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Autore: Kotoko_chan    15/04/2014    4 recensioni
Nel manga abbiamo sempre letto cos'è accaduto a Takano-san dopo che Onodera è scappato via, quindi il divorzio dei suoi genitori, la depressione, la relazione con Yokozawa ecc... Ma di Onodera oltre a una presunta relazione con An-chan e il suo lavoro nelle pubblicazioni Onodera, non sappiamo nient'altro. Per cui mi sono concentrata su questo. Cosa farà Ritsu con l'arrivo di amici del passato? E come si evolverà la relazione con Takano?
Genere: Introspettivo, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Yaoi | Personaggi: Masamune Takano, Nuovo personaggio, Ritsu Onodera, Shouta Kisa, Takafumi Yokozawa | Coppie: Takano/Onodera
Note: AU, OOC | Avvertimenti: nessuno
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Vita e morte
 
“Dove mi trovo?”
Onodera si era svegliato in un luogo completamente bianco. Si mise a sedere notando che addosso aveva un pigiama dello stesso colore e lanciò uno sguardo attorno cercando di vedere qualcosa ma, avvertì solo un piacevole calore e una luce che rendeva quel luogo ovattato. Si alzò in piedi con cautela e rimase sorpreso perché non sentiva nessun dolore e nessuna stanchezza nonostante le torture inflitte da Jake. Stava bene.
“Masamune?” chiamò ricordando il suo corpo esamine.
Iniziò a camminare cercandolo finché non sentì delle voci in lontananza, spezzettate, come se provenissero da una radio mal sintonizzata. Riuscì a cogliere solamente il suo nome.
“Ri… Ritsu…”
Corse da quella parte sperando di trovare qualcosa ma si dovette fermare bruscamente perché davanti a lui una tenda ostacolava la sua corsa. Provò ad aggirarla o stracciarla, ma nulla. La tenda restava lì ferma.
“Ritsu…”
La voce si era fatta più nitida e dall’altro lato della tenda si stagliò una figura. Non riusciva a vedere i tratti del suo viso ma non aveva alcun dubbio su chi fosse.
“Masamune!” esclamò.
Appoggiò la mano sul morbido tessuto imitando dalla figura avvertendo così il suo calore.
“Ma-kun…” iniziò a piangere per il sollievo di vederlo e sentirlo lì, vivo.
“Ritsu” chiamò nuovamente Takano attirando la sua attenzione.
Altre voci riempirono quel luogo e lui si guardò intorno impaurito.
“Ma-kun! Dove siamo? Cosa sta succedendo? Queste voci… di chi sono? Cosa dicono?” chiese disperato.
“Calmati…”
“E perché ti sento così lontano? Questa tenda non mi fa passare!!!” le lacrime continuavano a scendere.
“Tranquillo… anch’io ti sento lontano e la tenda non mi fa passare…”
“E queste voci?” chiese cercando di calmarsi.
“Sono i nostri amici e tua madre Ritsu. Non li senti?”
“No! Li sento male e non riesco a capire il perché… Cosa stanno dicendo? Dove sono?” chiese confuso.
“Siamo tutti in ospedale, e loro stanno pregando per noi… Ritsu… stiamo entrambi lottando per sopravvivere…” rispose calmo.
Silenzio.
“Quindi… stiamo morendo?”
“Forse…”
Silenzio.
“Ma-kun…” piagnucolò lui “è tutta colpa mia! Mi dispiace! Non doveva andare così! Tu stai morendo per colpa mia! Devi vivere! Ti prego!!!”
“No, Ritsu… non è colpa tua! Ho vissuto con te i momenti più belli della mia vita e non avrei potuto trovare una persona così innamorata… ho letto i tuoi diari... quelli che tuo padre ti aveva tolto”.
“I diari? Non li aveva buttati? E come hai fatto a trovarli?”
Takano gli diede le spalle e si allontanò dalla tenda.
“Ma-kun! Dove vai? Non mi lasciare solo!!!” disse Ritsu disperato.
“Non vedi nulla attorno a te?” chiese confuso.
“No. E’ tutto bianco e c’è una luce… perché?”
“Sto vedendo i contorni di una stanza d’ospedale…”
Silenzio.
“Ma-kun… qualcuno sta arrivando…”
Takano si avvicinò di nuovo alla tenda ma con fatica.
“Non riesco… a raggiungerti… Ritsu!”
“Sembra… sembra mio padre…” si incamminò verso quella direzione per poterlo mettere a fuoco.
“Ri… no… anda… RITSU!!!”
La figura dietro la tenda scomparve e Onodera corse di nuovo da quella parte ma non riusciva più ad avvicinarsi. Qualcosa glielo impediva.
“MASAMUNE!!!” urlò disperato accasciandosi a terra.
Una calda mano si posò sulle sue spalle per confortarlo.
“Ritsu…” chiamò.
Lui si voltò e vide suo padre che lo guardava tristemente.
“Papà…” nonostante gli attriti avuti in passato lui non poté fare a meno di abbracciarlo e piangere ripetendo il suo nome tra un singhiozzo e l’altro.
“Ritsu, mi dispiace… mi dispiace…” mormorò stringendolo forte a sé.
Pian piano il suo pianto si calmò permettendo finalmente a suo padre di parlargli.
“Tu… è troppo presto…” disse suo padre angosciato.
“Cosa stai dicendo?”
“Mi dispiace figliolo… è tutta colpa mia. Se non ti avessi trattato male, se mi fossi sforzato di comprenderti fin dall’inizio… l’ho capito troppo tardi quando mi sono deciso a leggere per intero tutti i tuoi diari. Finalmente ho capito la tua difficoltà, tutto quello che hai passato… se hai conosciuto Jake è per colpa mia. Invece di andare in America forse saresti partito per un viaggio con il tuo senpai… così… ho messo in pericolo entrambi…” disse coprendosi il volto tra le mani.
“Papà, no… non è colpa tua… Jake è malato…”
“Era malato”.
“Cosa intendi?”
“E’ morto”.
Ritsu lo guardò confuso.
“Si è suicidato” aggiunse lui con un sospiro.
“Papà…” disse agitato “se tu sei morto… sono morto anch’io? E anche Ma-kun?” aggiunse con voce tremante.
“Io sono morto. Tu non ancora” rispose laconico.
“E Masamune?” chiese temendo il peggio.
“E’ tornato indietro… dovresti farlo anche tu. Dall’altra parte ti stanno aspettando tutti”.
“Ma come?” chiese disperato.
“Svegliati Ritsu… svegliati”.
All’improvviso un’enorme forza lo scaraventò lontano, dall’altra parte della tenda e vide suo padre voltargli le spalle e allontanarsi.
“Abbi cura di te figliolo. Ti amo tanto…”
“Papà!!!”
 
