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Autore: Eevaa    15/06/2025    1 recensioni
•Sequel di GHOSTS /how can I move on?/•
Un mese dopo il loro vittorioso ritorno sulla Terra, Vegeta, Goku, Radish e Nappa sono costretti a ripartire per il cosmo. Un grosso mistero aleggia attorno a un pianeta lontano lontano, e un nuovo pericolo mina una serenità durata troppo poco.
«C'è chi giura di aver osservato la presenza di qualcuno... con la coda».
E sai bene cosa vuol dire. Solo che non eri pronto ad apprenderlo.
Quando tutti gli altri ti puntano gli occhi addosso, senti di affogare. Ti domandi quali altri fantasmi dovrai affrontare, questa volta.

[Post-Dragon Ball Super][No spoiler al manga]
Genere: Avventura, Introspettivo, Mistero | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, Yaoi | Personaggi: altri Saiyan, Goku, Nappa, Radish, Vegeta
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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- Questa storia fa parte della serie 'GHOSTS SAGA'
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Disclaimer:
Questa storia non è scritta a scopo di lucro.
I personaggi usati e tutto ciò che fa parte dell'universo di Dragon Ball sono di proprietà di Akira Toriyama© e Toei Animation©.
Non concedo, in nessuna circostanza, l'autorizzazione a ripubblicare questa storia altrove, anche se con i crediti all'originale.
L'immagine di copertina è stata realizzata da Giosuè Graci.



 
- GHOSTS II -
/the great reset/


 
CAPITOLO 13
Casa

 


«I Saiyan... parte della Pattuglia Galattica!?»
Gli occhi gialli di Jaco sembrano due palline da tennis, e ti guarda come se avessi proposto di mettere i Saiyan a fare le ballerine in un night club di un porto spaziale.
Siete tutti radunati intorno a un tavolo da riunioni, nella stanza più alta della sede tecnologica della Capsule Corporation. Oramai trascorrete più tempo lì che ad allenarvi, visto che manca davvero poco al ripristino di Vegeta-Sei.
«Beh, vi farebbero comodo, no? Piuttosto che averli in giro allo sbando con il crimine, meglio che stiano con voi. I guerrieri hanno bisogno di un lavoro, ora che non c'è Freezer a darglielo» spieghi l'ovvio. Ci avete riflettuto a lungo.
La principale causa di malcontento in una popolazione è sempre la disoccupazione. Ai Saiyan non importava davvero così tanto delle politiche di conquista di tuo padre, lo facevano solo per portare la pagnotta a casa. Dimostrazione era stata la grande guerra civile di Sadala e Vegeta II: le terze e le seconde classi più moderate hanno sempre subito soprusi da parte delle prime classi conquistatrici. Sarà come all'epoca, ma stavolta non darete loro l'occasione di far partire una guerra civile.
«E come li convincerete a unirsi al bene?» chiede appunto Jaco, dubbioso.
«Con la forza» fai spallucce.
Jaco alza le sopracciglia. «Molto democratico».
«Sono comunque un principe, non un politico» ammicchi. Radish accanto a te si spalma sulla sedia con una mano in faccia, pur di trattenere una risata. «E, siccome al momento ci conviene tenerli buoni nel cosmo, utilizzeremo la carta Super Saiyan per tenerli a bada».
Jaco giochicchia con l'angolo di un documento e stringe gli occhi.
«Quindi di fatto non vuoi regnare, ma comandi tu».

Radish, Kakaroth, Nappa, Bulma e Tarble – che per ora sono gli unici oltre a Jaco a sapere le tue intenzioni di cedere il posto alla Regina – sembrano rizzarsi sulle loro sedie. Sanno che è un tasto dolente per te. Forse sono preoccupati che strozzerai Jaco con le tue stesse mani.
Fortuna per lui che negli anni hai imparato a tenere a bada la rabbia, e l'aiuto della Pattuglia Galattica vi serve. Se non potrete dare ai Saiyan un lavoro sarà tutto molto più difficile, quindi ti mordi la lingua ed eviti di rispondergli male.
«Non è che comando io. Io sorveglio. Voglio che siano un popolo pacifico e che non combinino casini in giro per la Galassia. Queste sono le condizioni per ripristinare Vegeta-Sei».
Gli altri sembrano rilassarsi di nuovo. Siete tutti stanchi: oramai sono ore che siete rinchiusi qui dentro a blaterare, e il disturbo dell'attenzione di Kakaroth l'ha portato a rompere già cinque matite.
«E se dovessero ribellarsi?» domanda Jaco. Le sue preoccupazioni sono in fin dei conti legittime, ma forse dimentica con chi ha a che fare.
«Oh, non lo faranno. Non contro di me, almeno. Io e Kakaroth ci metteremmo due nanosecondi a rimetterli in riga, e questo oramai lo sanno bene. Abbiamo già dato prova della nostra forza».
Le luci al neon della sala riunioni vi pesano sulle palpebre, non vedete tutti l'ora di andare a dormire.
Jaco si gratta il mento, poi la testa, poi mugugna, poi analizza i suoi documenti. Vi tiene sulle spine, e stai valutando seriamente l'idea di mettergli le mani al collo.
Quando sputa la sua sentenza il clima si fa però meno teso.
«E va bene... daremo loro un lavoro. Ci farebbero comodo, in effetti: in queste parti del cosmo siamo sempre a corto di personale!»
L'esultanza nella sala riunioni rende quella serata improvvisamente meno pesante. Potrete dormire sonni più tranquilli, almeno, nel sapere che siete riusciti a muovere un piccolo passo avanti. La riunione più difficile è ancora da mettere in programma: prima o poi dovrete annunciare a Re e Regina le vostre intenzioni. E quella sì che sarà una catastrofe.
«Ahhh, sapevo che Paco era uno giusto!» esclama Radish, mentre finalmente vi alzate.
«MI CHIAMO JACO!»


