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Autore: nachiko_nene    29/05/2025    0 recensioni
Anno 2150 - Nina è una giovane cacciatrice di taglie, ebbra di vita e determinata a riscattarsi agli occhi di una società che non ha mai riconosciuto il valore degli umani.
Nel corso di una missione nello spazio profondo, tra colpi di scena e misteri sovrannaturali, si troverà faccia a faccia con HAEIST, il famigerato e temuto comandante di un manipolo di mercenari fuorilegge.
Un incontro destinato a cambiare le sorti della galassia... e forse anche quelle di Nina.
Genere: Avventura, Romantico, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Xyiònn, Anno 2150

In un battito di ciglia Xolgos fu davanti a loro. Era sceso dalle balconata con un'agilità sorprendente per una creatura della sua stazza e ora era lì a sovrastarli in tutta la sua altezza.

«Non potevo credere alle mie orecchie quando mi hanno riferito che il mio pupillo era tornato a trovarmi.»

Lukasz si limitò a fargli un cenno con il capo, per nulla sorpreso dell’entrata in scena sopra le righe del suo vecchio comandante.

«Ne è passato di tempo. Vedo che te la passi bene circondato da servitori. A proposito, hai rischiato di perderne uno.»

«Ah sì, ho saputo.» Xolgos sembrò ripensare alla scena di poco prima e il ricordo lo fece sogghignare. «Ho visto la sua faccia mentre vi scortava fin qui… non credo rifarà lo stesso errore!»

Poi si voltò verso Nina.

«Ma guarda un po' chi abbiamo qui. Come ti chiami giovane umana?»

«Nina.» Rispose lei, ma quello che fuoriuscì dalla sua gola fu più che altro un mormorio. Xolgos le porse la mano e lei esitò un istante, colta di sorpresa da quel gesto tanto... umano.

Lui se ne accorse.

«Ti stupiresti se sapessi quanto conosco delle vostre usanze.»

«Sì ammetto… che non me l’aspettavo.» sorrise nervosamente Nina mentre cercava di stringere l’enorme mano di quella creatura nella speranza di non essere stritolata. Avvertì invece una presa estremamente delicata da parte sua.

«E dimmi mia cara, che circostanze ti hanno portato a bordo dell’Estus?»

«Di questo vorrei parlarne in privato.» intervenne Lukasz.

Xolgos emise un verso di sorpresa. 

«Oh bè, se le cose stanno così...»

Li invitò a seguirlo all'interno della struttura.

Camminarono lungo un corridoio dalle luci soffuse.

Passarono davanti a una prima stanza, visibile attraverso una parete trasparente: al suo interno, la gravità pareva del tutto assente. Figure galleggianti si muovevano con grazia nell’aria, mentre sfere luminose fluttuavano come stelle in miniatura. Nina rallentò il passo, affascinata. 

Avrebbe voluto entrarvi per provare quella leggerezza, ma non osò chiedere.

Poco più avanti, oltre la sala dei reliquiari, vi era una parete curva che rivelava all’interno un gigantesco acquario che occupava quasi l’intera stanza. Creature colorate e dalle più strane forme nuotavano tra i coralli iridescenti e masse di alghe luminose.

Quel castello sembrava infinito e pieno di meraviglie.

Finalmente arrivarono alla fine di quel corridoio e si accomodarono sulle poltrone di un'ampia sala.

«Bene, sentitevi liberi di parlare.»

Lukasz si limitò a sollevare il palmo della mano dove apparvero delle fiamme.
Il fuoco scaturiva dal suo corpo come un'estensione della sua volontà ma non lo bruciava.

Xolgos strabuzzò gli occhi impressionato.

«Non può essere…»

Si sporse in avanti per osservare da vicino quello strano fenomeno che cessò appena Lukasz chiuse il pugno in un soffio di fumo.

«Ce l’hai fatta, ragazzo» ammise, «non avrei mai creduto di vedere l’arte oscura prima di morire.»

Si massaggiò il mento pensieroso e si girò verso Nina osservandone gli stessi occhi scarlatti.

