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Autore: Il Demone Inesistente    24/06/2022    1 recensioni
[Hazbin Hotel]
[Hazbin Hotel][Hazbin Hotel][Hazbin Hotel][Hazbin Hotel]Nella mia quotidianità vuota e noiosa, immerso nel nulla del tutto che ho, ho maturato alcuni pensieri e riflessioni sulla bellezza e il fascino che scaturisce dal mondo della visionaria Vivienne Medrano. Ho scelto quindi di mettere per iscritto tali pensieri sottoforma di narrativa.
Questa storia, liberamente ispirata al mondo di Hazbin Hotel/Helluva Boss di Vivienne Medrano vuole raccontare una storia di un personaggio originale, ambientata nell'inferno di Vivziepop.
Avrei potuto ridurre il titolo ad un semplice ''Male OC x Charlie x Vaggie'', ma sarebbe stato terribilmente riduttivo. Sarà una storia molto lunga. Vivienne Medrano ha causato in noi un profondo interesse per le sue creazioni, ma si tratta di qualcosa che per troppo tempo è rimasto insoddisfatto a causa dell'interminabile attesa. Senza quindi pretendere di mettermi sopra la sua opera, vorrei scrivere questa storiella volta ad esplorare alcuni aspetti del mondo di Vivziepop nel modo in cui io li ho immaginati.
Buona Lettura
Genere: Azione, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shoujo-ai
Note: AU | Avvertimenti: Threesome, Violenza
Capitoli:
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Piccola nota linguistica. Per tutta la storia utilizzerò il termine inglese ''Bumblebee'' per sostituire il corrispettivo italiano ''Bombo''.



Prologo, Parte 1

INFERNO



Buio, nient'altro che buio, non solo alla vista, ma sotto qualsiasi piano sensoriale, quasi una non esistenza. Eppure, in qualche modo la mia coscienza è ancora viva e attiva, ma qualsiasi sforzo per tornare alla realtà sembra vano. Persino i miei ricordi sono abbastanza sbiaditi. Nel mio stato di ''non-esistenza'' continuo a scavare, scavare con una pala che non esiste in una memoria impossibile da toccare, e che sembra sul punto di scomparire per poi disperdersi, come l'acqua che diventa vapore. Non importa quanto cercherai di toccarlo o di afferrarlo, al limite la condensa lascerà un po' di umidità sulle tue mani, mentre il grosso sparirà nell'aria.

Eppure, lentamente riaffiora qualcosa, una parola.. ''Rosso''

A quel punto apro gli occhi, accorgendomi d'un tratto di avere di nuovo i miei 5 sensi. Tuttavia la vista mi inganna. Ciò che vedo davanti a me è solo rosso, come la parola che è riaffiorata nella mia mente.

Nonostante mi senta confuso e spaesato mi sembra di essere perfettamente in salute. Mi sento come uscito da uno svenimento, o meglio un sogno, un sogno nel quale potrebbe essere accaduto di tutto, e questo tutto mi ha gettato nella confusione più totale, come se avesse messo a dura prova anche il mio corpo fisico.

La mia vista si stabiliza e riesco finalmente a intravedere qualcosa oltre il fumo intorno a me. Sembrano edifici, ma è tutto molto sbiadito. Guardando per terra noto che mi trovo sopra quella che sembra una strada asfaltata, e lo si capisce dalla striscia bianca continua presente al centro.

Torno alla mia mente e cerco di ristabilire un contatto con la mia memoria, per cercare di capire dove mi trovo e come ci sono finito. Ma l'unica cosa che riesco ad afferrare in quest'ammasso di vapore dei miei ricordi è un'altra parola, ''corpo''.

Ricordandomi che non sento alcuna ferita sul mio corpo abbasso lo sguardo, ma ciò che vedo, non è il mio corpo..

Tutto quello che ho addosso è un paio di pantaloni strappati. Questa parziale nudità mi consente di vedere quello che non può essere un corpo umano.

La pelle è la cosa più umana di ciò che vedo, appare bianca ma con una leggera sfumatura di grigio, non molto dissimile da quella umana, nonostante il colore poco naturale, in totale contrasto con tutto il resto.