 



«Zio Ladish! Guadda cosa ho!»
Bra salta sul divano e quasi vi fa ribaltare le tazze di caffè dalle mani. Indossa un cerchietto di brillantini colorati con il corno di un unicorno al centro, che sembra zucchero filato. Vorresti storcere il naso, ma ti sforzi di sorridere. Radish invece sembra particolarmente entusiasta.
«Ma è bellissimo, Principessa. Ne vorrei proprio uno uguale!»
«Potrei vomitare» commenti, mentre Bra ride e salta giù dal divano per zompettare di nuovo in camera sua.
Kakaroth, Bardack e Gine sono ad aiutare tua suocera a fare la spesa per tutti, come ogni mercoledì oramai, e Radish si ferma sempre a fare colazione prima degli allenamenti. State diventando bravi col Teletrasporto, ma ancora dovete migliorare quel piccolo inconveniente di comparire in testa al bersaglio.

«Quando hai intenzione di dire a tuo padre che lo estrometterai dall'incarico?» sussurra Radish, guardandosi bene intorno per accertarsi che lui non ci sia. Ma tanto è più di un mese che se ne sta rinchiuso ai piani alti nella suite. L'hai intravisto solo una volta sul balcone, ed è rientrato in camera pur di non rivolgerti nemmeno lo sguardo.
«Non lo so».
«Anzi, quando ti confronterai con lui una volta per tutte?» rimbecca Radish. È sempre stato bravo a girare il coltello nella piaga.
«Lo conosci, non otterrei niente». Ti disprezza per quello che sei diventato, e tu lo disprezzi invece per quello che ha fatto in passato. Non riuscirete mai a trovare un punto di incontro.
Radish prende un sorso del suo caffè e si scrocchia il collo. «Beh, potresti spaccargli la faccia, almeno».
«La tentazione è forte...» nascondi il naso nella tua tazza e sorridi.
Sai che prima o poi dovrete fissare quella maledetta riunione, e sai anche che sarà un dramma. Dovrai confrontarti con tuo padre nel peggiore dei modi.
Quando eravate sull'Agglomerato l'hai salvato dalla distruzione di Beerus, e nemmeno questo è bastato per fargli provare gratitudine e stima nei tuoi confronti. Se non si deciderà a collaborare dovrete farlo rinchiudere nelle prigioni della Pattuglia Galattica, magari insieme a Paragas. Scontare una pena del genere sarebbe un vero e proprio smacco.
«Lo sai che se hai bisogno di supporto, io sono pronto» dice Radish. Non glielo dici, ma gli sei davvero grato per questo. Non hai paura della reazione di tuo padre – già sai che sarà la peggiore - ma temi per la tua sanità mentale, che ancora a volte vacilla.
«Anche per spaccargli la faccia?» domandi, beffardo.
«Ovviamente» ridacchia Radish.
Detesti che quando viene a fare colazione ti rubi metà dei tuoi biscotti fatti in casa, ma oramai hai imparato a sopportarlo, solo perché quella risata asinina ti toglie altri pesi dalle spalle.

Bra ritorna di corsa con in mano un altro cerchietto brillante simile al suo, solo con due grosse orecchie da gattino color arcobaleno.
Salta sul divano e lo piazza in testa a Radish con entusiasmo. «Eeeecco! Tutto pettè!»
«Wooow!» esclama lui, divertito, poi si volta verso di te con un sorriso così largo da deformargli il volto. «Come sto?!»
«“Disturbante” è tutto ciò che mi viene da dire».
Vorresti ridere fino a vomitare tutti i biscotti che hai ingurgitato col caffè, ma ti trattieni per dignità.
«Posso farti le teccine?» domanda Bra, tirandogli i lunghi capelli.
Radish appoggia la tazza vuota sul tavolino e si volta di schiena per permetterle di mettersi all'opera. «Tutto quello che vuoi, Principessa».
«Ma sì, aggiungiamo disturbo al disturbante».


Dopo un quarto d'ora, quando Gine entra in casa e vede Radish, si ribalta dalle risate insieme a Kakaroth.
E ti risulta davvero difficile unirti a loro, quando anche Bardack entra e lascia cadere tutti i sacchetti della spesa.
«Ti disconosco come figlio. ADESSO» commenta, schifato.
Radish si alza in piedi e fa una piroetta, muovendo all'aria tutte le cinque trecce con dei fili colorati al loro interno. «Oh, andiamo! Sono meraviglioso!»
Bra batte le mani, felice del suo operato. Se tua figlia è felice, puoi anche evitare di strappare tutti i capelli dalla testa di zio Radish.


