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Autore: AlbAM    02/08/2022    7 recensioni
Alba e Azaele finalmente si sono ritrovati e la loro storia sembra filare a gonfie vele. Ma la vita non è mai semplice e i problemi sono sempre dietro l'angolo, soprattutto se il protagonista è un diavolo innamorato e talmente sbadato da rischiare di provocare una nuova "Grande Guerra" tra Inferno e Paradiso. Ma che diavolo avrà combinato stavolta Azaele?
La scombinata banda di Demoni e Angeli di Un diavolo a Roma è tornata più in forma e incasinata che mai!
Genere: Azione, Commedia, Dark | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 10

Farewell Arianna!



Alba aprì la porta e si ritrovò di fronte Aurora, Safet e un demone mingherlino tutto nero, con due occhi gialli da gatto e un ciuffetto bianco sulla fronte.

Osservò stupita il ciuffetto bianco del demone e domandò «Ma non sarai mica Merlino?»

Il demone sorrise e le strizzò un occhio.

«Ma che significa? Cioè tu sei… così?»

Safet intervenne «Forse è meglio rimandare a dopo le spiegazioni sull'aspetto di Myrddinx e cercare di risolvere il problema Arianna

«Oh, si. Certo. Entrate!» rispose Alba facendosi da parte senza riuscire a staccare gli occhi da Merlino.

Entrarono tutti in cucina, dove li aspettavano Michele, Azaele e Sael, chiusi in un imbarazzato silenzio. Safet lanciò un'occhiata severa a suo figlio che abbassò lo sguardo a disagio.

«Arianna è ancora barricata in camera sua?» domandò Aurora.

«Si, non vuole parlarmi, l'ultima cosa che ha detto è che non uscirà dalla sua stanza finché non ce ne saremo andati tutti! Non si fida più neanche di me!» spiegò Alba.

«Ora provo a parlarle. Quanto a voi ragazzi... o ve ne andate o vi rendete invisibili!» Disse Aurora rivolgendosi a tutte le creature soprannaturali presenti.

«Siamo già, invisibili agli umani…» borbottò Azaele.

«Ops, scusate! Dimentico sempre che posso vedervi anche quando siete invisibili!» Sorrise la professoressa.


#


Arianna piangeva silenziosamente barricata dentro la sua camera.

Non riusciva a credere a quello che aveva appena scoperto. Azaele, Michele e Sael non erano umani. Alba lo aveva sempre saputo e non le aveva detto nulla.

Come aveva potuto mentirle su una cosa del genere!

Si sentiva profondamente tradita. Chi era veramente quella persona che aveva considerato la sua migliore amica per più di quindici anni?

«Arianna!» Chiamò Aurora bussando delicatamente alla porta. «Sono Aurora, apri per favore. Sono andati via tutti»

La ragazza sobbalzò, poi si avvicinò alla porta e chiese «Anche Alba?»

«No, lei è qui con me! Vorrebbe parlarti»

«NO!» Gridò Arianna. «Non voglio vederla. Dille di andarsene!»

Aurora sospirò e si rivolse ad Alba. «Temo che se non mi lasci sola con lei, questa storia non si chiuderà tanto facilmente».

"Volevo proteggerla e invece ho finito per distruggere la nostra amicizia» constatò Alba rattristata.

Aurora cercò di consolarla. «Ma no, è solo spaventata e confusa! Vedrai che alla fine si risolverà tutto!»

«Non credo. Conosco bene Arianna, quando decide di chiudere con qualcuno non torna indietro! Come con Ariel, malgrado lui si sia scusato per il suo comportamento e stia cercando di migliorare il suo carattere, lei si è rifiutata di concedergli un seconda possibilità. Come pensi che potrà mai perdonarmi per non averle detto la verità su di me e su Azaele e i suoi amici? L'ho terrorizzata e delusa allo stesso tempo!»

«Alba, non essere troppo severa con te stessa, hai saputo la verità su di te e su Azaele da nemmeno tre mesi, anche tu avevi necessità di metabolizzare la notizia!» Rispose Aurora.

