Questa storia partecipa al “Writober” indetto da fanwriter.it
Prompt: 4 ottobre/lista pump_colors/ cosmo di cioccolato /chocolate cosmos
“117 giorni…”
Che rumore fa un cuore quando va in mille pezzi?
Spike non lo sapeva, poiché un cuore non lo aveva più da almeno un secolo, o almeno non un cuore che si possa definire tale nel senso umano del termine, non aveva più quell’organo vibrante, pulsante e caldo al centro del petto, ma solo qualcosa di marcio e di rinsecchito, immobile.
Il suo cuore era una pallida imitazione della vita, Spike ne era consapevole, eppure quando lei, lei, era morta, lui aveva sentito quel suo cuore di vampiro, buono solo per finire in polvere, sbriciolarsi in mille frammenti, esplodere in mille schegge di vetro appuntito i cui pezzi gli si erano conficcati dentro e lo facevano sanguinare, sempre.
“Lo sai, Cacciatrice, lo sai che sono già 117 giorni, centodiciassette fottutissimi giorni, che io vago in questo schifoso mondo senza di te? E perché, mi domando? Io sono già morto, sono un vampiro, non dovrebbe importarmi… Eppure, eppure, stare senza di te e quanto di più doloroso e difficile io abbia mai fatto finora. E fa male sai? Ma resto. Resto perché ti ho promesso di proteggere Dawn, resisto solo perché lei è l’ultimo briciolo di luce che mi è rimasta. So che per te ero solo un mostro, ma tu mi hai cambiato. Sono stato più uomo quando ero vicino a te da vampiro, che quando vivevo veramente. E sono uno stupido, perché sono qui che parlo a una lapide e un cumulo di terra e so che tu non sei qui, anche se proprio qui su questo blocco di marmo c’è scritto il tuo nome. Ma parlarti mi fa stare meno male. Io questo dolore non lo posso dire a nessuno. I tuoi amici non capirebbero e nemmeno Dawn...
Tu sei in ogni cosa, e da nessuna parte... Buffy…”
Centodiciassette giorni
Spike depositò come ogni notte, ormai da quasi 4 mesi faceva, un mazzolino di fiori sulla tomba di Buffy Summers.
Quella sera tra i fiori che Spike aveva scelto per lei, ce n’erano alcuni particolari: li chiamavano “chocolate cosmos” i “fiori di cioccolato”, per via del colore caldo e scuro dei petali e del particolare aroma di cioccolato che parevano sprigionare, se annusati.
A Spike quell’odore aveva ricordato lei, e il suo luminoso sorriso.
Un sorriso che non avrebbe più rivisto, ma mai dimenticato fino all’ultimo dei suoi giorni dannati sulla Terra.
Un tremito della mano, un lieve guizzo di accendino e uno sbuffo di fumo di sigaretta, così Spike si incamminò di nuovo verso la sua cripta, lasciando che il vento agitasse i fiori depositati sul terreno di quella tomba ancor troppo fresca.
Nessun biglietto, nessuna frase.
Solo i fiori, i colori, e il suo ricordo che lo portava ogni notte alla sua tomba come se non avesse altro posto dove andare.
[469 words]
Note dell’autrice: ok, ok, avevo promesso di scrivere solo su Ladyhawke, ma ho appena finito di rivendere la serie 5 di Buffy e sono una valle di lacrime, perciò dovevo scrivere qualcosa su tutto questo… il titolo della raccolta é un verso della canzone degli “One Republic” che io adoro e che mi sembra perfetta per questa one shot “All the right moves”.
Questo missing moment dovrebbe situarsi un mese prima che Buffy venga riportata in vita, ovviamente il tutto dal punto di vista di Spike, lo sapete no che io sono e sarò sempre team Spuffy e ho sempre trovato
Spike un personaggio ed un vampiro molto più interessante e umanamente sfaccettato di Angel, perciò é naturale che soffra per lei…
Buona lettura e a presto.
Ladyhawke83


