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Autore: LadyOfMischief    27/10/2024    2 recensioni
Dopo gli eventi di Crait le misteriose connessioni tra Rey e Ben continuano, nonostante la morte di Snoke, nessuno dei due è in grado di controllarle e diventano sempre più intense. Ignorarsi non porterà a nulla, i due dovranno imparare a fidarsi l'uno dell'altra per imparare a controllare quel legame e confrontarsi su ciò che è successo tra loro esplorando i propri sentimenti.
Genere: Angst, Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Ben Solo/Kylo Ren, Kylo Ren, Rey
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
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Le visioni continuavano a tormentare il sonno di Ben rendendogli ancora più difficile dormire, tanto che il più delle volte si sforzava di restare sveglio assumendo dosi spropositate di caf, consapevole del fatto che la troppa caffeina avrebbe potuto avere delle serie ripercussioni. C'erano notti in cui il sonno aveva la meglio sul suo corpo stanco e le visioni tornavano a tormentarlo, come se queste giacessero ai margini della propria mente in attesa di fargli visita, mostrandogli scenari diversi che, però, portavano sempre allo stesso esito: la morte di Rey per mano sua.

 

La creatura scheletrica sedeva sull'imponente trono di pietra sfoggiando un inquietante ghigno privo di denti nel momento in cui il suo nuovo apprendista emerse dalle ombre brandendo una spada a doppia lama – entrambe instabili – color cremisi, tuttavia il particolare che catturò immediatamente l'attenzione di Ben fu l'impugnatura dall'aria fin troppo familiare, seppur completamente nera e avvolta da una fascia di tessuto rosso scuro proprio nel punto in cui si era spezzata…
La consapevolezza che l'apprendista incappucciato fosse in realtà Rey lo investì in pieno come le scariche di fulmini con cui il suo maestro era solito punirlo, un tipo di dolore che aveva imparato a sopportare fisicamente ma che emotivamente gli lasciava sempre nuove ferite. La possibilità che anche Rey potesse aver subìto lo stesso trattamento, o altre forme di torture, per essere spronata a cedere all'oscurità gli fece provare un odio ancor più viscerale per la creatura che aveva di fronte, poteva sopportare di essere umiliato, torturato e manipolato da Snoke ma non poteva tollerare il fatto che potesse aver fatto del male a Rey, come aveva già fatto in passato proprio sotto il suo sguardo. In quell’occasione aveva dovuto far ricorso a tutto il suo autocontrollo per non uccidere immediatamente il suo maestro e assistere al dolore inflitto alla Jedi, ma Ben sapeva di dover attendere il momento opportuno per tradirlo e porre fine alla sua vita.
L'unico ostacolo che impediva a Ben di richiamare a sé la sua spada, che giaceva sui gradini del trono, era il fatto che – per ragioni misteriose – non fosse in grado di ricorrere alla Forza né percepirla; era come trovarsi all'interno di una bolla silenziosa che lo isolava da ogni altra cosa, una sensazione che non aveva mai provato prima e che lo terrorizzava. Fino a quel momento non si era mai reso conto di quanto la Forza fosse una parte di sé piuttosto che potere da controllare e sfruttare o che fosse – come la definiva da ragazzino – una maledizione.
Per la prima volta in vita sua, Ben si sentiva completamente impotente e – letteralmente – con le mani legate, incatenato ai piedi del massiccio trono mentre Rey avanzava lentamente verso di lui impugnando ancora la spada attiva. Il bagliore cremisi delle lame le illuminavano parzialmente il volto mettendo in risalto gli occhi color ambra, un tratto tipico dei Sith di cui Ben aveva soltanto sentito parlare nei racconti di suo zio Luke; persino lui non aveva mai sviluppato quel tratto, nonostante si fosse lasciato alle spalle la luce e il suo passato per servire Snoke e il Lato Oscuro, macchiandosi di crimini di cui ora si pentiva. Il suo maestro l'aveva sempre considerato debole e lo metteva costantemente alla prova per testare i suoi limiti, ma persino la prova finale che prevedeva l'omicidio di suo padre non aveva dato l'esito che si aspettava Snoke e quel gesto aveva alimentato ulteriormente il conflitto interiore che lo aveva accompagnato dalla notte in cui il tempio di Luke era stato distrutto.
Quali atti orrendi aveva commesso Rey che le avevano conferito il tratto distintivo degli ormai estinti Sith? A quali ricatti o torture aveva fatto ricorso Snoke per costringerla a servire la sua causa e voltarsi al Lato Oscuro? Rey era una delle persone più forti ed altruiste che Ben avesse mai conosciuto, non avrebbe mai ceduto facilmente e, soprattutto, non avrebbe mai fatto del male a nessuno, a meno che non si trovasse alle strette. Inoltre, i Jedi non attaccavano mai per primi né coloro che erano disarmati, i Sith, o chiunque altro fosse affiliato al Lato Oscuro, non esitavano a colpire per primi e a far del male agli indifesi.
Rey si fermò a pochi centimetri da lui, inaspettatamente disattivò la spada laser e si accovacciò.

