Dedica: alla carissima FruttinA, ovvero Roby, ovvero toffee_apple, ovvero quella ragazza fantastica che uccide la sua tastiera ogni volta che scrive a computer ♥
Parole: 338 secondo word.
Note: Alpha/Gamma is true love-- *linc*
#04 – Cuore.
Alpha raccolse da terra un cuore azzurro fatto con la carta velina. Era un po’ stropicciato, come se qualcuno ci avesse camminato sopra. Nella semi oscurità della stanza, illuminata solo dalla luce della luna che si vedeva fuori dalla finestra aperta, notò la sagoma di una persona che riconobbe immediatamente.
La particolarità di Gamma era che spesso, il giorno del suo compleanno, era triste.
I membri della sua squadra commentavano sempre con un “Avrà paura di invecchiare e perdere la sua bellezza”, ma Alpha sapeva che c’era sotto qualcos’altro.
In ogni caso, qualsiasi fosse la causa del suo malumore quello stesso giorno di ogni anno, poco importava, perché finiva costantemente nel medesimo modo: Gamma si ubriacava.
E sembrava si impegnasse parecchio nel farlo, quasi a voler dimenticare del tutto che quel giorno era esistito.
Hikaru sospirò e pensò che non era strano trovare Gamma nella sala del dormitorio che guardava annoiato la luna, svuotato dopo essere tornato quasi del tutto lucido. Il ragazzo si voltò verso Otonashi, squadrandolo « Ah, sei tu, koala. » mormorò un po’ sorpreso. Aveva l’aria anche più triste del solito, ed era una cosa insopportabile.
Alpha lo intrappolò in un abbraccio caldo ed inaspettato, senza rifletterci su più di tanto. Chisaku non fiatò e affondó il viso nella giacca dell'altro, sentendo il suo profumo.
Hikaru lo strinse di più a sé, rendendo quel contatto tanto dolce quanto possessivo.
I loro cuori battevano all’unisono, Gamma sentiva solo quello, oltre al respiro dell’altro, in quella stanza.
« Se mi abbracci così, il primo che passa finirà davvero per scambiarti per un koala. » mormorò divertito Gamma e fu quasi certo di sentire sul suo collo le labbra di Alpha che si piegavano in un mezzo sorriso, per poi dargli un leggero bacio. Ma forse era solo colpa della vodka. Forse era solamente un'illusione.
E poi doveva cercare il cuore di carta azzurra che aveva fatto qualche attimo dopo essere tornato lucido –più o meno.
Ma, insomma, pensò, che importa.
Sentiva che, nel caso Hikaru non l'avesse allontanato, ci sarebbe pure morto, in quell'abbraccio.


