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Autore: Yssis    27/01/2013    3 recensioni
{Se perdesse anche la finale del Football Frontier, correrebbe anche il rischio di essere cacciato di casa per sempre.}
Una frase.
Una frase pronunciata nei primi episodi di Inazuma Eleven.
Una frase spesso sottovalutata, e dimenticata.
Una frase considerata dall'autrice molto interessante.
Una frase... destinata a cambiare il resto della storia.
Genere: Comico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Jude/Yuuto, Nuovo personaggio
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
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◕~ Capitolo 8 {Risate e divertimenti a casa; un po’ di pace prima della guerra!} ~◕

La mattina è il momento più silenzioso di tutta la giornata.

Chissà perché, mi ritrovo sempre immerso in un silenzio ovattato e rilassante.

Non sono mai stato un dormiglione, eppure da quando abito in questa casa, rimanere a letto è un’attrazione fortissima per me.

E… Sarò ripetitivo, lo dico in tutti i capitoli, ma… I colori sono uno spettacolo mozzafiato.

La luce soffusa delle lampade oscura i chiari riflessi trasparenti dei raggi del sole appena spuntato sulle tende e sul soffitto: nei miei occhi cremisi si riflette tutta la gamma dei colori dal viola
scuro fino all’azzurro chiarissimo, quasi bianco. Uno spettacolo magnifico; un arcobaleno dai colori del cielo.

L’atmosfera in cui mi ritrovo ogni mattina è qualcosa di spettacolare, di magico… Sembra proprio di essere sulle nuvole.

L’unico mio problema è che non riesco a stare molto senza gli occhialini; mettendoli però la visuale mi si restringe molto… E così la magia si dissolve.

Con un sospiro rassegnato mi levo dal letto, e barcollando arrivo al corridoio.

Quante porte…!

Scendendo  le scale, mi tornano in mente i ricordi della sera prima.

E mentre mi massaggio la guancia con ancora la sensazione del tocco di Diana, davanti ai miei occhi assonnati si materializza la più terrificante delle camere.

Il salotto. Avete in mente il salotto di Ryoko, no?

Divano al centro della stanza, blu oceano; televisione arancione e un grande tappeto giallo al centro. Molte lampade colorate ai lati e poi… si sa, molte molte porte.

Una di queste porta alla cucina, mentre un’altra porta all’esterno.

Le altre… Non chiedetemelo, non saprei cosa rispondere.

Ecco, immaginatevi questa camera, nel caos più totale.

Il divano rovesciato su un fianco, il tappeto tutto calpestato e piegato e molte delle lampade per terra; tutto questo, con una bella dose di pop-corn sopra.

In pratica, schifezze, bevande, pop-corn, resti di frullati, macchie di  cioccolato, sommergono la maggior parte della stanza.

Non muovo un passo più in là, aggrappandomi terrorizzato alla ringhiera delle scale.

Mamma mia...! Che casino!!

Sposto ancora lo sguardo su tutta la camera, inorridito.

Ma era necessario fare tutta questa baraonda per passare una serata insieme?!

… Boh, ‘sti ragazzi grandi…!

Con un sospiro misto di disgusto e rassegnazione, faccio dietro-front, intenzionato a trovare mio fratello.

Quando mi trovo davanti alla sua camera però, esito un attimo.

E se ci fosse ancora Diana?!

Sto quasi per rinunciare, ma ripensando un secondo alle condizioni del salotto, ogni indecisione si annulla e spalanco con forza la porta.

Allora, le cose sono due: o questa mattina qualcuno ha deciso di farmi innervosire, e molto, o io ho le visioni.

Fatto sta, che vedere mio fratello spaparanzato sul suo letto con la testa cascante, il cuscino per terra, con la bava alla bocca e senza neanche il pigiama mi fa andare su tutte le furie.

-RYOKO!- urlo con forza.

Spaventato, il verdino apre gli occhi di colpo, e sbatte forte la testa contro il pavimento.

Rimettendosi seduto, lo vedo massaggiarsi la testa mentre nella penombra della stanza assottiglia gli occhi, cercando di distinguere la figura sulla porta.

-Sono io, rimbambito.- mi rivolgo ancora a lui, mettendomi le mani sui fianchi.