Appena il mio sguardo si posa sulla peluria presente su alcune zone del mio corpo riaffiora nella mia mente un'altra parola, ossia ''Bumblebee''.

Riesco a vedere i miei muscoli addominali per via della mia corporatura magra, ma intorno ad essi e intorno al petto noto una leggera peluria che non può essere umana. È nera, ma è alternata con delle strisce sfumate di un bellissimo colore giallo oro.

Ciò che vedo è tanto strano, ma al contempo è difficile definirlo disturbante  per via della sua affascinante colorazione, eppure provo un disagio crescente, perchè toccando ciò che vedo realizzo che si tratta effettivamente del mio corpo.

Riaffiora nella mia mente un'altra parola, ''sangue''. Il liquido che porta lo stesso colore del luogo che mi circonda. Cerco di guardarmi intorno e di cercare qualche elemento che possa aiutarmi a capire dove mi trovo, ma l'unica cosa che vedo è una pozzanghera a pochi passi da me.

Mi avvicino alla  pozzanghera, e guardandovi dentro i miei timori vengono confermati. Vedo il mio volto, ma diverso.. I miei lineamenti sono gli stessi che ricordavo, ma tutto il resto.. Dio mio..

Il colore dei miei occhi è cambiato, uno di loro è di un grigio molto scuro quasi nero, ma l'altro.. L'altro occhio presenta un intenso colore giallo così come le strisce della peluria che ho visto prima.

Il taglio dei miei capelli è lo stesso che ricordavo, ma il suo colore presenta le stesse caratteristiche della peluria, nera, ma con sfumature gialle.

Metto una mano nella pozzanghera, ma la ritraggo istantaneamente non appena mi accorgo che non si tratta di acqua, ma sangue.

Mi alzo di scatto, e in quel momento il mio senso dell'olfatto torna ad essere funzionante, riempiendo le mie narici con un forte odore ferroso, quello del sangue.

Lentamente anche le mie orecchie riprendono a funzionare, e inizio a sentire dei suoni in lontananza, così come una parola che riaffiora nella mia testa, ''Demoni''.

In quel momento i suoni nelle mie orecchie si fanno più chiari, e in una lontananza che sembra ridursi sempre di più percepisco urla, passi veloci e suoni d'acciaio, insieme a quella che sembra essere carne che viene tagliata di netto da qualcosa.

Sforzando i miei occhi noto intorno al fumo che mi circonda delle ombre di persone che corrone velocemente, come scappando.

La cosa inquietante è, che non tutte loro hanno una forma umana..

Improvvisamente vengo urtato da dietro e cado in avanti insieme a chi stava correndo. Poggiati i polsi sul terreno giro il volto, pentendomene subito dopo.

Ciò che vedo aumenta ulteriormente la mia idea che ciò che ho visto sul mio corpo non sia nulla che possa essere ricollegato a qualcosa di sgradevole. Un uomo, ma che dico, non ha nulla di umano.. L'essere che mi trovo davanti ha un volto che può essere ricondotto a quelli umani, ma la sua pella sembra quella di un polipo, così come la sua testa coperta con quella che sembra un anemone di un raccapricciante blu che misto alla sua pelle per nulla umana non può che suscitare in me il disgusto.

Scatto in avanti terrorizzato, ma senza che abbia il tempo di fare più di 2 passi qualcosa di incredibilmente veloce mi sfiora i capelli, generando subito dopo un suono di carne che viene infilzata. Mi giro e vedo la testa dell'essere trafitta da quella che sembra una lancia.

Il sangue zampilla dall'enorme buco che si è formato su quella che una volta si poteva definire testa, e alcune goccie di sangue raggiungono il mio volto.

Immobilizzato rimango lì, a guardare il corpo esanime dell'essere senza riuscire a muovermi. Non ho neanche idea di quanto tempo stia passando. è certo che sono qui da pochi secondi, ma questi risultano interminabili.

Dopo qualche decina di secondi sento qualcosa risalire nel mio stomaco. Qualcosa mi è arrivato in gola, e tramite una dolorosa contrazione della mia laringe, il mio corpo rigetta. Piegandomi dolorosamente in avanti, con i gomiti poggiati a terra, in mezzo a sangue e carni, vomito.

