Serie TV > Star Trek
Segui la storia  |       
Autore: michaelgosling    21/09/2024    0 recensioni
Tre amiche appassionate una di Harry Potter, una di Star Trek e una della Disney in seguito ad un incidente vengono catapultate ognuna in uno di questi universi, ma non di quello di cui sono fan.
Proveranno ad usare quello che sanno della storia per renderla migliore? O le loro azioni porteranno ad un finale peggiore? La loro presenza influenzerà queste storie molto più di quanto immaginano, perché una sola persona può cambiare tutto.
[Fandom Variabile: il Fandom in cui verrà pubblicata la storia dipenderà dall'ambientazione dell'ultimo capitolo pubblicato. Sarà comunque possibile trovare la storia anche negli altri due Fandom nella categoria Crossover]
Genere: Avventura, Fantasy, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, Slash, FemSlash | Personaggi: Nuovo Personaggio
Note: Cross-over, Movieverse | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
 <<  
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A






LONTANO, OLTRE LE STELLE – CAPITOLO 23

 

 

 

 

 

 

 

L'ultimo ricordo che aveva era di trovarsi in plancia spaventata a morte per la situazione di pericolo in cui l'Enterprise si trovava, ma ora, mentre si sfregava gli occhi con la mano, si sentiva ben più riposata e comoda. Di certo non si trovava più lì.

 

Il primo che riconobbe fu McCoy, il suo sguardo e il suo volto era tornato sereno come un tempo, e non come il sottospecie di demonio che era stato l'ultima volta che l'aveva visto. Alla sua sinistra c'era Kirk, anche lui composto e rilassato come al solito. C'era anche Spock, che però se ne stava leggermente più distante dai due.

 

Io e Spock siamo riusciti a salvare l'Enterprise e tutto l'equipaggio?

O siamo morti nel tentativo e questo è il Paradiso?

No, non può essere il Paradiso questo.

Mancano due persone.. senza non può esserlo.

 

“Buongiorno.” disse McCoy con un sorriso.

 

“Cosa.. cosa è successo? L'Enterprise--”

 

“E' salva.” rispose prontamente Kirk “..per merito tuo e del signor Spock.”

 

“Non appena l'Enterprise si è allontanata dall'orbita del pianeta, l'intero equipaggio è tornato in sé. Ancora poco tempo, e saremmo morti tutti.”

 

“Quello che pensavamo fosse uno strato nebuloso, si trattava in realtà di un organismo senziente, ben consapevole di quello che stava facendo. Tramite le analisi effetuate abbiamo scoperto che si nutre di un batterio invisibile presente sulla pelle degli esseri umani e per nutrirsi di esso ha influenzato il sistema nervoso passando dalla pelle dell'equipaggio.” spiegò Spock.

 

“I primi sintomi sono stati dei mal di testa ai quali non abbiamo prestato la giusta attenzione perché non sembravano essere così gravi. In seguito, questo essere riusciva a renderci sempre più frustrati ed irritati, spingendoci a tirare fuori il peggio di noi.” continuò McCoy.

 

“Nella seconda fase ci si sentiva tristi e depressi, fino a sfociare nel pianto in alcuni casi, e nel mentre uscivano fuori i sentimenti più profondi e nascosti di ciascuno di noi.” continuò Kirk.

 

Arielle spostò lo sguardo su Spock e vide che aveva abbassato il viso, allontanandosi impercettibilmente da Kirk. Ormai aveva imparato a conoscerlo come un amico d'infanzia, e sebbene lui svolgesse un ottimo lavoro nel reprimere le emozioni, lei riusciva comunque a leggergliele quando erano intense, e in questo caso la sua tristezza lo era.

 

E le si spezzò il cuore.

 

“Sono.. sono sicura che in questa fase sia capitato di dire anche cose che non si pensano davvero.. no?” tentò senza neanche pensarci, il dolore che stava provando Spock iniziò a contagiare anche lei, come se in parte fosse suo.

 

“No, signorina Marchand.” tagliò subito corto Spock “..le mie analisi sono molto chiare.” guardò con la coda dell'occhio Kirk, il quale non si accorse di nulla “..in quella fase, viene detto ciò che realmente si pensa. Non è un'opinione. E' un dato di fatto.”

 

Ad Arielle sembrò che le mancasse la terra sotto i piedi, il che non aveva assolutamente senso considerando che era seduta su un letto.

 

Kirk però parve accorgersi che qualcosa non andava, forse dal tono usato da Spock. Arielle lesse nei suoi occhi il dubbio e l'insicurezza.

 

“Va tutto bene, signor Spock?” chiese, voltandosi verso il suo Primo Ufficiale.

 

“Certamente, capitano.” rispose il vulcaniano senza battere ciglio, quando in realtà era esatto l'opposto. Arielle sapeva che Spock aveva già mentito in passato e l'avrebbe fatto anche in futuro, ma si chiese se mai, nell'arco della sua lunga vita, avrebbe mai detto una bugia più grande di questa.

