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Autore: Eevaa    08/06/2025    1 recensioni
•Sequel di GHOSTS /how can I move on?/•
Un mese dopo il loro vittorioso ritorno sulla Terra, Vegeta, Goku, Radish e Nappa sono costretti a ripartire per il cosmo. Un grosso mistero aleggia attorno a un pianeta lontano lontano, e un nuovo pericolo mina una serenità durata troppo poco.
«C'è chi giura di aver osservato la presenza di qualcuno... con la coda».
E sai bene cosa vuol dire. Solo che non eri pronto ad apprenderlo.
Quando tutti gli altri ti puntano gli occhi addosso, senti di affogare. Ti domandi quali altri fantasmi dovrai affrontare, questa volta.

[Post-Dragon Ball Super][No spoiler al manga]
Genere: Avventura, Introspettivo, Mistero | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, Yaoi | Personaggi: altri Saiyan, Goku, Nappa, Radish, Vegeta
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'GHOSTS SAGA'
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Disclaimer:
Questa storia non è scritta a scopo di lucro.
I personaggi usati e tutto ciò che fa parte dell'universo di Dragon Ball sono di proprietà di Akira Toriyama© e Toei Animation©.
Non concedo, in nessuna circostanza, l'autorizzazione a ripubblicare questa storia altrove, anche se con i crediti all'originale.
L'immagine di copertina è stata realizzata da Giosuè Graci.



 
- GHOSTS II -
/the great reset/


 
CAPITOLO 12
Quello che verrà poi

 


Prima di partire di nuovo per la Terra, parlate con i Saiyan. Non è facile mettere al corrente sei milioni di persone dell'accaduto, ma tanto non sei abituato alle cose facili.
Grazie all'aiuto dei tuoi alleati e di tutte le figure più importanti tra il popolo, riuscite a condividere il vostro piano d'azione, che prevede sostentamenti continui fino al ripristino e il nuovo posizionamento di Vegeta-Sei.
Dovrete fare un grosso lavoro con tutti loro: avete due mesi di tempo o poco più per ammaestrare i Saiyan e convincerli a collaborare, a lasciar da parte le politiche di conquista. Con le buone o con le cattive, dovrete impedirgli di operare come in passato. Preferiresti farlo con le buone, ovviamente, ma sai bene che le prime classi saranno ossi duri.
Non ci vuoi pensare oggi, però, che siete tutti radunati attorno a Kakaroth in cerchio, in attesa di avvertire il Ki dei vostri figli. Siete pronti per tornare a casa e domani è un altro giorno.


Ancora prima di riaprire gli occhi, puoi annusare profumo di tè verde e biscotti al cocco. I Ki attorno a te si mescolano tra loro, ma uno più di tutti è scoppiettante.
«Papààà!»
Sollevi le ciglia e ti sembra di vedere il mare. I capelli arruffati di tua figlia ti solleticano la guancia quando ti salta addosso. La prendi al volo, le sue manine ti si aggrappano alla schiena.
La abbracci così forte da strizzarla e non te ne vergogni. Ti è mancata. Ti è mancato anche Trunks, che si avvicina con un sorriso largo e ti batte una mano sulla scapola. È bello vederlo.
A parte Bulma nessuno fa caso a voi: sono tutti troppo impegnati a guardarsi attorno e salutarsi.
«Non ci posso credere, papà!» esclama Goten, esterrefatto. «Il nonno è uguale a te! Piacere di conoscerti!»
Bardack spalanca gli occhi e prova a indietreggiare, ma Goten lo abbraccia calorosamente, mentre Gohan si avvicina e si unisce a loro.
«Wow, come siete... socievoli, su questo pianeta» esala Bardack, in imbarazzo, ma Gine si fionda nell'abbraccio con un entusiasmo che riconosci.
«I miei nipotini!» trilla.
«Nonna bis?» si intromette Pan, sbucata fuori timida da dietro le gambe di Videl.
«NONNA BIS?! OH, SANTISSIMI KAIOH!» Gine quasi sviene. Si erano dimenticati di menzionare che Gohan avesse avuto una bambina. In effetti le cose da dire erano state troppe.
Con la coda dell'occhio osservi che qualcuno non è in mezzo alla folla, ma se ne sta in disparte. Chichi è appoggiata a una parete, silenziosa, con un cipiglio corrucciato. Puoi leggerle mille preoccupazioni in volto, ma lei non guarda te. Kakaroth è troppo assorbito dai suoi figli per notarla.

