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Autore: LatazzadiTea    06/12/2015    0 recensioni
Il protagonista della storia è il giovane principe Aleksis, cresciuto senza madre, è costretto a sposarsi al posto della sorella gemella. Aleksandra, infatti, era fuggita il giorno del suo matrimonio, che prevedeva l'unione tra lei e Raynar, principe di un altro regno. Le nozze erano fondamentali affinché i due reami consolidassero i loro rapporti, e ora che Aleksnadra è fuggita, il padre della ragazza e i due fratelli maggiori prendono una scioccante decisione: mandano alle nozze, al suo posto, il loro figlio più dolce ed effeminato, lo stesso Aleksis che, vestito come una donna, riesce a sposare Raynar senza essere scoperto. Nel frattempo, a complicare le cose, interviene il fratellastro di Ray, Jerrik, intenzionato a conquistare il regno senza farsi scrupoli con alle spalle, le veci della madre. Come se non bastasse, Aleksandra è ritornata, con l'intenzione di riprendersi il posto di moglie che le spettava, nessuno capisce il perché se ne fosse andata, ma ancora meno, il perché del suo ritorno.
Genere: Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Yaoi, Slash
Note: Lemon, Lime | Avvertimenti: Gender Bender
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- Non è possibile maestà, nessuno ci crederà, e dopo le nozze? Cosa succederà la prima notte di nozze? - il maestro delle cerimonie Erasmus, era letteralmente impazzito alla notizia che il principe Aleksis avrebbe dovuto, anche se momentaneamente, prendere il posto della sorella.

- Andrà bene, Aleksis è ancora giovane, i suoi lineamenti sono più dolci e delicati di quelli della sorella, vestito e acconciato a dovere, nessuno si accorgerà della differenza! - replicò Re Alfrek. Il sovrano di Ghunnark si teneva il capo cercando più di convincere se stesso che il povero Erasmus, della validità del suo folle piano.

Il fidanzamento fra Aleksandra e Raynar di Loghmar era stato deciso già quattro anni prima, all'epoca in cui, i due giovani, erano poco più che bambini. In quegli anni Ray era decisamente cambiato, divenendo primo cavaliere del regno e facendo proprie le arti del combattimento e il mestiere delle armi, era diventato uno dei guerrieri più temuti e rispettati da tutti i suoi pari nel suo regno. In attesa di succedere al padre sul trono di Loghmar, aveva dovuto accettare quel matrimonio politico per il bene del suo popolo e ora che la giovane principessa di Ghunnark era in età da marito presto, il tanto desiderato sposalizio avrebbe avuto luogo.

- Eccolo Maestà, come potete vedere voi stesso il povero ragazzo è… è…- Erasmus si tolse la lente che aveva sul naso davanti all'occhio buono, per accertarsi che quello che aveva visto, fosse reale.

Davanti a lui non c'era un ridicolo pagliaccio con i vestiti penzolanti da tutte le parti, come aveva creduto che il giovane Aleksis sarebbe stato, ma una splendida, bellissima dama. Si mosse leggero ed elegante nel suo ingombrante abito di seta e organza. Era adornato da fiocchi e merletti e impreziosito da centinaia di piccole perle cucite sul tessuto, una ad una, dalle abili e sapienti mani delle sarte di corte.

- L'illusione è completa ed è perfetta, mio Re! - esordì il maestro della cerimonie nel presentare il giovane principe al padre.

- Per i sette dei, Aleksis sei davvero tu?- gli chiese il Re alzato in piedi per la sorpresa.

- Si padre, sono io. Ma non capisco… che succede, perché sono vestito come mia sorella? - domandò ingenuamente.

- Ecco, la verità è che dovrai prendere il suo posto fino a che non l'avremo ritrovata, dovrai far credere al principe Raynar di essere lei, Aleksis! - gli rispose titubante il Re.

- Cosa? Ma siete impazzito padre, non ci cascherà mai. Appena aprirò bocca si accorgerà della truffa, potrebbero esserci serie ripercussioni per Ghunnark, ingannare il futuro sovrano di Loghmar è una follia! - ribatté Aleksis.