Alzato il volto guardo nuovamente verso il cadavere, ma questa volta trattenendo il disgusto mi alzo e indietreggio, ma anche questa volta non ho il tempo di fare che 2 passi, e vengo interrotto da un tonfo, come qualcosa che è appena atterrato a pochi metri dietro di me, e insieme ad esso giunge alla mia mente un'altra parola, ''Angeli''.

Mi giro e quello che vedo è qualcosa di tanto incredibile quanto terrificante. Una figura apparentemente antropomorfa, ma la sua altezza raggiungerà minimo i 3 metri. Una creatura alta e snella, di colore nero. Non riesco a stabilirne il sesso, ma la mia attenzione ricade sul fatto che uno dei suoi inquietanti occhi è rimpiazzato da una X. Solo una cosa è certa, non sembra amichevole.

Indietreggio nuovamente, paralizzato dalla paura, ma non incapace di muovermi. Il mio movimento viene prontamente interrotto dallo stesso cadavere di prima, grazie al quale cado all'indietro, sui suoi stessi resti.

Ormai il cadavere passa in secondo piano, e il fatto di essere completamente a contatto con i suoi resti non è una priorità nella mia mente. Mi concentro piuttosto sulla creatura che ho davanti ai miei occhi. La creatura alza la lancia, sferrando un forte colpo che, fendendo l'aria, libera la zona circostante dal fumo che la ricopre.

Intorno a me sbucano altre 5 delle stesse creature, imponenti e armate con delle lance argentee.

Cercando di riprendere il controllo del mio corpo cerco di alzarmi, riuscendo a malapena a mettermi in ginocchio, ma questa mossa riporta davanti ai miei occhi l'arma che ha, poco fa, trafitto l'ormai defunta creatura che definirei ''umano-marina''. La lancia deve essere stata lanciata ad una velocità pari a quella di un aereoplano, perchè colpendo la testa di quell'essere si è aperta un varco per poi conficcarsi nell'asfalto. Istintivamente la afferro, accorgendomi che è ben conficcata nel terreno, e infatti, non riesco a tirarla fuori. Mi guardo dietro notando che le creature si stanno avvicinando a passo lento alla mia posizione. Con questo la mia paura ricomincia a salire, e con nessuna via di fuga non posso pensare ad altro che estrarre la lancia per cercare di guadagnare qualche chance di sopravvivenza.

Impegnato a cercare di estrarre l'arma non mi accorgo di avere a pochi centimetri da me una di quella creature. Alzo gli occhi per incontrare direttamente il volto della creatura. Un inquietante sorriso a 32 denti, che sembra quasi disegnato sul suo volto.

La creatura mi tira un calcio, sbalzandomi diversi metri dietro. Subito dopo estrae la lancia, togliendomi ogni possibilità di sopravvivenza.

Crudele e curiosa la cosa, è incredibile di come debba morire senza poter sapere nè dove mi trovo nè come come sono arrivato qui. Mi guardo velocemente intorno, e il panico fa spazio alla rassegnazione nel momento in cui mi accorgo che non ho vie di fuga, ma passano pochi secondi perchè mi accorga che ciò che ha sostituito il panico non è rassegnazione. Improvvisamente l'ansia è scomparsa, e il mio corpo si calma istantaneamente. Tengo lo sguardo fisso sulla creatura davanti a me, quella che poco fa ha estratto la lancia che io non sono riuscito ad estrarre. Mi alzo lentamente, ma con decisione, come se il mio corpo fosse in balia di un improvvisa scarica di adrenalina. Con essa affiora nella mia mente un'altra parola. Non capisco esattamente cosa significhi, ma in qualche modo è stata il tramite di arrivo delle ultime sensazioni che hanno appena invaso il mio corpo. Cerco di visualizzare nella mia mente la parola, non allo scopo di comprenderne il significato, quanto piuttosto di accoglierla, non solo nella mia mente, ma anche nel corpo. La parola è.. ''FULLDEMON''.



