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Autore: Yupa    23/03/2025    0 recensioni
Due persone separate dallo spazio e dal tempo si ritrovano in maniera inaspettata per adempiere al proprio destino o forse per opporsi a esso.
Genere: Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Mamoru sperava che in farmacia non si chiedessero a cosa gli servissero, a tarda sera, tutte quelle bende, quelle garze, e poi medicinali contro la febbre, e altri ancora che sperava bastassero a curare in qualche modo la ragazza. Ma la commessa si limitò a uno sguardo un po' storto, e poi gli comunicò il totale da pagare senza aggiungere altro. Mamoru si diceva che forse una farmacia aperta la notte vedeva entrare comunque clienti particolari e con richieste anche più particolari della sua. Mentre la commessa lo serviva notò più di una telecamera di sorveglianza che pendeva dalle pareti.
Tornando a casa con rapido passo, Mamoru continuava a interrogarsi sulla ragazza, a chiedersi da dove veniva, come mai era capitata lì, se il loro incontro fosse stato un caso. Quel viso, quel naso e quella bocca minuti, il nero intenso dei capelli, gli occhi scuri, tutto sembrava corrispondere. Ma quando, nel suo appartamento, si erano guardati chiaramente in faccia, lui aveva riconosciuto lei, o forse aveva creduto di riconoscere in lei un'ombra del passato, ma lei non aveva riconosciuto lui. Certo, forse era ancora troppo mentalmente confusa per riuscirci. Ma il punto era un altro: i tratti di lei, il suo aspetto, erano una palese incongruenza rispetto al tempo presente.
Tornato a casa, Mamoru cercò di richiamare alla mente le nozioni di pronto soccorso apprese qualche anno prima a un corso aziendale obbligatorio. In sua assenza la ragazza si era stesa sul divano, ancora febbricitante, sotto la coperta che lui le aveva dato. Chissà se era crollata per il malessere o se, al contrario, aveva riacquisito la lucidità sufficiente per stendersi. Le somministrò un potente antipiretico e poi procedette, con cura e cautela, a disinfettarle e fasciarle quelle ferite che correvano sul suo corpo. L'emergenza aiutava facilmente a superare il pudore. Nel curarla notò che le ferite, pur numerose, non dovevano essere così profonde, e si concesse un po' di ottimismo.
Restò per un'ora buona a osservarla, seduto al suo fianco, aspettando che l'antipiretico facesse effetto e continuando a tormentarsi sulla sua identità. Ora che poteva vederla bene in volto, pur ripetendosi quanto fosse impossibile, ne riconosceva via via i tratti, anche nei dettagli: la forma delle labbra, del mento, le fossette e, osservando bene alla tremula luce delle candele, soprattutto una piccola cicatrice su un sopracciglio che, Mamoru ricordava bene, lei si era fatta oltre dieci anni prima, durante una scossa di terremoto particolarmente forte, sbattendo con forza contro lo spigolo di un mobile cascante, che aveva inciso in profondità sulla sua fronte. Ricordava quanto lei avesse pianto allora, dichiarando che sarebbe rimasta sfigurata per l'eternità, per poi affermare, qualche settimana dopo, una volta guarita, che dopotutto quella piccola cicatrice non era così grave. Oltre dieci anni prima, era successo oltre dieci anni prima. Il punto era che in quegli anni il tempo era passato e lui, Mamoru era cresciuto, s'era diplomato, s'era laureato, aveva trovato lavoro, aveva cominciato a vivere da solo. Ma quella ragazza, se era davvero Minako, la sua sorella acquisita, era ancora uguale identica a com'era dieci anni prima, identica al giorno in cui era scomparsa, insieme ai loro genitori, in un incidente stradale.
   
 
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