Tua suocera balza in mezzo e ti afferra un braccio, giuliva.
«Numi del cielo, com'è affascinante quel signore tutto tenebroso!» cinguetta, indicando tuo padre, appostato lontano in un altro angolo della stanza. «Vegeta, mi ricordi tu quando sei arrivato qui la prima volta!»
Arrossisci fino alla punta delle orecchie. Quando Miss Brief fa così non sai proprio come comportarti. Ci pensa Bra a toglierti da quel tipo di imbarazzo e immergerti in un altro. Non le avete ancora insegnato il concetto di discrezione.
«Wow... papà, ma chi è quello uguale a te, ma col naso più blutto?»
Radish e Kakaroth quasi si ribaltano all'indietro dal ridere quando Re Vegeta inizia a ringhiare, mentre Bulma vorrebbe sotterrarsi.
«Quello... beh... è tuo nonno». Ti inginocchi per poggiarla a terra e guardarla negli occhi. «Ma stagli alla larga, non è un gran simpaticone» le sussurri.
Bra si porta una mano sulla bocca e ridacchia. «Uh, ok!»

In mezzo al brusio di persone, una figura silenziosa si avvicina a voi.
«E io... sono tua nonna» mormora e si sporge verso Bra, che la guarda affascinata.
«Come sei bella!» spalanca la bocca Bra, mentre allunga una delle sue mani per toccare i lunghi capelli intrecciati di tua madre. La lascia fare e sorride con gli occhi.
Anche tuo figlio le porge una mano e si esibisce in un mezzo inchino. Fortuna che le buone maniere lui le conosca bene. «Molto piacere, Altezza... o forse dovrei chiamarti nonna? Uhhh, comunque io sono Trunks».
«Preferirei solo... Echalotte». La Regina allunga la mano e la stringe, sembra lieta.
Una luce radiosa illumina il volto di Bra, che inizia a saltellare. «Oooh, uguale a me!»
Tua madre si volta di scatto verso di te. «L'hai chiamata come me?»
«Bra Echalotte Brief» annuisci.
Potresti giurare che i suoi occhi siano lucidi, ma mantiene la sua posa regale e non si scompone. «Hai dei figli meravigliosi, Vegeta». Ti sorride, mentre Trunks prende in braccio Bra e l'accompagna a presentarle tuo fratello Tarble.

«Sarete tutti affamati! Ho preparato una montagna di riso!» esclama Miss Brief, quando il tempo delle presentazioni sembra essersi esaurito.
«Sarà sufficiente, per tutti questi Saiyan?!» si domanda il dottor Brief, grattandosi la testa.
In effetti i vostri ospiti hanno patito la fame per mesi. Forse dovreste ordinare tutto il riso della città, poter potervi sfamare tutti.
Anche se, a dirla tutta, il tuo stomaco è chiuso. Non hai voglia di sederti attorno allo stesso tavolo di tuo padre.
Anche Kakaroth sembra non volersi sedere allo stesso tavolo di sua moglie, che ancora lo sta guardando con un cipiglio tutt'altro che felice e non si è ancora presentata ai suoi suoceri.
Quando vi guardate sembrate capirvi al volo. Dovrete fare un bello sforzo, perché attorno a voi ci sono persone alle quali invece non vedete l'ora di sedervi accanto.


