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Autore: Miharu9    29/05/2013    0 recensioni
Ed ecco la mia prima fic!^^
In una violenta città dominata dalle gangs, Nikky dovrà riuscire a risovere i problemi causati dalle varie bande che circolano liberamente per le strade,mettendo in gioco le proprie abilità per tenere fuori dai guai i suoi amici.
Ringrazio tutti quelli che leggeranno e recensiranno.
-Miharu9
Genere: Avventura, Azione | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Dopo aver fatto le dolorose scale che separano il primo piano dal secondo, faccio fermare Camilla un attimo per comprare la mia colazione dal distributore, la quale verrà sbranata pochi attimi dopo,e ci avviamo con passo incerto nella classe 3°M.

Le prime ore passano in un'eternità, accompagnate dalla voce monotona dell'insegnante.

Passo l'intervallo con Camilla, che continua a parlare del "fidanzato" di Gaia, il quale, probabilmente inesistente, dovrebbe far parte di una gang con sede non molto lontano dalla scuola.

Dopo esserci separate chiedo spiegazioni ad Alberto, che "dovrebbe essere" amico del ragazzo di Gaia: mi dice che la storia della banda è tutta vera, ma dalla sua voce tremolante si capisce che c'è qualcosa che non vuole dirmi.

I suoi occhi azzurri sembrano sorpresi dalla mia domanda, e la sua faccia si contorce in una lieve smorfia mentre mi racconta la sua versione. Alberto è un bravo ragazzo, più o meno alto come me, gli occhi azzurri ed i capelli marrone scuro, con qualche spruzzo di lentiggini sul viso dalla carnagione chiara. Ha il terribile difetto di essere un credulone,non sarebbe una persona a cui chiedere una cosa del genere, ma sa molte cose;sulle quali a volte si assilla ed inizia a blaterare senza fine, ma nonostante ciò è una persona affidabile.

Non so se credergli veramente questa volta, anche perchè non mi riguarda, e quindi lascio perdere la questione...meglio concentrarsi sugli studi e sulle interrogazioni.

Dopo l'intervallo trovo una scusa per uscire dall'aula. Esco sotto gli occhi attenti di Camilla e le volgo un sorrisetto malefico tanto per spaventarla un po', roba da compagni di classe....

Dopo aver richiuso con cautela la porta di legno consumato della 3°M mi precipito con passo deciso nel corridoio. Voglio prendermi una pausa dalle noiose lezioni.

Non faccio in tempo a percorrere un metro che una faccia sorridente sbuca fuori dal pilastro delle scale. La riconosco subito: é Milo, un amico che ho conosciuto poco tempo dopo il suo trasferimento. E' poco più basso di Alberto, i suoi folti capelli biondi coprono un poco i suoi vispi occhietti scuri, e sta correndo per il corridoio con la bidella alle calcagna.

Pavimento bagnato, il cartello che la donna sventola per aria e...sthump!

Milo riesce a spiaccicarsi per terra, la bidella lo sta per raggiungere.

Senza pensare il mio corpo si mette in moto;ci metto un attimo a raggiungerlo prima della grassa donna, lo afferro per un braccio e lo trascino via correndo.

Andiamo così per mezza scuola e ci rifugiamo nello sgabuzzino seminando così la bidella, che ormai si era comunque già fermata da un pezzo.

Ansimando per la frenetica corsa gli rivolgo subito la parola: "-Allora...che ci fai qui?!

-Anche tu dovresti essere nella tua classe a...fare...quello che uno studente deve fare!-mi dice.

Sembra un po' offeso, probabilmente gironzolava nella scuola per un buon motivo, o almeno un buon motivo per lui.

-Già...dovrei- rispondo sorridendo.

Per magia la sua faccia si apre in un sorriso un po impacciato, come se avesse dimenticato già tutto.

-Non sono bravo ad allontanarmi furtivamente...lo sai!-Aggiunge sempre sorridendo.

-Già, lo vedo!- rispondo ricambiando l'ironia.


Ci ritroviamo in un silenzio abbastanza imbarazzante,nessuno sa cosa dire.

Dopo aver assunto una posizione più comoda Milo riprende a parlare cambiando discorso:

-Sai che Gaia ha un fidanzato che fa parte di una banda?.

Per un momento i suoi occhi luccicano e il suo viso sembra assumere un'espressione desiderosa e nostalgica.

Io fingo di esserne sorpresa,anche se non lo sono, dato che di questo ne ho già avuto abbastanza.

-L'altro giorno li ho visti uscire assieme,e li ho anche sentiti parlare su di te e Camilla- mi dice riprendendo ad osservarmi questa volta un po' con curiosità.

-Eri con loro?-Cerco di assecondarlo:ha di sicuro notato la mia insicurezza riguardo a questo argomento.

-No, ma mi sono passati davanti mentre andavo da un mio amico per studiare, e ho sentito che parlavano su di te e Camilla,appunto-.