*



Faccio un passo verso la creatura, con una sicurezza e una decisione che non capisco da dove provenga. Un passo alla volta, parallelamente ad ognuno di loro ho come la sensazione che il mio corpo stia cambiando e guardando le mie braccia noto effettivamente qualcosa di inusuale. La mia pelle ha cambiato colore, e assume ora una colorazione nera come l'inchiostro, in contrasto con il bianco-grigio che presentava poco fa. Oltre questo la mia peluria si è espansa, e ogni pelo è diventato più lungo, ma il dettaglio più significativo si trova sulle mie mani. Tra le mie nocche sono apparsi quelli che sembrano essere tre pungiglioni. Non posso sbagliarmi, sembrano proprio dei pungiglioni, nello specifico sono simili a quelli in dotazione agli insetti della famiglia degli apidi. Il nome dell'insetto è una parola apparsa poco fa nella mia memoria, e ripensandoci mi accorgo che le mie nuove caratteristiche fisiche sembrano proprio quelle di quell'insetto, un bumblebee. Questo spiega anche la scomparsa della mia ansia. Il bumblebee è un insetto docile, ma se si sente in pericolo può diventare aggressivo. Il suo veleno non è mortale, ma può pungere ripetutamente, e con molta ferocia.

Accolti questi pensieri percepisco qualcosa venire da dentro di me. Non è una sensazione dolorosa, ma piuttosto qualcosa di potente che fa muovere il mio corpo.

Come non ne avessi il controllo inarco la schiena all'indietro, e con essa il mio collo, portando la mia testa quasi a toccare la mia schiena. Come fosse un istinto naturale, urlo, ma ciò che esce dalla mia bocca non è un urlo umano, ma animale, ma che dico.. non può essere paragonato solo al ruggito di un animale. Non c'è una corrispondenza con qualche specie realmente esistente, ma si percepisce in esso qualche caratteristica sonora che non può non ricordare quella degli insetti.

Qualcosa è apparso sulla mia schiena e qualcosa ha coperto il mio volto dalla fronte agli occhi. Non ho modo di guardarmi, ma posso notare che la mia vista è cambiata, come fosse stata amplificata. Mi sembra come se avessi centinaia di occhi, e questi hanno una capacità visiva di 360 gradi, permettendomi di guardarmi intorno senza voltarmi. Grazie a ciò apprendo che le creature hanno smesso di avanzare e impugnano con decisione le loro lance. Vedendo ciò, esco dal tunnel di sensazioni che hanno caratterizzato questi ultimi momenti.

Da quello che sembrava essere un misto tra uno stato di trance e di eccitazione, torno come ero prima. Non sono più immune alla paura, ma sento di riuscire a controllarla.

Guardo verso il basso, dando nuovamente uno sguardo alle mie caratteristiche corporee. Non conosco bene i miei limiti e le mia potenzialità, ma  forse posso avere qualche chance in più per uscire vivo da questa situazione. L'istinto mi dice che non devo scappare.

*

Insieme alla mia vista anche il resto dei miei sensi sembra essersi amplificato, e mi sembra di poter percepire ogni minimo muovimento dei mostri intorno a me. Questo mi rivela che la creatura alla mia destra sembra più preoccupata delle altre e dai suoi movimenti capisco che sta per attaccarmi.

La creatura sposta la lancia sulla sua mano destra, prendendola esattamente da poco dietro il centro, e la porta dietro la sua spalla, e piantando i piedi a terra porta istantaneamente in avanti il braccio destro. La lancia si stacca dalla sua mano partendo verso di me alla velocità di un proiettile. Metto in atto un movimento, pur essendo certo di non riuscire a schivarlo, ma il mio corpo, come muovendosi da solo, per una sorta di istinto sensoriale, completa il mio movimento, e come planando salto in aria girandomi su me stesso mentre sono almeno a 5 passi da terra. Prima di riatterrare sento un suono metallico, come di qualcosa che ha appena trafitto un pezzo di carne, e non passa infatti che un istante prima di accorgermi, grazie alla mia vista, che schivando la lancia questa ha colpito uno dei compagni della creatura, gettando a terra il suo corpo senza vita.

La mia prossimo azione potrebbe risultare saggia e incauta allo stesso tempo, perchè sapendo che la creatura alla mia destra è disarmata mi fiondo d'istinto su di lei, ad una velocità che non consente ad essa di mettere in atto qualsiasi tipo di contrattacco.

