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Autore: Delsin98    22/01/2022    7 recensioni
- Siamo abituati a credere che la terra sia nostra, ignari di essere solo un granello di polvere nell'ecosistema del tutto -
Dopo un cataclisma di origine sconosciuta che ha decimato quasi l'80% della popolazione mondiale, i governi decisero di mettere mano agli arsenali e di scatenare una guerra su vasta scala per il controllo delle poche risorse rimaste ancora intatte, cambiando radicalmente la struttura stessa del pianeta, o almeno era quello che si pensava....
In questo desolato contesto si immerge un cacciatore di taglie dal passato misterioso e senza alcuna memoria dello stesso, il quale intraprende un viaggio, attraversando ciò che rimane del continente americano, alla ricerca di informazioni che lo aiuteranno a svelare la terribile verità che lo circonda. Pericoli e minacce di ogni sorta sono dietro l'angolo, pronti a ghermirlo in ogni momento. Riuscirà a sopravvivere e riportare alla luce un temibile segreto rimasto celato per secoli?
Genere: Avventura, Azione, Science-fiction | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Violenza
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Prologo

 

 

 

Un tempo vagavo nell'oscurità, ora, io sono l’oscurità”

 

 

 

«Sembra che sia in arrivo una tempesta»

 

Sulle mura di quella roccaforte così strenuamente rinforzata e difesa, che si stagliava vivida al centro di un cumulo di desolazione, una delle sentinelle ispezionava avanti e indietro i suoi confini, osservando come il vento stesse spirando sempre più furioso e veloce di quanto non facesse prima, mentre in lontananza una nuvola polverosa emergeva oltre le rovine della vecchia metropoli.

Indossava quella che aveva tutta l’aria di essere una maschera antigas mentre impugnava un vecchio modello di KN-57, un fucile d'assalto color ebano antecedente alla catastrofe che aveva cambiato radicalmente il pianeta Terra, un ultimo residuo di una guerra che non avrebbe mai dovuto essere combattuta.

Fu piuttosto sorpreso nel constatare come il compagno alle sue spalle fosse stato appena trapassato da un proiettile elettromagnetico che viaggiava a circa tremilaseicento metri al secondo, ignaro di essere anche lui nel mirino dell’aggressore. Non ebbe nemmeno il tempo di rendersene conto che una seconda pallottola lo colpì alla nuca, facendolo stramazzare al suolo stecchito.

A circa trecento metri di distanza, appostato in un casolare diroccato, un uomo avvolto in quella che sembrava una corazza hi-tech sormontata da un casco scrutava avanti a sé, mentre del fumo caldo usciva dalla canna del suo fucile di precisione Widen, preparandosi al putiferio che ne sarebbe venuto dopo.

Sguainò un pugnale affilato e lo fece roteare dinanzi ai suoi occhi. Era composto da una lega ultraleggera e compatta, molto simile all'ossidiana ma che si mostrava senza dubbio più resistente e affilata, da sempre uno dei suoi più fedeli compagni, semmai ne avesse avuti. Si avvicinò lentamente all'edificio nemico, accompagnato come un fiero guerriero dalla tempesta di sabbia che infuriava selvaggiamente e avvolgeva tutto in un’unica morsa.
 

A causa di quel fenomeno meteorologico estremamente diverso e inusuale rispetto a quelli visti nel ventesimo secolo o giù di lì, infiltrarsi nella base nemica sarebbe stato più facile del previsto, poiché l'assassino poteva agire quasi indisturbato. Il suo bersaglio, un tale di nome Karim Ayad, si era arricchito attraverso traffici non esattamente leciti, costruendo negli anni un vero e proprio impero. La sua enorme brama di potere e sangue doveva aver disturbato qualcuno di molto importante se lui era stato mandato per stanarlo.

Avendo saputo dai suoi informatori come una simile piaga stesse per abbattersi sulla sua testa, il bastardo come un cane messo all'angolo si era barricato all'interno della sua cittadella, la stessa che avrebbe dovuto espugnare: un luogo utilizzato come base centrale del suo commercio, protetto da un esercito personale costruito e finanziato grazie al denaro accumulato nel corso della sua lunga carriera.

Per uno come lui, sgominare un’intera armata composta da smidollati del genere sarebbe stato un giochetto semplice, ma preferiva di gran lunga concludere la missione impiegando il minor tempo possibile ed evitando probabili scocciature indesiderate. Individuò un facile punto di accesso che lo avrebbe condotto direttamente dal suo obiettivo: una finestra che dava nello studio del noto trafficante. In questo modo avrebbe eluso facilmente la maggior parte degli uomini che presiedevano l’ingresso principale, dovendo occuparsi solo di due soldati all'interno della stanza.