Concludo accantonando la questione:-Ah, beh....saranno affari loro.

 

Ci blocchiamo sentendo dei passi lunghi e decisi provenire da fuori,e che successivamente udiamo allontanarsi.

Rompo per prima il silenzio assordante che aveva riempito l'aria:-Sai qualcosa di questa banda?-

Glielo domando speranzosa,voglio scoprire qualcosa in più, qualcosa che Alberto non mi ha detto.

 

Il sorriso ora ha completamente abbandonato il suo volto,osserva il pavimento con aria pensierosa e seria:-Nessuno sa se esiste veramente. Dicono abbia sede qua vicino, ma a quanto pare non si hanno indizi su dove si trovi il posto preciso...insomma, solo delle leggende se così possiamo chiamarle.

 

Non sono molto sorpresa, e rispondo in maniera spazientita:-Perciò è probabile che questa banda nemmeno esista, e che sia solo il frutto di una storia inventata...-

 

Lui spalanca gli occhi color della terra,e sposta un ciuffo che poco prima gli ricopriva una parte del viso.

-Esatto...tuttavia corrono voci sul contrario di ciò...-

Basta,adesso questa cosa mi sta stufando non poco.

Cambio discorso avendo sentito da tutta la scuola questa storia molto probabilmente inventata: -Ora devo tornare in classe prima che la professoressa mi metta una nota-.

 

Milo risponde mentre sulla sua faccia si apre un sorriso luminoso e sincero:-Sì, anch'io! Ci vediamo!.

Come un lampo esce dallo sgabuzzino e si precipita nel corridoio lasciandomi sola nella stanza.

Torno in classe senza alcuna fretta, e scopro di essere stata via solo 5 minuti. Non dirò niente di ciò a Camilla, per non farla preoccupare e perchè tutta la classe lo saprebbe nel giro di 10 minuti.

Prendo un foglio di carta dallo zaino e mi metto a disegnare cercando di reprimere la noia che si diffonde dentro di me. Sono abbastanza brava a disegnare, perciò evito di farlo in classe tranne in rare occasioni, perchè altrimenti quasi tutti i miei compagni mi scrutano con occhi invidiosi, e odio quando lo fanno...Ma oggi non me ne importa niente, si tengano pure la loro invidia, io non voglio essere oggetto di questi sentimenti solo perchè esprimo la mia creatività.

Finita la scuola mi incammino sulla strada che porta alla mia casa non troppo lontana, accompagnata da Gaia e Alberto.

Gaia inizia a parlare sulle verifiche e sulle interrogazioni della mattinata, il suo discorso sembra essere assente dalla realtà, come se fosse finto o coperto da un'amarezza profonda.

Alberto, alla mia destra, sembra felice, ma, quando guarda Gaia ,un lampo di preoccupazione saetta sul suo volto. Dato che lo sto osservando cerca di mascherare quel sentimento con un caldo sorriso, che però traspare ciò che sta provando.

Dopo un pezzo di strada Gaia spezza il suo discorso :-Oggi ci separiamo qui, c'è una cosa che devo fare!.

Senza aggiungere altro accellera il passo e svolta in una traversa alla nostra sinistra, e poco dopo io e Alberto rimaniamo soli.

Ora è visilbente preoccupato, e i suoi occhi color del cielo sembrano disgustati da qualcosa.

-Che c'è?-gli chiedo -Tutto bene?-.

-S-sì, niente...Stavo pensando al corso di domani.-Incespica sulla prima parola,di solito i suoi discorsi sono pulitissimi e per questo è strano...sta evidentemente mentendo.

-Tu vieni, vero?- Aggiunge rivolgendomi un sorriso luminoso,coprendo così la sua preoccupazione.

-Sì, certo!- Rispondo.

La nostra conversazione si blocca qua, nessuno dei due sa come proseguire; il vento sposta una mia ciocca di capelli che mi ricade in viso.

Ci separiamo poco dopo aver sorpassato il parco,e così ci rivolgiamo un ultimo sorriso.

Di pomeriggio io e Camilla messaggiamo sul cellulare, mi racconta la sua giornata...

e così altre parole inutili si mescolano con un po' di ironia.

A quanto pare il ragazzo di cui tutti parlano esiste, ciò non spiega il disgusto e la preoccupazione di Alberto nei suoi confronti, siccome non mi ha detto nemmeno il suo nome...

Beh ,chissenefrega!

 

 

Spazio autrice:

Ecco il primissimo capitolo di questa storia (che tanto non leggerà nessuno).

Le cose iniziano a farsi più interessanti da qua in poi. Mi sto divertendo a scriverla e spero anche che voi lettori la apprezziate.

Vi ringrazio per aver letto,se volete darmi una vostra opinione o consiglio lasciate una recensione!

Alla prossima!^^

-Miharu9

   
 
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