“Avevi ragione, Ren” dichiarò Rey, sfiorandogli il mento con un dito,  con una freddezza tale che non le apparteneva “Mi serviva un Maestro”

Ben rimase in silenzio, evitando di incontrare il suo sguardo ormai privo di qualunque emozione.

“Cosa c’è?” chiese lei cambiando completamente tono, come se improvvisamente fosse divertita da quella situazione “Adesso che sono esattamente come te, come volevi tu, non sono più degna del tuo sguardo?”

“Non era questo che volevo…”

“E allora cos’era che volevi davvero? Perché mi hai offerto un posto al tuo fianco se non volevi che diventassi come te?”

 



Il suono acuto degli allarmi destò Ben dal suo sonno, cosa di cui fu grato perché sapeva che, in un modo o nell’altro, quel sogno avrebbe portato sempre allo stesso finale.
Qualunque cosa stesse accadendo in quel momento almeno gli avrebbe fornito un’ottima distrazione dal sogno che aveva appena fatto, inoltre non confidava nelle capacità militari del Generale Hux poiché da quando c’era lui al comando si era verificato già un caso di diserzione e in più occasioni aveva dispiegato più truppe del necessario in situazioni che non lo richiedevano. Il più delle volte il Generale era interessato unicamente a fare sfoggio della loro potenza militare e della loro flotta – sprecando tempo e risorse fondamentali – anziché occuparsi di questioni più importanti.
Senza ulteriori indugi Ben si alzò dal letto e infilò gli stivali alla svelta, dal momento che non si era neppure preso la briga di cambiarsi poiché dormire non rientrava nei suoi piani. In circostanze diverse avrebbe indossato il mantello e la maschera, per darsi un tono più autoritario, ma quella era una potenziale situazione d’emergenza e il suo aspetto era l’ultimo dei suoi problemi.
Il turboascensore che conduceva direttamente alla plancia dello Star Destroyer sembrò impiegare più tempo del solito, o forse era soltanto una sensazione dettata dall’impazienza di voler scoprire quanto prima cosa stesse accadendo. Quasi l’universo volesse assecondare la volontà di Ben, il boato distante di un’esplosione echeggiò nel corridoio, indicando che qualcosa aveva colpito gli scudi deflettori della nave: si trattava, dunque, di un attacco.
Fino a quel momento la Resistenza si era limitata a sabotaggi, dirottamenti di navi da carico e furti, ma non c’era mai stato alcun attacco da parte loro poiché non disponevano neppure dei mezzi per farlo, almeno stando alle informazioni in suo possesso. Possibile che quelle informazioni fossero incorrette o poco recenti? Una delle prime cose che aveva fatto in qualità di nuovo Leader Supremo era stato di ordinare di monitorare incessantemente ogni attività collegata alla Resistenza, inclusi i rifornimenti effettuati nei luoghi più remoti dell’Orlo Esterno, e fino a quel momento nulla aveva suggerito che fossero entrati in possesso di nuove navi.  C’era decisamente qualcosa di strano dietro quella faccenda, nessuno poteva procurarsi delle navi – neppure in quantità ridotta – in tempi così brevi e senza disporre di una notevole quantità di crediti, cosa di cui la Resistenza era a corto.
La porta del turboascensore finalmente si aprì e Ben vi entrò, era determinato a fare luce su quell’attacco e il modo migliore per farlo era neutralizzare le navi nemiche per catturare i piloti, al fine di poter ricavare le informazioni direttamente da loro. Non sarebbe stata certamente la prima volta, aveva già avuto a che fare in passato con quel pilota insolente che aveva affidato la mappa al droide e, per quanto avesse opposto resistenza, alla fine aveva ottenuto le informazioni di cui aveva bisogno. 