“Ritsu, ci dispiace… non siamo riusciti a proteggerti da Jake…”
 
Onodera si guardò intorno cercando Sam perché quella che aveva appena sentito era la sua voce.
 
“Ti prego svegliati, non possiamo perderti…”
 
“Eddy? Sam?” chiamò.
Quell’enorme luogo bianco in cui si trovava assunse dei contorni più nitidi. Strinse gli occhi per vedere meglio e si rese conto di essere in un corridoio. Fece un passo avanti e vide che gli oggetti diventavano sempre più chiari.
 
“Waaaaaaa! Ri-chan!!!! Tornaaaa!!!”
 
“Kisa…” disse continuando a camminare.
 
“Ti prego Ri-chan non farmi questo… io non lo sopporterei! Io e Mino-kun dobbiamo dirti una cosa importantissima… ritorna da noi”.
 
Una figura femminile era abbracciata ad un uomo.
“An-chan? Mino?”
Si avvicinò a lei e le sfiorò il viso dai tratti sfocati. An-chan alzò la testa guardandosi intorno confusa.
 
“Ti prego Dio, hai già preso mio marito… lascia qui con me mio figlio. Ritsu torna da me, voglio stringerti tra la mie braccia e coccolarti come quando eri piccolo. Il mio dolce bambino dagli occhi smeraldo… tesoro torna da me…”
 
“Mam… mamma!” balbettò lui mentre una lacrima gli scivolò sul viso.
Continuò a camminare distinguendo la figura di Isaka-san che era appoggiato vicino alla porta di una stanza mentre Yokozawa stava bevendo un caffè.
 
“Ri-chan non fare l’idiota. Ti stiamo aspettando tutti”.
 
“Onodera se non ti svegli e fai soffrire ancora Masamune… giuro che ti ammazzo!!!”
 
