“Sarà l’effetto che fa
su quella pelle nuda panorama…”
su quella pelle nuda panorama…”
In una notte di luce
si sfumano i contorni di un corpo,
languidamente abbandonato al sonno,
dipingendo lunghe ombre
che su di esso si distendono e paiono danzare.
Ogni curva e ogni morbida piega,
in controluce,
sembra una duna di sabbia
mossa dal soffio caldo del vento del deserto,
che respirando sussurra e porta echi di emozioni antiche.
Sono dita di fuoco quelle che lambiscono,
con sapienti carezze,
il tenero riposo di ciò che diviene miraggio di pelle e respiro,
capace di mostrarsi come una mappa
in cui il tempo si perde in un fremito
e il sonno ne cancella ogni distanza.
Sabbia e pelle, confusi nel buio,
si smarriscono così in un abbraccio senza fine…
si sfumano i contorni di un corpo,
languidamente abbandonato al sonno,
dipingendo lunghe ombre
che su di esso si distendono e paiono danzare.
Ogni curva e ogni morbida piega,
in controluce,
sembra una duna di sabbia
mossa dal soffio caldo del vento del deserto,
che respirando sussurra e porta echi di emozioni antiche.
Sono dita di fuoco quelle che lambiscono,
con sapienti carezze,
il tenero riposo di ciò che diviene miraggio di pelle e respiro,
capace di mostrarsi come una mappa
in cui il tempo si perde in un fremito
e il sonno ne cancella ogni distanza.
Sabbia e pelle, confusi nel buio,
si smarriscono così in un abbraccio senza fine…


