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Autore: Ladyhawke83    16/09/2025    2 recensioni
Dal capitolo 1
“Maledizioni e Medicamenti”
Stava cadendo la prima neve e mancava ancora molto tempo prima che iniziasse ufficialmente l’inverno, ma quell’anno il freddo pungente e i dolci e delicati fiocchi candidi e ghiacciati avevano deciso di scendere in anticipo dal cielo ad imbiancare tutta la valle circostante.
O forse in quella terra, in cui si trovavano al momento, l’inverno era l’unica stagione ad essere presente.
Il silenzio ovattato che portava con sé il manto nevoso era opprimente per Vargas, una sensazione fastidiosa e pesante aumentata dal fatto che al Castello non si sentiva il solito brusio e chiasso, poiché erano stati tutti impegnati altrove, per delle trattative diplomatiche volute da Callisto con gli esponenti delle terre del nord, i giganti di ghiaccio, più che volute, Vargas avrebbe detto che Callisto le aveva subite, ma lui era il Re Drago, e a lui spettava sciogliere quella matassa burocratica e di potere.
Genere: Angst, Fantasy, Hurt/Comfort | Stato: in corso
Tipo di coppia: Yaoi, Slash
Note: Lime, Missing Moments | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Prompt di Francesca Carrera: 40. poteri magici

 

 

 

Maledizioni e Medicamenti

 

 

Stava cadendo la prima neve e mancava ancora molto tempo prima che iniziasse ufficialmente l’inverno, ma quell’anno il freddo pungente e i dolci e delicati fiocchi candidi e ghiacciati avevano deciso di scendere in anticipo dal cielo ad imbiancare tutta la valle circostante.

O forse in quella terra, in cui si trovavano al momento, l’inverno era l’unica stagione ad essere presente.

Il silenzio ovattato che portava con sé il manto nevoso era opprimente per Vargas, una sensazione fastidiosa e pesante aumentata dal fatto che al Castello non si sentiva il solito brusio e chiasso, poiché erano stati tutti impegnati altrove, per delle trattative diplomatiche volute da Callisto con gli esponenti delle terre del nord, i giganti di ghiaccio, più che volute, Vargas avrebbe detto che Callisto le aveva subite, ma lui era il Re Drago, e a lui spettava sciogliere quella matassa burocratica e di potere.

Il mago lo avrebbe anche aiutato, se fosse dipeso da lui, ma Simenon Vargas non poteva fare alcunché: da mesi era privo di qualsivoglia potere magico che potesse essere utile in una negoziazione o che potesse funzionare da deterrente per evitare una guerra.

Era un mago senza poteri, “inutile” per definizione, era pur vero che in quei mesi, da comune mezzelfo senza magia, Vargas aveva affinato altre abilità, aveva studiato molto, aveva arricchito la propria capacità dialettica, ma comunque, per quanto facesse, tutto il suo carisma valeva nulla, se paragonato allo strabordante e selvaggio potere dei giganti.

Non poteva far nulla per Callisto, se non attendere che prima o poi un segnale, una scintilla, qualsiasi cosa gli facesse capire che tutto si sarebbe sistemato, e allora avrebbe piegato le dita leggermente e la magia sarebbe fluita di nuovo.

Vargas avrebbe di nuovo accesso il focolare con la sua magia, anziché solo con la scintilla di fuoco e la legna.

 

***

 

Rhach!” (1).

Era raro sentir imprecare Callisto in elfico, ma quando, rientrando nelle sue stanze, Vargas lo sentì maledire i giganti, capì che, anche quel giorno, le trattative non dovevano essere andate bene per lo stregone.

Il mezzelfo sollevò lo sguardo dal pesante tono che stava rileggendo, nella speranza di trovarci la risposta al proprio problema di assenza di magia, quando il sorriso di sollievo nel rivedere Callisto gli morì sulle labbra.

Del sangue, del sangue, gli colava dal dorso della mano sinistra, e il suo viso era sofferente e stanco, del ghiaccio era incastonato come schegge lucenti fra le sue ciocche bianco-celesti, segno che il freddo era troppo anche per un elfo dei ghiacci come era lui.

“Callisto… cosa è successo? Cosa hai fatto alla mano?”.

Vargas gli andò vicino per prendergli la mano ferita tra le proprie, ma Callisto lo scansò, non con rabbia, ma con rassegnazione.

“Non è nulla dolcezza. Non è nulla davvero. I giganti hanno un pittoresco modo di dissentire sulle opinioni altrui…”.

“Sei ferito! Fammi vedere…”.