Voleva proseguire ma non riuscì ad andare oltre e lo stesso accadeva se voleva tornare indietro, allora capì che doveva aprire la porta dove dentro trovò il suo corpo con tanti tubi, flebo e un respiratore. Accanto a lui, seduto, c’era Takano che lo teneva per mano.
 
“Ritsu ti prego non mi lasciare. Torna da me… non posso vivere senza di te. Ti prego torna, torna!”
 
“Ma-kun…” mormorò chiudendo gli occhi. Quando li riaprì sentì dolore ovunque e non riusciva a muoversi. Si accorse che dalla sua mano destra proveniva un forte calore. Provò a muoverla girando a fatica la testa guardando la persona che era aggrappato a lui come un’ancora di salvezza.
“Ri… Ritsu…” disse incredulo Takano.
“Ma… Ma-kun… sono tornato da te”.
 
***
 
“Ehi Ritsu devi mangiare, altrimenti non puoi uscire fuori di qui! Sei uno scheletro che cammina…”
“Mamma piuttosto direi uno scheletro su due ruote visto che per il momento non posso camminare…”
“… e Masamune-kun cerca di non sforzarti portando a spasso mio figlio altrimenti la tua ferita si riaprirà…”
“Almeno potrò essere dimesso insieme a lui e non prima…”
Erano passati tre giorni dal risveglio di Ritsu. Avevano festeggiato a lungo e pianto di gioia perché finalmente il peggio era passato per entrambi. Al suo risveglio aveva scoperto che era stato in coma per una settimana a causa di tutte le droghe che li erano state iniettate da Jake. L’ultima dose le era stata quasi fatale perché aveva mescolato più sostanze. Inoltre a causa dei danni fisici inflitti da Jake non avrebbe camminato per un bel po’.
Takano era stato in coma farmacologico circa per tre giorni dopo l’intervento ricevuto per toglierli la pallottola, che per fortuna non aveva colpito nessun organo vitale.
Li avevano messi nella stessa stanza perché Takano non faceva altro che scappare dal suo letto per andare da Ritsu non seguendo gli ordini dei medici che gli avevano detto: “assoluto riposo”. Ottenuto questo però spesso lo portava in giro affaticandosi, ma la gioia di stare di nuovo insieme era tanta.
Eddy e Sam erano tornati in California portandosi dietro la salma di Jake per poterlo seppellire nella sua città natale. Si erano parlati a lungo raccontandogli tutto ciò che era in realtà successo e il loro tentativo di proteggerlo dall’ossessione di Jake. Lui li aveva ringraziati per tutto, dopotutto non avevano nessuna colpa.
Sua madre era tornata la solita donna solare del passato solamente che ora era diventata iperprotettiva non solo nei suoi confronti ma anche di Takano che lo considerava come un figlio. Masamune apprezzava quelle attenzioni visto che i suoi genitori non gli avevano mai dato tanto amore, infatti non si erano presentati in ospedale e avevano inviato solo un messaggio di pronta guarigione ma a lui non importava perché accanto a sé aveva tanta gente che gli voleva bene.
Toc toc
“Avanti” disse Karen. Indossava ancora i colori del lutto però era stata risollevata dalle parole di suo figlio. Infatti gli aveva raccontato del suo incontro con il padre e lei era scoppiata a piangere dicendo sempre che loro lo hanno sempre amato.
“Buongiorno ragazzi! Vi ho portato una sorpresina!”
Isaka-san entrò seguito dalla banda al completo: Yokozawa, An-chan, Mino, Hatori, Kisa e Aoi Yamada.
“Ciao” disse sorridendo Ritsu che fu salutato da un caloroso abbraccio da parte di An-chan e Kisa.
“Capo!” salutò Aoi con gli occhi arrossati.
Yokozawa gli fece un cenno e si sedette sul bordo del letto di Takano mostrandogli Sorata chiuso nella sua gabbietta.
Stavano parlando tutti contemporaneamente creando molta confusione tanto che un dottore spazientito li invitò ad andare fuori in giardino. Non se lo fecero ripetere due volte.
“Ritsu, Masamune-kun mettetevi le vostre vestaglie altrimenti da qui non uscite!” disse Karen prendendole dagli armadi.
“Va bene” risposero all’unisono divertiti.
Hatori e Aoi aiutarono Onodera a sedersi sulla sua sedia a rotelle mentre Takano era intenzionato a uscire a piedi.
“Fermo là!” esclamò Yokozawa recuperando la sedia a rotelle “forza sali qui senza fare capricci!”
Infastidito si accomodò avendo tra le gambe il povero Sorata ancora in gabbia.
Si incamminarono verso l’esterno accompagnati dal loro chiacchiericcio incessante subendo rimproveri vari. Ormai entrambi erano conosciuti in tutto l’ospedale.
Occuparono una panchina liberando Sorata che soddisfatto iniziò a scorrazzare per il giardino inseguito poi da un gruppo di bambini. Il sole splendeva alto nel cielo e una piacevole brezza rendeva l’aria meno afosa.
“Ah, An-chan! Cosa dovevate dirmi tu e Mino?” chiese Ritsu improvvisamente ricordandosi di ciò che avevano detto quel giorno.
“Come fai a saperlo?” chiese lei sorpresa.
Takano e Karen si lanciarono un sorriso complice perché erano gli unici a sapere cosa fosse successo.
“Non ha importanza” rispose lui enigmatico.
“Va bene… volevamo dirti… anzi volevamo fare questo annuncio il giorno del tuo compleanno...”
“Quindi?” incalzò lui.
“Aspettiamo un bambino” disse Mino mentre ad An-chan si imporporavano le guance.
“Wow!!!! Congratulazioni!!!!” dissero tutti applaudendo.
Karen iniziò a farsi raccontare tutto da An-chan mentre Mino fu circondato dai suoi colleghi che iniziarono a prenderlo in giro. Yokozawa si allontanò per fumare visto che Karen lo avrebbe ucciso se si fosse azzardato a fumare vicino a Ritsu e Takano. Isaka-san e Aoi li salutarono per tornare al lavoro.
Takano imbronciato stava guardando Yokozawa con desiderio.
“Ehi cosa fai? Guardi così il tuo ex davanti a me?” chiese Ritsu fingendosi offeso.
“Idiota sai bene cosa voglio. Se solo tua madre non ci fosse…”
“… ci sarei io a bloccarti. Niente fumo!”
“Uffa…”
“Ma-kun quando sei ammalato sei peggio di un bambino!” esclamò Ritsu divertito.
Takano gli sorrise e lo prese per mano. Non poteva crederci di poterlo avere ancora vicino dopo che lo aveva visto scomparire oltre quella tenda… rabbrividì pensando a quei momenti di esperienza premorte.
Ritsu preoccupato strinse la sua presa per rassicurarlo.
“Ma-kun…” disse ansioso.
“Ritsu… non vedo l’ora di tornare a casa” disse sorridendo.
I due si guardarono con aria complice e Takano riuscì a dargli un bacio senza essere visto dagli altri.
“Anch’io…” disse Ritsu con un sorriso.
 