Sferro un pugno nello stomaco della creatura, con l'intenzione di colpirlo con i pungiglioni sulle mie nocche. Il colpo va a segno, ma non ricevo nessuna risposta dalla creatura. La mia mossa è stata troppo istintiva considerando che non conosco le mie capacità fisiche, ma dal momento che la creatura non risponde metto in atto una seconda mossa, e così estraggo il pugno dal suo stomaco così da colpirgli la testa usando entrambe le mani.

La mia mano sinistra conficca i suoi pungiglioni nella parte destra della sua testa, mentre la mano destra si conficca nella sua gola. Premendo con tutte le mie forze la creatura non si muove, e, sempre d'istinto, scendo con i miei occhi verso il suo stomaco, per notare che oltre ad un grosso livido, che sulla zona dove ho sferrato un pugno è possibile vedere 3 punti ben distinti da un colore arancio. Ma questa mia distrazione si rivela poi dannosa, perchè nel momento in cui la creatura emette uno strano verso, forse di rabbia, mi sferra un pugno nel petto, sbalzandomi via.

*

Atterro ad una distanza incerta da dove mi trovavo prima, e l'atterraggio non è andato per niente bene. Capisco che sono finito dritto sul parabrezza di una macchina, e la cosa mi ha causato dei danni aggiuntivi a quelli del pugno sferratomi dalla creatura.

Mi guardo, e alla vista del mio corpo mi accorgo di quanto sia malconcio. Sanguinante e paralizzato dal dolore cerco di guardarmi bene intorno per valutare i danni. Ho un dolore terribile nel petto, come se tanti piccoli corpi affilati mi avessero penetrato in quella zona. Il dolore è lancinante, non riesco a respirare, ma sentendo un bisogno d'aria urgente non riesco a farne a meno. A questa mancanza di forze che non mi consente neanche la respirazione si aggiunge il fatto che uno dei miei polmoni mi fa malissimo ad ogni minimo tentativo di prendere aria, ma come se non bastasse la mia mano destra si è conficcata nel cofano dell'auto, e ad un primo sguardo si capisce che tutte le dita sono rotte, ma la cosa più grave sta nel fatto che i pungilioni non sono più presenti. Devono essersi spezzati durante l'impatto e questo significa un'arma in meno.

Credo di avere anche delle lacerazioni sulla schiena, e forse anche la schiena è rotta, dato che non riesco a muovermi o a sentire qualsiasi cosa al di sotto della vita.

Passano 30 incessanti secondi, tra dolore e tentativi disperati di respirare un po' d'aria cerco almeno di scrutare l'orizzonte per avere un contatto visivo con il pericolo, ma la mia vista a quanto pare mi consente solo di vedere in tutte le direzioni, e non di guardare in lontananza come se tutto fosse a pochi metri da me.

All'orizzonte non vedo nulla se non fumo misto al rosso dell'orizzonte, e il massimo che posso fare è aspettare la mia fine, contorcendomi nel dolore. Tra le lacrime e i conati di vomito inizio a scorgere le creature avvicinarsi una di fianco all'altra, con in basso il riflesso delle loro lance argentee. Sconfitto e provato cerco almeno di regolare la mia respirazione per non dover vivere l'agonia di una respirazione dolorosa, ma subito mi accorgo che il dolore è sparito, e inoltre guardando in basso noto che anche la mano è tornata come prima, il che mi porta il dubbio che non mi sia immaginato quelle ferite, ma capisco subito che è stato tutto reale vedendo che i pungiglioni non sono presenti sulla mano, segno che si sono spezzati durante l'impatto, come avevo notato poco prima.

Nel tentativo di esalare un altro respiro mi accorgo di non sentire neanche più dolore ai polmoni, come se le ferite si fossero rimarginate dall'interno. Accortomi di ciò provo a muovermi ed effettivamente anche il resto del mio corpo sembra funzionare correttamente, e l'unica cosa che non sembra cambiata è la mancanza dei pungiglioni nella mano destra.

Guardando nuovamente verso le creature mi accorgo di quanto questa perdita sia grave, in quanto uno di loro, nello specifico quello che ho colpito prima risulta irriconoscibile, questo a causa degli effetti dei miei pungiglioni su di lui.