 


La doccia che ti concedi al termine di quella giornata è una delle più lunghe che tu abbia mai fatto. Hai trascorso le ultime settimane in astronave e, oltre ad avere l'acqua tiepida nelle docce, odi con tutto te stesso il sapone disinfettante anti-germi spaziali. Ti era mancato il bagnoschiuma di iris bianco e persino le candele vanigliate che accende sempre tua moglie. Quando chiudi il getto d'acqua, c'è talmente tanto vapore in bagno che non senti nemmeno il freddo sulle braccia.
Ti arrotoli un asciugamano bianco in vita e con una mano levi la condensa dallo specchio. Ti guardi negli occhi e ti vedi più vecchio di quando sei partito. Non sono state settimane facili e, anche se finalmente sei a casa, con la testa sei ancora sull'Agglomerato Desertico, tra tutti quei Saiyan. Tra tutti i fantasmi del tuo passato che ancora ti vorticano intorno, volente o nolente. È stato tutto così inaspettato!

«Vegeta...»
Tua moglie bussa alla porta e con un grugnito le dai il permesso di entrare. Sosta all'ingresso, appoggiata allo stipite, e ti guarda mentre per una volta nella tua vita non ti pettini i capelli all'indietro. Tre grandi ciuffi di capelli ti ricadono sulla fronte ed è da quando eri bambino che non li lasci così, perché ti sei sempre sentito ridicolo. Ora però... forse in questo modo potresti somigliare meno a tuo padre.
«Dimmi, Bulma, che c'è?» le domandi, visto che non sembra intenzionata a parlare.
Si avvicina lentamente e ti tocca con la punta delle dita quella ridicola frangia, perché coglie al volo quale sia il problema.
«Non lo perdonerai mai, vero?» mormora infatti.
Le hai parlato del tuo passato, anche se non spesso. Conosce perfettamente il rancore che nutri nei confronti di tuo padre per averti venduto a Freezer. Sa che gran parte del tuo pessimo carattere l'hai ereditato a causa sua.
«Non si è impegnato molto, per farsi perdonare».
Bulma ti sorride, ma è un sorriso amaro.
«E non lo farà» dice, e purtroppo è la verità. Non hai mai sperato il contrario. «Ma... arriverà il giorno - ed è vicino - che dovrai prendere altre serie decisioni. Tuo padre non potrà mai più essere sovrano di Vegeta-Sei, se non sarete voi a dare l'ordine che lo sia».
Ovvio che no. Il popolo ce l'ha a morte con il Re, dopo le decisioni prese sul razionamento del cibo. E voi vi siete trasformati in Super Saiyan in pubblica piazza, quindi Re Vegeta non ha più alcuna influenza sui Saiyan. Se non sarete voi a incoronarlo di nuovo pubblicamente – generando peraltro malcontento – non avrà più alcun potere. Ma... non è esattamente un male.
«Beh, forse non voglio che lo sia» sveli, con un'alzata di spalle.

Bulma si morde il labbro inferiore e inizia a torturarsi un lembo della lunga camicia da notte color petrolio.
«Vorrai esserlo tu?» chiede, la sua voce trema.
La domanda ti fa rabbrividire. È così ovvio che tutti pensino che tu voglia diventare il Re, ma la tua risposta sarà sempre soltanto una.
«No. Non voglio tornare a vivere su Vegeta-Sei. Casa mia è questa, oramai» asserisci, duramente. Gli occhi di tua moglie diventano lucidi e si volta, pur di non farsi vedere. Capisci solo in quell'istante il suo cruccio. La acchiappi per un polso e la freni. «Non dirmi che pensavi che veramente sarei andato via! Non sono più... lo sai che io-»
«Lo so... scusami. Non avrei nemmeno dovuto pensarlo» balbetta e abbassa lo sguardo, in preda ai sensi di colpa.
Di cosa, poi? La colpa è solo tua. Sei tu che le hai regalato tutte queste insicurezze, ed è una cosa che ancora fatichi a perdonarti.
Le prendi le mani e gliele accarezzi.
«No, non scusarti. Sono io che... lo so di non essere stato il migliore. So di aver commesso tanti errori, ma non vi abbandonerei mai. Mai più».
Le avevi detto che saresti rimasto anche quando vi siete sposati, e poi con Majin-Bu hai rovinato tutto. Hai fatto carte false per recuperare, poi, per farle vedere con i fatti che non saresti più andato via. Ma non si cancellano anni e anni di errori così, dal nulla. Sai che hai ancora tanto da dimostrarle, anche se ora si fida di te.

