO CON IL CELLULARE!-

-NON RISPONDE QUELLO STUPIDO!-

Sento vibrare qualcosa vicino a me.

Mi volto, stupito: il cellulare di Ryoko vibrasulla mia scrivania, e rimango per qualche istante a fissarlo, senza sapere come comportarmi.

E' meglio rifiutare la chiamata e spegnere il telefono? No, li farebbe insospettire.

Afferro il cellulare e premo il tasto per metterlo in silenzioso.

Così Ryoko potrà dire di averlo avuto con sè e di non averlo sentito.

-CHE SIA USCITO?

-E DOVE VUOI CHE SIA ANDATO?! SAPEVA CHE SAREMMO ARRIVATI!

-SECONDO ME E’ NASCOSTO DA QUALCHE PARTE DI SOPRA!

-ALLORA ANDIAMO A VEDERE , VAH!

Perché continuano ad urlare?

… Aspetta, hanno detto che vengono qui?!

Ma loro non sanno niente di me, e soprattutto non sanno che io sono qui, adesso!

Chissà cosa potrebbero pensare!

E’ meglio che mi trovo un nascondiglio alla svelta!

Ho mille altri dubbi e riflessioni ai quali vorrei trovare una risposta, ma mi rendo conto che in questo momento la priorità è nascondersi per sfuggire a quei pazzi… Il problema è: dove?

Intanto sento dei passi sulle scale, stanno arrivando!

Mi guardo intorno, e prima di riuscire a trovare un nascondiglio, sento delle voci da dietro la porta:

-Ehi guardate qui!

-Sì François, è una porta. Ce ne sono un centinaio qua dentro!

-E’ vero, ma di questo colore non l’avevo vista l’ultima volta che siamo venuti!

-In effetti il biondino ha ragione, questa non c’era prima…

-Beh, Ryoko avrà voluto aggiungere una stanza, non vedo il problema.

-Che ne dici di vedere che ci stà dentro?

Ecco, questa è l’ultima cosa che volevo sentire.

Sto per scattare in direzione della finestra, ma non riesco a fare nulla: sento solo il rumore di un calcio contro la porta, poi un gran dolore alla testa… Subito dopo, mi accascio a terra, svenuto.

-… E questo chi sarebbe?

◕~◕~◕~◕

Ryoko’s POV

C’è chi trova i rumori della foresta inquietanti.

Invece a me sono sempre piaciuti: lo scricchiolio delle foglie sotto le scarpe, il suono sordo di un sasso che cade in una pozzanghera, il canto degli uccelli, i vari insetti che strisciano sui rami e volano sui fiori, il tuo respiro affannoso e concentrato mentre corri…

Adoro andare a correre nella foresta ai piedi del monte Fuji, fino da quando ero bambino.

Quando avevo bisogno di sfogarmi perché non riuscivo a fare o capire qualcosa, correvo.

E anche quando mi sono trasferito non ho perso quest’abitudine.

Certo, il fatto di dover correre in un parco o in un bosco che non conoscevo non mi dava molta sicurezza, ma lentamente mi ci sono abituato: non mi hanno mai spaventato troppo i cambiamenti.

Per questo quando ho saputo di avere un fratellino, ho subito pensato: “Finalmente, ci voleva una novità in una vita monotona come la mia!”

Però io avevo già trovato un sistema alternativo alla noia, andando a studiare all’estero.

Ma mai, mai un giorno mi sono dimenticato di pensare, anche solo per pochi minuti, al mio fratellino in Giappone, che non avevo mai visto.

Sorrido, al ricordo di quando la notte non riuscivo a dormire; allora andavo alla scrivania, afferravo un foglio e una matita e provavo a disegnare mio fratello, così, come mi veniva in mente, come me lo immaginavo.

Nel viaggio che ho fatto per tornare qui in Giappone, ho sfogliato l’album dove ho raccolto tutti i miei disegni. Chissà, sarà in una delle valigie che devo ancora svuotare.

La luce che filtra dai rami degli alti alberi mi colpisce gli occhi, e sono costretto a rallentare.