 


Quando oramai il tempo è agli sgoccioli, decidete che è giunto il momento del summit più catastrofico. Finalmente, dopo quasi due mesi, riuscite a far uscire il Re fuori dalla sua suite.
Non appena lo vedi entrare nella sala riunioni ti sale la nausea. Nemmeno ti guarda in faccia, ma non perde tempo a mostrarsi schifato verso qualunque cosa o persona lo circondi.
Ci siete tutti, attorno a quel tavolo. Persino Broly, che fino a oggi si è tenuto alla larga da tutte quelle faccende burocratiche. Bulma e Kakaroth sono seduti vicino a te per darti sostegno. Dovrai essere tu a parlare, e questo è l'ingrato compito di un principe.
La Regina sembra agitata. Non le hai anticipato niente solo per proteggerla dalla furia del Re. Speri solo che dirà di sì, o altrimenti dovrete davvero ricorrere a elezioni politiche per dare ai Saiyan una finta democrazia. Purtroppo, per come la vedi, non sono ancora pronti per questo. Le prime classi ricorrerebbero a brogli elettorali per continuare gli operati di conquista, e voi sarete costretti alle minacce fisiche per tenerli buoni. Non il futuro che speri.

«Bene. Manca una settimana al ripristino di Vegeta-Sei. Ma, come ben immaginate, le cose dovranno cambiare rispetto a com'erano prima» parli e dai così l'inizio a quella riunione.
Il Re ti degna di uno sguardo glaciale, mentre la Regina annuisce.
«Cosa dovrebbe cambiare?» chiede lui, dopo qualche secondo di incertezza. La sua voce è annoiata e già vorresti lanciargli il fermacarte di ottone che c'è sul tavolo.
«Dobbiamo giungere a un accordo. L'Impero di Freezer non esiste più, per fortuna. I Saiyan saranno liberi, sì, ma non liberi di fare tutto ciò che vorranno. Ci sono delle condizioni affinché il pianeta venga ripristinato, e abbiamo già informato i Saiyan sull'Agglomerato di questo. Niente conquiste di pianeti. Niente violenza. Siamo un popolo di guerrieri, non di mercenari. Come voleva Sadala».
E con l'ultima sentenza sai che sta per iniziare la resa dei conti.
«SADALA!? STAI SCHERZANDO?» tuo padre si scalda subito, come volevasi dimostrare. «I nostri padri hanno combattuto per questo!»
«E il pianeta Sadala è stato distrutto, siamo stati costretti a impiantarci su Plant, ribattezzandolo Vegeta-Sei e... guardate un po', è stato distrutto pure quello. Forse è il caso di spezzare il gioco, no?» fai presente. Inizi a far traballare una gamba, tua moglie ci poggia sopra una mano e la stringe. Non puoi perdere la pazienza dopo i primi due minuti di riunione.
«Però il nostro popolo ha bisogno di lotta e anche di un lavoro» fa presente tua madre, con pacatezza. Perché lei sa come porre interrogativi intelligenti.
«Ed è esattamente ciò che avranno: lotteranno come lavoro, proprio come prima. Ma saranno assunti dalla Pattuglia Galattica per sconfiggere mercenari e schiavisti del cosmo» spieghi.
Il Re scoppia in una risata sarcastica che riecheggia in tutta la sala riunioni. «Non puoi dire sul serio».
Con la coda dell'occhio osservi Radish alzare gli occhi al cielo. A giudicare dal suo Ki tutto ciò che vorrebbe dire è “non rompere i coglioni”. Cosa che pensi anche tu, per inciso.

Non ti scomponi e con noncuranza riallinei i fogli dell'ordine del giorno davanti a te. «Queste sono le condizioni affinché i Saiyan potranno vivere nella nostra Galassia».
«Se queste sono le condizioni, allora forse meglio lasciar morire i Saiyan dove sono. È un affronto. Non governerò un popolo simile» borbotta e incrocia le braccia.
«Infatti... non sarai tu a governarlo». Solo il fatto che ora gli dai del tu - e non del voi - mostra una mancanza di rispetto. Un rispetto che non provi per lui oramai da tempo.
«Lo sapevo!» ringhia e si alza in piedi per indicarti, dall'altro capo del tavolo. «Sapevo da quando ti ho visto che avresti provato a rubare il mio trono!»
Fatichi a mantenere la calma, ma ti sei allenato mentalmente per settimane a questa conversazione.
«Non ruberò proprio un bel niente, perché non sarò io a regnare».
«Ah! E chi altri lo farà?» sputa e batte una mano sul tavolo. «Quel debole di tuo fratello? O il tuo amichetto stupido di terza classe? »
Kakaroth fa per alzarsi a sua volta, ma con un gesto della mano gli fai cenno di rimanere seduto. Dopo che gli ha risposto per le righe in astronave, tuo padre è entrato nella sua lista delle persone che non sopporta. E in quella lista ci sono solo Re Vegeta e Chichi.
Anche la tua pazienza sta vacillando. La mano di tua moglie sulla gamba non può niente contro la rabbia che cresce nelle tue viscere, ma devi fare il tuo dovere.

«La Regina Echalotte» annunci, dopo intensi secondi di silenzio.
Il volto di tuo padre si arriccia di incredulità. Fissa la Regina per qualche istante, poi torna su di te e socchiude gli occhi. «Cosa?!»
«... cosa?» esala anche tua madre. Non se l'aspettava, ovviamente.
«Madre... se te la senti, vorrei che fossi tu a governare. Secondo i principi che mi hai sempre insegnato».

È il popolo stesso che tiene in piedi un buon sovrano. E quindi non solo devi dimostrarti forte, caparbio, risoluto, austero. Ma devi essere ponderato, elegante, colto, devi dimostrarti degno di fiducia. Devi essere leale, se vuoi che la tua gente ti rispetti e si fidi delle tue decisioni”.