Non so cosa mi è preso, ma improvvisamente ho una grandissima voglia di prendere a schiaffi quel bel faccino assonnato e vagamente confuso che si ritrova.

-Yuu-kun…-sussurra questo strofinandosi gli occhi- Perché urli?-

-Perché sono le undici di mattina e tu sei ancora nel letto a dormire mentre hai un salotto da sistemare; te ne sei dimenticato?- rispondo io, acido.

-Oh caspiterina hai ragione!

-Io ho sempre ragione…- sussurro quasi per vendetta

-Che dici?- esclama lui, lanciandosi in direzione della sedia per afferrare i pantaloni.

-Niente…!- sbuffo innervosito.

-Yuu-chan, sei un po’ nervosetto questa mattina, o sbaglio?- ride lui, infilandosi la maglia.

-Ho dormito bene, solo che quando mi sono svegliato ho visto il casino che avete fatto l’altra sera e…-

-Capito, capito.- Ryoko si chiude la porta alle spalle, dirigendosi con me verso le scale – Ma cosa volevi, che sistemavo ieri sera?

-Nah. Sicuramente non eravate in grado…- sorrido io, al pensiero di quella coppia di pazzi che, all’una di notte sistemano il salotto -Proprio no.-

-Oh. Oh oh. – esclama il ragazzo, trovandosi davanti agli occhi la camera della televisione.

-Diciamo che la mia reazione è stata un po’ diversa, ma tutto sommato ecco qui quello che avete combinato l’altra sera!-

-Chissà perché ieri non sembrava così grave…- esclama il ragazzo, grattandosi la testa.

-Eh…- comincio io, pronto per iniziare una bella ramanzina; ma rimango bloccato dalla figura di Ryoko che, facendo lo slalom tra le lampade colorate, raggiunge la porta della cucina, e mi fa segno di avvicinarmi.

Con un sonoro sbuffo mi avventuro anch’io in quel caos, saltando il divano e sentendo scricchiolii ad ogni passo che facevo; quando finalmente raggiungo mio fratello, quello mi sorride raggiante ed entra con passo sicuro in cucina.

-Hai ragione ad essere arrabbiato con me- mi dice quando ci sediamo in tavola. – Ma adesso non temere che sistemiamo tutto, d’accordo?-

-E va bene- sussurro io portando alle labbra la tazza di the fumante – Che cos’è?- Chiedo dopo aver buttato giù un sorso di quel liquido vagamente rosato.

-The all’infuso di rose e fragole- esclama lui tutto contento

-Mmmhhh…- bevo nuovamente un sorso. Almeno non è una cosa totalmente sconosciuta, il the. Anche se all’infuso di rose e fragole non l’avevo mai sentito…!

-E dimmi una cosa, Diana che fine ha fatto? Se avete fatto così tardi ieri sera immaginavo dormisse qui da noi.-

-Prima di andarmene a dormire, l’ho riaccompagnata a casa.

-Tu mi hai lasciato da solo in casa a mezzanotte?!- rischio di rovesciarmi tutto il contenuto della tazza sulle gambe

-Ehm… Sì.- risponde lui con noncuranza, per poi alzarsi – Adesso però… è tempo di metterci al lavoro!

◕~◕~◕~◕


-Ryoko, ricordami di stare male la prossima volta!-

-Eddai Yuu-kun, non è così male, infondo!-

-Non è così male?! Ma sei fuori?!

-No Yuuto, sei tu che questa mattina sei piuttosto nervoso.

-Ci credo; mi fai fare una vita!

Ecco come sono andate le cose: dopo aver… Ah! Ecco, me ne stavo già dimenticando…

Ryoko mi ha mostrato un’altra fantastica abilità della sua casa: varcando la porta della cucina e sporgendoci sul salotto, mi sono sentito davvero sconfortato.

Ma lui, sorridendomi raggiante, ha premuto un pulsate nascosto dietro la televisione e il pavimento ha cominciato a tremare, come ci fosse una scossa d’assestamento.

In un attimo divano, tappeto, tv e lampade si sono rimessi al loro posto e tutte le schifezze sul pavimento sono scomparse, così, semplicemente, come se non fossero mai esistite.