«Alba, vattene o giuro che chiamo un fottuto esorcista pur di costringerti a lasciare questa casa!» Gridò Arianna dall'altra parte della porta.

Alba lanciò un ultimo sguardo sconfitto ad Aurora, percorse il corridoio piangendo silenziosamente e lasciò l'appartamento seguita da Azaele mortificato e avvilito per quanto era successo. Merlino li osservò incerto se seguirli, poi decise che era giusto lasciar loro un po' di privacy.


#


«Se n'è andata. Arianna, puoi aprire la porta!» disse Aurora. Passò qualche istante e poi senti una chiave girare nella toppa. Arianna sporse leggermente il viso gonfio di pianto e domandò titubante. «Sono davvero andati via, tutti?»

«Si, sono andati via tutti, puoi uscire".

«No, ti prego entra tu e aiutami a portare via i bagagli. Non voglio stare un minuto di più in questa casa!»

Aurora si irritò un po'. Va bene che Arianna aveva tutte le ragioni di essere spaventata e arrabbiata, ma almeno un piccolo sforzo nei confronti di Alba, che in fondo era l'unica a non aver fatto nulla di stupido, avrebbe potuto farlo.

«Arianna, io capisco che tu sia spaventata e arrabbiata, ma Alba è la tua migliore amica da anni, non credi che dovresti darle la possibilità di spiegarsi?»

«Cosa c'è da spiegare? È una bugiarda e ha portato le bestie di Satana in casa mia!» rispose Arianna con una nota lievemente isterica nella voce.

Safet che era lì a fianco, invisibile ad Arianna, stava per esprimere un commento sarcastico. Un'occhiata di Aurora lo fermò in tempo, ci mancava solo che si rendesse visibile per sbaglio!

«Credo che tu in questo momento sia ancora troppo spaventata per esprimere un giudizio oggettivo su quanto è successo, non prendere decisioni definitive di cui potresti pentirti!» disse la professoressa nella speranza di far ragionare Arianna, ma lei non rispose. Si caricò uno zaino sulle spalle, tirò su un trolley che neanche con la più buona volontà avrebbe mai superato il controllo del bagaglio a mano della Ryanair e uscì frettolosamente dalla camera. Tutto ciò che desiderava era lasciarsi alle spalle al più presto quell'appartamento che era stato la sua casa per dieci anni.

Aurora prese l'altro trolley e la seguì rinunciando a discutere. Era inutile, la ragazza non era minimamente disposta ad ascoltarla.

Safet decise di non accompagnarle. Aurora non aveva bisogno del suo aiuto e poi era più urgente occuparsi di quei due beoti di Michele e Sael. Raggiunse la cucina e si fermò sulla soglia a osservare la situazione. Merlino era intento a mangiare biscotti appollaiato sulla dispensa, suo figlio e Michele sedevano ai lati opposti del tavolo senza riuscire a guardarsi. Safet scambiò un breve sguardo con Merlino che scosse la testa rispondendo silenziosamente alla sua domanda.

L'anziano supervisore si rivolse al figlio e sentenziò. «Hai dieci secondi, per chiedere a Michele di seguirti in camera vostra e scusarti per il tuo comportamento. Esattamente il tempo che mi ci vuole per varcare la soglia di questa stanza, girare intorno al tavolo, raggiungerti e riempirti la faccia di ceffoni. Sono stato abbastanza chiaro?»

Merlino scoppiò in una risata silenziosa, Michele sorrise divertito e Sael si alzò di colpo borbottando. «Uh... bè… cioè…»

«Cinque secondi» scandì Safet.

Sael guardò Michele implorante e pigolò. «Vieni?»

L'angelo si alzò e indicando la porta della cucina lo invitò ad uscire. «Prego, ti seguo!»

Il demone si precipitò fuori dalla cucina seguito da Michele.

Safet e Merlino rimasero soli. «Ragazzo, ho bisogno di un favore!» disse Safet.

Su uno dei vetri della cucina apparve la risposta infuocata del piccolo demone.

«Sono a sua disposizione, Lord Safet!»

#


Azaele e Alba passeggiavano lungo la via che portava a casa di Arianna.