 

“Non ho detto o fatto qualcosa di imbarazzante voglio sperare.” tentò nuovamente Kirk, sorridendo.

 

“Nulla di cui valga la pena parlare.”

 

E lì, in quel preciso momento, Arielle fu certa che qualcosa si era rotto tra Kirk e Spock, e la parte peggiore era che Jim ancora doveva rendersene conto.

 

“...e nella terza e ultima fase..” continuò Bones, completamente ignaro di tutto “..perdavamo tutti la testa e diventavamo violenti gli uni con gli altri, completamente incapaci di fare altrimenti.”

 

Arielle rifletté per un attimo elaborando quello che aveva sentito, poi chiese quello che si stava chiedendo da molto tempo, fin da quando lei e Spock cercavano di salvare la situazione “..ma allora.. perché.. io non ne ho subito gli effetti? Neanche il signor Spock li ha subiti, ma lui è vulcaniano, e il suo sistema nervoso funziona diversamente rispetto al nostro. Ma io.. io sono umana.. avrei dovuto soccombere anche io..?”

 

Bones le sorrise, come se non stesse aspettando che quella domanda “..la tua vitiligine. E' stata la tua vitiligine a renderti immune.”

 

Arielle rimase a bocca aperta. Letteralmente e metaforicamente “..ma..come?”

 

“Il batterio di cui l'essere si nutriva cresce grazie alla pigmentazione della pelle, e tu, avendo la vitiligine, hai zone della pelle non pigmentate, rendendo l'effetto della creatura meno potente e, come abbiamo visto, inefficace.” spiegò Bones.

 

“Se non avessi avuto la vitiligine, saresti caduta vittima della creatura proprio come tutti gli altri, e io da solo non sarei riuscito a portare l'Enterprise lontano.” continuò Spock.

 

“Se non fosse stato per la tua vitiligine, saremmo tutti morti in questo momento. La tua vitiligine ci ha salvati tutti.”

 

 

 

 

 

 

 

 

*

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando fu rimessa dall'Infermeria, ritornò nel suo alloggio carica di pensieri. Pensieri sulla sua partenza sempre più vicina per la Flotta Stellare e l'addio all'Enterprise, pensieri su Jim e Spock e su come temesse che il loro rapporto non sarebbe mai più stato lo stesso a causa sua e soprattutto pensieri sulla sua vitiligine, quella vitiligine che aveva odiato per tutta la vita e a cui ora doveva tutto.

 

Si guardò allo specchio a lungo, concentrandosi sulle chiazze non pigmentate della pelle. Abbassò poi lo sguardo per toccarsi le mani, e quando rialzò lo sguardo trovò qualcun altro nello specchio: Yvonne e Nolwenn.

 

Apparivano bambine nell'immagine, proprio com'erano il giorno in cui si erano conosciute.

 

“Mi piacciono le tue macchie.” le disse Yvonne, sorridendo timidamente come faceva sempre quando era bambina, i capelli spettinati come non mai.

 

“Ti rendono speciale.” aggiunse Nolwenn, dondolando e tenendo le braccia dietro la schiena, il viso costellato di lentiggini e brufoli.

 

Poi le loro immagini sparirono. E rimasero solo Arielle e la sua vitiligine.

 

 

 

 

 

 

 

 

*

 

 

 

 

 

 

 

 

“Dottor McCoy..”

 

“Arielle, come mai già qui? Ti senti bene? Hai ancora qualche giramento di testa?”

 

“Non sono qui per quello.” posò lo sguardo sulla scrivania di Bones, sopra la quale c'era ancora la fiala blu che l'avrebbe resa normale.

 

Bones sospirò “..l'astronave Hesting sarà qui a breve nel giro di un paio d'ore per accompagnarti sulla Terra, ma c'è ancora tempo per dartela. Se iniziamo la procedura adesso quando saranno qui la vitiligine sarà già sparita del tutto.” il medico sembrava rassegnato e sebbene fosse disposto a farlo, Arielle sentiva dalla sua voce quanto sperasse di non doverlo fare.

 

“A tal proposito.. penso.. penso che mi terrò la mia vitiligine ancora per un po'..”

 

Sul volto di McCoy parve un enorme sorriso.

 

“..potrebbe tornarmi utile, nel caso mi imbattessi in altri esseri attratti dalla pelle umana.” spiegò frettolosamente Arielle, come se volesse disperatamente trovare una ragione intelligente e sensata per quella decisione a cui lei stessa non stava davvero credendo.

 

“Naturalmente..” concordò McCoy.

 

“E poi.. farò sempre in tempo a togliermela in futuro, no?”

 

“Certo.”

 

Arielle annuì e fece per uscire, ma poi Bones parlò di nuovo “..sono fiero di te, Arielle.”

