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Autore: pierres    19/12/2015    1 recensioni
Clara, il Dottore e il ricordo di un vecchio farfallino.
Si complimenta con se stessa: è stata davvero coraggiosa a dargli l’opportunità di premere quel bottone con lei.
Ha scelto di avere la possibilità di ricordare. Sapeva quanto avrebbe fatto male?

[Clara/Twelve ma stavolta direi più Clara/Eleven] [presenza di flusso di coscienza] [post season 9]
Genere: Introspettivo, Sentimentale, Triste | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Clara Oswin Oswald, Doctor - 1, Doctor - 11, Doctor - 12
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Note: pensavate che con l'altra os questa storia sarebbe finita? AH. Il mio profilo diventerà un cimitero di Whouffaldi. Quindi fuggite, sciocchi!
Rileggendo i vecchi post su facebook, evidentemente odiavo la Clara/Eleven. Non me ne capacito perché sono belli belli bellissimi. Anche se mai quanto la Whouffaldi e infatti questa è una Clara/Twelve mascherata malissimo.
Altre cosucce: presenza di flusso di coscienza vuol dire che ho tentato di inserire un flusso di coscienza. E' una tecnica narrativa che mi piace molto, ma è anche difficile da padroneggiare, quindi mi scuso se dovesse risultare troppo ridondante o qualsiasi cosa non debba essere un flusso di coscienza, ecco.
I punti e le maiusole con le parentesi: non sono inseriti quando è la continuazione di un pensiero precendente, come una vocina che sussurra all'orecchio di chi legge. Ci sono, invece, quando esprimono un concetto separato. E poi diciamolo, vado molto a gusto personale: mi scuso se dovesse risultare grammaticalmente scorretto.
Per chi volesse, ho scritto un'altra storia su loro due, dal pov del Dottore: III - Postuma.
Infine, quanto alla frase  amore amore, quanti atti si compiono in tuo nome!  è di Jaime Lannister, e se non l'avete riconosciuta correte a leggere i libri, figli dell'estate!






Fiori








When will I see you again?
You left with no goodbye, not a single word was said,
No final kiss to seal any seams,
I had no idea of the state we were in.
 
 But don’t you remember?
Don’t you remember?
The reason you loved me before,
Baby, please remember me once more.
 
 When was the last time you thought of me?
Or have you completely erased me from your memory?
 
 
 
 
 
 
 
La prima volta in cui si sono incontrati, lui e la vera Clara, il Dottore portava ancora il farfallino – un farfallino bordeaux, che pendeva un po’ floscio dal colletto, come un’orchidea sfiorita.

Clara ricorda di averlo pensato – lo ricorda benissimo: ricorda di aver detto, nella sua testa: sembra un fiore morto.

(Quando l’ha incontrato per la prima volta, il Dottore aveva ancora Amy e Rory Pond nel farfallino piegato).

E l’ha ricordato per un sacco di tempo, quel farfallino, quello della prima volta: ha visto che quando arrivava lei aveva preso l’abitudine di sistemarselo, forse un po’ nervosamente. Non somigliava più alle labbra piegate all’ingiù del broncio di un bambino.

Clara aveva sorriso, allora; probabilmente senza accorgersene gli aveva regalato un altro fiore.
 
 
 
«Il capitolo undici è il mio preferito», ha detto anche questo.

Era vero, Clara? Il capitolo undici era il tuo preferito?

Clara ricorda quello che il Dottore non può più ricordare: un farfallino che sembrava un fiore morto, e lei che senza volerlo gli aveva ridato vita.

Poi ci sono anche tante altre cose nel mezzo, ma molto meno importanti: è l’immagine del farfallino che più le rimane in testa.

(l’immagine del farfallino che cade a terra e lui che la guarda con quegli occhi verdi un’ultima volta, l’ultimo sorriso, chissà se lui lo rammenta, chissà che cosa resta della sua rigenerazione dentro alla sua testa, nella sua memoria cancellata, tra i fili ispidi dei suoi capelli bianchi)

Clara ricorda il farfallino – e dopo, e poi- (poi era cambiato tutto).
 
 
 
C’era stato un tempo in cui il Dottore suonava il campanello a ritmo di Jingle Bells (il campanello rauco e dal tasto sbeccato della vecchia casa, prima che si trasferisse nel nuovo appartamento): lei, prima di andare ad aprire, si passava la mano tra i capelli, presa dalla strana angoscia che non fossero a posto.

Erano lunghi, i suoi capelli, lunghissimi – lui ci aveva affondato la testa dentro quel giorno su Trenzalore, quando per troppe volte aveva cercato di allontanarla.

Non l’aveva capito, sciocco ragazzetto col farfallino: Clara sarebbe stata lì fino alla fine.

