Fanfic su artisti musicali > Bangtan boys (BTS)
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Autore: alexisdeadinside    13/06/2018    0 recensioni
Una storia che racchiude molti cliché intenzionalmente.
Jungkook si è trasferito in america all'età di dodici anni per il lavoro del padre, ora frequenta il terzo anno di liceo in una piccola cittadina ed è il capitano della squadra di football.
Jimin ha deciso di fare l'ultimo anno di superiori all'estero, quindi, dalla corea del sud, è andato in america e gli è toccato frequentare il corso d'inglese di due livelli inferiore.
Genere: Romantico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Slash | Personaggi: Jeon Jeongguk/ Jungkook, Kim Taehyung/ V, Park Jimin
Note: AU, Lemon, Lime | Avvertimenti: nessuno
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Ormai ottobre era giunto e a breve sarebbero rincominciati i corsi fuori dal l'orario scolastico.
Insieme all'arrivo dell'autunno, i giorni passati portarono un notevole miglioramento tra il rapporto tra Jimin e Jungkook: da quanta confidenza c'era trai due si poteva quasi osar dire che si conoscessero da anni.
Ormai era diventata una consuetudine per i due di trascorrere i cambi d'ora insieme. Ciò li aveva portati a camminare per i corridoi anche quel giorno.
"Tu a quale corso pensi di iscriverti?"
Il ragazzo più piccolo si poteva definire quasi euforico per l'inizio delle attività extracurricolari, che avrebbero significato la ripresa della stagione sportiva.
"Ballo, ma mi sembra scontato dirtelo, poi stavo prendendo in considerazione il club di cheerleading."
Le guance del moro si tinsero di una leggera tonalità di rosa al pronunciare dell'ultima frase, che si intensificò per la risata di Jungkook.
"Secondo me dovresti provarci, tanto non hai nulla da perdere."
Si fermò per qualche istante prima di riprendere parola.
"Poi sarebbe bello averti a fare il tifo durante le partite."
Questa volta il suo tono di voce risultava più basso, come per non dare troppa importanza a quell'affermazione.
"Stai insinuando che ti piacerebbe vedermi anche in quei casi?"
Un ghigno si stampò sul viso di Jimin mentre lo stuzzicava dandogli piccole gomitate sul fianco.
Jungkook gli rispose semplicemente sbuffando una risata, poi dovettero salutarsi essendo arrivati davanti all'aula dove si sarebbe tenuta l'imminente lezione del maggiore.

"Tu e Jimin avete proprio un bel filing."
Disse per l'ennesima volta Becky, camminando verso casa insieme ai suoi due migliori amici.
"Lo so. È strano però, ci siamo appena conosciuti..."
Il ragazzo corvino parlò con lo sguardo fisso sui sassolini che stava calciando, mentre un sorriso involontario curvava le sue labbra.
"Magari lui è speciale."
Cantilenò la ragazza ridendo sotto i baffi, aspettandosi uno sguardo fulminante dall'amico, il quale non tardò ad arrivare.
Trevor, che era rimasto in silenzio per tutto il tempo, portò una mano supra la spalla di Jungkook, in modo da farlo girare verso nella sua direzione.
"Dovremmo parlare delle cose importanti: tu, questo Jimin, hai intenzione di fartelo o no?"
Tutti e tre rimasero in silenzio per qualche secondo per poi scoppiare in una fragorosa risata.
Il loro amico, pur essendo un ragazzo laconico, le poche volte che parlava riusciva a non sbagliare mai.
"È per questo che ti vogliamo bene."
Dissero Becky e Jungkook all'unisono, riprendendo a chiaccherare insieme fino a casa.