***
 
“Ma-kun! Sono a casa!”
“Bentornato!”
Lo accolse nell’ingresso per poterlo baciare. Dopo tutte le loro disavventure quello era diventato la loro routine quotidiana. Avevano il bisogno di sentire il loro calore reciproco, avere frequenti contatti solo per sentirsi vivi.
“Com’è andata oggi?” chiese Ritsu togliendosi la giacca e cravatta.
“Bene, siamo ancora all’inizio del ciclo quindi sono tornato presto a casa. E a te?”
“Giornata movimentata perché è uscito nelle librerie il nuovo romanzo del nostro autore di punta suscitando un terremoto!”
“Forza allora. Vai a farti un bagno che poi ceniamo” disse lui sorridendo.
“Va bene”.
Corse di sopra grato del fatto che Takano gli avesse già riempito la vasca. Ormai entrambi si sentivano spesso via messaggi e comunicavano tutti i loro spostamenti.
Si immerse nell’acqua prendendo la sua decisione definitiva. Allo scoccare della mezzanotte, quando l’orologio avrebbe annunciato il compleanno di Takano, gli avrebbe dato il suo regalo.
Erano passati due mesi da quando erano stati dimessi dall’ospedale ed entrambi avevano recuperato la loro salute fisica, però Ritsu aveva ripreso le sedute dallo psicologo per poter elaborare meglio il suo trauma del passato e quello che aveva subito da poco. Masamune era d’accordo perché sapeva che lui poteva aiutarlo fino ad un certo punto.
Uscì dalla vasca e si mise in pigiama raggiungendolo di sotto. Cenarono tranquillamente, stuzzicandosi ogni tanto accendendo così il loro desiderio. Ad un certo punto Takano lo prese in braccio portandolo di peso nella loro stanza per poi buttarlo sul letto.
Ritsu guardò l’orologio, mancavano due minuti alla mezzanotte.
“Ma-kun! Aspetta!” esclamò riuscendo a liberarsi.
“Cosa c’è?” chiese imbronciato.
“Aspettami vengo subito!” disse scendendo dal letto.
Corse nel loro ufficio e aprì l’ultimo cassetto della scrivania dove conservava un quaderno per lui prezioso. Riguardò l’orologio e vide che la mezzanotte era giunta.
“Buon compleanno Ma-kun” disse ritornando in stanza e porgendogli il quaderno.
“Grazie… ma questo che cos’è?” chiese.
“Uno dei miei tanti diari…”
“Ancora? Ritsu dovevi fare lo scrittore!” esclamò ridacchiando. Lo aprì però incuriosito.
 
