Dedica: /
Parole: 312.
Note: alcuni capitoli nascono da headcanon che ho su questa coppia, o da idee prese dalla role con la BiscottA –un capitolo che ho già scritto è incentrato su una role, appunto. Come altra piccola nota, le flash-fic non sono ordinate secondo una cronologia precisa, ad esempio questo capitolo racconta di un episodio accaduto prima del primo capitolo (?). Chi riuscirà a sistemare le flash in ordine di tempo avrà tutta la mia stima.
#02 - Cupcake.
L’intenso odore di vaniglia si diffuse dalla cucina fino alla sala e arrivò sino a Gamma, che inspirò il profumo, per poi spostare lo sguardo sull’origami che teneva tra le mani.
Se solo quel piccolo cupcake fosse stato vero, l’avrebbe mangiato. Osservò per qualche istante la carta colorata, poi annusò di nuovo l’aria e con uno sforzo incredibile –era davvero comodo, sdraiato a fare nulla sul divano- si alzò.
Avanzò con il cupcake grigio e viola nella mano sinistra fino alla cucina e si fermò all’entrata, appoggiandosi allo stipite della porta « Sono …? » domandò, mentre Alpha infilava la mano nel forno per tirare fuori la teglia.
Alpha appoggiò i dolci su un vassoio « Sono cupcakes. Come il tuo » e lanciò un’occhiata all’origami di Gamma « solo commestibili ».
« Mi insegni come si fanno? » chiese e Hikaru lo guardò, inespressivo « No. L’ultima volta che hai messo mano ai fornelli Beta ha dovuto mettere mano all’estintore. » terminò atono, prendendo il cupcake di carta dalla mano dell’altro « Direi che questi sono molto meno pericolosi. » sentenziò « E più facili da fare ».
« Tu non saresti mai capace di farne uno. » sbottò l’altro piccato, poi spostò lo sguardo sul vassoio pieno di cupcake alla vaniglia.
Alpha nel vedere l’espressione dell’amico incurvò le labbra in qualcosa che doveva –ma vagamente, eh- rassomigliare ad un sorriso « Ne vuoi uno, Chisaku? ».
Gamma annuì e ne prese uno senza pensarci due volte, poi lo addentò. Era buonissimo, le se papille gustative erano partite alla volta del paradiso.
« Perché grigio e viola? » chiese Hikaru all’improvviso. Gamma puntò i suoi occhi in quelli grigio ardesia dell’altro « Nessun motivo. » borbottò, tirandogli una ciocca di capelli viola senza un apparente motivo, per uscire dalla cucina subito dopo.
Aveva dimenticato di riprendersi l’origami, ma non importava.


