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Autore: Will Darklighter    25/07/2019    15 recensioni
"Unisciti a me, e insieme potremo governare la galassia, come padre e figlio!". Questa celeberrima frase racchiude in se tutto il desidero di un padre di ricongiungersi alla propria discendenza e al contempo la volontà di un apprendista di voler mettere fine una volta per tutte al legame che lo vincola al proprio Maestro. E se questa duplice intenzione avesse avuto una possibilità di realizzarsi? E se al padre fosse riuscito quantomeno di porre il seme del dubbio nel cuore del proprio emotivo figlio? A questo e ad altri interrogativi, come un possibile approfondirsi della relazione sentimentale tra gli inconsapevoli gemelli Skywalker e un miglior trattamento di alcuni comprimari sin troppo maltrattati nei film, provo a rispondere in questa storia.
Genere: Azione, Drammatico, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Altri, Anakin Skywalker/Darth Vader, Luke Skywalker, Nuovo personaggio, Principessa Leia Organa
Note: What if? | Avvertimenti: Contenuti forti, Incest
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Capitolo 12 – Un irritante imprevisto
 
VADER

 

Comodamente seduto sulla poltrona della sua stanza personale al bordo dell’Executor, la nave ammiraglia dello Squadrone della Morte, la flotta personale che l’Imperatore aveva messo a sua disposizione, Darth Vader seguiva con interesse e attenzione le manovre e le esercitazioni che gli Star Destroyers e i caccia compivano con la consueta diligenza.
A seguito della distruzione della base ribelle nascosta tra gli asteroidi di Vergesso, si erano diretti in un posto ben preciso all’interno della vastità dell’Anello Esterno: attorno a loro non c’erano sistemi abitati ma dalla loro posizione passavano numerose rotte iperspaziali, ragione per la quale nell’eventualità fosse giunta comunicazione di attività ribelle sia da parte del Centro Imperiale che da un Moff, o governatore di sistema che dir si volesse, locale sarebbero giunti a destinazione nel minor tempo possibile. Gli Snodi iperspaziali come quelli aveva imparato a conoscerli bene già durante la Guerra dei Cloni, quando li nell’Anello Esterno combatteva i Separatisti.
Ma che si chiamassero Separatisti o Ribelli, per lui faceva ben poca differenza: avrebbe sconfitto chiunque si fosse messo contro di lui con rapidità ed efficienza, senza esitazione e pietà. E avrebbe raggiunto il suo obiettivo, specialmente ora che aveva una motivazione in più per riuscirci. E quella motivazione era sua figlio.
Mentre si soffermava su quei pensieri, udì alle sue spalle il suono della porta d’ingresso ai suoi alloggi aprirsi e chiudersi l’istante successivo; il passo felpato che seguì poco dopo era inconfondibile: Etad Deechi, il suo Spetto, lo aveva raggiunto in perfetto orario, come sempre.
Azionò servendosi della Forza i comandi della sua poltrona per voltarsi e fissare il suo servo; si era già inginocchiato con la consueta deferenza.
“ Mio signore , sono al vostro servizio. Comandatemi ed eseguirò”
L’uomo dalla nera armatura lo fissò.
“ Da quanto tempo sei al mio servizio, Spettro ?”
La domanda colse per un istante di sorpresa il Semi-Umano.
“ 15 anni, un mese e tre giorni standard ad oggi, mio signore. Fu poco dopo la fine della Guerra Civile Umbarana.”
La Guerra Civile Umbarana … Vader la ricordava bene. Etad Deechi era il Maestro dei Sussurri, o capo delle spie per usare una definizione più informale, della fazione Lealista e lo era rimasto praticamente fino alla fine, quando le truppe degli Insorti avevano conquistato la Capitale del pianeta. Vader era giunto li come mero osservatore assieme alla sua flotta; entrambe le fazioni erano fedeli all’Impero e per questo non c’era alcuna ragione di intervenire, si trattava di un mero conflitto interno. Eppure quando venne a sapere della indefessa fedeltà che quel servitore continuava a dare al suo Sovrano anche quando sarebbe stato conveniente abbandonarlo, Vader si intromise salvandolo da una sicura condanna a morte e prendendolo al suo servizio. Gli Insorti lo volevano morto dato che era stato la causa di tante loro sconfitte grazie alle sue proverbiali capacità di spionaggio e quello fu il secondo motivo a spronare il Signore dei Sith a reclutarlo. In tutti quegli anni aveva dimostrato le sue capacità in maniera superlativa ed era giunto il momento di metterlo alla prova con l’incarico più difficile che gli avesse mai affidato.
“ Tutto è andato come previsto ? – disse alfine
“ Si Milord, la mia incursione nei dati della Rete Bothan ha avuto successo. Saputo della missione di recupero di Han Solo su Ord Mantell, ho fatto in modo di informare i concorrenti della posizione del cacciatore di taglie Fett. I Ribelli sono riusciti a salvare il loro commilitone ma a caro prezzo. Da una comunicazione intercettata, abbiamo saputo che il gruppo dei cosiddetti Criminali di Yavin ha subito almeno una perdita importante, sebbene non sappiamo dire con esattezza quale. Anche Fett potrebbe essere deceduto ma non ne abbiamo ancora avuto conferma, sappiamo però certamente che la sua nave è finita nella mani dei Ribelli. Da li infatti è partita la comunicazione intercettata. Malauguratamente , il nostro atto di hackeraggio è stato scoperto e bloccato; i Bothan avranno sicuramente preso tutte le contromisure necessarie per evitare che l’evento si verifichi nuovamente”.
Magnifico, semplicemente magnifico. Il suo Spettro era riuscito ad entrare nei sorvegliatissimi data base della Rete Bothan, universalmente conosciuto come il miglior servizio di spionaggio e controspionaggio della galassia, anche se solo per pochi minuti ed era riuscito a mettere in difficoltà gli amici di suo figlio senza che questi si precipitasse in loro aiuto. E quello era un’altra vittoria, Luke stava mantenendo la promessa che aveva fatto a suo padre nonostante quella “provocazione”, preparata appositamente per lui.
Ma prima di complimentarsi con il suo fedele servitore, c’era un’altra verifica che intendeva fare: chiuse gli occhi e usò la Forza per allontanarsi spiritualmente da lì. Si figurò come un rapace, veloce e instancabile, che solcava un vasta foresta di ritorno al proprio nido; continuò a volare per miglia e miglia fino a quando i suoi sensi non percepirono colui che stava cercando, la sua progenie.
Luke si stava addestrando instancabilmente, sentì con chiarezza il suo respiro affannoso e il sudore colargli dalla fronte. I fendenti che portava con la sua nuova lama, la costruzione della quale era un altro segno evidente del suo grande talento, rivelavano man mano una maggiore precisione e efficacia.
 Cin Drallig, o per meglio dire il suo Holocron, stava facendo un buon lavoro; Vader ricordava di averlo preso dalla stanza dove l’istruttore di spada aveva addestrato decine di allievi nel corso della sua onorata carriera … prima che l’uomo che solo fino a poche ore prima era conosciuto come Anakin Skywalker,  lo uccidesse dopo appena una dozzina di scambi di spada laser. La sua tecnica era eccellente, la sua padronanza della Forza ineccepibile ma era troppo prevedibile, troppo ancorato a degli schemi di lotta visti e rivisti. E quella mancanza di imprevedibilità gli era costata la vita.
L’uomo in armatura avrebbe riso di gusto se ancora avesse potuto.

