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Autore: LatazzadiTea    28/12/2015    5 recensioni
Dal primo capitolo...
Oscar non riuscii a dormire nemmeno quella notte, scese nelle cucine per bere qualcosa e lo sentì rientrare, era molto tardi.
- Che ci fai sveglia a quest'ora? - le chiese serio.
- Avevo sete… e tu? Come mai a casa, pensavo volessi restare con gli altri in attesa di ricevere nuovi ordini - gli rispose versandosi un abbondante bicchiere di vino rosso.
- Sono in licenza…- tagliò corto lui.
- Licenza matrimoniale?Il colonnello d'Agoult mi ha detto che la tua fidanzata è venuta a trovarti oggi, l'ami? - gli chiese caustica.
André deglutì nervosamente, i loro sguardi s'incontrarono per un solo istante, che bastò a far trapelare da quell'unico occhio, una sofferenza immane.
- Te ne avrei parlato, è ancora presto per trarre delle conclusioni, ma mi piace! Sì, Lucylle, mi piace molto! - disse lui.
Genere: Drammatico, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Alain de Soisson, André Grandier, Oscar François de Jarjayes
Note: Lemon | Avvertimenti: nessuno
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Si svegliarono entrambi prima dell'alba e nel calore di quell'abbraccio da cui non erano riusciti a slacciarsi, tornarono ad amarsi. Nonostante lo avesse sempre visto solo come un amico e un fratello, lei era sempre stata consapevole del suo fascino, ma mai avrebbe pensato che un giorno, si sarebbe sentita completamente soggiogata dalla sua mascolina bellezza. Il corpo caldo, forte e virile di André contro il suo, era uno straordinario spettacolo per gli occhi e le annebbiava i sensi.

Inevitabilmente sorrise, stupendosi di se stessa e di come si sentisse totalmente in pace, viva e completa fra le sue braccia. Non aveva ancora permesso però, al suo lato razionale di spegnersi, stava facendo l'amore con André, il suo amico d'infanzia, il fratello che non aveva mai avuto, ma sopratutto l'uomo che era diventato l'amore della sua vita. Mille dubbi e incertezze correvano veloci fra i suoi pensieri, la paura d'aver sbagliato, il timore di avergli fatto male ancora una volta, per accondiscendere ai propri desideri e il proprio egoismo.

Solo quando le mani grandi e sapienti del suo amante le procurarono un piacere talmente intenso e travolgente da toglierle il respiro, la sua mente perse completamente contatto con la realtà. Un brivido impazzito le percorse la spina dorsale e ansimò, inarcandosi verso di lui smettendo totalmente di pensare. André approfittò di quel attimo di smarrimento per insinuale la lingua nella bocca, intrecciandola con la sua e dopo quel bacio fantastico, si scostò altrettanto appagato e le accarezzò il labbro superiore con la punta del pollice.

- Buongiorno... - le sussurrò.

Oscar non era mai stata una persona semplice, ma quelle lacrime improvvise lo sconvolsero totalmente.

- Oscar? - le chiese preoccupato.

- No, no ti prego, chiudi le tende, non alzarti, non andare via, ti prego… - lo supplicò stringendosi a lui ancora più forte.

- Vado a preparati la colazione… Devi mangiare qualcosa Oscar! Sei così dimagrita in questo periodo e poi, fra poco tutta la casa si sveglierà, non possiamo farci trovare insieme. Lo capisci? - le disse intenerito.

- Mi tratti come se fossi ancora una bambina… te lo ricordi vero? - gli domandò accarezzandogli i capelli castani.

- Quando sgattaiolavi dalla tua stanza per infilarti nel mio letto, e la Nonna mi sgridava dandomi la colpa di tutte le tue continue marachelle? Certo che me lo ricordo, venivo continuamente punito per colpa tua! - le rispose sorridendo.

- Non ho tempo di fare colazione, devo tornare a Parigi… tu invece sei in licenza fino a domani, che farai oggi? - gli domandò.

- Ti accompagno, devo vedere una persona, ma prima... faremo colazione! -  rispose perentorio.

Oscar non fece domande, era ovvio che André avesse bisogno di vedere quella ragazza, e quel giorno ne avrebbe approfittato per indagare oltre sul loro rapporto. Stentava a credere che in così poco tempo lui si fosse potuto attaccare così tanto a un altra donna, avrebbe potuto capirlo se oltre al bisogno di tenerezza e calore umano ci fosse stato anche un sentimento ad unirli. Ma André le aveva chiaramente detto che l'amava ancora, anzi, che non aveva mai smesso di amarla, e mai avrebbe dubitato della veridicità delle sue parole.

- Buona giornata ragazzi! - Marì li salutò come sempre, e li seguì con lo sguardo fino a che non uscirono insieme dai cancelli di palazzo Jarjayes. Si erano divisi alle porte della capitale e nel vederlo allontanarsi, Oscar sentì una stretta al cuore.

Ricordava ancora la paura tremenda che aveva provato solo poco tempo prima, dopo essere stati aggrediti a Parigi. Fersen l'aveva salvata da quel tumulto eppure, nemmeno per un istante aveva pensato a lui in quei momenti concitati il suo unico pensiero era stato André, solo ed esclusivamente lui.