- Taci! Ora come ora, senza questo matrimonio a suggellare un alleanza fra i due regni, Jerrik di Loghmar ci dichiarerebbe guerra senza pensarci su un momento! E un unione è la sola cosa che garantisce la pace fra i nostri reami, se le nozze saltassero saremmo in guai seri! - replicò in collera Alfrek.

Aleksis si raggelò, suo padre aveva ragione.

- La troveremo vedrai, non sarai costretto a recitare questa commedia a lungo, se sarai modesto e discreto non se ne accorgerà nessuno. Inoltre avrai al tuo seguito le dame di compagnia di Aleksandra. Ti accudiranno fino al giorno del matrimonio, vedrai andrà tutto bene figlio mio! - suo padre dopo quel moto d'ira si era calmato cercando di tranquillizzare il giovane, evidentemente spaventato.

Aleksis si strinse le mani al petto, il cuore gli martellava nel petto, meno di due giorni dopo sarebbe dovuto partire alla volta di Loghmar rivestendo a malincuore in panni della sorella scomparsa. Tremava al pensiero di doversi trovare suo malgrado i quella situazione, lui che aveva un cuore sincero e giusto e che, seppur provandoci, non riusciva a mentire.

Quei due giorni furono frenetici, a corte si scoprì che la principessa era fuggita con un giovane scudiero di cui si era invaghita e che trovarla non sarebbe stato per niente facile.

- Il principe sarà qui col suo seguito questo pomeriggio, e Aleksis non si trova! - esclamò il povero Erasmus.

- È nei giardini a giocare, la calura di questi giorni è soffocante, sapete che ama bagnarsi nelle fresche acque delle piscine reali… - gli ricordò un valletto accorso a dargli notizie e conforto.

Aleksis si era fermato ad ammirare il piccolo arcobaleno che i zapillanti giochi d'acqua aveano creato a contatto coi fulgidi raggi solari che illuminavano quella splendida giornata primaverile, quando sentì il nitrito di cavallo alle sue spalle si voltò si scatto, rimanendo colpito dalla bellezza del giovane cavaliere che lo guardava.

- Aleksis? Sei tu vero? Sei il principe Aleksis, il fratello di Aleksandra? - gli domandò il giovane uomo a cavallo.

- Si sono io, chi siete voi, perché me lo state chiedendo messere? - chiese a sua volta il ragazzo.

- Non ti ricordi di me, vero? Eravamo ancora molto giovani allora è comprensibile, sono Ray, Aleksis, Raynar di Loghmar! - gli rispose il ragazzo.

Il sole non era ancora sufficientemente caldo a quell'ora tarda del poemriggio, ma Alek si sentì ugualmente svenire. Le gambe non lo ressero e finì col cadere nella vasca della grande fontana dove un attimo prima, aveva cercato un po di refrigerio.

- Hei… stai bene? Potevi annegare! - disse Ray spostandogli una ciocca di capelli dal viso. Erano lunghi, morbidi e lucidi come quelli di una donna, notò il giovane principe.

Quel tocco, seppur gentile lo fece trasalire.

- Sto bene, benissimo…- sussurrò Aleksis. Raynar lo teneva fra le braccia e il suo viso era vicinissimo al suo, tanto da poterlo ammirare in tutta la sua bellezza. I capelli castani gli si erano imperlati di gocce azzurre e lucenti e i suoi occhi dorati lo fissavano stretti in una fessura come se una luce abbagliante lo stesso accecando.

Ci fu una pausa, in cui i due ragazzi rimasero in silenzio a guardarsi, poi scoppiarono a ridere.

- Ah si… si stai bene, mi hai fatto spaventare sai? Ad ogni modo sono felice di rivederti Alek! - gli rispose, sorridendogli quasi con imbarazzo.

- Anch'io, Ray, anch'io sono felice di vederti! -

 
   
 
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