Le asciughi una lacrima col pollice e lei ti sorride di nuovo.
«Però, se tu lo volessi... beh, potremmo andare là tutti insieme. Se tu volessi prenderti il posto che ti spetta» propone.
Fermo restando che anche se lo volessi, non le chiederesti mai di abbandonare la sua vita sulla Terra, i suoi amici, il suo lavoro. La tua risposta rimane no.
«Non mi spetta. Non lo voglio. Non voglio un trono» specifichi subito, e ne sei fermamente convinto. «Ne ho abbastanza di tutte queste cose... ho vissuto sufficienti drammi per tutta la mia prima parte della vita. Ora vorrei solo... fare il guerriero, e il padre, il marito, il fratello... e l'amico» concludi. Lei e tuoi figli meritano la tua presenza costante e, ora che anche Tarble rimarrà qui con voi, vorrai recuperare tutto. Poi pensi a Kakaroth, a Radish, a Nappa. Non sai cosa vorranno fare, probabilmente gli ultimi torneranno su Vegeta-Sei, ma imparerai il Teletrasporto e non sarà difficile rimanere in contatto.
Ma tu... tu hai una casa, qui. Il tuo cuore è qui.
Bulma si commuove di nuovo, ma non si nasconde più. «Non ti ho mai sentito parlare in questo modo... forse, nonostante tutto, questi ultimi mesi ti hanno fatto bene».
Il vapore acqueo si sta disperdendo, inizi ad avere freddo, ma una nuova consapevolezza è dentro di te. Sai che Bulma ha ragione.
«Forse. A tutto quello che verrà poi... ci penseremo domani».
La baci e la trascini verso la vostra camera. Ti era mancata anche lei.


 


Le giornate trascorrono col piede sull'acceleratore. Tra il trasloco di Tarble e la sua famiglia, la spola tra Terra e Agglomerato Desertico per portare più viveri possibile, ore trascorse a cercare di apprendere il Teletrasporto – per il momento con tentativi fallimentari – e serate dense di brainstorming sul futuro di Vegeta-Sei, non ti accorgi nemmeno del tempo che passa. Ti ritrovi tutte le sere sdraiato a stella marina sul letto, privo di energie.
Tuo padre non ti parla, è sempre chiuso nella sua suite e si fa persino portare il cibo in camera da tua suocera. Non parlerai con lui e non averlo tra i piedi è persino un sollievo. Anche se, ogni giorno che passa, sopporti sempre di meno che sia sotto il tuo stesso tetto a fare la sanguisuga.
In compenso tua madre e la tua famiglia vanno molto d'accordo. Soprattutto tra lei e Bra è nata una complicità che ti scalda il cuore.
Hai trovato in Gure – la moglie di tuo fratello – una persona straordinariamente simpatica. I tuoi nipoti, Rey e Kylo, trascorrono le giornate a giocare con Bra e Pan, e Diive è riuscito a fare subito amicizia con Trunks e Goten.
Kakaroth e i suoi genitori sembrano essere sempre più in confidenza. Loro, insieme a Radish, Broly e Nappa, bazzicano così spesso la Capsule Corporation che oramai non c'è più un minuto di silenzio in casa.
A volte vorresti far fuoco e fiamme, ma sotto sotto è meglio così. Meno tempo passi da solo, meno tempo hai di pensare a quello che verrà poi.