«Puoi farlo anche te?»
«Io? No no.» mentì spudoratamente davanti allo sguardo divertito di Lukasz.
«Sì, li ha anche lei» la sbugiardò subito, guadagnandosi un'occhiataccia. «ma non la convincerai mai a mostrarteli. In effetti questo è il motivo per cui ci troviamo qui. Nina sta cercando un modo per sbarazzarsene.»

La ragazza rimase senza parole. Davvero si trovavano lì per lei?

«Sarebbe un gran peccato» osservò Xolgos, «Perché mai dovrebbe volerlo?»

I due umani si scambiarono un’occhiata e infine Lukasz decise di raccontargli la storia dal principio, a partire dal loro primo incontro fino alla fuga da Dysyòpia. Parlò omettendo alcuni particolari che Nina ricordava invece molto bene e che conservava gelosamente nelle pieghe della memoria. Come quando avevano ballato insieme su Thurania o quando avevano bevuto Meduvkha durante il Carnevale.

«Una cacciatrice di taglie che diventa a sua volta una ricercata, e si unisce al nemico. Questo è davvero interessante.» Osservò aggrottando le sopracciglia. «Perdona la curiosità di un povero vecchio, ma a questo punto non posso che domandarmi cosa ti abbia spinto ad aiutarla.»

Lukasz incrociò le braccia al petto.

«È una faccenda che riguarda me e Nina.» rispose risoluto.
A quelle parole Xolgos alzò le mani in aria in segno di resa. Poi prese a giocherellare pensieroso con un ciondolo a forma di prisma triangolare che portava al collo.

«Nella sala dei reliquiari…» disse infine, «conserviamo alcuni testi antichi, scritture sacre del culto dei Grandi Spiriti. Alcuni passaggi parlano di arte oscura. Mi chiedo se la chiave per la tua risposta sia nascosta tra quei versi.»

Nina si raddrizzò sulla poltrona, facendosi subito attenta.
Un barlume di speranza si accese in lei e bastò a spazzare via ogni residuo di timore che provava verso la creatura che aveva davanti.
«La prego, Maestro,» supplicò, «mi faccia consultare quei libri.»

Un sorriso divertito curvò le labbra di Xolgos.
«Spero tu abbia sentito, Lukasz. Mi ha chiamato Maestro.» Fece un gesto teatrale con la mano indicandole il corridoio.
«Ma certo, mia cara. Sei libera di cercare le informazioni che ti servono.»

Nina si catapultò in piedi, ma non fece in tempo a muovere un passo che Lukasz la agguantò per il braccio e la tirò giù con decisione, facendola ricadere sulla poltrona accanto a lui.
«Ferma dove sei, ti ci accompagnerò dopo.»
«Hai paura che mi perda?»
«Non è per quello, sai benissimo quali erano gli accordi. Voglio tenerti d'occhio.»
«Non credevo di essere tua prigioniera.»
Lukasz assottigliò lo sguardo, evidentemente infastidito da quelle parole.
«Non lo sei. Ma io sono il tuo comandante, anche se fai finta di non ricordarlo. Perciò dovresti semplicemente obbedire invece di polemizzare sempre.»
A Nina sfuggì una smorfia seccata e si abbandonò di nuovo contro lo schienale.
«Mai visto un comandante così protettivo.» commentò Xolgos, stoccando una frecciata che fece calare il silenzio. Nina guardò Lukasz di sottecchi, curiosa di vedere la sua reazione.
L’uomo si voltò verso il maestro e gli rivolse un sorriso maligno. Poi sollevò il dito medio.
«Ah, me lo ricordo quel gesto,» esclamò Xolgos. «Tu vai a farti fottere!»
Scoppiò in una sganasciante risata che contagiò anche Nina, affascinata nel vedere qualcuno tenere testa al suo piglio da despota.

«Sai,» proseguì il vecchio, «tutto ciò che questo farabutto ingrato sa fare gliel’ho insegnato io… a parte insultare la gente, in quello era bravissimo. Ci ho messo un po', ma alla fine sono riuscito a insegnargli anche il rispetto della gerarchia. Finché questa vecchia carcassa del suo maestro avrà la forza per parlare, lui dovrà dargli retta. »

Dopo qualche attimo Nina avvertì con stupore che la presa sul suo braccio si stava allenando fino a lasciarla libera. Senza aspettare ulteriori ripensamenti sgattaiolò subito nel corridoio.