 

Lei sorrise quasi forzatamente “..perché non voglio eliminare una condizione della pelle?”

 

“..perché sei cresciuta.”

 

 

 

 

 

 

 

 

*

 

 

 

 

 

 

 

 

“Capitano Kirk a Arielle Marchand.”

 

Lei se ne stava seduta sul suo letto, con le mani strette in pugno e dopo tanto tempo, con abiti civili. Nervosa come non mai.

 

“Qui Arielle.”

 

“Recati in Sala Teletrasporto Quattro. E' ora.”

 

Lo era davvero.

 

Diede un'ultima occhiata al suo alloggio, chiedendosi anche del serpente e di che fine avesse fatto dato che non lo vedeva da un po'. Lanciò un bacio con la mano alla stanza e uscì.

 

Una volta fuori, trovò l'intero equipaggio ad aspettarla, retti e dritti ai lati uno accanto all'altro come dei militari, che continuavano per tutta la strada che avrebbe dovuto fare per raggiungere la Sala Teletrasporto. Alcuni mantenevano lo sguardo fisso, ma molti la guardavano. Alcuni sorridevano e altri annuivano con orgoglio. Ed altri ancora le guardavano le macchie, ma in modo diverso. Lei stessa non sapeva spiegarlo, ma per la prima volta avere così tante persone che le guardavano quelle chiazze non la fece sentire sporca o triste o giudicata. Si ritrovò a sorridere senza neanche accorgersene.

 

Infine, appena prima di entrate nella Sala Teletrasporto, trovò Scotty, Uhura, Chekov e Sulu. Anche loro se ne stavano dritti e sorridenti e sembravano doversi trattenere dall'abbracciarla, ma i loro occhi erano così colmi di orgoglio e affetto che Arielle si sentì come se l'avessero stretta in un unico abbraccio.

 

Dentro la stanza, trovò Spock, Kirk, McCoy e un quarto uomo dai capelli grigi e gli occhi chiari. Sembrava forte e imponente, ma il suo sguardo era gentile. Aveva una uniforme molto simile a quella di Kirk, ma aveva ben più medaglie su di essa.

 

“Arielle, questo è l'Ammiraglio Hosborn dell'astronave Hesting. Sarà lui ad accompagnarti sulla Terra.” spiegò Kirk.

 

“Ammiraglio.” mormorò lei quasi timorosa, facendo un breve inchino in segno di rispetto.

 

“Ho sentito grandi cose su di lei, signorina Marchand. Non abbiate timore. Sono a vostra completa disposizione, per qualsiasi cosa abbiate bisogno. Seguitemi pure.”

 

L'uomo le porse la mano, ma prima di prenderla, Arielle si voltò nuovamente verso i tre principali responsabili della sua crescita, sempre se una crescita ci era stata. Sentì di dover dire loro mille cose, ma non riuscì a dirne mezza. Soprattutto a Spock.. aveva provato a parlare con lui in privato per cercare di tranquillizzarlo su quanto era successo con Jim e per cercare di sistemare le cose, ma da quella missione non era stata in grado di beccarlo da solo, e parlarne davanti a qualcun altro avrebbe peggiorato le cose. Probabilmente era stato tutto calcolato da Spock, era da lui fare qualcosa del genere.

 

“Grazie, per tutto. Voi non avete idea di quanto quello che avete fatto abbia significato per me. Quanto voi significate per me.”

 

Sentiva i suoi occhi inumidirsi, pronti al pianto. Si sentì una stupida, ma voi vide che anche gli occhi di Kirk e Bones si fecero più umidi d'un tratto. Spock annuì con la testa, e sebbene i suoi occhi non si inumidirono come gli altri, si fecero carichi di emozioni, fin troppo per un vulcaniano.

 

Infine si voltò, prese la mano dell'ammiraglio e lui la accompagnò poco più avanti per essere teletrasportati sulla sua astronave.

 

“Energia.” ordinò Kirk.

 

E Arielle lasciò l'Enterprise..

 

per arrivare coraggiosamente là, dove non era mai giunta prima.







 

Note dell'Autrice: siamo giunti alla conclusione del primo libro, ma non temete! Ho ideato questa storia per essere una saga vera e propria e durare almeno sette libri. Mi prenderò una piccola pausa anche perché ci vuole uno stacco tra un libro e un altro. Quando pubblicherò il primo capitolo del seguito manderò un messaggio privato a chiunque abbia messo la storia tra i seguiti/preferiti/ricordate e a chiunque abbia lasciato almeno una recensione con il link al secondo libro. Un enorme grazie e abbraccio a chiunque abbia letto e/o apprezzato questo primo libro, che paragonato al resto della storia è solo un prologo! Ci vediamo presto!
  
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Serie TV > Star Trek / Vai alla pagina dell'autore: michaelgosling