Una sera di dieci giorni dopo però, mentre soffri di letale insonnia, un brivido ti percorre la schiena mentre stai bevendo una tazza di latte con il miele. E la tazza ti cade dalle mani quando un cretino con due valigie quasi ti casca addosso.
«SANTO KAIOH, IDIOTA CHE NON SEI ALTRO! Quante volte ti ho detto di chiamare, prima di teletrasporta-» ti interrompi e guardi meglio, provi a riflettere. Valigie? «Perché quelle
Kakaroth stringe le spalle e non ti guarda in faccia. Ha gli occhi così cupi che quasi non lo riconosci.
«Io... mi chiedevo... beh, se ci fosse una stanza qui anche per me. Radish ha già mamma e papà e onestamente non saprei dove stare».
Ti viene davvero molto facile fare due più due dopo il vostro discorso in astronave, e dopo che Chichi si è tenuta bene alla larga da tutti voi, dalla sera in cui siete tornati.
«Ma... ma certo che... Kakaroth, stai... bene?» balbetti, in imbarazzo.
Lui ti riserva uno sguardo indecifrabile.
«Non lo so?»
Gli prendi le valigie dalle mani e gli fai cenno di sedersi, poi gli versi un bicchiere di whiskey. Già che ci sei – visto che non si piange sul latte versato – ne versi uno anche a te.

«La storia del divorzio era più seria di quello che pensassi» ammette, dopo un primo sorso che lo fa rabbrividire.
«Non le hai parlato? Non le hai chiesto un confronto, un compromesso?»
«Ci ho provato ma... beh, diciamo che non ha preso bene il fatto che sto passando tanto tempo fuori casa per tutta questa storia, e quindi non ha fatto altro che alimentare la sua riluttanza nei confronti dei Saiyan. Io le ho spiegato, beh... che sono la mia famiglia anche loro. E ora hanno bisogno di aiuto. Le ho chiesto di venire con me, di stare con noi, ma non ha voluto sentire parlare di compromessi, o ragioni... forse qualcosa si era già rotto ed è troppo tardi». Kakaroth beve un altro sorso di whiskey e quasi finisce il bicchiere. Gliene versi ancora un po', giusto per gradire. Non sarà una notte facile, per lui.
Trattieni sulla punta della lingua qualche ingiuria nei confronti di Chichi e bevi a tua volta. Per quanto possa avere le sue ragioni sulle assenze di Kakaroth, trovi che sia una grandissima stronza a non voler conoscere la sua famiglia e le sue origini. Tieni per te il giudizio, anche se il tuo Ki inizia a traballare un po' troppo, e sai che non lo puoi nascondere a Kakaroth.
«Ti ha cacciato lei? O te ne sei andato?»
«Mi ha fatto trovare le valigie... e questa». Si caccia una mano nella tasca della giacchetta e ne estrae una busta in carta bollata.
Te la porge e, anche se non ci capisci niente dei termini tecnici utilizzati nel documento, il titolo è ben chiaro. “Lettera di divorzio”. Con tanto di bei paroloni come “abbandono del tetto coniugale”, “affido dei figli”, “mantenimento”, “udienza” e altre stronzate.

«Mi dispiace» mormori, sincero. Per quanto sia un grandissimo idiota, non se lo meritava. Non così, non con queste motivazioni.
«Anche a me. Più di quello che avrei pensato. Io... mi sento come se avessi dovuto perdere una famiglia per poterne riavere una» ammette. Stringe così forte il bicchiere che si formano le crepe, quindi con un grande sorso lo finisce.
«Ehi, un attimo! Forse il tuo matrimonio starà andando a puttane ma... i tuoi figli rimarranno. E anche Pan». E scegli accuratamente di omettere che “quella grandissima stronza può anche andarsene a quel paese”.
Kakaroth annuisce e guarda fisso davanti a sé. Il suo profilo è molto più duro del solito. «Credo di essere anche arrabbiato».
«Hai ragione ad esserlo».
«Cazzo, se ho ragione!» sbotta, finalmente. Non è il momento di tenersi dentro la rabbia e fare il razionale, ora. Per quello ci sarà l'udienza. «E ora puoi anche dirlo che non ti è mai piaciuta, lo sento dal tuo Ki che ti stai trattenendo».
«Ah, grazie al cielo. È una grandissima stronza! Ecco, l'ho detto» sbuffi, compiaciuto, e lui ti lancia un sorrisetto storto. Sai bene di quello che ha bisogno, ora. E non è più il whiskey. «Vuoi... vuoi combattere un po'?»
Kakaroth ti guarda come se la sua sanità mentale dipendesse da te. Poveraccio. «Lo faresti?»
Gli sorridi e ti alzi, con un pugno alzato. «Sono sempre pronto, per questo».