Dei principi che purtroppo tuo padre non aveva.
Le palpebre della Regina sfarfallano. Ha iniziato a torturarsi le mani, nervosa. Più volte ricordi che a corte le decisioni le prendeva lei, senza consultarsi col Re, perché sapeva che le scelte del suo legato non avrebbero portato proprio a nulla. Più volte si era mostrata scontenta per le sue politiche. Eri piccolo, ma non eri stupido.
Ora le state dando la possibilità di essere lei a capo, ma sai che non sarà una decisione facile da prendere. Accettare l'incarico vorrebbe dire mettere a rischio anche il loro legame. Ma, sempre perché eri piccolo ma non stupido, hai sempre ben capito che il loro legame fosse combinato e la Regina non provasse proprio nulla per lui.
«Io... ci dovrei pensare, ma-» balbetta lei, dopo qualche secondo di riflessione.
«E pensate che io lo permetterò?» si intromette il Re, con una risatina acida.
Sei a tanto così da esplodere. Kakaroth lo riconosce, Radish anche. Stringono i pugni e si prepararono.
«Se non vorrai finire in prigione insieme a Paragas, sì» sibili e tenti di tutto per rimanere composto, ma il tuo Ki parla da solo. «Hai tre possibilità. La prima: sottostare alle mie – alle nostre – regole, e accompagnare la tua Regina nel nuovo sistema governativo. La seconda: vivere in disparte e sottostare alle regole della Regina come cittadino. Terzo: finire in prigione per tentativo di insubordinazione. A te la scelta».
Quando tuo padre batte un pugno sul tavolo di vetro e le crepe compaiono, sancisce la fine della tregua.
«TU NON HAI ALCUN DIRITTO DI IMPORMI UNA SCELTA!» ruggisce, ma ti alzi a tua volta e ribalti la sedia indietro. Oramai è troppo tardi per frenare la lingua.
«E TU NON AVEVI ALCUN DIRITTO DI IMPORMI LA TUA!»

Tutti sussultano. Kakaroth e Radish si alzano, pronti a fermarti nel caso tu faccia qualcosa di incredibilmente stupido – tipo uccidere tuo padre proprio adesso.
«Come osi...» soffia, incredulo.
«Che diritto avevi, quando avevo due anni, di vendermi come uno schiavo qualsiasi? CHE DIRITTO AVEVI DI VENDERE LA MIA VITA A FREEZER?» urli, paonazzo.
Tua madre si schiaccia contro la sua sedia, pallida come un cencio. Tuo fratello le stringe la mano e ti osserva. Hai qualcosa da dire e lo dirai anche per lui.
«L'ho fatto per i Saiyan. Cosa avresti fatto al mio posto, eh?!»
«SAREI MORTO! SAREI MORTO CON ONORE!»
Non hai più freni. Non c'è motivo di trattenerti, ora che è giunta la resa dei conti. Non otterrai mai nulla con le buone da lui, quindi tanto vale levarti qualche sassolino dalla scarpa. E te ne infischi che siete in pubblico, te ne infischi di tutto e di tutti. Tanto sei circondato perlopiù da persone che sanno tutto, quindi non c'è nulla di segreto, qui. E quando vedi Nappa annuire e guardarti con orgoglio decidi che non c'è proprio niente a trattenerti dal vomitargli addosso tutta la tua verità.

«Morirei oggi, pur di non vendere i miei figli. Morirei qui, adesso, tentando di proteggerli. Per tentare di proteggere chi amo. Mi farei torturare e uccidere, piuttosto che vedere mio figlio venduto al peggiore degli schiavisti, riservandogli un destino di orrore per le mie pessime scelte. Che indovina poi le tue scelte dove hanno portato? A NIENTE! A ridurti in cenere. A ridurre LA MIA ANIMA, IN CENERE! PER VENT'ANNI» sbraiti, senti gli occhi pizzicare, ma ignori il groppo in gola e continui. «Perché tu sei stato fortunato: non c'eri quando lui ci torturava, quando ci lasciava crepare di fame, quando ci umiliava. Non c'eri quando mi ha ucciso e non c'eri quando mi sono riscattato. Non hai la più pallida idea del culo che ho dovuto farmi per sopravvivere, per arrivare qui dove sono oggi, nonostante tutto quello che ho passato. Non hai idea di quello che ho sacrificato. Non hai idea del dolore, della perdita, di quanto amaro ho dovuto ingoiare e di quanta fatica ho fatto per cambiare». Senti Bulma singhiozzare al tuo fianco, e senti il Ki di Kakaroth e Radish che traballano. «Del tuo giudizio non me ne faccio niente, quando guardi me e la mia famiglia come se fossimo dei deboli. Ricordati che quello debole ora sei tu. TU SEI DEBOLE! Lo sei sempre stato, debole e codardo. Che razza di Re speri di essere, allora, per il tuo popolo? Che razza di esempio vuoi essere? Un Re che ha saputo solo condurre alla distruzione e umiliazione. Loro lo sanno. Lo sanno bene. Quindi sì... ora che sono più potente di te, posso permettermi di importi una cazzo di scelta. Perché tu a me non me ne hai mai data una».