(era stato lui ad andarsene)
 


C’era stato un tempo in cui quando allungava le dita, nell’esatto momento di cui sfiorava le sue una scarica elettrica percorreva in un brivido tutto il palmo e il polso: lui le stringeva la mano (aveva la pelle calda, caldissima, come cioccolata).

Poi le sue dita erano diventate ruvide. Ed erano sempre fredde.

(sempre sempre sempre sempre così fredde)

E il brivido le saliva lo stesso lungo la schiena, forse (ma lui non stringeva con la stessa forza di prima).
 
 
 
Clara ha pensato che con il volto e le mani avesse cambiato anche sentimenti. Ha pensato: ha un carattere diverso, è normale così.

(non faceva meno male)

Ha pensato: non avrebbe mai potuto funzionare.

(e quel farfallino non avrebbe mai dovuto toccar terra)

Ha pensato: forse dovrei dimenticare – devo dimenticare, sì, il Dottore è il mio migliore amico. Danny è davvero carino. Il Dottore è il mio migliore amico.

(ha le mani fredde)

Il Dottore è il suo migliore amico.

(tutta colpa di un farfallino che sembrava un fiore morto)
 
 
 
Si è detta di dimenticare e il suo profumo non era lo stesso di prima, prima era caldo e bello come la cioccolata e adesso sapeva di muschio e di vecchi libri e quando lo guarda a volte vorrebbe riavviargli i capelli, sono sempre così spettinati!, ma non lo fa mai perché la sua mano ha uno spasmo e si ferma sempre prima e chissà cosa direbbe quel vecchio farfallino chissà in quale cassetto di quale armadio l’ha riposto chissà se l’ha già dimenticato, chissà cosa ricorda, Clara ricorda tutto quanto e a volte vorrebbe essere stata lei a dimenticare, a volte vorrebbe aver avuto la forza di premere prima quel bottone perché adesso fa troppo male chissà cosa starà facendo chissà se pensa mai a quella strana cameriera vestita di blu – potrei essere io potrei essere io sono io sono io sono io, Dottore sono io – e il suo sguardo vuoto che non si era acceso neanche quando aveva iniziato a piangere ma magari il problema era cominciato molto prima quando aveva provato a cuocere il tacchino tra i venti temporali ed era venuto ottimo, ottimo davvero, forse quel maledetto giorno quel maledetto momento istante in cui il farfallino aveva toccato terra e nessuno dei due aveva più detto niente, e il Dottore era diventato un guscio ermetico e ogni cosa gli marciva dentro e tutte quelle parole, e Babbo Natale e i granchi dei sogni e il manicomio dei Dalek e non se l’erano mai detti, mai mai mai mai-
 

Ma cosa dovevano dirsi?

Clara se lo ricorda ancora. Il Dottore no.
 
 

Lei ci riflette ogni tanto, mentre torna indietro per la strada lunga. Pensa alla sua personale macchina del tempo: non ha lo stesso profumo del Tardis.

Ma hanno avuto la loro occasione, ed è morta, come il farfallino.

Poi è morta di nuovo e di nuovo e ancora una volta, finché non è rimasta che la polvere.

Clara non può pretendere nulla, adesso, perché ha sbagliato troppe volte; si complimenta con se stessa: è stata davvero coraggiosa a dargli l’opportunità di premere quel bottone con lei.

Ha scelto di avere la possibilità di ricordare – sapeva quanto avrebbe fatto male?

Ma forse un po’ ci era abituata: che fine aveva fatto, in fondo, il giovane col farfallino? Anche lui era solo un ricordo.

Lui e i fiori sprecati che gli aveva regalato – non erano serviti a niente.
 
 
 
 (In tutto questo, il Dottore ogni tanto si blocca mentre cammina e si volta per dire qualcosa, ma l’ha dimenticato prima di poterlo formulare.

E’ il suo cervello che ragiona ancora per abitudine.

Sono i ricordi dei ricordi, pensa, se ne andranno anche loro.

Quando vede qualcosa di strano gli sale un nome alle labbra – Clara?

Ma chi è Clara, poi? Non si ricorda proprio. Sembrava così importante-)

Ci deve essere un motivo se l'unica opzione possibile (per andare avanti, per non distruggere l'universo, perché se l'avesse avuta ancora in testa non avrebbe avuto la forza di lasciarla, anche se sapeva dell'Ibrido, anche se era tutto troppo chiaro e oh Clara, Clara, Clara - la sua Clara!) è stata dimenticarla.

[amore amore amore, quanti atti si compiono in tuo nome]

Ma non si ricorda nemmeno quello.
 






 
But don’t you remember?
Don’t you remember?
The reason you loved me before,
Baby, please remember me once more,
 I gave you the space so you could breathe
I kept my distance so you would be free.
 
 
[And hope that you find the missing piece
To bring you back to me]































































































 
 
  
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