Lo lasci sfogare e lo lasci anche imprecare quanto vuole, mentre insieme distruggete per l'ennesima volta le rocce di quel deserto dell'Est che ha ospitato il vostro primo scontro. La luna vi abbraccia, il vento vi spinge. Fai finta di ignorare le lacrime di Kakaroth mentre combattete, perché sai che lui non vuole essere compatito.
Ma, prima di andare a letto... gli dai una spallata che sa di fratellanza. Anche se ha appena vinto lo scontro.
«Puoi restare quanto vuoi. Bulma ne sarà felice». Anche lei non ha mai sopportato Chichi, e non vedi l'ora che glielo dica.
Quella grandissima stronza!


 


Altri dieci, quindici, venti giorni trascorrono in un batter d'occhio. Oramai manca meno di un mese al ripristino delle Sfere di Polunga, e quindi di Vegeta-Sei. Più ci pensi, più ti viene la tachicardia.
Nelle ultime settimane avete destinato gran parte delle vostre energie a recuperare provviste per gli sfollati sull'Agglomerato Desertico, che finalmente sembrano essere tutti stabili e sfamati, oltre che in trepidante attesa.
Broly nel frattempo è andato a trovare suo padre nelle prigioni della Pattuglia Galattica, ed è tornato così incazzato che tu Radish, Nappa e Kakaroth avete dovuto combatterlo per ore sui ghiacciai, per farlo calmare.
I vostri allenamenti per imparare il Teletrasporto stanno finalmente dando i frutti – per quanto Kakaroth sia un maestro davvero terribile. Radish è riuscito a comparire per sbaglio dall'altra parte del pianeta, per metà piantato nella sabbia di un'isola. La metà di sopra. Dopo aver scongiurato il rischio soffocamento, si è dato alla pazza gioia al chiringuito ed è tornato a casa così ubriaco che Bardack l'ha sbattuto giù dal palazzo e si è ritrovato piantato per metà in un cassonetto dell'umido. Sempre la metà di sopra.
Nelle poche ore a disposizione che hai, ti godi il tempo con i tuoi nipotini - i figli di Tarble e Gore. Non sono forti, non sono guerrieri, ma amano sentire le tue storie sull'universo, su quando eri un mercenario.
Tuo fratello è così buono che ti si scioglie il cuore. È un po' come Kakaroth, e ti chiedi davvero cosa sarebbe accaduto se fossi stato tu a crescere su un pianeta del genere.

Goten ha preso tutto sommato bene la faccenda della separazione dei suoi genitori e, durante un pranzo in famiglia, si lascia sfuggire che secondo lui non sono mai stati troppo innamorati. Ha ragione, e il silenzio di Kakaroth a riguardo ne dà solo la conferma.
Ma è proprio quando sentono che siete tutti in vena di grandi confessioni, che Goten e Trunks lanciano la bomba. Così, proprio durante il tiramisù.
Sembrano così agitati da voler sprofondare, forse persino preoccupati dalle reazioni.
E invece i commenti di tutti sono “era ora!” “lo sapevamo da mesi” “bene, ora diteci qualcosa che non sappiamo”, “bravi, bello, auguri e figlie adottive femmine, ora però potreste passarmi lo zucchero?”
Tranne Kakaroth. Lui cade dal pero.
«Voi due... insieme?! Davvero?! Wow!» esclama, gioioso. «Urcaaaa! Vegeta, siamo parent-»
Alla parola parenti gli sferri un pugno così forte nei denti che forse gliene rompi uno.
Radish ride così tanto che quasi vomita il pranzo. «Kakaroth, lo conosci da una vita e ancora scivoli in questi errori?»
E così il coming-out di Goten e Trunks passa totalmente inosservato, proprio come dovrebbe essere di norma.