Tutto questo, in neanche cinque minuti.

Dopo questa sottospecie di magia, Ryoko, notando il mio sguardo affascinato, mi ha dato una forte pacca sulle spalle, per poi rivelarmi la parte peggiore del lavoro.

Dopo avermi portato in una piccola e umida stanza  che poi ho identificato come la soffitta, mio fratello mi ha detto che avremo dovuto sistemare nella casa tutti gli immobili che erano chiusi in
quella stanzina.

Tutto questo lavoro, senza una spiegazione logica… Anzi, senza una spiegazione e basta.

E così, è un’oretta buona che corriamo avanti e indietro dalla soffitta al resto della casa, sistemando tende, soprammobili, quadri e molto, molto altro ancora.

-Ma non potevi sistemartela tu, tutta questa roba?- esclamo io, rovistando in uno scatolone per trovare un chissà che oggetto da mettere nella stanza degli esperimenti.

-Tanto che ci sei tu, mi faccio dare una mano!- esclama quello, inciampando nelle scale a causa di un tendone enorme che tiene davanti al viso.

-Vieni, ti aiuto.- afferro una parte del tendone, ottenendo solo una ruzzolata di entrambi giù dalle scale.

-Che roba! Rifacciamolo!!- esclama sorridente il ragazzo alzandosi da terra.

-Proprio. Se ci tieni, te lo rifai da solo, il volo dalle scale.- faccio spallucce io, afferrando uno scatolone e dirigendomi di nuovo su per le scale, diretto nella stanza degli strumenti.

E questo, è solo l’inizio…

Nel corridoio, infatti, è il vero casino.

Qui, le porte scompaiono e riappaiono come accidenti vogliono, rallentando molto il nostro lavoro.

-Ryoko, ma cosa cavolo dovrei sistemare nella piscina?! E soprattutto, che cosa te ne fai di una piscina in casa?!

-Sai, quando fuori nevica…-

-Quando fuori nevica, vai a sciare, non a nuotare!

E via, a correre avanti e indietro per questo stupido corridoio magico.

-Ci son…!- e la porta si volatilizza davanti ai miei occhi: -NO!-

-Ti è scappata di nuovo sotto il naso, neh?!- ridacchia mio fratello.

-Hai poco da ridere, tu. E’ più di mezz’ora che ti vedo scorrazzare qui con quello scatolone!-

-Ah… Ma a me piace tanto questo scatolone…!- si difende lui, guardando con tenerezza la scatola pesante e sporca che tiene fra le mani.

-Certo…- ribatto io, ironico.

◕~◕~◕~◕

-Sono stanco morto. Distrutto. Non ho nemmeno la forza di alzarmi in piedi. Credo di non aver mai corso così tanto in tutta la mia vita. Ti odio. Perché non mi sono rifiutato di fare una cosa
simile. Mi odio. Sono veramente rimbambito. Sto parlando da solo. Mi sto insultando da solo.- ripeto con voce inespressiva accasciandomi sul tappeto.

-Eddai Yuu-kun! Non è stato così terribile, in fondo.-

Dedico a Ryoko uno dei sorrisi più terribilmente spaventosi e gelidi che abbia mai fatto.

-Yuuto non guardarmi così che poi mi vengono gli incubi!!- mio fratello si copre gli occhi con le mani, fingendo paura – o forse no?

-Se questa notte fai un incubo sono persino contento; una piccola vendetta me la merito.- mi rialzo in piedi, nuovamente di buon umore: Ryoko sa sorridere in maniera speciale, dolcissima…

Sento che con lui potrei fare qualsiasi cosa, perché in fondo ci vogliamo molto bene, nonostante il tempo che abbiamo trascorso insieme sia stato molto breve.

Sono davanti a lui, e nelle mie lenti si riflette un sorriso di mio fratello che può voler dire solo una cosa: MANGIARE. Mangiare un PANINO. Mangiare SUBITO un panino.

Scoppio a ridere, mentre il ragazzo compiaciuto si dirige verso la cucina, iniziando ad elencarmi tutti i possibili ingredienti che potrà mettere nel mio super-extra-mega panino gigante.