Alba era affranta e non riusciva a smettere di piangere. Azaele avrebbe voluto aiutarla, consolarla in qualche modo, ma temeva di peggiorare solo la situazione, così si limitava a tenerle un braccio intorno alle spalle. Alla fine si sedettero su un panchina. Un gruppetto di cinghiali passò loro davanti in perfetta fila indiana.

Uno dei cinghiali, ancora abbastanza giovane, si girò all'improvviso per osservarli, abbandonò il piccolo branco e si avvicinò incuriosito ad annusare Alba. L'occhiata letteralmente infuocata di Azaele gli fece capire che non era aria. Il cinghialetto sobbalzò e grufolando spaventato raggiunse i suoi amici che si erano fermati ad aspettarlo per poi ripartire tutti insieme. Il cinghialetto lanciò un ultimo sguardo ad Alba e poi sparì dietro i cespugli di un parchetto per i bimbi poco più avanti.

Azaele sospirò «Mi dispiace tanto, è tutta colpa mia!»

«No, non è colpa tua. È colpa della situazione. Come si fa a dire alla propria migliore amica, hey sono una strega e il mio ragazzo è un demone infernale, ma non preoccuparti è tutto sotto controllo!» Lo consolò Alba. «Non mi avrebbe mai creduto e prima o poi lo avrebbe scoperto e reagito nello stesso modo. Arianna in fondo è fatta così, così come si fa prendere dai grandi entusiasmi sa anche lasciarsi tutto alle spalle senza voltarsi indietro. A volte mi chiedo come sia stato possibile che siamo rimaste amiche per tutti questi anni!»

«Non essere così severa con lei, mi ha visto in versione infernale e piuttosto incazzato! Non ero certo un bel vedere!»

Alba sorrise e gli strinse una mano tra le sue. «È solo la dimostrazione che non capisce nulla di uomini. Sei molto bello anche quando sei nero come la pece e con gli occhi rossi!»

Azaele si ricordò dell'Alba di vent'anni che quattrocento anni prima lo aveva trovato molto bello e si commosse. La strinse a sé e la baciò.

«Ciao ragazzi! Che fate?» Domandò Eowynziel atterrando davanti a loro.

I due giovani si staccarono di colpo e Azaele rispose un po' irritato. «Secondo te?»

«Ihihih» ridacchiò la demone un po' imbarazzata. «Ma non intendevo il bacio! Intendevo in generale!»

«Niente di che!» rispose Azaele, Eowynziel era simpatica ma anche un po' svampita, era meglio non aprirsi troppo con lei.

«Oh, che strano! Io pensavo che vi steste preparando a difendere il vostro bambino. Ho sentito che Akenet vuole farlo rapire subito dopo che sarà nato!» Disse Eowynziel sbattendo gli occhioni azzurri.

Alba si girò verso Azaele e domandò allarmata. «Chi è Akenet?»

«Un enorme problema!» Rispose Azaele sudando freddo.

«È l'Arcidiavolo Responsabile del Nono girone. È tanto bello!» rispose Eowynziel arrossendo un po'.

«Peccato che abbia il vizio di dare fuoco ai suoi sottoposti completamente a caso!» Commentò irritato Sakmeel, atterrando al fianco di Eowinzyel.

«Bé, ma poi li guarisce subito, al contrario di Zamesh!» disse la demone tremando leggermente al ricordo di una brutta avventura con il suo antico superiore.

Sakmeel si avvicinò e le accarezzò una guancia. «Zamesh è un sadico bastardo, non è nemmeno paragonabile ad Akenet. Ma tu non devi temerlo più ormai, sono secoli che sei passata sotto la supervisione di Safet!»

«Oh sì. Lui è un Supervisore adorabile!» Affermò Eowynziel con convinzione.

«Ragazzi scusate, ma come avete saputo di Akenet?» Domandò Azaele tornando all'argomento principale.

«Lo sanno tutti Aza, c'è stata una riunione degli Arcidiavoli! Lo sapresti anche tu se ogni tanto ti facessi un giro per l'Inferno anziché limitarti a consegnare le anime a Caronte e scappare via!» Lo sgridò Sakmeel.