Quella che fino a poco fa era una creatura fiera e imponente è ora ricoperta di pustole arancioni nelle zone dove l'ho colpita con le mia punture. È visibilmente provato, e sembra far fatica a muoversi. Che sia il mio veleno? credo sia l'unica spiegazione possibile, quindi sono effettivamente in grado di emettere veleno, proprio come un insetto della famiglia degli apidi.

Le mie azioni istintive di prima mi hanno portato a perdere un arma non di poco conto, dato che non sembrano voler ricrescere. Dovrò quindi stare quindi molto attento a giocarmi le prossime mosse con saggezza, e guardando alla mia destra trovo immediatamente una possibile soluzione.

Vedo quella che sembra essere stata una vetrina a specchio, e in essa si rispecchia il mio aspetto, che finalmente riesco a vedere per intero.

Sulla mia schiena sono apparse delle ali da insetto, e verso il basso, come a continuare la mia colonna vertebrale, spunta un grosso pungiglione. "Ottimo quindi ho un arma in più rispetto a quanto pensassi", penso instintivamente.

Il mio volto invece è ora coperto dalla fronte agli occhi da quella che sembra quasi una maschera. La pelle lì è di un colore marroncino, e gli occhi che avevo visto prima sono ora rimpiazzati da altri due ancora più grandi, di un lucente color oro. Oltre quello, sulla somma del mio capo sono apparse due lunghe antenne. Si, non c'è dubbio, sono in tutto e per tutto, un Bumblebee.

Le ali mi sono servite prima per schivare velocemente quella lancia in volo, ma ora potrei usarle per scappare. Cercando di trovare contatto con qualcosa che il mio corpo non ha mai avuto fino a poco fa, mi sforzo di usare queste ali, come a esplorare le zone nervose della mia schiena alla ricerca di questa nuova estensione del mio corpo, e effettivamente riesco ad attivare le mie ali con relativa facilità, sollevandomi lentamente in volo.

*

Senza una metà mi sono impegnato per allontanarmi il più possibile da quelle creature. Volare mi viene particolarmente naturale, come se lo avessi sempre fatto, questo mi consente di rilassarmi un attimo e di osservare ciò che mi circonda. È una città, immersa in un costante filtro di rosso. mi sembra di aver letto un cartello con una scritta che recita ''pentagram city'' o qualcosa del genere. Che io sappia, negli Stati Uniti non è mai esistita una città con questo nome, e ciò aumenta la mia preoccupazione. Dovrei scendere, cercare di parlare con qualcuno, ma onestamente credo di avere non poca paura. Ho potuto constatare che le creature qui sotto non sono amichevoli, almeno non quelle che ho incontrato fino ad ora. Questo mio pensiero si interrompe nel momento in cui percepisco un forte spostamento d'aria dietro di me, e prima che possa girarmi una lancia in volo mi trafigge un ala, facendomi precipitare.

In un istante passo dalla tranquilla planata che stavo facendo ad una caduta totalmente fuori dal mio controllo. Senza avere il tempo di guardare in basso atterro violentemente sulla cima di un edificio. Atterro su un pannello di vetro, che frantumandosi alleggerisce il peso della mia caduta, pur procurandomi qualche ferita dovuta ai vetri rotti.

Guardando la creatura che mi ha colpito non ho dubbi. Dalle pustole arancioni sul suo corpo capisco che è la stessa creatura di prima, ma ciò non mi rassicura, perchè è visibilmente molto arrabbiata, e il fatto che sia riuscita a volare fin qui può significare solo 2 cose. La prima è che è così arrabbiato per il trattamento che gli ho riservato che potrebbe averlo reso un avversario mortale per la rabbia, oppure il mio veleno non è così efficace come sembra. O forse il momento di massimo effetto si concentra solo nei primi minuti dopo l'iniezione, ma non è il momento di porsi queste domande.

È un avversario, uno solo. Devo almeno provarci.

Mi alzo di scatto, nello stesso momento in cui la creatura atterra a pochi metri da me, furiosa più che mai, ma nella sua rabbia e nei suoi grugniti è lì, ferma a guardarmi.

Mi guardo intorno, non vedo nessun altro, siamo solo io e lui in questo momento, e devo cogliere l'occasione prima che ne arrivino altri.