Quando concludi le tue orecchie sono ovattate, il tuo cuore batte a mille. Senti i respiri pesanti di tutti, ma ciò che vedi è solo lo sguardo di tuo padre che finalmente non ha più nulla da ribattere. Ti guarda, ma i suoi occhi sono vuoti.
Lo fissi per qualche secondo ma non puoi reggere altro. Percepisci un attacco di panico che ti sale lungo le vertebre, quindi esci di corsa e sbatti la porta dietro di te.
Non respiri, corri senza meta fino a che ti ritrovi sul tetto. Ti bruciano i polmoni.
Voli via, voli lontano. Voli nel deserto dell'Est senza neanche accorgertene. Cadi tra la sabbia e fatichi a rialzarti, una nuvola di polvere si alza a causa del tuo Ki instabile, ti avvolge, ti fa mancare ancora di più il respiro.
Pensi che potresti morire qui. Le orecchie fischiano, nel tuo petto c'è un peso che ti trascina nell'oblio.


Quando Radish e Kakaroth arrivano in volo, nemmeno ti accorgi dei loro Ki. Quando li vedi cerchi di tenerli lontani.
«Lasciatemi in pace!» urli, mentre la sabbia vortica intorno a te.
Non ti danno retta e fanno qualcosa che non ti aspetteresti mai, che non hai mai accettato da loro. Ti abbracciano.
Non hai nemmeno le forze di spingerli via, o forse non vuoi. Ti arrendi e crolli per terra. Ti aggrappi a loro. Il tuo passato, il tuo presente. Tutti e due insieme.
E finalmente inizi a piangere. Tutto scivola via, il peso nel tuo petto scompare, la tua pelle si riscalda. Tutto trova un posto. Vent'anni di Inferno sono stati rivendicati anche se nessuno te li ridarà indietro. Te lo fai bastare.
«Sei stato grande» mormora Kakaroth, quando la sabbia cessa di vorticare attorno a voi.
Radish ti stritola più forte. Lo lasci fare. «Siamo orgogliosi di te».
«Non... non una parola» singhiozzi e ti copri gli occhi. Fai ancora fatica a farti vedere in questo stato, ma almeno ti senti al sicuro.
«Nemmeno una» promette Radish.
Rimangono lì con te fino a quando la luna arrossisce, tu rinasci e la notte muore.


 


Dormi tutto il giorno dopo, troppo stanco persino per provare a pensare. Quando ti svegli, Bulma è con te. È fiera, te lo dice, te lo ripete. Ti senti fortunato, e ti senti ancora più fortunato quando scendi a cena e sono tutti lì ma nessuno ti chiede nulla, nessuno torna sull'argomento. Goten e Trunks parlano di videogiochi, Diive dà loro manforte mentre Nappa lo guarda con così tanto orgoglio che il suo cuore potrebbe scoppiare. Kakaroth e Radish ridono di qualcosa di stupido insieme ai loro genitori, Tarble e Gure inseguono i loro figli in giro per la stanza quando si stufano di stare seduti. Gohan e Videl si abbracciano, Pan e Bra confabulano qualcosa su come acconciare i capelli di Radish questa sera. Broly e Cheelai si ingozzano di cibo e tua madre – che invece è elegante in tutti i suoi comportamenti - li guarda come si guardano due cavernicoli. Tuo suocero fuma la sua sigaretta e la cenere che gli casca addosso gli buca i pantaloni, Miss Brief continua a portare cibo in tavola. Bulma ti siede vicino e ti tocca il ginocchio con il suo. Le sorridi, poi inizi a mangiare con la tua famiglia. Tutta la tua chiassosa, a volte fastidiosa, sicuramente non convenzionale, ma meravigliosa nuova famiglia.

E due giorni dopo, quando meno te lo aspetti, tuo padre esce dalla sua suite, quando non c'è nessun altro nei paraggi. Lo incontri sulle scale ma, prima che tu possa cambiare strada per ignorarlo completamente come merita, ti ferma.
«Tua madre regnerà. E io starò a lei» dice solo.
Non te l'aspettavi, ti sorprende. Non sono parole di scuse – quelle non arriveranno mai – ma è sicuramente un buon punto e a capo sulla vostra conflittualità. Per il momento va benissimo così.
«Molto bene» rispondi.
Vi guardate per qualche istante, poi volta i tacchi e torna da dove è venuto.
Ti appoggi al muro con una mano e respiri profondamente. Sei libero da tutti i tuoi fantasmi, nessuno di questi ti perseguita più.


 


La notizia del Re che cede la sua corona alla Regina viene accolta con discreto entusiasmo dai Saiyan, il giorno in cui vi recate tutti insieme sull'Agglomerato Desertico. La folla si estende per centinaia di dune, non ne puoi vedere la fine, ma sai che i tuoi alleati stanno spargendo la notizia lungo tutta la popolazione.
Con meno entusiasmo vengono però accolte dai più ricchi le nuove leggi del cosmo, soprattutto le prime classi che vivevano di agi per l'alleanza con Freezer. Ma sai che tua madre saprà fare bene il suo lavoro. Non spetta a te decidere come convincere i signorotti a collaborare e ottenere i loro consensi.
Per ora vi limitate a spiegare ancora una volta termini e condizioni del ripristino del pianeta e, a parte qualche vecchio stronzo, tutti gli altri si dimostrano propensi al nuovo ordine. Forse non hanno scelta e lo sanno anche loro, ma sembra che soprattutto le terze classi nutrano una stima diversa verso la Regina, rispetto al Re.
È brutto che dobbiate usare una velata minaccia, ma speri che prima o poi il popolo Saiyan diventi davvero come quello che hai conosciuto su Sadala del Sesto Universo.
A tal proposito, forse sarà il caso di mettere tua madre in contatto con Sadala per farsi dare dei consigli. Lo metterai in agenda appena Vegeta-Sei verrà ripristinato, così coglierai anche l'occasione per poter salutare Cabba.