Durante quelle sere passate a immaginare questo Yuuto, alla fine non mi importava poi così tanto il colore dei suoi capelli, dei suoi occhi, la rotondità del suo viso o il colore della sua pelle; per me, qualunque aspetto avesse quel bambino, sarebbe stato il migliore.

Non so spiegarmi cosa sentivo, quando pensavo a lui; ero felice, tanto felice.

Inciampo.

Forse è meglio non distrarsi quando si corre!

Faccio per rialzarmi, quando noto con la coda dell’occhio un cespuglio di frutti di bosco.

“Mi ci vuole una pausa” e mi siedo, iniziando a gustare quelle prelibatezze.

Ero felice, perché sapevo di avere un fratello.

“E’ triste la solitudine dei figli unici…” annuisco, quasi a voler proferire importanza al mio pensiero, mentre continuo a infilarmi in bocca i frutti scuri.

Poi, sarebbe andata bene anche una bambina, per carità, ma un maschio è proprio il massimo!

Sì, ho sempre desiderato avere un po’ di compagnia, in quell’enorme casa in cui mi ritrovavo a vivere; e con una femmina sarebbe stato un po’ noioso, invece con un bambino…!

Peccato che è arrivato quando primo; ero già troppo grande per giocare, secondo, ha scelto proprio il momento sbagliato, ovvero quando me ne stavo andando!

Certo che a volte la vita è così imprevedibile…!

Quando però, dopo tanta attesa, sono finalmente riuscito a incontrare e vedere di persona questo fratellino, non riuscivo a crederci.

Ero troppo contento, e credo di aver agito senza riflettere.

Forse ero anche un po’ agitato all’inizio, ma…

E’ inutile rigirarci tanto attorno.

Ho sbagliato io.

Mi sono posto male, fin dall’inizio.

E’ solo che io sono così, e non mi ero assolutamente preparato niente per presentarmi in modo decoroso.

Sbuffo, sono proprio un incapace.

Va beh, sbagliare è umano, no?

Sono sicuro che riusciremo a chiarire tutto.

Yuuto è un ragazzo per bene, tutto il contrario di me, uno spirito libero, e sono sicuro che capirà.

Chissà, poi magari lui mi ha già perdonato e io sono qui a correre come uno stupido nella foresta con lui che mi aspetta a casa.

Ma… Che ore sono?!

Cavolo, credo di aver perso di vista il tempo!

Sarà meglio che mi affretto a tornare a casa!

Così, faccio dietro-front, e cerco di orientarmi per ritrovare la strada di casa.

Peccato che, mentre correvo dandomi dello stupido, non ho notato che sentiero stavo percorrendo.

Ah, tutte a me capitano, eh?!


◕~◕~◕~◕

Narratore esterno ( alias Sissy)

-Secondo voi è stata una buona idea portarsi dietro questo tipetto?

-Perché, sentiamo, tu cos’avresti fatto Matt? Lo lasciavi lì svenuto a terra?

-No, no, per carità, ma anche l’idea di cercare Ryoko nella foresta con lui sulle spalle non mi sembra una genialata!

-Ripeto, volevi lasciarlo lì?

-No, ma magari farsi venire un’idea migliore!

-Senti, sono sempre io quello che tira fuori le idee, quindi non lamentarti!

-Ah sì, ti stai dando del capo? Allora ti faccio vedere io!

-Fatti sotto!

Cinque ragazzi camminano nella foresta, portandosi appresso Yuuto.

In casa di Ryoko infatti, quando erano riusciti ad entrare nella camera avevano trovato il ragazzino svenuto perché la porta lo aveva colpito in testa.

Così, avevano deciso di andare a cercare Ryoko fuori dalla sua casa e senza sapere dove lasciare il ragazzino, avevano deciso di portarselo sulle spalle a turno.

Come spesso capita però fra ragazzi, era bastato veramente pochissimo per far scoppiare una rissa.