 


Dopo una sessione di allenamento – in cui sei riuscito a teletrasportarti direttamente addosso a Nappa, ribaltandolo - Kakaroth esprime il desiderio di andare a vivere su Vegeta-Sei con i suoi genitori, visto che non ha mai vissuto veramente su quel pianeta. La trovate tutti una splendida idea, così che lui possa apprendere di più la cultura Saiyan. Tanto, grazie al Teletrasporto, potrà fare la spola ogni giorno sulla Terra per stare con i suoi cari. Durante il weekend potrà tornare alla Capsule Corporation per stare con Goten, per l'affidamento. Ma tanto Goten passa più tempo con Trunks che a casa, quindi non sarà un problema.
Anche Nappa tornerà sul pianeta a vivere con Diive, nella loro vecchia casa, per ripartire esattamente dove avevano interrotto la loro vita. Broly rimarrà sulla Terra, perché non vuole stare su un pianeta dove è stato rifiutato. Radish invece vuole tenere due case, solo perché le ragazze terrestri gli piacciono di più.

«Sapete... non vedo davvero l'ora che Vegeta-Sei venga ripristinato. Quante volte ho sognato di rivedere casa mia!» ammette Radish, mentre si stiracchia alla luce di un tramonto su un verde promontorio. Siete seduti uno accanto all'altro, voi quattro come in astronave, le vostre ombre dietro di voi traballano insieme ai fili d'erba.
«Anche io» annuisce Nappa. Dopo qualche secondo si sporge verso di te, che invece continui a guardare il sole che si tuffa dietro il colle più alto. «Vegeta... sei sempre pensieroso a riguardo».
«Ancora non hai deciso cosa fare?» domanda Kakaroth.
«Se mi state ancora chiedendo se vorrò fare il regnante, vi spaccherò la faccia». Metti subito le cose in chiaro. Ne avete già parlato e non hai la benché minima intenzione di ripensarci.
Radish si raggomitola di più, abbracciandosi le ginocchia. «Abbiamo capito che non vuoi, ma qualcosa devi fare. Tuo padre-»
«Stavo pensando di dare il comando a mia madre» sganci la notizia così, di getto.
Ci hai riflettuto a lungo – talmente tanto, negli ultimi giorni, che ci hai perso pure il sonno. Pensi sia la soluzione migliore per tutti. Andare ad elezioni politiche sarebbe troppo lungo, e i Saiyan hanno ancora bisogno di una monarchia. Il Re era disprezzato, ma la Regina no, quindi è giusto che sia lei a regnare. «Lei... sarebbe un'ottima reggente».
«Non è una cattiva idea, anzi. Ma tuo padre non lo accetterà mai». Radish conosce bene quanto possa essere un osso duro il Re. E lo disprezza almeno quanto te.
«Lo so. E ho persino paura che potrebbe rivoltarsi contro la Regina. Le serviranno delle guardie del corpo fidate» spieghi. Fermo restando che, se tuo padre osasse anche solo torcere un capello a tua madre, lo uccideresti strangolandolo con la sua stessa coda.