La sera dopo il gran discorso trovi un momento tranquillo per parlare con tua madre, mentre insieme passeggiate per i giardini della Capsule Corporation. Fa freddo, il sole oramai si nasconde da giorni, forse presto nevicherà. Manca poco a Natale.
Lei indossa un nuovo abito che Bulma ha progettato nelle ultime settimane, simile alla tua tuta da battaglia ma più formale, bianca e blu cobalto, con un lungo mantello rosso che svolazza al vento. Ti ricorda quello che indossava quando eri piccolo, ma che unisce di più le tradizioni Saiyan e quelle terrestri.
«Vuoi davvero stare con lui, ancora? Dopo tutto questo?» le domandi. Non hai fatto che chiederti altro per tutto il pomeriggio, da quando ha annunciato che il Re rimarrà al suo fianco – ma che non prenderà decisioni politiche.
«Lo sai che il nostro legame è stato combinato. L'ho detestato molto, ma è quello che una Regina deve fare» risponde.
«Non sei più obbligata. Sei tu che detti legge. Se vuoi separarti da lui... fallo». Non vorresti metterci troppo becco, ma davvero non ti capaciti di come lei possa accettare di tenere al suo fianco un simile uomo.
Una folata di vento vi scompiglia i capelli e muove le foglie secche fino ai vostri piedi.
«Oh, forse prima o poi lo farò. Ma sono curiosa di vedere cosa succederà ora che sarò io che detterò legge. E credo che il tuo discorso l'abbia smosso parecchio, anche se non ne vuole parlare» rivela. Non sai come, ma le credi. Già il fatto che abbia accettato il da farsi senza più lamentele vuol dire tanto. Dubiti davvero che il Re possa cambiare, ma mai dire mai. Anche per te sembravano non esserci speranze, eppure... «Grazie per avermi dato questo ruolo, Vegeta».
«So che i Saiyan non potrebbero essere in mani migliori».
«Forse le tue sarebbero-»
«Non mi interessa regnare» specifichi, per la milionesima volta. Sul serio, quando lo capiranno. tutti quanti?
«Quando morirò, dovrai farlo».
Soffochi una mezza risata nel naso. «Abbiamo la stessa età, madre...»
E, contando che le opere di conquista sono terminate, la vedi dura che tua madre possa morire in una guerra. Se tutto andrà bene le rimangono cent'anni da vivere, come a te. Per quell'epoca speri davvero che la democrazia possa funzionare, per i Saiyan.
«A volte me ne dimentico». Anche tua madre sorride, poi solleva lo sguardo al cielo. «Oh, guarda, anche sulla Terra esiste la neve?»


 


Manca solo un giorno al ripristino di Vegeta-Sei. La notizia del ritorno dei Saiyan si diffonde nel cosmo e alcuni hanno ancora paura. Ci vorrà molto tempo prima che la nomea di conquistatori svanisca, ma sei convinto che con il nuovo operato nella Pattuglia presto le prime riluttanze verranno meno.
Le Sfere del Drago Polunga torneranno attive domani, e proprio non riesci a dormire. Vaghi a zonzo per i corridoi di casa, con una tazza di latte e miele in mano. Passi davanti alla stanza di Kakaroth e lo senti russare. Alzi gli occhi al cielo e sorridi. Da domani non abiterà più qui e, anche se sei felice di non averlo tra le palle in ogni momento della giornata, sai che forse potresti persino sentire la sua mancanza. Sei felice per lui, che possa ricostruirsi una vita altrove, dopo il brutto periodo che ha passato per colpa di quella grandissima stronza. Chissà se prima o poi troverà a una ragazza Saiyan disposta a sopportarlo!

Bevi un sorso dalla tua tazza e passi oltre. La porta della stanzetta di Bra è semiaperta, quindi cacci la testa dentro per dare un'occhiata.
Scorgi Trunks profondamente addormentato con Bra nel letto, con un libro di favole aperto sulla faccia. “La Principessa e il Ranocchio”, il preferito di tua figlia. Ti fermi un attimo a guardarli.
A volte tuo figlio ti sembra già così grande. Sedici anni sono passati davvero in fretta e temi che non manchi molto prima che deciderà di fuggire via. Magari al campus universitario, magari lui e Goten rimarranno insieme e troveranno una casa in periferia, o magari persino sulle scogliere di Vegeta-Sei.
Qualcosa nel tuo cuore scricchiola, quindi decidi che solo per stasera tuo figlio non è davvero già così grande. Prendi una coperta dall'armadio e, dopo esserti inginocchiato vicino al lettino, copri anche lui. Quando fai per tirargli via il libro Trunks però si sveglia.
«Mmh. Oh... mi sono addormentato. Ciao papà» mugugna, stropicciandosi un occhio. Non osa muoversi dal letto per non svegliare Bra, ma tanto lei non si sveglia nemmeno con le cannonate.
«Ciao» sussurri e fai per alzarti, ma Trunks ti frena.
«Domani è il grande giorno, eh?»
Ti risiedi sui tuoi stessi talloni e decidi di rimanere. Tu e Trunks non avete avuto molto modo di confrontarvi, nelle ultime settimane.
«Già. Sei curioso di vedere da dove arrivi, almeno per metà?»
«Molto. E tu, papà? Sei agitato?» domanda.
Un tempo avresti risposto di no. Un tempo gli avresti dato l'ennesima pessima dimostrazione che i Saiyan sono forti e non si lasciano sconvolgere da certe emozioni. Un tempo gli hai insegnato tutto ciò, ma per fortuna lui è cresciuto diverso da te.
E oggi anche tu sei diverso da quel tempo. Oggi sei migliore, quindi gli dici la verità.
«... molto».