Presa una posizione stabile, per la prima volta da quando sono arrivato qui, apro la bocca per parlare.



 « Non so chi tu sia, e non so dove mi trovo. Inoltre ricordo a malapena chi sono, ma una cosa è certa, da quel poco che percepisco non ho mai avuto la necessità di agire come ho fatto con te poco fa, quindi apri bene le orecchie. Anche se dovessi riuscire a uccidermi, sappi che non te la renderò facile » detto questo, mi metto in una posizione di guardia improvvisata.



Nessuna risposta, non vocale almeno. Inizia ad avvicinarsi a me, ma prima che possa prendere la rincorsa lo carico. Avendo un'ala danneggiata non potrò puntare alla sua testa come ho fatto prima. Le creature sono alte, e senza la capacità di sfruttare l'aria per muovermi velocemente non sarò in grado di puntare direttamente nelle loro parti alte, anche perchè la mia scarsa altezza di 1 metro e 72 non aiuta. Ma questo non è un problema. Facendo leva sulla nostra differenza di altezza mi fiondo con forza sulle sue gambe, facendolo cadere all'indietro.

Senza perdere tempo conficco la mano sinistra nella sua gamba, ottenendo in risposta un terrificante urlo da parte della creatura. Non riesco a comprendere se sia di rabbia o di dolore, ma non mi fermerò qui. Più velocemente che posso estraggo i pungiglioni dalle sua carni, per poi colpirlo di nuovo un po' più su, ricevendo in risposta altri urli che ora sono accompagnati anche da forti convulsioni. Lo faccio di nuovo, e ancora, e ancora, finchè quando vedo che è visibilmente incapace di muoversi mi alzo. Le pustole arancioni iniziano a diffondersi anche sulla sua gamba destra, ma non volendo rischiare di fare un'altra mossa azzardata mi rifiuto di sottovalutarlo, e girando su me stesso mi getto su di lui, dirigendo il pungiglione sulla mia schiena dritto sul suo busto. La risposta che ricevo è la più violenta che ho visto fino ad ora. L'urlo questa volta è davvero assordante, al punto da farmi male alle orecchie, ma non contento avvicina anche una mano alla mia testa, afferrandomi un antenna insieme ad una ciocca di capelli. Senza avere il tempo di contrattaccare, tira con forza, strappandomi un antenna. La sensazione che seguì fu particolare. Ho provato un dolore inimmaginabile, come se si estendesse dalla mia testa nel resto del corpo. Un dolore che non dimenticherò mai, ma che tuttavia, è durato solo un istante, senza neanche darmi il tempo di urlare, ma solo di ricordarlo, di imprimerlo nella mia memoria così da non dimenticarmelo più.

Prima di permettergli di fare altro, sferro un pugno verso gli occhi della creatura, conficcandogli i pungiglioni direttamente negli occhi. La mia mossa si rivela vincente, perchè la creatura non risponde più, e l'ultima cosa che mi ricoderò di lui è il dolore che mi ha inflitto strappandomi un antenna.

Giro su me stesso allontandomi dal corpo della creatura. Girando la testa confermo quanto pensato. È morto, non si muove più e sul suo busto non sono presenti le stesse pustole che ho visto nelle altre zone colpite. Quello che vedo sembrano delle crepe arancioni, simili ai capillari rotti sulla pelle. Sono molte estese ed è palese come tra i miei colpi sia stato quello più decisivo. Evidentemente Il mio pungiglione posteriore emette un veleno più potente, o forse semplicemente una quantità maggiore.

Devo prendere nota. Non conosco bene questo corpo, ma in questo momento, è l'unica arma che ho.

Mi alzo, e dai vetri per terra noto una cosa, sono tornato come prima. Le antenne sono sparite, così come gli occhi da insetto che coprivano il mio volto. Inoltre noto che il mio corpo non presenta nessuna ferita, neanche una cicarice, il che è molto strano nonostante tutto.  La cosa però non mi solleva, perchè dal riflesso sul vetro riesco a vedere che c'è qualcosa in cielo, dei piccoli oggetti in movimento, e infatti voltandomi noto 5 di quelle creature, probabilmente le stesse di prima, in procinto di atterrare sull'edificio.