Xolgos la seguì con lo sguardo finché non scomparve oltre la soglia. Poi si voltò lentamente verso l’uomo con un’espressione diversa.

∆•••∆•••∆

 

Nina si infilò nella stanza dei reliquiari e avanzò fino alla gigantesca libreria. Riconobbe il simbolo dei grandi spiriti su alcuni spessi tomi rilegati in pelle screziata. Ne afferrò uno e lo aprì con cautela… le pagine non erano scritte in lingua umana ma in qualcosa di troppo antico per essere letto da occhi profani.

Nina sbuffò, poi sfilò dalla cintura un piccolo dispositivo, un’interfaccia portatile, collegata all’intelligenza artificiale della nave. Lo attivò e una tenue luce azzurra si proiettò davanti a lei.

Interfaccia attiva. Traduzione automatica in corso.

∆•∆•∆

Pov Lukasz 

«Mi dispiace ragazzo, non vorrei spegnere le vostre speranze, ma non credo esista una soluzione a questo tipo di problema.»

Lukasz annuì, lisciandosi la barba pensieroso.

«È ciò che immaginavo, ma dubito che Nina si darà per vinta tanto facilmente. Finché ne avrà la forza cercherà un modo per sbarazzarsi dei suoi poteri e tornare su Dystòpia.»

«Mi stai dicendo…» iniziò a parlare a bassa voce, serio in volto, «che se decidesse di tornare a casa, tu la lasceresti andare?»
Ci fu un lungo momento di silenzio e questo a Xolgos bastò.
«Ho capito.»
Afferrò la bottiglia di liquore posta al centro del tavolo e riempì fino all’orlo le due coppe.
«Bene allora: brindiamo alla tua fanciulla.»
Lukasz fissò la coppa che aveva davanti per qualche attimo, infine l’alzò.
«Non stiamo assieme.» ci tenne a precisare.
«Ah, davvero?»
«Già.»
Il vecchio capitano fece oscillare la coppa e diede un’avida sorsata al liquore facendone gocciolare la metà sul tavolo. Si pulì la bocca con il dorso della mano.

«Bè, questo è un problema più facile da risolvere.»

Lukasz fece un mezzo sorriso. Poi bevve.

Quando le parole si fecero più rade e i bicchieri ormai vuoti, Lukasz si avviò nel silenzio del corridoio, deciso a cercare Nina e a fare ritorno alla nave.

Ripercorse i suoi passi sorpassando le varie stanze, fino a raggiungere la stanza dei reliquiari. Spalancò la porta. Vuota.
Sospirò piano. Dove si era cacciata stavolta?
Proseguì il corridoio e quando passò davanti alla camera a zero gravità si bloccò. Nina era là dentro che faceva delle capriole a mezz'aria volteggiando tra le luci. Gli occhi chiusi. Si perse a osservarla sulla soglia per qualche momento.

«Vieni Dush’ka, dobbiamo andare.»

Nina udendo la sua voce si destò. Fece qualche volteggio in aria avvicinandosi alla soglia. Afferrò la mano tesa di Lukasz che, con delicatezza, la attirò verso di sé facendola posare tra le sue braccia.

«Come mi hai chiamata?» sussurrò a bassa voce la ragazza.

«Dush’ka.» ripeté lentamente lui mentre la scrutava in viso cercando di decifrare la sua espressione. «Hai trovato qualcosa di utile in quelle scritture?»

«Non mi hai mai chiamata così prima d’ora.» rifletté Nina ignorando la domanda. Manteneva lo sguardo fisso davanti a sé, e Lukasz notò che aveva gli occhi lucidi. Le luci soffuse le illuminavano il viso imbronciato dandole un aspetto ancora più giovane. Era evidente che la ricerca sull’arte oscura si era rivelata un buco nell'acqua e stava evitando l’argomento di proposito. Rimase in silenzio, accoccolata contro il suo petto.
In quel momento dovevano sembrare tutto fuorché comandante e subordinata. E ancor meno due nemici. Si chiese se lo fossero mai stati sul serio.

  
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