Vargas non aveva poteri o magie curative, ma poteva sempre fare “alla vecchia maniera”.

“Lascia perdere Vargas, davvero… si sistemerà da sola, ci vuole solo pazienza…”.

Callisto era pallido e stanco, più del solito, sembrava sul punto di svenire.

“Certo, ma mentre aspettiamo che la tua mano guarisca da sola, posso almeno medicarti, così che tu la smetta di lasciare una scia di sangue ovunque?”.

Il tono del mago voleva essere leggero, ma il rapido movimento degli occhi tradì la sua preoccupazione.

“Va bene. Va benefacciamo come vuoi tu, ma poi mi butto a letto, perché sono esausto!”.

“Lo so. Lo vedo. Ti vedo.” Gli rispose Vargas mentre prendeva delle pezze pulite per assorbire il sangue, insieme a una boccetta di vetro scuro dalla sua sacca, sembrava contenere un qualche liquido denso, estratto da chissà quale pianta o radice.

“Sta’ fermo stregone...” Gli ordinò Vargas, mentre Callisto si lamentava e agitava seduto sulla panca in fondo al loro letto.

“Ma mi fai male…”. 

“Oh… quante storie fai per un po’ di fastidio. Ne abbiamo passate ben di peggio e, in alcune situazioni, ricordo  di averti pure ricucito io le ferite. Devi ammettere che non sono poi così pessimo come guaritore…”.

“Vero… però brucia…” si lamentò Callisto, toccandosi istintivamente là dove c’era la vecchia cicatrice ricucita dal mago e guardandolo con la bocca imbronciata come quella di un bambino.

Adesso passa…” gli disse Vargas dolcemente, come se parlasse davvero a un bambino e non a un elfo che aveva vissuto più vite di quante lui ne avrebbe potute vedere mai.

“E non è nemmeno il disinfettante più forte che avevo, speriamo solo che basti a non farti venire un’infezione… chi ti sopporterebbe se perdessi l’uso della mano… ma si può sapere con cosa, quei trogloditi, ti hanno ferito?”.

Vargas si sentiva molto arrabbiato con quei giganti per aver osato ferire Callisto: lo stregone era stato l’unico a voler dar loro un’opportunità, quando tutto il resto del mondo conosciuto li considerava solo animali analfabeti.

“Con un coltello, credo, un piccolo pugnale forse… non sono stato lì ad analizzarlo quando me lo sono sfilato dal dorso della mano”.

Che teste di cazzo!”. Sbottò Vargas, che, di solito, cercava di non essere sboccato.

“Se avessi ancora i miei poteri darei fuoco a tutto qui. Tutto. E al diavolo la diplomazia!”.

“Faresti questo solo perché mi hanno ferito ad una mano? Allora devo riconsiderare le mie priorità…” Chiese Callisto, sorridendo mentre Vargas ultimava di fissare la fasciatura sulla sua mano.

No, cioè sì… insomma lo farei per te, ma anche perché sono stufo di restarmene qui, con le mani in mano, in questo posto dimenticato da tutti e con un inverno perenne sopra la testa e nelle ossa”.

Era la verità. 

Vargas non ce la faceva più, rinchiuso in quella torre di libri con la bufera di neve che infuriava fuori di lì, senza sapere cosa ne sarebbe stato del proprio futuro come mago, e come mezzelfo.

“É vero. Fa dannatamente freddo, anche per un elfo dei ghiacci come me… che ne dici se ci mettiamo sotto le coperte e per un po’ ci dimentichiamo del ghiaccio e dei giganti trogloditi? Ho l’impressione che la mia mano abbia bisogno di altre tue amorevoli cure…”.

“Non mi pare di aver tralasciato nulla nel medicarti…” gli fece eco Vargas con sguardo innocente, apparentemente disinteressato.

A Callisto non sfuggì però il breve il luccichio negli occhi del mago, così ne colse la provocazione e la fece sua, ma senza dargliela subito vinta.

“Giusto, hai ragione: la fasciatura é perfetta, e non l’hai stretta al punto di impedirmi di usare le dita…”. 

Lo stregone agitò la mano flettendo le dita piano e Vargas si trovò a deglutire. 

Il pensiero delle mani di Callisto su di sé aveva il potere di azzerare qualsiasi suo muro di razionalità.

Callisto sorrise, aveva fatto centro senza nemmeno scoccare una freccia. In fondo il bersaglio gli era ad un passo…

Al mago parve di sentire salire la temperatura nella stanza, forse era solo il suo corpo, forse era la vicinanza alla stregone

Vargas voleva stare insieme a Callisto anche soltanto per parlare, o per stare in silenzio con le dita e i pensieri intrecciati, ma in quei lunghi giorni freddi e bui non erano mai statisoli abbastanza tempo, ed in parte era stata anche colpa sua e della sua ossessione nel ritrovare i propri poteri magici, era diventato insopportabile, lo sapeva.

