La taverna era ancora avvolta nel caos, ma la tempesta si era calmata. Le risate si erano fatte più basse, sussurrate tra mercenari, vagabondi e ladri che lanciavano occhiate furtive al tavolo dove Anterax e Saga erano seduti. Le candele consumate proiettavano ombre tremolanti sulle pareti di legno, mentre l'odore pungente di sudore, birra e stufato bruciato dominava l'aria.
Anterax, con la tensione ancora addosso, fissava il bardo con una miscela di fastidio e curiosità. Nonostante la rissa appena conclusa, Saga sembrava rilassato, quasi compiaciuto, mentre sorseggiava la sua birra con l'aria di chi ha appena ottenuto esattamente ciò che voleva. Gli occhi, leggermente annebbiati dall'alcol, brillavano di divertimento mentre guardava Anterax.
"Ah, niente come una buona rissa per scaldare l'animo, eh? Quell'idiota non aveva capito nulla della mia storia. Ma tu sì, vero?"
Anterax lo fissava con uno sguardo che nascondeva una rabbia pronta a esplodere.
"Non sono qui per le tue stronzate, bardo. Hai parlato di un artefatto. Voglio sapere di più. E voglio saperlo adesso."
Saga non si lasciò intimidire, anzi, sorrise compiaciuto.
"Oh, ma certo, certo! Sono pieno di informazioni, come un buon otre di vino, tutte raccolte da fonti altamente affidabili."
"L'artefatto, Saga. Non ho tempo da perdere." replicò Anterax.
Saga sbuffò, quasi offeso.
"Nessuno ha più tempo per le vecchie storie! Sempre di fretta, sempre impazienti. Ma va bene, va bene. L'artefatto... Ah sì! Dovrebbe trovarsi in una vecchia città perduta, Valmora, o almeno è ciò che ho sentito."
Anterax serrò la mascella.
"Valmorra. Cosa può fare questo artefatto?"
Saga allargò le braccia come se stesse spiegando l'ovvio a un bambino.
"Oh, sai, le solite cose. Offrire potere, dominare una maledizione... o forse distruggere chi osa usarlo. Tutto dipende da come si racconta la storia, no?"
"Quindi, è solo un'altra leggenda?" domandò Anterax, impassibile.
Saga fece un gesto vago.
"Leggende, verità... Chi può dirlo? Ma Valmorra è un posto reale, parola di Saga. Se vuoi, posso darti il nome di un mio contatto... per il giusto prezzo."
Anterax lo zittì con tono glaciale.
"Prepara le tue cose, Saga. Partiamo adesso."
Saga rimase interdetto.
"Come scusa?"
"Hai sentito bene, tu verrai con me. Mi porterai dal tuo contatto, di persona." rispose Anterax con voce autoritaria.
Saga cercò di rifiutare, ma lo sguardo del guerriero era implacabile. Per un attimo, i suoi denti parvero più aguzzi, come quelli di un lupo. Saga alzò le mani in segno di resa.
"Va bene, va bene! Sei un tipo difficile, ma io, ho un cuore generoso. Partiamo! E chissà, magari lungo la strada troveremo qualcuno con orecchie pronte ad ascoltare le mie storie."
Con un ultimo sorso, Saga si alzò traballando, pronto a seguire Anterax nell'ignoto. Per quanto fastidioso, Anterax sapeva che quell'uomo poteva essere l'unico con le informazioni per condurlo alla sua possibile salvezza.


