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Autore: roby_lia    04/06/2015    0 recensioni
Breve raccolta di OS a tema Nagron ovviamente
Il primo bacio lo colse di sorpresa.
Il secondo lo aspettava con più impazienza di quanto lui stesso volesse ammetterlo.
Il terzo decise lui di prenderselo.
Genere: Angst, Fluff | Stato: completa
Tipo di coppia: Slash | Personaggi: Agron, Nasir
Note: Missing Moments, Raccolta, What if? | Avvertimenti: nessuno
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Ambientata dopo la fuga da Sinuessa, quando è in corso la tempesta di neve.
Il titolo del capitolo è preso da una canzone degli Hurts 
https://www.youtube.com/watch?v=ANIUxfEFRlc


Blind

Il vento gelido con il passare delle ore era solo aumentato. Avevano fatto il possibile, tutti erano nei ripari più sicuri che erano riusciti a costruire, come Spartacus aveva ordinato. Soltanto gli dei ora potevano sapere chi sarebbe stato abbastanza forte da vincere la tempesta.
Agron seguì Nasir, nella nicchia leggermente discostata che si erano creati, alla ricerca di un po’ di intimità e quel po’ di calore residuo che la loro tenda poteva offrirgli.
“E se c’è ancora qualcuno fuori? Dovremmo riuscire a fare un ultimo giro prima che la tempesta si scateni e controllare che si tutto in ordine”
“Se qualche idiota è ancora la fuori saranno cazzi suoi. Abbiamo fatto il possibile per tutti. E stai tranquillo, dubito che ci libereremo così facilmente di Castus
“Cosa centra Castus adesso?”
Agron scrollò le spalle con fare noncurante, mentre arrangiava alla belle e meglio un giaciglio per loro “Non saprei, ultimamente sembra l’unica cosa che possa risvegliare il tuo interesse”
“Ancora con questa storia?- soffiò Nasir in risposta, socchiudendo gli occhi con una smorfia- Cosa devo fare per convincerti che non c’è niente tra me e Castus?”
“Evitare d’intercedere per lui ogni volta sarebbe un inizio”
“Era la cosa giusta da fare. Esattamente come a suo tempo è stato giusto dire a Crixus la verità su Naevia, cosa che tu stesso hai ammesso, ricordi? Perché non riesci a fidarti del mio giudizio?”
“Io ho visto come lo guardi Nasir!” urlò alla fine, non riuscendo più a controllare la voce, girandosi di scatto verso di lui, le mani chiuse a pugno che fremevano di rabbia e gelosia.
“Questa è un’assurdità! I miei occhi potranno anche guardarlo Agron, proprio come guardano ogni altra persona, uomo o donna che sia che si è unito a noi, che si è guadagnato il nome di fratello. Ma questo non vuol dire che il mio cuore veda qualcosa in lui” scosse la testa, prima di rialzare lo sguardo incontrando i suoi occhi con rabbia.
“Cos’è, dovrei strapparmi gli occhi perché tu possa finalmente credermi? Io vedo solo te, Agron. Nel mio cuore ci sei solo tu, ci sei sempre stato solo tu. Spero solamente di non essermi sbagliato a donarti tutto, se ciò che ricevo in cambio è gelosia ed insinuazioni! Poi cosa succederà, inizierai a pensare che sono stato al tuo fianco per tutto questo tempo solo per la tua posizione vicino a Spartacus?”
Gli occhi di Nasir sembravano ancora più neri del solito, oscurati dalla rabbia e la tristezza. Teneva i pugni tesi lungo i fianchi, mentre il corpo era scosso da brividi sempre più frequenti.
Il silenziò imperversò per dei lunghi istanti tra di loro, prima che Agron si decidesse a romperlo, scuotendo la testa e respirando rumorosamente “Stai tremando”
“Sì, sai com’è, c’è una fottuta tempesta di neve che sta per congelarci tutti e io devo passare le ultime ore della mia vita a litigare con un’idiota a cui ho donato il mio cuore ma che nonostante tutto questo tempo non si fida di me” sibilò in risposta, facendo un passo avanti solo per spintonarlo. 
Il suo respiro era teso, come la sua espressione. Era più simile a quella del ragazzo che avevano appena liberato dal giogo della schiavitù, con la rabbia incontrollata di un cagnolino selvatico. Solo che questa volta avrebbe saputo sfruttare al meglio la sua rabbia, glielo aveva insegnato proprio lui, e non dubitò che avrebbe lottato con tutte le sue forze per difendere ciò in cui credeva, sia che si trattasse di Agron stesso o delle sue convinzioni.
Avrebbe lottato per non perderlo, lo stava facendo proprio in quel momento, si rese conto con una fastidiosa sensazione di colpevolezza che gli stringeva lo stomaco. Era stato lui il cieco a non notarlo prima.
Sospirò, scuotendo la testa ed andando a sedersi sul loro giaciglio “Dai, vieni qui prima che il freddo ti stacchi il naso”
Nasir lo fissò dall’alto ancora per qualche istante, prima di raggiungerlo, restando però rigido nel suo abbraccio.
Agron sistemò i pochi stracci che si erano tenuti per loro meglio che poté, avvolgendolo con le sue braccia per tenerlo al caldo.
“E comunque questo non è vero un vero inverno, in confronto a quello delle terre da cui provengo”
Nasir ancora si rifiutò di rispondergli, facendolo sospirare tra i suoi capelli.
Con una mano iniziò a fare piccoli centri concentrici sulla sua nuca, sapendo che era una cosa che lo faceva rilassare, mentre con l’altra prese a frizionargli lentamente la schiena.
“Lo sai, anche se tutti ti definiscono mio, piccoletto … la verità è che sono io ad essere tuo, Nasir, completamente. E il solo pensiero di perderti…” lasciò che il silenzio aleggiasse da solo tra di loro, non trovando parole adeguate per esprimere un timore così grande che gli squarciava il petto al solo immaginarlo.
“L’assenza del tuo tocca mi toglierebbe il respiro. L’assenza dei tuoi occhi, un motivo per aprire i miei ogni giorno” mormorò roco, lottando contro il nodo che gli legava la voce.
Avvertì il suo lento espirare contro la pelle del collo, mentre sotto le sue mani i muscoli si distendevano. Gli posò un bacio tra i capelli mentre l’altro iniziava a parlare.
“Dubiti mai della forza delle tue braccia? Dubiti della presa delle tue mani sulla spada o della velocità delle tue gambe?” gli domandò in risposta, sollevando il capo per incontrare i suoi occhi.
Agron rispose solo con un cenno di diniego, la voce che rifiutava di obbedirgli.
“Allora non dubitare mai nemmeno del tuo cuore, perché è quello che mi hai tolto dal mio stesso petto, Agron. E batterà sempre per farmi ritornare tra le tue braccia. Non dubitare mai del mio cuore. Non dubitare mai del mio amore”
Appoggiò una mano sul suo volto, mentre gli occhi gli brillavano di un fuoco di decisione “Tu sei mio, Agron, così come io sono tuo
E lo baciò.
  
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