“Oggi ho iniziato a lavorare alla Marukawa e mi hanno assegnato al dipartimento dell’Emerald… ho paura! L’ufficio puzza, i dipendenti sono sull’orlo della morte e ho subito molestie sessuali dal mio capo, che mi ha baciato per far disegnare ad un’autrice in una migliore prospettiva la scena del bacio. Un folle… però… non lo so… continua a dirmi che ci siamo già incontrati…”
 
“Questo è il diario che hai scritto quando ci siamo incontrati di nuovo?” chiese guardandolo come un tesoro prezioso.
Lui annuì imbarazzato accendendo di più il desiderio di Takano di continuare a leggere.
 
“Il mio CAPO, il mio capo è… è… il mio SENPAI!!!! COME FACCIO ORA??? Gli ho fatto credere la storia del fraintendimento ma avrei solo voluto saltargli addosso… ma non voglio che mio padre gli faccia qualcosa…”
 
“Riaverlo vicino è come un sogno. Sta cercando di riconquistarmi però è tutto inutile. Non ha mai perso il mio cuore, è sempre appartenuto e apparterà per l’eternità a lui…”
 
“Com’è frustrante essere distaccato e poco coinvolto, vorrei urlargli solo che LO AMO ma non posso”.
 
“Tu IDIOTA!!! Se me lo avessi detto fin dall’inizio….”
“… saremmo potuti stare insieme da quel giorno. Ma forse è stato meglio così Ma-kun. Ci siamo conosciuti di nuovo e imparato ad apprezzarci e amarci sempre più. Io non ho mai smesso di amarti Masamune” disse imbarazzato.
Anche lui era imbarazzato e per nascondere il suo viso lo abbracciò.
“Ti amo anch’io Ritsu”.
E con un bacio si persero nel dolce oblio del loro amore.
 
 
Angolo della follia
Ciao a tutti! Questo è ufficialmente il mio penultimo capitolo =) scriverò quello finale in settimana, che sarà un interessante epilogo per tutti ;)
Come avete letto non potevo far morire i miei protagonisti. Né hanno passate di tutti i colori e che faccio? Li ammazzo??? No basta poveretti! Non sono così sadica ù.ù
La prima parte mi sono ispirata un po’ alle esperienze premorte di cui si sente molto parlare e dei loro stereotipi, quindi la luce, il calore, la stanza bianca… l’idea della tenda mi è venuta in mente grazie ad Harry Potter, perché nel quinto capitolo della saga, L’ordine della fenice, i nostri protagonisti nell’ufficio misteri perdono Sirius Black a causa di questo arco con un velo.
Spero sinceramente che a tutti sia piaciuta e attendo commenti.
Al prossimo capitolo =D
 
P.S. perché la tenda? Ho messo Ritsu e Ma-kun in due dimensioni diverse. Masamune essendo in coma farmacologico è più vicino al risveglio quindi si trova nel lato della tenda più vicino alla vita, mentre Ritsu, siccome rischiava di morire si trovava dall’altro lato, dove la morte è più vicina, infatti se avesse deciso di seguire suo padre invece di desiderare di tornare indietro sarebbe morto.
 
P.S.S. una volta finito di scrivere l’epilogo riprenderò a lavorare su Junjou revolution. Così potrò scegliere un giorno in cui lo pubblicherò a cadenza settimanale senza avere incertezze. Al suo termine inizierò a pubblicare una nuova grande fanfiction =D Bene ciao e al prossimo capitolo =D
   
 
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