Ora è finita, stavolta per davvero. Il mio corpo ha rinfoderato le armi, e per quanto mi sforzi non riuscirò a ritrasformarmi, non senza sapere come si fa. Non posso volare, e non posso combattere, nè tantomeno scappare.

Le 5 creature si avvicinano, armate di lancia. Indietreggio solo per trovarmi dopo pochi passi a meno di un metro dalla fine dell'edificio. Potrei buttarmi, così da non dargli la soddisfazione di avermi preso per potermi privare personalmente della vita. Si, è la cosa migliore.

Sono rassegnato, ma al contempo in qualche modo soddisfatto. Ho combatto in un luogo che non conoscevo, con un corpo che non ricordavo essere mio, contro una creatura che avrei pensato fosse fuori discussione contrastare, ma l'ho fatto.

Faccio per lasciarmi andare e cadere all'indietro, ma una lacrima mi solca il volto. Vorrei non finisse così, vorrei poter capire da dove vengo, come sono finito qui. Vorrei riavere la mia vita, combattere ancora. Si, non posso rassegnarmi, eppure nel guardarmi intorno per cercare una possibile via di fuga non veno nulla che possa aiutarmi.

Guardo di nuovo le creature avanzare, e in quel momento, qualcosa accade.



 « Sta giù! » Dice energicamente una voce femminile in lontananza



I miei sensi si riattivano, in risposta ad un forte spostamento d'aria proveniente dalle mie spalle, facendo muovere il mio corpo, che scivola immediatamente a terra. In quel'istante sento 3 spari, e 2 delle 5 creature davanti ai miei occhi cadono a terra. Da qui seguono un'altra serie colpi, finchè tutte le creature non cadono a terra, senza vita.

Mi giro, ma non vedo nessuno. Solo sforzandomi riesco a vedere sopra i miei occhi che su un edificio più alto davanti a me si alza una figura. è troppo lontana per poterla distinguere, ma sembra imbracciare un fucile, ed è vagamente femminile.

La vedo riporre velocemente l'arma per poi buttarsi, non dopo aver spiegato due enormi ali bianche.

Vedendola avvicinarsi mi accorgo di altri dettagli. Il suo corpo è prevalentemente verde. Indossa un vestito nero, simile a quello che definiremo un'uniforme da soldato, ma non è questo un dettaglio importante. La figura scende avvicinandomi a me sempre di più, planando nella mia direzione con la stessa grazia di una danzatrice. Sembra quasi un angelo. Si, potrei letteralmente definirla il mio angelo custode, dopotutto mi ha appena salvato la vita.

Atterra vicino a me, e mi guarda, scrutandomi profondamente dalla testa ai piedi con una sguardo tanto serio quanto curioso, per poi spostarlo verso una delle creature senza vita, ossia quella separata dal gruppo, quella che ho ucciso io.

Riportando lo sguardo verso di me, alza il mento, stringendo gli occhi color smeraldo le cui pupille cambiano velocemente dimensione, come a volermi scavare nell'anima.

La sua pelle è verde, come i suoi occhi, e i suoi capelli sono neri come la pece.

Il suo vestito lascia completamente scoperte le braccia, le quali non sembrano umane, non del tutto almeno.

Va avanti per una decina di secondi, guardandomi con uno sguardo curioso, che dopo pochi secondi diventa un sorriso divertito. Dopo di ciò, si decide a parlare.



 « Interessante. Far fuori uno di quelli è difficile per chiunque, almeno che tu non sia un overlord ovviamente, e senza offesa, non mi sembra che tu lo sia »

Non capendo cosa voglia dire mi limito ad ascoltarla

 « Far fuori un angelo è difficile per chiunque, sopratutto a mani nude. Almeno che tu non abbia uno di questi si intende »

Dicendo ciò mi indica il fucile che porta sulle spalle. È di colore nero, ma è decorato con delle incisioni in argento che sembrano quasi brillare di luce propria.

 « Tutto mi sarei aspettata, ma non di vedere ciò che ho visto poco fa »

Sorride nuovamente divertita, prima di continuare

 « Ancor meno da un mio simile.  Un fottuto demone insetto! »

Detto questo, mi porge la mano

 « Mi chiamo Mantis »
   
 
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