◕~◕~◕~◕

Ryoko appena alzatosi da tavola, mi ha avvertito del fatto che tra poco se ne sarebbe dovuto andare per qualche ora.

E così, adesso sono qui, a casa di mio fratello, da solo.

Non ho paura, per carità, però la sua mancanza si sente molto; ecco tutto.

E… confesso di avere il timore di sentire la sua mancanza per un bel po’.

Anzi, forse per sempre.

So che, entro questa sera, tornerà di sicuro.

Ma per quanto?

Per quanto ancora potrò stare con lui?

Ho paura, e tanta.

Lui non abita qui, non ha ancora finito gli studi.

Questo può solo voler dire che, presto o tardi, dovrà ripartire.

E io?

Che farò?

I colori del salotto si sono fatti più tenui, più spenti: mi sembra di essere in un arcobaleno che sta svanendo nel cielo.

Tu lo vedi… Ma per quanto ancora?

Ci mette un attimo, a sparire.

Rimarrò solo, di nuovo.

Ma questa volta, non incontrerò un altro Ryoko a soccorrermi.

Mio fratello… Che storia, eh.

Proprio non l’avrei mai immaginato.

Quei capelli verdi che sanno di mare, quegli occhi dorati che brillano come due stelle, quel suo modo di fare così allegro e spontaneo… Mi mancherà da morire quel ragazzo.

◕~◕~◕~◕

Sono seduto in camera mia, aspettando l’arrivo di mio fratello.

Chissà che avrà fatto in tutto questo tempo: è quasi sera, ormai…

Ad un tratto, il campanello.

Reprimo l’istinto di scattare in piedi per andare ad aprire –visto che potrei non trovare subito la porta d’ingresso– e attendo in camera.

Dieci secondi d’orologio, e la mia porta si spalanca con la forza di uno tsunami.

-EHILA’!! Allora, com’è andata la vita?

-La vita?

-Massì, la giornata!

-Bah, al solito.

-... Sei proprio una mummia. Una mummia asociale.

-Una… Mummia asociale?

-Sì! Devi dire: WOW!! UNA FORZA!! MAGNIFICO FRATELLO! E robe simili.

-Ah... Scordatelo.

-Infatti ho detto che sei una mummia. Asociale per di più. Non mi dici neanche “Bene!” mi dici “Al solito”, cioè…! E’ da asociali!

-Sei tu troppo sociale!

-E tu non lo sei per niente!

-A me va benissimo così.

-A me no!

-Bah, non è un problema mio… Guarda che ho fatto oggi!

E gli porgo il mio disegno di tecnica.

-I compiti! Ma che bravo bambino…!

-… Taci. E guarda.

-Hai disegnato… Un tavolo?! Oh… Ma che bel tavolino!

-Ho detto “Taci”. E non l’ho fatto per puro svago, voglio che me lo compri.

-Un disegno?!

-Il tavolo!

-Ahhh… Aspetta.

-Che vuoi?

-Tu ti sei andato a disegnare un tavolo.

-Sì.

-Perché io te lo compri.

-Sì.

-WOW!! Yuuto sei davvero forte!!

-… Sì.

-Sai dire altro?

-Sì.

-… Yuuto?

-Sì?

-Ti senti bene?

-Sì.

-Cambiamo discorso.

-Sì.

-… Di che colore lo vuoi, il tavolo?

-Nero. Nero lucido.

-Sìììììììììììììì!!! Ha detto qualcos’altro!!

-Allora me lo compri sì o no?

-Aspetta: Nero?

-Sì.

-Ti prego non ricominciare!

-Va bene.

-Oh. Allora, nero.

-Esatto.

-Ma un altro colore?

-Perché?

-Il nero è da asociali.

Inutile dire che gli sbatto la porta in faccia.

-Va bene, va bene… Parliamone!- fa lui dal corridoio.

Apro la porta.

-Che altro vuoi?

-Non puoi scegliere un altro colore? Magari il giallo… L’arancione… Il rosa!

-Il rosa?!

-Beh, perché no? E’ sempre meglio del nero!

-Trovi?

-Certo! Tutto è meglio del nero.

-Va bene, lo voglio grigio scuro.