Trunks annuisce, comprensivo.
«Sono sicuro che andrà tutto bene. Hai fatto un bel discorso ai Saiyan, e la nonna sarà un'ottima Regina. E poi se qualcuno proverà a fare il farabutto lo fermeremo. Io e Goten siamo già pronti a pattugliare!» si entusiasma un po' troppo e Bra si rigira nel letto infastidita, ma poi inizia di nuovo a ronfare.
«Tu e Goten pensate a tutto tranne che studiare, vedo. E siete troppo giovani per pattugliare» lo rimproveri senza troppa convinzione. Tu a sedici anni sterminavi intere popolazioni. Da che pulpito gli fai la ramanzina?
«E dai, papà, sono grande» ridacchia infatti lui.
Purtroppo lo è. Anche se stasera hai deciso che è ancora un bambino, è grande davvero.
Scuoti la testa e ti alzi. «Adesso torna a dormire».
«Papà?» ti chiama, prima che tu possa uscire dalla stanza.
«Che c'è?»
«Molti dicono che assomigli al nonno. Ma... beh, in realtà trovo che assomigli di più alla nonna. È una tipa tosta, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, è molto seria ma... in fondo in fondo è una persona giusta. Come te». I suoi grandi occhi blu brillano nel buio, ti grattano via la ruggine dal cuore.
E tu invece sei troppo buono e troppo clemente, come tua madre. Per fortuna. Vorresti dirglielo, ma quello che ti esce è solo un «buonanotte, Trunks». E un sorriso che oramai non gli nascondi più.


 


È stata una lunga giornata di ricerche su Neo Namek, ma ora le sfere brillano e Polunga vi sovrasta, imponente, maestoso. Radish e Nappa sono increduli. In fin dei conti non avevano mai visto un Drago. Il vecchio Moori è con voi, che traduce tutte le vostre richieste.
Con il primo desiderio ripristinate Vegeta-Sei. Con il secondo spostate il pianeta nella via Lattea, tra la Terra e Marte. Con il terzo fate trasferire lì tutti i sei milioni di Saiyan che sono sull'Agglomerato Desertico.
Polunga acconsente a tutti e tre i desideri senza battere ciglio. Tutto va esattamente come dovrebbe, non ti sembra neanche vero.
Tornate in fretta e furia sulla Terra e, dopo aver radunato tutti nel grande giardino della Capsule Corporation, vi mettete in cerchio. Anche se sei oramai bravo col Teletrasporto, preferisci che sia Kakaroth a portarvi lì insieme. Siete in tanti e non vuoi che qualcosa vada storto.
Persino i tuoi suoceri vogliono venire a vedere Neo Vegeta-Sei.
Quando il tuo Ki inizia a traballare di agitazione guardi Trunks e lui ti sorride. “Andrà tutto bene”, ha detto. Sai che ha ragione. Te lo senti.


Una folata di vento vi porta altrove in un battito di ciglia. Siete lì, su un promontorio di rocce bianche. Non hai idea di quale Ki a caso Kakaroth abbia cercato, ma siete circondati da altri Saiyan. Alcuni esultano, alcuni addirittura piangono di gioia. C'è trambusto, c'è fermento, ognuno di loro scatta in volo e si dirige verso la città.
E tutti voi iniziate a correre verso il punto più alto del promontorio. Il tuo fiato è corto, ma tra le narici senti profumi che avevi dimenticato.
Ancora pochi passi, il tuo mondo si ricompone. Là oltre il dirupo scorgi il lago verde, i boschi fitti, i deserti molto lontani e... la grande collina su cui sorge Capitale. Si vedono i bassifondi più rocciosi, le costruzioni ad alveare, il mercato delle astronavi e, mano a mano che si sale, le mura bianche della città alta. Le bettole, i negozi, i centri tecnologici. Lassù in cima alla collina c'è il palazzo reale con le sue torri bianche levigate, vetrate eleganti e tante decorazioni, sostenuto da una colonna a spirale che termina tra le acque del lago. Di sfondo, in lontananza, i pianeti satelliti bluastri tra le nuvole color amaranto. Non più due soli come prima, ma il vostro Sole, giallo e brillante.
Il resto è tutto esattamente come te lo ricordavi. Vegeta-Sei.
Non avresti mai pensato di dirlo, ora che la Terra è il tuo porto sicuro e il pianeta su cui vorrai vivere, ma questo posto ti è mancato.
Tu, Radish e Nappa, fate un passo avanti prima di tutti, per ammirare quello spettacolo. Quando vi guardate, avete gli occhi lucidi.
Dopo quarant'anni, siete tornati a casa.




