Storie originali > Epico
Ricorda la storia  |      
Autore: Crateide    01/08/2020    2 recensioni
Il dolore di non sentirsi accettata in Superficie in quanto principessa di un Regno Lontano.
La consapevolezza che chi la ama, chi la ama davvero, è proprio accanto a lei.
Genere: Hurt/Comfort, Malinconico, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: Lime | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

 

 

 

Le lacrime si erano ormai seccate, gli occhi erano diventati aridi, l’animo era svuotato, mentre la mente ancora rincorreva echi di pensieri lontanissimi.

Macaria si era rannicchiata a terra, in quell’angolo silenzioso del palazzo di suo padre, fra i veli dell’oscurità che la carezzavano come una mano materna. Sapeva che lì nessuno l’avrebbe trovata, Erebo non l’avrebbe permesso, nemmeno a Ade.

Macaria sospirò e il respiro si condensò davanti al suo viso pallido, sfiorato da boccoli neri come la notte più cupa.

Sono una sciocca, piangere per una cosa simile, si disse.

Eppure, appena la sua mente carezzò il ricordo di ciò che era accaduto, gli occhi riprendevano a bruciare e il cuore a dolere nel petto. Non riuscì a trattenere un singhiozzo, che si perse nel silenzio denso e immoto del palazzo dal soffitto invisibile. Forse, sarebbe stato meglio confidarsi con Hypnos, lasciarsi consolare dal suo amico più caro. Oppure, avrebbe dovuto riferire l’accaduto a suo padre, perché forse nessuno aveva il diritto di mancarle di rispetto. In fondo, era la principessa degli Inferi.

Però in Superficie con conto nulla, pensò.

Macaria abbandonò il capo contro il muro e chiuse gli occhi. Non seppe dire quanto tempo trascorse, forse il sonno l’aveva catturata nel proprio abbraccio, quando si sentì sollevare da terra con dolcezza. Mugugnò qualcosa di incomprensibile e rimase ad ascoltare il battito calmo di un cuore sotto la propria guancia. Un profumo familiare le riempì le narici ed ebbe il potere si scacciare via il dolore e i cattivi pensieri.

«Radamanto?» sussurrò, risollevando piano le palpebre.

Il Giudice degli Inferi si fermò dinanzi alle porte di una stanza, abbassò il capo e una ciocca così bionda da sembrare bianca gli ricadde sulla fronte. I suoi occhi color sabbia si posarono su di lei, preoccupati e al tempo stesso dispiaciuti.

«Mia principessa, sono felice che tu sia bene. Tuo padre era molto preoccupato per te, non ti trovava da nessuna parte», le disse con voce profonda e calda, mentre le porte della stanza si aprivano da sole per lasciarli entrare.

Radamanto la adagiò sul letto e le si inginocchiò accanto, continuando a fissarla con quello sguardo penetrante.

«Non piaccio a nessuno in Superficie», disse infine e una lacrima le bagnò le ciglia, scivolando sulla guancia. Radamanto allungò una mano e gliela asciugò, in un gesto pieno di devozione e inaspettata dolcezza.

«Stento a crederlo, principessa. Sei una creatura meravigliosa», le disse fermamente.

Macaria lo guardò, chiedendosi come potesse uno dei tre Giudici Infernali essere spietato e comprensivo al tempo stesso.

«Non sono meravigliosa.»

Radamanto le prese una mano e gliela baciò con reverenza, senza alcuna malizia.

«Per me lo sei», le confessò. «Cos’è successo in Superficie? Ho faticato non poco per trovarti», continuò poi.

«Hera e Afrodite mi hanno detto che sull’Olimpo non conto nulla, che sono solo la bastarda di Ade...»

Gli occhi del Giudice si riempirono di indignazione.

«Allora è questo ciò che Ermes è venuto a riferire e che ha fatto infuriare tuo padre», disse.

«Atta1 dov’è?» chiese allarmata.

«In Superficie. Sono certo che costringerà quelle due sciocche a chiederti scusa.»

«Radamanto, non offenderle! La loro ira è temibile...»

«Principessa, siamo nell’Oltretomba. In questo Regno nemmeno Zeus ha voce in capitolo», la interruppe.

Macaria gli strinse una mano e se la portò di nuovo vicino al viso, senza smettere di guardarlo.

«Sono davvero una bastarda?»

«Finché tuo padre ti amerà, non lo sarai mai, checché ne dicano sull’Olimpo. Sei una dea, una dea con un animo puro e misericordioso e io...»

Macaria sentì un forte calore invaderle il petto e scacciare via il dolore. Cos’era quella sensazione?

«Tu?» lo incalzò in un soffio.

Radamanto le scostò una ciocca di capelli dal viso, mentre il suo sguardo si faceva languido.

«Tuo padre mi condannerebbe a pene indicibili se osassi», sussurrò.

«Mio padre non c’è.»

«Dunque?»

Macaria si sollevò dal letto, puntellandosi sui palmi. I loro visi erano vicini, i loro respiri erano uno solo.

«Sarà il nostro segreto», gli disse.

«Principessa...»

«Macaria. Non mi hai mai chiamata per nome... vorrei sentirti pronunciarlo almeno una volta.»

Radamanto deglutì a fatica, spaziando con lo sguardo sul suo viso, soffermandosi sulle labbra rosse e piene.

«Macaria...»

Lei socchiuse le palpebre, mentre il dolore si faceva lontano. Un bacio le scaldò il petto, lì nel cuore degli Inferi dove niente sembrava in grado di nascere.

Macaria dimenticò chi era e lo stesso fece Radamanto, il Giudice Infernale a cui nessuna Ombra poteva sottrarsi. Erebo li nascose fra le ombre, mentre i corpi si cercavano e le labbra esploravano avide, sussurrando parole sconosciute agli Inferi. Parole d’amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Angolino dell’autrice:

Salve!

Questa OS non ha senso, lo so, ma l’ho scritta per dirvi che sono ancora viva.

Chiedo umilmente perdono se ho interrotto la pubblicazione di Morte e Beata – Thanatos e Macaria, ma l’ho fatto perché dopo il lockdown è uscito il mio nuovo libro per bambini dedicato a Il Barbiere di Siviglia, ho quasi concluso l’editing per un nuovo romanzo (uno young adult) che uscirà a breve, ho affrontato l’editing di un romanzo per ragazzi che invece non so quando uscirà, ho fatto presentazioni online, presto le farò anche fisiche e, insomma, ho avuto il mio bel da fare, che mi ha tenuta lontana da EFP.

Non dico di essere tornata, ma cercherò di non farvi aspettare un’eternità per il prossimo aggiornamento. Vi chiedo solo di avere pazienza.

Per quanto riguarda questa OS, ecco alcune informazioni di background:

1 – Radamanto è uno dei tre Giudici Infernali insieme a Eaco e Minosse.

2 – nel mio headcanon è innamorato di Macaria, ma non è corrisposto (tranquilli, niente spoiler della long!). Per una volta, ho voluto dare un lieto fine anche a lui.

 

Senza alcuna pretesa,

Elena

 

 

 

 

   
 
Leggi le 2 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Epico / Vai alla pagina dell'autore: Crateide