E ricordava anche la conversazione avuta con Girodel, un uomo che, seppur per un breve istante, l'aveva affascinata e di cui aveva riconosciuto il coraggio e il valore in più di un occasione.

- Girodel… ditemi, voi mi amate davvero come affermaste tempo fa? - gli aveva domandato.

- Sì, l'asserisco senza menzogne, amo soltanto voi! - le aveva risposto.

- E siete disposto a giurare che sia vero amore? -

- Lo giuro! - le aveva confermato l'uomo.

- In questo caso maggiore Girodel, concorderete con me l'amore non tollera di rendere infelice la persona amata...Girodel, c'è un uomo, un uomo particolare che mi ama a tal punto che se io dovessi sposarmi con un altro, probabilmente ne morirebbe. E se lui morisse… se lui fosse infelice io, sarei a mia volta la persona più infelice della terra! - aveva aggiunto Oscar.

Girodel aveva capito subito che quella persona particolare altri non era che André.

- Sarei la persona più afflitta di questa terra se voi foste infelice - le aveva risposto alla fine.

L' unica prova che l'uomo aveva potuto darle del suo affetto sincero era stata quella di comprendere e ritirarsi in buon ordine.

Com'era stato possibile? Come aveva potuto confondere il sentimento per Fersen seppur profondo ed intenso, con l'amore? Non era nemmeno lontanamente paragonabile a quello che sentiva per André, al pensiero di perderlo o di renderlo infelice, le mancava il respiro. Ora sapeva che senza di lui non sarebbe potuta vivere.

- André in breve tempo perderà anche l'occhio destro… perderà la vista del tutto e se mi seguirà a Parigi in quelle condizioni, lui… lui potrebbe… - mormorò fra se e se mentre entrava nel cortile della caserma.

Alzò lo sguardo, e vide Alain fermo ad aspettarla fuori dall'edificio che ospitava gli alloggi e gli uffici degli ufficiali.

- Comandante! - la salutò lui, con la sua solita faccia da schiaffi.

- Vieni devo parlarti - gli rispose seria.

- Cosa c'è adesso, cosa ho fatto? - replicò lui, seguendola fino al suo ufficio.

- Non hai fatto nulla non ancora… - il tono della sua voce era addolorato, ma deciso, e Alain, perse tutta la sua sbruffoneria.

- Chiudi la porta per favore, questa conversazione dovrà restare fra di noi, prendi le cose che ti dirò di fare come fossero un ordine! - esordì dopo essersi seduta alla sua scrivania.

- Dipende da quello che mi dirà e da cosa mi chiederà di fare, comandante Oscar - ribatté lui, preoccupato.

- Si tratta di André, non hai notato nulla di diverso in lui, di strano? - gli chiese.

- Quel deficiente non vede più bene, non sono uno stupido, è il mio migliore amico e credo che la cosa sia seria – rispose lui sorprendendola.

Oscar si alzò di scatto dalla sedia quasi in collera.

- Se lo sapevi perché non mi hai avvertita prima? - domandò alzando il tono di voce.

- Perché semplicemente, pensavo non vi riguardasse. Siete voi ad essere cresciuta con lui, avete passato l'infanzia e la giovinezza insieme. Nessuno dovrebbe conoscerlo meglio, e semmai accorgersi se in una persona importante per noi qualcosa non vada come dovrebbe! - ribatté Alain.

- Lui lo è, lui è la persona più importante per me… ma se non mi aiuti, non riuscirò a proteggerlo! Quella ragazza, Lucylle, cosa rappresenta per lui? - gli chiese arrendendosi.

- È la nipote del suo dottore, si sono conosciuti così, nel suo studio. È una brava persona, è bellissima e so' per certo che sarebbe perfetta per lui, oltre al fatto che quella ragazza è … - si fermò dal continuare, non era sicuro di poter rivelare al suo comandante una cosa tanto intima e personale.

- È cosa? - domandò seria.

- Mi sorprende che André non ve l'abbia detto, è incinta comandante! André molto presto, diventerà padre! - le rispose Alain, seppur a malincuore.

- Capisco… non credevo che fossero già a questo punto, che sciocca! - rispose Oscar sentendo le lacrime salirle agli occhi.

- Forse non avrei dovuto. Ho tradito la fiducia di un amico, se André sapesse che ve l'ho confessato, mi ucciderebbe! - replicò in evidente difficoltà, l'altro.

- No, hai fatto bene invece. Vedi Alain io…, io lo amo! Lo amo così tanto che farei qualsiasi cosa per lui, qualsiasi! Devi aiutarmi Alain, aiutami… Se quella ragazza potrà renderlo felice, allora rinuncerò a lui! - Oscar si era nascosta il volto fra le mani, disperata come solo una donna innamorata poteva esserlo difronte ad simile verità.

- Credo che non servirebbe, lui vi ama comandante, più di qualsiasi altra cosa. L'avrebbe sposata solo per dovere, non per amore. Ma se si tratta di aiutarvi per il suo bene, allora chiedetemi qualsiasi cosa comandante, e io la farò! - le disse Alain, altrettanto addolorato.
   
 
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