Il sole oramai si sta nascondendo e una luce rossa frastaglia l'orizzonte di morbide colline.
Quando Nappa parla, rimani stupito. «Io ci sto. Scommetto che anche Diive vorrebbe un lavoro... lui, non è molto forte, ma si dà da fare».
Lo fissi, corrucciato. Non ti aspettavi che si sarebbe proposto. «Sei sempre stato fedele a mio padre».
«Beh... lo sarei anche adesso, se la smettesse di comportarsi come un completo stronzo dopo tutto ciò che hai fatto per lui».
Si stringe nelle spalle, mentre Radish alza le braccia al cielo in un'esultanza fanciullesca.
«Olè! Mi chiedevo quando finalmente te ne saresti reso conto anche tu!» esclama, togliendoti le parole di bocca. Ne avete discusso fin troppo spesso. L'ultima volta stavate arrivando ai litigi, su quell'astronave.
Nappa alza gli occhi al cielo. «Ragazzi, ne abbiamo già parlato, non gli davo ragione, ma-»
«Lo sappiamo» lo interrompi. «Ha fatto ciò che ha fatto perché pensava che fosse l'unica sua opportunità».
«Sbagliando, dimostrandosi un gran codardo» rimbecca Radish.
«Ma adesso? Che scusa ha?» Interviene persino Kakaroth, nuovo aspirante hater di tuo padre. Gli sono bastate poche settimane per inquadrarlo ben bene.
«Nessuna. Ed è per questo che, Vegeta, sarò dalla tua parte. Lo sono sempre stato» ti guarda e sorride sghembo. Quasi lo rivedi giovane come quando ti ha preso sotto la sua custodia. «E se ci sarà da parlare con il vecchio stronzo, sarò in prima fila a difenderti. Se pensi che la Regina potrà essere una buona regnante, la sorveglierò per te giorno e notte».

Stringi le labbra e annuisci. Quando inizi ad avvertire gli occhi pizzicare guardi altrove, laddove gli alberi si fanno più fitti e le nuvole tagliano a metà le loro punte. I macigni sulle tue spalle si fanno meno pesanti, li senti scivolare via, sostenuti da mani più grandi delle tue.
Hai oramai accettato che Nappa è un punto di riferimento, per te. Ti lascerai aiutare e non te ne vergognerai. Avete ancora tanto da sistemare, quello che verrà poi è ancora un'incognita, ma grazie a lui - grazie a loro - non porterai più il peso di tutto l'universo da solo.
Radish si getta indietro sull'erba e chiude gli occhi. «E bravo il pelatone...»
«Zitto, moccioso».




 
Continua...

Riferimenti:
-Il fatto che Bra abbia come secondo nome "Echalotte" è un mio headcanon (Echalotte è il nome che Vegeta pensa di darle in DBS, prima che Bulma decida da sola che si chiamerà Bra). E mi piace pensare che questo fosse il nome della Regina, che nella serie non è mai stato rivelato. C'è un fanmanga in cui viene chiamata "Rosicheena", ma non è ufficiale. Quindi in tutte le mie storie l'ho sempre chiamata Echalotte.
-I nomi dei figli di Tarble e Gure sono inventati (anche la loro esistenza non è canonica) e ovviamente sono una citazione a Kylo Ren e Rey di Star Wars.
-Il fatto che io scriva "whiskey" con la "e" in mezzo è una scelta consapevole e non un errore, perché in Irlanda si scrive così. In tutte le altre parti del mondo si scrive "whisky", e probabilmente l'avete sempre visto scritto così. 

ANGOLO DI GRACE:
Ehilà, gente dalla spazio!
Siamo quasi giunti alla fine, qui. Manca solo un capitolo conclusivo, ma direi che la maggior parte delle cose hanno già trovato il loro posto. Quasi. 
Non è che voglio essere cattiva sempre e per forza con Chichi, ma... dai, forse un po' voglio esserlo xD la coppia GokuxChichi non mi è mai piaciuta.
Con la questione del coming-out di Goten e Trunks spero di aver fatto un buon lavoro. Non volevo assolutamente sminuire una cosa importante ma, anzi, volevo renderla più normale di quello che purtroppo è nella nostra società.  Colgo occasione per augurare un buon Mese del Pride soprattutto a tutt* voi della comunità LGBTQIA+, ma anche agli alleati che ci supportano ogni giorno <3 vi auguro che possiate trovare dei genitori e degli amici così supportivi come Vegeta and company, qui. 
Vi aspetto settimana prossima con l'ultimissimo capitolo!
Un abbraccio,
Grace


 
 

Nel prossimo capitolo!
«E come li convincerete a unirsi al bene?» chiede Jaco, dubbioso.
«Con la forza» fai spallucce.
Jaco alza le sopracciglia. «Molto democratico».
«Sono comunque un principe, non un politico» ammicchi.
 
  
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