«Safet lo sa?» domandò Alba che aveva molta fiducia nel padre di Sael.

«Immagino di si. Poco fa ha mandato Merlino a dirmi che vuole organizzare un incontro tra tutti quelli che possono essere considerati vostri amici»

«Per quando lo ha organizzato?» domandò Azaele un po' rasserenato nello scoprire che il suo supervisore oltre a sgridarlo, aveva finalmente cominciato ad agire in suo favore.

«Ancora non lo so, ma stasera ha invitato me e Eowynziel a casa della sua compagna umana, forse non vuole riuniore subito tutti insieme per evitare che la voce di una nostra eventuale alleanza arrivi ai colleghi sbagliati».

«La sua compagna è quella simpatica vecchietta di nome Aurora?» Domandò allegramente Eowynziel.

«Aurora ha solo sessantaquattro anni, se ti sente parlare di lei come di una simpatica vecchietta, ti sbrana!» commentò Azaele alzando gli occhi al cielo.

«Sessantaquattro sono pochi? Io non ci capisco molto dell'età degli umani!» rispose la demone perplessa.

«Safet era a casa nostra, almeno fino a pochi minuti fa, ma non ci ha ancora detto nulla» considerò Alba. «È anche vero che dopo il casino che è successo con Arianna e il modo in cui ci ha cacciato da casa, non abbiamo avuto modo di parlare».

«Avete litigato?» domandò Eowynziel.

«Si. Purtroppo ha anche deciso di andare via prima del previsto!» rispose tristemente Alba.

Eowynziel si illuminò. «Oh, ma allora Adel può venire ad abitare con voi, stamattina l'ho incontrata e mi ha detto che cercava casa. Mi sembrava molto in ansia a riguardo!»

«Adel? Ma parli di una demone piccolina di statura, con una veste nera? Credo che l'abbiamo conosciuta un paio di giorni fa».

«Siii, è simpatica vero? Lavorava con me e Sael millenni fa, mi ha detto che è stata trasferita da poco ai ritiri esterni… Che ne pensi. Può venire ad abitare con voi?» Domandò ancora la demone speranzosa.

«Tra l'altro chissà che fine ha fatto? É sparita senza neanche salutare!» si chiese Alba.

«Forse si è imbarazzata per il vostro litigio, sai è molto timida! Mica è come me che non capisco mai bene le situazioni!” Rise Eowynziel, irritando Azaele. Tanto per non smentirsi la fidanzata di Sakmeel non si era minimamente resa conto della sua mancanza di delicatezza nel proporre ad Alba di sostituire Arianna con Adel. Stava per sgridarla quando Alba lo precedette. «Ma si. Possiamo provare a invitarla per fare due chiacchiere e conoscerci meglio, anche a me è sembrata simpatica e poi chissà, magari leghiamo pure. Una nuova amica potrebbe essermi un po' d'aiuto in questo periodo così difficile».

«Allora appena la vedo gliene parlo!» Rispose Eowynziel soddisfatta.

Azaele non commentò, non voleva contraddire Alba, ma dentro di sé non gli sembrava una gran bella idea condividere l'appartamento con una demone quasi sconosciuta.

Il suo carattere ottimista però alla fine ebbe la meglio, in fondo Adel era una demonietta simpatica e un po' timida, che pericolo avrebbe mai potuto esserci nel darle la stanza di Arianna?


#


Aurora parcheggiò nell'unico posto libero rimasto davanti alla Stazione Termini.

«Wow, incredibile!» Commentò ammirata Arianna.

«Sono le capitas!»

«Le cosa?»

«Prolungamenti energetici che ti permettono di metterti in connessione con l'Universo affinché questo soddisfi i tuoi bisogni!»

«Ah!» Rispose Arianna che essendo una tipa molto pratica, faceva fatica a seguire discorsi troppo filosofici.

«Arianna, sei proprio sicura di volertene andare così? Senza nemmeno un chiarimento con Alba? Lei ti vuole bene e in fondo voleva solo proteggerti» Domandò Aurora cambiando argomento.