Lo stregone si avvicinò e gli prese il volto fra le mani, con una delicatezza da far male al cuore.

Vargas poté sentire la pelle del palmo di una delle sue mani, era fredda sulla guancia, e la fasciatura nell’altra gli sfregava la pelle ed era piacevole. Il mezzelfo espirò piano e una nuvoletta di vapore lasciò la sua bocca per andare a scontrarsi sul sorriso di Callisto.

“Ciao, Simenon”. Callisto non lo chiamava quasi mai così, nessuno lo faceva, perché per il mago era doloroso, un monito di ciò che era stato, ma che non era più da quando aveva perso la sua famiglia da bambino. Il suo nome era morto insieme a sua sorella, suo padre e sua madre. Lui era rimasto solo Vargas per tutti gli altri venuti dopo. 

Si era concesso di essere Simenon, di lasciar usare il suo nome a pochissime persone: una di queste era Callisto.

Vargas dovette ammettere che sulle labbra dello stregone il suo nome appariva quasi bello, musicale, più vero.

“Ciao, a te, Callisto”. Gli rispose Vargas, e si prese qualche istante per guardarlo negli occhi, quegli stessi occhi nocciola e oro, che solo qualche mese prima aveva rischiato di non vedere brillare mai più.

Callisto lo baciò sulla bocca, piano, le sue labbra socchiuse, calde e lievemente screpolate, sapevano di ghiaccio e di qualcos’altro che il mago non riusciva a capire.

“Mi sei mancato dolcezza”.

“Anche tu, Callisto, anche tu…”. Gli soffiò sulla guancia Vargas prima di tirarselo dietro.

“Vediamo se con questa mano sono ancora capace di fare magie…”.

Vargas si incupì e lo sguardo gli divenne triste.

“Almeno tu puoi ancora fare magie, io invece…”.

“Te l’ho già detto. Per me tu sei il mago migliore che conosca, con o senza magia… voglio solo che tu mi tenga tra le braccia fino a domani e per questo non servono incantesimi, mi basti solo tu… Ho il sospetto che tu mi abbia ammaliato con qualche incantesimo che non so vedere né voglio sciogliere”.

Vargas sorrise e poi si lasciò sfuggire un gemito sentendo le labbra e i denti di Callisto che assaggiavano la sua pelle alla base del collo.

“Oh, beh se fosse stato davvero così, se avessi usato ammaliamento su di te saresti stato molto più obbediente e mansueto… non lo sei per niente lo sai?”. Gli disse Vargas, mentre l’altro si infilava sotto le coltri, slacciando nello stesso tempo i lacci della tunica del mezzelfo, per esporre la sua pelle alla vista.

“Ho il pensiero che, così come sono, ti piaccia. Ma se vuoi che io sia più obbediente, non hai che da chiedere e io obbedirò…”.

Callisto fece scivolare le dita della mano sana sul corpo di Vargas: la  pelle e la mente del mezzelfo,  come sempre,   risposero con intensità alle attenzioni dell’elfo, ex signore dell’isola dei ghiacci e Re Drago.

Ti prego stringimi…”.

Vargas lo sussurrò, e Callisto lo fece.

Lo circondò con le braccia e intrecciò le gambe con le sue.

Lo amava. 

Aveva lottato per amarlo. 

Lo aveva perso e ritrovato molte volte nelle loro diverse vite passate, e avrebbe fatto tutto ciò che poteva per renderlo felice. 

Quel undome…”(2) gli disse con il mento appoggiato ai suoi lunghi capelli corvini.

Quel undome mio Re”. Gli rispose Vargas, lasciandosi andare al suo calore e riempiendosi i sensi del suo odore.

 

***

 

Note al testo:

  1. Maledizione in elfico.
  2.  Buonanotte in elfico.

 

 

Note dell’autrice: arrivo in super fuori challenge, ma mi è piaciuto scrivere di nuovo di loro.

Spero di aver soddisfatto il prompt e l’Hurt/Comfort richiesto.

So già che qualcuno (vero Raphaelgirl87) riconoscerà certi richiami allo stile dei romanzi di T. J.Klune. Io amo quello scrittore e il modo in cui le sue storie mi colpiscono al cuore e mi emozionano fino alle lacrime.

Fatemi sapere se vi piace!

Ladyhawke83

 

   
 
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