Inizialmente erano in due a fare a botte, ma poi, visto che non avevano niente da fare, anche gli altri tre decisero di unirsi agli amici, lasciando Yuuto poco distante.

Caso vuole che, proprio in quel momento, il ragazzo si sta svegliando…


◕~◕~◕~◕

“Ah, che dolore alla testa…!” Mi metto seduto, massaggiandomi piano la fronte.

Che botta devo aver preso, fa proprio male!

Mi guardo intorno, e ci metto un attimo a capire che non sono più nella casa di mio fratello…

“Dove caspita sono finito? E, soprattutto, come ci sono arrivato?”

Le risposte alle mie domande sono a pochi metri da me, e si stanno picchiando sollevando anche molta polvere, come se non bastasse.

Credo proprio che siano loro, gli amici di Ryoko.

“Quei ragazzi che sono entrati in casa e lo stavano cercando. Li ho sentiti salire le scale, avvicinarsi alla mia porta… E poi probabilmente sono svenuto.”

Rimane il mistero di come sono arrivato qui.

“Che mi abbiamo portato loro? Può essere, ma a che scopo?”

Improvvisamente mi rendo conto che continuando così, non arrivo proprio da nessuna parte.

La cosa più saggia da fare in questi casi, a mio parere, è chiedere semplicemente spiegazioni ai diretti interessati.

Così, mi avvicino cautamente, molto cautamente a loro.

Purtroppo, dopo la botta in testa, non ho ancora la vista un po’ appannata, e senza neanche accorgermene mi ritrovo in mezzo alla rissa.

Una strana sensazione di impotenza si impadrona di me.

Mi sento sbattuto, colpito, rialzato, ricolpito, e tutto gira, gira e non riesco nemmeno più a capire dov’è il terreno e dove il cielo.

Non ho intenzione di alzare un dito contro questi tipi, né per aggredirli né per difendermi.

Rimango semplicemente a farmi sballottare di qua e di là, sperando che si accorgano della mia presenza.

Purtroppo, nonostante tutta la mia buona fede, passa molto tempo prima che, finalmente, questi cinque decidono di smetterla.

Semplicemente, smettono di darsi pungi e calci, e rimangono fermi, seduti al loro posto.

E io, io sono al centro.

Dopo pochi secondi di silenzio interrotto soltanto da qualche uccellino sui rami, mi arriva alle orecchie un:

-E tu chi sei?

Un ragazzo dai capelli ricci e rossi mi punta il dito contro, ma con tono scherzoso.

Altrettanto scherzosamente – o almeno, spero- il ragazzo di fianco a lui di cui mi colpiscono i grandi occhi smeraldo, gli tira un bastone trovato lì vicino in testa.

-AHI!! Ma che ho detto?

-E’ il ragazzino che abbiamo trovato a casa di Ryoko, stupido! E che, tra parentesi, hai fatto svenire!

-Ma, allora…- cerco di intromettermi nel discorso, ma un ragazzo dagli occhi celesti, di fianco a me, mi chiede in modo gioviale: -Allora, si può sapere chi sei? Non ti abbiamo mai visto.

“Neanche io vi ho mai visti, se è per questo…!” penso, ironicamente; poi mi guardo intorno, cercando di tranquillizzarmi, ed esclamo tutto d’un fiato: -Io sono Yuuto, e sono il fratello minore di Ryoko.

Improvvisamente, sento le mie guancie andare a fuoco e, pieno d’imbarazzo e vergogna, abbasso il capo di colpo.

-Oh lalà! E’ il caso di fare tutta sta’ tragedia?!

-Guardatelo, è diventato tutto rosso!

"Ah, che figura…!" Non trovo il coraggio di alzare gli occhi, finchè non sento:

-Per me ha ragione ad arrossire. Io mi vergognerei a morte di avere un fratello stupido come Ryoko!

Sorrido, e vedo pormi una mano.

L’accetto con un sospiro di sollievo; infondo, anche se sembrano un po’ sciocchi, sono sempre amici di mio fratello.

