TI AMO, OSCAR
André Grandier, personaggio dai nobili sentimenti, gentile, generoso. Innamorato della bellissima Oscar, che però sembra non nutrire per lui che un affetto fraterno, lei che é stata allevata come un uomo e che ha sempre – almeno in apparenza -rifiutato la sua vera natura…
Soffre in silenzio, André ma sa, come solo chi ama può sapere, leggere nel cuore di Oscar come nessun altro saprebbe fare…
“Sono un uomo, André”, mi ripeti. La tua spada colpisce con forza l’impugnatura della mia, che sfuggendomi di mano cade a terra con un tonfo sordo.
“Sono un uomo. E come tale intendo vivere. Non tornerò sulla mia decisione. È chiaro??”
Io non rispondo. Non saprei trovare le parole. Non in questo momento, per te, così difficile e delicato.
So che ami il conte di Fersen. Che scoprirlo ti ha sconvolta, incrinando tutte le tue certezze.
È come se una breccia si fosse aperta nella corazza che ti sei costruita fin da bambina. Mia dolce Oscar. Costretta da tuo padre a vivere come un ragazzo, soffocando la tua natura femminile in divise militari attillate e sgargianti. Negandola, mentre ti sottoponevi a un rigido addestramento. Grazie alla tua costanza e a una determinazione senza pari, sei riuscita a diventare il più temuto spadaccino di Francia. Il capitano delle Guardie Reali.
A chi ti ha osservata dall’esterno, persino alla regina Maria Antonietta – tua affezionata amica – sei sempre sembrata sicura di te. Dritta per la tua strada. Letale e inflessibile come la lama di una spada. Felice nel guidare i tuoi uomini. Nel trascorrere con loro il tempo libero, tra una missione e l’altra.
Eppure…
Io ti sono accanto da sempre, fin da quando eravamo bambini. Sei la persona che conosco meglio. A me non puoi nascondere nulla. Neppure se lo vuoi.
So che la tua vita non ti appartiene davvero. Perché tu sei una donna, Oscar. E lo sarai sempre. Non importa quanti titoli militari ti vengano conferiti. Non importa quanto tu cerchi, con forza, di negarlo.
Tu sei una donna. E dovresti vivere come tale. Anche se adesso ti sembra di non desiderarlo, o non vuoi nemmeno sentirne parlare.
Fersen ti ha spezzato il cuore. Con un rifiuto gentile. Ma pur sempre un rifiuto. Ha spezzato il meraviglioso, nobile cuore di donna che ti batte nel petto.
Lo ha fatto senza colpa, Oscar. Perché il suo cuore batte per un’altra. E sui sentimenti… nessuno di noi ha alcun controllo.
E tuttavia tu adesso soffri, e il tuo cuore piange lacrime amare. Come mai prima d’ora.
Senza una parola, rinfoderi la spada. Non mi degni di uno sguardo. Ti limiti a voltarti e a rientrare in casa.
Nello stesso momento, dal cielo oscurato di nubi, comincia a cadere una fitta pioggia.
Io rimango fuori. Da solo. E all’improvviso anche i miei occhi sono umidi. Non per la pioggia, che si riversa su di me senza che io quasi ci faccia caso. Ma di lacrime, che cerco di trattenere.
Ma vorrei tanto piangere, però, Oscar. Piangere per te. Per il muro che ti sei costruita attorno per non dover soffrire.
Quel muro che adesso è fragile e sul punto di crollare.
Vorrei tanto richiamarti. Farti voltare. Correrti incontro. Stringerti a me. Baciarti. Dirti finalmente tutto ciò che provo per te.
Ma soprattutto… pregarti di accettare la tua vera natura.
Perché una rosa non sarà mai un lillà. E noi siamo ciò che siamo. Nonostante tutti gli sforzi che, a volte, facciamo per negarlo.
Tu sei una donna, Oscar. E io… io ti amo.
FINE