-Mai.

-Hai detto tutto tranne il nero.

-Tutto tranne il nero e quei colori emo!

-Ma cos’hai contro di loro?!

-Te l’ho detto: sono da emo-depressi asociali!

-…

-E io mi rifiuto di avere un colore emo-depresso asociale in casa mia!

-… Ne riparliamo un’altra volta, okay?-

Questo discorso sta cominciando a risultarmi antipatico da portare avanti: mio fratello è veramente testardo!

-Dove sei andato?- gli chiedo, per cambiare argomento.

D’un tratto Ryoko arrossisce e comincia a balbettare scuse insensate.

-Mmmhh…- osservo io, incuriosito ma allo stesso tempo confuso dall’atteggiamento di mio fratello- Lasciamo perdere, vah.-

Sento il ragazzo tirare un profondo respiro; lo guardo negli occhi, e vedo di nuovo l'amore, l'amore puro e incontaminato, e la comprensione.

Abbozzo un sorriso imbarazzato, allora lui scoppia a ridere, afferrandomi per i fianchi e posandomi sulle sue forti spalle.

-Ma che fai?!- esclamo completamente preso alla sprovvista.

Ryoko si mette a saltellare per il corridoio, trascinandomi in una risata contagiosa e allegra.

Quando mi rimette in piedi, sul pavimento, lo guardo pieno di stupore e ammirazione.

Mi strizza l’occhiolino, per poi esclamare tutto contento: -Allora, hai voglia di mangiare qualcosa?

“E’ possibile che questo ragazzo riesca a pensare solo al cibo?!” mi ritrovo a pensare, ironicamente scoraggiato, mentre seguo mio fratello giù per le scale.

◕~◕~◕~◕

Siamo seduti in giardino, mangiando del gelato mentre ci godiamo la vista del tramonto.

O meglio, io mi godo la vista del tramonto, mentre Ryoko dialoga amabilmente con il gelato.

-Oh! Ti devo dire una cosa importantissima! Una volta mi...

-Ryoko, te la dico io una cosa importantissima.

-Ti ascolto, fratellino.

-Una volta mi hanno detto che parlare da soli è da rimbambiti. Peggio ancora se si parla con dei gelati!

-E, scusa, adesso questo cosa centra?!

-Oh Ryoko!- mi alzo dallo sgabello, pronto a entrare dentro casa, quando la stupidità di mio fratello mi costringe a fermarmi.

-Voglio togliermi le mutande.

-Tu... COSA?!

-Voglio togliermi le mutande!

-Ma…

E si sta togliendo le mutande.

-Ryoko!

Si ferma.

-Che vuoi?

-Che stai facendo?!

-Mi sto togliendo le mutande. Non ti pare ovvio?

-No, non è ovvio per niente! Siamo in un giardino!

-Tanto chi mi vede?

-IO!

-Eh va beh, tu…!

-IO!? Guarda che non è da persone normali!

-Io tendo all'originalità!

-Ryoko, qui non si tratta di originalità: qui è questione di normalità!

-Non ti seguo.

-Le persone “normali” non si tolgono le mutande nel giardino, casomai lo fanno dentro casa!

Mio fratello sospira, entrando dalla porta principale insieme a me.

-A questo mondo non siamo più liberi.

-Cosa dici?- chiedo io, che ancora rivivo nella mente la scena di pochi secondi fa

-Non siamo più liberi nemmeno di toglierci le mutande!

-Ma tu puoi toglierti le mutande.

-E allora?! Perché stressi tanto?- Ryoko alza le braccia al cielo.

-Non puoi toglierti le mutande in giardino, o comunque fuori casa!

-Che noia… Mi è passata la voglia.

-Fidati che è meglio così.

Mio fratello sbuffa, annoiato.

-Mi accompagni in camera?- chiedo io, per cambiare discorso

-Perché? Il bambino ha paura?

-No. Perché in questa casa mi perdo. Non ho paura!

-Dici? Va beh, guarda: la porta della tua camera è in fondo al corridoio.

-Quale corridoio?! Ci sono cinque ramificazioni!

-Il primo che ti capita davanti.

-Cioè quello davanti a me o uno a caso?!