 
EPILOGO


Tu e Radish siete seduti sotto le stelle, in un campo di kabu. Ne state assaporando una a testa. Quelle dietro la foresta lontano dalla città sono sempre state le più buone. Le rubavate dal contadino quando eravate piccoli, e poi Radish finiva sempre nelle segrete per punizione.
Siete due bambini ancora, improvvisamente.
Osservate il cielo, le stelle, il firmamento sopra di voi. Non è lo stesso che vedevate da bambini, ma è simile.
Il profumo che c'è nell'aria è lo stesso.
Sono trascorsi tre mesi dal ripristino di Vegeta-Sei, e tutto sta procedendo nel migliore dei modi. L'assenza del secondo sole non sta comportando grosse differenze di temperatura, l'agricoltura continua a funzionare. I Saiyan si stanno abituando al nuovo tenore di vita e il regno di tua madre procede a gonfie vele. Nappa, Diive e Kakaroth sono diventati le sue guardie personali, e non puoi saperla più al sicuro di così. Anche Tarble e famiglia vivono a corte e tuo fratello sta lavorando nell'ala medica.
Non parli ancora con tuo padre, ma almeno ha smesso di guardarti con disgusto ogni volta che passi a trovarli a palazzo.
Questa sera, dopo un ryocucha a casa di Gine e Bardack, Kakaroth è andato di turno a palazzo e tu e Radish avete fatto una lunga passeggiata fino a qui. A calpestare i passi della vostra infanzia.

«È bello essere tornati a casa» mormora Radish dopo aver lanciato il torsolo di kabu tra i cespugli, quasi avesse captato i tuoi pensieri. «E averne due, di case, è bello. Una notte di qui, una notte di là. Pensa a quando non ne avevamo più nemmeno una».
Quelli erano tempi duri ma, come dimenticare, c'erano stati anche giorni di sole. E c'erano le notti lunghe come questa. Di firmamenti ne avete osservati tanti, tutti differenti.
«Almeno c'erano le stelle» sospiri.
«Quelle non sono mai mancate. E noi... sempre col naso all'insù. Come oggi. Come ieri».
«E domani» ti sfugge. Sai che sarà così.
«E dopodomani» aggiunge lui e ti sorride. Il suo sorriso è sempre stato lo stesso, quando era bambino, quando era un ragazzo, ora che è adulto. Sempre uguale.
Getti anche tu il torsolo tra le foglie e sospiri.
«Devi tornare sulla Terra?» domanda Radish.
«Non ancora» dici. Qui è mezzanotte. Sulla Terra albeggerà tra due ore, alla Città dell'Ovest. Non hai dormito, ma non te ne importa. Magari, però... ti puoi concedere di riposare, ora. Ti sdrai. «... penso che rimarrò qui ancora un po'».
Lui si sdraia vicino a te e allunga una mano al cielo come per toccarle, quelle stelle. Lo faceva sempre. E parlava, parlava, parlava, fino a che non ti addormentavi e riuscivi a riposare, anche nelle notti più scure.
Ed è proprio quando inizia a blaterare che finalmente chiudi gli occhi.
Puoi riposare tranquillo. I fantasmi del tuo passato ora sono un degno presente.
Tutto è come avrebbe dovuto essere, e persino meglio.
Sei felice.

 



 
Fine.




 

Riferimenti:
-Tutte le descrizioni del pianeta Vegeta sono ispirate alla mia storia HAKAI.
-La meravigliosa fanart finale è stata realizzata per me dal bravissimo Giosuè Graci (IG: @giosu.g). L'aspetto della Regina Echalotte arriva direttamente dalla sua altra fanart che aveva realizzato sempre per HAKAI, mentre il ragazzone in alto a sinistra è Diive. Beh... somiglia tutto a Nappa, no? 

ANGOLO DI GRACE:
... mi viene un po' da piangere!
Stavolta è finita per davvero, niente cliffhanger. Ho iniziato a lavorare a questa intera saga nel 2022, e non mi pare vero che sia finita. 
Spero di aver donato a tutti un degno finale. Il confronto con Re Vegeta era obbligatorio, finalmente Vegeta si è tolto tutti i sassolini dalla scarpa. Riusciranno a costruire un rapporto? Chissà, lo lascio in sospeso. 
Ora tutti i FANTASMI di Vegeta tacciono, sono in pace. Lui è in pace, finalmente. Può godersi la sua fantastica famiglia e i suoi amici. La sua nuova casa e anche la sua vecchia casa.
Goku ce la farà a rifarsi una vita su Vegeta-Sei? Io dico di sì. Nappa e Diive sono ripartiti da dove avevano lasciato e sono tanto carrrrini T__T ... e dulcis in fundo... IL MIO RADISH T____T colui che ha ispirato tutta questa saga - prequel "Mercenari" compreso! Quanto è bello nel suo ruolo di zio? 
Mi piaceva concludere questa saga esattamente come l'avevo iniziata (e come avevo iniziato anche Mercenari): con Radish e Vegeta sotto le stelle. Spero che sia piaciuto anche a voi.

E ora... E ORA CHE DIAVOLO FACCIO?! xD purtroppo non ho più nulla da pubblicare. Ho nel pc una storia inconclusa nel fandom di Harry Potter (Drarry) che spero prima o poi verrà alla luce, e ho in mente una piccola One Shot sequel di HAKAI che per ora sono solo appunti e bozze. 
Purtroppo non è più il 2020 e il tempo di scrivere è poco, ma giuro che prima o poi tornerò. E se sentirete la mia mancanza (LOL) il mio profilo è pieno zeppo di roba. 
Vi ringrazio uno per uno per il supporto, per le recensioni e anche per le letture silenziose. Grazie, grazie, grazie.
E un grazie specialissimo va a Giosuè per la sua fanart. Quanto è bella?!  Andate a seguirlo sul suo profulo perché è un artista eccezionale. 

Ebbene... ora vi saluto sul serio! Venite a trovarmi su IG (@_grace_cos) per qualche chiacchiera e se volete vedere qualche mio cosplay di Dragon Ball fatto ad minchiam xD 
Un abbraccio, cara gente dallo spazio!
Grace
  
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