"Oggi ci sei per studiare?"
Chiese Jimin rincasando, mentre parlava al cellulare.
"Non ho nulla da fare, però se proprio ci tieni a studiare con me posso anche fare il sacrificio e lo sforzo di alzarmi dal letto per venire da te."
Il moro dall'altro capo del telefono alzò gli occhi al cielo, pur essendo consapevole che non potesse vederlo.
"Se ti costa così tanto, rimani pure a casa tua."
Jimin si tolse il giubbotto e appoggiò lo zaino, in attesa di una risposta, ma sentì solamente rumori sconnessi che terminarono con la chiusura di una porta.
"Sto arrivando."
Un sorriso soddisfatto comparve sulle labbra del maggiore appena sentì quelle parole provenire dalla bocca di Jungkook.
Jimin chiuse la chiamata per dirigersi verso l'entrata, in modo da aprire la porta all'amico che, per via della vicinanza delle loro case, sarebbe arrivato a breve.
Il moro non fece in tempo ad allontanarsi dalla superficie di legno che una voce lo richiamò indietro: il ragazzo più piccolo era già arrivato.
Dopo essersi salutati si diressero in cucina, anche se Jungkook era uscito con un'ora d'anticipo non aveva ancora pranzato.
Si fecero un toast e andarono in camera di Jimin per iniziare a studiare, o almeno questi erano i piani del moro.
"Come non ti sei portato niente? In ogni caso io sono pieno di compiti, devi trovarti qualcosa da fare."
Il maggiore stava iniziando a sistemare il materiale scolastico mentre Jungkook lo fissava.
"Te l'avevo detto al telefono, mi arrangerò in qualche modo."
I due si sedettero sul letto uno di fronte all'altro, con solo i libri a separarli.
Jimin era completamente immerso nello studio e il corvino aveva speso una buona mezz'ora scrutandolo dalla testa ai piedi, notando dettagli che in quel mese di 
conoscenza non  aveva avuto l'occasione di ammirare e apprezzare.
Il più piccolo aveva una grande passione per la fotografia appunto per questo, quando notò come i pochi raggi di luce filtranti dalla finestra illuminavano il viso di Jimin, mettendolo in risalto, decise di immortalare l'amico.
Estrasse il telefono cautamente dalla tasca, per non distrarre il ragazzo intento a studiare, e scattò una foto.
Un piccolo sorriso si formò sulle labbra di Jimin, il quale si accorse del gesto del minore, eppure fece finta di niente, apprezzando quell'azione in silenzio.
Jungkook guardò sul suo schermo soddisfatto: Jimin veniva proprio bene in foto, appunto per questo quello scatto sarebbe stata la prima di una lunga serie.
Il corvino tornò a guardare il ragazzo davanti a lui, incantandosi nuovamente.
"Capisco che sono bellissimo, ma hai intenzioni di fissarmi tutto il pomeriggio?"
Il moro aveva appena alzato lo sguardo ponendo quella domanda a Jungkook, il quale rispose tirandogli un cuscino sul viso, facendo scoppiare entrambi a ridere.
"Pensa a studiare che è meglio."
Il più piccolo si lasciò cadere sul materasso, in modo da sdraiarsi di fianco a lui, dando poi un'occhiata a cosa stesse leggendo.
"Comunque non lo hai negato." 
Lo stuzzicò un'ultima volta Jimin per poi riportare la sua completa attenzione sul libro.
il silenzio tornò ad essere il sovrano della stanza, mentre i due ragazzi erano concentrati su cose diverse. 
Jungkook era terribilmente annoiato da trovare ogni applicazione scaricata sul suo telefono insoddisfacente. Lo sbuffo scocciato che abbandonò le sue labbra colse l'attenzione di Jimin, facendolo girare verso il ragazzo sdraiato.
"dammi dieci minuti e ci sono. resisti."
Il moro gli scompigliò dolcemente i capelli con una mano, mentre un sorriso gentile gli illuminava il volto, il quale contagió quello di Jungkook.
Poco dopo il tonfo di un libro raggiunse le orecchie dí Jungkook, il quale, dopo un breve momento di sobbalzo, si ritrovò con il moro sopra al suo petto e con gli occhi chiusi.
"Sono stanchissimo."
Farfugliò il maggiore, non avendo nessuna intenzione di muoversi, erano le cinque passate e lo studio gli aveva risucchiato completamente tutte le energie.
Un sorriso dolce illuminò il viso di Jungkook, il quale portò una mano trai morbidi capelli del moro e l'altra sulla sua schiena, iniziando a muoverle delicatamente per farlo rilassare.
Aveva quasi paura di romperlo.
Jimin risultava così prezioso che solo toccarlo portava un leggero senso di timore, nessuno avrebbe mai dovuto rovinare qualcosa di così unicamente bello.
   
 
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