Dedica: /
Parole: 272 parole, ma forse no.
Note: voglio ringraziare di cuore tutti coloro che hanno risposto, in modi diversi, alla "richiesta" che avevo fatto nello scorso capitolo. *inchin* ♥ ♥
Note2: quest'estate, a partire dalla fine della scuola (che per me è il 12 giugno), i miei aggiornamenti saranno irregolari.
#09 – Elleboro
Gamma si rigirò tra le mani l’origami che aveva appena fatto, tentando di alzarsi dal divano su cui Beta l’aveva messo. Quel giorno Ame era particolarmente di cattivo umore e vederlo in quelle condizioni –ovvero completamente ubriaco- l’aveva fatta andare in bestia, cosa che aveva risvegliato il suo alter ego tutt’altro che coccolo.
Durante la ramanzina Chisaku aveva fatto l’origami dell’elleboro, ridendo e cercando di scacciare il mal di testa che le urla dell’amica gli procuravano, poi si era voltato e sorridendo aveva affermato che quel fiore era perfetto per lei.
Beta gli aveva tirato uno schiaffo lasciandogli il segno ed era uscita dalla stanza gridando un nome che lui non aveva udito, a causa del mal di testa e della confusione che sentiva.
Si mise seduto e guardò la persona che gli si era appena avvicinato, sedendosi accanto a lui. Gamma si sdraiò nuovamente appoggiando la testa sulle gambe di Alpha, che lo guardò contrariato, ma non parlò, né tentò di spostarlo.
Chisaku lanciò un’occhiata all’orologio « Sono le dieci o le undici? » mormorò, sforzandosi di capire quale delle venti lancette che vedeva fosse quella giusta.
« Tu sei pazzo. » dichiarò serio Alpha, ignorando la sua domanda, e Gamma ridacchiò, lasciando l'origami accanto a lui, per poi allungare le braccia verso l’alto. Appoggiò le mani sul viso dell’altro, rimettendosi a sedere, e lo guardò dritto negli occhi « Amoreeeeee, puoi baciarmi? ~ ».
Hikaru lo fissò, impassibile, e dopo un secco « No. » borbottò qualcos’altro: « Sei uscito con Saru, dì la verità, non sei abbastanza intelligente da ubriacarti alle dieci di mattina tutto da solo ».
Note di fine capitolo: il fiore dell’Elleboro, nel linguaggio dei fiori, indica la follia.


