Storie originali > Soprannaturale > Licantropi
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Autore: paiton    16/12/2024    0 recensioni
Ho iniziato questa storia in "favole", poi ho pensato fosse meglio inserirla nella sezione sovrannaturale e infine ho scoperto questa sotto-sezione: "Licantropi". Nel racconto breve non ci sono licantropi ma il loro contrario, Uomini Mannari: verrà descritto in brevi scene, a metà tra sovrannaturale e realtà, la battaglia tra i lupi e gli uomini, una sfida ad armi impari che sottolinea la grandezza dello spirito dei lupi. La storia verrà scritta e aggiornata solamente nelle notti di Luna Piena, una volta ogni ventinove giorni.
Genere: Azione, Introspettivo, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Appena si sveglia dal sogno entra nella notte gelida, un vento inquieto soffia contro l’ultimo rigagnolo d’acqua che si getta dall’alto di una cascata ghiacciata, mentre Argo corre nella foresta, il suo cuore pulsa come un tamburo, le zampe battono il terreno come se volesse prendere il volo.

Il branco rivale si trova davanti a lui, occhi che bruciano nella notte, Argo si lancia sugli avversari, azzanna il capo e tutti gli altri lupi per condurli così alla maledizione che lo ha tormentato.

Il cielo si oscura e un’improvvisa calma avvolge il bosco. Il vento è cessato e la foresta sta trattenendo il respiro. Argo ha già raggiunto l’obiettivo e ferma la sua foga, le orecchie drizzate, come se qualcosa di potente stesse per accadere.

Da un angolo oscuro, un'immensa figura si fa strada tra gli abeti. La sua presenza è tanto imponente da far tremare il terreno sotto ai piedi. È un lupo, ma non un lupo come gli altri. Le sue zanne sono più lunghe e i suoi occhi brillano di una luce sovrannaturale. La pelliccia, nera come la notte, sembra scolpita nella pietra. Argo rabbrividisce mentre i rivali indietreggiano impauriti.

“Chi... chi sei?” balbetta col respiro affannoso.

La figura si avvicina lentamente, l’eco della sua voce rimbomba tra gli alberi.

“Mi chiamo Fenris ricordi?” si ripresenta con una voce che sembra provenire da tutte le direzioni. “Argo, credi che il tuo destino sia nelle mani dei cacciatori, dei tuoi rivali o della tua maledizione; ma ti sbagli. I veri nemici dei lupi non sono gli altri branchi, ma solo gli esseri umani.”

Argo lo guarda confuso, lottando per contenere il suo istinto di attaccare.
“Gli esseri umani...” ripete sussurrando.

Fenris abbassa la testa per avvicinarsi e un'ombra cupa oscura il suo volto. “Sì. Sanno come distruggere i lupi, non ti illudere, Argo: la tua battaglia non è contro altri lupi. La via che hai intrapreso, quella che pensi possa liberarti, è vana.La tua specie è ormai minacciata come mai prima d’ora. Una donna dai capelli d’orati ha già dato il via a una campagna per toglierci di mezzo. Ben presto, gli uomini inizieranno a cacciarci di nuovo. I cacciatori arriveranno, e questa volta non ci sarà più alcuna salvezza.”

In passato ero riuscito a convincere molti di voi a vivere al fianco degli esseri umani, col tempo le nostre sembianze si sono modificate per svolgere un lavoro o un altro e piano piano gli esseri umani si sono affezionati a noi. Noi siamo cambiati e ci hanno chiamati cani. Oggi le menti delle donne e degli uomini sono divise, abbiamo chi ci rispetta e chi ama, chi ci teme e ci odia.

Argo sentì un brivido percorrergli la schiena. La verità di quelle parole gli gelò il cuore. La sua trasformazione in uomo non lo stava solo condannando a vivere con una maledizione, ma stava minacciando tutta la sua specie. L'idea di combattere i lupi rivali ora gli sembrava insignificante di fronte a quella verità.

“Io... posso fermarli?” chiese Argo, la voce tremante.
Fenris fissò il lupo con uno sguardo penetrante, i suoi occhi ardevano come fiamme. “Non puoi fermarli da solo. Ma se lo desideri davvero, potresti affrontarli in un altro modo. Perché sai cosa hanno fatto gli esseri umani per creare la tua maledizione, vero?”

Argo annuì, ricordando quel cacciatore, il suo morso, il momento in cui tutto cambiò. "Il cacciatore... mi ha condannato."

"Non è solo lui, Argo," disse Fenris con un sorriso beffardo. "I cacciatori sono solo un'estensione di una volontà più grande e più profonda. Non hai mai pensato che il tuo stesso cambiamento potrebbe essere il risultato di un piano degli esseri umani? Ti hanno messo in gioco come una pedina. E ora, non solo i cacciatori sono i tuoi nemici, ma l'intero mondo umano sta cercando di distruggere ciò che rimane della tua specie.”

Argo si sente sopraffatto. La sua mente corre, cercando di comprendere tutto ciò che Fenris gli sta dicendo. Poi, come un lampo, un pensiero lo colpisce: non basta solo combattere i lupi rivali. Deve fermare l'avanzata dell'uomo contro la sua specie. Ma come?

“C’è una sola soluzione, Argo,” continuò Fenris, abbassando la testa in segno di rispetto. “Diventa ciò che sei destinato a essere. Un lupo che conosce la sua vera natura, che non teme di affrontare la maledizione. Combatti non solo con le zanne, ma con la mente. Fai in modo che la tua trasformazione in uomo diventi il simbolo di una nuova forza per la tua popolazione. Unisciti a chi combatte gli uomini e usa la tua maledizione come una benedizione."
Argo guardò il Dio Lupo negli occhi, sentendo una fiamma accendersi nel suo cuore. Forse non era troppo tardi. Non sarebbe stato solo un uomo mannaro. Sarebbe diventato qualcosa di più: il simbolo di una resistenza.

“Che cosa sei? Una divinità?”

“Sono quello che riesci a comprendere. L’anima? Il concetto? Me lo devi dire tu che cosa sono per te. Sono uno spirito che ha impiegato milioni di anni a formarsi, forse miliardi e non posso svanire per colpa degli stupidi esseri umani. Io sono tra loro e ho già modificato il loro sentimento nei nostri confronti, assieme al loro pensiero.”

“Grazie, Fenris” disse Argo, con voce ferma. “Ora so cosa fare. “Noi non abbiamo mai attaccato gli esseri umani.”

“Ciò che dici è vero ma loro hanno inventato storie che raccontano falsità sulla nostra presunta pericolosità.”

Il Dio Lupo scompare nella nebbia, lasciando un nuovo scopo ad Argo. Un’altra battaglia per la sopravvivenza dei lupi è iniziata.
Gli altri lupi spuntano dai cespugli, i morsi ricevuti non sono profondi: “Tutto bene Argo? Abbiamo sentito il discorso, qual è il piano?

   
 
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