Con il favore della scarsa visibilità data dalla tempesta, la figura tese le gambe, spiccando un poderoso salto e afferrando poco dopo il davanzale sopra di lui. Lama alla mano, entrò furtivo come uno spettro, tagliando velocemente la gola al nemico di spalle alla finestra, scagliando poi con estrema precisione e velocità il pugnale contro il tronco del secondo, trafiggendolo. Non emisero nemmeno un flebile lamento o un accenno di rumore, lasciando quel misterioso assassino libero di incamminarsi verso la scrivania del losco criminale, ove degli occhi impauriti e imploranti pietà lo fissavano intensamente.

« Sei stato tempestivo come l’angelo della morte » esordì Karim osservando l’uomo estrarre la sua MR6 e puntarla su di lui.

Il terrore assalì il contrabbandiere, mentre filmati della sua breve ma intensa vita cominciarono a scorrergli davanti in pochi secondi. Non avrebbe potuto nemmeno allertare i suoi uomini, vista la pericolosità dell’individuo che aveva di fronte. In poche parole era semplicemente fottuto.

«Quanto ti paga Carter per ammazzarmi? So che ti manda lui» urlò quell'uomo quasi come si trattasse più di una contestazione che una domanda.

Un silenzio tombale cadde nella stanza, rendendo quella scena ancor più surreale. In risposta al quesito postogli, il sicario continuò imperterrito a tener ferma l'arma sul suo cranio, disinserendo la sicura «Più di quanto valga davvero un pezzo di merda come te» replicò glaciale.

Nonostante avesse un casco metallico a protezione del suo capo, la voce non apparve affatto metallica o distorta e il suo timbro trasudava indifferenza e un qualche malcelato velo di disprezzo. Sin da quando aveva cominciato questo lavoro era stato sempre così. Non si era mai posto il problema di che cosa avessero combinato i bersagli indicatigli per far arrabbiare i propri clienti o se lo meritassero, in fondo finché la paga era buona sarebbe stato meglio non far domande. Ma con questo qui, la storia era ben diversa e se non l’avesse fatto lui, sicuramente qualcun altro sarebbe stato mandato sulle sue tracce.

« Senti, qualunque sia la cifra concordata, io posso darti il doppio o anche il triplo se preferisci» dichiarò il secondo nel tentativo di far ragionare quel tizio e aver salva la vita.

L’uomo scrutò attentamente la fisionomia bronzea del criminale e nonostante avesse il volto coperto, si poté percepire come dietro quella maschera stesse certamente sorridendo ad un'affermazione così sfrontata.

«L'offerta è davvero allettante» ribatté il mercenario «Ma vedi, io ho una mia regola personale...»

Un'espressione di puro terrore si fece strada sul volto di Karim «...Quando qualcuno mi paga io porto sempre a termine il lavoro»

In una frazione di secondo, il cranio del trafficante esplose in un'eruzione cremisi, mentre la parete posteriore veniva inondata del suo sangue e qualche brandello cerebrale e lui cadeva all'indietro con gli occhi rivolti verso il cielo, come a cercare perdono per i peccati commessi. Uno spettacolo turpe per qualcuno non abituato a questo genere di situazioni, ma, ovviamente, il killer non era di questo avviso.


«Devo ancora capire come tu faccia ad essere sempre più rapido di me o degli altri »

Alle sue spalle, un rumore di passi lo fece riscuotere da qualunque tipo di pensiero avesse in quel momento, mentre un inconfondibile aroma di tabacco si diffuse rapidamente nella stanza. Odiava l'odore dei sigari e ancor di più l'uomo che ne faceva così largamente uso.

Il misterioso figuro entrò dalla porta principale, che ora appariva spalancata e sprovvista di guardie - probabilmente le aveva fatte fuori in men che non si dica, come se niente fosse - avanzando lentamente e continuando a tenere ben salda la mira contro l’altro, il quale non accennava a spostarsi di un millimetro, rimanendo immobile ad osservare l’opera appena compiuta.

Si presentava come un giovane dal fisico piuttosto magro ma allenato, avvolto in quello che aveva tutta l'aria di un poncho verde che gli ricadeva dietro le spalle, lasciando chiaramente visibile un gilet di montone che ne ricopriva il busto e da cui sbucava una camicia blu a maniche lunghe. Un cappello e degli stivali simili a quelli di un cowboy completavano il tutto.

Il tanfo di fumo aumentò considerevolmente, così come il tintinnio degli speroni, segno di come si stesse avvicinando sempre più, finché il sicario non udì il crepitio di un'arma da fuoco, probabilmente una pistola a giudicare dai suoni emessi. Qualcosa premette contro la collottola: la canna di un revolver che spinse ancor di più contro di essa

«Ciao anche a te, Cayden » lo salutò l’uomo senza voltarsi, sollevando le mani in segno di resa «Immagino che ognuno abbia i propri segreti»

   
 
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