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Autore: Anterax    03/10/2025    0 recensioni
Nelle terre oscure dove la fede e la paura si scontrano, si narra la leggenda di un chierico caduto in disgrazia. Anterax, un tempo venerato per la sua devozione e il suo potere di guarigione, divenne il portatore di una maledizione che nessuna preghiera poté fermare. Una notte, si trasformò in una bestia incontrollabile, e il suo grido risuonò tra le mura del Convento di San Lucero.
Al sorgere dell'alba, il sacro rifugio di pace era intriso di sangue. Fratelli caduti, vittime di una furia inarrestabile. Colui che una volta era stato loro fratello si risvegliò, solo, con il peso della colpa che nessuna redenzione avrebbe potuto sollevare.
Ora, quell'uomo vaga per le terre, alla ricerca di un potere antico, un artefatto che potrebbe finalmente fornirgli una cura.
Genere: Avventura, Dark, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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Anterax avanzò a passo lento, il rumore dei suoi stivali attutito dalla polvere secolare che ricopriva il pavimento della sala. La torcia che stringeva in mano gettava una luce tremolante sulle pareti, mentre il silenzio che li avvolgeva sembrava troppo profondo per appartenere al mondo dei vivi.

Davanti a lui, lo scheletro immobile sul trono lo osservava con la vuota regalità dei sepolcri. Le orbite erano nere come il vuoto, eppure sembravano attendere. La **Collana di Nythræ** pendeva al suo collo, ancora intatta, come se sfidasse il tempo a corroderla.

Anterax tese la mano.

Quando le sue dita sfiorarono il metallo, il mondo intorno a lui si spezzò.

Cadde.

Senza corpo, senza peso, senza direzione.

E riemerse.

Un luogo al di fuori del tempo lo accolse: un vuoto di luce smorzata e ombre fluide, dove l'aria era fitta come pece e il silenzio pulsava come un cuore dimenticato.

Una figura si delineò davanti a lui, nata dall'ombra stessa.

Alto, snodato, con pelle d'ardesia e occhi roventi come tizzoni nel crepuscolo. Corna avvolte come serpenti e mani affilate come lame. Il suo sguardo era antico... e pericolosamente curioso.

sibilò la creatura, la voce come vetro frantumato sotto i piedi.

Anterax non rispose subito. Il cuore martellava nel petto, ma non si tirò indietro.

La creatura piegò il capo, i suoi occhi ardenti che scrutavano dentro di lui.

mormorò.

Anterax serrò la mascella.

Lo **Xhar'gath** rise. Una risata sottile, fatta più d'eco che di suono.

sussurrò.

Fece una pausa. I suoi occhi si persero nel vuoto.

Un silenzio pesante li avvolse.

Poi lo Xhar'gath si mosse, allargando le braccia.

Due specchi apparvero nel nulla, fluttuando come sospesi sopra un abisso.

Nel primo, Anterax vide sé stesso. Umano. Nel secondo, la Bestia.

disse lo Xhar'gath, mentre la sua figura cominciava a dissolversi.

La visione iniziò a tremolare.

Anterax si avvicinò agli specchi. Il loro vetro pareva vivo, pulsante come carne sotto pelle. La sua immagine riflessa, due volte, in due mondi diversi.

mormorò, più a se stesso che allo Xhar'gath, ancora sospeso come un'eco nelle ombre.

La voce rispose, profonda e scorticata, come pietra che si spezza.

Il primo specchio, mostrava Anterax umano. Il suo viso era disteso, quasi felice. Nessuna tensione nei lineamenti, nessuna cicatrice, nessuna ombra dietro gli occhi. Un uomo semplice. Sereno.

Anterax sentì il cuore stringersi. Quel volto non gli apparteneva da anni. Non gli sembrava nemmeno reale.

Lo sguardo passò al secondo specchio.

Un licantropo, alto e imponente, con occhi lucidi come vetro rotto e zanne bianche come neve. Ma c'era coscienza, controllo... e magia.

Il silenzio si fece pesante come piombo.

Anterax abbassò lo sguardo. Le mani tese tremavano.

Ma non riuscì a concludere.

La voce di Saga esplose come uno schiaffo.

Un attimo dopo, il mondo degli specchi svanì in un lampo accecante.

Il contatto freddo di dita sulle spalle lo fece sussultare. Saga lo stava trascinando via di peso.

Anterax barcollò, ansimando. La **Collana di Nythræ** era ancora nella sua mano. Pulsava, viva come un cuore.

Passi si avvicinavano. E voci.

Una voce roca, familiare.

Quattro ombre sbucarono dalla soglia, illuminate solo da torce tremanti. I volti erano segnati dalla sopravvivenza, gli occhi pieni di vendetta. I loro stivali risuonavano sul pavimento delle catacombe, e le loro armi già pronte per lo scontro.

Anterax si raddrizzò. I suoi occhi erano pieni di indecisione. Il cuore ancora intrappolato fra due specchi.

   
 
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