“ Non hai salvato te stesso, né i tuoi allievi e ora stai contribuendo all’addestramento del futuro Signore dei Sith; non lo trovi ironico Maestro Drallig o Troll come ti chiamavano quegli sciocchi che ti temevano al Tempio ?”

C’era solo un’ultima cosa che intendeva vedere; i sensi del Sith scavarono in profondità nell’animo della sua progenie per comprendere cosa provasse, quali emozioni accompagnassero il suo addestramento.
E quello che vide lo bloccò immediatamente: credeva che avrebbe scorto ambizione, desiderio di compiere il grande destino che gli aveva comunicato su Cloud City al termine della loro sfida e perché no, anche una recondita volontà di potere.
E invece trovò pietà …
Luke era li perché provava pietà per suo padre, perché voleva aiutarlo, forse persino salvarlo. E per fare quello, aveva persino rinunciato ad accorrere in aiuto dei suoi amici, seppur con molta preoccupazione e sgomento. Suo figlio era un libro aperto, limpido e trasparente come le placide acque di Naboo e proprio come …
Di scatto, Vader si mise in piedi mettendo istantaneamente fine a quella visione che lui stesso aveva cercato. Una ondata di Forza, originatasi dalla rabbia che gli esplodeva in petto, travolse le suppellettili vicino la poltrona e mandò gambe all’aria Etad Deechi, il quale pur non restandone ferito , decise di tenersi a debita distanza.
Il Signore Oscuro dei Sith era furioso ma riuscì a controllarsi quel tanto che bastava per dare i suoi comandi. Avrebbe detto al suo servitore di rintracciare gli amici di Luke e di farli a pezzi, tutti quanti e di fargli sapere che era stato lui ad ordinare quelle morti. Suo figlio a quel punto non avrebbe avuto altro scelta che odiarlo e quell’odio sarebbe stato nutrimento!
“ No! – pensò prima di parlare, la sua lucidità cominciava a tornare prima del previsto. No, forse c’era un altro modo; più sottile e forse persino più crudele.
“ Servitore – parlò più forte di quanto avrebbe voluto – ho due comandi per te! Il primo, trova l’ubicazione della Morte Nera in costruzione PRIMA che riceva l’incarico di supervisionarne i lavori. Hai carta bianca, usa tutti i mezzi che preferisci. Non importa quello che dovrai fare : se riuscirai, la tua ricompensa sarà al di la di ogni immaginazione. Se fallirai, sarò costretto a dimenticare tutti i tuoi anni di fedele servizio e a giustiziarti!”
Lo Spettro tornò ad inchinarsi, visivamente impaurito.
“ Il secondo, comunica all’agente Nova che deve intensificare la sua relazione con il soggetto della Missione Alfa, deve entrare in intimità con lui nel minor tempo possibile. Anche in questo caso, completa carta bianca. Voglio che si fidi ciecamente di lei.”
Vader distolse lo sguardo , tornando a fissare la flotta.
“ E anche in questo caso, se riuscirà potrà avere tutto ciò che vuole. Se fallirà, morirà. Puoi andare adesso.”
“ Milord - sentì ancora una volta la voce del suo servo prima che uscisse dalla stanza.
Si era trattato solo di un piccolo incidente di percorso, nulla di più. La conquista del trono avrebbe avuto altri imprevisti e avrebbe dovuto mantenere sempre la massima lucidità. Non avrebbe più permesso alla sua fiamma di fargli perdere il controllo.
   
 
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