-E io che ne so…?

-Ma è o no casa tua?

-Soffro di amnesia.

-Andiamo bene…!

-A proposito; ti dovevo dire una cosa. Oggi quando ero in giro mi è squillato il cellulare…- comincia mio fratello.

-Ah. E… Allora?

-Mi ha chiamato qualcuno, che non mi ricordo chi era, e mi ha detto una cosa importante, ma non mi ricordo cosa…!- Ryoko si porta un braccio dietro la testa, sorridendo imbarazzato.

-Meraviglioso!- esclamo io. “Questo è troppo: ma secondo voi è una persona normale?!”

-Va beh…!- conclude il ragazzo dopo qualche secondo di silenzio – Se mi viene in mente te lo dico!

Scuotendo la testa, guardo l’orologio e, costatato il fatto che sia tardissimo, salgo le scale, diretto in camera mia, salutando mio fratello con un lento gesto con la mano.

-Buonanotte Yuu-chan! Dormi bene!- sento esclamare dalla voce squillante e argentina di Ryoko prima di chiudermi definitivamente la porta alle spalle.



Angolino di Yuuto~

Buona sera a tutti!
Come sempre dalla regia è il vostro Kidou che vi parla!
E, al solito, ho da scusarmi da parte di Sissy per il ritardo: quella ragazza è incorreggibile.
Aveva perfettamente in mente tutto il capitolo, ma non ha mai avuto voglia di mettersi a scrivere.
Mi sono dovuto impuntare io, obbligandola al pc e staccandole il collegamento internet,altrimenti quella ragazza perdeva tanto di quel tempo a messaggiare, leggere e recensire.
In un modo o nell’altro, comunque ce l’abbiamo fatta.
E anche questo capitolo è andato.
Comunque non dovete temere, il supplizio avrà presto fine: ci saranno altri 3 capitoli e poi… FINE!
Quindi, siamo alle battute conclusionarie, ecco. ^^”
Beh, che dire di questo capitolo?
E’ molto lungo, ma rimane nei canoni di Sissy.
E’ molto completo, perché abbiamo alternato scene puramente comiche a scene invece più riflessive e serie.
Non starò qui a fare la predica di tutti gli errori e schifezze che hai scritto Sissy; questo è lavoro vostro. XD
Volevo invece dare una spiegazione al titolo: infondo si tratta di un capitolo semplice, un po’ buffo, basato sulla risata. E, francamente, non succede nulla di strepitoso.
Ecco, il prossimo capitolo, invece, si baserà sempre su fatti  terribili e angoscianti, tutto però in chiave comica.
Non ho intenzione di anticipare nulla; sappiate solo che sarà una guerra, e lo sarà soprattutto per il sottoscritto.
Non posso dilungarmi a lungo, anche perché Sissy ha deciso che vuole un pezzo di space anche lei, quindi non mi resta che salutare tutti i lettori/recensori di questa storia, sperando che il capitolo vi sia piaciuto come i precedenti!*o*
Vi aspetto al prossimo capitolo!


Yuuto

NS: Tadà!! Dopo chissà quanto tempo, sono riuscita ad apparire anche io nello space! *u*
Ciao a tutti Minna-san!
Sono contentissima di sapere che continuate a seguire questa shot che, purtroppo, sta per concludersi. çOç
Ma ho intenzione di farvi accapponare la pelle, nei prossimi capitoli! ^u^
Volevo fare una precisazione su quanto ha detto il mio Kidou-kun nel suo pezzo di space: nel prossimo capitolo scriverò di un incontro “particolare”, ma non tragico.
… Beh, forse per Yuu-chan può risultare un po’ spaventoso, ma non è terrificante! ;D
Non temete: uscirà vivo anche da questa avventura! U.U
E adesso, ahimè, vi devo lasciare anche io.
Un bacione a tutti!
E soprattutto a Te, che se provi ancora a posticipare la recensione della shot “Senchō”… Potrei tenermi Yuuto e non dartelo mai più!! Muahahahahhahah!!
Chi ha da intendere, intenda. U.U
Per tutti gli altri, fate finta di non aver letto e… ARIGATOU! 


Sissy <3
  
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