Arianna sbuffò. «Proteggermi dagli stessi mostri con cui mi ha fatto convivere negli ultimi tre mesi? Sai una cosa, io non capisco come fai a stare così calma, cioè ti rendi conto che se Sael è una specie di demonio, anche suo padre deve esserlo?»

«Non solo me ne rendo conto, ma lo so benissimo! Sarò anche ultrasessantenne, ma non sono mica cretina!» si lasciò sfuggire Aurora irritata dal comportamento di Arianna.

«Cioè, stai veramente dicendo che hai sempre saputo di andare a letto con un demonio?» Esclamò la ragazza esterrefatta.

Aurora perse la pazienza. «Senti Arianna… Primo, non ti facevo così bigotta, secondo, meglio con un demonio come Safet che con certi imbecilli che ti sei portata a letto tu!»

Arianna non seppe come controbattere anche perché sugli imbecilli che si era portata a letto recentemente purtroppo non poteva darle torto. Ma in fondo non importava neanche più, se ne stava andando da Roma e presto si sarebbe lasciata alle spalle tutta quella storia. Scese dalla macchina seguita da Aurora e dopo aver insistito che non aveva bisogno di alcun aiuto si avviò velocemente verso la Stazione trascinando velocemente i due trolley.

La professoressa si sentì in colpa per essere stata così dura, ma l'atteggiamento della ragazza era stato così irritante che alla fine non era riuscita ad evitare di scattare in quel modo.

Un frullare di ali al suo fianco attirò la sua attenzione.

Era Ariel. Atterrato al suo fianco osservò Arianna entrare in stazione e uscire per sempre dalla sua vita.

«Non provi neanche a parlarle?» Domandò Aurora che l'aveva riconosciuto.

«No, non ce n'è motivo, sono stato io stesso a contribuire a questa partenza. In fondo è molto meglio così, soprattutto ora» sospirò lui.

«Che vuoi dire?» Domandò la professoressa.

Ariel riteneva degna di stima la compagna umana di Safet, ma vista la sua profonda amicizia con Alba e Azaele preferì glissare sul fatto che la sera prima, quando aveva aiutato Arianna a scivolare in un sonno profondo, ne aveva approfittato per dare una “spintarella” in più alla sua decisione di partire.

«Intendo dire che grazie alla sventatezza di quell'imbecille di Azaele rischiamo uno scontro tra Angeli e Demoni, per cui è meglio che Arianna sia lontana da qui quando succederà! Non credi?»

Aurora lo guardò stupefatta e preoccupata. «Allora lo sai?»

«Sono un angelo e ieri sera sono stato a casa di Alba e Azaele, pensi che non mi accorga se un'umana ha dentro di sé una nuova vita?»

Ariel si rese conto del turbamento di Aurora. «Non preoccuparti, per ora lo terrò per me. Ho già commesso abbastanza errori nei confronti di Azaele, questa volta voglio provare a dare fiducia a quel piccolo stronzo, magari lui e la sua ragazza finiscono solo per mettere al mondo una bambina deliziosa!»

«Vedo che la tua considerazione nei confronti di Azaele è molto migliorata!» rispose sarcastica Aurora.

«Sto lavorando su me stesso, ma per i miracoli devo ancora attrezzarmi!» Rispose Ariel strappando un sorriso ad Aurora. «Per lo meno la frequentazione di Azaele ti ha instillato un'inaspettata capacità di fare dell'autoironia»

Ariel le rivolse uno sguardo un po' obliquo.

«Perché hai parlato di una bambina?» domandò la professoressa.

«È solo una speranza. Non credo proprio che il mondo sia pronto per un altro Azaele!» Rispose Ariel con un sogghigno.

«Capisco. A proposito, cosa ci facevi ieri a casa di Alba e Azaele?» domandò ancora Aurora.

Ariel la scrutò divertito. «Sei una che non molla l'osso, eh? Proprio come Safet, ho l'impressione che non sia un caso che tu sia la sua compagna!»

«Non lo sai Ariel? Niente è mai per caso! » ridacchiò Aurora imitando il tono grave di Safet.

   
 
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