Un improvviso rumore alle nostre spalle ci fa voltare tutti, e in una frazione di secondo il ragazzo che mi tiene ancora stretta la mano, è a terra, con sopra Ryoko.

-Chi sarebbe lo stupido, adesso?

Scoppiano entrambi a ridere, mentre io sento di nuovo le gote diventare eccessivamente calde e tossicchio per riportare un po’ la serietà nel gruppo.

Peccato che in un attimo ho mio fratello addosso.

-Eccoti qui! Yuuto, ero tanto in pensiero! Ma come hai fatto ad arrivare qui? E… questa botta in testa? Non ti avrà mica attaccato qualche animale?

Credo che le mie guancie fumino dall’imbarazzo mentre gli altri ragazzi scoppiano a ridere.

-Che avete voi da ridere?- si volta mio fratello, allentando il suo abbraccio eccessivamente caloroso – e soprattutto, che ci fate voi qui?

-Oh Ryoko!- sospira il ragazzo di prima, con gli occhi verdi – Noi ti avevamo avvisato, che saremmo venuti a farti visita a casa tua, se tu per una volta nella tua vita leggessi un santissimo
messaggio!- e così dicendo gli sventola davanti il suo cellulare, che probabilmente avevano recuperato quando erano entrati in camera mia.

-Oh, ecco dov’era!- esclama Ryoko con falso stupore, afferrando il telefono.

-Quanta pazienza, amico mio!-sospira il biondo apparendo dietro mio fratello – ma dicci un po’, cos’è sta’ storia di tuo fratello?!

-Oh ragazzi!- sospira Ryoko con lo stesso tono di voce che aveva usato prima l’altro ragazzo per sgridarlo – Io vi avevo avvisato, che sarei venuto in Giappone soprattutto per incontrare Yuuto, se voi per una volta nella vostra vita ascoltaste quello che vi dico!

-Fidati Ryoko che, se prendessimo per vero tutto quello che ci dici, non saremmo nemmeno qui!

Mio fratello mette il broncio, incrociando le braccia, e tutti scoppiamo a ridere allegramente.

-Seguitemi- esclama mio fratello quando ci siamo ripresi – Ho trovato un posto davvero… prelibato!

E così, questa giornata che sembrava aver preso una piega tanto brutta, alla fine si è conclusa con risate, nuovi incontri e tanti, tanti frutti di bosco!


Angolino di Yuuto~

Ed eccoci di nuovo fra voi con un altro capitolo!

Allora, la domanda che sorge spontanea è: non bastava un nuovo personaggio, ce ne volevano cinque! (escludendo ovviamente Ryoko che ormai è parte integrante della fic ^^”)
Di questi “amici” Sissy ha voluto dire poco e niente, non perché non le piacessero, ma perché verranno presentati meglio nel sequel di questa storia!
Esatto, Sissy sta ancora scrivendo questa e ha già in mente tutto il seguito! >o<
Non ci sono neanche ancora le immagini di questi ragazzi, ma un minimo (e che minimo! XD) di descrizione l’abbiamo data!
Abbiate pazienza, Sissy è fatta così e poco servono le mie lamentele! -.-“

Credo che avrete notato come spesso, nei dialoghi, è stato utilizzato un modo di parlare giovanile, che va a scontrarsi con la narrazione, ancora molto precisa e curata nei termini. (questa è la teoria, ovviamente, che poi il capitolo sia davvero stato scritto così dovrete dircelo voi! U.U)

Da qui in poi i capitoli racconteranno delle giornate che passiamo io e Ryoko insieme e ne succederanno di tutti i colori, garantito! ^^”
Invece, non prometto niente riguardo a questi ragazzi, Sissy potrebbe farli sparire dalla circolazione per un bel po’, se ne ha voglia.
Li rincontreremo però più avanti, questo sì.

Okay, mi sembra di aver finito!
Mi raccomando, nel caso qualcosa non sia chiaro, non esitate a fare le vostre domande nelle recensioni, Sissy sarà certamente più in grado di me di fornirvi un’adeguata spiegazione o almeno, questo è quello che si spera!

Yuuto
  
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