Una volta raggiunta la plancia Ben fu accolto si trovò ad assistere ad una scena in cui il Generale Hux sbraitava ordini agli ufficiali

“ABBATTETE OGNI SINGOLA NAVE!”

“S-signore quei caccia sono fuori portata, sono troppo veloci per le nostre armi” annunciò un giovane ufficiale.

“Inviate una squadriglia allora, e assicuratevi che nessuno riesca a fuggire” il messaggio del generale Hux era chiaro: niente sopravvissuti.

“Non così in fretta Generale” intervenne Ben sforzandosi di celare la propria irritazione nei confronti del generale, che, chiaramente, stava cercando di scavalcare la sua posizione “Portatemi quei piloti vivi, non possiamo farci sfuggire l’occasione di ottenere nuove informazioni”

“Molto bene” contrariamente a lui, il generale non si sforzò minimamente di mascherare la propria irritazione “Procedete con il raggio traente e inviate due squadre di assaltatori all’hangar principale, voglio quei delinquenti in manette prima che possano anche solo pensare di reagire”

 


 


Una fila composta da una decina di piloti in manette fu scortata all’area delle celle dagli assaltatori, dove Ben li stava attendendo.
Per esperienza sapeva che usare le maniere forti non portava ad alcun risultato, anzi, portava soltanto ad una maggiore ostilità e, pertanto, aveva deciso di provare con un approccio più diplomatico.

“Fermi” ordinò agli assaltatori, che eseguirono l’ordine con una certa titubanza.

“Oggi è il vostro giorno fortunato, se collaborerete e mi direte ciò che voglio sapere, allora sarete liberi di andare” dichiarò rivolgendosi ai piloti.

“Ah, ma davvero? Quanta generosità!” quel commento non poteva che provenire dall’unico pilota che avesse mai avuto il coraggio di rivolgersi a lui in maniera insolente: Poe Dameron.

 

In circostanze diverse, il primo istinto di Ben sarebbe stato di usare la Forza per farlo tacere per poi rimetterlo in riga, ricordandogli della sua posizione da prigioniero ma questa volta non sarebbe andata così. 


“Sei libero di rifiutare l’offerta e trascorrere del tempo in cella” replicò Ben “Ognuno di voi è libero di agire come meglio crede, tutto ciò che voglio sapere è chi vi sta aiutando”

“Così potrai ucciderli?” chiese sfacciatamente il pilota.

“Offrirò loro una scelta, esattamente come la sto offrendo a voi” un mormorio si levò tra i prigionieri, chiaramente diffidenti e convinti che quella fosse soltanto un inganno per ottenere le informazioni per poi venir meno alla parola data.

Prima che qualcuno potesse formulare una risposta, il generale Hux irruppe nell’area di detenzione con passo veloce e con un’aria piuttosto infastidita – più del solito –

“Leader Supremo devo informarla che abbiamo degli ospiti…inattesi



Spazio Autrice:

Innanzitutto vorrei scusarmi con i lettori che hanno seguito questa storia fin dall'inizio, quella che doveva essere soltanto una piccola pausa si è trasformata poi in un congelamento indefinito per tutta una serie di cose con cui starò nemmeno ad annoiarvi perché i problemi, purtroppo, esistono per chiunque.
Non so ancora con quanta frequenza riuscirò ad aggiornare, ma sono più che decisa a portare al termine sia questa storia che Second Chances e spero di poterci riuscire entro la fine dell'anno.


 
   
 
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